Dialogo sulla ricerca della geologia nel Paese – Visioni scientifiche condivise tra Italia ed El Salvador

dialogo sulla ricerca della geologia nel paese visioni scientifiche condivise tra italia ed el salvador immagine15

dialogo sulla ricerca della geologia nel paese visioni scientifiche condivise tra italia ed el salvador immagine15Nell’ambito delle Celebrazioni per la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia di El Salvador, insieme al Consiglio dei Sindaci dell’Area Mcetropolitana di San Salvador (COAMSS) e il suo Ufficio di Pianificazione (OPAMSS), in collaborazione con l’Agenzia ltaliana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha realizzato il 27 marzo 2025 l’evento “Dialogo sulla ricerca della geologia nel Paese – Visioni scientifiche condivise tra Italia ed El Salvador”. Autorità ed esperti del settore della geologia si sono riuniti per discutere dei significativi risultati raggiunti nell’ambito della ricerca scientifica congiunta e realizzata grazie alla cooperazione tra Italia ed El Salvador. “La presenza di accademici italiani di spicco in El Salvador e un’importante occasione sia per intavolare un dialogo con i loro omologhi salvadoregni sulle materie in cui sono specializzati, sia per condividere conoscenze scientifiche e rafforzare il vincolo che lega i nostri Paesi” ha dichiarato in apertura l’Ambasciatore d’Italia Paolo Emanuele Rozo Sordini. L’evento s’inserisce nel contesto cella Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, un’opportunità unica per celebrare la più che ventennale traiettoria di collaborazione tra le istituzioni italiane e salvadoregne nella cooperazione scientifica in ambito geologico. Uno dei più recenti interventi in questo settore riguarda il progetto implementato dalle Università di Palermo e di Chieti-Pescara per la creazione del corso di studi in Scienze della Terra con enfasi in Geologia presso l’Università di El Salvador (UES), contribuendo alla formazione di futuri geologi che possano contribuire efficacemente alla mitigazione delle innumerevoli pericolosità naturali che caratterizzano El Salvador. Luis Rodriguez, Direttore Esecutivo del COAMSS-OPAMSS, ha visitato nei giorni scorsi il laboratorio di geoscienze inaugurato presso I’UES nel 2024 grazie al progetto, mostrando ammirazione per l’impegno dei docenti e degli studenti. “Pensiamo che quest’iniziativa abbia grande valore, per questo abbiamo deciso di avviare un programma di tirocinio per gli studenti del corso in geologia, affinché facciano esperienza con ¡ nostri tecnici dell’area di ricerca e pianificazione territoriale”. Il Direttore della Sede di San Salvador dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Paolo Gallizioli, ha aggiunto che “le università sono tra i principali alleati della Cooperazione italiana nella produzione e nello scambio di conoscenze, un fattore che questo evento vuole mettere in risalto per stimolare proposte, visioni e nuovi orizzonti per lo sviluppo del Paese”. Karla De Palma, Direttrice dell’Agenzia Salvadoregna per la Cooperazione Internazionale, ha sottolineato la rilevanza della cooperazione scientifica per sviluppare maggiori conoscenze circa la gestione del rischio di disastri e la sostenibilità ambientale in El Salvador. Agli interventi delle autorità ha fatto seguito una Tavola Rotonda sulle tematiche inerenti alla ricerca scientifica in ambito geologico, con relatori di gran calibro e con una solida esperienza nel settore, come: José Alexander Chávez Hernández della OPAMSS, Christian Conoscenti, Attilio Sulli e Giuseppe Giunta dell’Universita di Palermo, Mario Rainone dell’Università di Chieti-Pescara. Gli esperti hanno condiviso le loro conoscenze sulle tematiche della geomorfologia, geoidrologia, vulcanologia e sismologia, materie essenziali per studiare e mitigare le vulnerabilità territoriali di El Salvador e dell’America Centrale. All’evento hanno partecipato oltre cento invitati provenienti da diverse istituzioni nazionali e straniere, nonché con diversi bagagli culturali, che hanno contribuito a un’attiva sessione finale di domande e risposte. (Inform)




El Salvador. L’Italia promuove la ricerca scientifica in ambito geologico in America Centrale

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aics litalia promuove la ricerca scientifica in ambito geologico in america centrale immagine11 403x223Il 25 e il 26 marzo si è tenuto presso l’Università di El Salvador (UES) il workshop “Contributi della Cooperazione Italiana nella ricerca scientifica applicata alle Scienze della Terra”, con la partecipazione di autorità e professori di università italiane e centroamericane.

L’evento – sottolinea l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – rappresenta un’opportunità per valorizzare l’impegno italiano nella promozione di iniziative scientifiche innovative e di qualità in Paesi soci, come El Salvador. In particolare, in questa due giorni di workshop si evidenzia l’ampia e proficua collaborazione tra istituzioni italiane e salvadoregne nella ricerca scientifica in ambito geologico, sviluppata nel contesto del progetto CASTES. Grazie a tale progetto, finanziato dal Governo Italiano e implementato dall’Università di Palermo (Unipa), in collaborazione con l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara (Unich), si è istituito presso la Universidad de El Salvador (UES) il corso di laurea in Scienze della Terra con enfasi in Geologia. Il progetto ha rafforzato la formazione scientifica nelle Scienze Geologiche, sia teoriche che applicate, per la gestione e la mitigazione dei rischi, oltre a contribuire al miglioramento della capacità nazionale di gestione sostenibile delle risorse naturali e delle pericolosità ambientali. Tra i risultati ottenuti figurano le opportunità di formazione e di mobilità per gli insegnanti della UES e l’equipaggiamento di un laboratorio con strumentazione all’avanguardia per il supporto alla formazione e alla ricerca.

Il Rettore dell’Università di El Salvador, Juan Rosa Quintanilla, ha aperto il workshop dichiarando che «l’Italia, in vent’anni di collaborazione, è stata un pilastro fondamentale per lo sviluppo di questo corso di studi volto a garantire che i progetti di ricerca scientifica abbiano un impatto a livello nazionale e regionale».

L’Ambasciatore d’Italia in El Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, ha sottolineato che “l’Italia vanta 164 anni di relazioni diplomatiche con El Salvador e la cooperazione allo sviluppo è uno dei principali strumenti per la promozione di tali rapporti, incentrati sul dialogo e sull’arricchimento reciproco”. Ha aggiunto inoltre che “il laboratorio di geoscienze inaugurato nell’ottobre 2024 è l’immagine concreta e tangibile dell’Italia che valorizza la cooperazione universitaria e accademica, la qualità dei prodotti e la tecnologia di alto livello”. Paolo Gallizioli, Direttore della Sede di San Salvador dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha ricordato che «in El Salvador, l’Italia sta finanziando progetti in vari settori collaborando con sette università italiane, che danno un importante contributo non solo a livello economico ma anche a livello di formazione e ricerca in ambiti chiave per il Paese». All’inaugurazione dell’evento sono intervenuti anche Massimo Midiri, Rettore dell’Unipa, Liborio Stuppa, Rettore dell’Unich e Attilio Sulli, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Unipa. Durante il workshop, sono stati presentati alla comunità accademica e scientifica, composta da docenti, tecnici, ricercatori e studenti, gli importanti progressi e risultati ottenuti nell’ambito della cooperazione tra Italia ed El Salvador stimolata da CASTES. Esperti e professori di Scienze della Terra di entrambi i Paesi hanno presentato studi innovativi nelle materie della vulcanologia, sismologia, geomorfologia e ingegneria geologica. Tali ricerche contribuiscono allo sviluppo di strategie e strumenti di mitigazione dei rischi da disastri naturali in El Salvador e America Centrale, una regione particolarmente vulnerabile a questi fenomeni. Degno di nota, l’intervento del Prof. Giuseppe Giunta dell’Università di Palermo, che ha apportato una visione storica della cooperazione scientifica in America Centrale e in particolare in El Salvador, mettendo in luce il decennale cammino percorso ed evidenziando le sfide ancora da affrontare e le opportunità che la Diplomazia Scientifica del nostro Paese può contribuire a realizzare. (Inform)




“AI For Future” come ponte per l’innovazione Italia-USA: l’evento di WMF nella Silicon Valley

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27sanfranSi è concluso con successo l’AI For Future, evento organizzato da WMF – We Make Future – e Search On Media Group nel cuore della Silicon Valley, negli Stati Uniti, che ha riunito oltre 200 tra istituzioni, VCs e investitori, Big Tech, startup e esperti AI per una giornata dedicata all’Intelligenza Artificiale, alla collaborazione internazionale e all’open innovation.
Tra i presenti: Google, Meta, TikTok, Pinterest, LG NOVA, investitori della Bay Area, startup AI e stakeholder dell’ecosistema tecnologico USA.
L’evento, svoltosi il 18 marzo a San Francisco, in California, presso INNOVIT e realizzato con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha rappresentato la prima tappa americana del Road to WMF 2025 che culminerà a BolognaFiere dal 4 al 6 giugno. Presenti anche i rappresentanti istituzionali Sergio Strozzi, Console Generale d’Italia a San Francisco, Giosafat Riganò, Direttore ICE Los Angeles e Alberto Acito, Direttore di INNOVIT.
“Come Console Generale d’Italia a San Francisco sono lieto di presentare ai nostri partner il meglio dell’innovazione italiana” ha affermato Sergio Strozzi, Console Generale d’Italia a San Francisco. “Davanti a me, ho persone e rappresentanti della Stanford University, persone di Meta, Google, la rete degli scienziati italiani qui in California, altre organizzazioni come la Business Association Italy America, e numerosi stakeholder ed esperti dalla Silicon Valley e oltre. È un onore per me essere qui a presentare We Make Future, in quanto manifestazione che punta a far emergere le eccellenze italiane nel campo dell’innovazione e della tecnologia. Auspico la più ampia partecipazione da parte dei nostri partner americani a questo importante evento a giugno”.
A seguire, il Direttore ICE Los Angeles, Giosafat Riganò, che ha affermato: “We Make Future in Italia è ciò che INNOVIT rappresenta qui a San Francisco: un palco unico, una piattaforma senza paragoni dove l’eccellenza italiana può esprimere e amplificare tutto il suo potenziale. È davvero bellissimo avere qui oggi una combinazione così straordinaria di persone e competenze”. E prosegue: “Lasciatemi aggiungere che questo primo roadshow di We Make Future negli Stati Uniti è solo la prima tappa: il primo passo di un percorso che continuerà a Bologna, dal 4 al 6 giugno, con la più grande delegazione americana mai vista: investitori, venture capitalist, incubatori, acceleratori, giornalisti specializzati. Una delegazione davvero importante, organizzata dall’Agenzia ICE in stretta collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a San Francisco”.
AI For Future ha inoltre riunito alcuni dei principali esperti AI che sul palco dell’evento hanno portato molteplici prospettive, tra loro anche Nestor Maslej (Stanford University), Simona Capece (Google), Alicia Hanf (LG NOVA), Julia Yan (TikTok) Serena Perfetto (Pinterest), Simone Bianco (Altos Labs), Veronica Pitea (ACEPER) Paolo dello Vicario (Datrix Group) e Giorgio Taverniti (Search On Media Group) oltre ad alcuni dei principali VCs locali come Yamaha Music Innovations, Coelius Capital, Alchemist Accelerator, Fusion Software Solutions Co e US Market Access Center intervenuti nel panel “Investing in AI: Spotting the Next Game-Changing Startups”.
Con la partecipazione di esponenti istituzionali e rappresentanti di Big Tech, Corporate, VCs e startup innovative statunitensi, AI For Future ha riaffermato l’importanza della diplomazia dell’innovazione, un concetto chiave espresso da Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF – We Make Future durante il discorso di apertura.
“La Innovation Diplomacy è la chiave per costruire un futuro più equo e sostenibile. Solo unendo talenti, aziende e istituzioni possiamo trasformare l’innovazione e l’Intelligenza Artificiale in un’opportunità per tutti”, spiega Lombardo. “Questo è il cuore della Diplomazia dell’Innovazione, creare un dialogo costruttivo per garantire che l’AI sia un motore di sviluppo equo, sostenibile e accessibile a tutti. Il Business del Domani non si misura solo in profitti, ma nell’impatto generato e WMF è una piattaforma costruita per abilitare questa visione.”
Durante AI For Future è stata presentata in anteprima anche la nuova edizione del VC & Open Innovation Fest, uno degli eventi verticali centrali del WMF 2025. Con oltre 214 miliardi in Assets Under Management, 1.300 miliardi di Total Portfolio Value e più di 13.630 round di investimento gestiti, il Fest riunirà a Bologna fondi VC e CVC, corporate, startup, scaleup, istituzioni e stakeholder da oltre 90 Paesi, proponendo incontri B2B e B2G, roundtable e panel, pitch di startup e scaleup ed eventi esclusivi di business e networking come la Special Dinner (4 giugno), l’Investors Night e l’Innovation Night.
AI For Future ha riservato inoltre un grande attenzione al mondo delle startup con la finale della Startup Competition, un momento centrale dell’evento che ha visto confrontarsi alcune delle più promettenti realtà emergenti del panorama AI. (aise) 




“Lasciate che il virus dell’aviaria si diffonda”: la brillante idea del ministro della Salute americano

conferenza stampa robert f kennedy

conferenza stampa robert f kennedy
ROBERT BOB F KENNEDY JR

Robert F. Kennedy Jr., il “ministro” della Salute degli Stati Uniti – già no-vax acclarato – ha avuto una brillante idea per combattere l’influenza aviaria: smettere di abbattere i polli infetti e lasciare che il virus faccia il suo corso. Secondo Kennedy, questa “strategia” permetterebbe di individuare gli esemplari naturalmente immuni e preservarli. L’idea, ripetuta più volte su Fox News, ha trovato il sostegno del segretario all’Agricoltura Brooke Rollins, che ha parlato di progetti pilota per testare la teoria.

Ma il mondo scientifico ha risposto con un coro unanime di critiche. “È una pessima idea per una serie di ragioni”, ha dichiarato la veterinaria Gail Hansen. L’influenza aviaria H5N1 ha già colpito 166 milioni di uccelli negli Stati Uniti dal 2022. Ogni nuova infezione aumenta il rischio di mutazioni pericolose, non solo per il pollame ma anche per gli esseri umani. “Se il virus si diffondesse in un allevamento da cinque milioni di capi, avrebbe cinque milioni di possibilità di evolversi”, ha avvertito Hansen.

Oltre al rischio sanitario, gli esperti sottolineano le conseguenze economiche e il problema del benessere animale. Il virus provoca sofferenze estreme agli uccelli, che sviluppano gravi sintomi prima di morire. “Lasciare che il virus si diffonda è una ricetta per il disastro”, ha detto David Swayne, ex veterinario dell’USDA.

Kennedy sostiene che alcuni uccelli potrebbero avere un’immunità naturale, ma gli scienziati smentiscono: polli e tacchini da allevamento hanno una variabilità genetica troppo ridotta per sviluppare resistenza. Inoltre, qualsiasi sopravvissuto non sarebbe commerciabile secondo le normative sanitarie.

Anche dal punto di vista commerciale, la strategia sarebbe un suicidio: un’esplosione incontrollata del virus porterebbe a embargo internazionali sul pollame americano, con perdite incalcolabili per l’industria.

Agenzia DIRE – www.dire.it




La Dieta Mediterranea come terapia. Le linee guida

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dietamediterranea23Le evidenze scientifiche sugli effetti positivi della Dieta Mediterranea (DM) sono ormai tali che questa può essere raccomandata in diversi contesti clinici e per diverse patologie, influendo su prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione. Per definire gli standard della sua definizione e delle sue varie applicazioni sono state elaborate le prime Linee Guida sulla Dieta Mediterranea, promosse dalla Fondazione Dieta Mediterranea, dalla Società Italiana Nutrizione artificiale e metabolismo (SINPE) e dalla Società Italiana Per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) con il supporto metodologico dell’Iss.
“Le linee guida sulla Dieta Mediterranea – commenta Marco Silano, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrinometaboliche e dell’invecchiamento dell’Iss – mirano a promuovere uno stile di vita sano, basato sull’equilibrio nutrizionale e sulla sostenibilità ambientale. Le raccomandazioni alimentari sono state elaborate alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, con particolare attenzione agli effetti benefici della Dieta Mediterranea nella prevenzione e trattamento delle malattie cronico-degenerative e alla sua importanza per la salute del pianeta”.
Il documento risponde a dieci domande, da ‘Qual è l’efficacia della DM nel ridurre la mortalità’ a ‘La DM è sostenibile?’, ed è stato realizzato con il contributo di oltre 20 Società Scientifiche nazionali e stakeholder. E’ il risultato di un’approfondita analisi della letteratura scientifica e del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti, che ha portato a elaborare oltre 50 raccomandazioni sull’impatto della Dieta Mediterranea su mortalità, malattie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, metaboliche, muscolo-scheletriche, fragilità e disabilità nell’anziano, malattie autoimmuni, malattie della gravidanza, con un’indicazione di quanto forti siano le evidenze sull’efficacia. Inoltre, sono stati preparati dei quesiti specifici per definire attualmente cos’è la dieta Mediterranea ed i benefici economici. Il contenuto è destinato a tutti i professionisti sanitari e sociali coinvolti nella promozione e nell’applicazione della Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione in qualsiasi setting di cura e presa in carico, così come nei vari contesti di intervento. Inoltre, le raccomandazioni contenute nel documento sono rivolte anche ai decisori politici e ai responsabili di strutture sanitarie, sociali ed educative.
“La Dieta Mediterranea che ha non è solo un patrimonio culturale, ma rappresenta un modello alimentare riconosciuto dall’UNESCO come bene immateriale dell’umanità – commenta Nicola Veronese della Saint Camillus International University of Health Sciences – . Con queste nuove linee guida si intende rafforzare il suo ruolo nella prevenzione, a diversi livelli, e nella promozione della salute pubblica”. (aise)




A San Francisco i progettisti italiani con l’Innovit

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Essere protagonisti di un’esperienza di vita e di lavoro irripetibile, nel cuore della Silicon Valley, in contatto con mentor, esperti e protagonisti dell’innovazione. Confrontarsi con mentor importanti ed esponenti delle big tech per meglio orientare le scelte strategiche e lo sviluppo del proprio progetto imprenditoriale. Accelerare la competitività internazionale e i processi di scaling del proprio modello di business, apprendendo contenuti e metodologie innovative. Partecipare ad appuntamenti strutturati di networking, nei quali incontrare investitori internazionali e potenziali partner strategici e commerciali. Sono le ragioni per cui rispondere alla chiamata di Innovit, il centro dell’innovazione italiana a San Francisco, nato per aiutare startup e PMI innovative italiane portandole fisicamente dove avvengono le più importanti trasformazioni tecnologiche.
Nato per iniziativa della Farnesina in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti e il Consolato Generale d’Italia a San Francisco e realizzato con il sostegno di Agenzia ICE e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, Innovit è attualmente gestito in maniera congiunta da Fondazione Giacomo Brodolini e Entopan Innovation.
Ogni anno Innovit, attraverso i programmi di accelerazione Call4Innovit, della durata di circa un mese, offre alle imprese partecipanti un primo tutoraggio online. In una seconda fase, le imprese volano a San Francisco per un periodo di incontri, workshop e visite che culmina in un demo day.
Grazie a questi programmi di accelerazione, le imprese italiane possono affacciarsi sull’ecosistema della Sylicon Valley con una significativa riduzione dei costi individuali ed entrare in contatto con una fitta rete di investitori e mentor, questi ultimi più di 600.
In soli due anni Innovit ha accelerato circa 250 startup e PMI, ha assistito più di 500 aziende e organizzato 176 eventi e 15 demo day.
Sono già partiti i bandi per i programmi di Innovit per il 2025, che quest’anno si concentreranno su sei settori specifici: gaming, economia dello spazio, scienze della vita, fashion and beauty tech, robotica, economia verde.
Per startup e PMI innovative interessate, sono ancora aperte le candidature per tutti i programmi, tranne quello del gaming.
Per ogni call, sono previsti dei webinar di presentazione, con interventi di esponenti di Innovit, di Agenzia ICE e del Ministero stesso. Il prossimo, dedicato al campo della space economy, si terrà il 12 marzo alle 17 ore italiane. Per partecipare basta registrarsi a questo link.
Maggiori informazioni sui programmi di Innovit, sulle scadenze – diverse – di ciascun bando e sui requisiti di partecipazione sono disponibili sul sito call4innovitsf.com. (aise)




Italia protagonista nell’allunaggio della NASA: il successo di LuGRE sulla Luna

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3lugreIeri, 2 marzo 2025, alle 9:34 ora italiana, il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace ha completato con successo un allunaggio morbido nel Mare delle Crisi. A bordo del veicolo, parte del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, si trovano dieci strumenti scientifici, tra cui il ricevitore italiano LuGRE.
LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) rappresenta un traguardo significativo per la ricerca spaziale italiana. Sviluppato da Qascom per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in collaborazione con la NASA e con il supporto scientifico del Politecnico di Torino, è il primo ricevitore GNSS a operare oltre l’orbita bassa terrestre. Il dispositivo ha già dimostrato la capacità di acquisire segnali GPS e Galileo a distanze record, raggiungendo fino a 410.000 km dalla Terra.
L’allunaggio di Blue Ghost è avvenuto dopo due mesi di viaggio e tre settimane in orbita lunare, con una discesa controllata dai retrorazzi. Ora il lander ha a disposizione 16 giorni di luce solare per completare le operazioni scientifiche prima dell’arrivo della notte lunare, che porterebbe temperature estremamente rigide. L’esperimento fornirà dati fondamentali per lo sviluppo di future tecnologie di navigazione spaziale, contribuendo a migliorare la precisione dei ricevitori satellitari per le missioni nello spazio profondo.
“LuGRE è una sfida vinta, che conferma l’elevato profilo mondiale del nostro settore spaziale,” ha dichiarato Teodoro Valente, presidente dell’ASI. “Questo traguardo è il risultato della competenza e della dedizione del team di Qascom, del Politecnico di Torino e del personale dell’ASI, che con il loro lavoro hanno reso possibile un passo avanti cruciale nell’esplorazione lunare”.
L’Italia si conferma dunque un partner di primo piano nelle missioni spaziali internazionali. La collaborazione con la NASA e il ruolo centrale nel programma CLPS rafforzano la posizione del nostro Paese nell’ambito della ricerca aerospaziale. I dati raccolti da LuGRE nei prossimi mesi saranno cruciali per le future missioni lunari e potrebbero aprire la strada a nuovi avanzamenti tecnologici nel campo della navigazione spaziale.
Con questa missione, l’Italia ribadisce il proprio impegno nell’esplorazione della Luna, partecipando attivamente alle operazioni scientifiche e tecnologiche che definiranno il futuro delle missioni spaziali. Il successo di LuGRE non è solo un trionfo della ricerca italiana, ma un passo decisivo verso un’era di esplorazione sempre più autonoma e precisa nel nostro sistema solare.
Aggiornamento
LuGRE ha comunicato dalla Luna, captando segnali dal sistema di navigazione terrestre GNSS. Ne dà notizia l’Asi spiegando che il ricevitore italiano è stato acceso con successo il 3 marzo alle 7:10 (ora italiana). LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) è una missione congiunta dell’Agenzia Spaziale Italiana e della NASA, sviluppata in Italia da Qascom, con il supporto scientifico del Politecnico di Torino. Questo innovativo ricevitore è progettato per testare l’uso dei segnali GNSS nello spazio profondo, un passo cruciale per la navigazione lunare e interplanetaria. LuGRE ha raggiunto la Luna ieri mattina alle 9:34 ora italiana a bordo del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace. (gabriella ferrero\aise) 




Un cervello vetrificato a Ercolano con la calda nube di cenere vesuviana del 79 d.C.: la ricerca italo-tedesca

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27cnrcampaniaÈ un caso unico nel suo genere la formazione di materiale organico vetrificato, trovato nel cranio di un giovane adulto maschio, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C e trovato disteso nel suo letto nel Collegium Augustalium, nel Parco Archeologico di Ercolano. In natura il vetro è una materiale poco comune (la sua formazione richiede un rapido raffreddamento dallo stato liquido, tale da non permetterne la cristallizzazione quando diventa solido). Il ritrovamento di materiale cerebrale vetrificato a Ercolano richiede dunque condizioni molto specifiche che sono state svelate da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo italiano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, Guido Giordano, e appena pubblicate su Scientific Reports dal titolo “Unique formation of organic glass from a human brain in the Vesuvius eruption of 79 CE”.
Le analisi – che hanno incluso l’acquisizione di immagini in microscopia elettronica, la spettrometria Raman ed esperimenti calorimetrici sui frammenti di cervello – hanno dimostrato che la vetrificazione cerebrale è avvenuta attraverso un processo del tutto unico di rapida esposizione del materiale organico prima ad altissima temperatura, almeno 510 °C, e di un suo successivo ancor più rapido raffreddamento. Il vetro che si è formato come risultato di questo processo ha permesso una preservazione integrale del materiale cerebrale e delle sue microstrutture.
Il gruppo di ricerca, che si compone ulteriormente da Alessandra Pensa (Roma Tre e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Italia), Alessandro Vona (Roma Tre, Italia), Danilo Di Genova (CNR-ISSMC Istituto di Scienza, Tecnologia e Sostenibilità per lo sviluppo dei Materiali Ceramici, Italia), Raschid Al-Mukadam (Technische Universität Clausthal, Germania), Claudia Romano (Roma Tre, Italia), Joachim Deubener (Technische Universität Clausthal, Germania), Alessandro Frontoni (Roma Tre, Italia), Pier Paolo Petrone (Università di Napoli Federico II, Italia), ha osservato che il materiale cerebrale non si sarebbe potuto vetrificare se l’individuo fosse stato riscaldato esclusivamente dai flussi piroclastici che hanno seppellito Ercolano, poiché i depositi di questi flussi, le cui temperature non hanno superato i 465 gradi Celsius, si sono raffreddati molto lentamente ed avrebbero totalmente distrutto il materiale organico a meno che esso non si fosse già trasformato in vetro.
“Sulla base delle nostre scoperte e dell’analogia con moderne osservazioni sulle eruzioni vulcaniche – racconta Giordano – ipotizziamo che nel 79 d.C. si sia verificato tale scenario: dopo le prime ore di eruzione che produssero la colonna eruttiva osservata e descritta da Plinio il Giovane, nella notte del 24 agosto (o forse 24 ottobre come recenti scoperte suggeriscono) iniziarono i primi flussi piroclastici che progressivamente distrussero Ercolano. Il primo di essi raggiunse la città solo con la sua parte di nube di cenere diluita ma caldissima, ben oltre i 510 gradi Celsius. Lasciò a terra pochi centimetri di cenere finissima, ma l’impatto termico fu terribile e mortale, seppur sufficientemente breve da lasciare – almeno nell’unico caso del ritrovamento nel Collegium Augustalium – resti di cervello ancora intatti. La nube deve essersi poi altrettanto rapidamente dissipata, consentendo a questi resti di raffreddarsi così rapidamente da innescare il processo di vetrificazione. Solo più tardi nella notte la città fu completamente seppellita dai depositi dei flussi piroclastici. Questo scenario è di grandissima importanza non solo per la ricostruzione storica e vulcanologica, ma anche ai fini di protezione civile, perché definisce un’altissima pericolosità anche per flussi molto diluiti che non hanno grandi impatti sulle strutture ma che possono essere letali per le loro temperature, la cui conoscenza può tradursi in efficaci misure di prevenzione e mitigazione”.
Danilo Di Genova ha sottolineato l’importanza delle analisi sperimentali che hanno consentito di definire la storia termica del materiale. “Per comprendere il processo di vetrificazione abbiamo condotto delle analisi sperimentali riportando i frammenti di cervello alle temperature a cui si sono trasformati in vetro con cicli di riscaldamento e raffreddamento a velocità variabili con apparecchiature molto sofisticate, grazie ad una collaborazione tra CNR-ISSMC, il Dipartimento di Scienze di Roma Tre e la Technische Universität Clausthal.
Pier Paolo Petrone ringrazia la decennale collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e, in particolare, con il suo direttore, Francesco Sirano, che ha consentito la scoperta e lo studio del cervello, e sottolinea l’eccezionalità del ritrovamento. “Un materiale cerebrale e spinale come questo, vetrificato, non solo non è mai stato trovato in nessun’altra delle centinaia di scheletri di vittime dell’eruzione vesuviana del 79 d.C., ma costituisce l’unico esempio del genere conosciuto al mondo. È probabile che le particolari condizioni verificatesi all’inizio dell’eruzione nel luogo di rinvenimento, nonché la protezione delle ossa del cranio e della colonna vertebrale dell’individuo abbiano creato le condizioni perché il cervello e il midollo osseo sopravvivessero all’impatto termico, permettendo poi di formare questo vetro organico unico”. (aise) 




A New York si è parlato di “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”

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a new york levento sul tema tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica opportunita e sfide immagine4L’Italia, in occasione della decima sessione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla sicurezza nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha organizzato Il 18 febbraio 2025 a New York un evento dedicato al tema “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”. La Farnesina – informa la nota – è in prima linea nel promuovere una forte azione internazionale a tutela della sicurezza globale, anche nel settore strategico delle nuove tecnologie. Con la crescente integrazione dei sistemi digitali nella vita quotidiana, la sicurezza informatica rappresenta una priorità fondamentale per i governi, le industrie e i singoli individui. Inoltre, l’avvento della tecnologia quantistica presenta opportunità significative, ma anche sfide formidabili, con implicazioni sulla sicurezza cibernetica che richiedono grande attenzione da parte della comunità internazionale. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2025 come “Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica”. L’evento, organizzato dalla Rappresentanza italiana al Palazzo di Vetro, è stato aperto da un intervento del Rappresentante Permanente d’Italia, Amb. Maurizio Massari, a cui hanno fatto seguito i contributi degli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana (ACN), dell’Unità delle Nazioni Unite per la Scienza, la Tecnologia e la Sicurezza Internazionale, e dell’Istituto dell’ONU per la Ricerca sul Disarmo (UNIDIR), moderati dall’Inviato Speciale del Ministro Tajani per la sicurezza cibernetica e capo dell’Unità Innovazione Tecnologica della Farnesina, Diego Brasioli. L’incontro è stato promosso insieme al Ghana, a dimostrazione dell’impegno italiano a collaborare con i Paesi del Continente africano nell’ottica di partenariato portata avanti con il Piano Mattei, per affrontare insieme le crescenti sfide nello spazio digitale. (Inform)




L’Italia va in Antartide con Concordia

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17concordiaÈ iniziata a Concordia, presso la base italo-francese, la 21a missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e attuato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della sua nave da ricerca Laura Bassi.
Con un simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a Concordia, Riccardo Scipinotti (ENEA) ha affidato la gestione della stazione alla glaciologa Simona Grimaldi (Università di Catania) che guiderà, come capo spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 winterover, composto da 6 italiani del PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV) e un medico inglese dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
A oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 winterover trascorreranno nella base italo-francese il lungo inverno antartico, nel corso del quale le temperature possono raggiungere anche i -80°C. In completo isolamento per nove mesi e con tre mesi di notte polare, ossia in totale assenza di luce, il team garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti, su diverse discipline. Spessore del ghiaccio superiore a 3 chilometri, bassa umidità, alta visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento rendono Concordia uno straordinario laboratorio per studi su: criosfera; climatologia; chimica e fisica dell’atmosfera; geomagnetismo e sismologia; astrofisica e meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre Concordia un prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle missioni spaziali. Per questo ESA porterà avanti 7 progetti di biomedicina e gli stessi invernanti saranno sottoposti da parte del medico a una costante osservazione scientifica che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e sociale in condizioni di vita estreme, simili a quelle spaziali.
A Concordia, durante la campagna estiva, si è svolta e conclusa la 4a campagna di perforazione del progetto europeo Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di 2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia sottostante. Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica della Terra, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le concentrazioni di gas ad effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni e probabilmente oltre. Partecipano al progetto per l’Italia anche l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’ENEA, che gestisce le attività logistiche insieme all’IPEV.
Mentre a Concordia inizia la campagna invernale, sulla costa di Baia Terra Nova chiude la stazione italiana Mario Zucchelli, segnando il termine della 40a missione estiva del PNRA presso le basi antartiche, dove sono stati portati avanti 14 progetti di ricerca che hanno coinvolto 140 persone tra ricercatori, ricercatrici e personale tecnico, di cui 17 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, sotto la guida del capospedizione Rocco Ascione (ENEA). Le attività scientifiche presso la stazione Mario Zucchelli sono state coordinate nel primo periodo da Gaetano Giudice, ricercatore dell’Ingv e nel secondo periodo da Nicoletta Ademollo, ricercatrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr. Le attività hanno coinvolto nove osservatori permanenti, fondamentali per il monitoraggio continuo di fenomeni legati alla climatologia, sismologia, geomagnetismo, alta atmosfera e meteorologia spaziale. Altri osservatori continueranno ad acquisire dati essenziali per il monitoraggio vulcanologico, per analizzare le modificazioni delle comunità microbiche, del permafrost e della vegetazione. I team di ricerca hanno inoltre acquisito dati e campioni per analizzare l’evoluzione stagionale delle superfici e dell’idrografia sopraglaciale sul Nansen Ice Shelf, il ruolo del ghiaccio marino nel ciclo del mercurio, la biodiversità, l’evoluzione, l’adattamento e i meccanismi immunitari degli organismi antartici e l’adattamento del microbioma umano.
“Tutte le operazioni previste per i progetti di ricerca, molti dei quali al primo anno di campagna, sono state portate a temine con successo. Team di ricerca multidisciplinari di diverse istituzioni scientifiche hanno analizzato e approfondito i diversi aspetti del fragile ecosistema antartico e l’ottimo andamento delle attività conferma il valore e l’importanza delle ricerche in Antartide, un territorio chiave per la comprensione dei cambiamenti climatici e delle dinamiche ambientali globali”, afferma la direttrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr, Giuliana Panieri.
Le attività della 40a campagna estiva proseguono fino a marzo sulla rompighiaccio Laura Bassi, che nel Mare di Ross sta conducendo 6 progetti di ricerca.
Durante la 40a spedizione, sotto la guida del capo base Francesco Pellegrino (ENEA), sono stati condotti lavori di manutenzione straordinaria e di ripristino delle piattaforme scientifiche a Zucchelli, tra cui la cupola del telescopio di OASI. Inoltre, è stata raddoppiata la potenza installata dell’impianto fotovoltaico (da 62 kWp a 113 kWp) per produrre fino al 25% del fabbisogno di energia elettrica della stazione. “Grazie al finanziamento straordinario messo a disposizione dal MUR, proseguiranno le opere di efficientamento e ammodernamento delle basi. Inoltre, sarà portata alla piena operatività l’aviopista di Boulder Clay costruita vicino alla stazione Mario Zucchelli, che così potrà diventare un asset fondamentale nell’area del Mare di Ross”, spiega Elena Campana, direttrice dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA. (aise)