Produrre energia sulla Luna, il progetto è tutto italiano

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5seleneProdurre energia elettrica sul suolo lunare grazie a piccole centrali alimentate con energia nucleare. È l’obiettivo del progetto tutto italiano denominato SELENE (Sistema Energetico Lunare con l’Energia NuclearE) finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e condotto dall’ENEA come capofila, in collaborazione con il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano e Thales Alenia Space Italia. Il progetto risultato fra i vincitori, nel 2023, di un bando di finanziamento ASI per lo sviluppo di esperimenti scientifici per la Luna, punta a studiare le tecniche per la produzione di energia sul nostro satellite, superando i limiti delle tecnologie energetiche tradizionali. Nella realizzazione del progetto sono coinvolti quattro centri di ricerche ENEA: Frascati, Casaccia, Bologna e Brasimone.
L’obiettivo dell’infrastruttura denominata Moon Energy Hub (MEnH) sarà di fornire una base energetica stabile ai futuri insediamenti lunari attraverso l’impiego di piccoli reattori nucleari a fissione, i Surface Nuclear Reactors (SNR).
“L’Italia è fortemente impegnata nell’esplorazione della Luna e nella realizzazione di una base lunare permanente – afferma Angelo Olivieri, responsabile del settore Missioni Scientifiche dell’ASI -. Per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, le soluzioni attualmente disponibili, basate sull’utilizzo dell’energia solare, non consentono di raggiungere gli obiettivi energetici sfidanti per le future attività sulla superficie lunare, a causa dell’alternanza di 14 giorni di luce e 14 di buio. La ricerca di una soluzione tecnologica adeguata rappresenta un campo di ricerca di notevole interesse per l’ASI”.
“In prospettiva, queste innovazioni potrebbero consentire di superare i limiti dei pannelli solari che hanno mostrato bassa densità di potenza, scarsa scalabilità, breve vita operativa e vulnerabilità da irraggiamento cosmico”, ha sottolineato Francesco Lodi del Laboratorio Progettazione e analisi dei sistemi nucleari di ENEA e coordinatore del progetto. “In questo senso, il MEnH segna un passo rivoluzionario nell’esplorazione lunare, ponendosi al centro della strategia per espandere le capacità umane sulla Luna”.
Oltre alla progettazione dei sistemi di conversione, distribuzione dell’energia e degli SNR, i ricercatori dell’ENEA lavoreranno all’analisi degli aspetti di decommissioning e della supply chain e alla creazione di una roadmap per l’industrializzazione dell’infrastruttura.
Di durata triennale, il progetto SELENE consentirà lo sviluppo di tecnologie e soluzioni avanzate anche in ambiti come la sensoristica, l’alta automazione e la trasmissione di potenza wireless e permetterà la messa a terra, attraverso una prova sperimentale, di una delle tecnologie più sfidanti per l’SNR, cioè lo smaltimento del calore, con l’obiettivo di validare le prestazioni del sistema ed incrementarne la maturità tecnologica.
“Unendo innovazione tecnologica, visione strategica, operabilità, affidabilità e compattezza in un ambiente estremamente ‘esigente’ come quello lunare, il MEnH mira a divenire un caposaldo per le future esplorazioni spaziali e un punto di riferimento per la definizione di uno scenario operativo chiaro e di una roadmap per raggiungerlo”, evidenzia Mariano Tarantino, responsabile della Divisione Sistemi Nucleari di ENEA. “Il coordinamento di SELENE ci consente di confermare il ruolo dell’ENEA nel settore del nucleare per lo Spazio a livello nazionale e internazionale, divenendo il collante tra il tessuto industriale e il mondo della ricerca impegnati nel settore spaziale, un percorso già iniziato con l’accordo ASI-ENEA per la realizzazione di un primo studio di fattibilità per un reattore nucleare per alimentare le basi lunari”, conclude Tarantino.
Un aspetto fondamentale del progetto è la capacità di rispondere a variazioni di carico energetico e di gestire eventuali interruzioni di potenza. Per questo, sono previsti sistemi di accumulo di energia, che garantiscono flessibilità e affidabilità operativa. Il MEnH sarà anche dotato di un sistema di trasmissione di energia orientabile, per supportare attività a distanza dal centro di generazione, e di un sistema di ricezione mobile per attività meno energivore. (aise) 




La Giornata nazionale dello spazio 2024 a Los Angeles con il Consolato

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9spazioIl Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles, in collaborazione con ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation), hanno organizzato per domani, 10 dicembre, un evento per celebrare la Giornata Nazionale dello Spazio 2024, in ricordo del lancio del primo satellite italiano, San Marco 1 (15 dicembre 1964) che portò l’Italia ad essere uno dei paesi protagonista nel panorama spaziale internazionale.
La serata, che si terrà presso i locali dell’IIC alle ore 18.00 locali, prevede una conversazione che mette in luce il contributo dell’Italia all’esplorazione spazialec, con particolare attenzione alle recenti missioni su Europa e Marte. Tra i relatori figurano Alessandro Rettura, scienziato e ingegnere di sistemi presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA/Caltech, che lavora alla missione Europa Clipper; Stefano Cappucci, ingegnere di sistemi termici presso Relativity Space ed ex responsabile dei sistemi termici per l’Ingenuity Mars Helicopter; e Francesco Grilli, vicepresidente della gestione dei prodotti presso Qualcomm Technologies, che supervisiona le tecnologie di comunicazione e localizzazione satellitare. La discussione sarà moderata dal produttore e giornalista vincitore di un Emmy, Jeremy Spiegel.
A seguire, ricevimento natalizio con una performance jazz dal vivo del Luca Alemanno Trio. (aise) 




Italia e Messico rafforzano la cooperazione scientifica

robertomaranipuntovert

robertomaranipuntovertIl teatro Juárez della città di Guanajuato, capitale dell’omonimo stato messicano, ha fatto da cornice all’Incontro di scienza e tecnologia, organizzato dal governo locale, attraverso l’Istituto di innovazione, scienza e imprenditorialità per la competitività (Innovación), in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Ambasciata d’Italia.

L’evento si è tenuto con l’obiettivo di mostrare gli sviluppi di un un accordo binazionale avviato nel 2021 per promuovere la collaborazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi che già ha portato al finanziamento di tre progetti di ricerca. Sono stati inoltre annunciati i vincitori dei nuovi bandi bilaterali Conexión Internacional de la Ciencia sui temi di agricoltura e produzione intelligente che saranno condotti nel biennio 2025-2026.

L’incontro è stato inaugurato dal direttore generale di Innovación, Juan Antonio Reus Montaño, che ha sottolineato l’importanza dell’alleanza con l’Italia per promuovere iniziative di grande impatto scientifico.

I progetti vincitori sono stati una proposta di Pirelli Messico e il Cnr-Ismn sul riciclaggio dei pneumatici e un piano dell’Istituto tecnologico nazionale di Celaya con il Cnr-Stiima per lo sviluppo di un gemello digitale di ottimizzazione della produzione agricola.

I programmi riceveranno un finanziamento congiunto di 4,5 milioni di pesos (circa 215mila euro).

«L’incontro è stato uno spazio arricchente di dialogo e scambio in cui sono stati messi in luce progetti di ricerca tra il Cnr italiano e l’ecosistema dell’innovazione del vivace stato di Guanajuato. Continuiamo a costruire ponti per uno sviluppo scientifico e tecnologico condiviso», ha affermato Roberto Marani, addetto scientifico dell’Ambasciata italiana in Messico.

«Questa alleanza promuove la scienza di frontiera e lo sviluppo tecnologico» —ha detto Juan Antonio Reus Montaño— «e il grande sostegno e contributo che l’Italia ci ha dato attraverso la conoscenza ha portato Guanajuato su una scala più ampia nell’avanzamento di progetti ad alto impatto».

Foto: boletines.guanajuato.gob.mx




San Francisco, conferenza “Growing Together: Building Public-Private Partnerships to Boost the AI Revolution”

san francisco conferenza growing together building public private partnerships to boost the ai revolution

san francisco conferenza growing together building public private partnerships to boost the ai revolution“L’intelligenza artificiale ha acquistato un rilievo sempre più centrale e per questo ne abbiamo fatto una delle priorità dell’agenda della Presidenza italiana del G7 e in Europa. Il suo impatto riguarda non solo le nostre vite, le nostre società, le nostre economie, ma anche le stesse relazioni internazionali e le strategie di sicurezza.

L’intelligenza artificiale ci pone di fronte ad importanti dilemmi etici, per il possibile impatto negativo sul mercato del lavoro o l’uso distorto nel campo dell’informazione. Penso poi al tema critico della cyber-sicurezza.

L’intelligenza artificiale offre al contempo importanti opportunità di crescita per le imprese, per la loro competitività, per il sistema di istruzione formazione e ricerca. È quindi un potenziale volano di sviluppo, al quale guardare con particolare interesse anche per l’Africa, una priorità strategica assoluta del Governo.”

Sono le parole che ha rivolto il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, in un messaggio letto dal Console Generale d’Italia a San Francisco Sergio Strozzi nell’aprire i lavori della conferenza “Growing Together: Building Public-Private Partnerships to Boost the AI Revolution”, svoltasi il 12 e 13 novembre 2024 a San Francisco presso l’Hub Italiano di Innovazione e Cultura, INNOVIT, cui ha partecipato una Delegazione della Presidenza italiana del G7 (nell’ambito del G7 Industria, Tecnologia e Digitale) guidata dal Sottosegretario per le Imprese e il Made in Italy, Fausta Bergamotto. Ai partecipanti alla conferenza il Console Generale Strozzi ha portato anche i saluti dell’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia.

Realizzato sotto l’egida della Presidenza italiana del G7 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’evento ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra leader del settore, esperti, innovatori (in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale – IA), investitori e rappresentanti istituzionali, focalizzata su come ottimizzare collaborazioni strategiche e sinergie tra settore pubblico e privato per promuovere l’innovazione e la crescita grazie alle tecnologie emergenti. In tale quadro, grande attenzione è stata altresì rivolta allo sviluppo sostenibile del c.d. “Sud Globale” ed in particolare del continente africano, in coerenza con la visione sottesa al “Piano Mattei per l’Africa” del Governo italiano.

Presenti anche Leila Elmergawi, Direttrice e Senior Advisor dell’Ufficio dell’Inviato Speciale per le Tecnologie Critiche ed Emergenti del Dipartimento di Stato statunitense, il Chief Digital Officer di UNDP Robert Opp ed esponenti di CDP.

Tra i relatori, rappresentanti delle grandi aziende americane della tecnologia (Google, Cisco, Meta, Microsoft, NVIDIA, HP, Amazon-AWS, ecc.), investitori e venture capitalists della Silicon Valley, rappresentanti di banche di sviluppo regionali e istituzioni finanziarie omologhe di CDP, altre società e startup dei Paesi G7, i Consoli Generali dei Paesi G7 a San Francisco, ed esponenti delle istituzioni accademiche e dell’innovazione africane.

In occasione della conferenza, grazie alla collaborazione tra UNDP, CDP e INNOVIT, la Presidenza Italiana del G7 ha accompagnato alcune startup africane a San Francisco per un programma di accelerazione e per una presentazione agli investitori locali.

Grazie all’elevato livello dei relatori e dei loro interventi, l’evento ha rappresentato un’occasione unica per un confronto tra gli attori dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico (pubblici e privati, dei paesi G7 e dei paesi emergenti, grandi aziende ma anche micro, piccole e medie imprese e startup) su come far sì che delle nuove tecnologie di IA generativa possano beneficiare anche i soggetti economici di piccole dimensioni così come anche le aree del mondo economicamente e tecnologicamente più svantaggiate.

Grande apprezzamento è stato espresso dai partecipanti per il progetto della presidenza italiana del G7 e di UNDP “Hub sull’intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile”, ufficialmente presentato durante la conferenza.

 




UFO, nuovi avvistamenti del Pentagono. Gli extraterrestri sono in arrivo?

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5516L’ultimo rapporto del Pentagono sugli Ufo ha rivelato oltre 750 nuovi avvistamenti di fenomeni aerei non identificati e inspiegabili, spiegando che, sebbene non sia ancora stata riscontrata alcuna indicazione che suggerisca un’origine extraterrestre, 21 segnalazioni sono meritevoli di un’analisi approfondita. L’esame comprende centinaia di casi di palloni, uccelli e satelliti mal identificati e alcuni che sfuggono a facili spiegazioni, come la quasi collisione tra un aereo di linea e un oggetto misterioso al largo della costa di New York.

Il rapporto riflette l’accresciuto interesse del pubblico per l’argomento e gli sforzi del governo per fornire alcune risposte e la sua pubblicazione arriva un giorno dopo che i legislatori della Camera hanno chiesto una maggiore trasparenza del governo durante un’audizione sui fenomeni anomali non identificati, o UAP – il termine preferito dal governo per indicare gli UFO.

I funzionari dell’Aaro hanno concluso che non vi è alcuna indicazione che uno qualsiasi dei casi esaminati abbia origini ultraterrestri. “È importante sottolineare che, ad oggi, l’Aaro non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologia extraterrestri”, hanno scritto gli autori del rapporto.

Gli sforzi federali per studiare e identificare gli UAP si sono concentrati sulle potenziali minacce alla sicurezza nazionale o alla sicurezza aerea e non sui loro aspetti fantascientifici. I funzionari dell’ufficio del Pentagono creato nel 2022 per monitorare gli UAP, noto come All-Domain Anomaly Resolution Office, o AARO, hanno affermato che non vi è alcuna indicazione che i casi esaminati abbiano origini ultraterrene. “È importante sottolineare che, ad oggi, l’AARO non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologie extraterrestri”, hanno scritto gli autori del rapporto.

Tuttavia, il Pentagono si riserva di dare giudizi definitivi su 21 casi ancora senza soluzione, che il rapporto ritiene “meritino ulteriori analisi” a causa di “caratteristiche e/o comportamenti anomali”. “Ci sono casi interessanti che io, con la mia formazione in fisica e ingegneria e il tempo trascorso nella comunità dell’intelligence, non capisco. E non conosco nessun altro che li capisca – ha dichiarato il direttore dell’Aaro Jon Kosloski – Ma in ognuno dei casi a cui sono particolarmente interessato, c’erano più testimoni oculari. E ci sono dati aggiuntivi ancora da analizzare. Resta da vedere se quei dati aggiuntivi saranno sufficienti per risolvere il caso, capire se si tratta di un drone, un uccello o un pallone, o per dire qualcosa di sostanziale sulla natura del fenomeno sconosciuto”.

757 casi da tutto il mondo

Al 24 ottobre, l’Aaro ha ricevuto un totale di 1.652 segnalazioni di Uap. L’esame del Pentagono ha riguardato 757 casi da tutto il mondo che sono stati segnalati alle autorità statunitensi dal 1° maggio 2023 al 1° giugno 2024. Il totale comprende 272 incidenti avvenuti prima di questo periodo ma non segnalati in precedenza.

La maggior parte degli incidenti segnalati si è verificata nello spazio aereo, ma 49 si sono verificati ad un’altitudine stimata di almeno 62 miglia (quasi 100mila Km), che è considerata spazio. Nessuno si è verificato sott’acqua. Tra i testimoni segnalati vi erano piloti commerciali e militari e osservatori a terra.

Gli investigatori hanno trovato spiegazioni per quasi 300 degli incidenti. In molti di essi, gli oggetti sconosciuti sono risultati essere palloni, uccelli, aerei, droni o satelliti. Secondo il rapporto, il sistema satellitare Starlink di Elon Musk è una fonte sempre più comune, poiché le persone scambiano catene di satelliti per UFO.

Centinaia di altri casi rimangono inspiegabili, anche se gli autori del rapporto sottolineano che spesso ciò è dovuto al fatto che non ci sono abbastanza informazioni per trarre conclusioni definitive.

In nessuno degli avvistamenti sono stati segnalati feriti o incidenti, anche se l’equipaggio di un volo commerciale ha riferito di aver sfiorato un “oggetto cilindrico” mentre sorvolava l’Oceano Atlantico al largo della costa di New York. L’incidente è tuttora oggetto di indagine.

In altri tre casi, gli equipaggi di aerei militari hanno riferito di essere stati seguiti o ombreggiati da velivoli non identificati, anche se gli investigatori non sono riusciti a trovare alcuna prova che colleghi l’attività a una potenza straniera.

Durante l’udienza di mercoledì sugli UAP, i legislatori hanno ascoltato le testimonianze di diversi esperti che hanno studiato il fenomeno, tra cui due ex ufficiali militari.

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Partito l’addestramento del futuro astronauta italiano Andrea Patassa

andrea patassa

andrea patassaL’avventura del futuro astronauta italiano Andrea Patassa è partita ieri da Colonia, Germania, nel Centro di addestramento dell’Agenzia spaziale europea (Esa) in cui affronterà il primo slot, della durata di due mesi, dedicato alla formazione. Al termine del percorso, Patassa arricchirà il corpo degli astronauti riservisti dell’Esa.

“Le prospettive per le missioni spaziali dei prossimi anni sono incredibili– spiega Patassa all’Agenzia Dire- sono qualcosa che non si vedeva da decenni, qualcosa di nuovo. Qualcosa di più lontano, con l’idea di rimanere”, sottolinea, pensando alla Luna e a Marte.

IL RIUSO DELLE RISORSE

Sul fronte delle ricadute per i terrestri delle scoperte nate grazie all’esplorazione spaziale, il futuro astronauta sottolinea l’importanza che rivestirà tutta “la tecnologia nuova”, come, per esempio, quella legata alle risorse. “Per vivere sulla Luna- argomenta Patassa- Ci sarà bisogno di un riutilizzo delle risorse. Questo già viene fatto sulla Iss, ma, sulla Luna, bisognerà pensare a come vivere senza rifornimenti né di energia, né di acqua, né di ossigeno. L’utilizzo delle risorse prevederà un riciclo, con tecnologie che potremo poi usare sulla Terra tutti i giorni, per vincere la sfida del secolo: quella del cambiamento climatico“.

LE MATERIE SCIENTIFICHE? BELLISSIME

Patassa, nato a Spoleto (Perugia) nel 1991, si è laureato in Scienze Aeronautiche a Napoli nel 2013, per poi conseguire un master. È pilota collaudatore sperimentale dell’Aeronautica Militare, con il grado di Capitano. Cosa pensa dei dati che indicano l’Italia come un Paese ancora bassamente formato nel campo scientifico? “In Italia il numero di persone che si affacciano al mondo scientifico è ancora basso, soprattutto per le ragazze. Ma il mondo delle materie scientifiche è bellissimo, eccezionale- risponde alla’Agenzia Dire- Un buon modo per avvicinare più persone è condividere, facendo divulgazione e raccontando quello che facciamo. Penso anche alle sfide dell’esplorazione spaziale, che non sono molto conosciute tra i giovani. Quando ne parlo nelle scuole, non se lo aspettano– spiega Patassa-, poi ne rimangono molto colpiti. Quest’attività fatta nel quotidiano da coloro che fanno parte nel mondo scientifico è la chiave di volta”.

L’ADDESTRAMENTO

Il primo slot dell’addestramento di Patassa terminerà il 13 dicembre. Con lui, Sara García Alonso (Spagna), Arnaud Prost (Francia), Amelie Schoenenwald (Germania) e Aleš Svoboda (Repubblica Ceca).

L’addestramento della Riserva di Astronauti coprirà moduli selezionati dal programma di addestramento di base di un anno dell’Esa, tipicamente completato dagli astronauti di carriera- spiegano dall’Agenzia- e fornirà ai membri della Riserva le competenze necessarie per supportare la futura esplorazione spaziale europea e la ricerca scientifica. L’addestramento della Riserva di Astronauti includerà competenze tecniche e operative di base, sistemi di veicoli spaziali e esercizi di sopravvivenza in acqua e in condizioni invernali per prepararsi a potenziali situazioni di emergenza.

Inoltre, riceveranno un addestramento iniziale per le passeggiate spaziali, inclusa l’immersione subacquea nella Neutral Buoyancy Facility (Struttura di Galleggiamento Neutro) dell’Esa. Questo addestramento subacqueo simula le condizioni di una passeggiata spaziale, permettendo agli astronauti di praticare come muoversi e operare al di fuori di un veicolo spaziale, ad esempio durante riparazioni critiche o l’installazione di attrezzature sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il secondo e ultimo gruppo di riservisti inizierà l’addestramento il 13 gennaio 2025. Tra loro ci sarà anche l’italiana Anthea Comellini.

Se gli aspetti tecnico-scientifici della preparazione per chi, magari, andrà sulla Luna o Marte, dovrebbero sovrapporsi a quelli destinati agli equipaggi diretti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), Patassa si aspetta che “la parte psicologica cambierà. Certo, già sulla Iss gli astronauti sono confinati in spazi piccoli per mesi, in un ambiente stressante. Noi non ci siamo certo evoluti per vivere in microgravità“, ragiona Patassa, ma le missioni verso Luna e, soprattutto, Marte, “richiederanno sfide a livello psicologico importanti, con difficoltà sempre maggiori. Basti pensare che chi andrà su Marte non vedrà la Terra, come invece possono fare gli astronauti dalla Stazione”. Andare su Marte è “qualcosa che richiederà qualcosa di diverso- sottolinea Patassa- Già si stanno facendo studi in merito, sarà un’altra delle tantissime sfide”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Washington, al via la “Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative”

washington al via la italy us tech business and investment matching initiative

washington al via la italy us tech business and investment matching initiativeHa preso il via a Washington, presso l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, la “Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative”, prima giornata di lavori che dà ufficialmente inizio all’omonimo programma di sistema teso ad assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo.

Promosso da molteplici soggetti istituzionali e privati, a valle delle conclusioni della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, il programma è concepito per alimentare, grazie all’attività di matching agevolata dai soggetti pubblici e privati coinvolti, l’incontro e la collaborazione tra aziende italiane e statunitensi, favorendo partnership industriali e flussi di investimento per la reciproca crescita in settori strategici come, per il 2025, le scienze della vita e l’aerospazio, con un’attenzione specifica alle soluzioni industriali di intelligenza artificiale.

Il programma sul fronte italiano è promosso da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, 14 Regioni italiane, Confindustria, Transatlantic Investment Committee (TIC) e Transatlantic Harmonic Foundation (THF). Sul fronte degli Stati Uniti, sono coinvolti: Dipartimento di Stato, Dipartimento del Commercio, organizzazioni rappresentanti di 18 Stati americani, Tech Hubs Organization, Select USA e la Camera di Commercio statunitense.

Evoluzione del lavoro svolto dal Transatlantic Investment Committee (TIC), con il supporto della Transatlantic Harmonic Foundation (THF), l’Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative si svolge in parallelo alla terza edizione del THF-TIC US Stakeholders’ Meeting.

Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, ha dichiarato: “Lo scorso anno l’interscambio Italia-USA ha superato i 126 miliardi di dollari; gli Stati Uniti sono la principale destinazione degli investimenti diretti all’estero dell’Italia, con oltre 65 miliardi di euro di stock raggiunti nel 2023 e gli investimenti americani in Italia hanno superato i 20 miliardi di euro. Come dimostrano questi dati, gli Stati Uniti sono di gran lunga il nostro principale partner commerciale fuori dall’UE. L’iniziativa di oggi offre una preziosa opportunità per rafforzare questa intensa cooperazione economico-commerciale – strategica per l’Italia – perché in molti casi gli Stati americani e le nostre Regioni detengono le chiavi per una collaborazione di successo, grazie alle loro competenze uniche e alla conoscenza delle realtà sul campo, oltre che alla loro capacità di creare occasioni di contatto.”

Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha commentato: “Siamo lieti di essere presenti a questo importante evento che favorisce il matching tra imprese statunitensi e italiane con un focus mirato sull’innovazione. Un ambito per il quale il Friuli Venezia Giulia è stato classificato come Strong innovator da parte dell’Unione Europea, proprio per la propensione della nostra regione a favorire la contaminazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello dell’impresa”.

Come osservato da Mauro Battocchi, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “L’Italia si distingue oggi come uno dei principali esportatori di beni a livello globale. Vanta la seconda base manifatturiera più grande d’Europa. Oltre metà delle sue esportazioni è legata ai settori della meccanica, delle tecnologie avanzate, della farmaceutica e della chimica. Inoltre, l’Italia è uno tra i Paesi dell’Unione Europea che registrano la crescita del PIL più rapida nel periodo post-pandemico. Questi dati evidenziano un forte potenziale per dare spinta agli investimenti reciproci tra Italia e Stati Uniti. Un esempio chiave di collaborazione è il settore biotech, dove si possono sviluppare alleanze strategiche sia in ambito di ricerca e sviluppo che in investimenti bilaterali. Tale cooperazione potrà poggiare sulle già solide relazioni tra i due Paesi, costruite nei decenni anche in ambito di sicurezza e difesa nazionale. Operiamo come “Sistema Italia”, in sinergia con partner pubblici e privati, per sfruttare appieno queste opportunità e promuovere una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Stati Uniti.”

Secondo Amedeo Teti, Capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: “Italia e USA sono partners strategici. Attualmente in Italia sono presenti 3.247 imprese a partecipazione statunitense, che danno lavoro a 399.652 dipendenti e generano un fatturato di oltre 199,2 miliardi di euro. Riteniamo che la collaborazione tra le istituzioni e le aziende dei due Paesi sia la chiave per creare un ecosistema comune dell’innovazione, in grado di valorizzare competenze e risorse in settori chiave come aerospace e life sciences. La scelta di un approccio local to local, consente di valorizzare la ricchezza e la specializzazione degli ecosistemi regionali. Intendiamo dare continuità nei prossimi mesi alla collaborazione bilaterale e siamo certi che il rafforzamento del partenariato industriale tra Italia e Stati Uniti favorirà un ulteriore aumento degli investimenti nel nostro Paese.”




La prima casa per gli astronauti sulla Luna sarà costruita in Italia

captura

captura“Noi vogliamo continuare a far sì che il nostro ecosistema spaziale mantenga la leadership, e come Sistema Italia stiamo assolutamente messi molto bene, siamo in prima linea. Basti pensare che uno, forse il più importante programma in questo momento su cui si sta lavorando, che è il ritorno dell’uomo sulla Luna per una prospettiva poi di colonizzazione o esplorazione di Marte, vede una serie di progetti già approvati, definiti, in cui l’industria italiana è leader e la prima casa per gli astronauti sulla Luna sarà costruita qui in Italia“. Lo spiega alla ‘Dire’ il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Teodoro Valente, a margine dello Iac, la fiera internazionale dell’aerospazio in corso a Milano.

Un altro esempio offerto da Valente riguarda il sistema di telecomunicazioni e navigazione che serve a far comunicare gli astronauti e a guidarli nei loro movimenti, per cui “è stato firmato proprio ieri un contratto che affida ad un’azienda italiana la prima responsabilità”.

agenzia Dire – www.dire.it




Washington: al via “Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative”

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25wasPrende il via a Washington, presso l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, l’“Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative”.
Il programma sul fronte italiano è promosso da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, 14 Regioni italiane, Confindustria, Transatlantic Investment Committee (TIC) e Transatlantic Harmonic Foundation (THF). Sul fronte degli Stati Uniti, sono coinvolti Dipartimento di Stato, Dipartimento del Commercio, organizzazioni rappresentanti di 18 Stati americani, Tech Hubs Organization, Select USA e la Camera di Commercio statunitense.
Evoluzione del lavoro svolto dal Transatlantic Investment Committee (TIC), con il supporto della Transatlantic Harmonic Foundation (THF), l’Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative è un programma di sistema teso ad assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo.
Esso si svolge in parallelo alla terza edizione del THF-TIC US Stakeholders’ Meeting. Grazie all’attività di matching agevolata dai soggetti pubblici e privati coinvolti, l’Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative punta ad alimentare l’incontro e il dialogo tra Istituzioni e aziende italiane e statunitensi, favorendo partnership industriali e i flussi di investimento per la reciproca crescita in settori strategici come, per il 2025, le scienze della vita e l’aerospazio, con un’attenzione specifica alle soluzioni industriali di intelligenza artificiale.
“Lo scorso anno l’interscambio Italia-USA ha superato i 126 miliardi di dollari; gli Stati Uniti sono la principale destinazione degli investimenti diretti all’estero dell’Italia, con oltre 65 miliardi di euro di stock raggiunti nel 2023 e gli investimenti americani in Italia hanno superato i 20 miliardi di euro”, ha ricordato Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti. “Come dimostrano questi dati, gli Stati Uniti sono di gran lunga il nostro principale partner commerciale fuori dall’UE. L’iniziativa di oggi offre una preziosa opportunità per rafforzare questa intensa cooperazione economico-commerciale – strategica per l’Italia – perché in molti casi gli Stati americani e le nostre Regioni detengono le chiavi per una collaborazione di successo, grazie alle loro competenze uniche e alla conoscenza delle realtà sul campo, oltre che alla loro capacità di creare occasioni di contatto”.
Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha commentato: “siamo lieti di essere presenti a questo importante evento che favorisce il matching tra imprese statunitensi e italiane con un focus mirato sull’innovazione. Un ambito per il quale il Friuli Venezia Giulia è stato classificato come Strong innovator da parte dell’Unione Europea, proprio per la propensione della nostra regione a favorire la contaminazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello dell’impresa”.
Come osservato da Mauro Battocchi, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, l’Italia “si distingue oggi come uno dei principali esportatori di beni a livello globale. Vanta la seconda base manifatturiera più grande d’Europa. Oltre metà delle sue esportazioni è legata ai settori della meccanica, delle tecnologie avanzate, della farmaceutica e della chimica. Inoltre, l’Italia è uno tra i Paesi dell’Unione Europea che registrano la crescita del PIL più rapida nel periodo post-pandemico. Questi dati evidenziano un forte potenziale per dare spinta agli investimenti reciproci tra Italia e Stati Uniti. Un esempio chiave di collaborazione è il settore biotech, dove si possono sviluppare alleanze strategiche sia in ambito di ricerca e sviluppo che in investimenti bilaterali. Tale cooperazione potrà poggiare sulle già solide relazioni tra i due Paesi, costruite nei decenni anche in ambito di sicurezza e difesa nazionale. Operiamo come “Sistema Italia”, in sinergia con partner pubblici e privati, per sfruttare appieno queste opportunità e promuovere una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Stati Uniti”.
Secondo Amedeo Teti, Capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, “Italia e USA sono partners strategici. Attualmente in Italia sono presenti 3.247 imprese a partecipazione statunitense, che danno lavoro a 399.652 dipendenti e generano un fatturato di oltre 199,2 miliardi di euro. Riteniamo che la collaborazione tra le istituzioni e le aziende dei due Paesi sia la chiave per creare un ecosistema comune dell’innovazione, in grado di valorizzare competenze e risorse in settori chiave come aerospace e life sciences. La scelta di un approccio local to local, consente di valorizzare la ricchezza e la specializzazione degli ecosistemi regionali. Intendiamo dare continuità nei prossimi mesi alla collaborazione bilaterale e siamo certi che il rafforzamento del partenariato industriale tra Italia e Stati Uniti favorirà un ulteriore aumento degli investimenti nel nostro Paese”. (aise) 




Sparkle collabora al nuovo sistema di cavi sottomarini pan-regionale in America centrale

farnesina sparkle annuncia la sua collaborazione nel nuovo sistema di cavi sottomarini pan regionale in america centraleimmagine18

farnesina sparkle annuncia la sua collaborazione nel nuovo sistema di cavi sottomarini pan regionale in america centraleimmagine18La Farnesina segnala che Sparkle, in collaborazione con Liberty Networks, fornitore leader di infrastrutture e connettività aziendale in America Latina e nei Caraibi e Gold Data, azienda tecnologica focalizzata sulle infrastrutture di telecomunicazione che fornisce connettività internazionale nei Caraibi e in America Latina, parteciperà alla costruzione e commercializzazione del nuovo sistema sottomarino MANTA, il primo cavo sottomarino internazionale nel Golfo del Messico a collegare il Messico e gli Stati Uniti con l’America centrale e latina. Il sistema avrà una lunghezza di circa 5.600 km ed è progettato per supportare un minimo di 20 TB per coppia di fibre. Con nuovi punti di accesso a Veracruz, in Messico, e ad Apalachee, in Florida, MANTA mira a migliorare il flusso di traffico nella regione, fornendo nuove rotte a bassa latenza tra i principali hub digitali di Città del Messico, Queretaro, Bogotà e Panama City e gli Stati Uniti.(Inform)