A San Francisco i progettisti italiani con l’Innovit

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Essere protagonisti di un’esperienza di vita e di lavoro irripetibile, nel cuore della Silicon Valley, in contatto con mentor, esperti e protagonisti dell’innovazione. Confrontarsi con mentor importanti ed esponenti delle big tech per meglio orientare le scelte strategiche e lo sviluppo del proprio progetto imprenditoriale. Accelerare la competitività internazionale e i processi di scaling del proprio modello di business, apprendendo contenuti e metodologie innovative. Partecipare ad appuntamenti strutturati di networking, nei quali incontrare investitori internazionali e potenziali partner strategici e commerciali. Sono le ragioni per cui rispondere alla chiamata di Innovit, il centro dell’innovazione italiana a San Francisco, nato per aiutare startup e PMI innovative italiane portandole fisicamente dove avvengono le più importanti trasformazioni tecnologiche.
Nato per iniziativa della Farnesina in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti e il Consolato Generale d’Italia a San Francisco e realizzato con il sostegno di Agenzia ICE e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, Innovit è attualmente gestito in maniera congiunta da Fondazione Giacomo Brodolini e Entopan Innovation.
Ogni anno Innovit, attraverso i programmi di accelerazione Call4Innovit, della durata di circa un mese, offre alle imprese partecipanti un primo tutoraggio online. In una seconda fase, le imprese volano a San Francisco per un periodo di incontri, workshop e visite che culmina in un demo day.
Grazie a questi programmi di accelerazione, le imprese italiane possono affacciarsi sull’ecosistema della Sylicon Valley con una significativa riduzione dei costi individuali ed entrare in contatto con una fitta rete di investitori e mentor, questi ultimi più di 600.
In soli due anni Innovit ha accelerato circa 250 startup e PMI, ha assistito più di 500 aziende e organizzato 176 eventi e 15 demo day.
Sono già partiti i bandi per i programmi di Innovit per il 2025, che quest’anno si concentreranno su sei settori specifici: gaming, economia dello spazio, scienze della vita, fashion and beauty tech, robotica, economia verde.
Per startup e PMI innovative interessate, sono ancora aperte le candidature per tutti i programmi, tranne quello del gaming.
Per ogni call, sono previsti dei webinar di presentazione, con interventi di esponenti di Innovit, di Agenzia ICE e del Ministero stesso. Il prossimo, dedicato al campo della space economy, si terrà il 12 marzo alle 17 ore italiane. Per partecipare basta registrarsi a questo link.
Maggiori informazioni sui programmi di Innovit, sulle scadenze – diverse – di ciascun bando e sui requisiti di partecipazione sono disponibili sul sito call4innovitsf.com. (aise)




Italia protagonista nell’allunaggio della NASA: il successo di LuGRE sulla Luna

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3lugreIeri, 2 marzo 2025, alle 9:34 ora italiana, il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace ha completato con successo un allunaggio morbido nel Mare delle Crisi. A bordo del veicolo, parte del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, si trovano dieci strumenti scientifici, tra cui il ricevitore italiano LuGRE.
LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) rappresenta un traguardo significativo per la ricerca spaziale italiana. Sviluppato da Qascom per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in collaborazione con la NASA e con il supporto scientifico del Politecnico di Torino, è il primo ricevitore GNSS a operare oltre l’orbita bassa terrestre. Il dispositivo ha già dimostrato la capacità di acquisire segnali GPS e Galileo a distanze record, raggiungendo fino a 410.000 km dalla Terra.
L’allunaggio di Blue Ghost è avvenuto dopo due mesi di viaggio e tre settimane in orbita lunare, con una discesa controllata dai retrorazzi. Ora il lander ha a disposizione 16 giorni di luce solare per completare le operazioni scientifiche prima dell’arrivo della notte lunare, che porterebbe temperature estremamente rigide. L’esperimento fornirà dati fondamentali per lo sviluppo di future tecnologie di navigazione spaziale, contribuendo a migliorare la precisione dei ricevitori satellitari per le missioni nello spazio profondo.
“LuGRE è una sfida vinta, che conferma l’elevato profilo mondiale del nostro settore spaziale,” ha dichiarato Teodoro Valente, presidente dell’ASI. “Questo traguardo è il risultato della competenza e della dedizione del team di Qascom, del Politecnico di Torino e del personale dell’ASI, che con il loro lavoro hanno reso possibile un passo avanti cruciale nell’esplorazione lunare”.
L’Italia si conferma dunque un partner di primo piano nelle missioni spaziali internazionali. La collaborazione con la NASA e il ruolo centrale nel programma CLPS rafforzano la posizione del nostro Paese nell’ambito della ricerca aerospaziale. I dati raccolti da LuGRE nei prossimi mesi saranno cruciali per le future missioni lunari e potrebbero aprire la strada a nuovi avanzamenti tecnologici nel campo della navigazione spaziale.
Con questa missione, l’Italia ribadisce il proprio impegno nell’esplorazione della Luna, partecipando attivamente alle operazioni scientifiche e tecnologiche che definiranno il futuro delle missioni spaziali. Il successo di LuGRE non è solo un trionfo della ricerca italiana, ma un passo decisivo verso un’era di esplorazione sempre più autonoma e precisa nel nostro sistema solare.
Aggiornamento
LuGRE ha comunicato dalla Luna, captando segnali dal sistema di navigazione terrestre GNSS. Ne dà notizia l’Asi spiegando che il ricevitore italiano è stato acceso con successo il 3 marzo alle 7:10 (ora italiana). LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) è una missione congiunta dell’Agenzia Spaziale Italiana e della NASA, sviluppata in Italia da Qascom, con il supporto scientifico del Politecnico di Torino. Questo innovativo ricevitore è progettato per testare l’uso dei segnali GNSS nello spazio profondo, un passo cruciale per la navigazione lunare e interplanetaria. LuGRE ha raggiunto la Luna ieri mattina alle 9:34 ora italiana a bordo del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace. (gabriella ferrero\aise) 




Un cervello vetrificato a Ercolano con la calda nube di cenere vesuviana del 79 d.C.: la ricerca italo-tedesca

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27cnrcampaniaÈ un caso unico nel suo genere la formazione di materiale organico vetrificato, trovato nel cranio di un giovane adulto maschio, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C e trovato disteso nel suo letto nel Collegium Augustalium, nel Parco Archeologico di Ercolano. In natura il vetro è una materiale poco comune (la sua formazione richiede un rapido raffreddamento dallo stato liquido, tale da non permetterne la cristallizzazione quando diventa solido). Il ritrovamento di materiale cerebrale vetrificato a Ercolano richiede dunque condizioni molto specifiche che sono state svelate da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo italiano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, Guido Giordano, e appena pubblicate su Scientific Reports dal titolo “Unique formation of organic glass from a human brain in the Vesuvius eruption of 79 CE”.
Le analisi – che hanno incluso l’acquisizione di immagini in microscopia elettronica, la spettrometria Raman ed esperimenti calorimetrici sui frammenti di cervello – hanno dimostrato che la vetrificazione cerebrale è avvenuta attraverso un processo del tutto unico di rapida esposizione del materiale organico prima ad altissima temperatura, almeno 510 °C, e di un suo successivo ancor più rapido raffreddamento. Il vetro che si è formato come risultato di questo processo ha permesso una preservazione integrale del materiale cerebrale e delle sue microstrutture.
Il gruppo di ricerca, che si compone ulteriormente da Alessandra Pensa (Roma Tre e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Italia), Alessandro Vona (Roma Tre, Italia), Danilo Di Genova (CNR-ISSMC Istituto di Scienza, Tecnologia e Sostenibilità per lo sviluppo dei Materiali Ceramici, Italia), Raschid Al-Mukadam (Technische Universität Clausthal, Germania), Claudia Romano (Roma Tre, Italia), Joachim Deubener (Technische Universität Clausthal, Germania), Alessandro Frontoni (Roma Tre, Italia), Pier Paolo Petrone (Università di Napoli Federico II, Italia), ha osservato che il materiale cerebrale non si sarebbe potuto vetrificare se l’individuo fosse stato riscaldato esclusivamente dai flussi piroclastici che hanno seppellito Ercolano, poiché i depositi di questi flussi, le cui temperature non hanno superato i 465 gradi Celsius, si sono raffreddati molto lentamente ed avrebbero totalmente distrutto il materiale organico a meno che esso non si fosse già trasformato in vetro.
“Sulla base delle nostre scoperte e dell’analogia con moderne osservazioni sulle eruzioni vulcaniche – racconta Giordano – ipotizziamo che nel 79 d.C. si sia verificato tale scenario: dopo le prime ore di eruzione che produssero la colonna eruttiva osservata e descritta da Plinio il Giovane, nella notte del 24 agosto (o forse 24 ottobre come recenti scoperte suggeriscono) iniziarono i primi flussi piroclastici che progressivamente distrussero Ercolano. Il primo di essi raggiunse la città solo con la sua parte di nube di cenere diluita ma caldissima, ben oltre i 510 gradi Celsius. Lasciò a terra pochi centimetri di cenere finissima, ma l’impatto termico fu terribile e mortale, seppur sufficientemente breve da lasciare – almeno nell’unico caso del ritrovamento nel Collegium Augustalium – resti di cervello ancora intatti. La nube deve essersi poi altrettanto rapidamente dissipata, consentendo a questi resti di raffreddarsi così rapidamente da innescare il processo di vetrificazione. Solo più tardi nella notte la città fu completamente seppellita dai depositi dei flussi piroclastici. Questo scenario è di grandissima importanza non solo per la ricostruzione storica e vulcanologica, ma anche ai fini di protezione civile, perché definisce un’altissima pericolosità anche per flussi molto diluiti che non hanno grandi impatti sulle strutture ma che possono essere letali per le loro temperature, la cui conoscenza può tradursi in efficaci misure di prevenzione e mitigazione”.
Danilo Di Genova ha sottolineato l’importanza delle analisi sperimentali che hanno consentito di definire la storia termica del materiale. “Per comprendere il processo di vetrificazione abbiamo condotto delle analisi sperimentali riportando i frammenti di cervello alle temperature a cui si sono trasformati in vetro con cicli di riscaldamento e raffreddamento a velocità variabili con apparecchiature molto sofisticate, grazie ad una collaborazione tra CNR-ISSMC, il Dipartimento di Scienze di Roma Tre e la Technische Universität Clausthal.
Pier Paolo Petrone ringrazia la decennale collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e, in particolare, con il suo direttore, Francesco Sirano, che ha consentito la scoperta e lo studio del cervello, e sottolinea l’eccezionalità del ritrovamento. “Un materiale cerebrale e spinale come questo, vetrificato, non solo non è mai stato trovato in nessun’altra delle centinaia di scheletri di vittime dell’eruzione vesuviana del 79 d.C., ma costituisce l’unico esempio del genere conosciuto al mondo. È probabile che le particolari condizioni verificatesi all’inizio dell’eruzione nel luogo di rinvenimento, nonché la protezione delle ossa del cranio e della colonna vertebrale dell’individuo abbiano creato le condizioni perché il cervello e il midollo osseo sopravvivessero all’impatto termico, permettendo poi di formare questo vetro organico unico”. (aise) 




A New York si è parlato di “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”

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a new york levento sul tema tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica opportunita e sfide immagine4L’Italia, in occasione della decima sessione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla sicurezza nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha organizzato Il 18 febbraio 2025 a New York un evento dedicato al tema “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”. La Farnesina – informa la nota – è in prima linea nel promuovere una forte azione internazionale a tutela della sicurezza globale, anche nel settore strategico delle nuove tecnologie. Con la crescente integrazione dei sistemi digitali nella vita quotidiana, la sicurezza informatica rappresenta una priorità fondamentale per i governi, le industrie e i singoli individui. Inoltre, l’avvento della tecnologia quantistica presenta opportunità significative, ma anche sfide formidabili, con implicazioni sulla sicurezza cibernetica che richiedono grande attenzione da parte della comunità internazionale. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2025 come “Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica”. L’evento, organizzato dalla Rappresentanza italiana al Palazzo di Vetro, è stato aperto da un intervento del Rappresentante Permanente d’Italia, Amb. Maurizio Massari, a cui hanno fatto seguito i contributi degli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana (ACN), dell’Unità delle Nazioni Unite per la Scienza, la Tecnologia e la Sicurezza Internazionale, e dell’Istituto dell’ONU per la Ricerca sul Disarmo (UNIDIR), moderati dall’Inviato Speciale del Ministro Tajani per la sicurezza cibernetica e capo dell’Unità Innovazione Tecnologica della Farnesina, Diego Brasioli. L’incontro è stato promosso insieme al Ghana, a dimostrazione dell’impegno italiano a collaborare con i Paesi del Continente africano nell’ottica di partenariato portata avanti con il Piano Mattei, per affrontare insieme le crescenti sfide nello spazio digitale. (Inform)




L’Italia va in Antartide con Concordia

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17concordiaÈ iniziata a Concordia, presso la base italo-francese, la 21a missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e attuato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della sua nave da ricerca Laura Bassi.
Con un simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a Concordia, Riccardo Scipinotti (ENEA) ha affidato la gestione della stazione alla glaciologa Simona Grimaldi (Università di Catania) che guiderà, come capo spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 winterover, composto da 6 italiani del PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV) e un medico inglese dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
A oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 winterover trascorreranno nella base italo-francese il lungo inverno antartico, nel corso del quale le temperature possono raggiungere anche i -80°C. In completo isolamento per nove mesi e con tre mesi di notte polare, ossia in totale assenza di luce, il team garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti, su diverse discipline. Spessore del ghiaccio superiore a 3 chilometri, bassa umidità, alta visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento rendono Concordia uno straordinario laboratorio per studi su: criosfera; climatologia; chimica e fisica dell’atmosfera; geomagnetismo e sismologia; astrofisica e meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre Concordia un prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle missioni spaziali. Per questo ESA porterà avanti 7 progetti di biomedicina e gli stessi invernanti saranno sottoposti da parte del medico a una costante osservazione scientifica che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e sociale in condizioni di vita estreme, simili a quelle spaziali.
A Concordia, durante la campagna estiva, si è svolta e conclusa la 4a campagna di perforazione del progetto europeo Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di 2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia sottostante. Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica della Terra, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le concentrazioni di gas ad effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni e probabilmente oltre. Partecipano al progetto per l’Italia anche l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’ENEA, che gestisce le attività logistiche insieme all’IPEV.
Mentre a Concordia inizia la campagna invernale, sulla costa di Baia Terra Nova chiude la stazione italiana Mario Zucchelli, segnando il termine della 40a missione estiva del PNRA presso le basi antartiche, dove sono stati portati avanti 14 progetti di ricerca che hanno coinvolto 140 persone tra ricercatori, ricercatrici e personale tecnico, di cui 17 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, sotto la guida del capospedizione Rocco Ascione (ENEA). Le attività scientifiche presso la stazione Mario Zucchelli sono state coordinate nel primo periodo da Gaetano Giudice, ricercatore dell’Ingv e nel secondo periodo da Nicoletta Ademollo, ricercatrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr. Le attività hanno coinvolto nove osservatori permanenti, fondamentali per il monitoraggio continuo di fenomeni legati alla climatologia, sismologia, geomagnetismo, alta atmosfera e meteorologia spaziale. Altri osservatori continueranno ad acquisire dati essenziali per il monitoraggio vulcanologico, per analizzare le modificazioni delle comunità microbiche, del permafrost e della vegetazione. I team di ricerca hanno inoltre acquisito dati e campioni per analizzare l’evoluzione stagionale delle superfici e dell’idrografia sopraglaciale sul Nansen Ice Shelf, il ruolo del ghiaccio marino nel ciclo del mercurio, la biodiversità, l’evoluzione, l’adattamento e i meccanismi immunitari degli organismi antartici e l’adattamento del microbioma umano.
“Tutte le operazioni previste per i progetti di ricerca, molti dei quali al primo anno di campagna, sono state portate a temine con successo. Team di ricerca multidisciplinari di diverse istituzioni scientifiche hanno analizzato e approfondito i diversi aspetti del fragile ecosistema antartico e l’ottimo andamento delle attività conferma il valore e l’importanza delle ricerche in Antartide, un territorio chiave per la comprensione dei cambiamenti climatici e delle dinamiche ambientali globali”, afferma la direttrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr, Giuliana Panieri.
Le attività della 40a campagna estiva proseguono fino a marzo sulla rompighiaccio Laura Bassi, che nel Mare di Ross sta conducendo 6 progetti di ricerca.
Durante la 40a spedizione, sotto la guida del capo base Francesco Pellegrino (ENEA), sono stati condotti lavori di manutenzione straordinaria e di ripristino delle piattaforme scientifiche a Zucchelli, tra cui la cupola del telescopio di OASI. Inoltre, è stata raddoppiata la potenza installata dell’impianto fotovoltaico (da 62 kWp a 113 kWp) per produrre fino al 25% del fabbisogno di energia elettrica della stazione. “Grazie al finanziamento straordinario messo a disposizione dal MUR, proseguiranno le opere di efficientamento e ammodernamento delle basi. Inoltre, sarà portata alla piena operatività l’aviopista di Boulder Clay costruita vicino alla stazione Mario Zucchelli, che così potrà diventare un asset fondamentale nell’area del Mare di Ross”, spiega Elena Campana, direttrice dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA. (aise) 

 





Vienna, evento su innovazione tecnologica e space design

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vienna evento su innovazione tecnologica e space design 11Innovation Beauty Inspiration. Questo il titolo dell’evento, dedicato allo space design, che l’Ambasciata d’Italia a Vienna e la Rappresentanza presso le Nazioni Unite hanno organizzato il 4 febbraio in collaborazione con l’European Space Policy Institute (ESPI). Un’iniziativa volta a far conoscere il connubio tra innovazione tecnologica e design, temi cardine dell’eccellenza italiana, applicati al settore spaziale. L’evento ha visto protagonista la mostra multimediale Design Spaziale – Italiano, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dopo Londra, Praga e Parigi, Vienna è la tappa più recente di questa esposizione itinerante, nata da un progetto di Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, professori del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, dove il design dello Spazio è oggetto di un vero e proprio corso di laurea magistrale unico nel suo genere.

L’evento è stato organizzato in occasione del Sottocomitato tecnico scientifico del Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio (COPUOS) presso la sede di ESPI, think-tank di riferimento per le politiche spaziali. Ha permesso di presentare alle agenzie spaziali, alla comunità diplomatica e scientifica, la realtà del design dello spazio, definito dai docenti del Politecnico come un ponte fra “scienza, tecnologia, innovazione e bellezza”.

I professori del Politecnico di Milano, che collaborano con realtà leader nella realizzazione di moduli abitativi spaziali come Thales Alenia Space, hanno illustrato l’importanza della progettazione per lo Spazio, mettendo in evidenza come ambienti e oggetti adeguatamente progettati possano migliorare la qualità di vita e le prestazioni degli astronauti in orbita e, in un futuro prossimo, sulla Luna. A sottolineare il valore di questo approccio è intervenuto l’astronauta Luca Parmitano, ospite d’onore dell’evento, che ha condiviso la propria esperienza e sottolineato l’impatto positivo del design sulle condizioni di vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Non è mancato anche un intervento dall’industria dello stile e del design, con Alexandra Lupas, Direttrice Progetti Corporate di PRADA, che ha parlato della collaborazione con l’azienda americana Axiom Space per la realizzazione delle tute spaziali di nuova generazione che verranno utilizzate nella missione Artemis III della NASA. Un altro esempio tangibile dell’eccellenza italiana nel design applicato allo spazio, svelato per la prima volta al Congresso Astronautico Internazionale a Milano lo scorso ottobre.

Tra gli ospiti, anche la Direttrice di UNOOSA Aarti Holla-Maini, che ha aperto l’evento insieme all’Ambasciatore in Austria Giovanni Pugliese, alla Rappresentante Permanente presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Ambasciatrice Debora Lepre, e al Direttore di ESPI Hermann Ludwig Moeller.




In orbita verso la Luna il primo ricevitore satellitare ‘made in Italy’

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luna spazioUn passo in più verso Luna. È iniziato il viaggio di LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), il payload innovativo interamente progettato e realizzato in Italia per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, frutto della collaborazione tra ASI e la NASA. La missione congiunta segna un importante passo avanti nelle missioni spaziali preparatorie per il programma ARTEMIS.
LuGRE è un ricevitore di navigazione satellitare di ultima generazione, sviluppato per l’Agenzia Spaziale Italiana dall’azienda Qascom, con il supporto scientifico del Politecnico di Torino.
Il 15 gennaio alle ore 7:11 italiane, è stato lanciato con successo dal Kennedy Space Center sul lander privato Blue Ghost, sviluppato negli USA dalla società Firefly, insieme a nove payload americani.

Dopo circa un mese, LuGRE entrerà in orbita lunare per poi atterrare sul nostro satellite nei primi giorni di marzo.
LuGRE è una missione sperimentale particolarmente sfidante, destinata a testare nuove tecnologie cruciali per le future missioni lunari e per l’esplorazione spaziale profonda. La missione ha come obiettivo la ricezione dei segnali dei satelliti di radio-navigazione GPS e Galileo dalla Terra e da e verso la Luna, grazie ad una tecnologia avanzata chiamata Software Defined Radio Receiver, che permette di misurare con precisione la posizione nello spazio, anche in ambienti molto lontani dal nostro pianeta. Questo contribuirà significativamente alla preparazione di missioni lunari permanenti.

“Inizia un viaggio davvero sfidante per Lugre e per l’Italia, a conferma del ruolo sempre più preponderante del nostro Paese per agevolare– sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente– la presenza umana nella nuova esplorazione lunare. Una nuova missione che va a rafforzare i rapporti strategici con gli Stati Uniti e con la NASA. Lugre è chiamato a testare strumentazione e capacità di navigazione sfidanti con l’obiettivo di provare a infrangere il Guinness world record, attualmente in vigore, posto a metà strada tra Terra e Luna: nessuno fino ad oggi ha mai osato queste distanze. L’esperimento scientifico dell’ASI aprirà la strada ai futuri sistemi di navigazione per l’esplorazione permanente sul nostro satellite natur oniando ancora una volta tutta la capacità del nostro settore spaziale con l’offerta di un Made in Italy e di una ricerca a livelli elevati e in grado di dare risposte tecnologicamente avanzate e senza eguali. A Qascom, che ha realizzato la strumentazione e supporterà le operazioni della missione, e al Politecnico di Torino, che ha contribuito alla definizione degli obiettivi scientifici e gestirà l’elaborazione dei dati, un ringraziamento profondo. Il 2025 si apre, decisamente, sotto il segno della Luna. Buona navigazione Lugre”

IL MINISTRO URSO: “ITALIA PROTAGONISTA ANCHE NEL FUTURO DELLE MISSIONI LUNARI”

“L’Italia ancora una volta protagonista con il primo strumento interamente Made in Italy prossimo a sbarcare sulla Luna, progettato per testare le connessioni nello spazio profondo”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e Made in Italy, sen. Adolfo Urso, autorità delegata alle Politiche Spaziali e Aerospaziali, commentando il lancio di LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), il ricevitore di navigazione satellitare di ultima generazione, frutto della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. “Con questo esperimento di frontiera e sfidante, che fornirà un contributo significativo alla preparazione delle future missioni lunari– ha aggiunto Urso- si apre quello che si preannuncia un anno d’oro per l’Italia nello spazio”.

La missione odierna segue di poche ore il lancio, avvenuto con successo, del test satellite Pathfinder Hawk for Earth Observation della costellazione Iride, realizzato dall’azienda italiana Argotec, che è partito ieri sera alle 20.09 (ora italiana) dalla base californiana di Vandenberg. Un’operazione, questa, che farà da apripista a Iride, il programma per l’osservazione della Terra realizzato dall’Esa in collaborazione con l’Asi voluto dal Governo italiano e finanziato con i fondi del PNRR, e alle future missioni lunari internazionali.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Stati Uniti, il Consolato d’Italia a Detroit celebra la Giornata dello Spazio: un ponte tra l’eredità spaziale italiana e l’innovazione del Michigan

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giornata nazionale dello spazio 2023 a san paolo il 7 dicembre evento promosso dallambasciata ditalia a brasilia immagine18Il Consolato d’Italia a Detroit ha ospitato un evento memorabile in occasione della Giornata dello Spazio Italiano, celebrando il 60º anniversario dell’ingresso dell’Italia nello spazio con il lancio storico del San Marco 1 nel 1964. Questo traguardo rivoluzionario ha reso l’Italia il terzo Paese, dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, a lanciare un satellite in orbita. Nel suo discorso di apertura, la Console Allegra Baistrocchi ha sottolineato l’importanza di questo anniversario: “Oggi celebriamo non solo le conquiste pionieristiche dell’Italia nello spazio, ma anche lo spirito duraturo di collaborazione e innovazione che ha caratterizzato il contributo del nostro Paese alla scienza e alla tecnologia. Non tutti in Michigan sanno che l’Italia è un leader globale nelle tecnologie spaziali, classificandosi al terzo posto per specializzazione e al quarto per esportazioni di veicoli spaziali. Dalla costruzione di oltre il 40% della Stazione Spaziale Internazionale allo sviluppo di avanzati sistemi di osservazione della Terra, l’Italia continua a spingere i confini dell’esplorazione.” L’evento ha evidenziato le sinergie tra il settore spaziale italiano e quello in crescita del Michigan. La Console ha sottolineato l’eccellenza dell’industria aerospaziale e ingegneristica del Michigan, citando il contributo storico dell’Università del Michigan alla missione San Marco 3 e le collaborazioni in corso, come quella degli italiani coinvolti nel progetto Rover Rosalind Franklin. “Il Michigan è un forte partner commerciale per l’Italia, ma condivide anche la nostra visione di un futuro migliore guidato dalla scienza, dall’innovazione e dalla collaborazione,” ha aggiunto la Console, sottolineando anche l’importanza del concetto di allyshoring, citando la dichiarazione congiunta del Presidente Biden e della Primo Ministro Meloni. Un Panel di Esperti d’Eccellenza: Dr. Mirko Gamba (Università del Michigan) ha parlato dei sistemi di propulsione avanzata e il ruolo delle tecnologie d’avanguardia nella mobilità spaziale e nei servizi in orbita; Dr. Isidoro Mazzitelli (NSK Engineering) ha esplorato come le innovazioni nell’ingegneria meccanica, come i cuscinetti utilizzati nel Rover marziano, stiano rivoluzionando le applicazioni industriali sia nello spazio che sulla Terra; Dr. Bruno Basso (Michigan State University) ha presentato il ruolo dell’osservazione della Terra nell’affrontare il cambiamento climatico, la produzione alimentare e la sostenibilità ambientale; Mark Ignash (Michigan Office of Defense & Aerospace Innovation) ha illustrato le strategie di sviluppo del settore spaziale del Michigan, evidenziando iniziative per rafforzare la posizione dello Stato come hub nazionale attraverso collaborazioni pubblico-private e campagne mirate; Andrew Dallas (Consulente Strategico, ODAI) ha condiviso approfondimenti sull’importanza dell’ecosistema spaziale del Michigan, sottolineando l’integrazione delle tecnologie di difesa, aerospaziali e basate sull’intelligenza artificiale per rispondere alle esigenze di un’economia spaziale in crescita. La serata ha celebrato la ricca eredità spaziale italiana, rafforzando il legame tra l’esperienza italiana e l’innovazione del Michigan. Gli ospiti sono rimasti ispirati dalle potenzialità condivise, pronte a guidare la prossima era dell’esplorazione spaziale. “Insieme, guardiamo oltre i confini, verso l’ultima frontiera”, commentano dal Consolato.(Inform)




Washington, la Giornata dello Spazio rafforza la cooperazione Italia-USA

washington giornata dello spazio rafforza la cooperazione italia usa

washington giornata dello spazio rafforza la cooperazione italia usaL’Ambasciata d’Italia a Washington, in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la NASA, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e la U.S. Space Foundation, ha ospitato il 13 dicembre una nuova edizione della “Giornata Nazionale dello Spazio”.

“Questo evento dimostra come l’Italia continui a giocare un ruolo di primo piano nel settore spaziale: il nostro Paese è un partner tecnologico d’eccellenza per gli Stati Uniti, con cui abbiamo collaborazioni strategiche sempre più intense. L’Ambasciata è orgogliosa di aver ospitato un appuntamento, diventato ormai tradizionale, che permette alle nostre aziende e istituzioni scientifiche di creare sempre nuove collaborazioni con le controparti statunitensi,” ha dichiarato l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia.

A sottolineare l’importanza crescente di questo evento, il Presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas, intervenuto durante la giornata con un forte messaggio a sostegno dell’innovazione e delle collaborazioni che guidano il progresso tecnologico e industriale tra Italia e Stati Uniti.

“Il Made in Italy ha prodotto 625 miliardi di esportazioni nel 2023, di cui 7,5 miliardi provenienti dall’aerospazio, in crescita del 14% rispetto al 2022. Nei primi otto mesi del 2024 il dato delle esportazioni italiane del settore è stato di 4,3 miliardi. Secondo le ultime stime, la new Space economy passerà da 400 miliardi a 1800 miliardi entro il 2035. Con questi trend, gli oltre 7 miliardi di euro del settore potranno diventare almeno 30 mld nel 2035 e i nostri produttori dovranno essere della partita, grazie a un importante lavoro di squadra anche del sistema paese che agevoli l’incontro tra domanda e offerta. Un treno che non possiamo rischiare di perdere. Il potenziale di crescita è infatti molto elevato e tutto il mondo è concentrato sulla realizzazione di nuovi progetti e iniziative. Quando parliamo delle eccellenze dei prodotti italiani non ci riferiamo solo alle tre ‘F’, Food, Fashion and Furniture, ma anche alle tecnologie. Il Governo italiano, ad iniziare dal Presidente Giorgia Meloni, è molto concentrato sulle potenzialità della Space economy e il progetto che è stato presentato ieri esprime bene l’impegno che c’è nei confronti del settore. Il Ministero degli Affari Esteri italiano sta lavorando molto alla diplomazia della crescita per l’economia dello spazio attraverso il lavoro delle strutture diplomatiche nel mondo e il Ministero del Made in Italy, competente per il settore Aerospaziale, sta creando le condizioni in Italia per migliorare la competitività e le competenze nelle quali siamo leader. ICE è fortemente impegnata nel creare occasioni concrete di business per promuovere le tecnologie e i servizi avanzati offerti dalle nostre imprese. Negli ultimi due anni abbiamo realizzato oltre 50 iniziative per il sistema aerospazio in oltre 20 mercati diversi. Questa terza edizione della Giornata Nazionale dello Spazio a Washington, durante la quale ICE ha organizzato un momento di incontro tra imprenditori, imprese e operatori della Space economy con oltre 500 presenze, va a sottolineare la capacità di innovazione delle aziende italiane e ribadisce l’impegno dell’Italia nel rafforzare le partnership con gli Stati Uniti, che sono certamente il primo mercato di riferimento.” Così Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE.

In occasione dell’evento in Ambasciata, Virgin Galactic, ENAC ed Aeroporti di Puglia, con il supporto della Regione Puglia, hanno annunciato la firma di uno studio di fattibilità per definire le condizioni per lo svolgimento delle operazioni suborbitali commerciali di Virgin Galactic in Italia, utilizzando lo spazioporto di Grottaglie (TA), a partire dal breve-medio termine. Si tratta di un passo significativo per l’Italia nel settore del volo suborbitale.

Nel corso della giornata – durante la quale è intervenuto Chirag Parikh, Segretario Esecutivo del National Space Council – si sono tenute presentazioni dedicate alle collaborazioni internazionali e ai progetti di NASA, che ha voluto partecipare come partner dell’evento, anche con un proprio stand. I panel tematici del pomeriggio hanno offerto una panoramica sull’evoluzione del settore spaziale, combinando ricerca, innovazione e prospettive di mercato, con una particolare enfasi ai progetti presenti e futuri nel campo dell’astrofisica che coinvolgono la NASA e l’Italia.

Nel corso di tutta la giornata, 21 aziende italiane dell’aerospazio assieme a ICE Agenzia, ASI, NASA e INAF sono state le protagoniste di una vera e propria fiera ospitata in Ambasciata. A rappresentare l’Italia, società leader nel settore, cluster tecnologici e centri di ricerca: Leonardo e le sue partecipate, Telespazio e Thales Alenia Space, Nurjana Technologies, D-Orbit, Officina Stellare, I.R.C.A. S.P.A. Industria Resistenze Corazzate E Affini, Picosats, Arca Dynamics, Eie Group, Sitael, Miprons, Involve Group, Aiko, Lazzero Tecnologie, Progetti Speciali Italiani, Davi Promau, Leaf Space, Altec, O.V.S. Villella, Pasquali Microwave Systems, Poggipolini e la Regione Piemonte. Numerosissimi sono stati i contatti delle aziende italiane con rappresentanti delle principali aziende aerospaziali statunitensi come Aerospace Corporation, Airbus US Space & Defense, Amazon Kuiper Government Solutions (KGS), Axiom Space, Blue Origin, Jacobs, ESA, JAXA, KBR, Lockheed Martin, Sierra Space, Virgin Galactic.

Il settore aerospaziale è un pilastro fondamentale nelle relazioni economiche tra Italia e Stati Uniti. Nel 2023 l’export italiano nel settore dell’industria aerospaziale ha raggiunto i 7,48 miliardi di euro, con gli Stati Uniti che rappresentano il principale mercato di destinazione, assorbendo oltre il 20% delle esportazioni italiane del settore. Un dato che evidenzia bene l’importanza strategica della collaborazione transatlantica nel comparto aerospaziale.




Canada, l’Ambasciata d’Italia a Ottawa celebra la quarta Giornata Nazionale dello Spazio

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canada lambasciata ditalia a ottawa celebra la quarta giornata nazionale dello spazio immagine12Per celebrare la quarta edizione della Giornata Nazionale dello Spazio, l’Ambasciata d’Italia in Canada ha organizzato presso la Royal Canadian Geographical Society, importante organizzazione educativa canadese, la discussione scientifica “Space science”, incentrata su tematiche legate all’esplorazione spaziale, all’astrobiologia, alla medicina e alla salute nello spazio. In apertura dell’evento, l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, ha ricordato il ruolo primario dell’Italia nel settore aerospaziale a livello globale, confermandosi uno dei pochi Paesi al mondo con catene del valore olistiche. L’Ambasciatore Cattaneo ha inoltre evidenziato come la presenza di importanti attori italiani e canadesi all’evento abbia offerto un’opportunità unica per esplorare nuove collaborazioni tra Italia e Canada, nel solco tracciato dalla Roadmap per una cooperazione rafforzata lanciata durante il Vertice G7 in Puglia la scorsa estate. Alla discussione hanno partecipato importanti esponenti del mondo scientifico canadese, tra cui la Direttrice del Programma di Scienze Biomediche dell’Università di Ottawa ed il Fondatore della Rete di Ricerca canadese sulla Salute nello Spazio, nonché il Direttore delle Relazioni Esterne dell’Agenzia Spaziale canadese. L’evento è stato chiuso dal Presidente di Leonardo Canada e USA, che ha ricordato le numerose partnership esistenti con società canadesi, le attività di ricerca e sviluppo svolte da Leonardo in Canada ed i progetti all’attivo nel settore aerospaziale. L’iniziativa, finalizzata a consolidare la già forte cooperazione tra Italia e Canada nel settore aerospaziale in linea con il Memorandum di intesa firmato nel 2021 da ASI e dalla controparte canadese, è stata arricchita da una selezione di video ed immagini tratti dalla mostra “From the Moon to Mars”, realizzata dalla Farnesina in collaborazione con ASI ed ESA. (Inform)