Il Blind Chef Ivan Nicola e la sua sinfonia blu di Sicilia

Oggi presentiamo un nuovo protagonista dell’inclusione, da poco entrato a far parte della famiglia di CHEF Italia ETS, il Blind Chef Ivan Nicola, costantemente a fianco del Coordinatore Nazionale del Settore Disabilità, il Blind Chef Anthony Andaloro.
Il nostro Ivan Nicola, classe 1978, di Cittiglio in provincia di Varese, è un esempio concreto di forza, passione e resilienza. Dopo aver lavorato nel settore metalmeccanico, nel 2000 la sua vita subisce una svolta drammatica a causa di due distacchi di retina e del glaucoma, che lo portano a perdere il lavoro e gran parte della vista.
Nonostante le difficoltà, Ivan Nicola non si lascia abbattere. Si trasferisce a Calatabiano, in provincia di #Catania, in #Sicilia, per ricongiungersi alla sua famiglia, ed è qui che inizia un nuovo percorso, questa volta nel mondo della ristorazione, riuscendo a trasformare un periodo molto brutto, non tanto per le ovvie difficoltà, ma perché pensava di non poter più tornare a lavorare.
In un ristorante di #Taormina inizia come addetto al bar, poi anche come lavapiatti. Ma è grazie al suo impegno costante, all’amore e alla passione per la cucina, che si rialza e cresce professionalmente fino a diventare una figura chiave: si occupa della preparazione del pane e dei grissini, affianca la pasticceria, cura gli antipasti, gli ordini e l’impiattamento. Una straordinaria forza interiore che lo ha aiutato sia nel quotidiano che nella sua attività in cucina; la mancanza della vista lo ha portato a sviluppare gli altri sensi, olfatto, udito e gusto, riuscendo nel migliore dei modi nel suo lavoro.
Oggi, dopo vent’anni nel settore, il Blind Chef Ivan Nicola è molto più di un cuoco. È un simbolo di inclusione e determinazione. La sua storia si intreccia con quella del Blind Chef Anthony Andaloro, condividendone i valori e la mission.
Come già detto, il nostro Ivan Nicola entra a far parte della famiglia di #Chef Italia ETS, nel settore disabilità, per dimostrare che quest’ultima non è un ostacolo, ma una nuova prospettiva da cui ripartire, trasformando questo suo limite in virtù utilizzando al meglio tutti gli altri sensi, mettendo nei suoi piatti esperienze sensoriali e soprattutto una grande passione per l’arte culinaria.
Ascoltando la sua storia, chiunque ha, senza dubbio, la possibilità di scoprire ed apprezzare oltre il suo lavoro, la sua umanità, il coraggio di affrontare i problemi e la grande capacità di andare avanti. La cucina è la sua forza, l’inclusione la sua battaglia, il futuro la sua sfida.
*Ed ecco ora una delle #ricette del nostro Blind Chef Ivan Nicola, la sua sinfonia blu di Sicilia, un bellissimo piatto di linguine fresche con crema blu di cavolo rosso, gamberi rossi, scampi e pomodorini di #Pachino. Le #linguine agli scampi sono una delle ricette più classiche e gettonate che si possono preparare con questo crostaceo. Nelle occasioni speciali con questo primo piatto di mare sicuramente potrete fare un figurone da conquistare tutti. Lo scampo forse è secondo solo rispetto all’astice e all’aragosta, è simile al gambero per dimensioni e per comodità di cottura, ma è molto più saporito. In questo caso poi, oltre alla presenza anche dei gamberi, c’è anche la variante della crema blu di cavolo rosso.
Ma veniamo ora agli ingredienti per 4 persone: 320 gr. di linguine fresche, 300 gr. di cavolo rosso, 8 gamberi rossi freschi, 8 scampi freschi, 200 gr. di pomodorini di Pachino, 1 spicchio d’aglio (schiacciato), 1 rametto di timo fresco, olio extravergine d’oliva q.b., bicarbonato di sodio q.b., sale q.b., scorza di limone e arancia (non trattati) q.b.
Procedimento: 1. Per le linguine: impastate 300 gr. di farina 00 con 100 gr. di semola rimacinata e 4 uova (o 400 gr. di farina totale e 4 uova grandi) fino a ottenere un panetto liscio ed elastico, e lasciate riposare 30 minuti. Stendete la sfoglia sottile e ritagliate le linguine (circa 3-4 mm. di larghezza).
2. Preparazione della crema di cavolo rosso: affettate finemente il cavolo rosso. In una padella, soffriggete l’aglio schiacciato con un filo d’olio extravergine d’oliva; quando l’aglio sarà dorato, aggiungete il cavolo rosso e fate rosolare. Versate, quindi, un mestolo di acqua di cottura della pasta e aggiungete un pizzico di bicarbonato: il cavolo diventerà blu intenso. A questo punto frullate il cavolo con il liquido e passatelo al setaccio per ottenere una crema liscia. Rimettete la crema in padella e tenetela in caldo.
3. Preparazione crostacei: pulite i gamberi e gli scampi, tenendo le teste e i carapaci, un’ottima risorsa per ottenere un condimento superlativo, in pratica un particolare, quanto indispensabile, risultato di una tecnica di cucina: il fumetto di crostacei. Gli scarti degli scampi, infatti, vengono tostati per estrarne tutto Il sapore così da ottenere una riduzione che andrà ad arricchire il vostro sugo. Sbollentate i crostacei brevemente, scolateli e raffreddateli subito. Tenete metà dei crostacei per guarnire: conditeli con olio extravergine d’oliva, scorza di limone e arancia.
4. Pomodorini: sbollentate i pomodorini, togliete la pelle e conditeli con olio extravergine d’oliva, sale e timo fresco.
5. Cottura pasta e mantecatura: cuocete le linguine in acqua salata. Scolatele al dente e versatele nella padella con la crema blu. Aggiungi, quindi, un po’ di acqua di cottura dei crostacei per intensificare il sapore di mare. Unite i crostacei (gamberi e scampi) già sbollentati e mantecate il tutto.
6. Impiattamento: adagiate la pasta con la crema blu al centro del piatto, quindi guarnite con i pomodorini pelati ed i crostacei marinati con scorza di agrumi. Un filo d’olio extravergine a crudo e una fogliolina di timo per completare.
Un piatto scenografico e raffinato, perfetto per stupire con gusto e colore, avendo come protagonista il sapore degli scampi che è amato dai palati sopraffini che ne apprezzano il gusto delicato, fresco e con leggerissime note tendenti al dolce. Ma siamo sicuri che tutti saranno deliziati da questo primo piatto così elegante e bello da vedere, che potrete replicare senz’altro a casa vostra. E, come sempre, buona degustazione.

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Le sculture di 



Oggi parliamo del Maestro Pizzaiolo Fabio Sociani, un grande professionista di successo, che già da tempo è entrato a far parte di CHEF Italia, molto conosciuto per la sua capacità di creare e gestire locali a Roma, dove ha avviato pizzerie di grande successo.
Il suo spirito altruista si estende anche a iniziative benefiche, dimostrando come il successo possa essere coniugato con un impegno significativo nella comunità: ha promosso eventi benefici come “100 Metri D’amore” contro anoressia e bulimia, evidenziando la sua sensibilità verso cause importanti. Inoltre, ha dedicato il suo tempo come istruttore per i ragazzi nella comunità di recupero Dianova, mostrando un lodevole interesse per iniziative che vanno oltre il mondo culinario.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito invita le Scuole ad inserire la storia dell’emigrazione italiana nei percorsi didattici dell’anno scolastico 2025/2026. Lo fa attraverso la Nota del 4 novembre 2025 (n. 70898) indirizzata alle istituzioni scolastiche, statali e paritarie nella quale si legge che la Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito d’intesa con la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale promuove l’attenzione sull’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana. L’indicazione all’insegnamento della storia dell’emigrazione non è vincolante ma caldeggiata: nel rispetto dell’autonomia progettuale, organizzativa e didattica delle singole istituzioni scolastiche e di quanto previsto dalla normativa vigente per il primo e secondo ciclo di istruzione, si invitano le scuole di ogni ordine e grado a favorire lo studio di momenti storici, tematiche economiche e sociali, eventi politici, aspetti culturali ed antropologici legati all’emigrazione italiana. Nella Nota si ricorda che il fenomeno dell’emigrazione italiana riguarda nella dimensione temporale un lungo periodo della storia contemporanea – in particolare dalla seconda metà del XIX secolo fino ai nostri giorni – e nella dimensione spaziale molti Paesi dei cinque continenti, oltre a interessare lo stesso territorio nazionale. Il Ministero indica che nell’ambito del primo ciclo di istruzione, le migrazioni possono essere declinate in termini di emigrazione italiana e della sua complessa fenomenologia economica, sociale, politica e culturale, rilevandone le costanti, le differenze e le evoluzioni nel tempo e nello spazio. Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, l’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana può essere previsto sia attraverso l’approfondimento dei principali processi di trasformazione tra la fine del secolo XIX e il secolo XXI a livello mondiale (ad esempio: industrializzazione e società post-industriale; globalizzazione; modelli culturali a confronto); sia mediante l’esame di nuclei tematici della Storia d’Italia, come la crisi economica e sociale alla fine dell’Ottocento; l’età giolittiana; il secondo dopoguerra; la ricostruzione; la crisi energetica del 1973 e l’austerity. Il Ministero fa osservare che la tematica dell’emigrazione italiana consente di mettere in relazione le diverse discipline previste dai curricoli del primo e del secondo ciclo; pertanto, la sua trattazione ben si presta – si sottolinea nella Nota – un approccio interdisciplinare, alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali, alla collaborazione con musei, archivi e biblioteche, all’utilizzo della formazione scuola-lavoro, al ricorso a didattiche innovative e orientative. Da un punto di vista strettamente storico, eventuali percorsi didattici potrebbero essere affrontati anche attraverso il ricorso alla public history, la quale consente la possibilità di svolgere attività didattiche nei settori della conservazione storica, dell’archivistica, della storia orale e della curatela museale in istituzioni come musei, archivi, dimore, siti, parchi, società cinematografiche e televisive. Al fine di agevolare le attività delle istituzioni scolastiche, il Ministero allega anche un elenco di Musei e Fondazioni dell’emigrazione in Italia, predisposto dalla Direzione generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale: Fondazione Genti d’Abruzzo Onlus, ente gestore del Museo delle Genti d’Abruzzo; Museo Emigrazione Lucana – Centro Lucani nel Mondo “Nico Calice” ; Museo del Cognome e Casa Museo “Joe Petrosino” ; Museo Casa dell’Emigrante Cilentano; La Nave della Sila; Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni; Centro di Documentazione dell’Emigrazione Parmense Bedonia ; Museo Emigrazione Scalabrini; Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ; MuSel – Museo Archeologico e della Città di Sestri Levante; MEMA – Museo dell’Emigrazione Marchigiana; Museo dell’Emigrante – Centro di ricerca sull’emigrazione , San Marino; Museo Comunale delle Migrazioni, Vinchiaturo; Museo Emigrazione Molise; Centro Studi Silvio Pellico ETS, Comitato di gestione del Museo Regionale dell’emigrazione dei Piemontesi. (Inform)
L’uragano Melissa sta segnando una delle fasi più allarmanti della stagione atlantica 2025. L’agenzia meteorologica americana National Hurricane Center (NHC) ha confermato che il sistema ha già fatto landfall in Giamaica con forza eccezionale e ora punta verso Cuba e le Bahamas, mentre il suo “cono di incertezza” comprende anche aree molto prossime alla Repubblica Dominicana.
Pericolo imminente e cosa attendersi

In questa puntata domenicale di Supercalcio in diretta sulle pagine 
So di andare controcorrente. Ma sento il bisogno di dirlo: gran parte degli inni nazionali – dalla Marsigliese all’Inno di Mameli e a molti altri – appartiene a un altro tempo. Sono stati scritti in epoche di guerre e rivoluzioni, quando la priorità era galvanizzare il popolo, infondere coraggio ai soldati, unire la nazione contro un nemico comune. Le parole sono solenni, piene di retorica e di riferimenti bellici; le melodie sono marce, pensate per accompagnare eserciti e parate militari.