Roland Garros, Musetti in semifinale: l’Italia sogna
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
E uno! Lorenzo Musetti è in semifinale al Roland Garros. Aspettando Jannik Sinner, ‘Muso’ fa un altro passo da gigante a Parigi superando Frances Tiafoe in quattro set con il punteggio di 6-2, 4-6, 7-5, 6-2. Finora lo statunitense non aveva perso nemmeno un set. Musetti è il quinto italiano nell’Era Open con almeno due semifinali Slam all’attivo insieme a Sinner (5), Adriano Panatta (3), Matteo Berrettini (3) e Corrado Barazzutti (2).
Musetti in semifinale incontrerà il vincente della sfida tra Carlos Alcaraz e Tommy Paul, in campo questa sera.
MUSETTI FORMATO FAMIGLIA: IL SUCCESSO DOPO ESSERE DIVENTATO PAPÀ
Lorenzo Musetti in sintesi? Eleganza e dominio nel gioco al Roland Garros in versione extralarge. Anzi, formato famiglia. Sta anche qui il segreto della crescita esponenziale del tennista di Carrara, dallo scorso anno papà di Ludovico e in attesa del secondo figlio con la compagna Veronica. “A portarmi qui è stato un processo di crescita sia dentro che fuori dal campo, anche diventare padre mi ha reso più responsabile (e qui arrivano gli applausi del pubblico in tribuna allo ‘Chatrier’, ndr). Oggi il mio approccio alla routine è più professionale, mi alleno bene e so godermi i momenti con la mia famiglia. Questa vittoria è anche per loro”, dice dopo l’ubriacatura di bel gioco dimostrata in campo contro Frances Tiafoe, sconfitto in quattro set nel match che gli ha aperto le porte della semifinale di Parigi.
Tanto che Alize Cornet, intervistatrice del torneo, gli chiede a caldo come faccia a esprimere un tennis così elegante. “Siamo italiani, siamo eleganti“, sorride Musetti. “A parte gli scherzi, siamo oramai in pochi con il rovescio ad una mano e nelle nostre condizioni è complicato rispondere a servizi che oggi sono sempre più veloci e arrivano a oltre 200 km orari, così come riuscire a difendersi. Però quando ho iniziato per me è stato naturale fare tutto ad una mano, e fa parte del mio successo. Il mio allenatore non ha mai voluto che cambiassi il rovescio”.
Per Musetti è arrivata la seconda semifinale in uno Slam, dopo quella a Wimbledon conquistata lo scorso anno. Ma oggi sulla terra di Parigi non è stato tutto facile. “Era complicato giocare, c’era vento, era difficile fare le scelte giuste e nel terzo set è stata una battaglia. Ero un po’ stanco e ho trovato comunque l’energia per farcela. Poi il quarto set è stato il migliore per qualità del gioco”.
Agenzia DIRE – www.dire.it
È morto Ernesto Pellegrini, storico presidente dell’Inter
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
È morto a 84 anni Ernesto Pellegrini, storico presidente dell’Inter. L’imprenditore milanese, numero uno del club nerazzurro dal 1984 al 1995, era alla guida dell’Inter quando l’Inter vinse lo scudetto dei record della stagione ’88-’89. I funerali di Pellegrini si terranno mercoledì 4 giugno in Sant’Ambrogio alla ore 15. Questa sera i calciatori dell’Inter giocheranno la finale di Champions contro il Psg con il lutto al braccio.
LA CARRIERA DA IMPRENDITORE
Oltre che presidente dell’Inter, Pellegrini è stato anche presidente e amministratore delegato di “Pellegrini S.p.A.”, società che oggi si occupa di ristorazione collettiva e commerciale, servizi di Welfare aziendale, distribuzione automatica, vendita di carni fresche e derrate alimentari e pulizia e sanificazione ambientale.
Agenzia DIRE – www.dire.it
L’America’s Cup arriva a Napoli, la presentazione alla città
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
Svelate, al Castel dell’Ovo di Napoli, l’America’s Cup e la Louis Vuitton Cup in occasione della presentazione alla città della 38esima edizione della competizione, che si terrà a Napoli nella primavera del 2027. Ad aprire la conferenza, il sindaco di Napoli e commissario di governo per Bagnoli – a cui probabilmente saranno affidati anche i poteri relativi all’evento – Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come a Napoli lo sport sia “di tutti, della gente. L’America’s cup sarà la coppa dei velisti, degli appassionati, ma di tutti. Sarà l’edizione più aperta e partecipata di sempre. C’è già grande entusiasmo, vinceremo insieme questa grande sfida”. Alla conferenza partecipano anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, Grant Dalton, amministratore delegato di Emirates Team New Zealand, e Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute.
Agenzia DIRE – www.dire.it
SUPERCALCIO – Juve in Champions di rigore. In B Empoli, Venezia e Monza (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 4 Giugno 2025
In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 38.ma e ultima giornata di campionato.
Il Napoli è campione d’Italia per la quarta volta nella propria storia! Nell’ultimo match di campionato, gli azzurri di Antonio Conte completano l’impresa tricolore battendo 2-0 il Cagliari al Maradona e mantenendo il vantaggio di un punto in testa alla classifica sull’Inter. L’assalto del Napoli è durato tutto il primo tempo in cui Sherri, portiere scelto come titolare da Nicola, mostra tutte le sue qualità ma senza poter nulla fare sulla conclusione acrobatica di McTominay che al 42′, in semirovesciata, infila l’1-0 che fa esplodere di gioia l’intero stadio. Scrollata di dosso la tensione per una vittoria da raggiungere a tutti i costi, il Napoli nella ripresa trova immediatamente il raddoppio con un’azione personale di Lukaku. Lo stesso belga e Neres sfiorano anche il tris ma nulla cambia in chiave classifica: lo Scudetto è del Napoli!
L’Inter fa il suo dovere battendo 0-2 il Como ma si ferma a un punto dal Napoli, che battendo il Cagliari al “Maradona” si laurea per la quarta volta campione d’Italia. I nerazzurri la sbloccano al 21′ con un’incornata di De Vrij su corner di Calhanoglu, poi disputano l’intera ripresa in superiorità numerica per l’espulsione di Reina nei minuti di recupero del primo tempo e arrotondano il risultato con la rete di Correa. La squadra di Inzaghi chiude dunque con un risultato positivo e qualche rimpianto, ora ha una settimana piena per preparare al meglio la finale di Champions League contro il Psg.
L’ultima giornata della Serie A doveva rappresentare una festa per la Coppa Italia e la conquista dell’Europa League, per il Bologna, invece consegna ai felsinei una durissima sconfitta 1-3 contro il Genoa. Holm e compagni sono distratti per tutto l’arco del primo tempo e vengono colpiti tre volte, prima da Vitinha e poi dalla doppietta del classe 2006 Venturino (26′ e 43′). Vano il 3-1 di Orsolini, il Bologna chiude la sua stagione con 62 punti e Italiano s’infuria.
Il Milan chiude la sua stagione da dimenticare con un successo per 2-0 a San Siro contro il già retrocesso Monza, che saluta la Serie A con una sconfitta. In un clima di contestazione al Meazza (Curva Sud fuori dopo 15′) decidono due reti nel giro di dieci minuti nel secondo: il colpo di testa di Gabbia su calcio d’angolo al 64′ e il calcio di punizione di Joao Felix al 74′. Nella ripresa entra Camarda, più volte vicino al suo primo gol nel massimo campionato.
La Roma batte 2-0 il Torino ma chiude al quinto posto a un punto dalla Juventus e si qualifica per la prossima Europa League. A Ranieri non riesce per un soffio il miracolo di riportare i giallorossi in Champions League nella sua ultima panchina in carriera da allenatore. All’Olimpico grande Torino, i capitolini sbloccano il match al 18′ grazie a un rigore di Paredes concesso per fallo di Dembelé su Saelemaekers. Il Torino non riesce a reagire e a inizio ripresa l’esterno belga sigla il raddoppio con un bel colpo di testa su pennellata di Soulè (53′). L’argentino sfiora il tris con un sinistro a giro che colpisce la parte alta della traversa (65′). I tifosi granata contestano il presidente Urbano Cairo: il Toro chiude al 12° posto un campionato anonimo.
La Lazio non giocherà nessuna competizione europea nella prossima stagione: la squadra di Baroni cade per 1-0 in casa contro il Lecce. I biancocelesti cercano di imporre il proprio ritmo alla sfida ma gli ospiti sono solidi dietro e molto intensi nella pressione. Rovella cerca più volte di scuotere i suoi ma le occasioni più nitide sono per la squadra di Giampaolo. Al 43’ ecco che i giallorossi stappano la partita: palla recuperata da Coulibaly, scambio con Krstovic e zampata sotto le gambe di Mandas per l’1-0. Nel recupero del primo tempo il match però cambia a favore dei padroni di casa: Pierotti spinge Nuno Tavares in progressione, riceve il secondo giallo e il Lecce resta in inferiorità numerica per i successivi quarantacinque minuti. Nel secondo tempo Baroni inserisce Pedro al posto di Isaksen, e anche grazie all’uomo in più la musica per la Lazio cambia: lo spagnolo è molto ispirato ma Falcone e la difesa pugliese fanno muro. I padroni di casa non riescono a sfondare, e nel finale il nervosismo sale: espulso Romagnoli per un fallo di reazione, con l’incontro che tramonta senza ulteriori marcature. Vince il Lecce 1-0 e chiude il suo campionato a 34 punti al diciassettesimo posto e salvo grazie alla sconfitta dell’Empoli contro il Verona. Lazio settima a 65 punti, appaiata alla Fiorentina ma senza coppe europee per via dei risultati negli scontri diretti.
Juve in Champions, Venezia in Serie B. E’ questo il verdetto del Penzo. La squadra di Tudor batte 3-2 gli uomini di Di Francesco chiudendo il campionato al quarto posto dietro a Napoli, Inter e Atalanta e spedendo i lagunari in Serie B. Nel primo tempo Fila (2′) punisce subito i bianconeri, poi Colombo annulla un gol di Costa per un tocco di mano, Yildiz (25′) e Kolo Muani (31′) ribaltano il risultato e un tiro-cross di Nicolussi Caviglia si stampa sul palo. Nel secondo tempo Haps (55′) riapre la gara approfittando di un blackout di Savona e compagni, poi Locatelli decide tutto su rigore (73′) e Di Gregorio difende il risultato con due grandi interventi.
Strappa una qualificazione alla prossima Conference League la Fiorentina, che in una partita rocambolesca piega l’Udinese 3-2 in trasferta nella trentottesima giornata di Serie A. I bianconeri la sbloccano con Lucca, poi l’espulsione di Bijol avvantaggia i viola. Gli uomini di Palladino la ribaltano con Fagioli e Comuzzo ma vengono ripresi da Kabasele. Serve il solito Kean agli ospiti per raggiungere i tre punti e un posto in Europa.
La 38a giornata della Serie A ha un sapore amarissimo per l’Empoli, che saluta la Serie A dopo anni di militanza. I toscani avevano bisogno di una vittoria per assicurarsi la salvezza, ma affondano contro l’Hellas Verona: la rete di Fazzini (43′) non basta, Serdar (4′) e Bradaric (69′) firmano il 2-1 che condanna i toscani.
Si salva il Parma, che sconfigge 3-2 l’Atalanta: rimonta nella ripresa, dopo la doppietta in 70 secondi di Daniel Maldini.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Massimiliano Menna, Vito Caressa, Ivan Groe, Romolo Groe, Nicola Caressa, Filippo Gravina e Pasquale Simonetta. *Alla trasmissione hanno assistito oltre 200 persone, tra i quali hanno commentato in diretta: Annibale Merante, Giorgio Gigantino, Mauro di Dolce Bombe, Joe Giampaolo, Gaspare Guarino e Sam Gallucci.
*** I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Vince Ionadi, a Sam Gallucci, a Domenic Staglianò, a Sam Dica, a Tony Moccardi, a Nicola Sparano e Nino Cioppa, tifosi del Napoli, a Giorgio Gigantino, a Mauro di Dolce Bombe, a Sergio Onorati, a Peppino Fazio, a Joe Giampaolo, a John e agli amici dello Juventus Club di Woodbridge, a Marco Petrangolo, a Rocco Simone, a Toni Canale Parola, ad Annibale Merante, ad Ermanno De Marco e gli amici dell’Inter Club Peppino Prisco, agli amici di Lago Social Club, a Carmine Muto e a Paul Groe di Lago Pizzeria Ristorante Dancing di Woodbridge.
Napoli Campione d’Italia per la quarta volta
scritto da Alex Ziccarelli | 4 Giugno 2025
Il Napoli è campione d’Italia 2024-25 e per la quarta volta nella propria storia. I giocatori, Antonio Conte con il suo staff e il Presidente Aurelio De Laurentiis, hanno marciato trionfalmente, alcuni anche con le lacrime agli occhi, sul terreno del Maradona per raccogliere l’ovazione dei propri tifosi: medaglia d’oro e poi la coppa dello Scudetto, alzata al cielo per la seconda volta dal capitano Di Lorenzo, come solo Maradona ha saputo fare a Napoli.
Tra i più visibilmente emozionati, con i loro nomi scanditi ritmicamente a gran voce, sicuramente Scott Mc Tominay e Romelu Lukaku.
Il quarto scudetto degli azzurri è, senza dubbio, una magia della società, dell’allenatore e della squadra, con al timone il Presidente De Laurentiis, grande artefice del nuovo corso, che da oggi potrà dire di aver eguagliato gli scudetti di Ferlaino, anche senza Maradona. E poi, soprattutto, un’opera straordinaria di Conte, l’allenatore che ha fatto la più grande impresa della sua carriera, portando alla vittoria un’ottima squadra ma, probabilmente, non la più forte in assoluto.
Lo stadio Maradona è in festa, la squadra, la gente, i tifosi ballano e cantano, col sottofondo di una città che è, di per sé, già musica e stanotte letteralmente esplosa per lo scudetto. Caroselli di macchine ovunque come negli anni ’80, botti, fuochi d’artificio,
Piazza Plebiscito invasa da centinaia di migliaia di tifosi festanti tinti di azzurro, sovrastati da centinaia di bandiere e dal rosso dei fumogeni. I Quartieri Spagnoli, Via Toledo, la Galleria, Piazza Trieste e Trento, Piazza Municipio, Via Marina, il Rettifilo, un’unica onda azzurra a festeggiare uno scudetto sofferto e in bilico fino all’ultima giornata, ma forse per questo ancora più bello di quello di due anni fa. In migliaia a seguire la premiazione dal maxischermo di Piazza Plebiscito e, in ogni strada e vicolo, automobili e motorini, una sinfonia di clacson, trombe e tamburi, proprio come nei ricordi dei primi 2 scudetti napoletani, quelli targati Diego Armando Maradona.
Lo sport italiano è in lutto, ci ha lasciato Nino Benvenuti
scritto da Alex Ziccarelli | 4 Giugno 2025
Ci ha lasciato Nino Benvenuti, uno dei grandi dello sport italiano, aveva 87 anni, senz’altro uno dei nostri eroi sportivi di ogni tempo.
Oggi è un giorno triste, non solo per il pugilato, la sua è una grande perdita, soprattutto per le generazioni che hanno potuto vedere con lui il tricolore della nostra bandiera assurgere ai massimi livelli.
Campione mondiale dei pesi medi e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960: tante le vittorie in carriera: campione olimpico dei pesi welter nel 1960, campione mondiale dei pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1967, campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970.
Nel 1968 ha anche vinto il prestigioso premio di Fighter of the year, unico italiano ad aver conseguito tale riconoscimento ed è stato anche l’unico pugile di casa nostra ad aver detenuto il titolo mondiale unanimemente riconosciuto di due categorie di peso, medi e superwelter.
Ciliegina sulla torta, tutta meritata, per un gentleman e uno sportivo del suo del suo livello, nel 1992 è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame, primo italiano a ricevere questo riconoscimento e pur non in possesso della cittadinanza statunitense, è stato ammesso anche nella National Italian-American Sport Hall of Fame, come Rocky Marciano e Joe Di Maggio, per le sue imprese sportive ottenute in terra americana.
Diplomazia dello sport. Il programma di borse di studio “Italia corre verso il futuro”
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
Si è svolta oggi alla Farnesina la cerimonia di firma della Convenzione tra il Maeci e l’Università di Roma “Foro Italico”, per l’istituzione del programma di borse di studio “Italia corre verso il futuro”. La cerimonia è stata aperta dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. “L’Idea di dar vita all’accordo che oggi firmeremo tra il Ministero degli Esteri e l’Università Foro Italico, – ha esordito il Ministro – è nata durante una riunione che abbiamo avuto a Pescara, in occasione del G7 sulla cooperazione. È un’idea che oggi si è concretizzata e ringrazio la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università del Foro Italico, per aver accettato la nostra proposta. Noi avviamo questa iniziativa con studenti provenienti da 10 paesi: Angola, Etiopia, Kenya, Mozambico, Nigeria, Senegal, Sud Africa, Tanzania e l’Uganda. Ma in seguito vogliamo allargarla ad altri paesi. Parleremo di questa iniziativa anche durante la cabina di regia del piano Mattei per l’Africa”. “Vogliamo ripetere – ha continuato Tajani – quanto sia importante per noi lo sport come strumento anche di politica estera. La diplomazia dello sport ormai è diventata una parte non secondaria della nostra azione aldilà dei nostri confini, perché riteniamo che lo sport praticato con tutti i nostri campioni, possa essere un’ottima immagine, anche per attrarre turisti e per far conoscere meglio l’Italia. Abbiamo inoltre un’importante industria dello sport e delle eccellenze dal punto di vista della formazione. Possiamo dunque offrire agli amici del continente africano la possibilità di formare giovani atleti, dirigenti sportivi e manager dello sport” . “Questa nuova collaborazione – ha poi rilevato Tajani – permette al nostro paese di stringere legami sempre più forti con il continente africano che per noi rappresenta una priorità della nostra politica estera”. Il Ministro ha poi sottolineato come queste borse di studio permetteranno di avere anche in questi Paesi africani degli ambasciatori dell’Italia, che potranno raccontare come hanno studiato nel nostro paese, come si sono formati nel nostro paese, facendo anche corsi in lingua italiana, così come avviene nelle altre università che hanno borse di studio per i giovani studenti africani. “Tutto questo -ha aggiunto Tajani – è importante anche per un continente in crescita, come quello africano, che nel 2050 avrà 2,5 miliardi di persone e potrà contare su tanti atleti emergenti, perché lo sport nel continente africano cresce a vista d’occhio e offre al mondo grandi campioni. In questo ambito – ha concluso il Ministro – noi vogliamo dare un contributo, perché attraverso lo sport e la nostra università può crescere una nuova e forte classe dirigente, che sia amica del nostro Paese, all’insegna della pace e dell’amicizia”. A seguire ha preso la parola il Rettore dell’Università Foro Italico Attilio Parisi, il quale ha ringraziato il Ministro per l’opportunità ed ha elogiato il lavoro sportivo svolto dagli atleti presenti all’incontro, ovvero Lorenzo Ndele Simonelli, primatista nazionale dei 60mt ostacoli e Yohanes Chiappinelli, mezzofondista e maratoneta italiano. “E’ un’occasione – ha affermato Parisi – che abbiamo voluto cogliere al volo, anche se le parole del Ministro Tajani, ci responsabilizzano, per il fatto di dover formare degli operatori che possono rappresentare degli ambasciatori dell’Italia nei loro paesi d’origine e quindi raccontare quello che hanno raccolto attraverso il percorso di studi presso la nostra università. È un qualcosa in cui la nostra università crede molto, una cooperazione internazionale, ed il fatto che tutto questo venga fatto tramite la diplomazia dello sport è ancora più importante. Lo sport – ha proseguito Parisi – è un qualcosa, che, per i valori che raccoglie al suo interno, unisce. Ha poi preso la parola l’atleta Lorenzo Ndele Simonelli, il quale si detto molto soddisfatto per la nascita del progetto e ha sottolineato come lo sport favorisca l’amicizia fra giovani di diverse nazionalità e possa unire popoli, le nazioni e il mondo. A seguire la testimonianza dell’atleta Yohanes Chiappinelli, che ha raccontato la sua storia. Dopo essere stato adottato da una famiglia italiane ed aver conseguito gli studi in Italia, Yohanes è entrato a 18 anni a far parte nel gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri, di cui fa parte ancora oggi. “Attualmente – ha raccontato Chiappinelli – sono detentore del record italiano nella maratona, in passato ho raggiunto il terzo posto negli europei del 2018 nei tremila siepi e tanti altri risultati”. L’atleta ha ribadito l’importanza delle realtà formative italiane come la musica, la scuola e lo sport dove non conta da dove vieni, ma quanta passione ci metti. Per l’atleta lo sport è uno degli strumenti più efficaci per la valorizzazione delle diversità. E’ stata infine firmata la Convenzione dal Ministro Tajani e dal Rettore Parisi. (Lorenzo Morgia – Inform)
SUPERCALCIO – Si decide tutto nei 90 minuti finali (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 4 Giugno 2025
In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 37.ma giornata di campionato.
Nell’anticipo della giornata l’Atalanta batte 3-2 il Genoa in una partita che conta nulla per la classifica ma che finisce tra le polemiche. A decidere è un gol del grande ex Retegui all’89’ su invito di De Ketelaere che non si cura di De Winter infortunato e prosegue l’azione facendo infuriare il popolo rossoblù. Ad aprire le danze era stato Pinamonti al 37′ (colpo di testa vincente dopo un digiuno di tre mesi), poi a inizio ripresa il pareggio di Sulemana (47′) con una botta da fuori. Grifone ancora avanti con Pinamonti al 58′, prima del pareggio di Maldini (63′) e del contestato gol di Retegui, che sale a quota 25 e batte il record in maglia Dea in campionato di Inzaghi (24).
Il Napoli non è andato oltre lo 0-0 in casa del Parma nella 37a giornata di Serie A, ma a differenza dell’Inter – fermato sul 2-2 in casa dalla Lazio – il pareggio ha un forte profumo di vittoria. Gli Azzurri di Conte hanno mantenuto il punto di vantaggio in testa alla classifica sui nerazzurri, ma devono ringraziare il laziale Pedro autore di una doppietta a San Siro con il rigore del definitivo pareggio realizzato al 90′. Agli uomini di Inzaghi non sono bastati i gol di Thuram e Dumfries per completare il sorpasso su un Napoli fermato anche da tre legni al Tardini.
La Juventus ha battuto 2-0 l’Udinese e consolidato il quarto posto quando manca una sola giornata al termine del campionato. I ragazzi di Tudor l’hanno spuntata grazie ai gol di Nico Gonzalez e Vlahovic nella ripresa, che permettono loro di rimanere padroni del proprio destino. A insidiare i bianconeri nell’ultimo turno ci sarà ancora la Roma, che all’Olimpico ha battuto 3-1 un Milan in 10 dal 21′ per l’espulsione di Gimenez (gomitata a Mancini), e la Lazio, che ha strappato un 2-2 all’Inter a San Siro.
Aritmeticamente fuori dai giochi, oltre ai rossoneri (fuori da tutto), anche Fiorentina e Bologna, con i viola che hanno battuto 3-2 i rossoblù nello scontro diretto.
Nella lotta salvezza in Serie A per non retrocedere è il Cagliari a fare festa con una larga vittoria per 3-0 sul Venezia: infatti i sardi conquistano matematicamente la conferma nella massima serie e inguaiano i lagunari che all’ultima giornata se la vedranno con la Juventus per una speranza salvezza ridotta al lumicino.
Nonostante il successo del Lecce contro il Torino (1-0) e dell’Empoli in rimonta contro il Monza (1-3) salentini e toscani si giocheranno la permanenza in A all’ultima giornata, con lo scontro diretto degli azzurri contro il Verona (1-1 contro il Como) che non permette agli Scaligeri di salvarsi. Con lo 0-0 contro il Napoli, anche il Parma si giocherà le chance salvezza all’ultimo turno.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano e Claudio Cinque. **Alla trasmissione (nel giorno festivo di Victoria Day in Canada) hanno assistito circa 115 persone, tra i quali hanno commentato in diretta: Salvatore Servello e Giorgio Gigantino.
*** I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a John Groe e a tutti gli amici dello Juventus Club di Woodbridge, a Vince Ionadi, a Sam Gallucci, a Sam Dica, a Domenic Staglianò, a Frank Riga, a Filippo Gravina, a Massimiliano Menna, a Salvatore Servello, a Joe Giampaolo, a Romolo Groe, a Carmine Muto, a Paul Groe, a Pasquale Simonetta, a Mauro di Dolce Bombe, a Max Rampello, a Patrick Incurvati, a Tony Marrone, a tutti gli amici ed alla conduzione di Lago Social Club, a Sergio Onorati, ad Antonio Romanello, a Nicola Caressa, a Vito Caressa, ad Annibale Merante, a Gaspare Guarino, a Loris Suppo, a Nino Cioppa e a Saverio De Palma.
****È stato pubblicato l’ultimo romanzo thriller di Ennio Marchetti, Direttore di FATTI NOSTRI: Lo aveva promesso agli amici di Crevacuore e Guardabosone. Eccolo: MORTALIS.
Tra Crevacuore, Guardabosone e Postua… gli omicidi si susseguono. E qualcuno, nell’ombra, muove i fili. Tutto comincia con un DJ ritrovato morto nel torrente Strona. Poi un altro delitto. E un altro ancora. Intorno, la vita quotidiana continua: il barista della Lanterna Blu con la sua filosofia disillusa, il sindaco di Guardabosone, brillante e affabile, il “pittore” e consigliere comunale, la giornalaia pettegola che osserva ogni cosa, la speaker che ha ballato con Raoul Casadei… Voci, volti, paesi veri che diventano protagonisti di una storia travolgente.
Un thriller ambientato nella Valsessera. Dove ogni paese ha i suoi segreti. E ogni segreto, prima o poi, presenta il conto.
Alla fine Inter e Napoli giocano venerdì, la finale lunedì sera
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
La Lega, dopo lunghe discussioni, ha deciso che le sfide scudetto Como-Inter e Napoli-Cagliari si giocheranno venerdì (e non più giovedì). È comunque ancora in corso il Consiglio che sta stabilendo orari e date di tutta l’ultima giornata della serie A.
Le due gare si disputeranno alle ore 20.45 e l’eventuale spareggio si terrà lunedì. Tutte le altre partite, invece, saranno domenica.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Isaac del Toro primo messicano a indossare la maglia rosa del Giro d’Italia
scritto da Fatti Nostri | 4 Giugno 2025
A soli 21 anni, Isaac del Toro è diventato oggi il primo messicano della storia a indossare la maglia rosa e a prendersi il primo posto in classifica nei 116 anni di storia del Giro d’Italia, una delle tre grandi corse a tappe del ciclismo mondiale.
Dopo una prestazione spettacolare su cinque tratti di sterrato che hanno rivoluzionato i risultati, l’atleta di Ensenada ha concluso al secondo posto la nona tappa della gara, piazzandosi primo nella graduatoria generale.
In uno scenario del tutto inaspettato per un debuttante, Torito ha messo in atto una fuga negli ultimi chilometri della giornata. La sua mossa audace ha scatenato la passione deitifosi, che hanno visto anche l’ecuadoriano Egan Bernal e il belga Wout Van Aert imitare l’esempio.
A 400 metri dal traguardo, Van Aert ha lanciato uno sprint finale per tagliare il traguardo davanti a tutti, con un tempo di 4 ore, 15 minuti e 8 secondi. Del Toro, secondo, ha conquistato la vetta della classifica generale con un tempo di 33:36:45, davanti allo spagnolo Juan Ayuso, staccato di 1′:13”, e all’italiano Antonio Tiberi, a 1′:30”.
L’immagine di Isaac in lacrime al traguardo e poi indossando la maglia rosa, definisce la carriera del ciclista messicano che ha concluso un’altra giornata memorabile su uno dei percorsi più importanti del ciclismo internazionale.
«Ho fatto solo quello che mi piace, cercando di mettere pressione a Van Aert, ma lui è stato più veloce. Sono felice e incredulo per ciò che è successo oggi», ha detto.