Il Blind Chef Ivan Nicola e la sua sinfonia blu di Sicilia

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29763c22 761e 4148 932d c0eb4eff4803Oggi presentiamo un nuovo protagonista dell’inclusione, da poco entrato a far parte della famiglia di CHEF Italia ETS, il Blind Chef Ivan Nicola, costantemente a fianco del Coordinatore Nazionale del Settore Disabilità, il Blind Chef Anthony Andaloro.

Il nostro Ivan Nicola, classe 1978, di Cittiglio in provincia di Varese, è un esempio concreto di forza, passione e resilienza. Dopo aver lavorato nel settore metalmeccanico, nel 2000 la sua vita subisce una svolta drammatica a causa di due distacchi di retina e del glaucoma, che lo portano a perdere il lavoro e gran parte della vista.

Nonostante le difficoltà, Ivan Nicola non si lascia abbattere. Si trasferisce a Calatabiano, in provincia di #Catania, in #Sicilia, per ricongiungersi alla sua famiglia, ed è qui che inizia un nuovo percorso, questa volta nel mondo della ristorazione, riuscendo a trasformare un periodo molto brutto, non tanto per le ovvie difficoltà, ma perché pensava di non poter più tornare a lavorare.

In un ristorante di #Taormina inizia come addetto al bar, poi anche come lavapiatti. Ma è grazie al suo impegno costante, all’amore e alla passione per la cucina, che si rialza e cresce professionalmente fino a diventare una figura chiave: si occupa della preparazione del pane e dei grissini, affianca la pasticceria, cura gli antipasti, gli ordini e l’impiattamento. Una straordinaria forza interiore che lo ha aiutato sia nel quotidiano che nella sua attività in cucina; la mancanza della vista lo ha portato a sviluppare gli altri sensi, olfatto, udito e gusto, riuscendo nel migliore dei modi nel suo lavoro.

Oggi, dopo vent’anni nel settore, il Blind Chef Ivan Nicola è molto più di un cuoco. È un simbolo di inclusione e determinazione. La sua storia si intreccia con quella del Blind Chef Anthony Andaloro, condividendone i valori e la mission.

Come già detto, il nostro Ivan Nicola entra a far parte della famiglia di #Chef Italia ETS, nel settore disabilità, per dimostrare che quest’ultima non è un ostacolo, ma una nuova prospettiva da cui ripartire, trasformando questo suo limite in virtù utilizzando al meglio tutti gli altri sensi, mettendo nei suoi piatti esperienze sensoriali e soprattutto una grande passione per l’arte culinaria.

collage export 77886dc9 3444 49f4 81df 904e94a8d9fbAscoltando la sua storia, chiunque ha, senza dubbio, la possibilità di scoprire ed apprezzare oltre il suo lavoro, la sua umanità, il coraggio di affrontare i problemi e la grande capacità di andare avanti. La cucina è la sua forza, l’inclusione la sua battaglia, il futuro la sua sfida.

*Ed ecco ora una delle #ricette del nostro Blind Chef Ivan Nicola, la sua sinfonia blu di Sicilia, un bellissimo piatto di linguine  fresche con crema blu di cavolo rosso, gamberi rossi, scampi e pomodorini di #Pachino. Le #linguine agli scampi sono una delle ricette più classiche e gettonate che si possono preparare con questo crostaceo. Nelle occasioni speciali con questo primo piatto di mare sicuramente potrete fare un figurone da conquistare tutti. Lo scampo forse è secondo solo rispetto all’astice e all’aragosta, è simile al gambero per dimensioni e per comodità di cottura, ma è molto più saporito. In questo caso poi, oltre alla presenza anche dei gamberi, c’è anche la variante della crema blu di cavolo rosso.

Ma veniamo ora agli ingredienti per 4 persone: 320 gr. di linguine fresche, 300 gr. di cavolo rosso, 8 gamberi rossi freschi, 8 scampi freschi, 200 gr. di pomodorini di Pachino, 1 spicchio d’aglio (schiacciato), 1 rametto di timo fresco, olio extravergine d’oliva q.b., bicarbonato di sodio q.b., sale q.b., scorza di limone e arancia (non trattati) q.b.

Procedimento: 1. Per le linguine: impastate 300 gr. di farina 00 con 100 gr. di semola rimacinata e 4 uova (o 400 gr. di farina totale e 4 uova grandi) fino a ottenere un panetto liscio ed elastico, e lasciate riposare 30 minuti. Stendete la sfoglia sottile e ritagliate le linguine (circa 3-4 mm. di larghezza).

2. Preparazione della crema di cavolo rosso: affettate finemente il cavolo rosso. In una padella, soffriggete l’aglio schiacciato con un filo d’olio extravergine d’oliva; quando l’aglio sarà dorato, aggiungete il cavolo rosso e fate rosolare. Versate, quindi, un mestolo di acqua di cottura della pasta e aggiungete un pizzico di bicarbonato: il cavolo diventerà blu intenso. A questo punto frullate il cavolo con il liquido e passatelo al setaccio per ottenere una crema liscia. Rimettete la crema in padella e tenetela in caldo.

3. Preparazione crostacei: pulite i gamberi e gli scampi, tenendo le teste e i carapaci, un’ottima risorsa per ottenere un condimento superlativo, in pratica un particolare, quanto indispensabile, risultato di una tecnica di cucina: il fumetto di crostacei. Gli scarti degli scampi, infatti, vengono tostati per estrarne tutto Il sapore così da ottenere una riduzione che andrà ad arricchire il vostro sugo. Sbollentate i crostacei brevemente, scolateli e raffreddateli subito. Tenete metà dei crostacei per guarnire: conditeli con olio extravergine d’oliva, scorza di limone e arancia.

4. Pomodorini: sbollentate i pomodorini, togliete la pelle e conditeli con olio extravergine d’oliva, sale e timo fresco.

5. Cottura pasta e mantecatura: cuocete le linguine in acqua salata. Scolatele al dente e versatele nella padella con la crema blu. Aggiungi, quindi, un po’ di acqua di cottura dei crostacei per intensificare il sapore di mare. Unite i crostacei (gamberi e scampi) già sbollentati e mantecate il tutto.

6. Impiattamento: adagiate la pasta con la crema blu al centro del piatto, quindi guarnite con i pomodorini pelati ed i crostacei marinati con scorza di agrumi. Un filo d’olio extravergine a crudo e una fogliolina di timo per completare.

Un piatto scenografico e raffinato, perfetto per stupire con gusto e colore, avendo come protagonista il sapore degli scampi che è amato dai palati sopraffini che ne apprezzano il gusto delicato, fresco e con leggerissime note tendenti al dolce. Ma siamo sicuri che tutti saranno deliziati da questo primo piatto così elegante e bello da vedere, che potrete replicare senz’altro a casa vostra. E, come sempre, buona degustazione.




A Fabriano ARCANA apre il cammino di San Francesco

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locandina fabrianoLa mostra di Andrea da Montefeltro al Palazzo del Podestà tra le prime tappe nazionali per gli 800 anni dalla morte del Santo

Nel cuore più autentico di Fabriano, là dove le pietre raccontano secoli di storia, si apre un varco tra tempo e materia. Venerdì 24 gennaio alle ore 17.00, alla presenza dell’Amministrazione comunale e delle Autorità, si terrà l’evento inaugurale della mostra nazionale “ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte”, ospitata fino a fine marzo nello storico Palazzo del Podestà, uno dei luoghi storici più importanti dell’intera regione Marche, simbolo del potere comunale medievale e fulcro della vita cittadina sin dal XIII secolo. Il Palazzo del Podestà, con la sua architettura severa ed elegante, testimone di decisioni, assemblee e destini intrecciati nei secoli, diventa oggi luogo di rivelazione e dialogo: uno spazio in cui la memoria storica di Fabriano – città della carta, del lavoro sapiente e del pensiero umanistico – incontra la forza simbolica della scultura su pietra. L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di #Fabriano, Visit Fabriano, Club UNESCO di Firenze e il gruppo AUSER di Fabriano, con il patrocinio della Provincia di Ancona, la mostra sarà sotto la direzione artistica di Annalisa Di Maria, tra i principali esperti di estetica rinascimentale e simbolismo leonardesco.

img 20170422 wa0015Le sculture di #Andrea da MontefeltroPremio Mondiale della Pace nell’Arte – nascono dalla pietra e parlano al presente con un linguaggio antico e universale. Forme solenni, attraversate da geometrie sacre, segni alchemici e riferimenti spirituali, evocano un dialogo profondo tra cielo e terra, tra scienza e mistero, tra l’uomo e la sua ricerca di senso. L’artista si muove come un alchimista della materia, capace di trasformare la pietra in pensiero, in visione, in silenziosa interrogazione. Il percorso espositivo si intreccia idealmente alla storia francescana di Fabriano, rievocando il passaggio di San Francesco d’Assisi e il valore della semplicità, del gesto essenziale, del costruire con ciò che è vero e duraturo. In questo contesto, la pietra diventa fondamento e memoria, custode di un messaggio che attraversa i secoli. L’evento si colloca tra le primissime tappe nazionali delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, assumendo il valore di un vero e proprio atto di memoria spirituale. In questo tempo sospeso, la mostra si fa eco di una sapienza antica, quella di chi costruisce sulla roccia, come insegna il Vangelo e come Francesco ha incarnato nella sua vita: una fede senza ornamenti, fondata sull’essenziale, sulla materia povera e sulla verità del gesto. La pietra, cuore pulsante dell’opera di Andrea da Montefeltro, diventa così simbolo iniziatico e fondamento sacro, corpo silenzioso che custodisce il tempo, la preghiera, il cammino. Fabriano si trasforma in soglia e rifugio, luogo di ascolto e rivelazione, dove l’arte non rappresenta il sacro ma lo riattiva, lo rende nuovamente presente.

“ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte” non è soltanto una mostra, ma un’esperienza immersiva e contemplativa. È un invito a rallentare, ad ascoltare il tempo inciso nella materia, a lasciarsi guidare dalla forza simbolica dell’arte. Un appuntamento che trasforma Fabriano in un crocevia culturale e spirituale, dove la grande tradizione storica della città dialoga con una visione artistica proiettata verso nuovi orizzonti interiori. Un evento imperdibile per appassionati d’arte, studiosi e viaggiatori dell’anima.




Bellunesi nel Mondo: 9 gennaio 1966. Buon compleanno!

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bellunesi nel mondo 9 gennaio 1966. buon compleanno alla nostra associazioneimmagine16 166x223Era il 9 gennaio 1966, una domenica. In una sala del Centro Diocesano “Giovanni XXIII” di Piazza Piloni a Belluno un gruppo di pionieri si riuniva davanti al notaio Adolfo Soccal e ai testimoni Luigi Toscani e Fiorello Zangrando per dare vita all’Associazione Emigranti Bellunesi. Quei pionieri erano, nell’ordine e con le qualifiche con cui compaiono nell’atto costitutivo: Gianfranco Orsini, presente per conto dell’Amministrazione Provinciale. Tullio Poli, segretario generale della Camera di Commercio di Belluno. Bice Giovanna Pomarè, delegata dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigranti. Don Mario Carlin, delegato vescovile per l’emigrazione della Diocesi di Belluno. Mons. Virgilio Tiziani, delegato vescovile per l’emigrazione della Diocesi di Feltre.Don Domenico Cassol, segretario del Comitato per l’Emigrazione della Diocesi di Feltre. Arnaldo Colleselli, presidente del Consorzio Provinciale dei Patronati Scolastici della provincia di Belluno. Angelo Samaria, segretario provinciale delle Acli di Belluno. Maria Morassutti, presidente provinciale del Centro Italiano Femminile e del comitato provinciale dell’Associazione Cattolica Internazionale delle Opere a servizio della Giovane per la provincia di Belluno. Bortolo Pampanin, impiegato. Antonio Dal Molin, presidente dell’Unione Cattolica Italiana Commercianti della provincia di Belluno. Pietro Feltrin, vicepresidente dell’Associazione Cattolica Artigiani Italiani della provincia di Belluno. Giovanni Colle, presidente diocesano della Gioventù Italiana dell’Azione Cattolica di Belluno. Vincenzo Barcelloni Corte, libero professionista. Serafino Perot, impiegato. Ferruccio Venzin, impiegato. Vittorio Bottegal, insegnante. Amelio Toscani, commerciante. Noè Calvi, insegnante. Attilio Fontanella, commerciante. Sergio Dal Piva. Luigi Santomaso, insegnante. Alfio Patti, pensionato. Donato Giaffredo, impiegato. Mario Cason, impiegato. Ermanno Dal Molin, impiegato. Luigi Reolon, insegnante. In attesa della prima assemblea, celebrata il 15 gennaio 1967, venne nominato presidente l’ing. Barcelloni Corte, poi confermato e rimasto in carica fino al 1981. Suo vice provvisorio, Serafino Perot. A proposito della prima assemblea, il bilancio consuntivo presentato ai soci in quell’occasione si chiudeva con un avanzo d’amministrazione di 445mila lire. Tornando al gennaio del ‘66, la neonata Associazione si era ovviamente dotata di uno Statuto in base al quale operare. Composto da 28 articoli, definiva il perimetro all’interno del quale agire, la struttura degli organi sociali, le regole di condotta e la missione fondamentale. Missione esplicitata nell’articolo 2: «svolgere, alla luce dei principi cristiani, la più ampia opera di assistenza morale e sociale a favore dei bellunesi emigranti, nonché di formazione sociale e professionale per coloro che intendono emigrare ». Un’opera estesa anche «a tutti i bellunesi residenti stabilmente fuori provincia, in Italia o all’estero, al fine di aiutarli a conservare un legame affettivo con la loro terra d’origine». Particolarmente importante l’articolo 27, quello concernente le Famiglie #Bellunesi, i circoli che, in Italia e all’estero, hanno rappresentato fin da subito i pilastri sui quali ha potuto reggersi e crescere il sodalizio. «L’Associazione Emigranti Bellunesi costituirà, fuori provincia, nei principali luoghi di residenza dei propri soci, gruppi o circoli, denominati “Famiglie Bellunesi”, cui partecipano di diritto tutti i soci stessi. Le “Famiglie Bellunesi” costituiranno un ritrovo fraterno per tutti i bellunesi nell’ambito delle finalità dell’Associazione». Le prime a organizzarsi furono le Famiglie di Basilea e di Zurigo, che già nell’ottobre del 1966 ricevettero il gonfalone, sigillo ufficiale della nascita. Molte altre sarebbero sorte negli anni successivi. Inizialmente in Europa (Svizzera in testa), dove maggiore era a quell’epoca la presenza di bellunesi. Il primo gonfalone oltreoceano arrivò nel 1971, a Toronto. Nel frattempo, era nata anche la prima Famiglia Ex Emigranti, per riunire coloro che erano rientrati in patria e spesso – dopo gli anni trascorsi all’estero – si trovavano a vivere nuovamente un’esperienza da “stranieri”, questa volta a casa propria.

L’alba di questa nuova realtà a favore dei rimpatriati, anch’essa destinata a espandersi in provincia e a fornire un contributo decisivo allo sviluppo dell’azione associativa, sorse a Quero il 2 agosto del 1970. Da quella domenica di gennaio del 1966 sono trascorsi sessant’anni. Un lungo cammino è stato fatto. Numerose sfide sono state affrontate. Alcune istanze portate avanti dall’Aeb prima e dall’Abm poi (il cambio di denominazione è del 1987) sono state accolte, altre non hanno trovato ascolto e disponibilità a livello istituzionale. Ma tagliato questo primo traguardo, il percorso continua, grazie innanzitutto ai soci che generosamente offrono il proprio sostegno e ai volontari che donano tempo e competenze. Auguri, #Bellunesi nel Mondo. E buona fortuna. C’è ancora strada da macinare.(Redazione di Bellunesinelmondo.info/Inform)




Odoguardi: “Pacchetto MAIE, fatti e non parole!” (VIDEO)

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“Più diritti, meno burocrazia, risultati veri per gli italiani all’estero” afferma il vice presidente del MAIE Vincenzo (Enzo) Odoguardi in questo video. E aggiunge i dettagli:
“36 mesi per dichiarare i figli nati all’estero
Cittadinanza gratuita per i minori
Eliminata la tassa da 250 €
Più borse di studio e meno costi per gli studenti
Questo è il nostro modo di fare politica: con i fatti” conclude.




Il Maestro Pizzaiolo Fabio Sociani ci presenta la sua “Pizza Agricola”

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b1cb48ae ad48 4e60 a6be 64b290cf8cffOggi parliamo del Maestro Pizzaiolo Fabio Sociani, un grande professionista di successo, che già da tempo è entrato a far parte di CHEF Italia, molto conosciuto per la sua capacità di creare e gestire locali a Roma, dove ha avviato pizzerie di grande successo.

La sua carriera è arricchita da collaborazioni con la televisione, come il programma ‘’Pizza Talent Show’’ con Alessandro Di Pietro e ‘’Ti do una pizza’’ con Andy Luotto. Oltre al  suo impegno nel mondo dell’arte bianca, il nostro Maestro pizzaiolo Fabio Sociani ha anche ricoperto ruoli importanti nel settore, come Vicepresidente dell’Associazione Impastatori Italiani Ethical Division, dove ha prestato la sua opera per portare un’etica professionale nel mondo della pizza.

Tra i suoi progetti più interessanti c’è la collaborazione con ‘’Cinecittà World’’, dove ha organizzato un evento unico, portando diversi pizzaioli a lavorare in un accampamento romano, dando a ciascuno di loro la possibilità di preparare la pizza come si faceva nell’antica Roma. I partecipanti hanno dovuto applicarsi molto in questo particolare studio, in modo da poter offrire determinate lavorazioni che potessero rispecchiare i metodi degli antichi romani: nello specifico, un impasto realizzato con farine grezze ed acqua fermentata con frutta e miele, niente pomodoro e  mozzarella ma esclusivamente ricette realizzate con prodotti reperibili a quel tempo. Una competizione originale e di grande successo, sicuramente da rifare.

Sono senz’altro da menzionare soprattutto le capacità organizzative del nostro Maestro Fabio, tutte volte a mettere in risalto la sua visione del ‘’mondo pizza’’ e la sua positività nel pensare al vero significato che per lui rappresenta un campionato: riunire per passione, amicizia e condivisione. Ricordiamo inoltre che è anche un esperto nella lavorazione di farine poco raffinate ed alternative (come la farina tipo 1, quella ai cereali, alla canapa, al riso venere e alla carota nera e spirulina) ed è stato uno dei primi in Italia ad aver realizzato una pizza low carb di grande successo.

Infine il nostro Maestro Fabio Sociani è anche un consulente a 360°, offrendo il suo supporto a ristoratori e imprenditori del settore ed è stato membro qualificato di giurie per competizioni di pizza oltre ad aver fondato il ‘’Giornale della Pizza’’, una testata online certificata, con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’arte bianca.

Attualmente, il nostro Maestro Fabio ha intrapreso un nuovo progetto imprenditoriale con ‘’Distribuzione Alimenti GF’’, dove si occupa di portare le eccellenze italiane nel mondo, concentrandosi su prodotti di alta qualità per la ristorazione. Ha anche una sala demo, dove organizza corsi di aggiornamento e giornate di formazione per professionisti del settore. La sua mission è tutta concentrata nella promozione di un approccio etico e sostenibile al settore alimentare, offrendo prodotti d’eccellenza e collaborando esclusivamente con aziende che condividono i suoi valori di responsabilità sociale, ambientale ed etica. È infatti noto il suo impegno nel fornire informazioni e formazione sull’importanza di un’alimentazione sana e consapevole, contribuendo così a diffondere una cultura del mangiare bene e del rispetto per l’ambiente, garantendo sempre la massima qualità dei prodotti trattati, privilegiando ingredienti naturali e processi produttivi sostenibili e aspirando, in questo modo, a diventare un punto di riferimento nel settore della distribuzione alimentare, promuovendo un futuro più sano e sostenibile per tutti.

0ab1487a e1b6 4ec4 bef4 e81ffde3da8eIl suo spirito altruista si estende anche a iniziative benefiche, dimostrando come il successo possa essere coniugato con un impegno significativo nella comunità: ha promosso eventi benefici come “100 Metri D’amore” contro anoressia e bulimia, evidenziando la sua sensibilità verso cause importanti. Inoltre, ha dedicato il suo tempo come istruttore per i ragazzi nella comunità di recupero Dianova, mostrando un lodevole interesse per iniziative che vanno oltre il mondo culinario.

Infine, è anche l’organizzatore del Trofeo Internazionale La Coppa d’Oro, la manifestazione che celebra la vera arte della pizza, dove la passione, la tecnica ed il talento si sfidano in un evento unico dedicato ai maestri dell’impasto. * Ed eccoci ora ad una proposta innovativa del Maestro Pizzaiolo Fabio Sociani, la “Pizza Agricola”, un viaggio tra tradizione, territorio e innovazione. La pizza è da sempre uno dei simboli più forti della nostra cultura gastronomica. Nel tempo ha saputo evolversi, adattarsi, reinventarsi, senza mai perdere la sua anima popolare e autentica.

Oggi, però, in un’epoca in cui l’attenzione alla qualità delle materie prime e alla sostenibilità è sempre più sentita, nasce una nuova espressione di questo grande classico italiano, appunto la Pizza Agricola. L’impasto è realizzato con farine e cereali per tornare alle origini; ingredienti: (1 kg. totale di farine), farina “0” di molino locale: 750 gr., farina 10 cereali (miscela rustica): 250 gr., acqua (65%): 650 gr., sale: 20-22 gr., lievito di birra fresco: 2 gr., olio extravergine d’oliva leggero (preferibilmente del territorio): 15-20 gr.

Procedimento consigliato (semplice e agricolo): 1. Mettete le due farine in una ciotola o impastatrice. 2. Sciogliete il lievito in parte dell’acqua. 3. Versate circa l’80-90% dell’acqua e iniziate ad impastare. 4. A metà impasto aggiungete il sale insieme all’ultima parte di acqua. 5. Chiudete con l’olio EVO leggero. 6. Fate riposare per 30 minuti coperto. 7. Maturazione in frigo per 18-24 ore (anche 36 se serve). 8. Stagliate dei panetti da 250-270 gr. 9. Appretto di 2 ore a temperatura ambiente prima della stesura. Il risultato è un impasto rustico, profumato, ricco di fibra e cereali, perfetto per la filosofia agricola.

I topping agricoli (solo prodotti del territorio): pomodoro o passata del territorio: 60-80 gr., verdure fresche di stagione raccolte localmente: 40-70 gr., formaggio locale (caciotta, pecorino giovane, fior di latte territoriale): 70-90 gr., olio extravergine d’oliva locale: 1 cucchiaio, erbe aromatiche del territorio: q.b.

Un impasto rustico, nutriente e profumato, che diventa il supporto ideale per topping realizzati esclusivamente con prodotti locali, raccolti e cucinati per valorizzare il territorio. La base della Pizza Agricola è un impasto speciale, frutto di un mix studiato di farine e cereali. Non si tratta di una semplice variazione, ma di un ritorno alle radici. Alla base c’è la farina abburattata, ossia non setacciata finemente, che conserva parte della crusca e del germe del grano. Questo tipo di farina mantiene intatto il profumo e la ricchezza del cereale, restituendo un impasto dal sapore rustico e autentico: il risultato è un gusto più pieno e complesso, una texture che racconta la forza della terra e delle mani che l’hanno lavorata, un impasto più nutriente e anche più digeribile.

L’utilizzo di grani antichi e cereali integrali rende la Pizza Agricola non solo più buona, ma anche più leggera e salutare. Se l’impasto è il cuore, i condimenti sono l’anima della Pizza Agricola. Qui non troviamo ingredienti anonimi o standardizzati, ma prodotti a chilometro zero che cambiano da territorio a territorio. Verdure raccolte direttamente nei campi, formaggi e latticini provenienti da piccole aziende locali, olio del frantoio vicino, salumi e conserve artigianali: ogni elemento è scelto con cura, rispettando la stagionalità e la provenienza. Il risultato è una pizza che non è mai uguale, ma che si trasforma con le stagioni e con la ricchezza della terra in cui nasce.

Una filosofia che non è solo gastronomica, ma anche culturale e sociale: valorizzare la filiera corta significa sostenere gli agricoltori, rispettare l’ambiente e riportare al centro il concetto di territorio. La Pizza Agricola non ha un solo volto. A seconda del luogo in cui viene realizzata, assume caratteristiche diverse. In una zona collinare potrà esaltare i sapori dell’olio nuovo e delle verdure di campo; in una zona di montagna potrà valorizzare formaggi stagionati e salumi locali; in un territorio costiero potrà incontrare prodotti del mare e ortaggi tipici.

Dietro la Pizza Agricola c’è ricerca e conoscenza. Non basta scegliere un cereale o un formaggio qualsiasi: serve la competenza del pizzaiolo, capace di equilibrare impasto e condimenti, di rispettare i tempi di lievitazione e di cottura, di trasformare ingredienti semplici in un piatto che emoziona. La tecnica diventa strumento al servizio della tradizione e dell’emozione. Perché, alla fine, la pizza non è solo un alimento: è convivialità, è memoria, è cultura che si rinnova ogni giorno. Scegliere la Pizza Agricola significa fare una scelta di gusto, ma anche di responsabilità. È scegliere la genuinità, la sostenibilità, il rispetto per la terra e per chi la lavora. È riscoprire il piacere di mangiare qualcosa che non arriva da lontano, ma che nasce a pochi passi dal forno. La Pizza Agricola non è mai la stessa: cambia con le stagioni, con i raccolti, con la ricchezza di ogni luogo, un impasto unico che accoglie la biodiversità e la tradizione di ogni territorio.

 




Il Ministero dell’Istruzione invita le scuole a insegnare la storia della nostra emigrazione

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miur3 615x223Il Ministero dell’Istruzione e del Merito invita le Scuole ad inserire la storia dell’emigrazione italiana nei percorsi didattici dell’anno scolastico 2025/2026. Lo fa attraverso la Nota del 4 novembre 2025 (n. 70898) indirizzata alle istituzioni scolastiche, statali e paritarie nella quale si legge che la Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito d’intesa con la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale promuove l’attenzione sull’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana. L’indicazione all’insegnamento della storia dell’emigrazione non è vincolante ma caldeggiata: nel rispetto dell’autonomia progettuale, organizzativa e didattica delle singole istituzioni scolastiche e di quanto previsto dalla normativa vigente per il primo e secondo ciclo di istruzione, si invitano le scuole di ogni ordine e grado a favorire lo studio di momenti storici, tematiche economiche e sociali, eventi politici, aspetti culturali ed antropologici legati all’emigrazione italiana. Nella Nota si ricorda che il fenomeno dell’emigrazione italiana riguarda nella dimensione temporale un lungo periodo della storia contemporanea – in particolare dalla seconda metà del XIX secolo fino ai nostri giorni – e nella dimensione spaziale molti Paesi dei cinque continenti, oltre a interessare lo stesso territorio nazionale. Il Ministero indica che nell’ambito del primo ciclo di istruzione, le migrazioni possono essere declinate in termini di emigrazione italiana e della sua complessa fenomenologia economica, sociale, politica e culturale, rilevandone le costanti, le differenze e le evoluzioni nel tempo e nello spazio. Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, l’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana può essere previsto sia attraverso l’approfondimento dei principali processi di trasformazione tra la fine del secolo XIX e il secolo XXI a livello mondiale (ad esempio: industrializzazione e società post-industriale; globalizzazione; modelli culturali a confronto); sia mediante l’esame di nuclei tematici della Storia d’Italia, come la crisi economica e sociale alla fine dell’Ottocento; l’età giolittiana; il secondo dopoguerra; la ricostruzione; la crisi energetica del 1973 e l’austerity. Il Ministero fa osservare che la tematica dell’emigrazione italiana consente di mettere in relazione le diverse discipline previste dai curricoli del primo e del secondo ciclo; pertanto, la sua trattazione ben si presta – si sottolinea nella Nota – un approccio interdisciplinare, alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali, alla collaborazione con musei, archivi e biblioteche, all’utilizzo della formazione scuola-lavoro, al ricorso a didattiche innovative e orientative. Da un punto di vista strettamente storico, eventuali percorsi didattici potrebbero essere affrontati anche attraverso il ricorso alla public history, la quale consente la possibilità di svolgere attività didattiche nei settori della conservazione storica, dell’archivistica, della storia orale e della curatela museale in istituzioni come musei, archivi, dimore, siti, parchi, società cinematografiche e televisive. Al fine di agevolare le attività delle istituzioni scolastiche, il Ministero allega anche un elenco di Musei e Fondazioni dell’emigrazione in Italia, predisposto dalla Direzione generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale: Fondazione Genti d’Abruzzo Onlus, ente gestore del Museo delle Genti d’Abruzzo; Museo Emigrazione Lucana – Centro Lucani nel Mondo “Nico Calice” ; Museo del Cognome e Casa Museo “Joe Petrosino” ; Museo Casa dell’Emigrante Cilentano; La Nave della Sila; Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni; Centro di Documentazione dell’Emigrazione Parmense Bedonia ; Museo Emigrazione Scalabrini; Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ; MuSel – Museo Archeologico e della Città di Sestri Levante; MEMA – Museo dell’Emigrazione Marchigiana; Museo dell’Emigrante – Centro di ricerca sull’emigrazione , San Marino; Museo Comunale delle Migrazioni, Vinchiaturo; Museo Emigrazione Molise; Centro Studi Silvio Pellico ETS, Comitato di gestione del Museo Regionale dell’emigrazione dei Piemontesi. (Inform)




Uragano Melissa: un colosso in mare, rischio per le Antille e oltre

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290851 5day cone no line and windL’uragano Melissa sta segnando una delle fasi più allarmanti della stagione atlantica 2025. L’agenzia meteorologica americana National Hurricane Center (NHC) ha confermato che il sistema ha già fatto landfall in Giamaica con forza eccezionale e ora punta verso Cuba e le Bahamas, mentre il suo “cono di incertezza” comprende anche aree molto prossime alla Repubblica Dominicana.

La “storia” del Melissa

Originatosi come onda tropicale presso l’Africa occidentale il 16 ottobre, Melissa ha attraversato l’Atlantico centrale e, dopo uno sviluppo lento, è diventato tempesta tropicale il 21 ottobre.
Da qui ha preso forza rapidamente grazie a condizioni favorevoli — acque calde, modesta cisa­latura del vento — fino a intensificarsi in uragano di categoria 4 e successivamente di categoria 5, rendendolo uno dei più potenti mai registrati nell’Atlantico.

Impatti finora e zone più colpite

In Giamaica ha colpito nella zona sud-occidentale (vicino a New Hope) con venti fino a 185 mph (≈295 km/h), un valore che si inserisce – secondo Reuters – fra i più alti mai registrati in un landfall nell’Atlantico.

Le infrastrutture giamaicane sono fortemente danneggiate: vaste zone senza elettricità (circa 240 000 utenze), strade interrotte, edifici pubblici colpiti.

A Cuba è avvenuto un secondo landfall verso l’alba del 29 ottobre (ora locale) nei pressi di Chivirico, con categoria 3 e venti sostenuti di circa 115 mph (185 km/h).

Nella Repubblica Dominicana e in Haiti la minaccia è delle piogge torrenziali, frane e inondazioni: ad esempio, nella R.D. sono già segnalati oltre 94 000 cittadini colpiti.

290851Pericolo imminente e cosa attendersi

Melissa si dirige verso le Bahamas sud-orientali e potenzialmente verso Bermuda, ma anche l’area caraibica deve restare in massima allerta.

Vengono date stime fino a 25 inches (~635 mm) di pioggia in alcune zone dell’est di Cuba, con rischio concreto di frane e inondazioni costiere.

Il “cono di incertezza” della traiettoria non include solo il centro del sistema: fenomeni pericolosi (vento forte, mare agitato, pioggia abbondante) possono verificarsi fuori dalla fascia principale indicata.

Implicazioni per italiani all’estero e comunità nei Caraibi

Il nostro giornale Fatti Nostri considera fondamentale segnalare quanto segue:

Se siete residenti o avete parenti/amici nelle isole maggiormente minacciate, ora è il momento di attivarsi: verificare i piani di evacuazione locale, tenersi informati tramite i canali della protezione civile locale.

Anche chi ha attività turistiche (o collabora con operatori italiani) nelle Bahamas o nelle isole minori deve aggiornarsi frequentemente: ritardi nelle comunicazioni o cambi di rotta possono intervenire rapidamente.

Per le comunità italiane – circoli, scuole, associazioni – è opportuno fare rete preventiva: scambio di contatti, individuazione di punti di riferimento locali, traduzione delle informazioni critiche in italiano per chi non padroneggia bene la lingua locale.

Anche in Italia è utile seguire l’evoluzione della situazione: le conseguenze economiche e umanitarie del Melissa potrebbero avere impatti indiretti, ad esempio nel turismo transatlantico, nelle catene della logistica o nelle donazioni verso associazioni caritatevoli italiane nei Caraibi.

Cosa fare ora – consigli pratici

Monitorare ogni 2-3 ore gli aggiornamenti del NHC e dei servizi meteorologici locali (Cuba, Bahamas, Repubblica Dominicana).

Evitare di sottovalutare la situazione: un uragano che già ha toccato categoria 5 non “diventa improvvisamente benigno” — può ancora recare danni severi.

Assicurarsi di avere a portata di mano documenti essenziali, kit di emergenza (acqua, batterie, torcia, medicinali) e un piano di evacuazione o luogo sicuro dove ripararsi.

Se siete in viaggio o avete parenti in viaggio verso le zone coinvolte, valutate la possibilità di cambiare rotta o rinviare partenze.

Per chi opera con la comunità italiana nei Caraibi: attivate contatti di emergenza, traduzioni rapide dei bollettini, supporto logistico per eventuali evacuazioni o assistenza.




“Cittadinanza Iure Sanguinis dopo la Riforma del 2025 – Le risposte degli esperti”: convegno il 2 ottobre all’Università di Siena

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cittadinanza iure sanguinis dopo la riforma del 2025 – le risposte degli esperti convegno il 2 ottobre alluniversita di siena immagine18Il prossimo 2 ottobre Siena ospiterà il convegno nazionale “Cittadinanza Iure Sanguinis dopo la Riforma del 2025 – Le risposte degli esperti”. Esperti del mondo giuridico, accademico e parlamentare si riuniranno per analizzare gli effetti della Legge 74/2025, nata dalla conversione del DL36/2025, che ha modificato in modo significativo l’accesso alla cittadinanza italiana per gli italiani nati all’estero. Il convegno, promosso da Centro Europa Direct in sinergia con Natitaliani e Dipartimento degli Studi Aziendali e Giuridici dell’Università di Siena, sarà un’occasione per approfondire i nodi critici connessi alla introduzione della nuova norma che riforma in modo sostanziale la Cittadinanza per ius sanguinis. I riflettori saranno puntati sulle sue implicazioni costituzionali, sull’uso della decretazione d’urgenza e sulle ripercussioni sui diritti dei cittadini italiani nati all’estero. Il seminario inaugura un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla cittadinanza italiana iure sanguinis caratterizzati da un approccio meno teorico e più pratico, dinamico e interattivo, pensato per offrire risposte concrete agli operatori del settore e aiutare gli italiani all’estero a orientarsi tra i cambiamenti normativi in vigore. L’iniziativa è aperta a studenti, operatori del settore, giuristi, amministratori locali e tutti coloro che sono interessati ad approfondire le implicazioni giuridiche e sociali della riforma. L’incontro si terrà il 2 ottobre dalle 15:00 alle 19:00 nell’Aula Franco Romani (Aula delle Colonne) dell’Università di Siena, Piazza San Francesco. Dopo il saluto di Massimiliano Montini, Professore Associato di Diritto dell’Unione Europea presso il Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici (DISAG) dell’Università di Siena, interverranno: Dott. Daniel Taddone, l’On. Fabio Porta, l’On. Toni Ricciardi, l’Avv. Marco Mellone, l’Avv. Monica Restanio, il Prof. Avv. Giovanni Bonato, la Dott.ssa Francesca Barbanti, Adv. Claudia Antonini e Dra. Karine Boselli, l’Avv. Daniele Mariani, l’Avv. Maristella Urbini, il Prof. Giammaria Milani e il Prof. Filippo Dami. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (Inform)




SUPERCALCIO – Aspettando l’Inter, ok Napoli, Roma e Juve, crolla il Milan (VIDEO)

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a8216b14 103d 4be0 9026 93f9b30b516eIn questa puntata domenicale di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr e https://www.facebook.com/share/179YbeXs4g/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della prima giornata del campionato 2025-2026. Il Napoli Campione d’Italia parte bene: la squadra di Conte batte 2-0 il Sassuolo e inizia il campionato con una vittoria convincente. Al Mapei Stadium nel primo tempo sono gli azzurri a controllare il gioco e a fare il match: McTominay (17′) sblocca la gara di testa su assist di Politano, poi centra la traversa con un bel destro a giro dal limite. Stesso film nella ripresa, col Napoli che colpisce un palo con Politano e poi raddoppia i conti con una punizione “velenosa” di De Bruyne (57′). Nel finale espulso Koné per doppia ammonizione. Non inizia col piede giusto la stagione di Francesco Camarda, oscurato dai difensori del Genoa, ma il Lecce conquista comunque un prezioso punto in trasferta. Contro il Grifone è infatti 0-0, grazie alle parate di Falcone: il portiere salentino è decisivo su Valentin Carboni e Aaron Martin, blindando il risultato. Poche occasioni e poche emozioni a Marassi, in una gara bloccata che ci consegna il primo pari stagionale della Serie A. Subito una sorpresa: la neopromossa Cremonese batte 2-1 il Milan a San Siro e rovina il ritorno sulla panchina rossonera di Massimiliano Allegri dopo oltre 11 anni. I grigiorossi sbloccano il match al 28′ grazie Comincia subito con una sorpresa la Serie A 2025-2026: la neopromossa Cremonese batte 2-1 il Milan a San Siro e rovina il ritorno sulla panchina rossonera di Massimiliano Allegri dopo oltre 11 anni. I grigiorossi sbloccano il match al 28′ grazie ad un colpo di testa di Baschirotto su cui Pavlovic è in ritardo. Il difensore serbo si fa perdonare in chiusura di primo tempo con la zuccata del pareggio ma al 61′, nel momento migliore del Diavolo, arriva la semirovesciata capolavoro di Bonazzoli che non lascia scampo a Maignan. A nulla serve il forcing finale: storica vittoria della Cremonese contro il Milan. Buona la prima per la nuova Roma di Gasperini che, nonostante manchino ancora dei rinforzi, ottiene una pesante vittoria in chiave-Europa. I giallorossi debuttano sconfiggendo 1-0 il Bologna, che perde subito per infortunio Immobile e Casale. La rete decisiva porta la firma di Wesley, che sfrutta l’errore di Lucumì e sblocca la gara al 53′. Spazio anche per Dybala, che sfiora il raddoppio. Buona la prima per il Como che batte 2-0 la Lazio in casa. Al Giuseppe Sinigaglia sono i padroni di casa a partire meglio con una prima frazione dominata con un possesso palla preciso che ha messo in difficoltà gli uomini di Sarri sfiorando più volte la rete con Nico Paz, Rodriguez e Vojvoda. Nella ripresa  è Douvikas (47′), su un assist splendido di Nico Paz, a regalare il vantaggio al Como, poi Castellanos al 63′ trova il pari, annullato poi per fuorigioco. Al 73′ è una magia su punizione di Nico Paz a regalare il raddoppio agli uomini di Fabregas che, pochi minuti dopo, sfiorano il tris con Vojvoda che stampa un violento sinistro sulla traversa. Biancocelesti che non riescono a rendersi pericolosi e che si arrendono ai biancoblù in forma super. Termina in pareggio 1-1 la sfida tra Cagliari e Fiorentina: i rossoblù dominano nel primo tempo, andando a un passo dal vantaggio con Folorunsho (salvataggio sulla linea di Gosens). Mandragora porta avanti i toscani a sorpresa al 68’, poi, in pieno recupero, Luperto incorna in rete il pari meritato degli uomini di Pisacane. Mezzo passo falso per Pioli nel suo secondo esordio sulla panchina viola. La Juve di Tudor batte 2-0 il Parma e risponde alle vittorie di Napoli e Roma. All’Allianz Stadium nel primo tempo i bianconeri controllano il possesso, fanno la partita e spingono ma il fortino dei ducali regge bene. Nella ripresa poi un sinistro di Conceiçao si stampa sul palo, David (59′) sblocca il match con una zampata su assist di Yildiz e Vlahovic (84′) chiude i conti ancora su suggerimento del turco poco dopo l’espulsione di Cambiaso (83′). Inizia con un pareggio il campionato di Atalanta e Pisa, che a Bergamo fanno 1-1. Sono i toscani a passare in vantaggio con l’autogol di Hien, che devia nella sua porta un cross di Angori al 26′. A inizio ripresa ci pensa Scamacca (50′) su assist di Pasalic a rimettere tutto in equilibrio, poi i cambi (dentro, tra le fila di Juric, anche il nuovo acquisto Krstovic) ma il risultato non cambia: un punto a testa per la Dea e per Gilardino. Rimangono da giocare Udinese-Verona ed Inter-Torino. *Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Pasquale Simonetta, Vito Caressa, Annibale Merante, Romolo Groe e Nicola Caressa.

**Alla trasmissione hanno assistito oltre 100 persone, tra i quali hanno commentato in diretta: Filippo Gravina, Annibale Merante, Nicola Caressa, Vito Caressa e Joe Giampaolo.

*** I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Carmine Muto e alla sua famiglia, in particolare al figlioletto Giacomo, a Frank Riga, a Carmelo Lorefice, a Nadine Sauve, a Sam Dica, a Nino Cioppa, a Sergio Onorati, a Luca Tomaselli, a Nicola Caressa, ad Ivan Groe, a John Groe e a tutti gli amici dello Juventus Club Toronto, a Vincy Angelone, a Nicola Sparano, a Daniele Iapeti e ad Antonio Folino e tutti gli amici del Ferrari Club Toronto.




Inni nazionali, il cuore e il tempo che cambia

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81pwzbbohrlSo di andare controcorrente. Ma sento il bisogno di dirlo: gran parte degli inni nazionali – dalla Marsigliese all’Inno di Mameli e a molti altri – appartiene a un altro tempo. Sono stati scritti in epoche di guerre e rivoluzioni, quando la priorità era galvanizzare il popolo, infondere coraggio ai soldati, unire la nazione contro un nemico comune. Le parole sono solenni, piene di retorica e di riferimenti bellici; le melodie sono marce, pensate per accompagnare eserciti e parate militari.

Oggi il contesto è cambiato. Le sfide del presente sono altre: la pace, la cooperazione internazionale, la difesa dell’ambiente, la solidarietà tra i popoli. Ma i testi e le musiche ufficiali che ci rappresentano di fronte al mondo continuano a raccontare un passato glorioso, ma lontano.

Eppure, quando ascolto l’Inno di Mameli, non riesco a restare indifferente. Mi faccio forza sulle mie vecchie gambe stanche, mi alzo in piedi e mi emoziono, sempre, perché mi parla della mia patria lontana, delle mie radici, di un’appartenenza che porto dentro. Quelle note, per me, hanno il profumo delle piazze italiane, il rumore delle feste di paese, la memoria di momenti in cui sentirsi “italiani” era motivo di orgoglio e condivisione. È un legame che va oltre la musica o le parole: è memoria, è identità.

Proprio per questo, credo che porsi la domanda non sia un atto di irriverenza, ma di amore. Possiamo amare e rispettare i nostri inni come testimonianza del passato, e allo stesso tempo chiederci se siano ancora lo specchio fedele del presente. Forse un giorno potremo pensare a parole e melodie che parlino anche delle sfide e delle speranze di oggi, che sappiano unire non solo nel ricordo di ciò che siamo stati, ma anche nella visione di ciò che vogliamo diventare.

Un inno nazionale non è solo un pezzo di storia: è la nostra voce ufficiale davanti al mondo. E una voce, per essere viva, deve avere il coraggio di parlare anche al futuro.