SUPERCALCIO – Derby al Milan e Lazio capolista. Napoli ko allo Stadium (VIDEO)

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In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 10.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

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Il Bologna batte il Monza 2-1 al Dall’Ara; Palladino ribalta Juric e si gode il terzo successo consecutivo: i rossoblù rimontano il penalty di Varela con Pobega e Bernardeschi su rigore; Skorupski poi para un altro tiro dagli undici metri a Cutrone che avrebbe significato il pari per i lombardi. La Roma batte l’Udinese al Friuli 5-2:  giallorossi esagerati, primo tempo esaltante per Gasperini Malen e compagni che dominano i bianconeri nei primi 45′, mettendo in cassaforte il risultato: A far felice Gian Piero Gasperini ci pensano Cristante, Mora, Malen, Ndicka e Ghilardi, mentre sempre più complicata si fa la situazione in casa friulana, nonostante i gol di Zaniolo e Palma. Si è chiuso con il risultato di 3-1 in favore del Milan il primo derby della stagione, con i rossoneri che ottengono tre punti sull’Inter grazie ai gol di Pulisic, Rabiot e Moreira. Non basta il gol di Bastoni che segna solo la rete della bandiera per i nerazzurri. Il Como batte il Venezia 1-0: a Fabregas basta il gol di Da Cunha per tenersi la zona Champions. Ai lagunari concesso un rigore poi tolto con la revisione al Var, una decisione molto controversa. il Frosinone non si ferma più: battuto anche il Torino con il primo gol in campionato di Ghedjemis e il quarto consecutivo di Calò che trascinano la squadra di Alvini a 20 punti in classifica; esce per infortunio Raimondo. La Lazio batte il Cagliari 2-1: Isaksen e Pinamonti rimontano la rete di Nzola con i biancocelesti che infilano la nona vittoria su dieci partite e vanno a +3 sull’Inter. Il Genoa vince ancora battendo il Lecce 2-1 al Via del Mare; quarto successo nelle ultime cinque in campionato per De Rossi e i suoi: decisivi Osmajic e Messias per i liguri e un’autorete di Osmajic per i padroni di casa. La Juventus batte il Napoli 2-O allo Stadium: Alajbegovic e Boga decisivi, Allegri ko a Torino con i bianconeri che tornano a vincere grazie all’eurogol del bosniaco, l’ex Atalanta chiude i conti dopo l’espulsione di Marianucci. La Fiorentina batte il Sassuolo 4-2 al Mapei, con Vanoli che batte e aggancia Aquilani: agli emiliani in casa non basta la doppietta di Laurienté: dopo le reti di Pellegrino e Njie i toscani la vincono con Mastantuono e Valdepenas. Il Parma batte l’Atalanta a Bergamo 3-0: tracollo Dea e prima vittoria per Gilardino con un’altra sconfitta per Sarri: Fabbian, un’autorete di Zappacosta e Lontani fanno gioire l’ex tecnico di Genoa e Pisa.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Nicola Caressa, Claudio Cinque e Annibale Merante.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 80 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Pasquale Simonetta e Fausto Ferro.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Sergio Onorati, a Pasquale De Stefano con un abbraccio, a Sebastiano Meli, a KIMI ANTONELLI con gli auguri per lo splendido mondiale di F1, a Fausto Ferro, a Filippo Gravina, ad Antonio Romanello, ad Ermanno De Marco con gli auguri di buon compleanno, a Salvatore Servello, a John Groe e gli amici dello Juventus Club Toronto, ad Ennio Marchetti Direttore Editoriale di Fatti Nostri, a Patrizio Serafini, a Vito Caressa, a Romolo Groe e tutto lo staff di Lago Ristorante, a Massimiliano Menna e a Daniele Iapeti con i saluti e l’impegno ad andarlo a trovare in Italia da parte di Annibale Merante.




Udinese, esonerato Kosta Runjaic: dopo la pesante sconfitta con la Roma arriva il cambio in panchina

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Il tecnico tedesco paga un avvio di campionato molto difficile e una squadra precipitata nelle zone basse della classifica. Per la successione il nome più vicino è quello di Paolo Zanetti, già alla guida di Verona, Empoli e Venezia.

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L’avventura di Kosta Runjaic sulla panchina dell’Udinese è arrivata al capolinea. La società friulana ha deciso di interrompere il rapporto con l’allenatore tedesco dopo un inizio di stagione particolarmente deludente, culminato nella pesante sconfitta casalinga per 5-2 contro la Roma.

Una decisione maturata dopo settimane difficili, durante le quali la squadra non è riuscita a trovare continuità di risultati e prestazioni. L’Udinese si trova infatti nelle zone basse della classifica, con appena cinque punti raccolti nelle prime dieci giornate di campionato.

La sconfitta con la Roma decisiva

Il risultato contro i giallorossi ha rappresentato il punto di rottura. La formazione friulana è apparsa in difficoltà soprattutto sul piano difensivo, concedendo troppo agli avversari e mostrando una reazione insufficiente dopo essere andata in svantaggio.

Lo stesso Runjaic, nel dopopartita, aveva riconosciuto la gravità della prestazione, definendo imbarazzante il primo tempo sotto il profilo difensivo e ammettendo che la squadra aveva commesso troppi errori.

Il bilancio delle prime dieci giornate, con una sola vittoria, due pareggi e sette sconfitte, ha finito per convincere la dirigenza che fosse necessario intervenire.

Zanetti in pole per la successione

Per raccogliere l’eredità del tecnico tedesco il candidato principale è Paolo Zanetti. L’allenatore veneto, 43 anni, ha già maturato esperienze in Serie A alla guida di Venezia, Empoli e Verona.

Il suo nome ha progressivamente guadagnato terreno rispetto a quello di Roberto D’Aversa, inizialmente considerato tra le possibili alternative. L’obiettivo della società è affidargli rapidamente la squadra, in vista del prossimo impegno di campionato contro il Venezia, in programma venerdì.

Per Zanetti si tratterebbe di una nuova occasione per rilanciarsi dopo l’esperienza al Verona, conclusasi con l’esonero nel febbraio scorso.

Una stagione da raddrizzare

Il cambio in panchina arriva in un momento delicato per l’Udinese. La squadra deve ritrovare equilibrio, soprattutto in difesa, e recuperare quella fiducia necessaria per allontanarsi dalle posizioni pericolose della classifica.

La società si affida dunque a una nuova guida tecnica per provare a invertire la rotta. Per i tifosi friulani, dopo un avvio di stagione ben al di s




Dopo 73 anni l’Italia torna sul tetto della Formula 1: Kimi Antonelli è campione del mondo!

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Il ventenne bolognese conquista il titolo mondiale al Gran Premio del Messico con uno straordinario terzo posto. L’ultimo italiano a riuscirci era stato Alberto Ascari nel 1953. Antonelli entra nella storia anche come il più giovane campione del mondo di sempre.

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L’Italia torna a festeggiare un campione del mondo di Formula 1. Dopo 73 anni di attesa, il tricolore torna sul gradino più alto del campionato automobilistico più prestigioso al mondo. A riportarcelo è Andrea Kimi Antonelli, vent’anni, bolognese, pilota della Mercedes, che al Gran Premio del Messico ha conquistato matematicamente il titolo mondiale grazie a un fantastico terzo posto.

Una domenica destinata a rimanere nella storia dello sport italiano. All’Autódromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico, mentre Max Verstappen tagliava per primo il traguardo e Lewis Hamilton concludeva al secondo posto, Antonelli portava a termine la gara che gli consegnava il mondiale. Non serviva vincere: bastava arrivare nei primi nove. E il giovane italiano ha fatto molto di più, salendo sul podio e chiudendo definitivamente la corsa al titolo.

L’ultimo italiano a conquistare il campionato del mondo era stato Alberto Ascari, capace di vincere due titoli consecutivi, nel 1952 e nel 1953. Da allora erano passate generazioni di piloti, grandi talenti e tante speranze, ma nessun italiano era più riuscito a conquistare il mondiale di Formula 1. Fino a oggi.

Un’impresa che entra nella storia

Con questo successo Antonelli diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il precedente primato di Sebastian Vettel, che aveva conquistato il suo primo titolo a 23 anni, nel 2010.

Il risultato assume un valore ancora maggiore se si considera che Antonelli è soltanto alla sua seconda stagione nella massima categoria automobilistica. La Mercedes aveva creduto in lui quando era ancora giovanissimo, affidandogli un sedile di grande responsabilità dopo l’addio di Lewis Hamilton, passato alla Ferrari. Una scelta che oggi trova la sua consacrazione più importante.

La stagione del pilota italiano è stata straordinaria: nove vittorie prima del Gran Premio del Messico e una continuità di rendimento che gli ha permesso di prendere il comando della classifica già dopo la terza gara, in Giappone. Tra i momenti più significativi, il successo conquistato a Monza, davanti al pubblico italiano, partendo addirittura dalla diciannovesima posizione.

Il ragazzo che ha riportato l’Italia in cima

Il percorso di Antonelli è quello di un talento cresciuto rapidamente, attraverso il karting e le categorie propedeutiche, fino all’approdo in Formula 1. Mercedes ha scelto di accelerare il suo ingresso nella categoria regina, scommettendo sulle sue capacità e sulla sua maturità agonistica.

Oggi quella scommessa si è trasformata in un risultato storico. Antonelli non ha soltanto vinto un campionato: ha interrotto un’attesa lunga oltre sette decenni e ha restituito all’Italia un posto nell’albo d’oro dei campioni del mondo.

C’è anche un particolare simbolico: il titolo arriva con la Mercedes, non con la Ferrari, la scuderia che nell’immaginario collettivo rappresenta da sempre il legame più forte tra l’Italia e la Formula 1. Ma oggi le rivalità tra squadre passano in secondo piano. A vincere è un pilota italiano e il suo successo appartiene a tutto il Paese.

Una nuova pagina per l’automobilismo italiano

Il nome di Kimi Antonelli entra così accanto a quello di Alberto Ascari nella storia della Formula 1. Due epoche diverse, due generazioni lontanissime, unite da un risultato che per l’Italia sembrava ormai appartenere soltanto ai ricordi.

A vent’anni, Antonelli ha già raggiunto il traguardo che rappresenta il sogno di ogni pilota. E lo ha fatto diventando il più giovane campione del mondo di sempre.

Dopo 73 anni, finalmente, possiamo tornare a dirlo: un italiano è campione del mondo di Formula 1.

 




Yeman Crippa conquista New York: l’azzurro è secondo nella maratona più famosa del mondo

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Grande prestazione dell’atleta trentino, battuto soltanto negli ultimi 400 metri dallo svedese Andreas Almgren. Con il tempo di 2h06’14” firma il miglior piazzamento italiano degli ultimi trent’anni nella gara della Grande Mela. Tra le donne, undicesimo posto per Giovanna Epis.

corredor italiano celebra su meta

Un’altra giornata da ricordare per l’atletica italiana. Yeman Crippa ha conquistato uno straordinario secondo posto nella Maratona di New York, una delle competizioni podistiche più prestigiose e partecipate al mondo. L’azzurro ha fermato il cronometro a 2 ore, 6 minuti e 14 secondi, cedendo la vittoria soltanto negli ultimi 400 metri allo svedese Andreas Almgren, primo al traguardo in 2h06’01”.

Una prova di grande carattere per il portacolori delle Fiamme Oro, rimasto nel gruppo di testa praticamente per tutta la gara e capace di giocarsi il successo fino alle battute conclusive. Il terzo posto è andato al ventunenne del Lesotho Kamohelo Mofolo, che ha chiuso in 2h06’26”, precedendo di un secondo il keniano Benson Kipruto, vincitore dell’edizione precedente.

Una gara decisa nel finale

La corsa maschile ha mantenuto a lungo un gruppo numeroso nelle posizioni di vertice. Crippa ha dimostrato di avere ritmo e resistenza, rispondendo ai tentativi di accelerazione degli avversari e rimanendo sempre a contatto con i primi.

La selezione decisiva è arrivata dopo il 35° chilometro. Il gruppo si è progressivamente assottigliato e, negli ultimi chilometri, sono rimasti a contendersi la vittoria soprattutto Crippa e Almgren. Lo svedese, al debutto assoluto sulla distanza della maratona, è riuscito a trovare l’accelerazione decisiva nel tratto finale, staccando l’italiano di 13 secondi.

Per Crippa resta una prestazione di enorme valore, soprattutto considerando le caratteristiche impegnative del percorso newyorchese.

Trent’anni dopo Giacomo Leone

Il secondo posto di Crippa rappresenta il miglior piazzamento di un atleta italiano alla Maratona di New York negli ultimi trent’anni. Per ritrovare un azzurro protagonista ai vertici della gara bisogna tornare al 1996, quando Giacomo Leone conquistò la vittoria.

Crippa diventa inoltre il settimo italiano a salire sul podio della manifestazione e riporta un atleta del nostro Paese tra i primi tre dopo cinque anni: l’ultimo era stato Eyob Faniel, terzo nel 2021.

Il risultato assume un significato ancora maggiore se si considera il valore internazionale della competizione, che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario del percorso attraverso i cinque distretti di New York.

Circa 60.000 partecipanti hanno preso il via alla manifestazione, con oltre 2.000 italiani tra i maratoneti presenti.

Almgren sorprende al debutto, Crippa conferma il suo valore

La vittoria dello svedese Andreas Almgren è stata una delle grandi sorprese della giornata. Campione europeo dei 10.000 metri e protagonista nelle gare su pista e su strada, il trentunenne ha scelto proprio New York per affrontare per la prima volta i 42 chilometri e 195 metri, riuscendo a conquistare subito il successo.

Per Crippa, invece, il secondo posto conferma la sua dimensione internazionale. Dopo aver vinto la Maratona di Parigi nella primavera di quest’anno, l’azzurro aggiunge un altro risultato di prestigio alla propria carriera, dimostrando di poter competere ai massimi livelli anche su uno dei percorsi più difficili del circuito.

Giovanna Epis undicesima nella gara femminile

Buona anche la prova di Giovanna Epis, atleta dei Carabinieri, che ha concluso la gara femminile all’undicesimo posto in 2h28’55”, ottenendo il proprio primato stagionale.

La vittoria è andata alla keniana Sheila Chepkirui, che ha chiuso in 2h24’36”. Seconda l’americana Jessica McClain in 2h24’42”, capace di superare nel finale la campionessa uscente Hellen Obiri, terza in 2h24’43”.

New York consegna così all’atletica italiana un risultato di grande prestigio. Yeman Crippa non ha conquistato la vittoria, ma il suo secondo posto, ottenuto dopo una gara condotta con coraggio e determinazione fino agli ultimi metri, rappresenta un nuovo capitolo importante nella storia della maratona azzurra.

 




Formula 1, il Messico parla italiano: tre piloti in pista dopo 15 anni

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Kimi Antonelli insegue il titolo mondiale con la Mercedes, mentre Leonardo Fornaroli salirà sulla McLaren e Gabriele Minì debutterà in una sessione ufficiale di Formula 1 al volante dell’Alpine. Un appuntamento speciale per il tricolore, che non vedeva tre italiani contemporaneamente in una sessione ufficiale dal 2011.
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Il Gran Premio del Messico si prepara a regalare un momento importante per il motorsport italiano. Nelle prime prove libere di venerdì 30 ottobre, sul circuito Hermanos Rodríguez di Città del Messico, saranno tre i piloti italiani a scendere in pista contemporaneamente: Andrea Kimi Antonelli con la Mercedes, Leonardo Fornaroli con la McLaren e Gabriele Minì con l’Alpine.

Per ritrovare una presenza italiana così numerosa nella stessa sessione ufficiale di Formula 1 bisogna tornare al Gran Premio della Malesia del 2011. Quindici anni dopo, il panorama è profondamente cambiato: questa volta l’Italia si presenta con un giovane pilota in lotta per il titolo mondiale e due talenti che stanno costruendo il proprio percorso nelle scuderie di vertice.

Antonelli, il titolo è a portata di mano

Gli occhi saranno soprattutto puntati su Kimi Antonelli, il giovane bolognese della Mercedes che si presenta all’appuntamento messicano in testa al Mondiale.

Secondo le valutazioni riportate alla vigilia del Gran Premio, ad Antonelli basterebbero due punti per assicurarsi matematicamente il titolo. La matematica, tuttavia, non ha ancora assegnato la corona e sarà la pista a stabilire se il traguardo arriverà già in Messico.

Il risultato avrebbe un significato storico per l’automobilismo italiano, che attende da decenni di riportare un proprio pilota al vertice del campionato mondiale di Formula 1.

Fornaroli, la McLaren punta sul talento italiano

Accanto ad Antonelli ci sarà Leonardo Fornaroli, piacentino e campione di Formula 2 e Formula 3, oggi pilota di riserva e sviluppo della McLaren.

Fornaroli ha già partecipato a due sessioni di prove libere nel corso della stagione, in Catalogna e in Ungheria. In Messico tornerà al volante della MCL40 per la sua terza apparizione in una FP1 del campionato 2026.

Il suo percorso testimonia la continuità del lavoro svolto nelle categorie propedeutiche alla Formula 1. Per il pilota emiliano, l’obiettivo è accumulare esperienza, contribuire allo sviluppo della monoposto e consolidare il proprio ruolo all’interno della struttura McLaren.

Nel 2027 è inoltre previsto il suo impegno nel Mondiale Endurance al volante della Hypercar del costruttore britannico, parallelamente alla permanenza nel programma di Formula 1.

Gabriele Minì, debutto ufficiale con l’Alpine

La terza presenza italiana sarà quella di Gabriele Minì. Il siciliano, nato nel 2005 e impegnato in Formula 2, guiderà l’Alpine durante la prima sessione di prove libere del fine settimana messicano.

Per Minì si tratta del debutto assoluto in una sessione ufficiale di un Gran Premio di Formula 1. Il pilota ha già svolto test con vetture di anni precedenti, ma l’appuntamento di Città del Messico rappresenta un passaggio diverso: per la prima volta potrà confrontarsi con il lavoro di una squadra durante un fine settimana ufficiale del massimo campionato.

La sua partecipazione rientra anche nella politica che richiede alle squadre di concedere sessioni di prove libere ai piloti esordienti. Per Minì sarà un’occasione preziosa per dimostrare le proprie capacità e lavorare a stretto contatto con gli ingegneri Alpine.

Il precedente del 2011: Liuzzi, Trulli e Valsecchi

L’ultima volta che tre italiani avevano condiviso una sessione ufficiale di Formula 1 risale alle prove libere del Gran Premio della Malesia del 2011.

In quell’occasione erano presenti Vitantonio Liuzzi, titolare della HRT, e Jarno Trulli, al volante della Lotus. A loro si era aggiunto Davide Valsecchi, allora impegnato in GP2, che aveva preso parte alla prima sessione di prove libere con la seconda Lotus.

Quindici anni più tardi, la presenza italiana assume un significato differente: Antonelli è in corsa per il titolo, Fornaroli è inserito nel programma di una delle squadre più importanti del campionato e Minì affronta il suo primo vero appuntamento ufficiale nel Circus.

Un segnale importante per l’automobilismo italiano

La presenza contemporanea di tre piloti italiani non significa automaticamente che si sia aperta una nuova stagione di successi, ma rappresenta un segnale incoraggiante per un movimento che punta a rafforzare la propria presenza ai massimi livelli.

Le prove libere del Messico offriranno a Fornaroli e Minì la possibilità di accumulare esperienza preziosa, mentre Antonelli avrà davanti a sé una delle occasioni più importanti della sua giovane carriera.

Per gli appassionati italiani, il fine settimana messicano avrà dunque un motivo in più per essere seguito: non soltanto la possibilità di assistere a un momento storico per il Mondiale, ma anche la presenza di tre talenti azzurri in una delle competizioni automobilistiche più prestigiose del mondo.




SUPERCALCIO – Un’Inter infinita comanda con la Lazio. A Harry Kane il Pallone d’Oro (VIDEO)

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In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 8.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

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Il Torino batte il Monza 3-2 al Comunale: eurogol di Belghali, poi si sblocca Vlasic, a segno anche Fitz-Jim, ai brianzoli non basta Varela; nel finale l’autorete di Patterson regala il secondo gol ai brianzoli. Bella vittoria del Bologna a Cagliari: Casale e Bernardeschi affondano i sardi e seconda sconfitta consecutiva per la formazione di Pisacane dopo il ko di Monza. Il Como batte il Sassuolo 2-0 con una doppietta di Douvikas: l’attaccante greco ne fa due in dieci minuti e guida i suoi; solo panchina oggi per Nico Paz. Napoli-Roma 3-3: Balerdi evita il ko, è rimonta giallorossa con show dell’ex Marsiglia e Dortmund, che entra e rimonta il Napoli con una doppietta. Rete iniziale di Anguissa, doppietta di McTominay, con il gol su rigore di Soulè sul 2-0 che accorciava sui partenopei, poi, dopo la seconda rete dello scozzese, ci pensava Balerdi per il pareggio definitivo; sfuma la vittoria per Allegri, espulso nel finale. La Lazio batte il Parma 2-1: i biancocelesti non si fermano più, Taylor e l’autogol di Diego Carlos valgono la settima vittoria. Inutile il gol di Lontani che riesce ad accorciare le distanze al 95′ con un cross sbilenco che finisce col beffare Mandas. L’Inter batte la Fiorentina 2-1 al Meazza: Thuram e Zielinski rimontano la Fiorentina nel finale e agganciano la Lazio in vetta. Viola avanti con Jimenez, un rigore non dato su Thuram, poi due traverse di Carlos Augusto, molte occasioni e la rimonta negli ultimi minuti concretizzata dal francese prima e dopo, protagonista del rigore netto trasformato da Zielinski al 98’. Atalanta e Frosinone si sono resi protagonisti di uno show pazzesco a Bergamo, 4-4 con Alvini che riprende Sarri: doppietta di Krstovic, a segno anche Ederson ed Elmas: i ciociari rispondono con un super Schmid (doppietta anche lui, Calò e Terzic. La Juventus batte il Lecce al Via del Mare con 2 gol di McKennie e Douglas Luiz: basta un tempo ai bianconeri per battere i salentini, apparsi meno brillanti del solito. Il Milan batte l’Udinese al Friuli 2-0 con le reti di Pulisic e Hutchinson che tengono i rossoneri in zona Champions. Per i friulani è il sesto ko consecutivo con la panchina di Runjaic sempre più a rischio.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Sergio Onorati, Ivan Groe, Romolo Groe, Daniele Iapeti, Nicola Caressa e Annibale Merante.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 130 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Vito Caressa, Fabio Groe, Pasquale Simonetta ed Annibale Merante.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Pasquale De Stefano e Sebastiano Meli con l’augurio di una pronta guarigione, a Vince Ionadi, a Sam Dica, a Paolo Lambiente, a Pasquale Simonetta, agli amici della Cobram Cup, a John Groe, a Fabio Groe, a Marco Groe, a Filippo Gravina, a Ferdinando Battistelli e agli amici del Club Alpini unitamente a Michael Tibollo e Gino Rosati, a Massimiliano Menna, ad Antonio Romanello e a Max Rampello.




SUPERCALCIO – Inter e Lazio al comando. Crollano Juve e Napoli (VIDEO)

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In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 7.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

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Il Frosinone batte il Sassuolo con un rotondo 4-2: Raimondo protagonista con una grandiosa tripletta, Muric horror, Calò apre le danze, poi il bomber ciociaro fa sette in sette partite. Inutili i gol di Berardi e Thorstvedt. Buona la prima per il nuovo tecnico Davide Nicola: il Venezia vince 1-0 con la rete di Adams e manda in crisi il Napoli; l’ex Siviglia segna, De Bruyne sbaglia un rigore e Stankovic para tutto e di più. L’Inter vince 3-1 contro il Bologna nella trasferta al Dall’Ara, con i nerazzurri che battono i rossoblù grazie ai gol di Thuram, Carlos Augusto e Bonny che rispondono allo svantaggio iniziale firmato Pobega su una palla persa malamente da Luis Enrique. La Roma batte il Genoa per 2-0: una magia di Castro, che non fa rimpiangere Malen squalificato, e la rete di Lulli bastano ai giallorossi per avere la meglio sull’ex De Rossi. Il Lecce vince ad Udine per 3-0: i padroni di casa affondano, terza vittoria in campionato per Di Francesco e quinto ko consecutivo per i friulani, contestati dal Bluenergy Stadium, con Runjaic che adesso rischia; le reti di Gaspar, N’Dri e Siebert. Il Como batte la Fiorentina al Franchi per 3-1: i lariani vincono in trasferta con il primo gol in massima serie per Liberali, poi in rete pure Nico Paz e Douvikas, oltre a Pongracic per i viola. Il Milan batte l’Atalanta 3-2: ancora benissimo Rabiot, con un gol e un assist per Gila; a segno anche Ramos su rigore (poi ne sbaglia un altro), a Sarri non bastano Gaetano e Krstovic con Zappacosta che grazia Maignan nel finale. Il Torino batte il Parma al Tardini 3-0: Simeone (doppietta) e Adams firmano il successo granata con una preziosa vittoria esterna per la squadra di Abate, notte fonda invece per Gilardino. Il Monza batte il Cagliari in casa per 4-O, Juric sorride, pesante ko per Pisacane: partita perfetta dei brianzoli a segno con Kovadio, Robinson e Varela, autore di una doppietta.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Sergio Onorati, Vito Caressa, Salvatore Servello ed Emilio Palermo.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 140 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Pasquale Simonetta, Sergio Onorati, Richard Dong ed Antonio Tami Cernuto.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Vince Ionadi, a Pasquale De Stefano con gli auguri di una pronta guarigione e di un rapido ritorno in trasmissione, a Nicola Caressa, agli amici di Lago Ristorante, a John Groe, a Ivan Groe, agli amici dello Juventus Club Toronto, a Pasquale Simonetta, al Dr. Richard Dong, a Luca Tomanelli, a Nino Cioppa e gli amici del Covo degli Sportivi, ad Annibale Merante, a Sam Dica, a Marco Bonofiglio, a Patrizio Serafini con i complimenti per il successo nella maratona, a Carmelo Lorefice del Ristorante Trecce in Danforth, a Frank Di Maio, a Peppino Fazio, a Massimiliano Menna, a Romolo Groe e Sebastiano Meli, entrambi con gli auguri di una pronta guarigione.




Incubo Champions League per le italiane: l’Inter perde Lautaro Martinez

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Il capitano nerazzurro rischia uno stop di circa un mese e mezzo dopo il problema muscolare accusato contro il Bruges. Salterà il derby con il Milan e diversi impegni tra campionato ed Europa. In difficoltà anche Roma e Napoli.

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La Champions League presenta un conto pesante al calcio italiano. Alle sconfitte delle squadre della Serie A si aggiungono gli infortuni di alcuni protagonisti, con l’Inter che deve fare i conti con la perdita più dolorosa: il suo capitano e principale riferimento offensivo, Lautaro Martinez.

L’attaccante argentino si è sottoposto il 15 ottobre a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli accertamenti hanno evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra, come comunicato ufficialmente dal club nerazzurro. I tempi effettivi di recupero dipenderanno dall’evoluzione del problema, ma le prime valutazioni indicano uno stop che potrebbe protrarsi per diverse settimane.

Derby a rischio e calendario in salita

Lautaro aveva segnato una doppietta nella partita europea contro il Club Bruges, senza però riuscire a evitare la sconfitta dell’Inter. Ora Cristian Chivu dovrà riorganizzare l’attacco proprio in una fase delicata della stagione, con numerosi appuntamenti ravvicinati.

Tra le partite che il capitano potrebbe saltare figurano il derby contro il Milan, in programma il 31 ottobre, e le prossime sfide di Champions League contro Shakhtar Donetsk e Feyenoord. A queste si aggiungono gli impegni di campionato contro Bologna, Fiorentina, Venezia e Como. Il 22 novembre, nella trasferta contro l’Atalanta, potrebbe rappresentare una possibile data per il rientro, se il recupero procederà senza complicazioni.

Per l’Inter si tratta di una perdita importante non soltanto per il peso realizzativo dell’argentino, ma anche per la sua leadership. La squadra dovrà trovare nuove soluzioni offensive e gestire un calendario che lascia poco spazio agli imprevisti.

Anche Roma e Napoli fanno i conti con gli infortuni

Le difficoltà non riguardano soltanto i nerazzurri. Il turno europeo ha lasciato strascichi anche nella Roma, alle prese con i problemi fisici di Paulo Dybala e Manu Koné, e nel Napoli, che deve valutare le condizioni di David Neres.

Il bilancio complessivo è dunque particolarmente pesante per le formazioni italiane, tra risultati deludenti e assenze che rischiano di condizionare le prossime settimane. In una competizione nella quale ogni punto può fare la differenza, perdere giocatori determinanti proprio nel momento in cui il calendario si fa più intenso rappresenta un ulteriore ostacolo.

Per l’Inter, adesso, la priorità è recuperare Lautaro senza forzare i tempi e affrontare le prossime gare cercando di limitare i danni. La speranza dei tifosi nerazzurri è che lo stop del capitano sia più breve possibile.




SUPERCALCIO – Comandano Inter e Lazio, solo pari per Milan e Juve (VIDEO)

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In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 6.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

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La serata è stata aperta da Patrizio Serafini con una attenta disamina, unitamente ai complimenti, sulla splendida attività di Marco Bonofiglio, allenatore della Guyana.

Soltanto la Lazio di Gattuso tiene il passo dell’Inter. La domenica della Serie A infatti vive all’insegna dei pareggi delle big, con Como e Roma che producono il primo o-o del campionato, mentre Juve e Milan rallentano in trasferta facendosi imporre l’1-1 rispettivamente dalla sorpresa Cagliari e dal Sassuolo. Il Genoa supera la Fiorentina a Marassi e prima vittoria per il Grifone con un super Osmajic: il montenegrino e il brasiliano Messias regalano il primo successo a De Rossi: indolore lo sfortunato autogol di Vasquez. L’Inter torna alla vittoria in Serie A, grazie al netto 3-0 sul Parma nella 6ª giornata di campionato a San Siro. Sucic, Calhanoglu e Thuram rovinano la prima di Gilardino sulla panchina dei Ducali, con Chivu che vede i suoi ragazzi portarsi avanti nel risultato già al 13′: Corvi e Keita commettono un pasticcio e Sucic ne approfitta, rubando palla al belga e bucando il portiere avversario. Passano pochi minuti e il Var richiama l’arbitro per mostrargli un fallo in area di Diego Carlos su Pio Esposito: Bonacina riosserva l’immagine al monitor e assegna il calcio di rigore a favore dei nerazzurri, trasformato nel raddoppio interista da Calhanoglu (al rientro dall’infortunio) al 19′. Al 31′ calano il tris con Thuram, innescato da Mkhitaryan e abile poi nell’incrociare sul palo lontano un colpo da biliardo. È un grande Napoli, soprattutto nella prima frazione, quello che vince contro il Frosinone di Alvini, grande sorpresa di questo inizio di stagione. Gli azzurri partono fortissimo, e dopo diverse chance, al 29′ passano avanti con De Bruyne su rigore (fatto ripetere dall’arbitro). Al 32′ arriva anche il gol di Noa Lang, che in maglia azzurra non segnava da novembre. Nell’ultimo minuto di recupero il belga trova anche la doppietta personale. Como-Roma O-0: un punto per Fabregas e Gasp, espulso Malen che lascia i suoi in dieci al 52′, vano l’assalto finale dei lariani. Lazio-Monza 3-1: Tavares, Isaksen e Pinamonti stendono Juric e fanno felice Gattuso; i brianzoli cadono all’Olimpico giocando in dieci dal 35′ e avevano accorciato le distanze su corner grazie a Goglichidze, andando più volte vicino al pari prima della terza marcatura biancoceleste. Orsolini ed Enem regalano la prima gioia a Palladino: Lecce battuto 2-1: il Bologna vince al Via del Mare grazie a un capolavoro del capitano e alla prima rete in Italia dell’attaccante olandese con due assist per Cambiaghi; inutile il momentaneo pari giallorosso con Fatah, complice una pessima uscita del portiere felsineo Pessina. Sassuolo-Milan 1-1: Odenthal risponde a Rabiot e passo indietro dei rossoneri rispetto al successo sul Lecce: Inter e Lazio sono lontane quattro punti. Cagliari-Juventus 1-1: Kolo Muani salva Spalletti nel finale con il francese che risponde a Maldini ma poi si divora due gol giganteschi: Pisacane resta al quarto posto, i bianconeri sono già a meno cinque da Inter e Lazio; lite a fine partita tra i due tecnici, entrambi espulsi. Atalanta-Venezia 3-1: la Dea torna alla vittoria, trascinata da un super Krstovic che fa felice Sarri con una doppietta e l’assist per il ritorno al gol di Kessie: a rischio la panchina di Stroppa; di Hainaut il gol degli ospiti. Successo interno per 2-1 del Torino contro l’Udinese, un risultato che consente ai granata di staccare in classifica proprio i friulani, grazie alle reti di Bragança e Kulenovic, rendendo vano il pareggio momentaneo di Ekkelenkamp.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti e, nell’occasione, anche da Patrizio Serafini, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Annibale Merante, Sergio Onorati, Massimiliano Rampello e Salvatore Servello.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 130 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Antonio Tami Cernuto e Tony Moccardi.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi ai ringraziamenti a tutti di Italo Lo Presti per gli auguri ricevuti per la pronta guarigione della sua mamma, poi ad Antonio Romanello, ad Alberto Di Giovanni, ad Antonio Tami Cernuto, a Nicola Caressa, a Vito Caressa, a Tony Moccardi, agli amici dello Juventus Club Toronto unitamente a John Groe ed Ivan Groe, a Roberto Sultana, a Sam Martino, agli amici di Lago Ristorante con Romolo Groe, Paul Groe, Carmine Muto e Joe, a Filippo Gravina, a Fausto Ferro, a Salvatore Meli con gli auguri per una pronta guarigione e a Marco Bonofiglio.

 




Sinner ferma il 2026: “Tornerò quando sarò al 100%”

fin de temporada, mirada a 2027

Il numero uno del mondo ha annunciato la fine anticipata della stagione per curare l’infiammazione al ginocchio. Salterà anche le ATP Finals di Torino: “Devo pensare alla mia carriera a lungo termine”.

fin de temporada, mirada a 2027

La stagione 2026 di Jannik Sinner è ufficialmente finita. Il numero uno del tennis mondiale ha annunciato oggi, 6 ottobre, che non tornerà in campo prima del 2027, dopo aver deciso insieme al proprio staff medico di sottoporsi a un nuovo ciclo di cure per l’infiammazione al ginocchio.

Una decisione che mette definitivamente la parola fine alle speranze di rivedere l’azzurro in campo nelle ultime settimane dell’anno. Sinner salterà quindi anche gli appuntamenti di fine stagione, comprese le ATP Finals di Torino, torneo che negli ultimi due anni gli aveva regalato alcuni dei momenti più importanti della sua carriera.

“Devo pensare alla mia carriera a lungo termine”

È stato lo stesso Sinner a spiegare la decisione attraverso un video pubblicato sui social.

Il tennista altoatesino ha comunicato di avere bisogno di un ulteriore trattamento al ginocchio e ha sottolineato la necessità di pensare alla propria carriera nel lungo periodo.

L’obiettivo, ha spiegato, è tornare in campo completamente recuperato e al cento per cento della condizione fisica.

“Il mio 2026 è ufficialmente finito”, è il senso dell’annuncio del campione italiano, che ha anche ringraziato i suoi sostenitori e dato appuntamento al prossimo anno.

Una stagione ferma da Wimbledon

Sinner non disputa una partita ufficiale dal 12 luglio, quando ha conquistato per la seconda volta consecutiva Wimbledon battendo Alexander Zverev in finale.

Da allora il problema al ginocchio destro lo ha costretto a rinunciare progressivamente a diversi appuntamenti del calendario, compresi gli US Open, Pechino e Shanghai.

Nelle ultime settimane sembrava possibile un rientro progressivo, ma i successivi forfait hanno fatto capire che il problema non era ancora completamente risolto.

Ora è arrivata la decisione definitiva: invece di forzare un rientro nelle ultime settimane del 2026, Sinner e il suo staff hanno scelto di fermarsi e concentrarsi sul recupero.

Anche il numero uno ATP è in discussione

L’assenza di Sinner avrà conseguenze anche sulla classifica mondiale.

Il tennista italiano è attualmente numero uno del mondo, ma non potrà difendere sul campo la posizione nelle ultime settimane della stagione. La sua lunga assenza offre quindi ad Alexander Zverev, attualmente numero due, l’opportunità di avvicinarsi alla vetta.

Il destino della classifica dipenderà naturalmente dai risultati dei tornei ancora da disputare.

Ma per Sinner, in questo momento, il ranking sembra passare in secondo piano.

La priorità è una sola: recuperare completamente il ginocchio e prepararsi al 2027.

Meglio fermarsi adesso

La scelta comporta un prezzo sportivo importante. Sinner rinuncia alla possibilità di giocare davanti al pubblico italiano alle Finals di Torino e conclude una stagione nella quale aveva comunque raggiunto uno dei risultati più prestigiosi della sua carriera con la conferma del titolo a Wimbledon.

Ma il messaggio lanciato oggi dal campione è altrettanto chiaro: non vuole rischiare di compromettere il futuro per anticipare il ritorno in campo di qualche settimana.

A 25 anni, con già cinque titoli del Grande Slam conquistati, Sinner ha scelto di guardare oltre il calendario immediato.

Il 2026 finisce qui. Il prossimo obiettivo è il 2027.

E quando tornerà in campo, almeno nelle intenzioni espresse oggi, sarà per farlo al cento per cento.