Le azzurre della pallavolo sul tetto del mondo

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Dopo la vittoria, oggi sono loro le regine. Un gruppo di ragazze ha scritto una nuova pagina nella storia della pallavolo, anzi dello sport, mondiale: dopo la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi dell’11 agosto 2024, ieri, domenica 7 settembre, a Bangkok, l’ItalVolley femminile ha conquistato il titolo mondiale dopo 23 anni, è la seconda volta in tutta la sua storia. Questo perché, senza dubbio, le giocatrici più forti al mondo indossano la maglia azzurra.
Le Azzurre sono riuscite ad arrivare sul tetto del mondo lottando e continuando a vincere 36 volte di fila e a restare imbattute dal 2 giugno del 2024. Ecco chi sono le nostre ragazze che sono diventate dee nell’Olimpo della pallavolo.

(Myriam Sylla, Paola Egonu e Monica de Gennaro)

EGONU, L’OPPOSTO “SIMBOLO” DELLA NAZIONALE

Paola Egonu è l’implacabile opposto, il simbolo della Nazionale, il punto di riferimento dell’attacco, protagonista indiscussa della prestazione di squadra. Paola Ogechi Egonu, 26 anni, nasce a Cittadella, provincia di Padova, da genitori nigeriani. ha ottenuto la cittadinanza nel 2014 e nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore italiana, con cui nel 2018, giovanissima, vince la medaglia d’argento al campionato mondiale e viene eletta migliore opposto. Oggi milita nella Pro Victoria di Monza.

“MOKI” CHE HA SCONFITTO L’AVVERSARIO “IN FAMIGLIA”

Monica de Gennaro, detta Moki, 38 anni, di Piana di Sorrento, è il libero più forte al mondo e ieri ha realizzato due obiettivi. Chiudere la carriera in Nazionale con una grande vittoria e sconfiggere il marito, Daniele Santarelli, allenatore della Turchia, squadra avversaria. Attualmente milita in seria A nell’Imoco di Conegliano.

ORRO E IL “PALLEGGIO-BOMBA” AI MICROFONI

Alessia Orro, nata ad Oristano nel 1998, è tra le palleggiatrice più forti del mondo. La sua è stata la migliore prestazione in finale. Milita nel club turco del Fenerbahce. La sua ‘che bomba’ non politicamente corretta, in un’intervista post vittoria a Rainews.it, dettata dall’entusiasmo, è già diventata virale.

SYLLA IL “CEMENTO” DEL GRUPPO

Myriam Fatime Sylla, 29 anni, schiacciatrice è quella che ha unito il gruppo. Nata a Palermo da genitori ivoriani, si è trasferita da bambina in Lombardia a Valgreghentino dove ha mosso i primi passi sotto la rete. Oggi gioca nel Galatasaray Spor Kulübü di Istanbul.

IL MURO INVALICABILE DI FAHR E DANESI

Le centrali più forti al mondo sono Sara Fahr e Anna Danesi che hanno costruito il muro più solido e invalicabile del Mondiale. Sara è nata 23 anni fa in Germania a Kulmbach da genitori tedeschi, per motivi di lavoro del padre, si è trasferita poi con la famiglia in toscana, oggi milita in seria A nell’Imoco. Anna è nata a Brescia nel 1996, ha iniziato a mettere le ginocchiere a soli 5 anni. Oggi è centrale in seria A nella Pro Victoria.

(Anna Danesi e Sara Fahr)

LA “STELLA” PIÙ GIOVANE SUL TETTO DEL MONDO

Stella Nervini, classe 2003, è la più giovane delle Azzurre a salire sul tetto del mondo a soli 22 anni Nata a Milano, oggi è la schiacciatrice, in serie A1, del Chieri ’76.

L’UOMO SULLA PANCHINA

L’ultimo giocatore, non in campo, è infine Julio Velasco, arrivato a dirigere le Azzurre nel gennaio 2024. L’argentino è il commissario tecnico della “generazione di fenomeni” del volley maschile anni ’90 che ha portato per un decennio a diventare una delle Nazionali più forti di tutti i tempi, vincendo due mondiali e tre europei. Oggi ha condotto un’altra generazione di fenomeni al femminile sul tetto del mondo.

 

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Sinner, analisi d’una sconfitta. Per battere Alcaraz userà il resto del mondo come sparring

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sinner 1024x773Persino a Sinner, di tanto in tanto – una finale Slam su due – tocca l’analisi della sconfitta come abitasse una sede d’un partito qualsiasi. E’ un evento raro, tanto che questa rarità preoccupa gli analisti del movimento: che barba quei due, sempre loro solo loro. “Quanto deve essere bella una partita per compensare il fatto che le altre 126 sembrano quasi irrilevanti?”, si chiede per esempio il New York Times mentre il resto del mondo celebra “King Carlos” a caratteri cubitali. Sinner invece si chiede più che altro come disinnescare l’unico suo ostacolo verso la noia eterna: Alcaraz, appunto. Lo studio è vicendevole, ed ha a che fare con l’evoluzione. Se il resto del panorama è un vuoto rarefatto, con nessun altro pretendente all’orizzonte, i due dittatori del tennis presente e futuro ora hanno un problema Darwiniano: come migliorarsi l’uno in funzione dell’altro, e non di altri.

Sinner, sconfitto e pacato, l’ha dichiarato già in conferenza stampa, “a caldo” si direbbe non fosse lui. “Devo uscire dalla comfort zone”. La ricetta è sempre quella. “Cambiare qualcosa nel mio gioco, e provarlo in partita nei tornei meno importanti: anche rischiando di perdere”. Una consapevolezza che è anche una dichiarazione di superiorità totale: usare il resto del mondo come sparring, in attesa degli unici versi match che contano. Il ranking Atp come una palestra privata. E’ già così, nessuno s’offenda. Mancava solo la dichiarazione d’intenti.

Sinner e Alcaraz hanno perso due set in due prima della finale degli Us Open, hanno perso il servizio solo sei volte. Alcaraz ha strappato il servizio a Sinner cinque volte, più di quanto abbiano fatto i sei avversari precedenti tutti assieme. Dall’Australian Open, quando Djokovic ha battuto Alcaraz ai quarti, li hanno trascinati al quinto set solo una volta: a Wimbledon, Alcaraz, impresa firmata dal 38enne Fabio Fognini. Djokovic ha raggiunto la semifinale di tutti e quattro gli Slam, ma oltre (sui 5 set) ha dichiarato resa. Il numero 3 al mondo è Zverev. Gli altri semifinalisti Slam di quest’anno sono Shelton, Musetti, Fritz e Auger-Aliassime. Sono pianeti lontani.

E dunque Sinner ha solo Alcaraz, e Alcaraz ha solo Sinner. Si conoscono a memoria, lo spagnolo ci ha pure scherzato: “Ormai vedo più te che la mia famiglia”. Sinner ha paura della variabilità del rivale. Ecco la crepa. “Questa è una cosa che sa fare benissimo, è il suo stile: batte e viene a rete, attacca da lontano, fa una palla corta, usa lo slice. È veramente bravo, in questo. Non diventerò mai come lui. Ma adesso è comunque il mio turno di cambiare il gioco, fare cose diverse: però devo provarle, abituarmi. Quando? Nei primi turni, magari non proprio degli Slam: negli altri tornei. Se è il caso, rischiare di perdere degli incontri: come fa Carlos. Però esercitarmi, e acquistare quella fiducia. Cambiare”. Il progresso funziona grazie alle crisi. Il terzo incomodo di Sinner e Alcaraz è la confort zone.

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Us Open, Sinner si prende la finale: sarà sfida con Alcaraz

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sinner da x us openNew York dopo Parigi e Londra. Sarà ancora una finale Slam tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. L’azzurro numero 1 al mondo, campione in carica degli Us Open, difenderà la sua leadership contro lo spagnolo che in caso di successo gli ruberà lo scettro e lo scavalcherà nel ranking. Così doveva essere, così tutti volevano. E così sarà.

Non senza fatica per l’altoatesino, che ha dovuto lottare forse più del previsto per avere ragione in semifinale del canadese Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 25. Vittoria in quattro set con il punteggio di 6-1, 3-6, 6-3, 6-4. Non è filato tutto liscio per Sinner, che nel secondo set per esempio, nel momento dello strappo decisivo, ha anche subito un parziale di 12 punti a 1. Una cosa che decisamente non capita spesso. In generale, servizio non impeccabile e qualche errore di troppo per Jannik, che però – dopo uno stop richiesto per intervento medico – ha trovato energie nuove e ha lottato comunque punto a punto fino a quello decisivo. Arrivato dopo 3 ore e 21 minuti.

Sinner ha conquistato così il 23esimo successo a New York e il 27esimo consecutivo negli Slam sul cemento. Ora la sfida totale con Alcaraz, che nell’altra semifinale ha battuto invece in tre set Novak Djokovic. Tutto in una notte.

US OPEN, SINNER: STAGIONE INCREDIBILE, HO GIUSTE SENSAZIONI PER FINALE

Quattro Slam 2025, quattro finali per Jannik Sinner. Domenica l’ultimo atto degli Us Open, come è stato già agli Australian Open, al Roland Garros e a Wimbledon. “Per me è una stagione incredibile, tanta roba” ha detto l’azzurro subito dopo la vittoria contro il canadese Felix Auger-Aliassime che gli ha aperto le porte della sfida per il trofeo. “È stata una partita pazzesca, molto difficile, contro un avversario che ha alzato decisamente il suo livello di gioco- ha spiegato l’altoatesino- Ho avuto anche qualche problema a livello fisico, ma alla fine tutto bene. Nulla di grave. Nessuna scusa se ho perso un set e nemmeno per la finale con Carlos”.

Già, lo aspetta ancora Alcaraz. Come a Parigi e a Londra. In un confronto che varrà titolo e primo posto nel ranking Atp. “Vediamo come andrà, lui sta giocando molto bene, non ha perso neanche un set. Ma ho le giuste sensazioni” ha concluso Sinner.

US OPEN, COACH SINNER: “JANNIK STA BENE, FASTIDIO MUSCOLARE È PASSATO”

“Ha avuto solo un po’ di fastidio all’addominale, ma dopo il trattamento col fisioterapista è passato. Quando è rientrato, nei primi game non sapeva bene come stava, quindi non forzava; poi ha iniziato a spingere e il servizio è andato sempre meglio. Credo che sia tranquillo per domenica”. Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner, ha rassicurato sulle condizioni dell’azzurro.

Tanto riposo e poco allenamento il programma in vista della finale di domani alle ore 20 italiane contro Carlos Alcaraz. Una sfida che vale titolo degli Us Open e primo posto nel ranking Atp. “Sarà un match complicatissimo, Carlos proverà a fare qualcosa di diverso rispetto alla finale di Wimbledon, quindi dobbiamo prepararci. Sarà importante lavorare su qualche dettaglio tattico. Poi- ha concluso Vagnozzi- bisogna andare a giocarsela, senza pressioni. Sarà comunque uno spettacolo”.

BINAGHI: “FIERI DI SINNER E DEI NOSTRI RAGAZZI STRAORDINARI”

“Dobbiamo essere fieri di essere una nazione così forte, con ragazzi straordinari che rappresentano il meglio della gioventù del nostro Paese”. Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha commentato così a SuperTennis il momento d’oro del tennis italiano maschile che allo Us Open ha vissuto ai quarti di finale il primo derby azzurro in uno Slam dopo il terzo turno, e celebra la quinta finale consecutiva nei major di Jannik Sinner, l’italiano con più partite vinte nei tornei più prestigiosi in calendario.

In semifinale Sinner ha sconfitto Felix Auger-Aliassime al termine di un match che il presidente Binaghi ha definito “duro, difficile. Jannik è partito come solo lui sa fare, ha giocato un primo set a mille. Poi credo abbia avuto un piccolo problema fisico nel secondo set. Credo poi che Auger-Aliassime ne abbia avuto al piede all’inizio del terzo. Poi nel quarto è venuto fuori il giocatore di maggior esperienza, di maggior classe. Jannik ha raggiunto così quattro finali Slam su quattro, un risultato eccezionale che gratifica un ragazzo straordinario e tutti noi italiani che condividiamo la passione per il tennis”.

Per la terza volta negli ultimi tre major, Sinner affronterà Carlos Alcaraz nella sfida per il titolo: lo spagnolo ha vinto la più lunga finale di sempre al Roland Garros, Jannik si è preso la rivincita a Wimbledon diventando il primo italiano nell’albo d’oro dei Championships. Il terzo appuntamento è in programma domenica alle 20, in chiaro e gratis, su SuperTennis.

“Domenica avremo davanti un grandissimo campione in forma strepitosa che un obiettivo in più, se vince diventa numero 1 mentre noi dobbiamo vincere per restare numero 1, questo penso sia un piccolo vantaggio psicologico per Alcaraz- ha commentato Binaghi- Li ritroveremo anche alle Nitto Atp Finals, e in mezzo Carlos dovrà giocare anche in Coppa Davis la prossima settimana mentre noi siamo già qualificati per le Finals di novembre”.

Dal punto di vista della programmazione degli ultimi incontri, ha aggiunto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, “quest’anno siamo stati un po’ sfortunati negli orari. Ma il derby Sinner-Musetti, giocato in piena notte italiana, era un match di gran lunga più interessante rispetto all’altro quarto di finale maschile di quella giornata (Auger-Aliassime contro de Minaur) ed è normale che sia stato messo nella prima serata qui negli Stati Uniti. Come ho già detto siamo vittime del nostro successo, di questa generazione straordinaria di campioni. negli anni ci si ricorderà ancora meglio quelle notti passate in bianco per vedere Sinner e gli altri nostri campioni allo Us Open, che saranno in chiaro almeno per i prossimi cinque anni su SuperTennis“.

Dal numero 1 del tennis italiano arrivano complimenti anche per Lorenzo Musetti, oggi numero 8 nella Race, la classifica basata sui risultati stagionali che offre un quadro aggiornato della corsa per le Nitto Atp Finals di Torino. “Lorenzo è un grandissimo talento che sta crescendo di mese in mese, mi piace molto la sua condotta di gara anche quando le cose vanno male. Credo che meriti di arrivare alle Finals a cui arriverà, se si qualifica, con un anno di ritardo perché l’anno scorso ha sacrificato per le Olimpiadi una programmazione che gli avrebbe consentito di acquisire i punti per essere a Torino”.

Quella che potrebbe diventare l’edizione più ‘italiana’ di sempre alle Nitto Atp Finals, con Andrea Vavassori e Simone Bolelli in piena corsa per essere in tabellone in doppio, certifica il 2025 da record del tennis italiano. “Abbiamo avuto almeno due italiani nei quarti in singolare maschile in tutti gli Slam, abbiamo vinto almeno un titolo in tutti i major. Peccato aver visto qui tanti italiani nello stesso lato di tabellone, avrei voluto vedere Cobolli e Musetti in due lati diversi. Ma i ragazzi sono giovani, ci sarà tempo per ripetere in uno Slam quel che fecero Flavia Pennetta e Roberta Vinci”, ha concluso Binaghi. Ovvero per vedere un’altra finale Slam tutta italiana dopo quella raggiunta dalle due amiche proprio allo Us Open esattamente dieci anni fa, nel 2015.

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Qualificazioni Mondiali 2026, l’Italia ne fa 5 all’Estonia

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foto singola sito 2025 09 05t225042.482 1024x576Uno, due, tre, quattro, cinque… l’Italia c’è. La prima di Gattuso sulla panchina della Nazionale è stato un 5-0 all’Estonia. Bene. E pensare che gli azzurri hanno anche ‘perso’ un tempo prima di riuscire ad aprire una gara che doveva portare sì i tre punti, ma anche più gol possibili nella rincorsa alla qualificazione ai prossimi Mondiali.

Anche per questo a Bergamo il ct ha messo in campo una squadra d’attacco, con due centravanti, Kean e Retegui, e poi Politano e Zaccagni larghi a destra e sinistra. Una sorta di 4-2-4 con Barella e Tonali in mezzo, senza quindi un vero ‘mediano’. E poi Di Lorenzo e Dimarco a spingere sulle fasce dalla difesa, mentre a Bastoni ma soprattutto a Calafiori è stato affidato il compito di iniziare l’azione dal basso. L’Italia ha preso subito il dominio del gioco chiudendo l’Estonia nella sua metà campo, ma i vari tentativi di Politano, Dimarco, Retegui e Kean o non hanno avuto fortuna o hanno trovato il portiere dell’Estonia, Hein, pronto a vivere una serata da protagonista. Tante azioni create, quindi, zero gol all’intervallo. Non un inizio in discesa.

Gli azzurri però non si sono fatti prendere dall’ansia e dalla paura, hanno ricominciato a macinare gioco e stavolta hanno trovato anche i gol. Con gli attaccanti protagonisti: prima Kean di testa su un tacco volante di Retegui, e poi l’ex Atalanta che ha trovato l’angolino basso con un preciso piatto dal limite. Il tris è arrivato con un tuffo di testa del subentrato Raspadori. Poker ancora di Retegui, che nel suo vecchio stadio ha regalato il bis, e quinta rete di Bastoni, letale di testa. Un secondo tempo davvero scoppiettante.

Ha preso così una forma più rotonda l’ottava vittoria per l’Italia in altrettanti confronti con l’Estonia. Adesso vietato rallentare: lunedì c’è una sfida decisiva, in Ungheria, contro Israele. La classifica del gruppo I dice infatti Norvegia 12 punti (con 4 partite), Israele 9 (4), Italia 6 (3), Estonia 3 (5), Moldova 0 (4). La vincitrice di ogni girone si qualifica direttamente per la fase finale del Mondiale, mentre le seconde classificate dovranno passare per gli spareggi.

GATTUSO: “BRAVA ITALIA, DOBBIAMO LOTTARE PER NOSTRO OBIETTIVO”

“E’ stata una buona partita. All’inizio sono mancati solo i gol, però i ragazzi sono stati bravi e infatti nel secondo tempo sono arrivati anche quelli”. E’ soddisfatto Rino Gattuso della prestazione offerta dall’Italia contro l’Estonia nel suo debutto da ct. “La prima è andata, adesso dobbiamo pensare alle altre e continuare così”, ha aggiunto.
Protagonisti del 5-0 sono stati gli attaccanti: doppietta per Retegui e gol di Kean, che il tecnico ha schierato insieme. “Hanno fatto certamente bene, ma tutti meritano i complimenti. Giocando così ci si espone a qualche rischio- ha spiegato le sue scelte Gattuso- ma credo sia stato giusto farlo contro un avversario che sapevamo avere qualcosa in meno di noi”.
Infine, uno sguardo alle prossime sfide. “Adesso dobbiamo concentrarci sulla gara con Israele. Abbiamo un obiettivo che vogliamo inseguire per fare contenti tutti gli italiani e dobbiamo lottare per cercare di ottenerlo” ha concluso il ct.

(Foto da X @Azzurri)

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SUPERCALCIO – Bene tutte le grandi. Crollo a sorpresa dell’Inter a San Siro

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img 3476Seconda giornata del campionato di Serie A 2025-2026 e seconda vittoria della Cremonese che, dopo aver sconfitto il Milan, ha la meglio anche sul Sassuolo. Terracciano (37′) e Vazquez (39′) sanciscono il doppio vantaggio ma i neroverdi pareggiano con Pinamonti (63′) e Berardi  (rigore al 73′). In un finale concitato, Manuel De Luca regala la vittoria ai suoi sempre grazie a una rete dal dischetto (92′). Il Milan espugna Lecce battendo 2-0 i salentini. Al Via del Mare il match si sblocca subito al 4′ col colpo di testa di Gabbia ma il VAR nega la gioia al difensore rossonero per fallo su Coulibaly, poi è Gimenez a divorarsi la rete a fine primo tempo. Nella ripresa il messicano trova la via del gol ma è ancora una volta il VAR ad annullare la rete al Milan per posizione di fuorigioco dell’attaccante. Nessun dubbio né irregolarità, invece, al 66′ quando Loftus-Cheek con un’incornata su cross al bacio di Modric regala il vantaggio ai rossoneri. Nel finale è Pulisic (86′) a regalare il raddoppio sfruttando una dormita colossale della difesa pugliese. Prima vittoria in questo campionato per il Bologna, che al Dall’Ara batte 1-0 il Como di Fabregas grazie al sinistro all’angolino al 59′ di Orsolini. Si ferma ancora l’Atalanta: dopo l’1-1 col Pisa, arriva quello al Tardini contro il Parma. Pasalic la sblocca all’80’ con un destro precisissimo su assist di Krstovic ma Cutrone entra e all’85’ firma il pareggio in ribattuta dopo una parata di Carnesecchi, evitando la sconfitta a Cuesta. Due indizi in questo caso non fanno una prova ma qualche dubbio sull’avvio dell’Atalanta di Juric resta dopo questi due 1-1: il primo con il Pisa, il secondo a Parma, con Cutrone che beffa la Dea illusa da Pasalic. Eppure, il tiro di De Roon prima e il palo di Scamacca al 19′ sembrano far pensare a una serata positiva per la formazione Bergamasca, dunque subito pericolosa. Poi, però, si svegliano anche i crociati con Valenti, che conclude al volo e manda di poco a lato. Prima dell’intervallo, si vede pure Pasalic, che però non trova l’1-0. Lo fa invece all’80’ e grazie anche ai cambi di Juric, visto che l’assist arriva da Krstovic entrato ancora al posto di Scamacca: sponda, destro angolatissimo dal limite e 1-0 per la Dea. Sembra arrivare la prima vittoria di Juric, che però non ha fatto i conti con Cutrone: subito dopo il gol entra e all’85’ segna di rapina dopo la parata di Carnesecchi sul colpo di testa di Delprato. Finisce così 1-1: ma se il Parma prende il suo primo punto e ferma una squadra da Champions, l’Atalanta deve rimandare ulteriormente l’appuntamento con la vittoria. Il Napoli batte 1-0 il Cagliari nella prima stagionale al Maradona, lo stesso avversario che tre mesi fa aveva regalato ai partenopei il quarto Scudetto della storia, grazie a un gol di Anguissa al 95′. Primo tempo con pochissime emozioni, con Caprile attento su McTominay proprio nel finale. Nella ripresa i campioni d’Italia si fanno più pericolosi e intraprendenti ma Caprile dice no al destro di Spinazzola (60′); McTominay ha due chance nel recupero prima del piattone vincente del centrocampista camerunese proprio all’ultimo secondo. La Roma batte 1-0 il Pisa e resta a punteggio pieno confermandosi dopo il successo all’esordio contro il Bologna. I ragazzi di Gasperini soffrono nel primo tempo e faticano a trovare spazi ma nella ripresa, grazie anche all’ingresso di Dybala, alzano nettamente ritmo e baricentro trovando dopo pochi minuti il gol che decide l’incontro: lo segna Soulé su assist di Ferguson e consente ai giallorossi di andare alla sosta in vetta alla classifica. La Juventus espugna Marassi battendo il Genoa 0-1: dopo una prima frazione avara di emozioni, con sole tre palle gol concentrate nei minuti precedenti al rientro negli spogliatoi, la sfida si sblocca nella ripresa grazie a Vlahovic (73′) con un’incornata su corner di Kostic che non lascia scampo a Leali. Rossoblù che provano a reagire ma una difesa bianconera ordinata e fortunata (miracolo di Di Gregorio su Ekuban e traversa di Masini nel finale) regala a Tudor il secondo successo che porta la Vecchia Signora in testa alla classifica a punteggio pieno e con zero gol subiti. La 2a giornata non consegna il successo alla Fiorentina, che viene tradita dal suo attacco e pareggia 0-0 contro un Torino dal baricentro più basso rispetto al debutto. Baroni riscatta la brutta sconfitta contro l’Inter (5-0) e ferma i viola, ottenendo il primo punto con un pari senza reti. Pioli invece osa il tridente con Gudmundsson dietro Piccoli e Kean ma non riesce a sbloccarsi: solo due punti nei primi turni di campionato. L’Inter stecca alla seconda uscita: dopo la goleada rifilata al Torino, la squadra di Chivu perde 2-1 con l’Udinese e subisce un’inaspettata battuta d’arresto. A San Siro i nerazzurri partono bene, poi abbassano il ritmo e subiscono la maggiore fisicità dei friulani. Nel primo tempo Dumfries (17′) sblocca il match su assist di Thuram ma un rigore di Davis (29′) e un bel destro a giro di Atta (40′) ribaltano il risultato. Reti che decidono la partita. Nella ripresa, infatti, l’Inter aumenta i giri e reagisce, ma sbatte contro la difesa bianconera e non va oltre un gol annullato a Dimarco per posizione irregolare di Thuram. Maurizio Sarri aveva criticato duramente la sua Lazio dopo il ko al debutto contro il Como e ottiene subito dei segnali positivi dalla sua squadra: i biancocelesti sconfiggono 4-0 il Verona con le reti di Guendouzi, Zaccagni, Castellanos (che serve anche due assist) e Dia, portandosi a quota tre punti. Fermo al punto ottenuto contro l’Udinese, invece, un Verona in palese difficoltà all’Olimpico.




Sorteggio Champions: ecco con chi dovranno vedersela Napoli, Inter, Atalanta e Juve

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estrazioni champions 1024x714L’Inter affronterà in Champions League il Liverpool e l’Arsenal, la Juventus affronterà il Real Madrid e il Borussia Dortmund; l’Atalanta il Chelsea e il Psgm infine il Napoli Chelsea e il Manchester. Lo ha stabilito il sorteggio di Monte Carlo, il primo con la nuova formula che prevede una ‘fase campionato’. La Champions prenderà il via ufficialmente con la prima giornata in programma tra il 16 e il 18 settembre, mentre la finale si giocherà alla Puskas Arena di Budapest il 30 maggio. Al termine della prima fase a 36 squadre passeranno le prime 8 piazzate, le ultime 8 saranno invece eliminate mentre chi occuperà la parte centrale della graduatoria disputerà gli spareggi per l’accesso agli ottavi.

INTER CONTRO LIVERPOOL E ARSENAL

In dettaglio: gli incontri dei Neroazzurri contro Liverpool e Arsenal saranno entrambi in casa. Sulla strada dei nerazzurri ci sono anche Borussia Dortmund (trasferta), Atletico Madrid (trasferta), Slavia Praga (casa), Ajax (trasferta), Kairat Almaty (casa) e Union SG (trasferta).

JUVENTUS CONTRO REAL MADRID E BORUSSIA

La Juventus affronterà in Champions League il Real Madrid (in trasferta) e il Borussia Dortmund (in casa). Sulla strada dei bianconeri anche il Benfica (casa), il Villarreal (trasferta), Sporting Lisbona (casa), Bodo Glimt (trasferta), Pafos (casa) e Monaco (trasferta).

ATALANTA CONTRO CHELSEA E PSG

L’Atalanta affronterà in Champions League il Chelsea (in casa) e il Psg (in trasferta). Sulla strada dei bergamaschi ci sono anche Bruges (casa), Eintracht Francoforte (trasferta), Slavia Praga (casa), Marsiglia (trasferta), Athletic Bilbao (casa) e Union SG (trasferta).

NAPOLI CONTRO CHELSEA E MANCHESTER CITY

Il Napoli affronterà in Champions League il Chelsea (in casa) e il Manchester City (in trasferta). Sulla strada dei partenopei anche Eintracht Francoforte (casa), Benfica (trasferta), Sporting Lisbona (casa), PSV (trasferta), Qarabag (casa) e Copenhagen (trasferta).

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In Messico procede l’attività di Inter Campus con Pirelli

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intercampuspuntovertIn Messico il progetto Inter Campus Silao è stato lanciato nel 2012, insieme a Pirelli, con l’obiettivo di prevenire le devianze minorili più diffuse, come consumo di droga e violenza. Anche lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, insieme all’inclusione sociale dei più bisognosi, ha sempre rappresentato un traguardo importante, perseguito attraverso il prezioso aiuto della Ong Elisabetta Redaelli delle Suore Marcelline.

Quest’anno, come ogni estate, presso il centro sportivo Comude nel Parco Eucalipto di Silao, in collaborazione con le istituzioni locali, si è tenuto il Torneo Inter Campus Pirelli al quale hanno partecipato un centinaio di bambini in un clima di festa e allegria.

Oltre al nucleo storico della periferia della cittadina, nel quartiere della Colonia Guadalupe, durante l’evento si è inaugurata una seconda cellula con una quarantina di allievi e due allenatori-educatori. Il nuovo nucleo si trova all’interno della zona industriale presso Comundimax, un’associazione che svolge molteplici interventi di carattere sociale a beneficio delle comunità vulnerabili della zona.

L’organizzatore principale del progetto è Inter Campus, l’ente ente senza scopo di lucro di F.C. Internazionale Milano, che dal 1997 si occupa di progetti di cooperazione in diverse parti del mondo. Pirelli è un partner e sostenitore di lunga data, in particolare in Messico dove la collaborazione è stata stabilita sin dall’apertura dello stabilimento dell’azienda milanese nello stato di Guanajuato. Il progetto si avvale anche della collaborazione di fondazioni locali e delle autorità del comune di Silao.

Durante la cerimonia d’apertura del torneo sono intervenuti i vertici di Pirelli ed i rappresentanti delle istituzioni locali.

Foto: inter.it

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Calcio, torna la serie A: le partite e gli orari della prima giornata

stadio san siro

stadio san siro
MANUTENZIONE STADIO PRATO SPALTI TRIBUNE

Torna in questo penultimo weekend di agosto la serie A. Quattro i match che inaugurano l’avvio di questa stagione. Si parte alle 18.30 con Genoa – Lecce, poi l’esordio del neopromosso Sassuolo di Fabio Grosso contro i campioni in carica del Napoli guidati da Antonio Conte. Alle 20.45 sul campo Milan – Cremonese e Roma – Bologna.

Il calendario della prima giornata prosegue, poi, domani pomeriggio: alle 18.30 in scena Cagliari – Fiorentina e Como – Lazio. Alle 20.45, invece, Atalanta – Pisa e Juventus – Parma. Il debutto della serie A chiude lunedì sera con Udinese – Verona alle 18.30 e Inter – Torino alle 20.45.

Debutta anche la serie B. Alle 19 di oggi scendono in campo Empoli – Padova e Virtus Entella – Juve Stabia. Alle 21 le sfide tra Monza – Mantova e Palermo – Reggiana.

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Impresa di Pellecani e Santoro: è il primo oro mondiale italiano nei tuffi 3 metri sincro misto

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sincro 1Chiara Pellacani e Matteo Santoro hanno vinto uno storico oro ai Mondiali di Singapore nel trampolino 3m sincro misto. Una gara perfetta quella degli azzurri chiusa con 308.13 punti. Mai nessuna coppia italiana aveva vinto l’oro mondiale nei tuffi sincro. Klaus Dibiasi nella piattaforma a Belgrado 1973 e Cali 1975, e Tania Cagnotto nel trampolino 1m a Kazan 2015 gli unici a prendersi il gradino più alto del podio.

E’ il primo oro italiano di questi Mondiali di nuoto, conquistato davanti all’Australia di Maddison Keeney e Cassiel Rousseau e la Cina di Li Yajie e Zilong Cheng. Per Pellacani e Santoro è il quarto podio iridato consecutivo.

“Una gioia indescrivibile, siamo troppo contenti e non trovo le parole – dice Santoro – Vincerla insieme a Metti è la ciliegina sulla torta. Senza di lui non sarebbe successo tutto questo. L’oro è per Alessio, un amico che non c’è più. E a tutta la sua famiglia, le voglio un bene dell’anima”.

“Non ricordo tante emozioni insieme – dice Pellecani – Ho un mare dentro che si sta muovendo. Tanta felicità, emozione, anche un po’ di paura. Non mi aspettavo di prendere l’oro. Con Chiara è sempre magica”.

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Mondiali di scherma, l’Italia è oro nella sciabola a squadre maschile

sciabola maschile

sciabola maschileSono arrivate altre due medaglie per l’Italia a Tbilisi nel Campionato del Mondo. A dieci anni di distanza, gli azzurri della sciabola hanno vinto la medaglia d’oro nella prova a squadre. Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre hanno piegato in finale l’Ungheria 45-37. Entusiasmante il cammino degli sciabolatori azzurri che, dopo il vittorioso esordio nei sedicesimi di finale contro la Thailandia per 45-29, negli ottavi hanno battuto con il risultato di 45-39 la Germania, nei quarti la Polonia 45-28, e in semifinale il Giappone 45-36. Bronzo per il team di fioretto femminile con Anna Cristino, Arianna Errigo, Martina Favaretto e Alice Volpi.

LA GIOIA DEGLI SCIABOLATORI DOPO L’ORO

La gioia del capitano Luca Curatoli: “Stiamo già lavorando per cambiare il volo (ride, ndr). Per me un oro e un bronzo, una settimana fantastica. Abbiamo lavorato tanto, è stata dura. Non so che dire perchè è stato bellissimo, è andato contro ciò che ci potevamo aspettare. Abbiamo dimostrato di essere forti, speriamo sia il primo di tanti altri”. Le parole di Matteo Neri: “Una prestazione incredibile. In realtà abbiamo tirato da paura dall’inizio alla fine. Abbiamo pensato incontro per incontro”. La corsa di Michele Gallo: “Sappiamo il nostro valore anche se i risultati non ci davano per favoriti noi abbiamo lavorato tanto per questo risultato. Siamo uniti tra di noi e le ultime settimane ci hanno aiutato. Abbiamo fatto una videochiamata con Samele ed era molto emozionato”. Chiude Pietro Torre: “Siamo molti uniti. Oggi al di là della tecnica è l’unione che ci ha permesso questo grandissimo risultato”.

MAZZONE (PRESIDENTE FIS): GIORNATA STORICA

Grande gioia in casa Italia per l’oro della sciabola maschile a squadre, che mancava da Mosca 2015, e per il bronzo del fioretto femminile che rimane sul podio. Soddisfazione immensa per il ct Andrea Terenzio che centra subito il grande obiettivo alla sua prima gara iridata alla guida azzurra e del presidente Luigi Mazzone che festeggia il secondo oro dopo quello del fioretto maschile di sabato. “Una giornata storica- ha detto Mazzone- L’oro nella sciabola mancava dal 2015. Oggi sono senza parole per la grinta, cuore e tenacia che hanno messo questi ragazzi. Hanno dimostrato di essere una grande squadra. Le ragazze non sono scese dal podio, il fioretto con quattro medaglie e l’oro dei ragazzi ha fatto un grande mondiale”. Il ct Terenzio ha spiegato come si è arrivati a questo risultato storico: “Oggi siamo Campioni del Mondo. Siamo riusciti a compattarci e isolarci da tutto dando quello che si poteva. Tutti hanno fatto un mondiale clamoroso. Ci credevamo ma non si poteva dire, abbiamo fatto una stagione in crescendo dopo l’argento europeo. Si è coronato un sogno oggi con questo risultato. Il lavoro è stato quello di creare un gruppo, si fidano l’uno dell’altro. Abbiamo analizzato gli avversari e le cose sulle quali crescere e così abbiamo fatto un grande passo avanti. Siamo una squadra giovane e abbiamo tanti altri che spero possano entrare in questo gruppo”.

agenzia Dire – www.dire.it