Un italiano nello spazio: è il colonnello Walter Villadei

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221138813 591d0257 0d0c 4117 b7d6 2b5033ebb3dcUn razzo SpaceX con a bordo quattro passeggeri, tra cui uno svedese, un italiano, il colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, ottavo italiano a raggiungere l’orbita terrestre, e il primo turco ad andare nello spazio, è decollato dalla Florida verso la Stazione Spaziale Internazionale, nell’ambito di una missione privata.

Denominata Ax-3, questa missione è la terza organizzata dalla società americana Axiom Space, in collaborazione con la NASA, che consente l’utilizzo della stazione. I quattro membri dell’equipaggio dovevano rimanere lì per circa due settimane e condurre una serie di esperimenti scientifici.

La missione è la prima europea interamente commerciale e diretta alla Stazione spaziale internazionale. L’equipaggio è completato da uno svedese, un turco e uno spagnolo: Marcus Wandt, Alper Gezeravci e Michael Lopez-Alegria. L’Agenzia spaziale italiana si occuperà di sei esperimenti.

ag. it




Dall’ENEA un pomodoro per viaggiare alla Luna e a Marte

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18spazio pomodoroENEA ha realizzato un pomodoro nano arricchito di molecole antiossidanti, utili per la dieta degli astronauti nelle missioni di lunga durata e in grado di resistere alle radiazioni dell’ambiente spaziale. Le attività sono state condotte nell’ambito dei progetti HORTSPACE e BIOxTREME, finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana, e i risultati sono stati pubblicati sulle riviste scientifiche, Frontiers in Astronomy and Space Sciences e Frontiers in Plant Sciences.
“Nella roadmap di esplorazione umana dello spazio profondo in cui la Luna sarà tappa fondamentale verso Marte, gli astronauti dovranno autosostentarsi con le risorse a disposizione”, spiega Silvia Massa del Laboratorio ENEA di Biotecnologie. “Queste piante – aggiunge – forniranno cibo fresco e salutare senza necessità di rifornimenti dalla Terra e rappresenteranno la principale fonte di molecole ad alto valore aggiunto, come antiossidanti e biofarmaci, a supporto della vita nei futuri avamposti spaziali”.
In questo scenario, infatti, l’ambiente confinato, le differenti condizioni di gravità rispetto alla Terra e le radiazioni ionizzanti condizioneranno non solo la salute dell’uomo, ma anche la produttività delle piante e la qualità del cibo, potendo generare stress ossidativo e danni al DNA.
Sin dal 2014 nell’ambito del progetto BIOxTREME, ENEA ha studiato come le piante alimentari possano crescere in modo adeguato in un ambiente extraterrestre, arrivando a sviluppare un vero e proprio modello. In seguito, nell’ambito del progetto HORTSPACE, i ricercatori hanno valutato i requisiti di produttività e di qualità anche nello spazio, studiando come le radiazioni influenzino la fisiologia di queste piante, sottoposte alla simulazione di un ambiente spaziale. Rispetto alle piante non ingegnerizzate, il pomodoro sviluppato da ENEA – ribattezzato ‘San Marziano’ dai ricercatori – ha dimensioni più compatte e un maggior contenuto di antocianine, con trascurabili variazioni di crescita e fotosintesi.
“Ad oggi, gli esperimenti dalla NASA sulle piante al di fuori dell’ambiente terrestre hanno consentito valutazioni microbiologiche su specie edibili ma non studi sulle performance delle piante e degli alimenti derivati”, sottolinea Silvia Massa. “Grazie al nostro modello realizzato in collaborazione con l’Università di Amsterdam – Swammerdam, siamo riusciti a ‘riaccendere’ nel pomodoro la biosintesi delle antocianine che è ‘dormiente’ nelle specie attualmente coltivate, ottenendo così il pomodoro biofortificato e, per la prima volta al mondo in modo così sistematico, abbiamo studiato gli effetti delle radiazioni ionizzanti durante l’intero ciclo vitale, oltre che sui principali indici del metabolismo primario e secondario”, conclude Massa.
Il team ENEA si è avvalso per le ricerche dell’impianto Calliope nel Centro Ricerche Casaccia (Roma). “Si tratta di una facility di irraggiamento dalle caratteristiche uniche nel panorama italiano ed europeo, in grado di simulare alcune delle condizioni presenti nello Spazio e utile per conoscere e prevenire gli effetti che l’ambiente spaziale – e le radiazioni di cui è ricco – possono provocare sull’uomo e sui dispositivi tecnologici”, sottolinea Alessia Cemmi, responsabile del Laboratorio ENEA di Sistemi nucleari innovativi.
L’esplorazione dello spazio ha sempre rappresentato un potente acceleratore di tecnologie per applicazioni sulla Terra, dove è urgente il ricorso all’innovazione tecnologica in agricoltura per far fronte all’aumento della popolazione mondiale, alla riduzione delle superfici coltivabili e agli effetti dei cambiamenti climatici. La ricerca ENEA sulle biotecnologie punta allo sviluppo sia di piante resistenti a condizioni estreme (deserti, basi antartiche o ambienti disagiati come le basi militari) che di piante “biofabbrica” per la produzione di molecole di interesse farmaceutico. (aise) 




Il rompighiaccio italiano Laura Bassi verso il Polo Sud

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8bassiLa nave da ricerca italiana Laura Bassi ha lasciato il porto di Lyttelton in Nuova Zelanda, facendo rotta verso l’Antartide dove supporterà le attività di ricerca legate a tre diversi progetti sullo studio delle dinamiche fisiche e biogeochimiche di specifiche aree antartiche. Inizia così la campagna oceanografica della 39° spedizione in Antartide finanziata dal Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), gestito dal Cnr per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS per la gestione tecnica e scientifica della rompighiaccio Laura Bassi. La nave circumnavigherà l’intero Mare di Ross e concluderà la sua missione antartica, di nuovo in Nuova Zelanda, dopo 60 giorni a marzo 2024.
La nave Laura Bassi, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, quest’anno svolgerà un’unica rotazione dalla Nuova Zelanda all’Antartide, con a bordo 39 persone coinvolte come personale di ricerca e un equipaggio navigante di 23 membri. Per la prima volta la missione sarà condivisa con il progetto antartico neozelandese a cui afferisce un team di 12 persone.
Il viaggio della rompighiaccio è iniziato lo scorso 25 novembre quando ha lasciato il porto di Napoli per intraprendere una navigazione di circa 40 giorni. La rompighiaccio ha attraversato il Mar Rosso e il Golfo di Aden, adottando tutte le misure antipirateria previste e navigando lungo il corridoio di sicurezza sotto l’ombrello di protezione garantito dalle navi militari di vari Paesi.
A fine dicembre è approdata a Lyttelton per imbarcare il personale che effettuerà la missione di ricerca. Chiuse le operazioni di carico, il 6 gennaio la nave è partita dal porto di Lyttelton alla volta del Mare di Ross.
Le attività di ricerca, nello specifico, riguarderanno il progetto “Tenore” (Terra Nova bay polynya high Resolution Experiment), coordinato da Giannetta Fusco dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope” per lo studio della zona di polynya (uno specchio di acqua marina libera dai ghiacci e circondata dalla banchisa) della Baia Terra Nova; il progetto “Signature” (PhySIcal and bioGeochemical traciNg of wATer masses at source areas and export gates in the Ross Sea and impact on the SoUtheRn OcEan), coordinato da Pierpaolo Falco dall’Università Politecnica delle Marche che ha l’obiettivo di analizzare dal punto di vista biologico chimico e fisico le principali masse d’acqua del Mare di Ross e indagare la loro variabilità spaziale e temporale; infine il progetto “MORsea” (Marine Observatory in the Ross Sea), coordinato da Giorgio Budillon dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope” e Pasquale Castagno dell’Università degli Studi di Messina per la gestione della rete degli osservatori marini posizionati fin dal 1994 nel Mare di Ross.
Oltre all’attività scientifica, tra il 21 e il 26 gennaio la nave effettuerà anche lo scarico dei materiali necessari al funzionamento della base antartica Mario Zucchelli, mentre il rientro al porto di Lyttelton in Nuova Zelanda è previsto per i primi giorni di marzo 2024.
La rompighiaccio trasporterà due refrigeratori contenenti le carote di ghiaccio estratte nel contesto del progetto internazionale Beyond EPICA, coordinato da Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di Scienze Polari del CNR. Il progetto mira, proprio attraverso l’analisi del ghiaccio antartico, a ricostruire la storia climatica della Terra andando indietro nel tempo di 1,5 milioni di anni, per rivelare informazioni sulla temperatura e sulla concentrazione di gas serra nell’atmosfera.
Quest’anno la nave darà supporto anche alle ricerche marine del programma scientifico neozelandese ospitando a bordo 12 ricercatori del Paese australe, una collaborazione internazionale di particolare prestigio per il PNRA.
La nave rompighiaccio Laura Bassi
La N/R Laura Bassi è oggi l’unica nave rompighiaccio italiana per la ricerca oceanografica in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. È stata acquistata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS nel 2019 grazie al finanziamento dell’allora Ministero dell’università e della ricerca – MUR e opera a supporto di tutta la comunità scientifica.
L’obiettivo principale della nave Laura Bassi è il supporto scientifico e logistico alle missioni polari italiane e al contempo consentire la ricerca oceanografica e geofisica dei ricercatori dell’Ente e della comunità scientifica nazionale ed europea a livello globale e, in particolare, polare.
È una rompighiaccio categoria A classe PC5 ed è stata concepita come una nave speciale combinando in maniera ottimale sia capacità cargo sia di ricerca scientifica. Ha una stazza di 4028 tonnellate, è lunga 80 metri e larga 17 metri, ha un sistema di posizionamento dinamico che le garantisce un’elevata manovrabilità e un’accuratezza di stazionamento in un prefissato punto dell’ordine di 1 metro. La struttura del fasciame, particolarmente robusta, le permette di operare in mari coperti da ghiaccio senza temere danni strutturali. (aise)




50 startup italiane al Ces di Las Vegas

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20cesUn’intelligenza artificiale che diagnostica il cancro con un calcolo delle probabilità, un coating per superfici che purifica l’aria e riduce lo smog, ma anche tante soluzioni in realtà aumentata e virtuale per l’apprendimento e lo studio del patrimonio culturale. Sono alcune delle innovazioni delle startup del padiglione italiano al CES di Las Vegas, il più grande e importante evento tech al mondo, in programma dal 9 al 12 gennaio 2024. Una missione guidata dall’Agenzia ICE allo scopo di supportare l’ecosistema innovativo italiano nel suo percorso di affermazione sui mercati internazionali.
Tra gli stand delle startup italiane troveranno spazio tante soluzioni per rendere smart e a prova di futuro le case e le città, grazie all’automazione, alla sensoristica avanzata, a nuovi modi di concepire la mobilità, dalla logistica aerea al trasporto pubblico su strada modulare. E ancora, il Web3 e la blockchain che supportano l’agrifood tracciando le filiere, la gestione di documenti notarili, il marketing. Ultime, ma non per importanza, le innovazioni della digital health, e i supporti per l’accessibilità motoria e digitale: dalla biopsia virtuale dell’architettura ossea alle carrozzine self-driving per gli aeroporti.

IL PADIGLIONE ITALIA
Sono 50 le startup che compongono la delegazione italiana al CES 2024, provenienti da 13 regioni. La Lombardia mantiene una solida maggioranza relativa, ma il Sud è ben rappresentato, con startup da Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il padiglione coprirà un’area di 600 mq nel cuore dell’Eureka Park, dove sono presenti tutte le startup che espongono al CES. A livello istituzionale, la missione è supportata dalla Regione Sardegna. Partner storico dell’iniziativa italiana a Las Vegas è l’ente nazionale di ricerca Area Science Park, che anche quest’anno ha organizzato l’academy dedicata alle startup: un percorso di formazione per insegnar loro come trarre il massimo, in termini di opportunità di business e visibilità, dall’esperienza al CES.
Oltre agli stand delle startup, il padiglione è costruito intorno a un’arena che nel corso dei quattro giorni di expo sarà animata da panel tematici in cui interverranno alcuni dei principali stakeholder del mondo dell’innovazione italiana, oltre a numerosi partner commerciali statunitensi ed europei. Tutte le startup avranno inoltre la possibilità di raccontarsi alla platea di visitatori dell’Eureka Park, in sessioni dedicate.

IL CES 2024
L’edizione 2024 del CES racconta una fiera che continua la sua ri-crescita dopo la pandemia: per l’edizione di quest’anno sono attesi più di 3500 espositori, numero cresciuto di oltre un terzo rispetto al 2023; di questi un migliaio sono le startup che animeranno l’Eureka Park, area espositiva storicamente allestita all’interno dell’hotel Venetian che ospita i “piccoli” innovatori, molti dei quali riuniti in diverse delegazioni nazionali. A Las Vegas sono attesi anche molti più visitatori rispetto allo scorso anno, oltre 130 mila secondo le stime degli organizzatori. (aise) 




Washington. In Ambasciata gli “Italian Space Days”

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18washspacedaysIn occasione della Giornata Nazionale dello Spazio, il 13 e 14 dicembre scorsi si è tenuta presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC la seconda edizione in presenza degli Italian Space Days, due giorni di eventi e workshop che hanno messo in risalto il contributo dell’Italia all’industria spaziale mondiale e il consolidamento della stretta collaborazione nel settore tra il nostro Paese e gli Stati Uniti.
“Oggi ci riuniamo per celebrare la maestria, l’esperienza e la visione dell’Italia nel settore spaziale, valorizzando i benefici economici, commerciali e sociali del nostro impegno nel settore su scala nazionale ed internazionale”, ha evidenziato l’ambasciatrice d’Italia Mariangela Zappia chiudendo la manifestazione. “L’Italia non solo vanta una ricca tradizione spaziale, ma possiede anche una catena di approvvigionamento completa, che include lanciatori, infrastrutture, servizi downstream e nanosatelliti. Abbiamo dimostrato di avere grandi capacità e cooperiamo con gli Stati Uniti a 360 gradi, con il valore aggiunto della la nostra creatività e innovazione”.
In chiusura dei lavori è intervenuto anche Chirag Parikh, National Space Council Executive Secretary della Casa Bianca. “La partnership tra Italia e Stati Uniti, con l’allineamento non solo delle nostre tecnologie ma anche dei nostri ideali democratici, è molto importante ora che ci muoviamo verso una nuova fase dell’era spaziale”, ha sottolineato Parikh, annunciando poi che “nel 2024 si terrà il primo dialogo spaziale USA-Italia, che toccherà tutti i settori, con particolare attenzione all’industria innovativa”.
La rassegna, realizzata in collaborazione con l’Italian Trade Agency, l’Agenzia Spaziale Italiana e i principali partner istituzionali e commerciali, tra cui la Space Foundation, la SDA Bocconi, l’ITI Space Enterprise Council e il CNR-IIA, ha riunito esperti, imprese e appassionati, offrendo uno sguardo sulle ultime tecnologie e innovazioni in ambito spaziale.
Per tutta la durata dell’evento, l’Ambasciata ha ospitato gli stand di aziende italiane leader nel settore spaziale: I.R.C.A. Zoppas, T4i Technology For Propulsion And Innovation, D-Orbit, Ceipiemonte, Kayser Italia, Eie Group, New Production Concept, Jointek, Alma Sistemi, Altec, Thales Alenia, Officina Stellare, Argotec, Space Factory, Avio, Arca Dynamics, Roboze, Optec, Involve Group.
Nel corso della prima giornata è andato in scena il Gobal Space Summit, con tavole rotonde su temi chiave come l’innovazione nell’industria spaziale e la cybersicurezza.
Il secondo giorno ha visto l’apertura del Commercial Space Forum, con decine di incontri B2B finalizzate alla collaborazione tra aziende italiane e leader industriali statunitensi e organizzate con il supporto dell’Aeronautica Militare, della Space Foundation, di SDA Bocconi e del CNR.
In seguito, si è tenuta la conferenza stampa sul progetto “Italian Space Food”, a cui hanno preso parte il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Francesco Lollobrigida; A. C. Charania, chief technologist della NASA; il Generale dell’Aeronautica Militare Antonio Conserva; Michael Suffredini, CEO di Axiom Space; il colonnello dell’Aeronautica Militare e pilota della missione Ax-3 Walter Villadei; Paolo Barilla, vicepresidente di Barilla Group; Giovanni Rana jr., innovation manager di Rana Group. (aise)




Celebrazioni della Giornata Nazionale dello Spazio 2023

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capturaIl Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale partecipa alle celebrazioni della Giornata Nazionale dello Spazio con un programma di iniziative di promozione della ricerca e dell’industria italiana dello spazio realizzate dalla rete diplomatico-consolare, degli Istituti Italiani di Cultura e degli Uffici ICE.

“Il convinto sostegno alla Giornata Nazionale dello Spazio riflette la priorità attribuita alla diplomazia dello spazio, che è parte integrante della nostra politica estera e di sicurezza e strumento per l’internazionalizzazione delle imprese”, ha sottolineato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ribadendo che la Farnesina “grazie anche al rafforzamento della rete di Addette e Addetti spaziali e scientifici in servizio presso Ambasciate e Consolati, è al fianco delle imprese per cogliere le opportunità della nuova economia dello spazio e favorire l’attrazione di investimenti”.

“L’edizione di quest’anno – ha aggiunto il Vicepremier – è particolarmente significativa in vista dell’International Astronautical Congress, che l’Italia ospiterà a ottobre 2024 a Milano. Per questo abbiamo voluto avviare all’estero il progetto ‘The Italian Spaceway’, una mostra su ricerca e industria italiana dello spazio che viaggerà il mondo da oggi e per tutto il 2024.”

La mostra “The Italian Spaceway” è prodotta dal Ministero degli Esteri in collaborazione con il Comitato organizzatore IAC 2024 Milano e con la curatela editoriale di Focus, il brand di divulgazione scientifica del Gruppo Mondadori. Racconta il contributo della ricerca italiana e del Made in Italy nello sviluppo di tecnologie spaziali, con particolare attenzione al tema della sostenibilità. Il percorso della mostra propone un’esperienza coinvolgente e interattiva, per stimolare la riflessione sulla necessità di proteggere lo spazio e preservarne la sostenibilità per la salvaguardia del Pianeta Terra.

L’Italia è un paese leader nel settore spaziale a livello globale, tra i primi al mondo per quanto riguarda attività e ricerca: 7 miliardi di Euro di investimenti pubblici nel periodo 2021-2026, un giro d’affari di 2 miliardi, 300 aziende, 12 distretti e 6.000 addetti.




Houston. L’Italia nello spazio

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5quovadumNell’ambito della 3ª Giornata nazionale dello Spazio, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in memoria del lancio del primo satellite italiano, il “San Marco 1”, il 15 dicembre 1964, il Consolato generale a Houston, in collaborazione con lo Space Institute della Rice University, organizza il prossimo 15 dicembre, un evento sull’esplorazione spaziale sulla base della stretta collaborazione nel settore tra Usa e Italia.
“Quo vadimus?” il tema dell’incontro che inizierà alle 8.15 presso la 101 Brockman Hall for Physics della Rice University.
Interverranno Roberto Provera (Thales Alenia Space), Francesco Fusco (Boeing), Vittorio Netti (University of Houston), Nadia Agha (Rice University), Gianni Royer-Carfagni (Università di Parma), e Andrea Isella (Rice University).
Quindi, moderati da Christine Galib (ION) porteranno il loro contributo l’astronauta Luca Parmitano, Marcia O’Malley (Rice University), Michelle Rucker (NASA) e Marcello Azzoni (Spacewear).
L’incontro è organizzato in collaborazione con Thales Alenia Space, Spacewear, Ufficio Ice Houston; Italy-America Chamber of Commerce of Texas, ISSNAF-WSC and TSIC, Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles, Italian Cultural & Community Center e Comites di Houston. (aise) 




I Carabinieri a Boston per il workshop “Smart forest in smart cities”

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4carabinieribostonSi tiene oggi e domani, 4 e 5 dicembre, a Boston il Workshop “Smart forest in smart cities” al quale prenderanno parte i Carabinieri, con una delegazione guidata dal Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, Comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFAA), una delle più complete ed efficaci strutture istituzionali di polizia ambientale nel panorama internazionale.
In particolare, i Carabinieri del CUFAA presenteranno a Boston il progetto “Smart urban forest Monitoring”, realizzato per il monitoraggio dello stato di salute del verde urbano in collaborazione con il MIT, il CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) e l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il Progetto, spiegano dall’Arma, è attualmente in fase di sperimentazione a Roma, nell’ambito del monitoraggio delle infestazioni da Cocciniglia Tartaruga: un piccolo insetto che sta distruggendo le pinete e i viali, alberati con i pini, della capitale italiana.
Il Workshop, sottolinea l’Arma, “consolida la collaborazione tecnico-scientifica forestale tra l’Italia e gli USA, avviata nel 2018 con la partecipazione del CUFAA alla 13° Us – Italy joint Commission meeting on science and technology (JCM) e proseguita dapprima con gli scambi informativi e la condivisione di programmi, con le Agenzie Federali del National Park Service e del National Forest Service e poi con il prestigioso Massachusetts Institute Of Technology, una delle più importanti e autorevoli università del mondo, che, anche grazie alla volontà ed al lavoro di uomini e donne che credono nella ricerca, nell’ambiente e nel futuro, consentirà di conseguire un risultato di cui la comunità nazionale dovrà essere orgogliosa”.
L’Accordo tra Carabinieri e Massachusetts Institute of Technology “consolida la presenza internazionale dell’Arma e coniuga l’attività di ricerca, studio, analisi e sperimentazione del MIT con le esigenze di monitoraggio e controllo delle foreste che la Legge ha delegato al CUFAA”. (aise) 




Brasilia. L’Ambasciata e la Giornata Nazionale dello Spazio

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giornata nazionale dello spazio 2023 a san paolo il 7 dicembre evento promosso dallambasciata ditalia a brasilia immagine18La terza edizione della Giornata Nazionale dello Spazio, evento promosso dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia in collaborazione con il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e l’Istituto Brasiliano di Ricerche Spaziali (INPE) si terrà il 7 dicembre  presso la sede dell’INPE a São José dos Campos, San Paolo, nel corso della 14° edizione del workshop WETE (Workshop em Engenharia e Tecnologia Espaciais). Nella cerimonia di apertura dell’evento sarà lanciata la Lettera d’Intenti tra CIRA ed INPE che sancisce l’avvio della cooperazione bilaterale tra i due Centri di Ricerca con l’obiettivo di rafforzare, in linea con gli indirizzi governativi, lo scambio di informazioni e la promozione di attività di ricerca congiunta nel campo delle scienze e delle tecnologie aerospaziali.

I temi della cooperazione riguarderanno lo sviluppo di tecnologie avanzate di protezione termica per il rientro atmosferico, l’impiego di materiali intelligenti, e lo studio di nuove missioni scientifiche di mini/micro/nanosatelliti, nella traiettoria dei rispettivi programmi nazionali di ricerca e delle roadmap tematiche internazionali di settore, con l’obiettivo strategico di favorire diverse tipologie di servizi ed applicazioni. L’intesa prevede anche lo scambio universitario e la promozione e l’organizzazione di workshop ed iniziative di networking.

L’evento sarà introdotto dall’Ambasciatore d’Italia in Brasile Alessandro Cortese. Interverranno, altresì: il Presidente del CIRA Antonio Blandini ed il Direttore dell’INPE Clezio Marcos De Nardin. Le prospettive della collaborazione saranno discusse nel corso di quattro sessioni moderate dai rispettivi responsabili scientifici, Ignazio Dimino, per la parte italiana, e Antonio Fernando Bertachini De Almeida Prado, per la parte brasiliana. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di INPE al link:  https://www.youtube.com/inpemct . qui il Programma (Inform)




Argentina. Rosario ospiterà il Congresso Internazionale di Apomixis

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consolato generale rosario dal 3 al 7 dicembre si terra a rosario il iv congresso internazionale di apomixis immagine3Dal 3 al 7 dicembre si terrà a Rosario il IV Congresso Internazionale di Apomixis, al quale parteciperanno importanti scienziati italiani, informa il Consolato Generale d’Italia a Rosario.

Nell’ambito del congresso sarà organizzata una sessione aperta al pubblico (bambini e adulti), che si svolgerà presso lo Spazio Culturale Universitario (San Martín 750, Rosario), giovedì 7 dicembre 2023, dalle 14:00 alle 17:00.

Saranno organizzati diversi tavoli con mostre, esperimenti, video e giochi, in cui si potrà parlare con scienziati argentini, italiani e di altri paesi del mondo sulla riproduzione delle piante, sulla formazione dei semi, sul loro impatto sull’alimentazione, sul miglioramento della colture e la conservazione del nostro ambiente.

Tra i sostenitori dell’evento la Provincia di Santa Fe, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale , l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, il Consolato Generale a Rosario, l’Università degli Studi di Milano, l’Università Nazionale di Rosario .  Informazioni dettagliate  sul Congresso : https://apomixis2023.com.ar/ (Inform)