Italia, la ripartenza non arriva: il Belgio vince 2-0 all’Olimpico

sysjk5xrcwcl1mi9ymlyd afhgi01z oby6uvah13me80gu8trp3jdyvttoqkfvkuosciouk9mjhrbuo9rbc9ftunvjpaift11ttzy07wsngp741mvuysipkygd8hxulmmwkkmagcprcq9kipgzvkobbiw 3soctkmsob7pnc8g6vtxkjwv2jnicfeavd0rz

La nuova Italia di Roberto Mancini comincia la Nations League con una sconfitta. All’Olimpico di Roma il Belgio si impone 2-0, con un gol per tempo di Mika Godts e Dodi Lukébakio, in una partita nella quale gli Azzurri hanno mostrato soprattutto nel primo tempo difficoltà nel costruire gioco e nel contenere gli avversari.

sysjk5xrcwcl1mi9ymlyd afhgi01z oby6uvah13me80gu8trp3jdyvttoqkfvkuosciouk9mjhrbuo9rbc9ftunvjpaift11ttzy07wsngp741mvuysipkygd8hxulmmwkkmagcprcq9kipgzvkobbiw 3soctkmsob7pnc8g6vtxkjwv2jnicfeavd0rz

Per la Nazionale era una serata particolarmente attesa: dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, iniziava ufficialmente il nuovo ciclo con il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra. Era inoltre la 900ª partita della storia della Nazionale italiana. Ma il risultato non ha accompagnato le aspettative e i circa 47 mila spettatori dell’Olimpico hanno accompagnato il finale con i fischi.

Un primo tempo difficile

Il Belgio ha iniziato la partita con maggiore personalità, facendo circolare il pallone e mettendo in difficoltà il centrocampo italiano. Gli Azzurri hanno avuto una prima occasione con Pio Esposito, che ha colpito il palo, ma l’azione è stata viziata dal fuorigioco.

Al 20′ è arrivato il vantaggio belga. Una palla persa dall’Italia ha permesso a Kevin De Bruyne di servire Godts, che ha superato due avversari e battuto Donnarumma.

Il portiere italiano è stato poi decisivo in più occasioni, impedendo al Belgio di aumentare il vantaggio prima dell’intervallo. La squadra di Van Bommel ha mostrato maggiore continuità e ha chiuso la prima frazione avanti 1-0.

Nella ripresa un’altra Italia

Dopo l’intervallo gli Azzurri hanno cambiato atteggiamento. L’Italia ha alzato il baricentro e ha iniziato a mettere maggiormente sotto pressione la difesa belga.

Kean ha avuto una buona occasione dopo un cross di Cambiaghi, mentre Pio Esposito ha sfiorato il pareggio di testa. Per alcuni minuti il Belgio ha faticato a uscire dalla propria metà campo e sembrava possibile il ritorno in partita degli Azzurri.

Mancini ha quindi effettuato i primi cambi, inserendo Frattesi, Scalvini e Daniel Maldini al posto di Romano, Coppola e Pio Esposito.

Ma proprio nel momento in cui l’Italia cercava con maggiore insistenza il pareggio è arrivato il secondo gol del Belgio.

Lukébakio chiude la partita

Al 69′ Lukébakio, appena entrato, ha approfittato di una ripartenza e ha battuto Donnarumma con una conclusione precisa dal limite dell’area. Un’azione rapida che ha punito una perdita di pallone italiana e che ha portato il Belgio sul 2-0.

Da quel momento l’Italia ha provato a riaprire la partita, ma senza riuscire a trovare la rete. Nel finale Calafiori ha sfiorato il gol e Scalvini ha avuto una grande occasione sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il pallone è finito alto.

Una ripartenza ancora da costruire

La sconfitta non cancella completamente quanto mostrato nella seconda parte della gara, ma evidenzia il lavoro che attende Mancini. Lo stesso commissario tecnico ha riconosciuto che nel primo tempo il Belgio aveva giocato meglio, mentre nella ripresa l’Italia aveva avuto le occasioni per pareggiare prima di subire il secondo gol in contropiede.

Il problema, più che il risultato in sé, è stato il contrasto tra i due tempi: un’Italia in difficoltà e poco fluida nella prima parte, seguita da una reazione che però non è stata sufficiente a cambiare la partita.

Nel gruppo A1, dopo la prima giornata, Belgio e Francia sono a quota tre punti, mentre Italia e Turchia sono ferme a zero. La Francia ha infatti battuto la Turchia 1-0 nell’altra partita del girone.

Per gli Azzurri il prossimo appuntamento sarà contro la Turchia, prima della sfida di ritorno con la stessa nazionale il 5 ottobre a Bologna. Il nuovo ciclo è dunque appena cominciato, ma la prima partita ha mostrato che la strada per ritrovare continuità internazionale sarà ancora lunga.

 

 




Bennato porta l’America’s Cup a Nisida: musica e speranza per i ragazzi del carcere minorile

bennato americas cup foto

L’America’s Cup è arrivata a Nisida, ma non soltanto con le barche e la competizione sportiva. A portare la musica è stato Edoardo Bennato, che sulla terrazza dell’Istituto penale per i minorenni ha cantato L’isola che non c’è, dedicandola ai giovani detenuti.

bennato americas cup foto

L’occasione era l’apertura della settimana della regata preliminare dell’America’s Cup 2027, che avrà Napoli tra le città protagoniste del percorso verso la competizione. Bennato ha inoltre presentato dal vivo l’inno ufficiale della prossima America’s Cup, America’s Cup, scritto appositamente per l’evento.

“Una canzone di speranza”

Prima di eseguire L’isola che non c’è, Bennato ha spiegato di voler dedicare la canzone ai ragazzi dell’istituto.

Il brano, pubblicato nel 1980, è stato presentato dall’artista come un invito a sperare, a credere in se stessi e a costruire un futuro migliore, anche quando le condizioni sembrano difficili.

Per Bennato, il significato della serata è stato anche legato al particolare luogo nel quale si è svolta.

“Nisida è un’isola e nessuno lo sa”, canta in un altro suo brano. Ma questa volta, ha sottolineato il cantautore, Nisida è diventata il centro dell’attenzione internazionale proprio grazie alla Coppa America.

Nasce l’inno dell’America’s Cup

Dopo L’isola che non c’è, Bennato ha presentato anche il nuovo brano dedicato alla competizione.

L’artista ha raccontato di essere partito da alcuni versi del fratello Eugenio, legati al mare e al vento, per arrivare alla canzone America’s Cup. La scelta di coinvolgerlo è legata anche alla sua esperienza nella realizzazione di grandi sigle sportive: Bennato ha ricordato, tra le altre, Un’estate italiana, realizzata con Giorgio Moroder e Gianna Nannini per i Mondiali di calcio del 1990.

Questa volta il palcoscenico internazionale sarà quello della vela e il protagonista sarà Napoli, che ospiterà le regate preliminari e sarà una delle sedi del percorso verso l’America’s Cup 2027.

Lo sport entra nel carcere

La serata di Nisida non è stata soltanto un evento musicale.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha annunciato un percorso di formazione dedicato ai giovani dell’istituto, collegato allo sport e alla vela. È previsto inoltre il recupero del campo di calcio presente all’interno del carcere minorile, con l’obiettivo di restituire ai ragazzi uno spazio per l’attività sportiva.

L’idea è utilizzare la grande manifestazione sportiva internazionale anche per lasciare qualcosa alla città e alle realtà coinvolte.

Da Napoli al mondo

L’America’s Cup porterà nei prossimi mesi a Napoli team, atleti, tecnici e pubblico internazionale. Per Bennato, però, il significato dell’appuntamento va oltre la competizione.

La sua presenza a Nisida ha creato un collegamento particolare tra sport, musica e recupero sociale, proprio in un luogo che normalmente rimane lontano dai riflettori.

E la scelta di L’isola che non c’è non è casuale: una canzone nata più di quarant’anni fa è diventata, per una sera, un messaggio rivolto a giovani che stanno cercando una strada per il proprio futuro.

“Buon vento”, ha detto Bennato al termine dell’esibizione, utilizzando il tradizionale saluto dei velisti.

Per Napoli, il vento dell’America’s Cup è già cominciato a soffiare.

 

 

 




SUPERCALCIO. Vergogna ultras nel minuto di silenzio per Mazzola a Torino. La Juve condanna (VIDEO)

7d8c6a36 f0a0 48b7 98d6 c617cb073fad

In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 5.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

7d8c6a36 f0a0 48b7 98d6 c617cb073fad

In tutti gli stadi il ricordo della scomparsa di Sandro Mazzola con un minuto di silenzio: nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso e indimenticabile.

Varela trascina il Monza alla prima vittoria in campionato, Sassuolo battuto 2-1: al Brianteo la squadra di Juric ha la meglio sui neroverdi grazie a una doppietta del centravanti ex Gil Vicente. Grande reazione del Torino a Bologna: la squadra di Abate strappa un punto d’oro con Kulenovic che risponde a Bernardeschi. Vince il Cagliari in casa dell’Udinese: pasticcio Miller-Kabasele con Maldini che  ne approfitta e sblocca la gara. Roma-Inter 2-2, un pareggio spettacolare all’Olimpico: ancora imbattuti giallorossi e nerazzurri con la doppietta iniziale giallorossa di Koné e la rimonta nerazzurra con due belle reti di Lautaro Martinez. La Lazio non si ferma più, vince a Venezia e aggancia Inter e Roma in vetta: la squadra di Gattuso soffre un tempo con Mandas che para un rigore a Yeboah, poi capitan Zaccagni (sempre dagli undici metri) e Noslin regalano il successo ai biancocelesti. Napoli, altra frenata della squadra di Allegri: avanti con Gilmour, si fa riprendere dalla Fiorentina al Franchi in una sfida frizzante con traverse di Atta e Fagioli e palo di Olivera; poi al 23′ il vantaggio degli ospiti e al 51′ il pari con la deviazione decisiva di Rafa Marin sul tiro di Jimenez. Il Parma batte il Genoa con le reti di Romero e Almqvist che regalano la prima vittoria a Cuesta: non basta Osmajic al Grifone di De Rossi per uscire con dei punti dal Tardini, decide lo svedese all’80’ per i gialloblù. Grande vittoria del Frosinone allo Stirpe: Calò e Kvernadze affondano il Como e primo ko per Fabregas. Al Meazza segnano Pulisic-Rabiot-Moreira: è il Milan migliore della stagione, Lecce battuto 3-0, una sosta serena per Amorim. Allo Juventus Stadium la Juve dimentica il Sassuolo con due schiaffi a una brutta Atalanta: un gol per tempo per i bianconeri, a firma di Conceiçao e Bremer. Terza sconfitta consecutiva per i bergamaschi che recriminano per un episodio da rigore su Rowe; da registrare che la curva della Juventus rovina il minuto di silenzio per Mazzola: tifosi di spalle e cori per Scirea, Fortunato e Gianni Agnelli, episodio condannato poi dalla stessa società e da Spalletti.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, idealmente Pasquale De Stefano, indisponibile per problemi di salute, a cui è dedicata l’intera trasmissione, poi Sergio Onorati, Ivan Groe, John Groe, Massimiliano Menna e Pasquale Simonetta.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 120 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Pasquale Simonetta, Salvatore Servello, Mario Rubello, Fabio Groe e Silvio Lo Presti.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Rino Zaurrini, a Pasquale Simonetta, a Salvatore Servello, a Vince Ionadi, a Sam Gallucci, a Mario Rubello, a Sam Dica, a Domenico Staglianò, a Romolo Groe, Carmine Muto, Paul Groe, Joe e tutti gli amici di Lago Ristorante, a Fabio Groe, a Silvio Lo Presti, a Marco Groe con il figlio Carmine, a Filippo Gravina e al Messinesi Club con Frank e Linda Maio.




Addio a Sandro Mazzola, ci ha lasciati l’icona della Grande Inter e della Nazionale

impresso 1789773172951

L’FC Internazionale Milano, con il Presidente Giuseppe Marotta, il Vicepresidente Javier Zanetti, il Direttore Sportivo Dario Baccin, l’Allenatore della prima squadra Cristian Chivu ed il suo staff, tutti i calciatori e tutto il mondo Inter, piange con profondo dolore la scomparsa di Sandro Mazzola, grande leggenda nerazzurra e del calcio mondiale, e si stringe attorno alla sua famiglia nel ricordo dell’immenso campione appena scomparso.

impresso 1789773172951

Sandro Mazzola è morto a 83 anni, lasciando un vuoto enorme nel calcio italiano e soprattutto nella storia dell’Inter.

Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, perse ad appena 6 anni il padre nella tragedia di Superga: da quel momento iniziò un percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei simboli più importanti della Grande Inter.

A 18 anni debuttò in Serie A e dal 1962-63 entrò stabilmente nella squadra di Helenio Herrera. II momento più alto arrivò nel 1964, quando fu protagonista della vittoria in Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, segnando due gol nella finale di Vienna.

Fu decisivo anche nelle due Coppe Intercontinentali conquistate dall’Inter.

Mazzola chiuse la carriera con 417 presenze e 116 gol in Serie A, mentre con la Nazionale collezionò 70 presenze e 22 reti. Campione d’Europa nel 1968, fu protagonista anche della celebre staffetta con Gianni Rivera nella finale del Mondiale 1970.

Dopo il ritiro continuò a lavorare nel calcio, tornando anche all’Inter come dirigente. Una vita interamente legata al pallone, chiusa con un’eredità ed un ricordo impossibile da cancellare nel cuore di tutti i tifosi, incluso quello di chi vi scrive.




Italia, riparte l’era Mancini: nove volti nuovi per la Nations League

pvfsigou4bylxfw2qnbkvuxiaibuqgew er02lqr10732nw tpwzeufwcpd0rwlvmeug7v23vcjbv w6ywywpzaoxrfona03jvinf6rtiqxwfrjjije75c7hcgtfosik7gblcussjfxxngriuwdphr09jd7zjayzrropuuojguwkhiolr2ssmcdocbgsyugg

La Nazionale italiana prova a voltare pagina. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, l’Italia torna in campo con Roberto Mancini nuovamente alla guida degli Azzurri e lo fa ripartendo dalla Nations League.

Per i primi impegni della stagione il commissario tecnico ha convocato 34 giocatori, con ben nove calciatori alla prima chiamata nella Nazionale maggiore. Una scelta che apre il nuovo corso a diversi giovani e a giocatori che si sono messi in evidenza nei rispettivi club.

national league

Nove esordienti

I nove nuovi convocati sono il portiere Massimo Pessina, i difensori Daniele Ghilardi, Michael Kayode ed Eddy Kouadio, i centrocampisti Alessandro Romano e Issa Doumbia e gli attaccanti Sebastiano Esposito, Antonio Vergara e Mohamed Alì Zoma.

Per tutti si tratta della prima convocazione con la Nazionale maggiore.

Nel gruppo sono stati confermati anche Honest Ahanor e Samuele Inacio, già chiamati per le amichevoli dello scorso giugno.

Tornano Fagioli e Zaniolo

La nuova lista comprende anche alcuni ritorni.

Nicolò Fagioli e Nicolò Zaniolo tornano in Nazionale dopo un’assenza che durava dall’ottobre 2024, mentre Rolando Mandragora rientra a distanza di oltre cinque anni: l’ultima convocazione risaliva al marzo 2021.

Tra i convocati figura inoltre Daniel Maldini, figlio di Paolo, che torna a far parte del gruppo azzurro.

La lista allargata risponde anche alla particolare concentrazione degli impegni: l’Italia dovrà disputare quattro partite in undici giorni.

Quattro partite in undici giorni

Il debutto è fissato per venerdì 25 settembre, quando gli Azzurri affronteranno il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma.

Tre giorni più tardi sarà la volta della trasferta in Turchia, a Bursa. Il 2 ottobre l’Italia volerà in Francia per affrontare i Bleus a Saint-Denis, mentre il 5 ottobre chiuderà questa prima finestra di Nations League con la seconda sfida contro la Turchia, questa volta allo stadio Dall’Ara di Bologna.

Un calendario particolarmente impegnativo, che permetterà a Mancini di lavorare rapidamente su un gruppo molto ampio.

Una nuova Nazionale dopo la delusione mondiale

La Nations League rappresenta così il primo vero banco di prova del nuovo corso azzurro.

La mancata qualificazione al Mondiale ha lasciato l’Italia fuori dalla principale competizione internazionale per la terza edizione consecutiva. Ora Mancini riparte con una squadra che combina giocatori già affermati e numerose novità.

Lo stesso commissario tecnico ha definito le convocazioni come un primo passo, sottolineando che resta ancora molto lavoro da fare.

Il raduno è previsto domenica sera a Coverciano, mentre il primo allenamento è fissato per lunedì 21 settembre. Da quel momento inizierà concretamente la nuova avventura della Nazionale.




Antonelli alla Ferrari? Ora pensa al presente: “Voglio vincere tanto con Mercedes”

6474ec7749c5832d4fb3744e74dafc3b

Il pilota bolognese, leader del Mondiale di Formula 1, non chiude alla possibilità Ferrari: “Per il futuro non escludo nulla, ma oggi sono contentissimo in Mercedes”.

6474ec7749c5832d4fb3744e74dafc3b

Andrea Kimi Antonelli non chiude la porta alla Ferrari, ma per il momento guarda soprattutto alla Mercedes. Il ventenne bolognese, attuale leader del Mondiale di Formula 1, ha parlato del proprio futuro in un’intervista ad Automoto.it, dopo le recenti vittorie di Monza e Madrid.

Alla domanda su un possibile futuro con la scuderia di Maranello, Antonelli ha risposto senza escludere l’ipotesi: “Per il futuro non escludo nulla”. Ma il presente, ha chiarito, è tutto con Mercedes.

“Adesso sto bene dove sono. Sono contentissimo di essere in Mercedes”, ha spiegato il pilota, ricordando che la squadra tedesca ha creduto in lui fin da quando aveva 12 anni e lo ha accompagnato nel suo percorso di crescita.

Otto vittorie e un vantaggio di 81 punti

Antonelli arriva a questo appuntamento della stagione dopo una fase particolarmente positiva.

Il successo nel Gran Premio di Madrid del 13 settembre è stato l’ottavo della stagione e gli ha permesso di portare a 81 punti il vantaggio sul compagno di squadra George Russell. Lewis Hamilton, su Ferrari, è invece a 101 punti dalla vetta.

Il risultato di Madrid è arrivato una settimana dopo la vittoria di Monza, confermando il momento positivo del giovane pilota italiano.

Antonelli, tuttavia, continua a evitare di fare programmi sulla conclusione del campionato e preferisce concentrarsi sulle singole gare.

“Spero di cogliere tanti successi con Mercedes”

Il rapporto con la Mercedes rimane quindi centrale nel percorso professionale di Antonelli.

“Sono stati loro a credere in me quando avevo solo 12 anni”, ha ricordato. Da qui anche il senso di riconoscenza verso la squadra e la volontà di continuare a ottenere risultati con la scuderia.

“Oggi l’obiettivo è vincere il più possibile con la Mercedes”, ha detto.

La possibilità di un futuro in Ferrari resta dunque una prospettiva aperta, ma senza indicazioni da parte del pilota su un eventuale trasferimento nel breve periodo.

L’amicizia con Sinner e Bezzecchi

Nell’intervista Antonelli ha parlato anche dei rapporti con altri giovani protagonisti dello sport italiano, in particolare Jannik Sinner e Marco Bezzecchi.

Il pilota ha spiegato di apprezzare il fatto di poter condividere con loro l’esperienza della competizione ai massimi livelli e la gestione della pressione.

“È bellissimo avere amici sportivi che capiscono cosa vuol dire gestire la pressione”, ha raccontato Antonelli, aggiungendo che vedere i suoi amici vincere rappresenta anche una motivazione per cercare di fare altrettanto.

Su Sinner ha poi scherzato: “Vorrei fare altrettanto, se non meglio, anche se fare meglio di Sinner è difficile”.

Per ora, dunque, Antonelli non sembra avere fretta di pensare alla Ferrari. Il suo messaggio è piuttosto semplice: continuare a crescere, vincere con Mercedes e lasciare aperte le possibilità per il futuro.




SUPERCALCIO – Inter e Roma al comando. Crollo Juve a Sassuolo

de69fce3 3367 4f17 afe7 b7771182ae59

SUPERCALCIO – 4.a giornata del campionato 2026-2027 e riscatto viola con Vanoli in panchina: veneti in vantaggio con Adams, poi si scatena Mastantuono con una tripletta che stende il Venezia e rilancia la Fiorentina; in gol anche Pellegrino e rete finale di Hainaut che fissa il risultato sul 2-4.

de69fce3 3367 4f17 afe7 b7771182ae59

Vasquez salva il Genoa, col Frosinone per De Rossi è solo 1-1: i ciociari passano in vantaggio con Kvernadze, Colombo sbaglia il rigore del pari, poi ci pensa il capitano genoano.

Cancellieri e Noslin fanno sognare la Lazio, una doppietta di Moreira salva il Milan di Amorim: all’Olimpico finisce in parità.

A Sarri non basta Scamacca, Atalanta ancora ko in casa: Mendy e Maldini fanno sognare il Cagliari.

Il Lecce stende il Monza in venti minuti, Coulibaly da sogno, inutile il gol di Zeballos: si decide tutto nel primo tempo al Via del Mare: doppietta del centrocampista e di Gabriel, prima aveva accorciato Mangas e finisce 3-2 per i giallorossi.

A Napoli Favasuli al 66′ serve l’assist per il gol di Lobotka: è l’episodio che decide la partita col Bologna.

Il Sassuolo batte la Juve per 3-2 agli ultimi secondi, partita folle e suicidio Juve al 94′: la decide Adzic e non basta un doppio Zhegrova che aveva ripreso due volte i gol di Sebastiano Esposito e di Bowie.

Ramon e Kaiki lanciano il Como, al Parma non basta un gol di Romero: nel posticipo in riva al lago gli uomini di Fabregas si impongono 2-1 sugli emiliani e raggiungono la Lazio a quota 10.

La Roma passa anche al Comunale di Torino: Dybala inventa, Malen segna, chiude Pisilli. Per la Roma quarto successo su quattro e testa della classifica.

L’Inter ribalta anche l’Udinese: va sotto di 2 gol, poi ne fa 5: friulani subito avanti con Abankwah ed Ekkelenkamp, poi ripresi da Carlos Augusto e Barella e ribaltati dalle reti di Thuram, Pio Esposito e Bonny nella ripresa. Nel recupero Gueye sigla il definitivo 5-3 con l’Inter che aggancia in vetta la Roma: sabato lo scontro diretto all’Olimpico contro i giallorossi.

 



Antonelli non si ferma più: dopo Monza conquista anche Madrid

qtiodw f1 0qjwhjpg1 66ted6k1xftyb fbugy4jgwhdtc8wkuz7k2xlpoqcq0149a1lsyvrwm9lbwj0 mpbm rdt5rnbomxfwhnw7nfeitypci3ybhea5znp7 x3k9xwskpi0fpxfetaaclueazy6zjscxseurabvb dtwqun1g1juqq4pvgtfc 7dke9g

Ci sono vittorie che valgono 25 punti e vittorie che raccontano qualcosa di più.

Quella di Andrea Kimi Antonelli nel Gran Premio di Spagna, disputato oggi sul nuovo circuito Madring di Madrid, appartiene alla seconda categoria.

qtiodw f1 0qjwhjpg1 66ted6k1xftyb fbugy4jgwhdtc8wkuz7k2xlpoqcq0149a1lsyvrwm9lbwj0 mpbm rdt5rnbomxfwhnw7nfeitypci3ybhea5znp7 x3k9xwskpi0fpxfetaaclueazy6zjscxseurabvb dtwqun1g1juqq4pvgtfc 7dke9g

Il pilota italiano della Mercedes ha conquistato la sua ottava vittoria della stagione, precedendo Max Verstappen e Lando Norris. E soprattutto ha dato un’altra spallata al Mondiale: dopo 14 gare, Antonelli guida la classifica con 292 punti, ben 81 in più del compagno di squadra George Russell.

La cosa più impressionante, però, è la sensazione che sta lasciando.

Antonelli non sembra più soltanto il giovane talento italiano sul quale Mercedes ha deciso di puntare. Sta diventando il pilota da battere.

Una vittoria costruita con la testa

A Madrid non è stata una gara dominata dall’inizio alla fine. Lando Norris era partito dalla pole e sembrava avere in mano la corsa. Poi è arrivata la Virtual Safety Car e la strategia dei pit stop ha cambiato completamente gli equilibri.

Norris ha perso tempo nel momento decisivo, mentre Antonelli ha sfruttato perfettamente l’occasione. Charles Leclerc, che per una parte importante della gara si era trovato al comando, è stato costretto alla sua sosta obbligatoria nel finale e ha concluso quarto.

A quel punto Antonelli ha dovuto fare quello che fanno i campioni: difendere la posizione fino alla bandiera a scacchi.

Dietro di lui Verstappen e Norris hanno provato a riaprire la partita, ma non ci sono riusciti.

Due vittorie in otto giorni

Il particolare che forse dice più di tutti è un altro.

Sette giorni fa Antonelli aveva vinto a Monza, partendo addirittura dalla diciannovesima posizione dopo una penalizzazione. Una rimonta straordinaria davanti al pubblico italiano.

Una settimana dopo arriva Madrid e arriva un’altra vittoria.

Non è più una sorpresa.

È continuità.

Ed è proprio questa la qualità che può trasformare un grande talento in un campione del mondo.

L’Italia ha trovato finalmente il suo uomo della Formula 1?

Per anni gli appassionati italiani hanno dovuto guardare soprattutto agli altri per trovare un protagonista del Mondiale.

Oggi la situazione è diversa.

Antonelli ha appena compiuto 20 anni e si trova già al comando del campionato con un margine enorme. La Mercedes ha vinto nove delle prime 14 gare della stagione e il pilota italiano ne ha conquistate otto.

Naturalmente il Mondiale non è ancora finito.

Ma dopo Monza e Madrid diventa sempre più difficile considerare Antonelli soltanto una promessa.

Il ragazzo di Bologna sta diventando una certezza.

E forse la Formula 1 italiana, dopo molti anni di attesa, ha finalmente trovato il suo nuovo protagonista.




Lo sport italiano diventa ambasciatore del Made in Italy: alla Farnesina la terza Giornata dello Sport nel Mondo

ou8edkgaap7tetdcss8ccpznji3fuelrll2lwufdsvam4vrfq5po zfkofuvkvpiczwcfdhfttdjnjx3earhxtyxmqcgsmh rgtnr6o6 liia5dqg0jh5k3wizeaw9o8wqtmo7jxz2hhpf12wcfzypyz9yikcqogn3kpk38ipmvqv1zaqxwos7h7ms 6thdn

Il 14 settembre a Roma la terza edizione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo. Al centro anche le imprese, le filiere economiche e i grandi eventi internazionali.

ou8edkgaap7tetdcss8ccpznji3fuelrll2lwufdsvam4vrfq5po zfkofuvkvpiczwcfdhfttdjnjx3earhxtyxmqcgsmh rgtnr6o6 liia5dqg0jh5k3wizeaw9o8wqtmo7jxz2hhpf12wcfzypyz9yikcqogn3kpk38ipmvqv1zaqxwos7h7ms 6thdn

Lo sport può essere molto più di una gara. Può diventare un veicolo per promuovere l’immagine dell’Italia, le sue imprese, le competenze e le eccellenze produttive. È questo il filo conduttore della terza Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, in programma lunedì 14 settembre alla Farnesina.

L’iniziativa si svolgerà nella Sala Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri a partire dalle 17 e sarà dedicata quest’anno al tema “Italia: Terra d’imprese, Mare d’eccellenze”.

Lo sport incontra l’economia

La manifestazione coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni sportive e del governo. Sono previsti gli interventi del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al presidente del CONI Luciano Buonfiglio e al presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis.

Dopo l’apertura istituzionale, il programma sarà articolato in tre momenti di approfondimento dedicati alle attività economiche e alle filiere collegate allo sport di terra e di mare, agli atleti e ai grandi eventi.

Il messaggio è chiaro: dietro lo sport esiste un sistema produttivo fatto di aziende, tecnologia, progettazione, turismo, comunicazione e servizi che può contribuire alla presenza dell’Italia sui mercati internazionali.

Napoli 2027 al centro della scena

Tra i temi della giornata ci sarà anche uno degli appuntamenti sportivi più importanti che attendono l’Italia: l’America’s Cup di Napoli 2027.

La competizione sarà infatti utilizzata anche come occasione di promozione internazionale. Durante l’incontro alla Farnesina sarà presentato il roadshow internazionale destinato a portare all’estero il progetto e a valorizzare le opportunità legate all’evento.

È un approccio che guarda quindi allo sport anche come strumento di diplomazia economica e di promozione del territorio.

Nuovi ambasciatori dello sport italiano

La giornata si concluderà con un altro momento legato alla diplomazia sportiva.

Il ministro Tajani nominerà infatti i nuovi Ambasciatori della Diplomazia dello Sport, figure chiamate a contribuire alla diffusione dell’immagine dell’Italia attraverso i valori e le relazioni internazionali legate allo sport.

La scelta di dedicare una giornata specifica allo sport italiano nel mondo conferma così una tendenza ormai evidente: atleti, grandi competizioni e imprese sportive possono diventare parte integrante della strategia con cui un Paese racconta se stesso all’estero.

E per l’Italia, dove lo sport si intreccia con industria, design, turismo e capacità manifatturiera, questa può diventare un’altra forma di Made in Italy da esportare.




SUPERCALCIO – Le romane al comando con l’Inter. Si salva la Juve al 92’ (VIDEO)

9333b5c8 5357 4232 953e 1580802f8062

In questa puntata di Lunedì di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 3.a giornata del campionato 2026-2027, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti.

9333b5c8 5357 4232 953e 1580802f8062

Il Como c’è ed è pronto a lottare anche quest’anno. La squadra di Fabregas rimonta il Genoa e vince 4-1 al Ferraris.

Fiorentina-Torino 1-2: Mandragora e Adams ribaltano il gol di Pellegrino e mandano la Viola in crisi; esonerato Grosso.

Regala magie  la nostra Serie A, dove l’Inter ha battuto il Napoli con un pirotecnico 3-2 grazie alla zampata all’ultimo minuto di Lautaro. Promossa anche la Roma di Gasp, che supera l’Atalanta 2-1 e aggancia la squadra di Chivu in testa alla classifica. Decide Kvernadze! Raimondo super, il Venezia rimonta, poi il georgiano porta 3 punti al Frosinone. Robinson lancia il Monza di Juric, il primo gol in Serie A di Lontani del Parma firma il pareggio per i padroni di casa. Bologna-Sassuolo finisce 2-2: Dovbyk salva Tedesco al 91′, beffa per Aquilani: l’ex Roma trova il primo gol con i felsinei e pareggia il derby emiliano in pieno recupero dopo la rete di Adzic. Juve e Milan non si fanno male pareggiando una sfida fisica e divertente con le reti di Cisse e Gatti, che firma, da fresco subentrato, l’1-1 in pieno recupero. Il Cagliari in casa spreca ma passa lo stesso contro il Lecce: il colpo di testa di Maldini regala i tre punti a Pisacane. La Lazio vince a Udine: Frattesi e Gudmundsson ribaltano Karlström con Gattuso che va in testa con Inter e Roma.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Sergio Onorati, Annibale Merante, Pasquale Simonetta e John Groe.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 140 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Pasquale Simonetta, Sebastiano Meli e Giorgio Gigantino.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Romolo Groe con i ringraziamenti per la sua squisita ospitalità presso il Lago Ristorante unitamente a Carmine e Joe, a Vince Ionadi, a Sam Dica, a Vito Caressa, a Nicola Caressa, a Giorgio Gigantino, a Mauro di Dolce Bombe, a Gianni Mirigliani, ad Ermanno De Marco, a Sebastiano Meli, a Fausto Ferro e agli amici degli anni 70, a Massimiliano Menna e ad Ivan Groe.