Legge di Gravità. Leonardo aveva anticipato Newton

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42f2c7c22717f47ff696bc321fca6386I disegni degli esperimenti di Leonardo da Vinci (1452-1519) mostrano che il genio italiano stava studiando che la gravità è una forma di accelerazione e che “intuì” la scoperta di Isaac Newton (1643-1727) quasi 100 anni prima che il fisico britannico formulasse la legge di gravitazione universale.
Secondo una ricerca condotta dagli ingegneri del California Institute of Technology (Caltech) e dagli specialisti della Western Switzerland University of Applied Sciences and Arts (Hes-so), Da Vinci era vicino a definire la costante gravitazionale “g” con il 97% precisione.
I ricercatori hanno esaminato i disegni del Codex Arundel raffiguranti un esperimento in cui una brocca viene spostata orizzontalmente versando del materiale (acqua o, più probabilmente, granelli di sabbia). Dagli ingegneri del California Institute of Technology (Caltech) e dagli specialisti della Western Swiss University of Applied Sciences and Arts (Hes-so), Da Vinci è arrivato vicino a definire la costante gravitazionale “g” con una precisione del 97%.
Da lì, dalle note esistenti sul materiale, l’italiano è consapevole che il materiale che fuoriesce non cade a velocità costante, ma sarebbe accelerato, e che se la brocca si fosse mossa alla sua stessa velocità la forza di la gravità porta il materiale verso il basso, quest’ultimo avrebbe disegnato l’ipotenusa di un triangolo equilatero cadendo.
“Circa 500 anni fa, Leonardo da Vinci ha tentato di svelare il mistero della gravità e la sua connessione con l’accelerazione attraverso una serie d’ingegnosi esperimenti guidati esclusivamente dalla sua immaginazione e dalle magistrali tecniche sperimentali”, hanno scritto i ricercatori nello studio pubblicato dalla rivista Leonardo.
Hanno persino eseguito un esperimento computerizzato sui dati di Da Vinci e hanno sottolineato che l’italiano aveva correttamente utilizzato un’equazione errata nei suoi calcoli. Se avessi potuto correggerlo, avrebbe definito la “g” quasi perfettamente.
“Non sappiamo se Leonardo abbia fatto ulteriori esperimenti o ricerche sull’argomento, ma il fatto che stesse affrontando i problemi in questo modo all’inizio del XVI secolo mostra quanto fosse avanzato il suo pensiero”, ha concluso l’ingegnere del Caltech Morteza Gharib.
La Teoria della Gravità di Newton fu creata dal fisico tra il 1665 e il 1666, durante una quarantena dovuta alla Grande Peste di Londra. (ANSA)




Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2023

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13canadadAnche quest’anno l’Ambasciata del Canada a Roma ha lanciato il Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2023.
L’iniziativa del Premio ha lo scopo di rafforzare i legami tra il Canada e l’Italia in materia di innovazione, offrendo l’opportunità a membri dell’ecosistema italiano tra cui start-up, ricercatori, scienziati o professionisti del settore creativo di sviluppare progetti di collaborazione con partner canadesi in aree che portino a uno sviluppo socio-economico innovativo, inclusivo e sostenibile.
Nell’ultimo decennio, il premio ha portato a importanti scoperte, ricerche e applicazioni, mostrando il significativo impatto della cooperazione tra Canada e Italia.
Il Premio è rivolto a esperti, ricercatori, scienziati, startup, creativi e innovatori italiani interessati a sviluppare progetti con partner canadesi su cinque priorità: salute mentale; raccolta e riciclaggio di minerali critici; produzione, stoccaggio e trasporto dell’idrogeno come fonte energetica per combattere il cambiamento climatico; tecnologia quantistica; prevenzione della violenza di genere.
Il Bando è disponibile in inglese e francese; le domande vanno presentate entro il 3 aprile 2023. (aise)




Canberra: l’Ambasciata celebra le “Italian and Australian Women in Science”

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13canberrastemL’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato l’11 febbraio Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Anche l’Ambasciata d’Italia in Australia ha celebrato questa ricorrenza registrando una doppia intervista a due brillanti giovani scienziate, Meganne Christian e Ilaria Pagani, mettendo in luce le analogie e le differenze che una giovane donna potrebbe incontrare nell’intraprendere una carriera scientifica in Italia o in Australia.
Meganne Christian è un ingegnere chimico e astronauta australiana, che ha studiato in Australia e si è trasferita in Italia per diventare scienziata al Consiglio nazionale per le ricerche (CNR) di Bologna. Nel novembre 2022, Meganne è stata selezionata come membro della riserva di astronauti dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
Ilaria Pagani è una biologa molecolare e genetista medica italiana che ha studiato in Italia e si è trasferita in Australia per diventare ricercatrice presso il South Australia Health and Medical Research Institute (SAHMRI) di Adelaide. Ilaria è anche presidente dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Australasia (ARIA).
In questa doppia intervista l’Ambasciata ha voluto seguire il loro viaggio nel mondo scientifico, le barriere che hanno affrontato e come sono riuscite a superare, la situazione che le ragazze interessate alla scienza troverebbero oggi in Australia e in Italia e le misure che propongono per ridurre ulteriormente il divario di genere nella scienza.
Attraverso la loro determinazione e il loro successo, l’Ambasciata d’Italia in Australia ha inteso fornire alle ragazze di oggi un esempio e un incoraggiamento a seguire la loro passione e a non smettere mai di essere curiose di scienza e conoscenza, nella ferma convinzione che “le pari opportunità e l’emancipazione delle donne e delle ragazze nella ricerca e in particolare in STEM possano dare un contributo cruciale non solo allo sviluppo economico del mondo, ma anche al progresso in tutti gli obiettivi e traguardi del 2030 Agenda per lo sviluppo sostenibile”.
L’intervista doppia è disponibile sulla pagina YouTube dell’Ambasciata. (aise)




Rompighiaccio italiana arriva in un punto mai raggiunto in Antartide

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downloadLa nave rompighiaccio italiana “Laura Bassi” dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha toccato il punto più a Sud mai raggiunto da una nave.

L’impresa rientra nella campagna oceanografica della 38/a Spedizione Italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

I ricercatori e i tecnici a bordo hanno raggiunto, all’interno della Baia delle Balene, un sito fino a oggi inesplorato che si trova alla latitudine di 78° 44.280′ S, il punto più meridionale mai raggiunto nel Mare di Ross in Antartide.




Italia ed USA riconfermano la loro cooperazione nei settori scientifico e tecnologico

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27tripodiSi è tenuta alla Farnesina la 14° riunione della commissione congiunta Italia-Usa per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica. L’evento, che si iscrive nell’ambito dall’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America firmato a Roma il 1° aprile 1988 e prorogato il 4 ottobre 1993, si è aperto ieri alla presenza di Maria Tripodi – Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale – e di Monica Medina – Sottosegretario aggiunto per gli oceani e gli affari scientifici e ambientali internazionali del Dipartimento di Stato statunitense (in videocollegamento).
Collegato da Washington anche Alessandro Gonzales, Vice capo missione dell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti.
Le due delegazioni, guidate per l’Italia dalla Sottosegretario Maria Tripodi e per gli USA dall’incaricato d’affari dell’Ambasciata USA a Roma Shawn Crowley, hanno sottoscritto un Joint statement che riconosce nella scienza e nella cooperazione strumenti chiave per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo economico e sociale, definendo le aree scientifiche ritenute di maggior interesse reciproco: scienze della vita, fisica e astrofisica, scienze della terra, transizione digitale, tecnologie quantistiche, materiali avanzati, produzione e transizione energetica.
In questi settori si rafforzeranno i rapporti bilaterali nella prospettiva dell’apertura e dell’inclusività; si finanzieranno infrastrutture per svolgere ricerche multidisciplinari, condividendo metodologie e dati. Per l’applicabilità dei risultati si coinvolgeranno consorzi industriali e investitori; adeguato supporto sarò dato alle politiche per la formazione dei giovani e al confronto accademico multilaterale sui temi di più grande attualità.
I due Paesi – che condividono i principi sulla libertà della scienza e sui valori democratici – mirano a consolidare l’amicizia e la storica solida cooperazione tra le rispettive comunità scientifiche, che ha visto nascere negli ultimi anni numerose iniziative bilaterali di grande successo, animate dai sei diversi working group di scienziati italiani e statunitensi, istituiti nell’ambito della Commissione congiunta, che opera costantemente per alimentare il dialogo binazionale.
Al termine della riunione, oggi 27 gennaio, sono stati annunciati i 18 progetti scientifici bilaterali che saranno finanziati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per i prossimi due anni, scelti tra le 132 proposte progettuali ricevute a seguito dell’Avviso di raccolta Italia-Usa, pubblicato il 28 settembre 2022 con scadenza 2 novembre 2022. La prossima riunione della Commissione mista, si è infine deciso, si terrà a Washington, nel 2025. (aise) 




“Innovitalia”: il network dei ricercatori e della ricerca italiana nel mondo

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logoinnovitalia2020 e1602434584891 615x223L’Ambasciata d’Italia a Stoccolma segnala che la Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese (DGSP) continua a dare impulso allo sviluppo di una rete delle reti dei ricercatori italiani all’estero, aperta alle università, agli enti di ricerca, alle istituzioni italiane e anche all’industrie attive nello scenario della ricerca internazionale. A questo scopo è operativo ormai da diversi anni il portale “Innovitalia”, una piattaforma che sta favorendo i contatti, la condivisione di informazioni e la creazione di opportunità per gli attori della ricerca e dell’innovazione italiana nel mondo. Il portale, raggiungibile all’indirizzo http://www.innovitalia.esteri.it, si avvale del supporto della rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Esteri e soprattutto della rete di ormai quasi 50 Addetti Scientifici che il Ministero ha dislocato nel mondo.

Gli utenti che si registrano al portale: entrano in diretto contatto con la diplomazia scientifica italiana; ricevono una newsletter periodica con le notizie più importanti pubblicate dal portale; ricevono costanti informazioni sugli strumenti attivati dal governo italiano per sostenere la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale (bandi, incarichi, premi, etc.); possono cercare e contattare ricercatori e imprese innovative operanti in Italia e all’estero nei settori di interesse; possono condividere notizie, opportunità ed eventi; possono figurare nell’ “Annuario dei ricercatori italiani all’estero”.

Possono registrarsi al portale: i ricercatori italiani con esperienza all’estero superiore ai 12 mesi; i ricercatori stranieri con esperienza in Italia superiore ai 12 mesi; le associazioni di ricercatori italiani all’estero; le imprese, le startup e le associazioni di imprese; gli enti di ricerca, le università e gli istituti di alta formazione; tutte le organizzazioni e le istituzioni pubbliche interessate al mondo della R&D italiana e non solo. Molte sono anche le realtà imprenditoriali che hanno contribuito all’iniziativa. (Inform)




La NASA alla ricerca degli alieni

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downloadLa Nasa, secondo quanto riportato da “Science” sta progettando un telescopio ottico grande quanto il JWST – il telescopio spaziale di 6,5 metri che ha iniziato a funzionare lo scorso anno – che avrà un nuovo grande obiettivo: cercare segni di vita su pianeti simili alla Terra. Mark Clampin, direttore della divisione di astrofisica della NASA, ha dichiarato che poco è stato deciso sul telescopio.

Ma quello che ha detto è già molto interessante: il telescopio, come il JWST, sarà posizionato su L2, un punto di equilibrio gravitazionale a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

A differenza del JWST, sarà progettato per manutenzione e aggiornamenti robotici, che potrebbero consentirgli di funzionare per decenni. Per ora il nuovo telescopio è chiamato Habitable Worlds Observatory (HWO).

“Sono davvero, davvero entusiasta di vederlo accadere”, afferma John O’Meara, capo scienziato dell’Osservatorio WM Keck. “La manutenzione sarà enorme”, afferma Aki Roberge del Goddard Space Flight Center della Nasa.

Per il nuovo telescopio, la Nasa si avvarrà di tecnologie già sviluppate o in fase di sviluppo, inclusi specchi segmentati come quello utilizzato in JWST e il coronografo dell’osservatorio romano, un dispositivo ottico all’interno del telescopio che blocca la luce di una stella in modo che i deboli esopianeti nelle vicinanze possano essere visti.

agi.it

 




Stanotte attenzione a Erbs!

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downloadIl satellite scientifico della Nasa Erbs, in orbita da quasi 40 anni e non più operativo, è in caduta incontrollata verso la Terra e il suo ingresso nell’atmosfera è previsto nella notte fra l’8 e il 9 gennaio.

Secondo i calcoli più recenti disponibili, del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, l’ingresso nell’atmosfera è atteso 4,49 italiane del 9 gennaio (con un margine di più o meno 13 ore). E’ in caduta libera anche un frammento del razzo americano Delta 2, che nel 2000 aveva portato in orbita tre satelliti.

I calcoli, continuamente aggiornati, indicano che l’impatto nell’atmosfera di Erbs è previsto alle , mentre il frammento del razzo Delta 2 dovrebbe precederlo di alcune ore ed è attualmente atteso alle 20.45 dell’8 gennaio (con un margine di più o meno 11 ore).

Secondo le previsioni della Nasa il satellite Erbs (Earth Radiation Budget Satellite), del peso di quasi due tonnellate e mezzo, dovrebbe essere quasi completamente distrutto nell’impatto con l’atmosfera, ma alcuni frammenti potrebbero comunque arrivare a terra. Per l’agenzia spaziale americana “il rischio che qualcuno venga colpito è calcolato in 1 su 9.400”.

Lanciato nel 1984 con lo shuttle Challenger, il satellite Erbs era stato progettato per funzionare due anni, ma la sua vita operativa è stata molto più lunga. Per 21 anni, infatti, i suoi strumenti hanno raccoto dati su atmosfera e clima, misurando i livelli di ozono, vapore acqueo e aerosol. Erbs ha smesso di funzionare nel 2005, diventando uno degli ormai numerosissimi detriti spaziali nell’orbita terrestre.

Il frammento appartiene invece al razzo Delta 2 che era stato lanciato il 21 novembre 2000 dalla base californiana di Vandenberg; aveva portato in orbita il satellite scientifico per l’osservazione della Terra Eo1 (Earth Observing-1) della Nasa, il satellite argentino Sc-C (Satelite de Aplicanciones Cientificas-C) e il nanosatellite svedese Munin.

Si tratta solo dei più recenti di una lunga serie di oggetti in caduta incontrollata dallo spazio: un fenomeno ormai diventato molto comune, tanto che gli esperti stimano che episodi simili si verifichino ogni uno o due giorni. Fra i casi più eclatanti, il più recente è stato lo stadio centrale del razzo cinese Lunga Marcia 5B da 25 tonnellate utilizzato per portare in orbita i nuovi moduli della stazione spaziale cinese in costruzione. E’ stata la quarta volta per il lanciatore cinese, dopo i rientri incontrollati avvenuti a maggio 2020, a maggio 2021 e a luglio 2022. I frammenti degli ultimi due erano fortunatamente caduti nell’oceano Pacifico, ma nel maggio 2020 erano finiti su un villaggio della Costa d’Avorio.

ansa.it




Svolta storica sulla fusione nucleare: l’annuncio degli Stati Uniti

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immagine singola per sito 2022 12 12t095436.597Un significativo progresso nella ricerca sulla produzione di energia pulita e illimitata arriva dagli Stati Uniti dove- secondo quanto scrive il Financial Times- è stata prodotta più energia di quanta utilizzata nel processo di fusione nucleare. La scoperta sarebbe stata fatta dagli scienziati del Federal Lawrence Livermore National Laboratory in California, da dove domani il governo annuncerà una “grande svolta scientifica”. Secondo quanto testimoniano al quotidiano inglese alcune fonti in possesso dei dati preliminari di analisi dell’esperimento, nella struttura del governo statunitense la fusione nucleare realizzata grazie al laser più grande al mondo ha prodotto intorno ai 2.5megajoules di energia, circa il 120% dei 2.1 megajoules di energia utilizzati.

Se i dati venissero confermati, sarebbe una scoperta epocale. Per la prima volta si sarebbe prodotta più energia di quanta utilizzata realizzando il cosiddetto “guadagno netto”, inseguito dalla scienza fin dai primi esperimenti circa 70 anni fa. Se messa a regime la fusione nucleare potrebbe contribuire a produrre energia a zero emissioni con scorie che non richiedono un lungo periodo di tempo per lo smaltimento. Per capirne il potenziale, basti pensare che con una tazzina da caffè di idrogeno si potrebbe alimentare una casa per centinaia di anni. Sentito dal Financial Times, il fisico Arhur Turrel ha affermato: “Se questa scoperta sarà confermata, stiamo testimoniando un momento storico“.

ag. DIRE – www.dire.it




Caldo record anche nel Nord Alaska

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downloadNon era mai accaduto prima: all’estremità settentrionale dell’Alaska, la città di Utqiagvik lunedì scorso ha raggiunto la temperatura più calda mai osservata tra i mesi di novembre e marzo, quando la colonnina di mercurio è salita 3,6 gradi sopra la norma.

Una temperatura record di sei gradi superiore a quella di dicembre. Tutto questo segnala un altro eccezionale evento estremo in una regione che si sta rapidamente riscaldando a causa del cambiamento climatico causato dall’uomo.

“Per una stazione con oltre 100 anni di osservazione, battere un record mensile di 6F e un record stagionale di 4F è molto significativo”, ha scritto in una e-mail Rick Thoman, scienziato del clima in Alaska, osservando che lo scorso lunedì a Utqiagvik è stato “il terzo giorno di dicembre registrato con una temperatura elevata sopra lo zero“.

Scrive il Post: “La straordinaria temperatura è arrivata al termine di un recente periodo caldo e a più di due settimane dall’ultimo tramonto del sole nella città a più di 300 miglia a nord del circolo polare artico. Il sole non sorgerà lì più fino alla fine di gennaio. Nonostante sia precipitata nell’oscurità totale, negli ultimi giorni la città e gran parte dell’Artico hanno avuto un’aria insolitamente mite”, riferisce il Post.

“Parte del calore in tutta la regione è riconducibile a una zona di bassa pressione a ovest e alta pressione a sud”, cosicché insieme le due pressioni contrapposte “hanno attirato aria insolitamente calda verso nord, prima che arrivasse un fronte freddo, riportando le temperature sotto lo zero”.

Tuttavia, dicembre è iniziato con un caldo atipico in gran parte dell’Artico. Secondo il sito Web Climate Reanalyzer dell’Università del Maine, “le temperature nella regione sono in media di 11,5 gradi (6,4 gradi Celsius) sopra il normale”. Il caldo di dicembre nell’Artico arriva sulla scia di un novembre che è stato l’ottavo più caldo mai registrato.

agi.it