SUPERCALCIO – All’Inter risponde il Napoli (a -3) (VIDEO)

In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 30.ma giornata di campionato.
Nell’anticipo giornata, colpo esterno del Bologna, che batte 1-0 il Venezia e blinda il quarto posto in classifica, portandosi a quota 56 punti. Nel primo tempo le migliori occasioni capitano a Zerbin (31′) e Idzes (40′) ma a inizio ripresa ci pensa Orsolini con uno splendido sinistro al volo su assist di Cambiaghi a sbloccare il match e regalare ad Italiano tre punti fondamentali. Poi Skorupski è bravissimo sul tentativo di scavetto di Yeboah (73′). I lagunari non vincono da 13 gare e rimangono sempre al penultimo posto: la Serie B è sempre più vicina.
Il quarto d’ora finale continua a essere stregato per il Como, che viene raggiunto dall’Empoli e non riesce a effettuare il suo scatto-salvezza. Lo scontro diretto del Sinigaglia finisce col punteggio di 1-1: apre le danze Douvikas (61′), pareggia Kouamé (75′) che sfiora anche il gol-vittoria. D’Aversa e i suoi muovono la classifica ma restano terzultimi. Nel recupero espulso Fazzini.
Inizia con una vittoria l’avventura di Igor Tudor sulla panchina della Juve dopo l’esonero di Thiago Motta: i bianconeri battono 1-0 il Genoa, si portano a 55 punti in classifica e tengono il passo del Bologna nella lotta per il quarto posto. Allo Stadium nel primo tempo ci pensa Yildiz (25′) a concretizzare la manovra bianconera e a sbloccare la gara con una grande giocata in area. Nella ripresa poi il Grifone prova a reagire con i cambi ma la Juve gestisce la gara e difende il vantaggio portando a casa tre punti preziosi nella battaglia per la Champions e sfiorando il raddoppio nel recupero con Weah.
La Roma batte 1-0 il Lecce al Via del Mare, ottenendo la settima vittoria consecutiva in campionato e ribadendo la propria candidatura nella corsa al piazzamento Champions. La formazione di Ranieri nel primo tempo spreca due occasioni da gol clamorose con Angelino e Koné, poi soffre e rischia sotto i colpi di Karlsson e Gallo. Nella ripresa il Lecce torna in campo con più coraggio ma la scelta di Giampaolo riceve il giusto premio: all’80’ una giocata individuale di Dovbik trova la rete da tre punti infliggendo ai salentini la quinta sconfitta di fila.
Il lunch match della giornata vede il Cagliari battere 3-0 il Monza. Si decide tutto nella ripresa: al 49′, Viola si fionda sul cross di Augello e di testa batte Turati. Poco dopo, al suo posto, entra Gaetano, che invece al 73′ chiude la partita con una splendida punizione. Infine, al 92′, il tris in ripartenza di Luvumbo.
Colpo grosso della Fiorentina nei piani alti della classifica: la squadra di Palladino batte 1-0 l’Atalanta e in un colpo solo infrange il sogno scudetto della Dea e tiene vive le proprie ambizioni europee. Al Franchi nel primo tempo la Viola fa il match e Kean (45′) sblocca la gara dopo aver rubato palla a Hien a centrocampo. Nella ripresa poi i nerazzurri provano a reagire, ma è sempre la Fiorentina a creare le occasioni migliori e a impegnare un super Carnesecchi con Ranieri.
L’Inter batte 2-1 l’Udinese e blinda il primo posto in classifica, anche se il divario sul Napoli rimane sempre di soli tre punti dopo il successo dei partenopei contro il Milan. Nel primo tempo in campo ci sono solo i nerazzurri, che colpiscono un palo con Frattesi (8′), poi sbloccano il match al 12′ con una bella girata di sinistro di Arnautovic e trovano il raddoppio al 29′ con lo stesso Frattesi con un bell’inserimento. Entrambi gli assist del rientrante Dimarco. Nella ripresa il match cambia completamente: i friulani accorciano con una conclusione dalla distanza di Solet (72′) e sfiorano il pareggio prima con un colpo di testa di Lucca (74′) e poi in pieno recupero con lo stesso Solet, ma in entrambe le occasioni Sommer è bravissimo.
Il Napoli batte 2-1 il Milan e risponde subito all’Inter rimanendo in scia nella corsa scudetto. Al Maradona gli uomini di Antonio Conte mettono subito in chiaro le cose e, pronti via, passano in vantaggio dopo appena 62 secondi con Politano (2′) che approfitta della dormita difensiva rossonera per portare in vantaggio gli azzurri, che poi raddoppiano con Lukaku (19′). Nella ripresa il Milan ha l’occasione di accorciare le distanze al 69′ su rigore, ma Gimenez si fa ipnotizzare da Meret che blocca la conclusione dagli undici metri. Poi è Jovic (84′) a riaccendere le speranze rossonere. Un successo che mantiene gli azzurri a -3 dall’Inter e permette di mettere in cassaforte il secondo posto a +6 sull’Atalanta. Il Milan, nono, vede sempre più distante la zona Europa.
l lunedì della 30a giornata di Serie A si apre con un pareggio. Parma e Verona non si fanno male nello scontro-salvezza, bloccandosi sullo 0-0 e non muovendo eccessivamente le rispettive classifiche: scaligeri a +7 sulla terzultima e ducali a +3.
Lazio avanti piano nella lotta serrata per la zona Champions. Dopo l’imbarcata col Bologna, nel posticipo che chiude la 30.ma giornata di Serie A la squadra di Baroni pareggia 1-1 col Torino e si fa agganciare dalla Roma a quota 52 punti. All’Olimpico nel primo tempo tanto equilibrio e due parate importanti di Milinkovic-Savic su Zaccagni e Pedro. Nella ripresa poi Provedel disinnesca un’incornata ravvicinata di Maripan, Marusic (57′) sblocca la gara con un bel destro a giro e nel finale Gineitis (82′) pareggia i conti su assist di Biraghi. *Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Vito Caressa e John Groe.
**Alla trasmissione hanno assistito oltre 120 persone, tra i quali ha commentato in diretta Pasquale Simonetta.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Vince Ionadi, a Domenic Staglianò, a Frank Riga, a Nino Cioppa con gli auguri per una completa guarigione, a Joe Giampaolo, a Filippo Gravina, a Pasquale Simonetta, a Massimiliano Menna, a Sam Gallucci, a Sam Dica, a Romolo Groe, a Domenic Flavino, a Marco Petrongolo e a Rocco Simone dello Juventus Club di Woodbridge, ad Antonio Romanello, a Nicola Caressa, a Patrick Incurvati, a Fausto Di Berardino, a Mimmo Tortarolo, a Luca Tomanelli, ad Ivan Groe e a Sebastiano Meli con gli auguri per suo figlio di una pronta guarigione.
**** Il nuovo romanzo di Ennio Marchetti: LA STORIA DI LUIGI.
…. Ma l’inizio a Gattinara non fu privo di ostacoli. Le famiglie del posto guardavano con diffidenza gli immigrati veneti, considerandoli forestieri, gente diversa, che parlava un dialetto duro da comprendere e aveva abitudini estranee. Erano visti come una minaccia, uomini pronti a prendere lavoro e spazio, donne pronte a spartirsi le poche risorse del paese….PER AVERE IL ROMANZO CLICCARE SUL LINK:

|
|
|
|||

“Il cuore pesava 503 grammi, il doppio del suo peso, aveva tre litri d’acqua nell’addome, in entrambe le pleure e nel cuore, non è normale”: i segni di un’agonia prolungata sul corpo senza vita di Diego Armando Maradona sono stati discussi e anche visionati nella sesta udienza del processo per la morte del calciatore argentino, che si è tenuta giovedì 27 marzo a Buenos Aires.
Il momentaneo 2-0 della Germania all’Italia in Nations League (finirà poi 3-3 con rimonta ed eliminazione degli azzurri) ha fatto nella notte il giro social almeno un paio di volte, tradotto in “figuraccia” (ed eufemismi accessori) in tutte le lingue del mondo.
Il mondo della boxe piange George Foreman, leggenda dei guantoni: aveva 76 anni. Lo ha reso noto la famiglia con un comunicato diffuso sui social: “Predicatore devoto, marito devoto, padre amorevole e orgoglioso nonno e bisnonno, ha vissuto una vita caratterizzata da fede incrollabile, umiltà e determinazione”. Nato a Marshall, in Texas, il 10 gennaio 1949, Big George è stato due volte campione del mondo dei pesi massimi in una carriera aperta dalla medaglia d’oro olimpica di Città del Messico 1968 prima di passare ai professionisti, e vissuta in due momenti: prima dal 1969 al 1977 e poi dal 1987 al 1997 dopo il suo ritorno sul ring.

Impresa di Andy Diaz ai Mondiali indoor di Nanchino: è campione del mondo del triplo con un fantastico record italiano di 17,80. È azzurra la prima medaglia italiana della rassegna iridata in Cina: dopo il titolo europeo conquistato due settimane fa ad Apeldoorn, il saltatore allenato da Fabrizio Donato si ripete nel contesto mondiale e mette al collo la terza medaglia consecutiva da quando indossa la maglia azzurra, ovvero dal bronzo delle Olimpiadi di Parigi della scorsa estate.
10 milioni di pesos. 190 milioni di lire. Tanto costò alla Juventus il cartellino di Omar Sivori, acquistato dal River Plate per strapparlo alla concorrenza dell’Inter. 10 milioi di pesos. Tanti soldi per una società, il River Plate, nata nel quartiere italiano della Boca di Buenos Aires, e diventata peri suoi tifosi la squadra dei “Milionarios”. Con i soldi ottenuti dalla cessione di Sivori, il club ampliò il suo stadio Monumental e si dedicò a coltivare nuovi talenti, dopo aver venduto all’Inter anche Antonio Valentin Angelillo e al Bologna Humberto Dionisio Maschio.
Definito da molti critici argentini più grande di Maradona, Omar Sivori venne paragonato al “gatto” per distinguerlo dalla “volpe” brasiliana José Altafini in un campionato italiano segnato da nomi illustri che avrebbero vestito anche l’azzurro della nazionale italiana. Pronipote di un italiano emigrante partito da Cava de Tirreni, Omar Sivori nacque nella città di San Nicolas nel 1935, a soli 17 anni, esordì nel massimo campionato argentino con la maglia bianco rossa del River Plate. Era il 1954 e in tre anni vinse tre campionati divenendo il leader della squadra. Irriverente, provocatore, imprevedibile, Sivori nel River non ebbe un ruolo preciso ma con Angelillo e Maschio venne trapiantato in nazionale e contribuì a vincere la Coppa America del 1957: i tre segnarono 20 delle 25 reti complessive dell’Argentina.
Consacrato Pallone d’Oro nel 1961 (secondo giocatore argentino a vincere il prestigioso riconoscimento dopo Alfredo Di Stefano, leggenda del Real Madrid) divenne il “re del tunnel” ma non trovò altrettanta fortuna nelle competizioni europee. Leggendaria però è rimasta la sua prestazione nella triplice sfida con il grande Real, nei quarti di finale della Coppa Campioni del 1961-62. Sua fu la rete dello storico successo juventino a Madrid il 21 febbraio del 1962, sua anche la rete nella “bella” disputata a Parigi, nonostante l’eliminazione dalla competizione; suoi soprattutto i funambolici numeri contro avversari in costante affanno e costretti al fallo. Ma non era tipo da farsi soggiogare, Omar, dai calci e dalle botte. Anzi. Il clima di battaglia lo esaltava e il suo carattere era tutto in quei “calzettoni sempre abbassati” a dimostrare di non temere scontri. In 11 anni di carriera italiana collezionò (oltre alle 146 reti in 278 presenze) 33 giornate di squalifica per il suo carattere “caliente”. Ma conquistò anche il cuore di tutti gli italiani.

In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 29.ma giornata di campionato. Il Genoa batte 2-1 il Lecce a Marassi. A decidere la sfida è Miretti, che realizza una doppietta: in entrambi i casi, al 16′ al volo di destro e al 47′ con una girata in area, a servire l’ex Juve è Malinovskyi. Il fallo di mano di Matturro e il rigore di Krstovic (68′) riaprono la partita, ma Giampaolo non riesce a pareggiarla nel finale. Il Grifone blinda così la salvezza. Grande scatto-salvezza dell’Hellas Verona, che vince un match decisamente complicato a Udine: è 1-0 sui rivali nel derby del Triveneto. Runjaic, privo di Thauvin, viene colpito su punizione: strepitosa la rete di Duda (71′), che manda i gialloblù a +7 sulla terzultima. Finisce 1-1, invece, lo scontro tra il Monza e il Parma: Bonny riacciuffa Nesta e fa sfumare la vittoria dei biancorossi. Il Milan batte 2-1 il Como in rimonta: a San Siro gli uomini di Conceiçao partono bene, ma poi è Maignan a tenere a galla i rossoneri fino al 33′, quando Da Cunha, con un sinistro chirurgico dalla distanza, sigla il vantaggio per i biancoblù di Fabregas. Nella ripresa, dopo la rete annullata a Da Cunha per un fuorigioco millimetrico, i rossoneri trovano il pari con Pulisic (53′) e il vantaggio con Reijnders (76′). Nel finale Como in inferiorità numerica per l’espulsione di Dele Alli. Il Torino batte 1-0 l’Empoli e inguaia i toscani, che non hanno vinto nessuna delle ultime 14 partite e rimangono terzultimi con soli 22 punti. All’Olimpico Grande Torino va in scena una gara con pochissime emozioni e che conferma l’allergia al gol della squadra di D’Aversa. Il gol che decide la sfida arriva al 70′, grazie a un bel piatto dal limite nell’angolino di Vlasic. Il Napoli pareggia 0-0 contro il Venezia: nel primo tempo Raspadori colpisce un clamoroso palo interno (5′), poi il grande protagonista è Radu, che nega il gol allo stesso attaccante, a McTominay (due volte) e blocca sulla linea il colpo di testa di Lukaku. Nel finale Meret respinge su Perez, poi Rrahmani salva sulla linea la ribattuta di Fila. Nel secondo tempo, la squadra di Conte fa la partita ma sono i padroni di casa ad avere il match-point al 95′ con Nicolussi Caviglia fermato da Meret. Il Napoli rallenta nella corsa scudetto, per il Venezia quarto pari di fila e un punto importante nella corsa salvezza. Il Bologna dà spettacolo con un risultato alquanto inatteso, non per la vittoria ma per il punteggio finale: i rossoblù travolgono 5-0 la Lazio al Dall’Ara. Odgaard apre i conti al 16′ ma è a inizio ripresa, con due gol in poco più di un minuto di Orsolini (48′) e Ndoye (49′), che la squadra di Italiano chiude la partita. Al 74′ e all’84’, infine, Castro e Fabbian completano la festa dei felsinei, che rafforzano la loro candidatura per un posto nella prossima Champions. La Roma risponde presente nella serrata lotta per un posto in Europa. La squadra di Ranieri batte il Cagliari 1-0 e accorcia in classifica portandosi a -2 dal sesto posto della Lazio. All’Olimpico nel primo tempo i giallorossi controllano il possesso e fanno il match ma i sardi restano bassi, difendono bene e chiudono tutti gli spazi. Nella ripresa poi Svilar si esibisce in un paio di interventi importanti e Dovbyk (62′) decide la gara con una zampata in mischia. Dybala out per un problema fisico. La Fiorentina batte 3-0 la Juventus, infliggendo ai bianconeri la seconda sconfitta consecutiva in campionato. Al Franchi è stato un match senza storia, indirizzato fin da subito dall’uno-due firmato da Gosens al 16′ e da Mandragora al 18′. L’attesa reazione bianconera, reduce dallo 0-4 contro l’Atalanta, non è arrivata e a inizio ripresa è arrivato anche il tris firmato da Gudmundsson con un destro potente e preciso dal limite dell’area. Juventus superata al quarto posto dal Bologna. Nel posticipo l’Inter sbanca Bergamo vincendo 2-0 contro l’Atalanta. Al Gewiss Stadium, dopo un primo tempo in equilibrio che poteva sbloccarsi già al 7′ con Thuram che viene fermato dal palo, i nerazzurri di Inzaghi passano nella ripresa con un colpo di testa di Carlos Augusto (54′) lasciato libero dalla difesa della Dea. Orobici che ci provano, ma giocano in inferiorità numerica dall’81’ per l’espulsione di Ederson (per doppia ammonizione per proteste) e cadono nel finale col gol di Lautaro (87′) che segna il ko definitivo. Nel recupero espulso anche Bastoni. Un successo che permette all’Inter di tentare la fuga in testa alla classifica sfruttando il pari del Napoli col Venezia, portandosi a +3 sugli azzurri e a +6 sull’Atalanta.
Lando Norris ha conquistato la pole position nel Gran Premio d’Australia, gara inaugurale della stagione di Formula 1. Nelle qualifiche il pilota della McLaren ha preceduto di appena 0,084 secondi il compagno di squadra Oscar Piastri. Il campione in carica Max Verstappen (Red Bull) ha concluso al terzo posto, mentre George Russell (Mercedes) è arrivato quarto davanti a Yuki Tsunoda (Racing Bulls) e Alex Albon (Williams). Le Ferrari partiranno dalla quarta fila con Charles Leclerc e Lewis Hamilton che si sono dovuti accontentare del settimo e ottavo posto. Completano la Top 10 Pierre Gasly (Alpine) e Carlos Sainz (Williams).
Un trionfo quasi doppio per Federica Brignone. Nel SuperG di La Thuile, nella sua Valle d’Aosta, l’azzurra si è presa infatti la gara e di fatto ha messo in bacheca la Coppa del mondo. Solo l’aritmetica le ha impedito di festeggiare già la conquista della sfera di cristallo insieme alla mamma e al resto della famiglia, tutti ai piedi della pista ad applaudirla.
I successi di Bayern Monaco e Inter vanno a formare il primo quarto di finale di Champions League dell’edizione 2024-25: il Barcellona è la terza squadra certa di essere tra le prime otto squadre d’Europa, mentre PSG e Liverpool si stanno giocando un posto ai supplementari. Domani le altre quattro gare che mettono in palio altrettanti posti.