La ricercatrice ENEA Maria Laura Di Somma tra i “40 under 40” piú influenti

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13eneasommaLa ricercatrice ENEA, Marialaura Di Somma, specializzata sulle fonti energetiche del futuro, è tra i 40 talenti italiani under 40 più influenti selezionati dalla rivista Fortune Italia, il prestigioso magazine con focus su economia e finanza, che ne ha dato notizia sul numero di luglio. Si tratta di un “vivaio” scelto di profili talentuosi che si sono distinti nelle quattro categorie “manager”, “startupper”, “influencer” e “ricercatori” che, con le loro storie di successo, possono ancora crescere ed essere annoverati tra i fautori del presente e del futuro di un settore, stimolando anche nuove collaborazioni con il mondo imprenditoriale.
In particolare, Marialaura Di Somma è stata selezionata nella categoria “ricercatori” per il suo percorso dedicato all’energia del futuro: dopo aver conseguito il dottorato in ingegneria presso l’Università Federico II di Napoli, in parte svolto presso l’Università del Connecticut negli USA, arriva nel Laboratorio Smart Grid e Reti Energetiche del Centro ENEA di Portici (Napoli), dove dal 2014 si occupa di analisi, ricerca e sviluppo, di tecnologie, metodologie e dispositivi per il settore smart grid, reti e microreti energetiche, cogenerazione distribuita e accumulo energetico. Da quest’anno coordina il progetto europeo da 6 milioni di euro eNeuron, per lo sviluppo di strumenti innovativi per la gestione delle comunità energetiche, ed è responsabile scientifica del progetto AmBIENCe per la flessibilità dei contratti di rendimento energetico degli edifici, tutti con una ampia platea di partner imprenditoriali e scientifici di altissimo livello.




Il rover Perseverance della Nasa cercherà tracce di vita su Marte

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unnamed 1Il rover NASA Perseverance dovrebbe lasciare la Terra tra il 30 luglio e il 15 agosto per dirigersi all’esplorazione di Marte, dove svolgerà una serie di missioni destinate alla ricerca di tracce di vita sul Pianeta rosso, una delle quali prevede il primo velivolo progettato per sorvolare il suolo di un altro pianeta.

A spiegarlo un video pubblicato su Science, in cui si spiega che dopo un viaggio di circa sei mesi, il rover dovrebbe atterrare sul cratere Jezero, un antico letto di un lago che potrebbe nascondere qualche indizio sulla storia climatica del pianeta.

Tra gli strumenti innovativi della missione, il piccolo elicottero Ingenuity (dall’inglese “ingegno”) avrà lo scopo di compiere il primo sorvolo di un altro pianeta, un’impresa impegnativa poiché l’atmosfera marziana è circa 100 volte più rarefatta di quella terrestre.

“Nonostante ora sia un paesaggio ostile, freddo e secco – descrive il video – Jezero un tempo avrebbe potuto somigliare al lago di Salda, in Turchia. L’atmosfera di Marte era infatti molto più densa e la superficie ospitava laghi e acqua allo stato liquido, ma non sappiamo ancora se le condizioni sul Pianeta rosso siano state sufficientemente favorevoli per lo sviluppo della vita microbica”.

Il filmato sottolinea che Perserverance sarà dotato del Sample Caching System, un dispositivo sofisticato in grado di perforare la superficie marziana, raccogliere e immagazzinare campioni che tra circa 10 anni dovranno giungere sulla Terra per l’analisi, ma nel frattempo il rover potrà studiarne la composizione e la distribuzione molecolare, per rintracciare la presenza di detriti organici, che potrebbero rappresentare la prova dell’esistenza di vita microbica, seppur estinta.

“Dopo i primi due anni trascorsi esplorando il cratere Jezero – continua il video – Perseverance si sposterà lungo il letto del fiume e invierà dati utili a comprendere la storia geologica del Pianeta rosso, nella speranza di rintracciare un paesaggio vulcanico congelato nel tempo. Se la superficie presentasse tracce fossili di lava, i campioni potrebbero rivelare l’età del lago marziano”.

Perseverance ha inoltre l’obiettivo di rintracciare nelle rocce le prove dell’esistenza del campo magnetico che un tempo avrebbe potuto avvolgere il pianeta, secondo le teorie più accreditate, mentre uno degli strumenti registrerà per la prima volta il suono sulla superficie marziana.

“Ingenuity – conclude il filmato – potrebbe spianare la strada a future esplorazioni del Pianeta rosso basate sul volo. Possiamo solo iniziare a immaginare cosa i campioni raccolti da Perseverance potranno rivelarci sulla storia del Pianeta rosso, sul nostro Sistema solare e forse sulla vita stessa.

Il rover NASA Perseverance dovrebbe lasciare la Terra tra il 30 luglio e il 15 agosto per dirigersi all’esplorazione di Marte, dove svolgerà una serie di missioni destinate alla ricerca di tracce di vita sul Pianeta rosso, una delle quali prevede il primo velivolo progettato per sorvolare il suolo di un altro pianeta. A spiegarlo un video pubblicato su Science, in cui si spiega che dopo un viaggio di circa sei mesi, il rover dovrebbe atterrare sul cratere Jezero, un antico letto di un lago che potrebbe nascondere qualche indizio sulla storia climatica del pianeta.

Tra gli strumenti innovativi della missione, il piccolo elicottero Ingenuity (dall’inglese “ingegno”) avrà lo scopo di compiere il primo sorvolo di un altro pianeta, un’impresa impegnativa poiché l’atmosfera marziana è circa 100 volte più rarefatta di quella terrestre.

“Nonostante ora sia un paesaggio ostile, freddo e secco – descrive il video – Jezero un tempo avrebbe potuto somigliare al lago di Salda, in Turchia. L’atmosfera di Marte era infatti molto più densa e la superficie ospitava laghi e acqua allo stato liquido, ma non sappiamo ancora se le condizioni sul Pianeta rosso siano state sufficientemente favorevoli per lo sviluppo della vita microbica”.

Il filmato sottolinea che Perserverance sarà dotato del Sample Caching System, un dispositivo sofisticato in grado di perforare la superficie marziana, raccogliere e immagazzinare campioni che tra circa 10 anni dovranno giungere sulla Terra per l’analisi, ma nel frattempo il rover potrà studiarne la composizione e la distribuzione molecolare, per rintracciare la presenza di detriti organici, che potrebbero rappresentare la prova dell’esistenza di vita microbica, seppur estinta.

“Dopo i primi due anni trascorsi esplorando il cratere Jezero – continua il video – Perseverance si sposterà lungo il letto del fiume e invierà dati utili a comprendere la storia geologica del Pianeta rosso, nella speranza di rintracciare un paesaggio vulcanico congelato nel tempo. Se la superficie presentasse tracce fossili di lava, i campioni potrebbero rivelare l’età del lago marziano”.

Perseverance ha inoltre l’obiettivo di rintracciare nelle rocce le prove dell’esistenza del campo magnetico che un tempo avrebbe potuto avvolgere il pianeta, secondo le teorie più accreditate, mentre uno degli strumenti registrerà per la prima volta il suono sulla superficie marziana. “Ingenuity – conclude il filmato – potrebbe spianare la strada a future esplorazioni del Pianeta rosso basate sul volo. Possiamo solo iniziare a immaginare cosa i campioni raccolti da Perseverance potranno rivelarci sulla storia del Pianeta rosso, sul nostro Sistema solare e forse sulla vita stessa. (AGI)




La ricerca scientifica italo – canadese giunge sulle pagine di “Nature Materials”

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20grafeneUna ricerca congiunta tra scienziati dell’Istituto di Struttura della Materia (ISM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano (CNR), dell’Institut National de la Recherche Scientifique (INRS), della McGill University e della Lakehead University canadesi – cofinanziata dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) nell’ambito del Protocollo esecutivo per la cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Québec – ottiene un brillante risultato scientifico, che arriva sulla prestigiosa rivista “Nature Materials”, segnando un’importante pietra miliare nello studio dei polimeri con proprietà esotiche oltre il grafene.

I nuovi polimeri bidimensionali realizzati confermano le proprietà fino ad ora ipotizzate solo teoricamente, con la coesistenza di bande piatte e coni di Dirac: caratteristiche dalle quali discendono proprietà molto interessanti, come effetto Hall anomalo e superconduttività di superficie, che potrebbero permettere la realizzazione di dispositivi rivoluzionari.

“La nostra ricerca sui polimeri bidimensionali pubblicata su Nature Materials è il risultato del lavoro di chimici organici e scienziati di superficie. La dimostrazione sperimentale che questi polimeri posso essere effettivamente ottenuti incoraggerà molti ricercatori a esplorare una vasta gamma di materiali che potrebbero essere usati sia per le loro proprietà intrinseche sia per la loro implementazione in nuovi sistemi formati da eterostrutture”, spiega Giorgio Contini dell’ISM-CNR.

Gli autori stanno attualmente esplorando l’uso pratico del materiale realizzato, cercando di trovare dei contesti applicativi, ad esempio dispositivi elettronici organici per smartphone, sensori e celle solari; nanopolimeri porosi per l’assorbimento di gas nocivi; superfici biocompatibili per applicazioni alla nanomedicina (aise).




Nuova mascherina smart in arrivo: si disinfetta via USB

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mascherinaL’emergenza coronavirus ha, tra le altre cose, inaugurato una nuova categoria di dispositivi che nelle prossime settimane sono pronti ad invadere il mercato. Stiamo parlando delle mascherine smart, di cui sono in fase di progettazione, test e sperimentazione diversi modelli, per adulti e per bambini. Con le mascherine dovremo conviverci ancora per un bel po’ di mesi, stando alle disposizioni governative, ragion per cui diverse aziende ne stanno creando per ogni uso e consumo. Tra le aziende più attive c’è Huami, che ha confermato in un’intervista al portale Techcrunch di essere al lavoro per una mascherina smart il cui nome in codice è Aeri.

 

Huami Aeri: la mascherina che si disinfetta via USB

Questa mascherina, secondo quanto annuncia la stessa Huami, sarà in materiale plastico trasparente per consentire il riconoscimento dei volti delle persone, garantendo dunque la sicurezza e al contempo le interazioni sociali. La caratteristica peculiare, però, sarà rappresentata dalle luci ultraviolette che, dopo aver collegato il dispositivo ad una porta USB del computer, disinfettano i filtri nel giro di 10 minuti. L’igienizzazione, puntualizza la società, avviene solo all’interno e non nella parte esterna, ma è anche dotata di filtri rimovibili N95, per filtrare almeno il 95% delle particelle presenti nell’aria. Per rendere la mascherina anche “trendy” e comoda, il design sarà personalizzabile tramite alcuni accessori, come un ventilatore che si rivela molto utile per migliorare la respirazione. (webnews.it)




Greencube: é Made in Italy il primo micro-orto in orbita per coltivare verdure nello spazio

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verdure spazioUn micro-orto a 6mila km dalla Terra per coltivare verdure fresche destinate alle future esplorazioni spaziali. Si chiama GREENCUBE, è progettato da un team scientifico tutto italiano e sarà contenuto per la prima volta a bordo di un mini satellite che verrà lanciato in occasione del volo inaugurale del vettore ufficiale VEGA-C dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Il prototipo alla cui realizzazione partecipano ENEA, Università Federico II di Napoli e Sapienza Università di Roma, nel ruolo di coordinatore e titolare di un accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), misura 30x10x10 cm e si basa su colture idroponiche a ciclo chiuso in grado di garantire per i 20 giorni di sperimentazione un ciclo completo di crescita di microverdure, selezionate tra quelle più adatte a sopportare le condizioni estreme extraterrestri.

“Il progetto si inquadra nell’ambito della mission ENEA di trasferire all’industria e alle pubbliche amministrazioni i risultati della ricerca scientifica in un’ottica di sviluppo economico sostenibile, in questo caso attraverso competenze, infrastrutture e professionalità maturate nella coltivazione in ambienti chiusi e confinati di ortaggi freschi per uso industriale e in ambienti estremi, come lo spazio”, sottolinea Luca Nardi, ricercatore del Laboratorio Biotecnologie ENEA. “Il sistema di coltivazione in orbita consentirà di massimizzare l’efficienza sia in termini di volume che di consumo di energia, aria, acqua e nutrienti e durante la missione verrà affiancato da esperimenti di coltivazione a terra in apposite camere per poter verificare gli effetti sulle piante oltre che delle radiazioni anche della bassa pressione e della microgravità”, aggiunge Nardi.

Alloggiato in un ambiente pressurizzato e confinato, il micro-orto GREENCUBE sarà dotato di un sistema integrato di sensori hi-tech per il monitoraggio e controllo dei parametri ambientali, della crescita e dello stato di salute delle piante, e sarà progettato in modo da trasmettere a terra, in totale autonomia, tutte le informazioni acquisite, dando così la possibilità ai ricercatori di valutare la risposta delle piante alle condizioni di stress estremo.

“Il confronto tra i risultati degli esperimenti ottenuti nello spazio e a terra sarà cruciale per valutare la crescita delle microverdure in orbita e poterle utilizzare come alimento fresco ed altamente nutriente nelle future missioni”, conclude Nardi.

Quanto all’Università la Sapienza, come evidenzia Fabio Santoni, coordinatore del progetto, “GREENCUBE si inserisce nello sviluppo di una serie di nanosatelliti universitari, messi a punto per soddisfare le crescenti necessità di accesso rapido ed economico allo spazio da parte della comunità scientifica. Attualmente il nostro Laboratorio ha in orbita altri due satelliti e ne sta realizzando altri due nell’ambito di altre iniziative. La missione GREENCUBE ci consentirà di sviluppare ulteriormente le nostre capacità tecnologiche, permettendoci di provare in orbita dei nuovi sistemi di acquisizione e comunicazione dati e un sistema di propulsione elettrica. Siamo grati all’Agenzia Spaziale Italiana che ci supporta in queste attività”.

Il satellite verrà realizzato in due sezioni: due unità saranno dedicate al sistema di coltivazione e di controllo ambientale che, oltre alle microverdure e ai sensori, conterrà anche la soluzione nutritiva e l’atmosfera necessaria; la seconda unità invece ospiterà all’interno del “telaio” del satellite la piattaforma di gestione e controllo del veicolo spaziale.

Tra le esperienze di rilievo condotte in collaborazione con ASI e altri importanti partner anche internazionali, una simulazione di missione su Marte realizzata nel deserto dell’Oman (Hortextreme) e il recente progetto ReBUS, sempre finanziato da ASI e attualmente in corso, finalizzato allo studio di tecnologie e soluzioni a supporto della vita dell’uomo nello spazio durante le missioni di lunga durata su Luna e Marte.

 

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