Esplorare l’Antico Egitto da casa!

esplorare antico egitto da casa

esplorare antico egitto da casaContinuo a suggerire tour virtuali da percorrere senza spostarsi da casa. L’ho fatto per la mappa dei musei virtuali, per le Meraviglie d’Italia, per le visite virtuali da tutto il mondo. Oggi aggiungo una nuova chicca, interamente dedicata alla storia dell’Antico Egitto.

Si chiama “Vivi l’Egitto da casa” ed è un’iniziativa promossa da Eman Zeidan, assistente del Ministero egiziano del turismo e delle antichità.

Ogni settimana, a partire dalle 19:00, verrà “aperto” un monumento per consentirci di visitarlo digitalmente. L’annuncio del sito visitabile sarà fatto sulla pagina Facebook del Ministero. Al momento potete già visitare:

– Tomba di Menna a Luxor
– Tomba della regina Meresankh III
– Monastero rosso di Sohag
– Moschea della Madrassa di Sultan Barquq
– Necropoli di Beni Hasan

Se volete approfittare di questo lungo periodo di quarantena per accompagnare i vostri bambini a scoprire l’Antico Egitto, grazie alle tecnologie, ecco altre preziose risorse:

– Virtual Egypt in 3D
– Visitare l’antico Egitto grazie a Google Street View
– Gioco di realtà virtuale sull’antico Egitto
– Sito Web sull’antico Egitto

 

www.robertosconocchini.it




Greencube: é Made in Italy il primo micro-orto in orbita per coltivare verdure nello spazio

verdure spazio

verdure spazioUn micro-orto a 6mila km dalla Terra per coltivare verdure fresche destinate alle future esplorazioni spaziali. Si chiama GREENCUBE, è progettato da un team scientifico tutto italiano e sarà contenuto per la prima volta a bordo di un mini satellite che verrà lanciato in occasione del volo inaugurale del vettore ufficiale VEGA-C dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Il prototipo alla cui realizzazione partecipano ENEA, Università Federico II di Napoli e Sapienza Università di Roma, nel ruolo di coordinatore e titolare di un accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), misura 30x10x10 cm e si basa su colture idroponiche a ciclo chiuso in grado di garantire per i 20 giorni di sperimentazione un ciclo completo di crescita di microverdure, selezionate tra quelle più adatte a sopportare le condizioni estreme extraterrestri.

“Il progetto si inquadra nell’ambito della mission ENEA di trasferire all’industria e alle pubbliche amministrazioni i risultati della ricerca scientifica in un’ottica di sviluppo economico sostenibile, in questo caso attraverso competenze, infrastrutture e professionalità maturate nella coltivazione in ambienti chiusi e confinati di ortaggi freschi per uso industriale e in ambienti estremi, come lo spazio”, sottolinea Luca Nardi, ricercatore del Laboratorio Biotecnologie ENEA. “Il sistema di coltivazione in orbita consentirà di massimizzare l’efficienza sia in termini di volume che di consumo di energia, aria, acqua e nutrienti e durante la missione verrà affiancato da esperimenti di coltivazione a terra in apposite camere per poter verificare gli effetti sulle piante oltre che delle radiazioni anche della bassa pressione e della microgravità”, aggiunge Nardi.

Alloggiato in un ambiente pressurizzato e confinato, il micro-orto GREENCUBE sarà dotato di un sistema integrato di sensori hi-tech per il monitoraggio e controllo dei parametri ambientali, della crescita e dello stato di salute delle piante, e sarà progettato in modo da trasmettere a terra, in totale autonomia, tutte le informazioni acquisite, dando così la possibilità ai ricercatori di valutare la risposta delle piante alle condizioni di stress estremo.

“Il confronto tra i risultati degli esperimenti ottenuti nello spazio e a terra sarà cruciale per valutare la crescita delle microverdure in orbita e poterle utilizzare come alimento fresco ed altamente nutriente nelle future missioni”, conclude Nardi.

Quanto all’Università la Sapienza, come evidenzia Fabio Santoni, coordinatore del progetto, “GREENCUBE si inserisce nello sviluppo di una serie di nanosatelliti universitari, messi a punto per soddisfare le crescenti necessità di accesso rapido ed economico allo spazio da parte della comunità scientifica. Attualmente il nostro Laboratorio ha in orbita altri due satelliti e ne sta realizzando altri due nell’ambito di altre iniziative. La missione GREENCUBE ci consentirà di sviluppare ulteriormente le nostre capacità tecnologiche, permettendoci di provare in orbita dei nuovi sistemi di acquisizione e comunicazione dati e un sistema di propulsione elettrica. Siamo grati all’Agenzia Spaziale Italiana che ci supporta in queste attività”.

Il satellite verrà realizzato in due sezioni: due unità saranno dedicate al sistema di coltivazione e di controllo ambientale che, oltre alle microverdure e ai sensori, conterrà anche la soluzione nutritiva e l’atmosfera necessaria; la seconda unità invece ospiterà all’interno del “telaio” del satellite la piattaforma di gestione e controllo del veicolo spaziale.

Tra le esperienze di rilievo condotte in collaborazione con ASI e altri importanti partner anche internazionali, una simulazione di missione su Marte realizzata nel deserto dell’Oman (Hortextreme) e il recente progetto ReBUS, sempre finanziato da ASI e attualmente in corso, finalizzato allo studio di tecnologie e soluzioni a supporto della vita dell’uomo nello spazio durante le missioni di lunga durata su Luna e Marte.

 

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Coronavirus, l’esperto: “L’emergenza ha fatto decollare la sanità digitale”

sanita digitale

“L sanita digitale‘App per il monitoraggio dei Covid-positivi a casa, sistemi per video-visite e tele-controlli, ricette ormai dematerializzate e persino riabilitazione a distanza. “L’emergenza Covid-19, con l’isolamento forzato e la difficoltà a uscire, ha fatto decollare in Italia la sanità digitale, settore che rispetto a intrattenimento e viaggi, era finora rimasto indietro”.
A dirlo all’Adnkronos Salute è Roberto Ascione, Ceo di Healthware Group, società di consulenza specializzata, coinvolta nel progetto della startup Paginemediche che ha attivato strumenti digitali ad hoc per la gestione di Covid-19.

“Dal punto di vista generale – spiega l’esperto – alcune aree si sono rivelate di particolare interesse: ad esempio la telemedicina e il monitoraggio a distanza dei pazienti. Il fatto è che finora erano stati portati avanti diversi progetti per favorire l’adesione dei medici, ma avevano funzionato solo per piccoli gruppi. Con Paginemediche il 7 febbraio, ancora prima che l’emergenza esplodesse, sono stati rilasciati tre servizi per la gestione di Covid gratuiti e destinati ai medici: oltre 2 mila dottori si sono registrati e, senza una formazione specifica, hanno iniziato a utilizzarli, effettuando centinaia di video-visite ogni giorno. Una crescita quotidiana indice dell’utilità di questo approccio”.

Il chatbot che aiuta i pazienti a capire se c’è bisogno di un medico “ha totalizzato oltre 100 mila utilizzi, e questo ci porta a pensare che gli italiani erano pronti ad approcciarsi alla sanità digitale. Una serie di innovazioni che, ad esempio, possono semplificare anche il monitoraggio dei pazienti positivi seguiti a casa: segnalando a un medico se i dati inseriti dai suoi pazienti sono aggiornati e se sono emerse criticità, snelliscono tutta la procedura”. Insomma, per Ascione il futuro della digitalizzazione della sanità è segnato: “Sarei scioccato se, dopo l’emergenza Covid, si tornasse indietro”.

 

Adnkronos