Sei milioni e 600mila italiani vivono all’estero: cosa raccontano i nuovi dati Istat

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La presenza italiana fuori dai confini nazionali continua ad aumentare, ma con un ritmo più contenuto. Nel 2025 sono cresciute soprattutto le acquisizioni della cittadinanza, mentre le nascite hanno registrato una forte diminuzione.

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Quanti sono oggi gli italiani che vivono fuori dal Paese? Una risposta arriva dai nuovi dati dell’Istat, che fotografano la presenza italiana all’estero alla fine del 2025.

Al 31 dicembre dello scorso anno risultavano 6 milioni e 604mila cittadini italiani abitualmente residenti all’estero. Sono circa 183mila in più rispetto all’inizio del 2025, ma l’aumento è stato più contenuto rispetto all’anno precedente: +2,8%, contro il +4,6% del 2024.

Dietro questo numero si nasconde una realtà molto più complessa di quanto possa sembrare.

L’Europa concentra più della metà degli italiani all’estero

La prima caratteristica che emerge dai dati è la forte presenza italiana in Europa.

Il 53,1% degli italiani residenti all’estero vive infatti in Paesi europei. Un’altra grande componente, pari al 34,3%, si trova nell’America centro-meridionale.

Queste due aree, insieme, raccolgono quindi quasi nove italiani all’estero su dieci.

La distribuzione geografica, tuttavia, racconta storie molto diverse: in Europa pesa maggiormente la mobilità più recente, mentre in diversi Paesi dell’America Latina la presenza italiana è legata anche a generazioni di discendenti degli emigrati e alle acquisizioni della cittadinanza italiana.

Aumentano gli italiani, ma non grazie alle nascite

Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda la dinamica demografica.

Nel 2025 sono nati all’estero poco più di 16mila bambini da genitori italiani, contro i circa 26mila dell’anno precedente.

La diminuzione è stata del 37,1%.

I decessi sono stati invece poco più di 13mila, con un aumento del 2,4%. Di conseguenza, il saldo naturale, cioè la differenza tra nascite e decessi, si è ridotto a circa 3mila persone, rispetto alle 13mila del 2024.

È un dato che mostra quanto sia cambiata la struttura delle comunità italiane fuori dall’Italia.

Il fenomeno è particolarmente evidente in America Latina

Il calo delle nascite è stato particolarmente forte nel continente americano.

In America centro-meridionale, dove esistono alcune delle più numerose comunità di origine italiana, la struttura della popolazione è infatti mediamente più anziana, anche perché si tratta spesso di comunità formatesi attraverso le grandi ondate migratorie del passato.

A questo elemento demografico si aggiungono le modifiche intervenute nella normativa italiana sulla cittadinanza per discendenza, che hanno avuto conseguenze soprattutto sui flussi legati al riconoscimento della cittadinanza italiana.

127mila nuove cittadinanze italiane all’estero

C’è però un altro numero che aiuta a capire perché la popolazione italiana all’estero continui ad aumentare.

Nel 2025 sono state circa 127mila le acquisizioni della cittadinanza italiana all’estero.

Questo dato comprende soprattutto persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana attraverso le diverse procedure previste dalla legge, comprese quelle legate alla discendenza.

È un elemento importante perché significa che il numero degli italiani registrati all’estero non coincide semplicemente con quello delle persone nate in Italia che hanno deciso di trasferirsi oltreconfine.

Dove vanno gli italiani che lasciano il Paese

Anche i movimenti migratori sono cambiati.

Nel 2025 gli italiani che hanno trasferito la propria residenza dall’Italia all’estero sono stati circa 109mila, in forte diminuzione rispetto al picco di 141mila registrato nel 2024.

Il saldo migratorio degli italiani rimane comunque negativo per l’Italia: gli espatri continuano a essere più numerosi dei rientri, anche se la differenza si è ridotta a circa 53mila persone.

Le destinazioni preferite rimangono soprattutto europee. Nel 2025 Spagna e Germania hanno registrato circa 13mila nuovi arrivi dall’Italia ciascuna, seguite da Svizzera, Regno Unito e Francia.

Questi cinque Paesi hanno accolto complessivamente oltre la metà degli italiani che hanno lasciato il Paese.

Una comunità sempre più grande e sempre più diversa

Il dato dei 6,6 milioni racconta quindi soltanto una parte della storia.

La popolazione italiana all’estero comprende emigrati recenti, famiglie trasferitesi per lavoro o studio, pensionati, ma anche milioni di persone nate fuori dall’Italia che hanno acquisito la cittadinanza italiana attraverso la propria storia familiare.

Un dato particolarmente significativo riguarda proprio l’origine anagrafica: solo il 30,3% degli italiani residenti all’estero nel 2024 era nato in Italia.

Questo significa che la presenza italiana nel mondo non può più essere letta soltanto attraverso il fenomeno dell’emigrazione.

È ormai una realtà molto più ampia: una comunità internazionale nella quale convivono nuove generazioni di emigrati e discendenti di italiani che, anche a distanza di molte generazioni, continuano a mantenere un legame giuridico e culturale con l’Italia.

L’Italia fuori dall’Italia

I numeri appena pubblicati dall’Istat mostrano dunque un fenomeno destinato a rimanere centrale.

Gli italiani residenti all’estero hanno superato quota 6,6 milioni, ma la crescita rallenta. Le nascite diminuiscono sensibilmente, mentre il numero complessivo continua a essere sostenuto soprattutto dai movimenti migratori e dalle nuove acquisizioni della cittadinanza.

Dietro queste cifre ci sono comunità molto diverse tra loro, distribuite in ogni continente e legate all’Italia da rapporti familiari, culturali, economici e istituzionali.

È, a tutti gli effetti, un’altra parte dell’Italia: quella che vive fuori dai confini nazionali.

Fonte: Istat