Prende avvio a Villa Madama la Seconda Edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”

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giornata dello seport immagine2 255x223E’ stata presentata a Villa Madama la seconda edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo” che quest’anno è dedicata al tema “Montagna e Mare”. L’evento anticipa i grandi eventi sportivi internazionali del 2026 in Italia: i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina e i Giochi del Mediterraneo a Taranto. Per rendere ancora più efficace il coordinamento del nostro Sistema Paese in vista di tali eventi sportivi è stato firmato un nuovo Protocollo d’intesa tra Maeci, Ministero per lo Sport, Coni e Cip per promuovere l’Italia all’estero, mettendo a sistema la rete diplomatico-consolare e quella dei delegati Coni. L’istituzione della giornata dello sport, il Tavolo permanente sulla diplomazia sportiva e il Protocollo d’intesa consolidano un sistema dedicato alla valorizzazione di atleti, imprese e istituzioni in una strategia unitaria. L’evento ha visto la partecipazione di grandi campioni e leader imprenditoriali del settore. In sala sono state esposte le fiaccole dei Giochi Milano-Cortina ma anche la riproduzione in vetroresina della Mascotte dei Giochi del Mediterraneo. Il Ministro ha anche nominato nuovi “Ambasciatori della diplomazia dello sport”, campioni italiani di varie discipline che testimonieranno nel mondo l’eccellenza italiana, senza contare agli oltre 300 eventi che in questo ambito  sono già stati organizzati nel mondo dalla nostra rete di Ambasciate e consolati. Il lavori sono stati introdotti dall’intervento del Ministro degli Esteri Tajani che ha affermato:  “La Giornata dello Spot Italiano nel Mondo non è solo un’iniziativa di promozione sportiva,  ma vuole essere molto di più, perché noi dobbiamo valorizzare questo comparto che dal punto di vista dell’interesse nazionale può darci molto. Abbiamo delle straordinarie realtà sportive,  penso ad esempio ai risultati degli ultimi mesi , come ad esempio la vittoria delle ragazze della pallavolo, i risultati del mondo del tennis , dove vi sono tanti campioni su cui primeggia Jannik Sinner, e le recenti vittorie nel nuoto”. Tajani, dopo aver rilevato che i nostri sportivi sono ambasciatori dell’Italia nel mondo, ha ricordato come l’export italiano nel settore dello sport valga oggi 5 miliardi, e rappresenti l’1,5% del nostro Pil. Un segmento industriale che va valorizzato anche attraverso il lavoro della Farnesina e della sua rete all’estero.   “Nella riforma del Ministero degli Esteri che abbiamo approvato e che sta entrando in fase attuativa – ha poi aggiunto il Ministro – ci sarà una Direzione Generale per la Crescita che si occuperà anche della diplomazia sportiva, intesa come diplomazia dell’industria dello sport”.  Tajani ha inoltre sottolineato l’importanza dello sport come strumento di pace, in questo difficile contesto mondiale caratterizzato da drammatiche guerre in Ucraina e Medio Oriente.

Ha poi preso la parola Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha ricordato lo stilista  Giorgio Armani definendo lo stile italiano come un qualcosa di non replicabile. Abodi ha poi sottolineato l’importanza del ruolo della rete diplomatico-consolare, evidenziando il concetto di catena di valori. Il Ministro ha poi sottolineato gli importanti insegnamenti che giungono dai giovani atleti italiani. “Il pensiero va anche a coloro che organizzano grandi eventi”, ha aggiunto Abodi. menzionando avvenimenti come le Olimpiadi Milano-Cortina oppure i Giochi del Mediterraneo di Taranto del 2026 fino ad arrivare al 2032 che vedrà gli Europei di Calcio. “Puntiamo a un qualcosa di ambizioso: aumentare la reputazione del nostro Paese, che è un lavoro operoso che riuscite a portare avanti con naturalezza”, ha spiegato Abodi rivolgendosi ancora agli atleti e invitando a celebrare l’impegno quotidiano a prescindere dal risultato. Si è quindi proceduto alla firma di un protocollo d’intesa sullo sport alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, del Ministro dello Sport Andrea Abodi, del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio e del Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis. “Si tratta di un protocollo che trasforma in cose concrete e in impegno formale le cose di cui abbiamo parlato: una collaborazione stretta affinché questa strategia possa essere pregnante e far ottenere risultati con il gioco di squadra. Diamo un segnale di unità e stabilità anche alle imprese che operano nel settore dello sport”, ha spiegato il Ministro Tajani. “Non è un’operazione di circostanza ma un impegno solenne e d’onore”, ha ribadito Abodi parlando della firma del protocollo. Buonfiglio ha dal canto suo ringraziato tutti i Presidenti di Federazione che ogni giorno lavorano per portare risultati nelle rispettive discipline sportive. Buonfiglio ha anche segnalato l’importanza del “corpo diplomatico dello sport” riferendosi a quanti si adoperano in questo ambito anche all’estero. De Sanctis ha parlato del parallelismo che riguarda lo sport olimpico e paraolimpico: due facce della stessa medaglia che alla fine confluiscono nell’unico obiettivo del risultato sportivo. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Francesca Porcellato, atleta paraolimpica di successo in più discipline, che ha raccontato di aver avuto il sogno di essere atleta fin da piccola e con la volontà di sperimentare più sport. “Un lavoro fisico ma anche mentale: anche quando avevo tanto da perdere, ho avuto il coraggio di provare”, ha spiegato Porcellato.  Mauro Cedrani (Microplus) ha parlato della sua esperienza professionale nel settore dell’informatica e dello sviluppo di software destinati allo sport; Federico Gori (Microgate) si occupa a sua volta di alta tecnologia applicata allo sport: l’obiettivo di queste aziende è misurare le performance degli sportivi a 360°. Giovanni Malagò (Fondazione Milano-Cortina) ha ricordato che ci sarà a breve una delegazione all’ONU per parlare di “tregua olimpica” in riferimento ai conflitti in corso in Medio Oriente e sul fronte russo-ucraino. “Speriamo che questo avvenga”, ha sottolineato Malagò. Il Presidente di ICE, Matteo Zoppas, ha spiegato che l’ICE si occupa di promozione e sviluppo del Made in Italy. “Ho capito quanto il marchio Made in Italy possa usare lo sport per crescere perché ogni volta che vincete state dando valore aggiunto al potenziale dell’Italia”, ha commentato Zoppas rivolgendosi agli atleti. Ribadito anche l’obiettivo dei 700 miliardi di export da raggiungere entro fine legislatura. La nuotatrice Ginevra Taddeucci ha parlato di una carriera caratterizzata da medaglie e soddisfazioni, ma anche da gran lavoro e difficoltà. Sulle difficoltà degli atleti il Ministro Tajani ha sottolineato l’importanza del sostegno agli studenti-atleti che non devono essere considerati come eccezioni o persone che antepongono lo sport allo studio: “sono ragazzi che vanno premiati”. Antonio Rossi, reggente della Federazione Italiana Canoa e Kayak, ha ricordato che discipline come la canoa permettono di promuovere anche i territori. Eleonora De Paolis, attiva nel canottaggio e nella canoa paraolimpica, ha ribadito l’importanza di vedere lo sport come superamento delle barriere. “Ogni volta che mi stacco dal pontile vedo lasciare alle mie spalle la sedia a rotelle: può apparire retorico ma in realtà ciò mi regala un senso di autonomia e leggerezza mentale che provo solo in quell’occasione”, ha spiegato De Paolis. Marcello Persico (Persico Marina), imprenditore attivo nel settore della costruzione delle imbarcazioni da competizione, ha definito quella dell’imprenditore una sorta di “corsa ad ostacoli quotidiana”. Massimo Ferrarese (Comitato organizzatore Giochi del Mediterraneo) ha ricordato il progetto per la realizzazione di circa 40 opere in 21 Comuni ringraziando il Governo per gli investimenti. Sono stati infine svelati gli undici nuovi “ambasciatori della diplomazia dello sport”: Gianfranco Zola (UK), Kimi Antonelli (San Marino), Maurizio Margaglio (Finlandia), Niccolò Campriani, Gianluca Pascucci e Sofia Cantore (USA), Alessandro Calbucci (Brasile), Dario Capelli (Cina), Luigi Di Biagio (Arabia Saudita), Vincenzo Montella (Turchia), Carola Saletta (ONU). (Inform)




SUPERCALCIO – Nazionale, dalla goleada con l’Estonia al cardiopalma con Israele

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img 3969Due vittorie in questo long weekend per la nostra Nazionale di calcio nel girone di qualificazione ai Mondiali 2026: il nuovo ct Gattuso ha bagnato con i tre punti l’esordio battendo 5-0 l’Estonia a Bergamo.

Dopo un primo tempo ricco di occasioni, ma con solo una traversa colpita da Retegui, gli Azzurri hanno sbloccato il match al 58′ con un colpo di testa ravvicinato di Kean su assist di tacco di Retegui. Lo stesso centravanti della Fiorentina ha colpito un palo un minuto più tardi ma ad aumentare il divario, fondamentale per la differenza reti generale, ci hanno pensato Retegui con una doppietta e Raspadori. Nel recupero il colpo di testa di Bastoni completa la goleada.

Israele-Italia non inizia nel migliore dei modi sugli spalti. Il match, ampiamente criticato, è stato infatti oggetto di proteste già dagli inni, con i pochi tifosi italiani al seguito della Nazionale di Gattuso a Debrecen che hanno fatto sentire la loro voce. Tra i fischi, infatti, i supporter hanno deciso di voltarsi e non guardare il campo, dando le spalle alla bandiera dei padroni di casa mentre risuonava “Hatikvah”, l’inno israeliano.

L’Italia ha battuto 5-4 Israele registrando la seconda vittoria consecutiva del nuovo allenatore Gattuso agganciando proprio gli uomini di Ben Simon a nove punti in classifica. In campo neutro gli Azzurri hanno sofferto l’aggressività degli avversari trovandosi ad inseguire, prima al 16′ per l’autorete di Locatelli e poi al 52′ per la rete dell’ex Venezia Dor Peretz. In entrambe le occasioni, prima al 40′ e poi al 54′ è stato Moise Kean con la collaborazione di Retegui a trovare il pareggio, poi le reti di Politano al 58′ (sul terzo assist di Retegui) e Raspadori all’81’ hanno indirizzato il match in favore dell’Italia prima di un finale folle: all’87’ l’autorete di Bastoni ha riaperto i giochi, Dor Peretz all’89’ ha firmato un nuovo pareggio e due minuti più tardi Tonali ha trovato il tanto clamoroso, quanto importante, 5-4 finale che ha premiato l’Italia.




Le azzurre della pallavolo sul tetto del mondo

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Dopo la vittoria, oggi sono loro le regine. Un gruppo di ragazze ha scritto una nuova pagina nella storia della pallavolo, anzi dello sport, mondiale: dopo la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi dell’11 agosto 2024, ieri, domenica 7 settembre, a Bangkok, l’ItalVolley femminile ha conquistato il titolo mondiale dopo 23 anni, è la seconda volta in tutta la sua storia. Questo perché, senza dubbio, le giocatrici più forti al mondo indossano la maglia azzurra.
Le Azzurre sono riuscite ad arrivare sul tetto del mondo lottando e continuando a vincere 36 volte di fila e a restare imbattute dal 2 giugno del 2024. Ecco chi sono le nostre ragazze che sono diventate dee nell’Olimpo della pallavolo.

(Myriam Sylla, Paola Egonu e Monica de Gennaro)

EGONU, L’OPPOSTO “SIMBOLO” DELLA NAZIONALE

Paola Egonu è l’implacabile opposto, il simbolo della Nazionale, il punto di riferimento dell’attacco, protagonista indiscussa della prestazione di squadra. Paola Ogechi Egonu, 26 anni, nasce a Cittadella, provincia di Padova, da genitori nigeriani. ha ottenuto la cittadinanza nel 2014 e nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore italiana, con cui nel 2018, giovanissima, vince la medaglia d’argento al campionato mondiale e viene eletta migliore opposto. Oggi milita nella Pro Victoria di Monza.

“MOKI” CHE HA SCONFITTO L’AVVERSARIO “IN FAMIGLIA”

Monica de Gennaro, detta Moki, 38 anni, di Piana di Sorrento, è il libero più forte al mondo e ieri ha realizzato due obiettivi. Chiudere la carriera in Nazionale con una grande vittoria e sconfiggere il marito, Daniele Santarelli, allenatore della Turchia, squadra avversaria. Attualmente milita in seria A nell’Imoco di Conegliano.

ORRO E IL “PALLEGGIO-BOMBA” AI MICROFONI

Alessia Orro, nata ad Oristano nel 1998, è tra le palleggiatrice più forti del mondo. La sua è stata la migliore prestazione in finale. Milita nel club turco del Fenerbahce. La sua ‘che bomba’ non politicamente corretta, in un’intervista post vittoria a Rainews.it, dettata dall’entusiasmo, è già diventata virale.

SYLLA IL “CEMENTO” DEL GRUPPO

Myriam Fatime Sylla, 29 anni, schiacciatrice è quella che ha unito il gruppo. Nata a Palermo da genitori ivoriani, si è trasferita da bambina in Lombardia a Valgreghentino dove ha mosso i primi passi sotto la rete. Oggi gioca nel Galatasaray Spor Kulübü di Istanbul.

IL MURO INVALICABILE DI FAHR E DANESI

Le centrali più forti al mondo sono Sara Fahr e Anna Danesi che hanno costruito il muro più solido e invalicabile del Mondiale. Sara è nata 23 anni fa in Germania a Kulmbach da genitori tedeschi, per motivi di lavoro del padre, si è trasferita poi con la famiglia in toscana, oggi milita in seria A nell’Imoco. Anna è nata a Brescia nel 1996, ha iniziato a mettere le ginocchiere a soli 5 anni. Oggi è centrale in seria A nella Pro Victoria.

(Anna Danesi e Sara Fahr)

LA “STELLA” PIÙ GIOVANE SUL TETTO DEL MONDO

Stella Nervini, classe 2003, è la più giovane delle Azzurre a salire sul tetto del mondo a soli 22 anni Nata a Milano, oggi è la schiacciatrice, in serie A1, del Chieri ’76.

L’UOMO SULLA PANCHINA

L’ultimo giocatore, non in campo, è infine Julio Velasco, arrivato a dirigere le Azzurre nel gennaio 2024. L’argentino è il commissario tecnico della “generazione di fenomeni” del volley maschile anni ’90 che ha portato per un decennio a diventare una delle Nazionali più forti di tutti i tempi, vincendo due mondiali e tre europei. Oggi ha condotto un’altra generazione di fenomeni al femminile sul tetto del mondo.

 

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Sinner, analisi d’una sconfitta. Per battere Alcaraz userà il resto del mondo come sparring

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sinner 1024x773Persino a Sinner, di tanto in tanto – una finale Slam su due – tocca l’analisi della sconfitta come abitasse una sede d’un partito qualsiasi. E’ un evento raro, tanto che questa rarità preoccupa gli analisti del movimento: che barba quei due, sempre loro solo loro. “Quanto deve essere bella una partita per compensare il fatto che le altre 126 sembrano quasi irrilevanti?”, si chiede per esempio il New York Times mentre il resto del mondo celebra “King Carlos” a caratteri cubitali. Sinner invece si chiede più che altro come disinnescare l’unico suo ostacolo verso la noia eterna: Alcaraz, appunto. Lo studio è vicendevole, ed ha a che fare con l’evoluzione. Se il resto del panorama è un vuoto rarefatto, con nessun altro pretendente all’orizzonte, i due dittatori del tennis presente e futuro ora hanno un problema Darwiniano: come migliorarsi l’uno in funzione dell’altro, e non di altri.

Sinner, sconfitto e pacato, l’ha dichiarato già in conferenza stampa, “a caldo” si direbbe non fosse lui. “Devo uscire dalla comfort zone”. La ricetta è sempre quella. “Cambiare qualcosa nel mio gioco, e provarlo in partita nei tornei meno importanti: anche rischiando di perdere”. Una consapevolezza che è anche una dichiarazione di superiorità totale: usare il resto del mondo come sparring, in attesa degli unici versi match che contano. Il ranking Atp come una palestra privata. E’ già così, nessuno s’offenda. Mancava solo la dichiarazione d’intenti.

Sinner e Alcaraz hanno perso due set in due prima della finale degli Us Open, hanno perso il servizio solo sei volte. Alcaraz ha strappato il servizio a Sinner cinque volte, più di quanto abbiano fatto i sei avversari precedenti tutti assieme. Dall’Australian Open, quando Djokovic ha battuto Alcaraz ai quarti, li hanno trascinati al quinto set solo una volta: a Wimbledon, Alcaraz, impresa firmata dal 38enne Fabio Fognini. Djokovic ha raggiunto la semifinale di tutti e quattro gli Slam, ma oltre (sui 5 set) ha dichiarato resa. Il numero 3 al mondo è Zverev. Gli altri semifinalisti Slam di quest’anno sono Shelton, Musetti, Fritz e Auger-Aliassime. Sono pianeti lontani.

E dunque Sinner ha solo Alcaraz, e Alcaraz ha solo Sinner. Si conoscono a memoria, lo spagnolo ci ha pure scherzato: “Ormai vedo più te che la mia famiglia”. Sinner ha paura della variabilità del rivale. Ecco la crepa. “Questa è una cosa che sa fare benissimo, è il suo stile: batte e viene a rete, attacca da lontano, fa una palla corta, usa lo slice. È veramente bravo, in questo. Non diventerò mai come lui. Ma adesso è comunque il mio turno di cambiare il gioco, fare cose diverse: però devo provarle, abituarmi. Quando? Nei primi turni, magari non proprio degli Slam: negli altri tornei. Se è il caso, rischiare di perdere degli incontri: come fa Carlos. Però esercitarmi, e acquistare quella fiducia. Cambiare”. Il progresso funziona grazie alle crisi. Il terzo incomodo di Sinner e Alcaraz è la confort zone.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Us Open, Sinner si prende la finale: sarà sfida con Alcaraz

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sinner da x us openNew York dopo Parigi e Londra. Sarà ancora una finale Slam tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. L’azzurro numero 1 al mondo, campione in carica degli Us Open, difenderà la sua leadership contro lo spagnolo che in caso di successo gli ruberà lo scettro e lo scavalcherà nel ranking. Così doveva essere, così tutti volevano. E così sarà.

Non senza fatica per l’altoatesino, che ha dovuto lottare forse più del previsto per avere ragione in semifinale del canadese Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 25. Vittoria in quattro set con il punteggio di 6-1, 3-6, 6-3, 6-4. Non è filato tutto liscio per Sinner, che nel secondo set per esempio, nel momento dello strappo decisivo, ha anche subito un parziale di 12 punti a 1. Una cosa che decisamente non capita spesso. In generale, servizio non impeccabile e qualche errore di troppo per Jannik, che però – dopo uno stop richiesto per intervento medico – ha trovato energie nuove e ha lottato comunque punto a punto fino a quello decisivo. Arrivato dopo 3 ore e 21 minuti.

Sinner ha conquistato così il 23esimo successo a New York e il 27esimo consecutivo negli Slam sul cemento. Ora la sfida totale con Alcaraz, che nell’altra semifinale ha battuto invece in tre set Novak Djokovic. Tutto in una notte.

US OPEN, SINNER: STAGIONE INCREDIBILE, HO GIUSTE SENSAZIONI PER FINALE

Quattro Slam 2025, quattro finali per Jannik Sinner. Domenica l’ultimo atto degli Us Open, come è stato già agli Australian Open, al Roland Garros e a Wimbledon. “Per me è una stagione incredibile, tanta roba” ha detto l’azzurro subito dopo la vittoria contro il canadese Felix Auger-Aliassime che gli ha aperto le porte della sfida per il trofeo. “È stata una partita pazzesca, molto difficile, contro un avversario che ha alzato decisamente il suo livello di gioco- ha spiegato l’altoatesino- Ho avuto anche qualche problema a livello fisico, ma alla fine tutto bene. Nulla di grave. Nessuna scusa se ho perso un set e nemmeno per la finale con Carlos”.

Già, lo aspetta ancora Alcaraz. Come a Parigi e a Londra. In un confronto che varrà titolo e primo posto nel ranking Atp. “Vediamo come andrà, lui sta giocando molto bene, non ha perso neanche un set. Ma ho le giuste sensazioni” ha concluso Sinner.

US OPEN, COACH SINNER: “JANNIK STA BENE, FASTIDIO MUSCOLARE È PASSATO”

Ha avuto solo un po’ di fastidio all’addominale, ma dopo il trattamento col fisioterapista è passato. Quando è rientrato, nei primi game non sapeva bene come stava, quindi non forzava; poi ha iniziato a spingere e il servizio è andato sempre meglio. Credo che sia tranquillo per domenica”. Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner, ha rassicurato sulle condizioni dell’azzurro.

Tanto riposo e poco allenamento il programma in vista della finale di domani alle ore 20 italiane contro Carlos Alcaraz. Una sfida che vale titolo degli Us Open e primo posto nel ranking Atp. “Sarà un match complicatissimo, Carlos proverà a fare qualcosa di diverso rispetto alla finale di Wimbledon, quindi dobbiamo prepararci. Sarà importante lavorare su qualche dettaglio tattico. Poi- ha concluso Vagnozzi- bisogna andare a giocarsela, senza pressioni. Sarà comunque uno spettacolo”.

BINAGHI: “FIERI DI SINNER E DEI NOSTRI RAGAZZI STRAORDINARI”

Dobbiamo essere fieri di essere una nazione così forte, con ragazzi straordinari che rappresentano il meglio della gioventù del nostro Paese”. Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha commentato così a SuperTennis il momento d’oro del tennis italiano maschile che allo Us Open ha vissuto ai quarti di finale il primo derby azzurro in uno Slam dopo il terzo turno, e celebra la quinta finale consecutiva nei major di Jannik Sinner, l’italiano con più partite vinte nei tornei più prestigiosi in calendario.

In semifinale Sinner ha sconfitto Felix Auger-Aliassime al termine di un match che il presidente Binaghi ha definito “duro, difficile. Jannik è partito come solo lui sa fare, ha giocato un primo set a mille. Poi credo abbia avuto un piccolo problema fisico nel secondo set. Credo poi che Auger-Aliassime ne abbia avuto al piede all’inizio del terzo. Poi nel quarto è venuto fuori il giocatore di maggior esperienza, di maggior classe. Jannik ha raggiunto così quattro finali Slam su quattro, un risultato eccezionale che gratifica un ragazzo straordinario e tutti noi italiani che condividiamo la passione per il tennis”.

Per la terza volta negli ultimi tre major, Sinner affronterà Carlos Alcaraz nella sfida per il titolo: lo spagnolo ha vinto la più lunga finale di sempre al Roland Garros, Jannik si è preso la rivincita a Wimbledon diventando il primo italiano nell’albo d’oro dei Championships. Il terzo appuntamento è in programma domenica alle 20, in chiaro e gratis, su SuperTennis.

“Domenica avremo davanti un grandissimo campione in forma strepitosa che un obiettivo in più, se vince diventa numero 1 mentre noi dobbiamo vincere per restare numero 1, questo penso sia un piccolo vantaggio psicologico per Alcaraz- ha commentato Binaghi- Li ritroveremo anche alle Nitto Atp Finals, e in mezzo Carlos dovrà giocare anche in Coppa Davis la prossima settimana mentre noi siamo già qualificati per le Finals di novembre”.

Dal punto di vista della programmazione degli ultimi incontri, ha aggiunto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, “quest’anno siamo stati un po’ sfortunati negli orari. Ma il derby Sinner-Musetti, giocato in piena notte italiana, era un match di gran lunga più interessante rispetto all’altro quarto di finale maschile di quella giornata (Auger-Aliassime contro de Minaur) ed è normale che sia stato messo nella prima serata qui negli Stati Uniti. Come ho già detto siamo vittime del nostro successo, di questa generazione straordinaria di campioni. negli anni ci si ricorderà ancora meglio quelle notti passate in bianco per vedere Sinner e gli altri nostri campioni allo Us Open, che saranno in chiaro almeno per i prossimi cinque anni su SuperTennis“.

Dal numero 1 del tennis italiano arrivano complimenti anche per Lorenzo Musetti, oggi numero 8 nella Race, la classifica basata sui risultati stagionali che offre un quadro aggiornato della corsa per le Nitto Atp Finals di Torino. “Lorenzo è un grandissimo talento che sta crescendo di mese in mese, mi piace molto la sua condotta di gara anche quando le cose vanno male. Credo che meriti di arrivare alle Finals a cui arriverà, se si qualifica, con un anno di ritardo perché l’anno scorso ha sacrificato per le Olimpiadi una programmazione che gli avrebbe consentito di acquisire i punti per essere a Torino”.

Quella che potrebbe diventare l’edizione più ‘italiana’ di sempre alle Nitto Atp Finals, con Andrea Vavassori e Simone Bolelli in piena corsa per essere in tabellone in doppio, certifica il 2025 da record del tennis italiano. “Abbiamo avuto almeno due italiani nei quarti in singolare maschile in tutti gli Slam, abbiamo vinto almeno un titolo in tutti i major. Peccato aver visto qui tanti italiani nello stesso lato di tabellone, avrei voluto vedere Cobolli e Musetti in due lati diversi. Ma i ragazzi sono giovani, ci sarà tempo per ripetere in uno Slam quel che fecero Flavia Pennetta e Roberta Vinci”, ha concluso Binaghi. Ovvero per vedere un’altra finale Slam tutta italiana dopo quella raggiunta dalle due amiche proprio allo Us Open esattamente dieci anni fa, nel 2015.

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Qualificazioni Mondiali 2026, l’Italia ne fa 5 all’Estonia

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foto singola sito 2025 09 05t225042.482 1024x576Uno, due, tre, quattro, cinque… l’Italia c’è. La prima di Gattuso sulla panchina della Nazionale è stato un 5-0 all’Estonia. Bene. E pensare che gli azzurri hanno anche ‘perso’ un tempo prima di riuscire ad aprire una gara che doveva portare sì i tre punti, ma anche più gol possibili nella rincorsa alla qualificazione ai prossimi Mondiali.

Anche per questo a Bergamo il ct ha messo in campo una squadra d’attacco, con due centravanti, Kean e Retegui, e poi Politano e Zaccagni larghi a destra e sinistra. Una sorta di 4-2-4 con Barella e Tonali in mezzo, senza quindi un vero ‘mediano’. E poi Di Lorenzo e Dimarco a spingere sulle fasce dalla difesa, mentre a Bastoni ma soprattutto a Calafiori è stato affidato il compito di iniziare l’azione dal basso. L’Italia ha preso subito il dominio del gioco chiudendo l’Estonia nella sua metà campo, ma i vari tentativi di Politano, Dimarco, Retegui e Kean o non hanno avuto fortuna o hanno trovato il portiere dell’Estonia, Hein, pronto a vivere una serata da protagonista. Tante azioni create, quindi, zero gol all’intervallo. Non un inizio in discesa.

Gli azzurri però non si sono fatti prendere dall’ansia e dalla paura, hanno ricominciato a macinare gioco e stavolta hanno trovato anche i gol. Con gli attaccanti protagonisti: prima Kean di testa su un tacco volante di Retegui, e poi l’ex Atalanta che ha trovato l’angolino basso con un preciso piatto dal limite. Il tris è arrivato con un tuffo di testa del subentrato Raspadori. Poker ancora di Retegui, che nel suo vecchio stadio ha regalato il bis, e quinta rete di Bastoni, letale di testa. Un secondo tempo davvero scoppiettante.

Ha preso così una forma più rotonda l’ottava vittoria per l’Italia in altrettanti confronti con l’Estonia. Adesso vietato rallentare: lunedì c’è una sfida decisiva, in Ungheria, contro Israele. La classifica del gruppo I dice infatti Norvegia 12 punti (con 4 partite), Israele 9 (4), Italia 6 (3), Estonia 3 (5), Moldova 0 (4). La vincitrice di ogni girone si qualifica direttamente per la fase finale del Mondiale, mentre le seconde classificate dovranno passare per gli spareggi.

GATTUSO: “BRAVA ITALIA, DOBBIAMO LOTTARE PER NOSTRO OBIETTIVO”

“E’ stata una buona partita. All’inizio sono mancati solo i gol, però i ragazzi sono stati bravi e infatti nel secondo tempo sono arrivati anche quelli”. E’ soddisfatto Rino Gattuso della prestazione offerta dall’Italia contro l’Estonia nel suo debutto da ct. “La prima è andata, adesso dobbiamo pensare alle altre e continuare così”, ha aggiunto.
Protagonisti del 5-0 sono stati gli attaccanti: doppietta per Retegui e gol di Kean, che il tecnico ha schierato insieme. “Hanno fatto certamente bene, ma tutti meritano i complimenti. Giocando così ci si espone a qualche rischio- ha spiegato le sue scelte Gattuso- ma credo sia stato giusto farlo contro un avversario che sapevamo avere qualcosa in meno di noi”.
Infine, uno sguardo alle prossime sfide. “Adesso dobbiamo concentrarci sulla gara con Israele. Abbiamo un obiettivo che vogliamo inseguire per fare contenti tutti gli italiani e dobbiamo lottare per cercare di ottenerlo” ha concluso il ct.

(Foto da X @Azzurri)

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SUPERCALCIO – Bene tutte le grandi. Crollo a sorpresa dell’Inter a San Siro

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img 3476Seconda giornata del campionato di Serie A 2025-2026 e seconda vittoria della Cremonese che, dopo aver sconfitto il Milan, ha la meglio anche sul Sassuolo. Terracciano (37′) e Vazquez (39′) sanciscono il doppio vantaggio ma i neroverdi pareggiano con Pinamonti (63′) e Berardi  (rigore al 73′). In un finale concitato, Manuel De Luca regala la vittoria ai suoi sempre grazie a una rete dal dischetto (92′). Il Milan espugna Lecce battendo 2-0 i salentini. Al Via del Mare il match si sblocca subito al 4′ col colpo di testa di Gabbia ma il VAR nega la gioia al difensore rossonero per fallo su Coulibaly, poi è Gimenez a divorarsi la rete a fine primo tempo. Nella ripresa il messicano trova la via del gol ma è ancora una volta il VAR ad annullare la rete al Milan per posizione di fuorigioco dell’attaccante. Nessun dubbio né irregolarità, invece, al 66′ quando Loftus-Cheek con un’incornata su cross al bacio di Modric regala il vantaggio ai rossoneri. Nel finale è Pulisic (86′) a regalare il raddoppio sfruttando una dormita colossale della difesa pugliese. Prima vittoria in questo campionato per il Bologna, che al Dall’Ara batte 1-0 il Como di Fabregas grazie al sinistro all’angolino al 59′ di Orsolini. Si ferma ancora l’Atalanta: dopo l’1-1 col Pisa, arriva quello al Tardini contro il Parma. Pasalic la sblocca all’80’ con un destro precisissimo su assist di Krstovic ma Cutrone entra e all’85’ firma il pareggio in ribattuta dopo una parata di Carnesecchi, evitando la sconfitta a Cuesta. Due indizi in questo caso non fanno una prova ma qualche dubbio sull’avvio dell’Atalanta di Juric resta dopo questi due 1-1: il primo con il Pisa, il secondo a Parma, con Cutrone che beffa la Dea illusa da Pasalic. Eppure, il tiro di De Roon prima e il palo di Scamacca al 19′ sembrano far pensare a una serata positiva per la formazione Bergamasca, dunque subito pericolosa. Poi, però, si svegliano anche i crociati con Valenti, che conclude al volo e manda di poco a lato. Prima dell’intervallo, si vede pure Pasalic, che però non trova l’1-0. Lo fa invece all’80’ e grazie anche ai cambi di Juric, visto che l’assist arriva da Krstovic entrato ancora al posto di Scamacca: sponda, destro angolatissimo dal limite e 1-0 per la Dea. Sembra arrivare la prima vittoria di Juric, che però non ha fatto i conti con Cutrone: subito dopo il gol entra e all’85’ segna di rapina dopo la parata di Carnesecchi sul colpo di testa di Delprato. Finisce così 1-1: ma se il Parma prende il suo primo punto e ferma una squadra da Champions, l’Atalanta deve rimandare ulteriormente l’appuntamento con la vittoria. Il Napoli batte 1-0 il Cagliari nella prima stagionale al Maradona, lo stesso avversario che tre mesi fa aveva regalato ai partenopei il quarto Scudetto della storia, grazie a un gol di Anguissa al 95′. Primo tempo con pochissime emozioni, con Caprile attento su McTominay proprio nel finale. Nella ripresa i campioni d’Italia si fanno più pericolosi e intraprendenti ma Caprile dice no al destro di Spinazzola (60′); McTominay ha due chance nel recupero prima del piattone vincente del centrocampista camerunese proprio all’ultimo secondo. La Roma batte 1-0 il Pisa e resta a punteggio pieno confermandosi dopo il successo all’esordio contro il Bologna. I ragazzi di Gasperini soffrono nel primo tempo e faticano a trovare spazi ma nella ripresa, grazie anche all’ingresso di Dybala, alzano nettamente ritmo e baricentro trovando dopo pochi minuti il gol che decide l’incontro: lo segna Soulé su assist di Ferguson e consente ai giallorossi di andare alla sosta in vetta alla classifica. La Juventus espugna Marassi battendo il Genoa 0-1: dopo una prima frazione avara di emozioni, con sole tre palle gol concentrate nei minuti precedenti al rientro negli spogliatoi, la sfida si sblocca nella ripresa grazie a Vlahovic (73′) con un’incornata su corner di Kostic che non lascia scampo a Leali. Rossoblù che provano a reagire ma una difesa bianconera ordinata e fortunata (miracolo di Di Gregorio su Ekuban e traversa di Masini nel finale) regala a Tudor il secondo successo che porta la Vecchia Signora in testa alla classifica a punteggio pieno e con zero gol subiti. La 2a giornata non consegna il successo alla Fiorentina, che viene tradita dal suo attacco e pareggia 0-0 contro un Torino dal baricentro più basso rispetto al debutto. Baroni riscatta la brutta sconfitta contro l’Inter (5-0) e ferma i viola, ottenendo il primo punto con un pari senza reti. Pioli invece osa il tridente con Gudmundsson dietro Piccoli e Kean ma non riesce a sbloccarsi: solo due punti nei primi turni di campionato. L’Inter stecca alla seconda uscita: dopo la goleada rifilata al Torino, la squadra di Chivu perde 2-1 con l’Udinese e subisce un’inaspettata battuta d’arresto. A San Siro i nerazzurri partono bene, poi abbassano il ritmo e subiscono la maggiore fisicità dei friulani. Nel primo tempo Dumfries (17′) sblocca il match su assist di Thuram ma un rigore di Davis (29′) e un bel destro a giro di Atta (40′) ribaltano il risultato. Reti che decidono la partita. Nella ripresa, infatti, l’Inter aumenta i giri e reagisce, ma sbatte contro la difesa bianconera e non va oltre un gol annullato a Dimarco per posizione irregolare di Thuram. Maurizio Sarri aveva criticato duramente la sua Lazio dopo il ko al debutto contro il Como e ottiene subito dei segnali positivi dalla sua squadra: i biancocelesti sconfiggono 4-0 il Verona con le reti di Guendouzi, Zaccagni, Castellanos (che serve anche due assist) e Dia, portandosi a quota tre punti. Fermo al punto ottenuto contro l’Udinese, invece, un Verona in palese difficoltà all’Olimpico.




Sorteggio Champions: ecco con chi dovranno vedersela Napoli, Inter, Atalanta e Juve

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estrazioni champions 1024x714L’Inter affronterà in Champions League il Liverpool e l’Arsenal, la Juventus affronterà il Real Madrid e il Borussia Dortmund; l’Atalanta il Chelsea e il Psgm infine il Napoli Chelsea e il Manchester. Lo ha stabilito il sorteggio di Monte Carlo, il primo con la nuova formula che prevede una ‘fase campionato’. La Champions prenderà il via ufficialmente con la prima giornata in programma tra il 16 e il 18 settembre, mentre la finale si giocherà alla Puskas Arena di Budapest il 30 maggio. Al termine della prima fase a 36 squadre passeranno le prime 8 piazzate, le ultime 8 saranno invece eliminate mentre chi occuperà la parte centrale della graduatoria disputerà gli spareggi per l’accesso agli ottavi.

INTER CONTRO LIVERPOOL E ARSENAL

In dettaglio: gli incontri dei Neroazzurri contro Liverpool e Arsenal saranno entrambi in casa. Sulla strada dei nerazzurri ci sono anche Borussia Dortmund (trasferta), Atletico Madrid (trasferta), Slavia Praga (casa), Ajax (trasferta), Kairat Almaty (casa) e Union SG (trasferta).

JUVENTUS CONTRO REAL MADRID E BORUSSIA

La Juventus affronterà in Champions League il Real Madrid (in trasferta) e il Borussia Dortmund (in casa). Sulla strada dei bianconeri anche il Benfica (casa), il Villarreal (trasferta), Sporting Lisbona (casa), Bodo Glimt (trasferta), Pafos (casa) e Monaco (trasferta).

ATALANTA CONTRO CHELSEA E PSG

L’Atalanta affronterà in Champions League il Chelsea (in casa) e il Psg (in trasferta). Sulla strada dei bergamaschi ci sono anche Bruges (casa), Eintracht Francoforte (trasferta), Slavia Praga (casa), Marsiglia (trasferta), Athletic Bilbao (casa) e Union SG (trasferta).

NAPOLI CONTRO CHELSEA E MANCHESTER CITY

Il Napoli affronterà in Champions League il Chelsea (in casa) e il Manchester City (in trasferta). Sulla strada dei partenopei anche Eintracht Francoforte (casa), Benfica (trasferta), Sporting Lisbona (casa), PSV (trasferta), Qarabag (casa) e Copenhagen (trasferta).

Agenzia DIRE – www.dire.it




In Messico procede l’attività di Inter Campus con Pirelli

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intercampuspuntovertIn Messico il progetto Inter Campus Silao è stato lanciato nel 2012, insieme a Pirelli, con l’obiettivo di prevenire le devianze minorili più diffuse, come consumo di droga e violenza. Anche lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, insieme all’inclusione sociale dei più bisognosi, ha sempre rappresentato un traguardo importante, perseguito attraverso il prezioso aiuto della Ong Elisabetta Redaelli delle Suore Marcelline.

Quest’anno, come ogni estate, presso il centro sportivo Comude nel Parco Eucalipto di Silao, in collaborazione con le istituzioni locali, si è tenuto il Torneo Inter Campus Pirelli al quale hanno partecipato un centinaio di bambini in un clima di festa e allegria.

Oltre al nucleo storico della periferia della cittadina, nel quartiere della Colonia Guadalupe, durante l’evento si è inaugurata una seconda cellula con una quarantina di allievi e due allenatori-educatori. Il nuovo nucleo si trova all’interno della zona industriale presso Comundimax, un’associazione che svolge molteplici interventi di carattere sociale a beneficio delle comunità vulnerabili della zona.

L’organizzatore principale del progetto è Inter Campus, l’ente ente senza scopo di lucro di F.C. Internazionale Milano, che dal 1997 si occupa di progetti di cooperazione in diverse parti del mondo. Pirelli è un partner e sostenitore di lunga data, in particolare in Messico dove la collaborazione è stata stabilita sin dall’apertura dello stabilimento dell’azienda milanese nello stato di Guanajuato. Il progetto si avvale anche della collaborazione di fondazioni locali e delle autorità del comune di Silao.

Durante la cerimonia d’apertura del torneo sono intervenuti i vertici di Pirelli ed i rappresentanti delle istituzioni locali.

Foto: inter.it

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Calcio, torna la serie A: le partite e gli orari della prima giornata

stadio san siro

stadio san siro
MANUTENZIONE STADIO PRATO SPALTI TRIBUNE

Torna in questo penultimo weekend di agosto la serie A. Quattro i match che inaugurano l’avvio di questa stagione. Si parte alle 18.30 con Genoa – Lecce, poi l’esordio del neopromosso Sassuolo di Fabio Grosso contro i campioni in carica del Napoli guidati da Antonio Conte. Alle 20.45 sul campo Milan – Cremonese e Roma – Bologna.

Il calendario della prima giornata prosegue, poi, domani pomeriggio: alle 18.30 in scena Cagliari – Fiorentina e Como – Lazio. Alle 20.45, invece, Atalanta – Pisa e Juventus – Parma. Il debutto della serie A chiude lunedì sera con Udinese – Verona alle 18.30 e Inter – Torino alle 20.45.

Debutta anche la serie B. Alle 19 di oggi scendono in campo Empoli – Padova e Virtus Entella – Juve Stabia. Alle 21 le sfide tra Monza – Mantova e Palermo – Reggiana.

Agenzia DIRE – www.dire.it