“Developing the scientific cooperation between West-Africa and Italy for a more sustainable and healthier future”: conferenza on line dell’Ambasciata a Dakar

giornataricercag

giornataricercagIn occasione della Giornata della Ricerca nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia a Dakar ha organizzato per il 6 maggio, dalle 9 alle 12.30 ora di Dakar (11-14.30 di Roma), una conferenza online dal titolo “Developing the scientific cooperation between West-Africa and Italy for a more sustainable and healthier future”.
In occasione della conferenza professori e ricercatori dell’Africa occidentale e italiani illustreranno progetti di ricerca congiunti tra Italia e Senegal, insieme ai risultati conseguiti.
L’iniziativa è un’opportunità per scienziati, ricercatori, insegnanti dell’istruzione superiore e studenti per conoscere esperienze di cooperazione scientifica, tecnologica e nel campo dell’istruzione superiore tra i paesi dell’Africa occidentale e l’Italia, nonché di approfondire un quadro di possibili argomenti scientifici di interesse comune.
Durante la conferenza funzionari di organizzazioni governative e internazionali presenteranno le opportunità di cooperazione nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica e dell’istruzione superiore, nel quadro di programmi riguardanti l’Africa occidentale e destinati ad affrontare le sfide tecnologiche, ambientali e sociali del futuro.
Porteranno inoltre la propria testimonianza due studenti di dottorato, l’uno senegalese e l’altra italiana, che hanno avuto esperienze di studio e ricerca nel paese controparte.
La conferenza è un’azione sostenuta dalla diplomazia scientifica italiana volta a incrementare la cooperazione scientifica e tecnologica e l’istruzione superiore e favorire lo sviluppo di un partenariato più forte tra i paesi dell’Africa occidentale e l’Italia incentrato su temi scientifici rilevanti e strategici e di interesse comune.
La conferenza si terrà online su piattaforma Zoom; per partecipare è necessario iscriversi qui.
Per maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo email eugenio.cavallo@stems.cnr.it o via WhatApp al numero +393669289699. (aise)




Brasile, minerali e gemme: la ricerca italiana c’è ed è strategica

ricercatori e1651329965119

ricercatori e1651329965119Si è svolto stamani il seminario ‘Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile’ in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, svoltasi il 15 di questo mese e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ricercatori italiani e brasiliani hanno illustrato il contenuto della loro ricerca sull’argomento, mettendo in evidenza il potenziale della collaborazione bilaterale tra studiosi, enti di ricerca e aziende di entrambi i paesi e il contributo italiano all’approfondimento della conoscenza delle scienze della terra in Brasile, il paese con la ricchezza e varietà geologica maggiore dell’intero continente sudamericano.

Nei loro interventi, i ricercatori hanno messo in evidenza il potenziale brasiliano in diversi settori della geologia. Una delle aree di maggiore interesse è stata quella mineraria, sia per quanto riguarda le pietre preziose che la loro qualità, come evidenziato dal ricercatore Francesco Narduzzi, che ha presentato il panel ‘Una panoramica delle ricchezze geologiche dello stato del Minas Gerais’.

Oltre a ciò, è stato messo in luce anche il potenziale delle riserve minerarie brasiliane a scopi industriali, come evidenziato dal ricercatore Andrea Dini, che ha citato il caso del litio, minerale strategicamente importante per l’industria tecnologica e che ha in Brasile l’8% delle riserve mondiali.

La conferenza è stata anche occasione per sollevare il tema del cambiamento climatico e delle sue ripercussioni sulle correnti nell’Atlantico meridionale e in che modo le riserve minerarie e gemmologiche siano strategiche per la transizione ecologica del Paese sudamericano.

L’evento, presentato a Brasilia dall’Ambasciatore italiano Francesco Azzarello e moderato dal Fabio Naro, addetto scientifico dell’Ufficio diplomatico, si è svolto anche in modalità virtuale ed è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Ricercatori Italiani in Brasile.

ag DIRE – www.dire.it




“Dialoghi Antartici. La ricerca scientifica nelle basi di Italia e Uruguay”: convegno a Montevideo

25dialogos

25dialogosIn occasione della V edizione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia a Montevideo e la Rete italiana dei Professori e Ricercatori in Uruguay organizzano “Dialoghi Antartici. La ricerca scientifica odierna nelle basi di Italia e Uruguay”. L’evento sarà ospitato giovedì 28 aprile nella sala del teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo a partire dalle 9.30 (ora locale, le 14.30 in Italia).
La conferenza – in formato ibrido, sia in presenza che online – sarà un’occasione per conoscere i progetti di ricerca, l’impegno scientifico e logistico dell’Italia e dell’Uruguay nelle loro rispettive basi in Antartide, e permetterà di affrontare un tema che, sempre più direttamente, riguarda le condizioni di vita della popolazione mondiale: l’inquinamento da microplastiche. Sarà inoltre un’opportunità per approfondire i percorsi di formazione scientifica nei due Paesi in ambito antartico.
Tanti i contributi in programma: “L’impegno scientifico-logistico di Italia e Uruguay in Antartide” sarà il tema centrato da Fernando Colina – Presidente dell’Istituto Antartico Uruguaiano – e Silvano Onofri – Presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide.
De “La ricerca in Antartide sulla questione delle microplastiche” parleranno Juan Pablo Lozoya – Centro Universitario Regional Este (UDELAR) – e Ilaria Corsi – Università di Siena.
Infine, su “La formazione scientifica in Italia e Uruguay in ambito antartico” interverranno Juan Cristina – Universidad de la República; Carlo Barbante – Università Ca’ Foscari di Venezia; e Marina Cavallini – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.
I relatori italiani saranno connessi in videoconferenza. (aise) 




A Brasilia il seminario “Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile”

il contributo italiano alle scienze della terra in brasile

il contributo italiano alle scienze della terra in brasile
il contributo italiano alle scienze della terra in Brasile

In occasione della quinta edizione della “Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo”, rassegna promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla rete diplomatico-consolare italiana, l’Ambasciata d’Italia a Brasilia organizzerà il 29 aprile prossimo un seminario virtuale intitolato “Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile”.
Ricercatori italiani e brasiliani illustreranno il contenuto delle loro ricerche in materia, valorizzando al contempo le potenzialità derivanti dall’approfondimento della collaborazione bilaterale tra studiosi, enti di ricerca ed aziende di entrambi i Paesi ed il contributo italiano nell’approfondimento della conoscenza delle scienze della terra nel Paese con la maggiore ricchezza e varietà geologica del continente sudamericano.
L’evento, introdotto dall’Ambasciatore d’Italia Francesco Azzarello e moderato dal Professor Fabio Naro, Addetto Scientifico della sede diplomatica, è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione dei Ricercatori Italiani in Brasile
Per partecipare basta cliccare a questo link. (aise) 




Giornata mondiale della Terra, Copernicus: “Estate 2021 la più calda di sempre in Europa”

caldo 1536x864

caldo 1536x864L’Europa ha vissuto nel 2021 la sua estate più calda mai rilevata, accompagnata da gravi inondazioni nell’Europa occidentale e da condizioni di siccità nel Mediterraneo. E’ quanto emerge dal Rapporto sullo stato del clima in Europa 2021 pubblicato dal Copernicus Climate Change Service (C3S), servizio implementato dal Centro Europeo per le previsioni a medio termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts- ECWMF) per conto della Commissione europea.

A livello globale gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati, con il 2021 che si è posizionato per frequenza ravvicinata tra il quinto e il settimo posto. Le concentrazioni di gas serra di anidride carbonica (CO2), e in particolare metano (CH4), hanno continuato ad aumentare nel 2021, rispettivamente di circa 2,3 ppm e 16,5 ppb. L’Europa ha registrato la sua estate più calda con 1,0°C al di sopra della media 1991-2020. Le precipitazioni record hanno contribuito a gravi inondazioni nell’Europa occidentale.

Le temperature annuali della superficie del mare (SST) in vaste aree del Mar Baltico e del Mar Mediterraneo orientale sono state le più alte almeno dal 1993. A giugno e luglio, le SST in alcune parti del Baltico erano superiori di oltre 5°C alla media. La regione del Mediterraneo ha vissuto un’ondata di caldo intensa e prolungata in luglio-agosto, mentre i record di temperatura sono stati battuti in Italia e Spagna. Il primo rappresenta un record di temperatura massima giornaliera provvisoria per l’Europa. Diversi paesi, tra cui Turchia, Grecia e Italia, hanno assistito a intensi incendi.

Basse velocità del vento sono state rilevate nell’Europa occidentale. Alcuni paesi hanno visto alcune delle velocità del vento annuali più basse almeno dal 1979. Velocità del vento inferiori alla media hanno portato a una riduzione del potenziale di produzione di energia eolica in alcuni paesi dell’Europa occidentale.

Frequenti anche le inondazioni nell’Europa occidentale: precipitazioni record il 14 luglio 2021 in Belgio e Germania occidentale, record di portata fluviale in alcune parti dei bacini idrografici della Mosa e del Reno, precipitazioni da record e suoli saturi hanno contribuito all’eccezionale evento alluvionale.
Risultati chiave per l’Artico: le emissioni di carbonio degli incendi nell’Artico sono state le 4 più alte dall’inizio dei record nel 2003, principalmente dalla Siberia orientale. Il minimo di ghiaccio marino ha raggiunto la sua dodicesima estensione più bassa da quando sono iniziate le registrazioni satellitari nel 1979. Il Mare di Groenlandia ha registrato la sua estensione minima di ghiaccio marino più bassa mai registrata.




La Giornata della ricerca italiana nel mondo a Belgrado

11ricercabel

11ricercabelL’Ambasciata d’Italia a Belgrado, insieme all’Istituto Italiano di Cultura, ha celebrato oggi, 11 aprile, la V Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, con un convegno dal titolo “Make science and technology ready for the next challenge”.
L’iniziativa ha dato l’occasione a scienziati e ricercatori italiani e serbi di confrontarsi e discutere le politiche e i programmi di ricerca che l’Italia e la Serbia stanno predisponendo per affrontare le future sfide scientifiche, tecnologiche e sociali. Scopo dell’iniziativa proporsi quale forum per la presentazione e la condivisione di priorità, strategie e programmi nazionali in materia di “ricerca e innovazione” e istruzione superiore, concentrandosi sulle aree di interesse comuni più rilevanti.
Nel suo intervento di apertura l’Ambasciatore Carlo Lo Cascio ha sottolineato come “negli ultimi anni l’Italia e la Serbia abbiano avviato ambiziosi programmi di riforma e promosso investimenti importanti” nel settore della ricerca.
“Questi programmi – ha aggiunto Lo Cascio – riconoscono il ruolo chiave dei sistemi nazionali di ricerca e innovazione nel fronteggiare le attuali sfide sociali ed economiche e nel migliorare il benessere dei cittadini”. (aise) 




Che cosa vede chi sta per morire

112641735 25cb6154 6528 42a6 b26f 63797698e157

112641735 25cb6154 6528 42a6 b26f 63797698e157AGI – Dalla percezione di separazione dal corpo fino alla sensazione di trovarsi a casa: le esperienze pre-morte sono accomunate da situazioni molto particolari, e le persone che hanno affrontato questi momenti riportano ricordi molto lucidi e consapevoli, associati a temi universali e memorie personali.

Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista Annals of the New York Academy of Sciences e condotto dagli scienziati della Critical Care and Resuscitation Research presso la New York University Grossman School of Medicine. Il team, guidato dallo scienziato Sam Parnia, ha valutato le prove scientifiche per analizzare i ricordi legati alle esperienze di fine vita.

Il gruppo di ricerca interdisciplinare comprendeva esperti e specialisti dell’Università di Harvard, della Baylor University, dell’Università della California a Riverside, dell’Università della Virginia, della Virginia Commonwealth University, del Medical College of Wisconsin e dell’Università di Southampton.

Stando a quanto emerge dall’analisi, i progressi nella rianimazione e nella medicina di terapia intensiva hanno portato a un aumento significativo nel numero di persone in grado di ricordare esperienze di pre-morte. Gli studiosi sottolineano che queste situazioni non sono coerenti con l’ipotesi di allucinazioni, illusioni o esperienze indotte da droghe psichedeliche, ma seguono uno specifico arco narrativo che implica percezione di separazione dal corpo, senso di riconoscimento della morte, visione mirata della propria esistenza, analisi critica delle esperienze vissute, sensazione di trovarsi a casa.

Ricerche precedenti, aggiungono gli esperti, supportano le testimonianze simili relative a questi episodi. “L’arresto cardiaco – afferma Parnia – costituisce la fase finale di una malattia o di un evento che causa la morte di una persona. Grazie alle moderne tecniche di intervento, la morte non è uno stato assoluto, quanto piuttosto un evento che, per quanto possibile, deve essere studiato scientificamente”.

Le cellule cerebrali non si danneggiano immediatamente a seguito dell’interruzione dell’attività cardiaca, il che permette alla ricerca di approfondire eventi fisiologici e mentali che si verificano in relazione alla morte. “Ci sono poche ricerche sulle esperienze di fine vita – rileva Parnia – ma si tratta di informazioni importante che potrebbero cambiare la coscienza umana dell’oltremorte”.

Il gruppo di ricerca sta cercando di sviluppare delle nuove tecniche di rianimazione in modo da migliorare l’erogazione di ossigeno al cervello e incrementare la prevenzione di arresto cardiaco. “Speriamo di approfondire le dinamiche legate alle esperienze di fine vita – conclude Parnia – e comprendere meglio cosa accade all’organismo quando il cuore si ferma”.




Ecco To-Move, lo scooter pieghevole in bamboo

scooter to move

scooter to moveBOLOGNA – Reinova (www.reinova.tech), il nuovo polo dedicato allo sviluppo e la validazione di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido, ufficializza il progetto To-Move, start-up innovativa che si pone l’obbiettivo di disegnare e sviluppare veicoli sostenibili che possano restituire la libertà di movimento e la flessibilità del giusto mezzo di trasporto nell’ultimo miglio. In questi mesi -spiega una nota- Reinova insieme al designer Andrea Strippoli e ad altri talentuosi designer del Politecnico di Torino, hanno sviluppato un veicolo totalmente nuovo, uno scooter elettrico pieghevole in bamboo. Una rivoluzione per i mezzi di trasporto di prossimità che va a inaugurare da apripista un nuovo segmento di mercato.

Reinova e To-Move industrializzeranno il primo veicolo disegnato e brevettato per la mobilità dell’ultimo miglio interamente Made in Italy. Uno scooter “forgiato dalla Natura”, sostenibile poiché realizzato con materiali naturali e rispettoso dell’ambiente poiché ad alimentazione elettrica. Inoltre -aggiunge la nota- il mezzo risulta essere funzionale grazie alla sua maneggevolezza che consente di piegarlo e trasportarlo con facilità, come un trolley, in qualsiasi contesto sia urbano che extraurbano, così come su mezzi di trasporto come treni e aerei, con vantaggi importanti dal punto di vista della mobilità. Lo sviluppo modulare dello scooter consentirà velocità e accelerazioni diverse, in funzione delle destinazioni d’uso e delle richieste di autonomia.

Giuseppe Corcione, Chief Executive Officer di Reinova e Presidente di To-Move dichiara: “Ho deciso di creare questa start up innamorandomi delle idee, della passione e della creatività di tre ragazzi. Sento il bisogno di sostenere lo sviluppo della nuova mobilità in Italia e di creare piattaforme di veicoli completamente nuove e guidate da idee futuristiche che rispettino l’economia circolare. To-Move è solo il primo esempio di come Reinova può contribuire a creare e convertire realtà industriali non ponendosi il problema di ciò che si perde ma focalizzandosi su ciò che si può costruire, cogliendo le occasioni generate da questa imponente rivoluzione industriale. Connettività, condivisione, sostenibilità e modularità sono i pilastri di questo ambizioso progetto uniti alla creatività italiana e alla valorizzazione del Made in Italy”.

Andrea Strippoli, Chief Executive Officer di To-Move dichiara: “Trovare persone, manager e imprenditori che credono in un progetto, in un design e nello spirito di tre ragazzi è stata una sorpresa positiva. To-Move darà vita ad idee e sogni, darà concretezza a concetti di mobilità diversi e lo farà con la professionalità, la competenza, l’agilità dei professionisti di Reinova. Saremo veloci, agili e soprattutto sempre innovativi. Saremo guidati dalla curiosità di esprimere in prodotti ciò che la natura ci mostra! To-Move nasce per unire idee e prodotti italiani. Reinova ed e-power daranno il contributo tecnologico allo sviluppo del Powertrain. Noi daremo il vestito alla migliore tecnologia italiana”. Dalla penna di Andrea Strippoli e dalle capacità tecnologiche di Reinova nasceranno i veicoli del futuro -assicura e conclude la nota-. Infatti lo scooter è solo il primo di altri progetti in uscita nei prossimi mesi. In fase di sviluppo c’è il progetto di un veicolo di trasporto a guida autonoma completamente innovativo, un “office on the road”, un mezzo di altissimo profilo per le grandi città che accompagnerà le persone in ufficio.

da dire.it




Samantha Cristoforetti: countdown per la Missione Minerva

7minerva

7minervaConto alla rovescia per la missione Minerva di Samantha Cristoforetti. Mancano due settimane, infatti, al 20 aprile quando alle ore 12.37 italiane, a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX, l’astronauta italiana dell’Esa ripartirà per lo spazio dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center.
Con lei gli astronauti Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica Watkins che, insieme a Cristoforetti, hanno scelto il nome da assegnare alla navetta: “Freedom”, in onore della capsula utilizzata dall’astronauta Alan Shepard durante il suo primo volo nello spazio.
Nell’ultima conferenza stampa presso il Johnson Space Center, a Houston, prima della partenza per la Florida, il 31 marzo scorso, Cristoforetti ha voluto sottolineare l’importanza della preparazione condivisa con gli astronauti delle missioni precedenti: “il programma Nasa SpaceX Crew Dragon è recente e per questo abbiamo bisogno di tutti i suggerimenti e dei consigli da parte dei colleghi che hanno volato prima di noi. È un momento fondamentale del nostro training. Proprio oggi abbiamo sentito l’equipaggio della Crew -3 per un debriefing pre-lancio”.
Quanto alle donne astronaute, Cristoforetti ha sottolineato il fatto che alle ultime selezioni ESA “c’è stata una grande partecipazione da parte di giovani professioniste, circa il 25 percento del totale, spero di avere presto nuove colleghe entro la fine dell’anno”.
Per l’ESA, ha detto Frank De Winne, capo dell’International Space Station Program dell’ESA, “la missione Minerva di Samantha Cristoforetti è la terza consecutiva dopo quelle di Thomas Pesquet e Matthias Maurer. Samantha al momento è l’unica donna nel corpo astronauti europeo e siamo certi che il suo impegno nel corso degli anni sia stato di ispirazione per le numerose donne hanno partecipato alla selezione per diventare astronaute. È un momento cruciale per lo spazio europeo: tra pochi mesi ci sarà la Ministeriale e dovremo decidere il finanziamento di tanti progetti, che comprendono anche l’invio di astronauti europei sulla superficie lunare”.
Samantha Cristoforetti ha già volato a bordo della ISS con la missione Futura dell’ASI nel 2014. L’Italia contribuirà alla missione Minerva attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana con l’invio di nuovi esperimenti scientifici che coprono diversi settori della medicina e della nutrizione e preparano il terreno per l’esplorazione spaziale del futuro.
Compito di Samantha Cristoforetti sarà anche seguire alcuni esperimenti già a bordo della ISS e avviati nel 2019 dal collega Luca Parmitano durante la missione Beyond. (aise) 




PNRR e smart city: quale futuro. Una sfida in cantiere per la sostenibilità e la digitalizzazione

download

downloaddi Domizia Di Crocco

A parte il bordo, l’incastellamento e l’arroccamento. I nostri tesori li conosciamo! Ma come immaginiamo le città del futuro? Un futuro non  lontano nel tempo ma che, per l’aspetto e le possibilità che ci regala, ormai ci siamo dentro.

Le smart city sono uno dei più affascinanti sviluppi tecnologici che saranno tra i principali temi delle agende politiche negli anni a venire.

Esistono nel mondo realtà importanti in questo senso ma la piena integrazione dei sistemi e la loro fruizione diffusa da parte di tutti gli utenti non è ancora pienamente realizzata e sarà questa una delle principali sfide che ci attendono.

Smart city è sinonimo con sostenibilità.

Sostenibilità economica, energetica, ambientale. Da questo contesto emerge  il tentativo di economizzare e sfruttare al meglio le risorse disponibili per riuscire a ottenerne una resa più soddisfacente,  a diretto vantaggio di tutti.

I  cittadini vedrebbero  migliorare e aumentare il portafoglio  di possibilità innovative a loro disposizione e quindi diventerebbero parte integrante del cambiamento e del tessuto sociale stesso.

Ogni città deve fare un percorso di modernizzazione, innovazione e crescita e per ogni strategia ci sono delle apposite tecnologie da impiegare.

L’unico comun denominatore, però, per il mondo è la connettività. La realizzazione di quello che volgarmente si può definire “urban cloud”, la nuova geografia digitale delle nostre città che si realizza a partire dal flusso continuo di dati e informazioni generato dall’interconnessione dei “device” attivi, sia personali, sia automatici.

Attualmente, sono attivi oltre 9 miliardi circa di dispositivi intelligenti e interconnessi a seguito di progetti smart city realizzati in giro per il mondo, secondo dati Gartner.

Entro il 2030, secondo l’IHS Market Smart Cities Database, le spedizioni di apparecchiature per progetti smart city raggiungeranno i 2 miliardi di unità.

downloadPer quanto concerne la casa intelligente o smart home, infine, in un nuovo Report di Zion Market Research si stima che questo mercato tecnologico potrebbe raggiungere il valore di 53 miliardi di dollari nel 2022.

Si creerebbe un unico ecosistema integrato di comunicazione tra città, abitazioni e singoli individui che possono comunicare tra di loro all’interno dello stesso sistema creato così perfetto.

Le criticità non mancano. Per quanto riguarda l’Italia, è dovuto dal sistema dell’infrastruttura che riguarda la rete d’internet. Quotidianamente osserviamo vari tipi di disservizi o problemi legati alla connettività abitativa. Il fatto è che l’infrastruttura è estremamente difforme per capacità e diffusione. In alcune aree, la rete è all’avanguardia ma in altre, all’interno anche dello stesso territorio, la situazione è ben più problematica.

In Italia, abbiamo fame d’infrastrutture. Sempre più forte si palesa la necessità anche di strutture di base, strade, porti, ponti, ferrovie, messa in sicurezza del territorio; una necessità che ci riscopre fragili e insicuri, bisognosi di nuove certezze e strutture in grado di proiettarci verso il futuro.

Può essere quindi l’opportunità di puntare a una “ricostruzione intelligente” di tutte quelle strutture di cui abbiamo bisogno per la realizzazione di quelle smart city che diano poi vita alle smart communities integrate di cui tutti noi dovremmo fare parte.

Perché tutto ciò? La realizzazione di smart city è soprattutto un’opera di urbanizzazione e socializzazione che rientra in un progetto più grande volto ad armonizzare queste due fondamentali componenti, così che nessuno si senta più straniero in casa propria,  anzi, sia perfettamente integrato con il tessuto urbano della propria città, realizzato appositamente affinché possa essere a suo sostegno.

A cura di Domizia Di Crocco