Ottawa, una serata di promozione del partenariato strategico Italia-Canada nel settore dell’IA

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ottawa la residenza ditalia a gatineau ospita una serata di promozione del partenariato strategico italia canada nel settore dellia immagine17 229x223L’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, ha ospitato presso la Residenza d’Italia a Gatineau le delegazioni partecipanti alla riunione del Research 7+, gruppo di lavoro che riunisce le principali istituzioni di ricerca dei Paesi del G7 e della Spagna, avviato durante la Presidenza italiana del G7 e attualmente in corso a Ottawa con il titolo “AI for Prosperity through Science Research”. La Delegazione italiana è guidata dal Vice Presidente del CNR, Prof. Francesco Svelto. Nel suo intervento di apertura, l’Ambasciatore Cattaneo ha sottolineato come l’Italia e il Canada, Paesi pionieri nell’elaborazione di strategie nazionali per l’Intelligenza Artificiale, condividano un approccio comune volto a sviluppare e regolamentare l’IA secondo principi etici e sociali. L’Ambasciatore ha quindi ricordato il partenariato strategico bilaterale tra Italia e Canada in ambito AI, promosso tramite il “Joint Advisory Group” bilaterale, istituito nel 2024 con la Roadmap per la cooperazione rafforzata tra Italia e Canada, e riunitosi in presenza per la prima volta a Ottawa. Fra i numerosi ospiti presenti all’evento l’On. Karim Bardeesy, Segretario Parlamentare del Ministro dell’Industria canadese, la Dott.ssa Mona Nemer, Consigliere scientifico del Primo Ministro Carney, ed il Prof. Alejandro Adem, Presidente del Natural Sciences and Engineering Research Council (NSERC), che nei propri saluti hanno evidenziato la profonda collaborazione tra Italia e Canada a livello bilaterale e in ambito G7 nei settori della ricerca, dell’innovazione e dell’IA. I lavori del Research 7+ sono proseguiti con sessioni dedicate alle applicazioni attuali e future dell’Intelligenza Artificiale nelle varie discipline scientifiche e nella ricerca. (Inform)




A Montreal il Forum Canada-Italia sull’intelligenza artificiale

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a montreal il forum canada italia sullintelligenza artificiale immagine2 303x223Si tiene a Montreal la settima edizione del Forum Canada-Italia sull’intelligenza artificiale, organizzato a Montreal dalla Camera di Commercio Italiana in Canada in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Ottawa ed il Consolato Generale d’Italia a Montreal. Il tema di quest’anno è “AI in action – leveraging innovation in a changing world”. Il Forum – riferisce l’Ambasciata – costituisce un’ulteriore tappa di rafforzamento della collaborazione privilegiata in atto tra Italia e Canada in questo fondamentale settore, che si aggiunge alla recente creazione del “Joint Advisory Group” bilaterale sull’intelligenza artificiale che mira a promuovere lo sviluppo etico, inclusivo e sostenibile dell’AI. Alla serata inaugurale, aperta dal Presidente della Camera di Commercio Italiana in Canada Carmine D’Argenio, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo ed il Console Generale a Montreal Enrico Pavone, insieme a numerosi protagonisti degli ecosistemi AI canadesi e italiani. Le Regioni Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna erano presenti anche a livello istituzionale. Nel proprio intervento l’Ambasciatore Cattaneo ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra Italia e Canada in ambito AI, e come essa si iscriva nella comune sensibilità che i due Governi condividono e che hanno promosso nelle rispettive Presidenze G7. La serata inaugurale è stata l’occasione per la firma di due nuovi importanti accordi di collaborazione: tra l’italiano National Biodiversity Future Center ed il Quebec Center for Biodiversity Science, e tra il Cluster Build ER della Regione Emilia Romagna e l’AdapT Research Institute of ETS di Montreal. (Inform)




Stati Uniti: dietrofront sulle energie pulite, allarme per le emissioni

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e5rivdaqd5ow3haztruszcllnuGli Stati Uniti tornano a puntare sui combustibili fossili. È questa la conclusione del nuovo rapporto della società di consulenza DNV, che fotografa un cambio di rotta deciso nelle politiche energetiche federali. Dopo anni di incentivi alle rinnovabili, l’amministrazione Trump ha ridotto i sussidi per l’eolico e il solare, privilegiando carbone, gas e petrolio come pilastri per sostenere la domanda crescente di energia.

Secondo lo studio, questa inversione di tendenza avrà un prezzo pesante: entro il 2050 le emissioni di anidride carbonica in Nord America potrebbero aumentare di oltre tre miliardi di tonnellate rispetto alle proiezioni formulate solo tre anni fa. La produzione da carbone, che si pensava in declino, risulterebbe ora del 46% superiore alle stime precedenti, mentre l’energia eolica scenderebbe del 24% e quella solare del 5%.

Il governo difende la decisione parlando di “realismo energetico”: le fonti rinnovabili non sarebbero ancora sufficienti a garantire continuità di fornitura e stabilità dei prezzi, soprattutto in un momento in cui il Paese deve sostenere la riapertura di grandi impianti industriali e l’espansione del settore manifatturiero. Tuttavia, gli analisti avvertono che questa scelta potrebbe rivelarsi miope. L’aumento delle emissioni, infatti, non solo aggraverà la crisi climatica globale, ma rischia anche di peggiorare la qualità dell’aria e di inasprire i fenomeni meteorologici estremi che già colpiscono vaste aree degli Stati Uniti e del Canada.

Per gli italiani che vivono in Nord America — molti dei quali impegnati nel settore delle rinnovabili o semplicemente sensibili alle questioni ambientali — la notizia ha un significato diretto. Il ridimensionamento dei programmi verdi potrebbe rallentare progetti di cooperazione tra imprese italiane e americane, specialmente nei campi del solare, dell’efficienza energetica e delle batterie di accumulo. Ma potrebbe anche aprire nuove opportunità per chi saprà proporre tecnologie più competitive in un contesto meno sostenuto dai fondi pubblici.

Gli esperti invitano a non sottovalutare gli effetti collaterali: meno rinnovabili significa più dipendenza dai combustibili fossili e, a lungo termine, tariffe più instabili. In un Paese già segnato da fratture sociali e climatiche, il rischio è che la “retromarcia verde” si trasformi in un boomerang politico ed economico.

Il tema energetico resta particolarmente sentito anche tra gli italiani residenti in Nord America, dove non pochi connazionali operano nel campo delle rinnovabili, dell’innovazione ambientale e della consulenza tecnica.

La svolta impressa da Washington potrebbe modificare scenari di lavoro e investimento, ma conferma al tempo stesso quanto la competenza italiana in materia di sostenibilità resti un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale.

Fonte: Reuters, DNV Energy Transition Report 2025.

 




Washington: progetti di fisica e tecnologie emergenti al centro del bilaterale Italia-Stati Uniti

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due giorni di incontri allambasciata ditalia a washington progetti di fisica e tecnologie emergenti al centro del bilaterale italia stati uniti immagine2 378x223Si è conclusa la due giorni di incontri tra Italia e Stati Uniti ospitata dall’Ambasciata d’Italia a Washington, volta a rinsaldare e rinnovare la cooperazione scientifica di lungo corso tra i due Paesi e a fare il punto sulle iniziative comuni nell’ambito della fisica fondamentale. Protagonisti dell’appuntamento, che si tiene ogni anno, – informa la nota dell’Ambasciata – la delegazione italiana con il Presidente dell’INFN Antonio Zoccoli, la giunta esecutiva dell’INFN, il direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso Ezio Previtali (in collegamento da remoto), la direttrice dell’Ufficio Relazioni Internazionali Veronica Buccheri, l’addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia Maurizio Biasini, e le delegazioni statunitensi delle principali istituzioni scientifiche e delle istituzioni responsabili del finanziamento e della promozione della ricerca scientifica: il Department of Energy (DOE), la National Science Foundation (NSF), l’Oak Ridge National Laboratory (ORNL), il Brookhaven National Laboratory (BNL) e il Fermi National Accelerator Laboratory (Fermilab). “Gli incontri dei vertici dell’INFN a Washington confermano la posizione dell’Italia quale partner privilegiato degli Stati Uniti nei settori più avanzati della fisica e delle tecnologie emergenti”, ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci. “La collaborazione scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti, nazioni leader nel campo della ricerca, è un elemento fondamentale di competitività per i nostri sistemi economici e assume un ruolo chiave per rafforzare le catene del valore e promuovere innovazione e crescita”, ha concluso l’Ambasciatore. Molti gli argomenti di stringente attualità per la comunità della fisica al centro dei tavoli del bilaterale, a partire dalle tecnologie emergenti. È stato discusso l’impiego di soluzioni di intelligenza artificiale, calcolo avanzato e superconduttività per applicazioni energetiche, e analizzato lo stato di avanzamento del progetto coordinato dal Centro SQMS del Fermilab per la realizzazione del futuro computer quantistico, di cui l’INFN è il primo partner non statunitense. Ampio spazio è stato dedicato ai programmi scientifici rivolti alla ricerca sui neutrini, dal progetto DUNE negli Stati Uniti, di cui l’INFN è partner, al futuro esperimento per la misura del decadimento doppio beta senza emissioni di neutrini, LEGEND, che l’INFN ospiterà nei propri Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Un importante confronto ha riguardato le iniziative e le attività relative alle ricerche nell’ambito della fisica degli acceleratori e delle particelle, di cui l’INFN è partner storico e alle quali continua a fornire contributi fondamentali. Nello specifico, si è parlato dello stato delle attività di cooperazione in corso al CERN e sui benefici reciproci che potrebbero derivare da future collaborazioni nell’ambito del progetto Future Circular Collider (FCC), e dello stato di avanzamento dell’Electron Ion Collider, il collisore elettrone-ione al BNL a New York per lo studio delle proprietà della materia nucleare. Infine, ma non ultimo, si è affrontato il tema del presente e futuro degli studi sulle onde gravitazionali. Indiscussi pionieri del settore, Italia e Stati Uniti, grazie ai rapporti che da sempre legano i gruppi di ricerca degli esperimenti Virgo e LIGO, hanno infatti posto le basi per la creazione della più ampia collaborazione internazionale che oggi coinvolge gli osservatori gravitazionali di tutto il mondo, e che punta per i prossimi anni sui rivelatori di nuova generazione terrestri e spaziali, quali l’Einstein Telescope e il Cosmic Explorer. “Queste giornate a Washington hanno messo in luce non solo la ricchezza e la solidità dei rapporti scientifici che uniscono Italia e Stati Uniti nella ricerca in fisica fondamentale”, ha dichiarato Antonio Zoccoli, Presidente dell’INFN, “ma anche l’ampiezza delle tematiche affrontate e il numero di progetti condivisi, che confermano il valore delle competenze tecniche e scientifiche del nostro Paese e il riconoscimento del suo ruolo di partner di primo piano. La comunità dell’INFN è orgogliosa di contribuire con la propria esperienza a molti dei più importanti progetti scientifici in corso negli Stati Uniti e, allo stesso tempo, considera essenziale poter contare sulle straordinarie competenze dei colleghi statunitensi e sulla loro rilevante collaborazione”. (Inform)




Uno tsunami non è solo un’onda molto grossa

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tsunamiUno tsunami non è “solo” un’onda molto grossa. Funziona in maniera diversa ed è molto più pericoloso e distruttivo. Le onde “normali” sono generate dal vento che agisce sulla superficie dell’oceano. Il loro impatto resta per lo più limitato allo strato più superficiale dell’acqua. Gli tsunami, invece, nascono da uno spostamento improvviso e massiccio della colonna d’acqua, spesso causato da terremoti sottomarini, frane, eruzioni vulcaniche o persino impatti meteorici. A differenza delle onde convenzionali, gli tsunami agiscono su tutto il corpo d’acqua, dalla superficie fino al fondale.

Gli tsunami portano una colossale quantità di energia, che si libera in modo violento in prossimità della costa. Le onde successive all’impatto (anche se inizialmente basse) possono generare inondazioni devastanti e correnti prolungate, cariche di detriti e materiali distruttivi. Nel 2004 nell’Oceano Indiano, il terremoto di magnitudo 9.1 generò onde fino a 25–30 metri, che provocarono tra 230.000 e 280.000 vittime in 14 paesi. In Giappone nel 2011, lo tsunami raggiunse un’altezza massima di 40 metri, inondando circa 500 km quadrati, distruggendo quasi un milione di edifici e causando oltre 18.000 morti, con costi stimati in 220 miliardi di dollari solo in Giappone. Nel 1946 alle Aleutine (Alaska), un evento tsunami provocò un’onda di 42 metri, spazzando via innumerevoli edifici e causando circa 156 vittime a Hilo (Hawaii).

Per capirci: un’onda di appena mezzo metro può trascinare una persona per terra, onde da un metro possono aprire porte blindate e distruggere muri. Onde più grandi possono trasportare via automobili, tronchi e barche anche per centinaia di metri nell’entroterra.

Gli tsunami viaggiano a velocità analoghe a quelle di un aereo in crociera e arrivano in pochi minuti nelle aree costiere, spesso prima che si possano attivare avvisi o evacuazioni efficaci. A differenza delle onde normali che si infrangono e ritornano rapidamente, gli tsunami possono invadere aree costiere profondamente, proseguire per chilometri nell’entroterra e ripetersi per ore con più ondate. Provocando anche danni di lungo termine: la deposizione di sale, sabbia, fango e detriti marini sui terreni agricoli può rendere la terra sterile per anni, compromettendo le attività agricole e l’ecosistema locale.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il Politecnico di Milano in El Salvador

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10polimiSi è conclusa venerdì scorso, 4 luglio, la missione del Politecnico di Milano in El Salvador, culminata nella Biblioteca Nazionale con un evento di presentazione dei lavori e consegna dei diplomi agli studenti partecipanti al workshop dedicato al centro storico di San Salvador.
La missione, giunta nel Paese centroamericana due settimane prima, è stata organizzata nell’ambito del progetto “PLANES – Recupero e valorizzazione dei centri storici di San Miguel e San Salvador”, inaugurato il 23 giugno scorso nel Palazzo Nazionale di San Salvador.
Il progetto, finanziato dal Governo Italiano, attraverso l’Ambasciata d’Italia di El Salvador e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), prevede un intervento triennale di tre milioni di euro che contribuirà alla pianificazione strategica integrata e dinamizzazione socioculturale dei centri storici di San Salvador e San Miguel.
Nell’ambito del Master Design for Development, Architecture, Urban Planning and Heritage in the Global South, professori e dottorandi del Dipartimento di Architettura e Sviluppo Urbano del Politecnico di Milano, capofila del progetto PlanES, hanno guidato circa 19 studenti internazionali dell’ateneo milanese e 15 studenti di cinque università salvadoregne in un esercizio di esplorazione, analisi e progettazione accademica per la pianificazione del centro di San Salvador.
Studenti e professori hanno lavorato intensamente per presentare sei proposte che rispecchiano uno studio attento di alcuni settori del centro, in particolare quelli che si sviluppano a nord e a sud della centrale Calle Rubén Darío. Le proposte coniugano la valorizzazione del patrimonio artistico culturale del passato con la trasformazione di spazi urbani disegnati sulla base delle esigenze del presente e del futuro.
“Il progetto PlanES contribuirà alla rivitalizzazione dei centri urbani con una prospettiva integrale, sostenibile e innovativa. Il suo punto di forza è la capacità di valorizzare quello che i giovani oggi presenti, provenienti da contesti così diversi, sono capaci di vedere, interpretare e restituirci secondo il loro punto di vista multiculturale, fresco e unico” ha dichiarato Paolo Gallizioli, Direttore della Sede AICS di San Salvador.
Adriana Larín, Direttrice dell’Autorità di Pianificazione del Centro Storico, socio strategico del progetto, ha espresso ammirazione per l’impegno degli studenti e ha ribadito l’importanza di considerare i centri storici come nuclei di cultura, storia, commercio e benessere.
All’evento hanno partecipato anche il Professore Camillo Magni, Direttore del Master Design for Development del Politecnico di Milano, il Professor Luis Barrera, Decano della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università di El Salvador, docenti e ricercatori del Politecnico di Milano e di varie università salvadoregne, oltre a rappresentanti di istituzioni locali. (aise) 




Oggi 21 giugno è il Solstizio d’estate: ecco perché è il giorno più lungo dell’anno

stonehenge solstizio pixabay

stonehenge solstizio pixabayOggi, 21 giugno entra ufficialmente l’estate, il sole tramonterà alle 20,51 regalandoci più ore di luce rispetto al solito. È il giorno più lungo dell’anno, dunque, a cui noi del nord equatore ci riferiamo come Solstizio d’estate.

IL GIORNO PIÙ LUNGO DELL’ANNO

Il termine ‘Solstizio’ deriva dalle parole latine ‘sol’, cioè Sole, e ‘sistere’ ossia ‘fermarsi’: ovvero, il momento in cui il Sole si arresta nel suo punto più alto. Il Solstizio d’estate si verifica proprio quando l’asse della Terra è più inclinato verso il Sole di 23.4 gradi e i raggi colpiscono direttamente la linea di latitudine tropicale (per noi dell’emisfero boreale, il Tropico del Cancro). In questo modo la nostra stella resta nel cielo per un periodo di tempo più lungo (circa 16 ore), producendo più luce. Da domani, il Sole inizierà gradualmente a calare, fino ad arrivare al suo punto minimo sull’orizzonte nel solstizio d’inverno, che nel 2025 cadrà il 21 dicembre. Al contrario, invece, avviene nell’emisfero australe, dove il solstizio d’estate si verifica a dicembre con il Sole allo zenit al tropico del Capricorno.

A livello scientifico il Solstizio di giugno corrisponde all’inizio dell’estate astronomica, che terminerà il 22 settembre 2025 con l’Equinozio d’autunno.

IL SOLE DI MEZZANOTTE

A nord del Circolo Polare Artico, in prossimità del Solstizio d’estate, il Sole non scende sotto l’orizzonte per un lungo periodo, durante cui non cala mai la notte. Si assiste ad un interminabile tramonto, con il Sole ben visibile al di sopra dell’orizzonte anche alla mezzanotte. La durata dipende dalla latitudine.
Il fenomeno delle cosiddette ‘notti bianche’ interessa Alaska, Canada, Groenlandia, Russia, Norvegia, Svezia e Finlandia.

IL MITO DI STONEHENGE

Il complesso monumentale di Stonehenge è il fulcro dei misteri legati al solstizio e all’equinozio: le pietre che lo compongono sono infatti allineate in corrispondenza dei punti in cui il sole sorge in quei particolari giorni, motivo per cui è stato ipotizzato che il sito fosse un antico osservatorio astronomico. Tuttavia, poco si sa riguardo la costruzione di Stonehenge: la tradizione più popolare la vede legata al culto dei druidi, che istituirono il sito come luogo di sacrifici. Ogni megalite che compone il complesso, ha un nome e una storia: la più curiosa è quella legata alla cosiddetta Pietra del Tallone (Heel Stone), anticamente conosciuta con i nomi di Pietra del Sole (Sun-Stone) e Tallone del Frate (Friar’s Heel).

Un racconto popolare spiega così l’origine del nome:

“Il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana. Il diavolo allora gridò, ‘Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”‘ Un frate rispose, ‘Questo è ciò che credi!’, allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate e lo colpì su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno, ed è ancora lì.”

Agenzia DIRE – www.dire.it




Dialogo sulla ricerca della geologia nel Paese – Visioni scientifiche condivise tra Italia ed El Salvador

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dialogo sulla ricerca della geologia nel paese visioni scientifiche condivise tra italia ed el salvador immagine15Nell’ambito delle Celebrazioni per la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia di El Salvador, insieme al Consiglio dei Sindaci dell’Area Mcetropolitana di San Salvador (COAMSS) e il suo Ufficio di Pianificazione (OPAMSS), in collaborazione con l’Agenzia ltaliana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha realizzato il 27 marzo 2025 l’evento “Dialogo sulla ricerca della geologia nel Paese – Visioni scientifiche condivise tra Italia ed El Salvador”. Autorità ed esperti del settore della geologia si sono riuniti per discutere dei significativi risultati raggiunti nell’ambito della ricerca scientifica congiunta e realizzata grazie alla cooperazione tra Italia ed El Salvador. “La presenza di accademici italiani di spicco in El Salvador e un’importante occasione sia per intavolare un dialogo con i loro omologhi salvadoregni sulle materie in cui sono specializzati, sia per condividere conoscenze scientifiche e rafforzare il vincolo che lega i nostri Paesi” ha dichiarato in apertura l’Ambasciatore d’Italia Paolo Emanuele Rozo Sordini. L’evento s’inserisce nel contesto cella Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, un’opportunità unica per celebrare la più che ventennale traiettoria di collaborazione tra le istituzioni italiane e salvadoregne nella cooperazione scientifica in ambito geologico. Uno dei più recenti interventi in questo settore riguarda il progetto implementato dalle Università di Palermo e di Chieti-Pescara per la creazione del corso di studi in Scienze della Terra con enfasi in Geologia presso l’Università di El Salvador (UES), contribuendo alla formazione di futuri geologi che possano contribuire efficacemente alla mitigazione delle innumerevoli pericolosità naturali che caratterizzano El Salvador. Luis Rodriguez, Direttore Esecutivo del COAMSS-OPAMSS, ha visitato nei giorni scorsi il laboratorio di geoscienze inaugurato presso I’UES nel 2024 grazie al progetto, mostrando ammirazione per l’impegno dei docenti e degli studenti. “Pensiamo che quest’iniziativa abbia grande valore, per questo abbiamo deciso di avviare un programma di tirocinio per gli studenti del corso in geologia, affinché facciano esperienza con ¡ nostri tecnici dell’area di ricerca e pianificazione territoriale”. Il Direttore della Sede di San Salvador dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Paolo Gallizioli, ha aggiunto che “le università sono tra i principali alleati della Cooperazione italiana nella produzione e nello scambio di conoscenze, un fattore che questo evento vuole mettere in risalto per stimolare proposte, visioni e nuovi orizzonti per lo sviluppo del Paese”. Karla De Palma, Direttrice dell’Agenzia Salvadoregna per la Cooperazione Internazionale, ha sottolineato la rilevanza della cooperazione scientifica per sviluppare maggiori conoscenze circa la gestione del rischio di disastri e la sostenibilità ambientale in El Salvador. Agli interventi delle autorità ha fatto seguito una Tavola Rotonda sulle tematiche inerenti alla ricerca scientifica in ambito geologico, con relatori di gran calibro e con una solida esperienza nel settore, come: José Alexander Chávez Hernández della OPAMSS, Christian Conoscenti, Attilio Sulli e Giuseppe Giunta dell’Universita di Palermo, Mario Rainone dell’Università di Chieti-Pescara. Gli esperti hanno condiviso le loro conoscenze sulle tematiche della geomorfologia, geoidrologia, vulcanologia e sismologia, materie essenziali per studiare e mitigare le vulnerabilità territoriali di El Salvador e dell’America Centrale. All’evento hanno partecipato oltre cento invitati provenienti da diverse istituzioni nazionali e straniere, nonché con diversi bagagli culturali, che hanno contribuito a un’attiva sessione finale di domande e risposte. (Inform)




El Salvador. L’Italia promuove la ricerca scientifica in ambito geologico in America Centrale

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aics litalia promuove la ricerca scientifica in ambito geologico in america centrale immagine11 403x223Il 25 e il 26 marzo si è tenuto presso l’Università di El Salvador (UES) il workshop “Contributi della Cooperazione Italiana nella ricerca scientifica applicata alle Scienze della Terra”, con la partecipazione di autorità e professori di università italiane e centroamericane.

L’evento – sottolinea l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – rappresenta un’opportunità per valorizzare l’impegno italiano nella promozione di iniziative scientifiche innovative e di qualità in Paesi soci, come El Salvador. In particolare, in questa due giorni di workshop si evidenzia l’ampia e proficua collaborazione tra istituzioni italiane e salvadoregne nella ricerca scientifica in ambito geologico, sviluppata nel contesto del progetto CASTES. Grazie a tale progetto, finanziato dal Governo Italiano e implementato dall’Università di Palermo (Unipa), in collaborazione con l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara (Unich), si è istituito presso la Universidad de El Salvador (UES) il corso di laurea in Scienze della Terra con enfasi in Geologia. Il progetto ha rafforzato la formazione scientifica nelle Scienze Geologiche, sia teoriche che applicate, per la gestione e la mitigazione dei rischi, oltre a contribuire al miglioramento della capacità nazionale di gestione sostenibile delle risorse naturali e delle pericolosità ambientali. Tra i risultati ottenuti figurano le opportunità di formazione e di mobilità per gli insegnanti della UES e l’equipaggiamento di un laboratorio con strumentazione all’avanguardia per il supporto alla formazione e alla ricerca.

Il Rettore dell’Università di El Salvador, Juan Rosa Quintanilla, ha aperto il workshop dichiarando che «l’Italia, in vent’anni di collaborazione, è stata un pilastro fondamentale per lo sviluppo di questo corso di studi volto a garantire che i progetti di ricerca scientifica abbiano un impatto a livello nazionale e regionale».

L’Ambasciatore d’Italia in El Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, ha sottolineato che “l’Italia vanta 164 anni di relazioni diplomatiche con El Salvador e la cooperazione allo sviluppo è uno dei principali strumenti per la promozione di tali rapporti, incentrati sul dialogo e sull’arricchimento reciproco”. Ha aggiunto inoltre che “il laboratorio di geoscienze inaugurato nell’ottobre 2024 è l’immagine concreta e tangibile dell’Italia che valorizza la cooperazione universitaria e accademica, la qualità dei prodotti e la tecnologia di alto livello”. Paolo Gallizioli, Direttore della Sede di San Salvador dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha ricordato che «in El Salvador, l’Italia sta finanziando progetti in vari settori collaborando con sette università italiane, che danno un importante contributo non solo a livello economico ma anche a livello di formazione e ricerca in ambiti chiave per il Paese». All’inaugurazione dell’evento sono intervenuti anche Massimo Midiri, Rettore dell’Unipa, Liborio Stuppa, Rettore dell’Unich e Attilio Sulli, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Unipa. Durante il workshop, sono stati presentati alla comunità accademica e scientifica, composta da docenti, tecnici, ricercatori e studenti, gli importanti progressi e risultati ottenuti nell’ambito della cooperazione tra Italia ed El Salvador stimolata da CASTES. Esperti e professori di Scienze della Terra di entrambi i Paesi hanno presentato studi innovativi nelle materie della vulcanologia, sismologia, geomorfologia e ingegneria geologica. Tali ricerche contribuiscono allo sviluppo di strategie e strumenti di mitigazione dei rischi da disastri naturali in El Salvador e America Centrale, una regione particolarmente vulnerabile a questi fenomeni. Degno di nota, l’intervento del Prof. Giuseppe Giunta dell’Università di Palermo, che ha apportato una visione storica della cooperazione scientifica in America Centrale e in particolare in El Salvador, mettendo in luce il decennale cammino percorso ed evidenziando le sfide ancora da affrontare e le opportunità che la Diplomazia Scientifica del nostro Paese può contribuire a realizzare. (Inform)




“AI For Future” come ponte per l’innovazione Italia-USA: l’evento di WMF nella Silicon Valley

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27sanfranSi è concluso con successo l’AI For Future, evento organizzato da WMF – We Make Future – e Search On Media Group nel cuore della Silicon Valley, negli Stati Uniti, che ha riunito oltre 200 tra istituzioni, VCs e investitori, Big Tech, startup e esperti AI per una giornata dedicata all’Intelligenza Artificiale, alla collaborazione internazionale e all’open innovation.
Tra i presenti: Google, Meta, TikTok, Pinterest, LG NOVA, investitori della Bay Area, startup AI e stakeholder dell’ecosistema tecnologico USA.
L’evento, svoltosi il 18 marzo a San Francisco, in California, presso INNOVIT e realizzato con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha rappresentato la prima tappa americana del Road to WMF 2025 che culminerà a BolognaFiere dal 4 al 6 giugno. Presenti anche i rappresentanti istituzionali Sergio Strozzi, Console Generale d’Italia a San Francisco, Giosafat Riganò, Direttore ICE Los Angeles e Alberto Acito, Direttore di INNOVIT.
“Come Console Generale d’Italia a San Francisco sono lieto di presentare ai nostri partner il meglio dell’innovazione italiana” ha affermato Sergio Strozzi, Console Generale d’Italia a San Francisco. “Davanti a me, ho persone e rappresentanti della Stanford University, persone di Meta, Google, la rete degli scienziati italiani qui in California, altre organizzazioni come la Business Association Italy America, e numerosi stakeholder ed esperti dalla Silicon Valley e oltre. È un onore per me essere qui a presentare We Make Future, in quanto manifestazione che punta a far emergere le eccellenze italiane nel campo dell’innovazione e della tecnologia. Auspico la più ampia partecipazione da parte dei nostri partner americani a questo importante evento a giugno”.
A seguire, il Direttore ICE Los Angeles, Giosafat Riganò, che ha affermato: “We Make Future in Italia è ciò che INNOVIT rappresenta qui a San Francisco: un palco unico, una piattaforma senza paragoni dove l’eccellenza italiana può esprimere e amplificare tutto il suo potenziale. È davvero bellissimo avere qui oggi una combinazione così straordinaria di persone e competenze”. E prosegue: “Lasciatemi aggiungere che questo primo roadshow di We Make Future negli Stati Uniti è solo la prima tappa: il primo passo di un percorso che continuerà a Bologna, dal 4 al 6 giugno, con la più grande delegazione americana mai vista: investitori, venture capitalist, incubatori, acceleratori, giornalisti specializzati. Una delegazione davvero importante, organizzata dall’Agenzia ICE in stretta collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a San Francisco”.
AI For Future ha inoltre riunito alcuni dei principali esperti AI che sul palco dell’evento hanno portato molteplici prospettive, tra loro anche Nestor Maslej (Stanford University), Simona Capece (Google), Alicia Hanf (LG NOVA), Julia Yan (TikTok) Serena Perfetto (Pinterest), Simone Bianco (Altos Labs), Veronica Pitea (ACEPER) Paolo dello Vicario (Datrix Group) e Giorgio Taverniti (Search On Media Group) oltre ad alcuni dei principali VCs locali come Yamaha Music Innovations, Coelius Capital, Alchemist Accelerator, Fusion Software Solutions Co e US Market Access Center intervenuti nel panel “Investing in AI: Spotting the Next Game-Changing Startups”.
Con la partecipazione di esponenti istituzionali e rappresentanti di Big Tech, Corporate, VCs e startup innovative statunitensi, AI For Future ha riaffermato l’importanza della diplomazia dell’innovazione, un concetto chiave espresso da Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF – We Make Future durante il discorso di apertura.
“La Innovation Diplomacy è la chiave per costruire un futuro più equo e sostenibile. Solo unendo talenti, aziende e istituzioni possiamo trasformare l’innovazione e l’Intelligenza Artificiale in un’opportunità per tutti”, spiega Lombardo. “Questo è il cuore della Diplomazia dell’Innovazione, creare un dialogo costruttivo per garantire che l’AI sia un motore di sviluppo equo, sostenibile e accessibile a tutti. Il Business del Domani non si misura solo in profitti, ma nell’impatto generato e WMF è una piattaforma costruita per abilitare questa visione.”
Durante AI For Future è stata presentata in anteprima anche la nuova edizione del VC & Open Innovation Fest, uno degli eventi verticali centrali del WMF 2025. Con oltre 214 miliardi in Assets Under Management, 1.300 miliardi di Total Portfolio Value e più di 13.630 round di investimento gestiti, il Fest riunirà a Bologna fondi VC e CVC, corporate, startup, scaleup, istituzioni e stakeholder da oltre 90 Paesi, proponendo incontri B2B e B2G, roundtable e panel, pitch di startup e scaleup ed eventi esclusivi di business e networking come la Special Dinner (4 giugno), l’Investors Night e l’Innovation Night.
AI For Future ha riservato inoltre un grande attenzione al mondo delle startup con la finale della Startup Competition, un momento centrale dell’evento che ha visto confrontarsi alcune delle più promettenti realtà emergenti del panorama AI. (aise)