Praga, Conferenza di Samantha Cristoforetti sull’esplorazione spaziale

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praga conferenza di samantha cristoforetti sullesplorazione spazialeL’Istituto Italiano di Cultura di Praga ospiterà, il prossimo 14 settembre, una conferenza di Samantha Cristoforetti, astronauta ed ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che illustrerà le prospettive future dell’esplorazione umana nello spazio e spiegherà come si sta preparando la società che lo abiterà.

La Conferenza sarà anche l’occasione per lanciare una Call for Ideas tra gli studenti delle classi bilingue del Liceo Ústavní Gymnasium, invitati a proporre nuovi esperimenti per la ISS.

L’immaginario della vita nello spazio si sta modificando e tra pochi anni andare sulla Luna non sarà più una cosa straordinaria. Tuttavia, viaggiare fuori dal nostro pianeta non è così semplice come può sembrare. Il programma di esplorazione spaziale è l’occasione per valorizzare l’uso di tecnologie e sistemi innovativi, per imparare a sostenere la vita umana in ambienti estremi e per favorire collaborazioni a livello globale. In questo contesto, assicurare all’Europa un ruolo centrale offrirà un’opportunità unica per partecipare alla più grande sfida dell’umanità, preservando un ruolo geopolitico ed economico di prestigio e ispirando le prossime generazioni.




Sottosegretario Tripodi: “Diplomazia Scientifica pilastro dell’azione Farnesina. Puntiamo a maggiore cooperazione con partner”

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downloadIl Sottosegretario agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, è intervenuta all’Universita’ “Kore” di Enna nel corso del convegno scientifico “Servizio Sanitario Nazionale e la formazione in Sanità, inaugurando la sessione “Medicina nel contesto internazionale e mediterraneo”.

Tripodi ha sottolineato come la globalizzazione abbia portato con sé enormi sfide di carattere sociale e sanitario. “La pandemia di Covid ha messo a dura prova l’umanità. Eppure siamo riusciti a fermarla e a risollevarci. Il contributo della scienza, dell’innovazione, della cooperazione internazionale è stato straordinario” – ha detto. L’Italia, ha proseguito il Sottosegretario, punta a una cooperazione scientifica e tecnologica internazionale aperta, inclusiva e lungimirante, e la diplomazia scientifica è diventata uno dei pilastri dell’azione della Farnesina.
“Occorre promuovere nuovi partenariati internazionali, condividere dati clinici e conoscenze. Il Governo crede fermamente nel valore della ricerca scientifica quale strumento imprescindibile per lo sviluppo del Paese”, ha evidenziato il Sottosegretario.

“Investire in ricerca – in questo mondo sempre più complesso – è l’unica vera garanzia di futuro. Il MAECI, in questa prospettiva, investirà le sue risorse e si impegnerà nello sviluppo di rapporti bilaterali e multilaterali sempre più solidi.” – ha concluso Tripodi.




USA. Con MIRABILIS scienza e scuola si incontrano a Houston

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18houstonMIRABILIS è l’acronimo di “MIraculous RAnge of Beauty ILlustrations In Science”, il concorso per immagini lanciato dal Consolato Generale d’Italia a Houston.
L’iniziativa mira a mettere in luce il notevole contributo degli scienziati italiani all’interno della circoscrizione di competenza del Consolato attraverso immagini scientifiche accattivanti.
La seconda fase di MIRABILIS è ora aperta alle High School in Texas, Arkansas, Louisiana e Oklahoma.
Il Consolato Generale invita dunque i docenti o i dirigenti dello staff delle scuole superiori di questi quattro Stati a iscrivere la scuola al concorso. Votando l’immagine preferita, la scuola avrà la possibilità di accedere alle iniziative didattiche STEM e saranno gli stessi scienziati italiani che partecipano al concorso ad offrire un seminario gratuito e informativo a 40 scuole partecipanti selezionate attraverso una lotteria.
Questa esperienza consentirà agli studenti di sviluppare il loro interesse per argomenti scientifici e metodi applicati in vari campi della scienza, attraverso la conoscenza e l’esperienza di scienziati italiani che lavorano negli Stati Uniti.
La galleria delle immagini da votare è accessibile dal sito del concorso e il trailer di presentazione di tutte le immagini è disponibile sul canale YouTube del Consolato Generale. I collegamenti possono essere condivisi liberamente.
La scadenza del concorso è fissata al 15 settembre 2023.
Per qualsiasi ulteriore informazione, si può contattare il Consolato Generale all’indirizzo email houston.scienza@esteri.it. (aise)




Con un algoritmo scoprono un asteroide “potenzialmente pericoloso” per la Terra

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111925139 a37f244b 2ada 4b0f a6de 4ccc4a7a0748Un algoritmo per la scoperta di asteroidi, elaborato dai ricercatori Università di Washington, progettato per scoprire asteroidi vicini alla Terra per la prossima indagine decennale del Vera C. Rubin Observatory sul cielo notturno, ha identificato il primo asteroide “potenzialmente pericoloso”, termine che indica le rocce spaziali nelle vicinanze della Terra che gli scienziati desiderano tenere d’occhio.

L’asteroide, lungo circa 180 metri e denominato 2022 SF289, è stato scoperto durante un test dell’algoritmo con il sistema di rilevamento Atlas alle Hawaii. Il ritrovamento di 2022 SF289, che non rappresenta un rischio per la Terra nel prossimo futuro, conferma che l’algoritmo di nuova generazione, noto come HelioLinc3D, è in grado di identificare gli asteroidi vicini alla Terra con un numero di osservazioni inferiore e più disperso rispetto a quello richiesto dai metodi attuali.

“Dimostrando l’efficacia nel mondo reale del software che Rubin utilizzerà per cercare migliaia di asteroidi potenzialmente pericolosi ancora sconosciuti, la scoperta di 2022 SF289 ci rende tutti più sicuri”, ha dichiarato Ari Heinze, scienziato di Rubin, principale sviluppatore di HelioLinc3D e ricercatore dell’Università di Washington. Il sistema solare ospita decine di milioni di corpi rocciosi che vanno da piccoli asteroidi non più grandi di qualche metro, a pianeti nani delle dimensioni della nostra luna. Questi oggetti risalgono a un’epoca di oltre quattro miliardi di anni fa, quando i pianeti del nostro sistema si sono formati e hanno assunto le posizioni attuali. La maggior parte di questi corpi sono distanti, ma alcuni orbitano vicino alla Terra e sono noti come oggetti near-Earth, o NEO. I più vicini, quelli con una traiettoria che li porta a circa 5 milioni di chilometri dall’orbita terrestre, ovvero circa 20 volte la distanza tra la Terra e la Luna, meritano un’attenzione particolare.

Questi “asteroidi potenzialmente pericolosi”, o PHA, vengono sistematicamente cercati e monitorati per garantire che non entrino in collisione con la Terra, un evento potenzialmente devastante. Gli scienziati cercano i PHA utilizzando sistemi di telescopi specializzati, come l’indagine Atlasfinanziata dalla Nasa e gestita da un team dell’Istituto di Astronomia dell’Università delle Hawaii. Per farlo, scattano immagini di parti del cielo almeno quattro volte ogni notte. La scoperta viene fatta quando si nota un punto di luce che si muove in modo inequivocabile in linea retta nel corso della serie di immagini.

Gli scienziati hanno scoperto circa 2.350 PHA con questo metodo, ma si stima che almeno altrettanti siano in attesa di essere scoperti. Dalla sua cima sulle Ande cilene, l’Osservatorio Vera C. Rubin si unirà alla caccia di questi oggetti all’inizio del 2025. Finanziato principalmente dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, le osservazioni di Rubin aumenteranno il tasso di scoperta dei PHA. Rubin scansionerà il cielo con una rapidità senza precedenti grazie al suo specchio di 8,4 metri e alla massiccia fotocamera da 3.200 megapixel, visitando i punti del cielo due volte per notte anziché le quattro volte necessarie ai telescopi attuali. Ma, con questa nuova cadenza di osservazione, i ricercatori hanno bisogno di un nuovo tipo di algoritmo di scoperta per individuare in modo affidabile le rocce spaziali. Il gruppo di ricerca di Rubin che si occupa di software per il sistema solare presso il DiRAC Institute dell’Università di Washington ha lavorato proprio per sviluppare tali codici.

Lavorando con l’astrofisico senior dello Smithsonian e il docente dell’Università di Harvard Matthew Holman, che nel 2018 è stato il pioniere di una nuova classe di algoritmi di ricerca di asteroidi eliocentrici, Heinze e Siegfried Eggl, un ex ricercatore dell’Università di Washington che ora è professore assistente presso l’Università dell’Illinois a Urbana Champaign, hanno sviluppato HelioLinc3D, un codice in grado di trovare asteroidi nel set di dati di Rubin.

Con Rubin ancora in fase di costruzione, Heinze ed Eggl hanno voluto testare HelioLinc3D per vedere se fosse in grado di scoprire un nuovo asteroide nei dati esistenti. John Tonry e Larry Denneau, astronomi capo di Atlas, hanno offerto i loro dati per un test. La squadra di scienziati di Rubin ha impostato HelioLinc3D per cercare tra questi dati e il 18 luglio 2023 ha individuato il suo primo PHA, noto come 2022 SF289, inizialmente fotografato da Atlasil 19 settembre 2022 a una distanza di 13 milioni di chilometri dalla Terra. “Qualsiasi indagine avrà difficoltà a scoprire oggetti come 2022 SF289 che sono vicini al suo limite di sensibilità, ma HelioLinc3D dimostra che è possibile recuperare questi oggetti deboli purché siano visibili per diverse notti e questo ci permette di avere un telescopio più grande e migliore’”, ha detto Denneau.

agi.it




Associazione Ricercatori Italiani in Messico a congresso in ottobre

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arimvertL’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico ha esteso oggi l’invito al Congresso che si svolgerà il 5 e 6 ottobre 2023 presso l’Istituto Italiano di Cultura della capitale (Francisco Sosa 77, Coyoacán) con l’obiettivo di diffondere il lavoro svolto dagli studiosi italiani in questo Paese latinoamericano e di divulgare i progetti che si sviluppano attorno a temi legati all’Italia.

L’incontro sarà anche un’occasione per partecipare a tavole rotonde su temi accademici e prospettive di collaborazione, come la partecipazione a bandi per borse di studio o finanziamenti da parte dei governi di entrambi i Paesi.

Il Congresso è aperto a ricercatori italiani che operano in diversi campi della scienza, della tecnologia, del diritto, della medicina e delle discipline umanistiche.

Il comitato organizzatore invita, inoltre, gli studiosi di temi legati all’Italia ad inviare una sintesi della loro presentazione e a partecipare all’evento.

All’interno del programma è previsto uno spazio per illustrare le ricerche svolte dai nuovi membri dell’ARIM, nonché dagli interessati a condividere lo stato di avanzamento del proprio lavoro e i nuovi risultati raggiunti.

I riassunti e le sintesi curriculari devono essere inviati a: arimricercatori@gmail.com

Gli assi tematici previsti sono i seguenti:

  1. Studi di scienze fisico-matematiche e ingegneria.
  2. Studi di scienze biologiche, chimiche e sanitarie.
  3. Studi nelle scienze sociali.
  4. Studi umanistici e artistici.
  5. Italia/Messico: storie, attori e relazioni.

L’abstract della presentazione —in formato .doc o .docx— non deve superare le 400 parole in inglese, spagnolo o italiano e dovrà essere accompagnato da una scheda curriculare di mezza pagina.

La partecipazione al congresso richiede la previa registrazione. La quota di iscrizione è di 800 pesos messicani e comprende l’iscrizione all’ARIM per un anno.

Il pagamento deve essere effettuato tramite un deposito o un bonifico sul seguente conto bancario:

Banca: MULTIVA
Denominazione/Ragione Sociale: Associazione di Ricercatori Italiani in Messico ARIM AC
Clabe bancaria: 132180000076022512
Numero di conto: 00007602251
Riferimento: “Congreso de Investigadores Italianos – ARIM 2023, Nome e Cognome del partecipante”

Una volta effettuato il pagamento, la ricevuta dovrà essere inviata a arimricercatori@gmail.com, specificando nell’oggetto “Participación Congreso de Investigadores Italianos 2023, Nombre y Apellido del participante”.

Per coloro che sono già membri dell’ARIM, l’iscrizione è gratuita.

Il bando rimarrà aperto fino a lunedì 28 agosto 2023.

Il comitato organizzatore è composto da Rosanna Bonasia, Karen Matias, Stefano Santasilia, Lorenzo Borselli e Andrea Mutolo.

puntodincontro.mx




Sparkle inaugura Panama Digital Gateway

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downloadSparkle lancia Panama Digital Gateway (PDG), una stazione di approdo e connettività neutrale “Green” che ambisce a diventare l’hub digitale per tutto il Centro America, la regione andina e i Caraibi.

Panama Digital Gateway è un hub aperto di nuova generazione, il primo data center Green del Paese, dotato di tecnologie e infrastrutture all’avanguardia per soddisfare tutte le esigenze dei clienti. Situato a Corazal (Città di Panama), il nuovo edificio offre 5.500 metri quadrati di spazio per ospitare fino a 650 rack equivalenti e 3,5 MW di potenza scalabile.

Integrato con la dorsale globale di Sparkle – una rete in fibra che si estende per oltre 600.000 km attraverso l’Europa, l’Africa, le Americhe e l’Asia – Panama Digital Gateway è il punto di approdo di Curie, il sistema di cavi che collega la California al Cile con una diramazione a Panama sviluppato da Google e Sparkle, e si propone come punto di approdo per cavi sottomarini di prossima realizzazione alla ricerca di un approdo diversificato in America Centrale, rafforzando così il ruolo di Panama come hub digitale strategico tra Nord e Sud America.




Targato Italia il primo volo sub-orbitale della Virgin

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185647026 6758fe44 66db 4367 ab25 74e6e83e9135È targato Italia il primo volo spaziale commerciale della Virgin Galactic, la compagnia fondata dal magnate inglese Richard Branson nel 2004: il volo sub-orbitale Galactic 01 ha portato a un’altitudine di 80 chilometri sopra il deserto del New Mexico due ufficiali dell’Aeronautica militare e un ricercatore del Cnr che hanno potuto condurre 13 esperimenti in condizioni di microgravità.

Si tratta della seconda missione completata con successo da Virgin Galactic in meno di due mesi e la compagnia ha confermato che ad agosto lancerà la seconda missione Galactic 02 per astronauti privati che dovrebbe aprire la strada a voli a cadenza mensile. Una svolta per una compagnia che da 20 cercava di affermarsi nella dimensione spaziale.

“Si apre una nuova era di accesso ripetibile e affidabile allo spazio per passeggeri e ricercatori privati”, ha commentato l’ad, Michael Colglazier. I biglietti per il tour, della durata di circa un’ora e mezza, dovrebbero costare 450.000 dollari, circa 400.000 euro.

La navetta Vss Unity è stata lanciata insieme al suo aereo madre, il Vms Eve, da uno spazioporto nello stato americano del New Mexico, e si è sganciata a un’altitudine di 14 chilometri per iniziare un breve volo completo prima di rientrare alla base, dopo 75 minuti. Gli esperimenti condotti riguardano termofluidodinamica, biomedicina e sviluppo di materiali innovativi e sostenibili in condizioni di microgravità.

“Sono molto orgoglioso di aver partecipato a questa missione”, ha detto il comandante della missione, il colonnello Walter Villadei dell’Aeronautica Militare, “questa collaborazione innovativa proietta l’Italia nella nuova era del volo spaziale commerciale come apripista, promuovendo l’innovazione e aprendo la strada a ulteriori miglioramenti tecnologici in questo dominio strategico”. Era italiano anche il pilota dello spazioplano, il comandante Nicola Pecile, ex pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare che ora lavora per Virgin Galactic.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni si e’ congratulata per “un traguardo che rappresenta un validissimo esempio di collaborazione istituzionale e una prima tappa verso lo sviluppo nella nostra nazione del volo suborbitale” e ha sottolineato come Aeronautica militare e Cnr abbiano “operato efficacemente e in sinergia a supporto dell’Italia”. “Lo spazio e’ dominio strategico di cui la Difesa e’ protagonista”, ha twittato il ministro della Difesa, Guido Crosetto.




La NASA festeggia l’arrivo dell’estate con una foto dalla Sicilia

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Il 21 giugno 2023 segna l’inizio del solstizio d’estate, dando il via libera alla stagione più calda dell’anno: la Nasa ha scelto di salutarlo pubblicando una foto italiana, realizzata da due astrofotografi italiani, Marcella Giulia Pace e Giuseppe De Donà, nella bellezza della campagna ragusana di Gatto Corvino. Lo scatto mostra il percorso apparente del Sole dall’ora di mezzogiorno fino al tramonto, nei giorni degli equinozi e dei solstizi rivelando le varie altezze che più raggiungere il Sole durante l’anno alle latitudini ragusane.

“Per convenzione – spiegano gli astrofotografi illustrando la foto che la Nasa pubblica qui: https://apod.nasa.gov/apod/ap230621.html – ci appropriamo del movimento apparente del Sole senza dimenticare che è la Terra a muoversi rispetto alla nostra Stella. Il Sole quindi, nei vari giorni dell’anno, compie una apparente traiettoria circolare attorno ad un osservatore terrestre, il quale ne vedrà solo una parte: quella che percorre il Sole quando si trova sopra l’orizzonte visibile.

La durata del giorno e della notte è identica

Il giorno dell’Equinozio il Cerchio di declinazione è visibile esattamente per metà. In questo giorno la durata del Dì e della Notte sarà identico. Il giorno del Solstizio d’Inverno, la maggior parte del Cerchio di Declinazione è sotto l’orizzonte, vediamo così, solo l’apice del Cerchio di Declinazione che mostra il tragitto del Sole come una curva perfetta che ci dice quanto poco stazioni il Sole nei nostri cieli in quel giorno.

Il giorno del Solstizio d’Estate la maggior parte del Cerchio di Declinazione resta sopra l’orizzonte. La linea Sinusoidale molto curva all’orizzonte al tramonto è come se accompagnasse il Sole che sta nuovamente preparandosi a sorgere dopo circa 9 ore”.

Non è la prima volta che un’immagine di Marcella Giulia Pace viene proposta tra le foto del giorno dell’agenzia spaziale americana a rappresentare il Solstizio d’estate. Accadde nel 2019 con un’immagine ripresa ancora da Gatto Corvino con l’analemma, il percorso apparente del sole in un anno (https://apod.nasa.gov/apod/ap190621.html). “La nostre foto dimostrano come scienza, arte e bellezza della natura – aggiungono Pace e Donà – possono fondersi per creare un risultato straordinario!”.

agi.it




Campi Flegrei, la crosta del vulcano si sta indebolendo: non si esclude l’eruzione

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La crosta della caldera della zona vulcanica dei Campi Flegrei risulterebbe indebolita, il che suggerirebbe la necessità di una maggiore attenzione per valutare la pericolosità effettiva della situazione.

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su “Communications Earth & Environment” da Christopher Kilburn, professore di Vulcanologia presso l’ University College London (UCL), da Stefano Carlino, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano (INGV-OV), da Nicola Alessandro Pino, primo ricercatore INGV-OV e da Stefania Danesi, primo ricercatore INGV Sezione Bologna. Va precisato che – secondo quanto riportato dall’INGV – “al momento i risultati della ricerca non hanno alcuna implicazione diretta su misure che riguardano la sicurezza della popolazione”.

Per il nuovo studio Il susseguirsi degli episodi di sollevamento degli ultimi decenni ha causato un progressivo indebolimento nella crosta della caldera dei Campi Flegrei. Dalla ricerca risulta che la crosta della caldera flegrea sta attraversando un progressivo passaggio da una fase “elastica” a una “inelastica”. L’autore principale, il professor Christopher Kilburn, ha dichiarato: “Il nostro nuovo studio conferma che i Campi Flegrei si stanno avvicinando alla rottura. Tuttavia, questo non significa che un’eruzione sia garantita. La rottura può aprire una crepa attraverso la crosta, ma il magma deve ancora essere spinto verso l’alto nel punto giusto perché si verifichi un’eruzione. Questa è la prima volta che applichiamo il nostro modello, che si basa sulla fisica di come le rocce si rompono, in tempo reale a qualsiasi vulcano. Il nostro primo utilizzo del modello è stato nel 2017 e da allora i Campi Flegrei si sono comportati come previsto, con un numero crescente di piccoli terremoti che indicano una pressione dal basso”.

Campi Flegrei vulcano non esclusa eruzione
©  agf

una cartina dei campi flegrei risalente al ‘600

La caldera

L’attività della caldera è causata da movimenti di fluidi che si troverebbero a circa 3 chilometri di profondità e che potrebbero essere costituiti sia da magma che da gas di natura vulcanica. Secondo molti autori, inclusi quelli del presente lavoro – riporta l’INGV – la causa dell’attuale sollevamento potrebbe essere di origine idrotermale, ma non è possibile escludere completamente un eventuale contributo magmatico. Nel loro documento, il team ha spiegato che l’effetto dei sommovimenti dagli anni ’50 è cumulativo, il che significa che un’eventuale eruzione potrebbe essere preceduta da segnali relativamente deboli come un tasso minore di sollevamento del suolo e meno terremoti.

“Lo studio”, afferma Stefano Carlino (INGV-OV), “evidenzia che, nonostante il livello del suolo raggiunto oggi sia superiore di oltre 10 cm a quello raggiunto durante la crisi bradisismica del 1984, la deformazione inelastica sta avvenendo con un livello di sforzo inferiore rispetto al 1984. Questo risultato suggerisce che, nel corso degli episodi di sollevamento della caldera dei decenni passati si sono progressivamente prodotte modifiche dello stato fisico della crosta e che questi cambiamenti non possono essere trascurati nello studio della dinamica vulcanica in atto e nelle sue evoluzioni future”. “Nello studio”, aggiunge Stefania Danesi della Sezione di Bologna dell’INGV, “dimostriamo che gli episodi di sollevamento ai Campi Flegrei dal 1950 a oggi devono essere considerati come fasi di un unico processo di lungo termine in cui la recente transizione da regime “elastico” a “inelastico” segna un passaggio rilevante”.

Gli autori sottolineano, infine, come il loro studio indichi la necessità di analisi sempre più quantitative delle relazioni tra i segnali registrati in superficie dalle reti di monitoraggio e i processi che li determinano, indispensabili per fornire valutazioni più attendibili per la pericolosità vulcanica. In effetti, aggiungono, vi sono diversi possibili scenari che potrebbero portare a esiti diversi. “I nostri risultati”, osserva Nicola Alessandro Pino dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV (INGV-OV), “sono basati sull’elaborazione di un modello scientifico in cui i parametri osservati permettono di ipotizzare scenari di evoluzione della fratturazione delle rocce e quindi della sismicità. Nello scenario più critico, la persistenza del regime inelastico potrebbe portare alla rapida fratturazione degli strati crostali più superficiali, con precursori che potrebbero essere meno intensi di quanto generalmente attesi in caso di risalita di magma. Tuttavia, la riattivazione progressiva e diffusa di fratture potrebbe causare la depressurizzazione del sistema idrotermale, con arresto del sollevamento del suolo e, quindi, la ripresa della lenta subsidenza”.

agi.it




Voci dalla Farnesina – Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo

news voci dalla farnesina

news voci dalla farnesinaRaccontare la Giornata della ricerca italiana nel mondo 2023 (GRIM) significa scoprire gli straordinari talenti italiani che nei campi più disparati cercano risposte per il nostro futuro. Dalla meccanica computazionale, alla robotica, passando per i cambiamenti climatici e il settore farmaceutico: le voci che si inanellano costruiscono un quadro estremamente dinamico e ambizioso di progetti di ricerca esteri finanziati dalla Farnesina. Sforzi che richiedono coraggio, inventiva, entusiasmo, determinazione: i ricercatori italiani godono di elevata stima grazie a una formazione solida, che permette loro di raggiungere traguardi di eccezionale valore. Dal podcast emerge un’Italia che sta acquisendo sempre maggiore consapevolezza sulle infrastrutture da approntare, sulle politiche da attivare: l’incertezza del domani accelera processi di ricerca multilaterali che promuovono lo scambio, il confronto, la collaborazione. La scienza delinea quindi nuovi orizzonti e favorisce ponti di dialogo che agevolano la costruzione di un mondo pacifico. Il 15 aprile 2023, nella ricorrenza della nascita di Leonardo da Vinci, è un appuntamento imprescindibile per valorizzare l’intraprendenza della rete di ricercatori italiani all’estero sostenuti dalla Farnesina.

Intervengono nell’ordine: Giuseppe Pastorelli (Direttore centrale per la Promozione integrata e l’Innovazione alla Farnesina), Francesco Ubertini (Professore ordinario di Scienza delle costruzioni presso l’Università di Bologna e Direttore del CINECA), Chiara Montanari (ingegnere e life explorer), Giorgio Metta (Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova), Caterina Petrillo (Professore ordinario di fisica sperimentale presso l’Università di Perugia), Federico Parietti (Co-Founder e CEO di Multiple Labs), Anna Maria Bernini (Ministero dell’Università e della Ricerca e dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica).