Sinner festeggia e Acapulco si prepara per l’Abierto Mexicano 2025
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
Jannik Sinner (n. 1 Atp) continua a scrivere le sue pagine nella grande storia del tennis. L’italiano ha sconfitto oggi il tedesco Alexander Zverev (n. 2) 6-3, 7-6 (4) e 6-3 e si è aggiudicato il trofeo dell’Australian Open 2025.
Con questo nuovo titolo, il tennista altoatesino si è unito al ristretto gruppo di tennisti che hanno vinto le loro prime tre finali del Grande Slam. La meta fu raggiunta dallo statunitense Jimmy Connors (Australian Open 1973; Wimbledon e US Open 1974) e dagli svedesi Bjorn Borg (Roland Garros 1974 e 1975; Wimbledon 1976) e Stefan Edberg (Australian Open 1985 e 1987; Wimbledon 1988).
Nel XXI secolo, l’hanno potuto fare il brasiliano Guga Kuerten (Roland Garros 1997, 2000 e 2001), gli svizzeri Roger Federer (Wimbledon 2003, 2004, 2005; Australian Open 2004 e 2006; US Open 2004 e 2005) e Stan Wawrinka (Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016), seguiti dallo spagnolo Carlos Alcaraz (US Open 2022; Wimbledon 2023 e 2024; Roland Garros 2024).
Mentre Sinner consolida la sua posizione di preminenza nel tennis mondiale, siamo a meno di un mese dall’inizio dell’Abierto Mexicano de Tenis, il torneo annuale che si svolge sui campi in cemento della GNP Arena di Acapulco e che quest’anno vedrà la partecipazione di giocatori di altissimo livello.
Il 2024 è stato un anno complicato per l’ATP 500 nel porto dello stato di Guerrero: il passaggio dell’uragano Otis nell’ottobre 2023 aveva fatto pensare che il torneo non si sarebbe svolto. Alla fine, dopo molti sforzi, l’evento è riuscito a svolgersi, ma l’arrivo dell’uragano John nel settembre dell’anno scorso ha messo nuovamente alle strette gli organizzatori.
Tuttavia, la scena è pronta e il torneo si svolgerà dal 24 febbraio al 1° marzo in una delle città più famose del Messico.
La lista dei partecipanti è guidata proprio da Alexander Zverev, finalista contro Sinner agli Australian Open 2025, che sarà accompagnato da un altro italiano di successo, Lorenzo Musetti, oltre a Casper Ruud, Ben Shelton, Tommy Paul, Holger Rune, Frances Tiafoe e Taylor Fritz, tra molti altri.
puntodincontro.mx
SUPERCALCIO – Il Napoli batte la Juve, l’Inter è lì e fa poker a Lecce
scritto da Alex Ziccarelli | 28 Gennaio 2025
Questa domenica la trasmissione non è andata in onda: riprenderà al più presto, come al solito, in diretta e poi visibile, come di consueto, su Fatti Nostri.
La ventiduesima giornata di Serie A si apre con la vittoria del Torino, che in casa non sbaglia e regola il Cagliari 2-0. La squadra di Vanoli apre subito le marcature con la girata di Adams su assist di Ricci al 6’, poi Caprile evita più volte il raddoppio. In avvio di ripresa altra accelerata dei granata, con la doppietta dello scozzese al 61’ in tap-in dopo la traversa di Karamoh. Il Toro sale a 26 punti, Nicola resta bloccato a quota 21.
L’Atalanta batte in rimonta 2-1 il Como e regala la prima vittoria in campionato nel 2025 a Gasperini. I lariani giocano un grande primo tempo e passano in vantaggio alla mezzora con un sinistro sotto la traversa di Nico Paz. Nella ripresa Gasperini cambia volto alla sua Atalanta e l’ingresso di Brescianini al 56′ spacca la partita: al primo pallone toccato l’ex Frosinone regala a Retegui l’assist per il pareggio (57′), poi si ripete al 70′ e il compagno italo-argentino ringrazia fulminando per la seconda volta Butez.
Il Napoli batte 2-1 la Juventus e continua la sua corsa solitaria in vetta alla classifica di Serie A. I partenopei subiscono il palleggio bianconero nel primo tempo e lo chiudono sotto di un gol puniti dalla zampata del nuovo arrivato Kolo Muani. Nella ripresa però alzano il ritmo e dominano in lungo e in largo agguantando prima il pari con un’incornata di Anguissa, poi trovando la rete dei tre punti con un rigore trasformato da Lukaku. Motta incassa il primo ko stagionale in campionato, Conte non accenna a rallentare e manda un chiaro messaggio all’Inter.
Un pessimo approccio alla sfida e un calo fisico nella ripresa costano cari al Bologna, che non riesce a uscire coi tre punti dalla trasferta di Empoli: è solo 1-1 contro i toscani, a secco di vittorie da sette partite. Succede tutto nel primo tempo, con la rete del vantaggio di Colombo (24′) e il pari firmato da Benjamin Dominguez (44′). Nella ripresa i felsinei ci provano, ma Vasquez blinda la sua porta.
Il Milan batte 3-2 e aggancia il sesto posto in classifica tornando a intravedere l’Europa. I rossoneri subiscono l’atteggiamento aggressivo degli emiliani e vanno sotto al 24′, puniti da un gran gol di Cancellieri. Al 38′ ci pensa però Pulisic a rimettere a posto le cose, trasformando un calcio di rigore. Nella ripresa i padroni di casa provano a riversarsi in avanti, ma costruiscono pochissimo e all’80’ vengono puniti da una zampata di Del Prato. Quando sembra fatta per i ragazzi di Pecchia viene fuori l’orgoglio del Diavolo, che la ribalta in pieno recupero con i gol di Reijnders e Chukwueze. Conceiçao ritrova i tre punti in campionato e prosegue l’operazione rimonta. Incredibile episodio a San Siro al termine della sfida tra Milan e Parma, vinta dai rossoneri con una rimonta pazzesca nei minuti di recupero. Duro confronto e rissa sfiorata tra il tecnico rossonero Sergio Conceiçao e il capitano Davide Calabria, uscito al 33′ della ripresa visibilmente contrariato (sostituito da Jovic). È stato necessario l’intervento degli altri giocatori del Milan e dei componenti dello staff del portoghese per dividerli ed evitare che la situazione degenerasse. Dalle immagini di Dazn si vede Conceiçao dirigersi infuriato verso il suo giocatore, a sua volta nervosissimo.
L’Inter batte 4-0 in trasferta il Lecce, rispondendo al successo del Napoli e portandosi a quota 50 punti in classifica. Inizio fulminante dei nerazzurri che al 6′, dopo un errore di Guilbert e uno slalom in area di Thuram, sbloccano il risultato con Frattesi. Già nel primo tempo Thuram si divora il raddoppio da pochi passi, poi al 39′ ci pensa capitan Lautaro Martinez ad allungare con un bolide dal limite sotto la traversa. Nel mezzo due reti annullate a Carlos Augusto e Frattesi per fuorigioco. Nella ripresa Dumfries e Taremi su rigore mettono in ghiaccio la sfida con largo anticipo. Napoli sempre a +3 ma i nerazzurri devono recuperare una partita. Per Simone Inzaghi vittoria numero 200 da allenatore in Serie A.
La Fiorentina batte 2-1 la Lazio e sale al sesto posto, a -2 dai biancocelesti e a -1 dalla Juventus (entrambe con una gara in più). La Viola dà un calcio alla crisi (solo 2 punti nelle ultime 6 gare prima di oggi) grazie a un fantastico avvio di gara: all11′ Adli (poi espulso dalla panchina nella ripresa) sblocca il match con un bel destro al volo, poi al 17′ Beltran di testa raddoppia capitalizzando al meglio un perfetto cross di Dodò. Nella ripresa i padroni di casa si svegliano e si gioca a una sola porta ma De Gea viene battuto da una zuccata di Marusic solo al 92′ su torre di Hysaj. Il montenegrino sfiora la doppietta al 95′, ma De Gea si oppone alla grande. Al 98′ clamoroso palo di Pedro.
Nel recupero espulsi sia Baroni che Palladino per proteste. Restano da giocare Venezia-Verona e Genoa-Monza.
Sci. A Garmisch torna la Valanga Rosa: vince la Brignone di un centesimo sulla Goggia
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
Per 29 centimetri, un solo centesimo, Federica Brignone compie un’altra impresa. Sulla Kandahar di Garmisch dove 16 anni fa disputava la sua prima gara di velocità in Coppa del Mondo arriva un capolavoro, l’ennesimo di questa stagione incredibile. In 1’35″83 è la più veloce, 1 centesimo meglio di Sofia Goggia, 19 meglio di Corinne Suter e 25 meno di Breezy Johnson in una gara tiratissima, con 13 atlete in meno di un secondo.
“Sono sorpresa anch’io, non mi era venuto bene nelle prove – spiega una raggiante Brignone sul traguardo -. Con mio fratello abbiamo studiato i video, abbiamo capito che cosa dovevamo fare, ho cercato di dare il mio massimo ma mai avrei pensato di stare davanti”. La gara è stata interrotta a lungo per la caduta di Nina Ortlieb, finita nelle reti dopo una lunga scivolata.
E’ il quinto successo di Brignone in questa stagione sempre più incredibile, vale l’allungo sia in classifica generale (+105 su Camille Rast) che in quella di discesa (+29 su Sofia Goggia). “Non avrei mai pensato di tenermi questo pettorale rosso in discesa, io voglio correre sempre al massimo. Questo è tra i momenti più belli della mia vita, questo è uno dei capitoli”. Dopo due prove cronometrate senza brillare, ha tirato fuori in meglio in gara e nel finale è riuscita a fare meglio di Sofia. Un centesimo che porta Fede a quota 32 vittorie in Coppa del Mondo, a una sola dalla top ten (Hanni Wenzel è decima a 33). Nel superG di St. Moritz 2019 Goggia aveva battuto Brignone di 1 centesimo.
Gazzetta.it
Sinner in finale degli Australian Open
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
L’azzurro ha battuto nella semifinale in tre set lo statunitense Ben Shelton con il punteggio di 7-6, 6-2, 6-2. Domenica il numero 1 al mondo affronterà il tedesco Alexander Zverev.
LA PARTITA E I RECORD
Un inizio lento quello di Sinner, che ha sofferto i colpi del mancino numero 21 del ranking, giustiziere nel turno precedente di Lorenzo Sonego. Due volte l’altoatesino nel primo set ha dovuto recuperare un break di svantaggio. Decisiva la seconda, quando ha salvato anche due set point ed è andato poi a vincere dominando il tie break. Lì Shelton si è spento e non c’è stata più partita.
Per Sinner sono arrivate così la 20esima vittoria di fila, striscia più lunga di successi della sua carriera, e la seconda finale consecutiva a Melbourne, dove domenica si ritroverà a difendere il trofeo. A 23 anni e 163 giorni, Sinner è diventato anche il più giovane tennista a raggiungere due finali degli Australian Open dal biennio 1992-93, quando Jim Courier ci riuscì a 22 anni e 167 giorni. Per lui è la terza finale in carriera in un Major, meglio ha fatto solo Nicola Pietrangeli (4) nel tennis prima dell’era Open.
E se adesso vincesse la finale sarebbe il quinto giocatore nell’era Open a centrare tre Slam di fila sul duro. Ci sono riusciti solo Roger Federer (5 nel periodo 2005-07), Novak Djokovic (3 nel 2011-12 e 2015-16), Ivan Lendl (3 Us Open, allora unico major sul duro perché l’Australian Open si disputava sull’erba, dal 1985 al 1987) e John McEnroe (3 Us Open di fila dal 1979 al 1981). L’Olimpo del tennis.
Agenzia DIRE – www.dire.it
SUPERCALCIO – Napoli su, l’Inter a 3 punti ma con una partita in meno (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 28 Gennaio 2025
In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 21.ma giornata di campionato.
L’anticipo della giornata si tinge di giallorosso: all’Olimpico la Roma piega il Genoa 3-1. I padroni di casa sbloccano la partita al 25’ con il tap-in di Dovbyk, subito ripreso dal destro di prima intenzione del giovane Masini al 33’, al primo gol in Serie A. Nel secondo tempo Ranieri inserisce El Shaarawy e la partita cambia: 2-1 al 60’ a firma del “faraone”, tris al 73’ con l’autorete di Leali propiziata da Dybala.
Il Bologna non sbaglia col fanalino di coda del campionato e risponde presente nella lotta per un posto in Europa. Al Dall’Ara nel primo tempo Maldini (4′) sblocca subito la gara in contropiede, poi Castro (22′) pareggia i conti di testa e Odgaard (34′) ribalta il risultato con un gran sinistro al volo. Rimonta che segna l’inerzia della gara. Nella ripresa i rossoblù continuano infatti a fare la partita e chiudono la pratica con Orsolini (69′). Nel finale un destro di De Silvestri si stampa sul palo.
La Juventus batte 2-0 il Milan: i bianconeri dominano il primo tempo sul piano del possesso, ma è nella ripresa che trovano l’accelerata decisiva: a sbloccarla ci pensa Mbangula, con deviazione decisiva di Emerson Royal, a mettere subito al sicuro il risultato è invece Weah, entrato al posto dell’acciaccato Yildiz. Thiago Motta ritrova i tre punti e prova a mettersi alle spalle la pareggite, per Conceiçao un deciso passo indietro che lo allontana dalle posizioni che contano.
Il Napoli si aggiudica per 3-2 la sfida scudetto contro l’Atalanta, si porta a quota 50 punti e spedisce e la Dea a -7 dalla vetta. Bellissima partita quella del Gewiss Stadium, sbloccata dopo 16′ dal 14° gol di Retegui, sempre più capocannoniere, con una girata di sinistro sotto la traversa. Al 27′ Politano, anche lui con un sinistro fortissimo, trova il pareggio, poi al 40′ McTominay la ribalta. Nella ripresa la Dea scende in campo con il coltello tra i denti e al 56′ trova il pareggio con un gran gol di Lookman. La squadra di Conte soffre, ma trova la giocata vincente da tre punti al 78′ con un bel colpo di testa di Lukaku.
Finisce 1-1 Fiorentina-Torino: i granata restano in 10 dopo 33′ per il doppio giallo rifilato a Dembele e i viola ne approfittano subito trovando il vantaggio col solito Kean. Nella ripresa però la squadra di casa si perde, non riesce più a rendersi pericolosa e al 70′ viene raggiunta da Gineitis, che sfrutta un clamoroso pasticcio difensivo avversario. Vanoli strappa il quarto pareggio di fila, Palladino continua a litigare con la vittoria, che manca ormai da inizio dicembre, e viene agganciato al sesto posto dal Bologna.
La 21a giornata della Serie A consegna una grandissima vittoria-salvezza al Cagliari, che rimonta e sconfigge 4-1 il Lecce dopo l’iniziale rete di Pierotti (42′): Nicola cambia la gara inserendo Gaetano (autore del pareggio) e i suoi poi dilagano grazie alle reti di Luperto, Zortea e Obert.
Solo un pari dei lagunari del Venezia contro il Parma: in goal dal dischetto Pohjanpalo (20′) ed Hernani (56′). Decisivo Stankovic per tenere l’1-1.
La Lazio torna a vincere dopo un mese e risponde presente nella corsa Champions: la squadra di Baroni batte 3-0 il Verona, rovina il debutto della nuova proprietà Usa dell’Hellas e si riprende il quarto posto a quota 39 punti. Al Bentegodi i biancocelesti partono forte, sbloccano la gara con un colpo di testa di Gigot (2′) e raddoppiano in contropiede con Dia (21′), poi nel finale del primo tempo rischiano su un’incornata di Serdar che centra la parte alta della traversa. Nella ripresa ci pensa Zaccagni (58′) a blindare il risultato e ad archiviare la pratica dopo un errore di Tchatchoua. Nel finale espulso Duda.
L’Inter batte l’Empoli 3-1, rispondendo al successo del Napoli mantenendone il ritmo da primato in classifica. A San Siro i nerazzurri hanno avuto la meglio della formazione di D’Aversa solo nella ripresa dopo aver solo sfiorato il vantaggio durante il primo tempo con Lautaro Martinez, fermato prima da Vasquez e poi dal palo. La giocata vincente il capitano nerazzurro l’ha trovata al 55′ infilando il vantaggio con un destro potente e preciso dal limite dell’area che ha sorpreso il portiere empolese. Al 79′ Dumfries ha infilato il raddoppio svettando in area su azione d’angolo rendendo vana la rete dell’ex Sebastiano Esposito a cinque minuti dalla fine. Con il tris di Thuram all’89’, l’Inter torna dunque a -3 dalla formazione di Conte ma con una partita in meno da giocare.
Resta da giocare Como-Udinese.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Gioacchino Caroleo (che sostituirà Italo durante la sua vacanza in Sicilia), Pasquale De Stefano, Annibale Merante, Pasquale Simonetta e Vito Caressa.
**Alla trasmissione hanno assistito circa 190 persone, tra i quali hanno commentato in diretta: Saverio De Palma, Antonio Romanello, Salvatore Servello, John Groe e Filippo Gravina.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi ad Antonio Romanello, a Romolo Groe con gli auguri per il suo compleanno, a Carmine Muto con gli auguri estesi alla sua Signora per la nascita del piccolo Giacomo Davide, a Ferruccio Pagliaro con gli auguri per il suo recente compleanno, a Vince Ionadi, a Giacomo Stecher, a Sam Dica, a Frank Riga, a Sergio Onorati, a Filippo Gravina, a Domenico Staglianò, a Nino Cioppa, a Mauro di Dolce Bombe, a Patrick Incurvati, a John Groe, a Marco Petrongolo e a tutti gli amici dello Juventus Club di Woodbridge, a Sebastiano Meli, a Joe Giampaolo, a Salvatore Marra, a Luca Tomanelli e a Salvatore Servello.
Sofia Goggia trionfa a Cortina, Brignone sul podio
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
Sofia Goggia (ITA) celebrates at the FIS Alpine Skiing World Cup in Lake Louise, Canada on December 2, 2022. Photo: Marco Trovati/Pentaphoto // Erich Spiess / Red Bull Content Pool // SI202212090266 // Usage for editorial use only //
Sofia Goggia si riprende la scena vincendo la gara di discesa libera di Coppa del Mondo femminile sulla pista Olympia delle Tofane a Cortina.
Dopo oltre un anno senza successi in questa specialità, l’azzurra ha messo in campo tutta la sua grinta, chiudendo davanti alla norvegese Kajsa Vickhoff Lie e alla connazionale Federica Brignone, che conquista il suo primo podio a Cortina.
IL RITORNO ALLA VITTORIA
Era dal 13 gennaio 2024, nella gara di Altenmarkt, che Goggia non trionfava in discesa libera. Dopo un infortunio che aveva compromesso la scorsa stagione, questa vittoria sulla pista di Cortina assume un significato speciale per la campionessa bergamasca. “Non c’è emozione più grande che vincere qui a Cortina,” ha dichiarato Goggia, visibilmente commossa al traguardo. “Per me questo posto rappresenta molto più di una normale gara di Coppa. Le mie giornate più belle sono sempre qua.”
LA PRESTAZIONE IN PISTA
Sofia Goggia ha affrontato la gara con una strategia impeccabile, gestendo le insidie della pista Olympia delle Tofane. Nonostante non sia stata la più veloce nello schuss iniziale, ha recuperato terreno con traiettorie precise e un controllo straordinario nei passaggi tecnici come la Delta e lo Scarpadon. Sul tratto finale, Goggia ha mostrato tutta la sua esperienza, accumulando un vantaggio che le ha garantito il primo gradino del podio.
FEDERICA BRIGNONE: UN PODIO SPECIALE
Accanto alla vittoria di Goggia, spicca la prestazione di Federica Brignone, che conquista il suo primo podio a Cortina. “È stata una bella emozione di fronte al pubblico di casa,” ha commentato Brignone. “Sono felice di aver finalmente sfatato il tabù di questa pista.”
GUARDARE AL FUTURO
La vittoria di Goggia e il podio di Brignone accendono l’entusiasmo in vista dei prossimi appuntamenti, inclusi i Mondiali di Saalbach e le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che si terranno proprio su questa pista. Goggia si prepara a consolidare la sua leadership in Coppa del Mondo di discesa libera, mentre Brignone guarda con ottimismo alle prossime gare.
Agenzia DIRE – www.dire.it
E’ morto Rino Tommasi
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
RINO TOMMASI GIORNALISTA
La “veronica”. Il “3-0 pesante”, la “palla calante” e la “volèe perdente”, il “diritto anomalo”, i tennisti “che rivelavano le umili origini”, il “ricamo”, il “ricamino”. C’è qualche fortunato, là fuori, che conserva (in un caveau, supponiamo) “Circoletti rossi”: il manuale-bignami per parlare al mondo di Rino Tommasi con i neologismi di Rino Tommasi. L’esperanto del grande giornalismo italiano. Fatto di parole e numeri, tantissimi numeri. Sarcasmo e statistica. Ritornelli, aneddotica, quotidianità d’un secolo di sport tradotto agli italiani e ai posteri da una voce che s’è spenta a 90 anni, silenziosa già da troppo, ma pervasiva e presente anche nella sua assenza. Un sottofondo, una quinta della vita. E’ morto, Rino Tommasi. Ma non c’è verso di prenderla come una fine.
Rino Tommasi è un’agiografia in auto-composizione. E’ stato giornalista, conduttore televisivo, telecronista e promoter di pugilato. Un gigante. La sponda di Gianni Clerici nel tennis in tv elevato ad istallazione artistica. Il suo infinite jest.“Oh bongo, bongo, bongo stare bene solo al Congo non mi muovo no, no. Bingo, bango, bengo, molte scuse ma non vengo, io rimango qui”. Quello, sì. Anche. In un periodo storico in cui il giornalismo sportivo in tv – su Telepiù – riassumeva in studio, tutti assieme, Tommasi, Gianni Clerici, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Gian Paolo Ormezzano e Paolo Garimberti. Un pomeriggio qualsiasi.
Ha attraversato il secolo breve, allungandolo come un elastico fino a tenderlo per vastità d’interessi, cultura, predisposizione all’approfondimento. Senza spezzarlo mai: dal 1953, all’agenzia “Sportinformazioni”, poi in Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Messaggero, Gazzettino di Venezia, il Mattino di Napoli, il Tempo, mentre dal 1959 al 1970 con la sua ITOS (Italiana Organizzazioni Sportive), diventava il primo e più giovane organizzatore italiano di eventi di boxe.
E poi la tv: direttore dei servizi sportivi di Canale 5, quando Berlusconi comprò i diritti dello sport americano. Tommasi parlava fluentemente inglese quando non era per nulla scontato. Conosceva a memoria tutto il pugilato minuto per minuto. Era esperto di tennis, certo, ma anche di football americano, della NBA di Magic Johnson e Larry Bird, di baseball e della grande hockey di Wayne Gretzky.
“Nel 1986 a New York, Bill Cayton mi fece vedere le immagini di uno sconosciuto peso massimo. Mi è bastato qualche minuto: ho comprato quella videocassetta e i diritti televisivi dei successivi incontri di quel pugile. Era Mike Tyson”.
Non gli piacevano “i film in cui si vede il pugilato finto. Il primo Rocky sarebbe stato perfetto se fosse finito al primo colpo di gong“.
Tommasi fu per due volte il “Tennis Writer of the Year” dell’Atp, votato dai tennisti. Sampras, Agassi, Edberg, Becker, Lendl. “A conferma del basso livello culturale dei migliori tennisti italiani“, ci scherzava lui. Però Gianni Brera lo definì “uno dei più culti giornalisti sportivi in assoluto. Un cervello essenzialmente matematico però capace di digressioni etico-fantastiche. Io lo chiamo professore senza la minima ombra di esagerazione scherzosa“.
Nel 1991 firmò per Telepiù e diede allo sport in Italia un’altra dimensione narrativa. Inventò la seconda voce. Lo specchio deforme del racconto. Tommasi&Clerici, il duetto scanzonato, la telecronaca irreplicabile. Non c’era più noia, non era più un’idea preventivabile. A volte bastavano loro, loro e basta.
Tommasi era severo, autorevole, fisicamente ingombrante. Sobrio, elegante, colto. Poi rendeva tutto in una battuta. “Con Gianni commentiamo le partite come due amici che si ritrovano davanti alla TV. Ci pagano per svolgere un lavoro per il quale pagheremmo noi”, diceva. Gianni, “il dottor Divago” lo chiamava.
Poi “ComputeRino” si perdeva nelle cifre, nella matematica. con una dedizione maniacale e una memoria quasi imbarazzante: “I computer – diceva – sanno fare di conto, ma non conoscono il tennis“. Lui faceva meravigliosamente tutto. Raccontava. Faceva di conto. Amava.
Agenzia DIRE – www.dire.it
SUPERCALCIO – Napoli in vetta, le milanesi si giocano la Supercoppa, alla Roma il derby (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 28 Gennaio 2025
In questa puntata domenicale di Supercalcio, la prima del 2025, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 19.ma giornata di campionato che arriva nel mezzo della Supercoppa Italiana che si sta giocando in Arabia Saudita, con la conseguenza che alcune partite si disputeranno tra 9-10 giorni.
Finisce in parità la prima partita in Serie A del 2025, al Penzo, in uno scontro diretto per la salvezza: Venezia ed Empoli non sono andate oltre l’1-1. Padroni di casa in vantaggio già al 5′ grazie a una frittata di Vasquez che con il rinvio lungo ha centrato Pohjanpalo facendo carambolare il pallone nella propria porta. La reazione dell’Empoli è stata veemente ed efficace, costringendo Stankovic a diversi interventi decisivi fino alla rete del pareggio costruita da Colombo e capitalizzata da Esposito. Il portiere del Venezia ha blindato la propria porta nella ripresa muovendo la classifica degli arancioneroverdi, così come quella dell’Empoli che è tornato a fare punti dopo tre sconfitte di fila.
Tris show del Napoli a Firenze: la squadra di Conte batte 3-0 gli uomini di Palladino e prova a mettere pressione ad Atalanta e Inter volando momentaneamente in vetta alla classifica a quota 44 punti. Al Franchi nel primo tempo Neres (29′) sblocca il match di destro al termine di una grande giocata, poi Manganiello annulla un gol di Kean per un tocco di mano. Nella ripresa Lukaku (54′) raddoppia i conti su rigore per un fallo di Moreno su Anguissa, poi un super Meret disinnesca la reazione della Viola e McTominay (68′) archivia la pratica approfittando di un grave errore di Comuzzo.
Finisce 0-0 Verona-Udinese, terzo anticipo della giornata. Al ‘’Bentegodi’’ va in scena un match per lunghi tratti equilibrato, con l’Udinese che si fa preferire sul piano delle occasioni, ma che non riesce a concretizzare neanche dopo la conquista della superiorità numerica per l’espulsione di Serdar. Un punto a testa alla fine per Zanetti e Runjaic, che non muovono più di tanto la classifica rimanendo a galleggiare lontani dalle zone pericolose.
Il Cagliari vince 2-1 in casa del Monza: i sardi, reduci da quattro sconfitte di fila come i brianzoli, vanno subito in svantaggio per il gol su rigore timbrato da Caprari al 5′, ma sono bravi a ribaltare la situazione nel corso del match. Al 22′ il pareggio arriva con un sinistro potente e preciso di Zortea dal limite dell’area, poi, al 56′, Piccoli concretizza una ripartenza di Obert infilando il raddoppio sotto la traversa di Turati. Cinque minuti più tardi l’espulsione di D’Ambrosio per un fallo di reazione su Mina spegne le velleità di recupero del Monza, sempre più ultimo in classifica.
Finisce 0-0 Torino-Parma: i granata giocano meglio nel primo tempo, ma devono fare i conti con la consueta scarsa vena offensiva e con le parate di un grande Suzuki; i gialloblù crescono nella ripresa, ma non vanno oltre un palo esterno colpito da Mihaila. Un punto a testa, alla fine, per Vanoli e Pecchia, che continuano a galleggiare in zone abbastanza tranquille della classifica.
Colpo grosso della Roma nel derby: la squadra di Ranieri batte 2-0 la Lazio e accorcia in classifica portandosi a quota 23 punti. All’Olimpico nel primo tempo i giallorossi sbloccano la gara con un gran destro di Pellegrini (10′) dal limite e poco dopo raddoppiano i conti in ripartenza con Saelemaekers (18′). Nella ripresa poi i biancocelesti aumentano il ritmo, spingono e reagiscono ma Svilar è attento e Tchaouna spreca una buona occasione centrando la traversa. Nel recupero mezza rissa in campo ed espulso Castellanos dopo uno scontro con Hummels.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Salvatore Servello, Pasquale De Stefano, Annibale Merante, Sergio Onorati, Gioacchino Caroleo e Vito Caressa.
**Alla trasmissione hanno assistito circa 190 persone, tra i quali hanno commentato in diretta: Sebastiano Meli, Annibale Merante, Sam Dica, John Groe, La Sig.ra Bruna Di Giuseppe-Bertoni e Joe Giampaolo.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti, unitamente agli auguri di Buon Anno a tutti, sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Sebastiano Meli, a Sam Dica, a Joe Giampaolo, a John Groe, a Connie Amato, a Vince Ionadi, a Domenic Staglianò, a Filippo Gravina, a Bruna Di Giuseppe-Bertoni e ad Antonio Romanello.
Inter in finale di Supercoppa. Atalanta battuta. Oggi Juventus – Milan
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
È l’Inter la prima finalista della Supercoppa Italiana in corso a Riyad. La squadra di Simone Inzaghi ha battuto l’Atalanta per 2-0 nella prima semifinale, grazie alla doppietta di Dumfries nella ripresa al 49′ e al 61′. L’Inter approda in finale per la quarta volta consecutiva e ora attende la vincente della sfida di domani tra Milan e Juventus.
La partita
Al 2′ subito occasione per l’Inter con Thuram che si invola, doppia conclusione di Lautaro ribattuta, poi Zappacosta mette in angolo il tap in di Barella. L’Inter continua ad attaccare e al 10′ girata di Lautaro Martinez con Carnesecchi che salva i suoi.
L’Atalanta si fa vedere al 16′ sul cross di Ruggeri, una deviazione favorisce Scalvini che, da due metri, manda di testa tra le braccia di Sommer. La spinta della squadra di Inzaghi non si arresta e al 21′ è ancora Carnesecchi che respinge prima su Lautaro e poi su Dimarco. Poco dopo ancora l’argentino manda al lato. Lautaro ci prova senza successo anche al 38′ su sponda di Thuram: conclusione al volo alta.
La spinta dei nerazzurri trova lo spazio giusto al 49′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, gran stop a seguire e rovesciata di Dumfries per un supergol e il vantaggio dell’Inter.
L’Atalanta spinge e concede spazi. Al 61′ contropiede con Dimarco e Taremi, poi alle spalle dell’attaccante arriva ancora Dumfries che calcia fortissimo sotto la traversa per il 2-0. I bergamaschi provano a reagire al 65′ con Lookman che calcia di poco a lato, ma l’azione era viziata da fuorigioco. La squadra di Gasperini prova a rimettere in piedi la sfida ma l’Inter trova ampi spazi e al 70′ Dimarco recupera palla e serve Lautaro che si fa ancora ipnotizzare da Carnesecchi.
Al 72′ l’Atalanta va in rete con Ederson, da poco entrato, ma dopo il controllo del Var la rete viene annullata per la posizione di fuorigioco precedente di De Ketelaere. Nel finale di gara ancora Inter pericolosa all’80’: sul cross di Taremi, Lautaro sul secondo palo viene anticipato da Palestra. Ultimi tentativi nel finale dell’Atalanta al 90′ con Brescianini che conclude sopra la traversa e al 91′ con Sommer che si supera prima sulla conclusione ravvicinata di Djmsiti respinta, e poi su quella di Lookman, poi la palla termina alta. Nel recupero l’Inter spreca ancora con Lautaro e Frattesi; finisce 2-0.
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È morto Aldo Agroppi, aveva 80 anni
scritto da Fatti Nostri | 28 Gennaio 2025
All’età di 80 anni si è spento, all’ospedale di Piombino, Aldo Agroppi, ricoverato da giorni in terapia intensiva per una polmonite bilaterale. Nato il 14 aprile del 1944 nella città toscana, in provincia di Livorno, Agroppi ha esordito in Serie A con la maglia del Torino il 15 ottobre 1967, nella gara vinta contro la Sampdoria 4-2. Nel ruolo di centrocampista con la squadra granata ha disputato quasi 10 stagioni, collezionando 15 gol in 212 presenze e conquistando due Coppa Italia (1967-1968, 1970-1971), prima di chiudere la carriera nel 1977 con il Perugia, dove ha indossato la fascia da capitano.
Per Agroppi c’è stata anche la chiamata in Nazionale, con il debutto il 17 giugno 1972, nell’amichevole pareggiata 3-3 contro la Romania a Bucarest. Alla fine disputerà in totale solo cinque partite con la maglia azzurra.
Dopo la carriera calcistica Agroppi intraprende quella da allenatore, prima con il Pescara in Serie B (1980-1981) e poi con il Pisa (1981-1982), che riesce a portare nella massima Serie. Negli anni successivi l’allenatore toscano ha guidato anche il Padova, lasciando la panchina perché colpito dalla depressione, prima di sfiorare la Serie A col Perugia nel 1984-85: in quella stagione perse un solo match in campionato, un record per la Serie B. Poi l’approdo alla Fiorentina. Stagione non facile per Agroppi, nonostante il quarto posto in classifica: duramente contestato dai tifosi, subì un’aggressione per un contrasto con il capitano della squadra Giancarlo Antognoni; in quell’occasione tempestivo fu l’intervento di Daniel Passarella che calmò gli animi.
Dopo due parentesi con il Como e l’Ascoli, Agroppi è tornato di nuovo sulla panchina viola, chiudendo l’esperienza da allenatore con l’esonero a poche giornate dalla chiusura del campionato che vedrà la retrocessione in Serie B della Fiorentina. Terminata l’esperienza sui campi, Agroppi si è rilanciato come opinionista e ha frequentato molte realtà televisive e radiofoniche locali e nazionali, caratterizzandosi per il suo modo anticonformista di vedere il calcio.
La camera ardente è stata allestita all’ospedale di Piombino.
Agroppi lascia la moglie Nadia e i figli Nilio e Barbara.