SUPERCALCIO – L’Inter asfalta la Dea, la Juve frena, il Napoli all’ultimo respiro, Milan caos (VIDEO)

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img 1702In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della terza giornata del campionato di Serie A.

La giornata si apre con il successo per 1-0 del Torino sul Venezia. Nel giorno del ritorno al Penzo, sia del massimo campionato italiano che del grande ex Paolo Vanoli, decide il colpo di testa all’86’ di Coco, che svetta da corner. Nel corso del match, protagonisti i portieri: Milinkonvic-Savic salva due volte su Nicolussi Caviglia, mentre Joronen ferma Adams. I granata salgono a 7 punti.

L’Inter travolge 4-0 l’Atalanta nel secondo anticipo della terza giornata e sale in classifica a 7 punti, alla pari del Torino. I nerazzurri dominano in lungo e in largo il match di San Siro: lo sbloccano dopo appena 3′ grazie all’autogol di Djimsiti, propiziato da Thuram, poi raddoppiano al 10′ con un sinistro al volo da urlo di Barella. A inizio ripresa (47′ e 56′) Thuram trova le due zampate di fila che chiudono i giochi, approfittando di una difesa bergamasca completamente in tilt. Inzaghi manda un messaggio chiaro alle rivali per lo scudetto, Gasperini deve raccogliere i cocci dopo due pesanti ko consecutivi.

Bologna ancora a secco di vittorie in questo avvio di campionato. La squadra di Italiano pareggia 1-1 con l’Empoli e fatica a risalire la classifica. Al Dall’Ara, nel primo tempo, Fabbian (2′) sblocca il match sugli sviluppi di un corner, poi Gyasi (4′) pareggia subito su assist di Pezzella e Solbakken e Orsolini si divorano due grandi occasioni. Errori che segnano la gara. Nella ripresa, infatti, nonostante la maggior pressione rossoblù le squadre si annullano e il risultato non cambia più.

La prima vittoria del Lecce arriva in dieci uomini, dopo una gara di grande sacrificio. I salentini sbloccano il match contro il Cagliari, di fronte al pubblico del Via del Mare, al 26′: sponda di Gaspar e zampata di Krstovic. Nel finale del primo tempo, però, il rosso a Dorgu (45′) riapre i giochi. Le parate di Falcone e i legni fermano i rossoblù, che perdono l’imbattibilità stagionale e si fermano a due punti. Sale a quota 3, invece, il Lecce.

Lazio-Milan si fermano sul 2-2 nella terza giornata di Serie A. All’Olimpico, Baroni e Fonseca pur cambiando le carte in tavola non hanno trovato le risposte desiderate, ma soprattutto i tre punti in una sfida ricca di occasioni da gol. Milan avanti all’8 con il primo gol italiano di Pavlovic ma ribaltato nella ripresa nel giro di quattro minuti dalle reti di Castellanos e Dia. A quel punto Fonseca ha mandato in campo Hernandez e Leao trovando il pareggio con il portoghese nel giro di trenta secondi. Leao e Theo Hernandez protestano contro il tecnico Fonseca: il portoghese e il francese, partiti dalla panchina dopo le critiche per la sconfitta col Parma, non partecipano al cooling break del tecnico rossonero, un gesto che sa di rottura con l’allenatore, anche se poi tutti hanno cercato di metterci una toppa.

Il Napoli vince in rimonta 2-1 contro il Parma: al Diego Armando Maradona i Ducali si illudono di poter conquistare i tre punti giocando un buon calcio, una prova di carattere da parte degli uomini di Pecchia che fanno bene nella prima frazione passando al 19′ su rigore trasformato da Bonny dopo  un’incursione bruciante di Sohm. Nella ripresa Conte manda in campo Lukaku che al 91′, sfruttando anche l’espulsione del portiere Suzuki (Del Prato tra i pali al 76′) dà il via alla rimonta. Di Anguissa, al 97′, il gol che regala al Napoli il successo insperato.

Fiorentina e Monza danno vita a un pareggio pirotecnico, con la gara dell’Artemio Franchi che termina 2-2. Nella sfida al suo passato, Raffaele Palladino ringrazia Kean (45′) e Gosens (90’+ 6′) per il punto conquistato in rimonta dopo che i brianzoli erano andati avanti di due reti nella prima frazione con Djuric (18′) e Maldini (32′). Un punto per parte, un risultato che scontenta il pubblico viola che ha più volte fischiato le giocate della squadra.

Colpaccio del Verona che si impone 2-0 in casa del Genoa. A Marassi, il Grifone centra una traversa nel primo tempo con Vasquez, poi l’Hellas passa nella ripresa con il gol al 55′ di Tchatchoua e con il rigore segnato nove minuti dopo da Tengstedt.

Primo ko per Gilardino, che resta a 4 punti e subisce il sorpasso della formazione di Zanetti, a quota 6 insieme al Napoli a -1 da Inter e Torino.

Nel posticipo della terza giornata Juventus e Roma non vanno oltre lo 0-0. Match con pochissime emozioni allo Stadium con i padroni di casa apparsi sottotono rispetto alle prime due apparizioni stagionali. I giallorossi hanno giocato una gara solida senza grossi rischi. Un punto che permette alla Juve di restare in testa al campionato a quota 7 con Inter, Udinese e Torino. La Roma smuove la classifica portandosi a 2 punti.

Un errore di valutazione di Reina e il rigore sbagliato da Cutrone al 94′ costano carissimi al Como, che viene sconfitto dall’Udinese in una gara bloccata, risolta da un episodio. Il gol decisivo, che vale la vittoria per 1-0, porta la firma di Brenner: la sua traiettoria sorprende l’ex Napoli e Villarreal al 42′. Fabregas è ultimo col Venezia, mentre i friulani sognano: con sette punti agganciano in vetta il terzetto composto da Inter, Juventus e Torino. *Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Pasquale Di Stefano e Salvatore Servello.

**Alla trasmissione hanno assistito oltre 200 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Annibale Merante, Vito Caressa, Gioacchino Caroleo e Rino Zaurrini.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Vito Caressa, a Filippo Gravina, ad Antonio Romanello, a Daniele Iapeti, a Nicola Caressa, a Frank Riga, a Domenico Staglianò, a Sam Dica, a Rino Zaurrini, ad Annibale Merante, a Romolo Groe, a Sergio Onorati, a Sebastiano Meli, a Ferruccio Pagliaro, ad Antonio Tami Cernuto, ad Alberto Di Giovanni, a Nicola Sparano, a Tony Moccardi a cui sono andati anche gli auguri per il suo prossimo matrimonio con la Sig.ra Imma Romano, a Mario Rubello, a Fina Di Giorgio, a John Groe e ad Ivan Groe. È stata anche ricordata la scomparsa del chitarrista blues Paul Nelson, vincitore anche di un Grammy, che ha lavorato con artisti del calibro di Eric Clapton, Johnny Winter e Buddy Guy.

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Due alpinisti italiani aprono una nuova via su una vetta di 5.300 metri in Pakistan

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montagna pakistan sckem braq cai 1024x682Chiara Gusmeroli e Matteo De Zaiacomo hanno raggiunto stamane la vetta dello Sckem Braq, montagna di oltre 5.300 metri che si trova nella Nangma Valley, in Karakorum (Pakistan), aprendo una nuova via in stile alpino su una parete alta 900 metri. La via è composta da 26 tiri, con difficoltà fino al 7a e A3. La spedizione, sostenuta dal Club alpino italiano, ha visto i due alpinisti effettuare, lo scorso sabato 17 agosto, un primo tentativo di salita della via, percorsa per i primi 600 metri. L’arrivo del brutto tempo ha impedito ai due di salire gli ultimi 300 metri e raggiungere la cima. Chiara Gusmeroli e Matteo de Zaiacomo, fa sapere il Club alpino italiano, sono scesi al Campo Base senza lasciare corde fisse e hanno atteso la fine della pioggia per terminare la via.

Siamo super stanchi ma felici“, fa sapere dal Pakistan De Zaiacomo, alpinista e presidente dei Ragni di Lecco. “Anche la fortuna è stata dalla nostra: abbiamo infatti schivato due frane per questione di ore, una delle quali ha completamente distrutto la nostra tenda. Ora siamo al Campo Base e ci stiamo organizzando per il trekking di rientro a Skardu, dove arriveremo domani sera. Saremo in Italia il primo settembre”. “Siamo davvero contenti per Chiara e Matteo, che, grazie alla loro tenacia, sono riusciti a ultimare la via su una parete inviolata”, afferma Luca Passini, vicepresidente dei Ragni di Lecco. “Ora i ragazzi si trovano al Campo Base, e anche noi siamo finalmente tranquilli e rilassati, oltre che estremamente soddisfatti”.

agenzia Dire – www.dire.it




L’America’s Cup rende omaggio a Guglielmo Marconi

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27marconisIn occasione della 37a edizione dell’America’s Cup a Barcellona, la competizione di vela più prestigiosa e la più antica manifestazione sportiva continuativa, il Comitato Nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi e la Marina Militare promuovono un grande evento il prossimo 31 agosto, alle ore 20.00, al porto di Barcellona, a bordo della Nave Palinuro per celebrare i 125 anni di wireless all’America’s Cup grazie al genio inventivo del celebre scienziato italiano.
Un’occasione significativa per ripercorrere, attraverso la mostra “Marconi & l’America’s Cup”, lo straordinario successo imprenditoriale di Guglielmo Marconi che lo portò a fondare, nel 1900, la Marconi International Marine Communication Company Ldt – con l’obiettivo di attivare il servizio di comunicazioni tra navi e stazioni a terra -nonché il suo rapporto con la Marina Militare Italiana che giocò un ruolo-chiave nell’avanzamento della comunicazione senza fili.
Aprirà l’evento con indirizzo di benvenuto il Comandante di Nave Palinuro, Samuele Mondino e a seguire il Console Generale d’Italia a Barcellona, Emanuele Manzitti, un rappresentate del team Luna Rossa Prada Pirelli, il Principe Guglielmo Giovannelli Marconi, nipote del Premio Nobel, e Giulia Fortunato, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi e del Comitato Nazionale Marconi.150 istituito dal Ministero della Cultura.
Un racconto visivo tramite una mostra su 14 pannelli su tela narrerà l’avventura di Guglielmo Marconi in relazione all’America’s Cup e verrà reso omaggio alla sua figura anche con l’esecuzione di arie di Giacomo Puccini, con cui Marconi aveva un legame di amicizia, nella ricorrenza del centenario della morte del grande compositore, eseguite da giovani artisti dell’Accademia del Teatro San Carlo di Napoli. Un grande evento di profonda valenza simbolica per celebrare l’indissolubile rapporto fra Marconi e il mare a cui sono legate le sue ricerche ed invenzioni ma anche le regate dell’America’s Cup.
“Guglielmo Marconi si può considerare il primo “startupper” italiano – dichiara Giulia Fortunato, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi e del Comitato Nazionale Marconi 150 – giovane, intraprendente, determinato, dalla grande capacità tecnica, con spiccata predisposizione alle relazioni pubbliche e che persegue l’immediata applicabilità della sua scoperta: il progresso è nelle sue mani al servizio della comunità, in primis di chi va per mare e che per la prima volta nella storia può comunicare dall’alto mare. La sua avventura legata all’America’s Cup del 1899 fu un’operazione straordinaria anche di marketing. Come riporta il The San Francisco Call “Ogni movimento del vento e ogni virata venivano registrati e trasmessi dal bollettino wireless senza alcun intoppo”. Marconi riceve grande attenzione non solo dalla stampa ma anche dalla US Navy che segue ogni regata e vede nel telegrafo senza fili la rivoluzione strategica del secolo. Una vicenda poca nota che val la pena mettere in luce a 125 anni da quell’America’s Cup, e di questo ringrazio sinceramente la Marina Militare, l’Ambasciata d’Italia a Madrid, il Consolato Generale a Barcellona e il Team Luna Rossa Prada Pirelli”.
Un legame, quello con la Marina Militare, che ha connotato l’impresa umana e imprenditoriale di Guglielmo Marconi, e grazie al sostegno della Regia Marina, nel 1897, Marconi stabilì la prima connessione senza fili tra la terra e la nave corazzata San Martino, raggiungendo una distanza di 18 km e aprendo la strada alla telegrafia radio da navi in movimento.
“Sono particolarmente onorato di poter presentare, insieme al Comandante Capitano di Fregata Samuele Mondino, il Principe Guglielmo Giovannelli Marconi e la Presidente della Fondazione Giulia Fortunato, a bordo della Nave Scuola Palinuro della Marina Militare ormeggiata nel porto di Barcellona, una serata dedicata al genio di Guglielmo Marconi nel 150esimo anniversario della nascita, e nel 125esimo della prima radiocronaca della America’s Cup condotta dallo scienziato stesso nel 1899”, ha dichiarato il Console Generale d’Italia a Barcellona, Emanuele Manzitti. “Celebrare Guglielmo Marconi e le sue scoperte in occasione della 37ma edizione dell’America’s Cup è un doveroso omaggio ad un italiano che ha fornito un contribuito imperituro all’immagine del nostro Paese. Accostare inoltre a Marconi la figura di Puccini, nel centesimo anniversario della nascita del compositore, in virtù dell’amicizia che li legava, significa sottolineare quanto in Italia arte, scienza, creatività, innovazione e “saper fare” siano intimamente legati in un connubio unico che ha consentito nel tempo di creare un marchio – il “Made in Italy” – sinonimo ineguagliato di eccellenza”.
Il giovane Marconi concesse alla Regia Marina l’utilizzo gratuito del suo brevetto sulla telegrafia senza fili depositato nel 1896, con la possibilità di modificarlo. Fu l’esordio di un’applicazione che, nel giro di qualche anno, avrebbe sconfitto l’isolamento in mare aperto, con il suo talento di giovane inventore diede un contributo rivoluzionario al salvataggio delle vite in mare.
“La Coppa America di oggi è un gioco altamente tecnologico, dove le comunicazioni giocano un ruolo fondamentale. È grazie al genio di Guglielmo Marconi e alla sua audace invenzione della telegrafia senza fili, infatti, se oggi possiamo ricevere in tempo reale le informazioni dal campo di regata o far arrivare ai designer i dati chiave sulle performance della barca durante le fasi di ricerca e sviluppo. Le celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi sono quindi un’occasione straordinaria per conoscere la storia di un celebre italiano che ha rivoluzionato il corso della comunicazione e quello della Coppa America in particolare”, commenta Max Sirena, Skipper e Team Director di Luna Rossa Prada Pirelli.
A seguito del successo del primo servizio di radiocronaca sportiva per il Daily Express di Dublino, trasmettendo dall’alto mare notizie sull’andamento della regata del Royal Yacht Club nella baia di Kingstown, Marconi fu incaricato da James Gordon Bennett Jr, editore del New York Herald, di riferire dell’America’s Cup Race del 1899 per il suo quotidiano, al quale si aggiunse anche un accordo con il The San Francisco Call.
Il giovane Marconi ne riportò la diretta dal campo di regata – sito nella parte meridionale della baia di New York, al largo di Sandy Hook – imbarcato prima sul piroscafo a vapore SS Ponce e poi su La Grande Duchesse, trasmettendo a terra ogni tre minuti. Nel corso dei giorni di gara furono trasmessi e ricevuti 1.200 messaggi contenenti un totale di circa 33.000 parole. In quella eccezionale edizione lo sfidante era Sir Thomas Lipton, il magnate del tè, che aveva armato uno splendido cutter, lo Shamrock, per il Royal Ulster Yacht Club, a difendere il titolo il banchiere J.P. Morgancon il suo sloop Columbia per il New York Yacht Club che ebbe la meglio confermando il titolo per 3-0.
Un’edizione di grande interesse mediatico in cui, oltre a Marconi che ne fece la cronaca in diretta, fu anche la prima in assoluto ad essere filmata, grazie a Thomas A. Edison che ne riprese qualche istante di vera azione.
La trasmissione del bollettino del “Signor Marconi” – così viene citato dai quotidiani americani – rappresentò un enorme successo per la frontiera del giornalismo: il progresso, grazie a Guglielmo Marconi, entra nelle redazioni cambiandone la storia per sempre. (aise) 




SUPERCALCIO – Crollano il Milan e le romane, Inter e Napoli ci sono, la Juve vince a Verona ed è in testa – CIAO SVEN! (VIDEO)

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img 1203In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della seconda giornata del campionato di Serie A.

Prima di ogni discussione è stato rivolto un pensiero ed un saluto a Sven-Göran Eriksson che purtroppo ci ha lasciati oggi dopo una lunga malattia. Ricordiamo che il grande allenatore svedese ha allenato per diversi anni in Italia ed è stato anche campione d’Italia con la Lazio, oltre ad altri 4 trofei italiani ed europei sempre con i biancocelesti e un paio di trofei anche con Sampdoria e Roma e sarà sempre ricordato come un grande signore del calcio.

Il Milan crolla 2-1 in casa del Parma e incappa nella sua prima sconfitta stagionale, rimanendo inchiodato a 1 punto in classifica. I rossoneri partono malissimo e vanno sotto dopo appena 2’, puniti da Man. Tra fine primo tempo e inizio ripresa trovano una buona reazione che porta al pareggio targato Pulisic (66’) ma l’eccessivo sbilanciamento offensivo dei rossoneri regala ai padroni di casa il definitivo 2-1 in contropiede al 77’ con una rete che porta la firma del neo entrato Cancellieri. Per Pecchia una vittoria di grande blasone che fa sognare i tifosi, per Fonseca un ko pesantissimo che conferma quanto la squadra sia ancora da registrare, specialmente sul piano difensivo.

Prima sconfitta per la Lazio di Marco Baroni, che perde 2-1 in casa dell’Udinese alla sua seconda partita di Serie A. Il protagonista assoluto è Thauvin, che al 6′ regala un meraviglioso assist a Lucca in occasione del vantaggio friulano, poi raddoppia al 49′ con una splendida iniziativa personale. Al 68′, colpo di scena: Kamara rimedia il secondo giallo e lascia i padroni di casa in dieci. Isaksen segna al 95′ regalando una speranza ai biancocelesti ma l’esito finale non cambia: la formazione di Runjaic sale a 4 punti.

Buona la seconda per l’Inter. Dopo il pareggio col Genoa, la squadra di Inzaghi batte il Lecce 2-0 e incassa la prima vittoria stagionale in campionato. A San Siro nel primo tempo i nerazzurri partono forte e sbloccano subito la gara con un colpo di testa di Darmian (5′) su assist di Taremi, poi abbassano i ritmi e gestiscono il match. In controllo, nella ripresa, i Campioni d’Italia confezionano infatti un paio di buone occasioni con Thuram e poi raddoppiano i conti grazie a un rigore di Calhanoglu (69′).

Prima vittoria in questa Serie A per il Genoa che all’U-Power Stadium batte 1-0 il Monza. La partita si decide nel lungo recupero del primo tempo: i brianzoli si vedono annullare il possibile vantaggio di Petagna per fuorigioco, poi Pinamonti svetta di testa e segna la rete che decide il match.  Ancora senza vittorie né reti, invece, la formazione di Nesta.

Il Venezia compie la prima impresa della sua nuova avventura in Serie A. I lagunari fermano infatti sullo 0-0 una spenta Fiorentina che si affida ampiamente al turnover per tenersi le energie in vista della Conference League, ma non riesce a sfondare. Joronen ferma i viola a suon di parate nel primo tempo, mentre nella ripresa il Venezia sfiora a sua volta il gol. Primo punto per gli arancioneroverdi, i viola non sanno vincere, tre pari in tre gare.

Il Torino batte 2-1 in rimonta l’Atalanta all’Olimpico. La squadra di Gasperini parte forte e trova il vantaggio al 26′ con uno stacco di testa da grande centravanti di Retegui su assist di Zappacosta. I granata non ci stanno e cinque minuti più tardi trovano il pari con uno scavetto di Ilic sul servizio di Adams. A inizio ripresa è proprio lo scozzese a ribaltare l’incontro con un tap-in vincente. In pieno recupero Pasalic si fa parare un rigore da Milinkovic-Savic.

Napoli-Bologna 3-0 e primo successo in campionato da allenatore azzurro per Antonio Conte. Al Maradona, il Napoli ha raccolto i primi tre punti dell’anno con un gol per tempo contro i rossoblù di Italiano, trascinati dalle giocate di Kvaratskhelia. Il talento georgiano, dopo aver colpito una traversa, serve a Di Lorenzo un assist perfetto per il gol del vantaggio, poi al 75′ firma la rete del raddoppio al termine di un’azione personale. Al 94′ il tris del Napoli con Simeone con assist all’esordio per Neres. Bologna aggressivo ma poco pericoloso nei novanta minuti.

La seconda giornata si rivela tutt’altro che fortunata per la Roma che esce sconfitta dall’Olimpico. Merito di un Empoli corsaro, che indirizza la gara già nel primo tempo e la chiude nella ripresa. Dopo la zampata di Gyasi al 45′, infatti, Colombo raddoppia al 60′ su rigore e chiude virtualmente i giochi. Vano il 2-1 di Shomurodov (80′) che non cambia l’esito della sfida. L’Empoli sale a 4 punti e aggancia il nutrito gruppo delle capoliste.

Primo punto in classifica per il Como che mostra una significativa crescita e sfiora anche il successo nel finale. All’Unipol Domus arriva un pareggio per 1-1 contro il Cagliari che sblocca la sfida con Roberto Piccoli (44′) e viene raggiunto da Patrick Cutrone (53′) nella ripresa. Bravo Fabregas a dare la svolta coi suoi giovani, ottima l’impressione fornita da Nico Paz e Perrone, debutta anche Sergi Roberto.

La Juventus batte 3-0 il Verona nell’ultimo posticipo della seconda giornata e vola da sola in testa alla classifica. A sbloccare il match del Bentegodi ci pensa Vlahovic al 28’, battendo Montipò sull’invito in profondità di Yildiz. Il raddoppio bianconero arriva già nel primo tempo con un gran colpo di testa di Savona (39’), alla prima rete nel massimo campionato. A inizio ripresa il rigore procurato da Mbangula e trasformato ancora da Vlahovic (53’) chiude definitivamente i conti. Thiago Motta si prende dunque la vetta solitaria con due vittorie su due, 6 gol fatti e 0 subiti. Non poteva esserci avvio migliore per il nuovo tecnico, anche se bisognerà aspettare sicuramente impegni con un tasso tecnico superiore.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Pasquale Di Stefano ed Ivan Groe.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 100 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Tony Moccardi, Giorgio Gigantino e Sam Dica.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Giorgio Gigantino, a Tony Moccardi, al quale facciamo gli auguri per il prossimo lieto evento, a Frank Riga, a Sam Dica, a Domenico Staglianò, ad Alberto Di Giovanni, a Gianni Poggio, a Carmine Muto che domenica scorsa ha festeggiato il suo addio al celibato, a John Groe, a Loris Suppo, ad Antonio Romanello, a Nino Cioppa, a Romolo Groe, a Paolo Groe, a Vito Caressa, a Nicola Caressa, a Salvatore Marra e a Sam Gallucci.

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Addio a Eriksson, gentiluomo e giramondo che ha conquistato l’Italia

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foto singola sito 47 1024x576Ho avuto una buona vita. Spero che mi ricorderete come un ragazzo positivo che cercava di fare tutto il possibile. Non dispiacetevi, sorridete. Grazie di tutto, allenatori, giocatori, il pubblico, è stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi e prendetevi cura della vostra vita. E vivetela. Ciao”. Sono le parole con cui Sven-Goran Eriksson, scomparso oggi a 76 anni per un cancro al pancreas che gli era stato diagnosticato nel 2023, ha salutato qualche giorno fa il mondo del pallone per l’ultima volta, in un emozionante documentario su Amazon Prime intitolato ‘Sven‘.

“Dopo una lunga malattia, Sven Goran-Eriksson è morto questa mattina a casa, circondato dalla famiglia” il testo invece della notizia ufficiale arrivata in un comunicato stampa diramato ai media britannici dai familiari del tecnico svedese.

Un video commovente quello di Sven-Goran Eriksson, noto anche con il diminutivo di ‘Svennis’, che aveva emozionato tutti gli amanti del calcio. In Italia lo ricorderanno sicuramente con particolare affetto i tifosi della Lazio: sulla panchina biancoceleste Eriksson vinse infatti lo scudetto nella stagione 1999/2000 all’ultima giornata, al termine di un incredibile testa a testa con la Juventus.

Nel nostro Paese Eriksson ha allenato anche Roma, Fiorentina e Sampdoria. Nella sua bacheca ‘italiana’ trovano spazio 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa europea con la Lazio, 4 Coppe Italia vinte con Lazio (2), Roma e Sampdoria, e 2 Supercoppe italiane conquistate sempre con i biancocelesti.

L’INIZIO DA ALLENATORE IN SVEZIA NEL 1976

La carriera da allenatore inizia nel gennaio del 1976 in Svezia, quando a 27 anni approda al Degerfors. Il primo grande successo arriva nel 1982, quando sulla panchina dell’Ifk Göteborg conquista campionato, Coppa di Svezia e Coppa Uefa. Allena anche in Portogallo: con il Benfica vince subito la Primeira Liga e la Coppa di Portogallo, per poi disputare una finale di Coppa Uefa e una di Coppa dei Campioni.

Per quest’uomo dal sorriso gentile si aprono anche le porte della Nazionale. Ma non è quella di casa: dal 2001 al 2006 diventa infatti il commissario tecnico dell’Inghilterra. L’anno dopo è sulla panchina del Manchester City dove, però, chiude al nono posto.

Nel 2008 è in Messico, dove diventa ct della selezione del Paese centroamericano ma viene licenziato dalla Federazione al termine di una serie di risultati negativi. Due anni dopo Svennis viene ingaggiato dalla Costa d’Avorio ma, anche in questo caso, le cose non vanno bene e la Nazionale africana non si qualifica per il secondo turno dei Mondiali che si disputano in Sudafrica nel 2010. Lasciato l’incarico, l’allenatore svedese torna lo stesso anno sulla panchina di un club della ‘perfida Albione’: firma infatti per il Leicester City ma viene esonerato il 24 ottobre 2011.

L’ESPERIENZA IN ASIA

A seguire, avventure in Thailandia e a Dubai, in quest’ultimo caso come dt dell’Al-Nasr. Nel giugno del 2013 il giramondo Eriksson vola in Cina, dove rimane fino al 2017 allenando Guangzhou R&F, Shanghai Sipg e Shenzhen. L’esperienza in Asia si conclude nel 2018, quando Eriksson decide di sedersi sulla panchina della Nazionale delle Filippine. Anche in questo caso il matrimonio è poco felice: dopo tre sconfitte nella rassegna continentale, viene esonerato il 25 gennaio 2019.

Da una parte all’altra del mondo non sarà facile non dispiacersi per la scomparsa di Eriksson. Tutti i tifosi hanno amato questo allenatore-gentiluomo. Ciao Svennis.

FIGC: “MINUTO SILENZIO SU TUTTI I CAMPI PER MORTE ERIKSSON”

“La notizia della sua morte- dichiara il presidente della Figc Gabriele Gravina- è un grande dolore per il calcio italiano. Apprezzato e rispettato per le sue qualità tecniche e umane, Sven-Goran è stato un grande allenatore la cui memoria rimarrà legata per sempre all’Italia. La sua testimonianza di amore per il calcio e per la vita ha commosso tutti e unisce i tifosi, senza alcuna distinzione, in un lungo ed emozionante applauso”.

In sua memoria verrà osservato un minuto di raccoglimento su tutti i campi di Serie A (maschile e femminile) e Serie B prima delle gare in programma oggi e nella prossima giornata di campionato.

MELONI: “ERIKSSON HA LASCIATO SEGNO INDELEBILE, VICINA A FAMILIARI”

“‘Spero che mi ricorderete come un ragazzo positivo che cercava di fare tutto il possibile. Non dispiacetevi, sorridete. Grazie di tutto, allenatori, giocatori, il pubblico, è stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi e prendetevi cura della vostra vita. E vivetela’. Si è spento oggi Sven Goran Eriksson, allenatore che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio, guidando nella sua lunga carriera anche le panchine di Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio, con la quale ha vinto uno storico Scudetto. Lo scorso gennaio aveva annunciato di avere un tumore al pancreas in fase terminale, una malattia che ha affrontato con coraggio e grande umanità. Un pensiero di vicinanza ai suoi familiari e ai suoi cari. Riposa in pace”, così la premier Giorgia Meloni su Facebook.

FONTANA: “ADDIO A ERIKSSON, SUA SAGGEZZA E SUO SORRISO CI MANCHERANNO”

“Addio Sven-Goran Eriksson. È stato un vero Signore del calcio che ha dato tanto anche all’Italia dello sport. La sua saggezza, la sua passione e il suo sorriso, sempre presente anche nei momenti difficili, ci mancheranno. Ci lascia con tanti ricordi e insegnamenti. L’ultimo è racchiuso nelle sue stesse parole: ‘Prendetevi cura di voi stessi e prendetevi cura della vostra vita. E vivetela’. Grazie Mister, buon viaggio”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana in una nota.

FIORENTINA: “CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI ERIKSSON”

“La Fiorentina si unisce al dolore della famiglia per la scomparsa di Sven Göran Eriksson. Il tecnico svedese ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico viola dal 1987 al 1989”, scrive la società sul proprio sito.

ROMA: “CLUB PIANGE ERIKSSON, UN PENSIERO AI SUOI FAMILIARI”

“Il club piange la scomparsa di Sven Goran Eriksson. Ha guidato i giallorossi dal 1984 al 1987 conquistando una Coppa Italia. Il nostro pensiero va ai suoi familiari in questo momento di dolore”. Con questo messaggio la Roma ha ricordato Eriksson.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Sinner positivo all’antidoping per un farmaco. Il Tribunale lo scagiona: è innocente

conferenza stampa con jannik sinner

conferenza stampa con jannik sinner
JANNIK SINNER, TENNISTA

“Nessuna colpa o negligenza” da parte di Jannik Sinner, risultato positivo due volte ad una sostanza vietata, il clostebol, rilevata ad aprile nelle sue urine in una quantità piuttosto ridotta. Ad affermarlo un tribunale indipendente che si è espresso sul caso, dopo la positività riscontrata al Masters 1000 di Indian Wells, il 10 marzo scorso al clostebol, uno steroide anabolizzante. Altra positività è stata rilevata in un secondo momento, il 18 marzo, fuori dalle competizioni.

Come riferisce il New York Times, Sinner ha fatto appello contro una prevista sospensione a causa della positività, ottenendo così la possibilità di continuare a giocare. L’intervento del tribunale indipendente, continua il New York Times, nominato da Sport Resolutions, una società privata che spesso supervisiona i casi di doping, ha approvato la revoca di entrambe le sospensioni. Il quotidiano statunitense ha spiegato che l’indagine dell’International Tennis Integrity Agency (ITIA) si è conclusa con un’audizione il 15 agosto e in quell’occasione il tribunale indipendente ha stabilito l’innocenza di Sinner.

L’INDAGINE

Secondo l’indagine dell’ITIA, lo spray da banco curativo, contenente clostebol, era stato usato da dal fisioterapista di Sinner per curarsi un taglio che si era procurato con un bisturi, usato per trattare i calli dei piedi di Sinner. Successivamente ha trattato il tennista con dei massaggi senza però usare dei guanti e così il prodotto è entrato a contatto con la pelle del giocatore.

LA SANZIONE

Considerando che non c’è stato dolo, Sinner è stato sanzionato con la perdita dei 400 punti della semifinale di Indian Wells e del premio in denaro relativo, pari a circa 300 mila euro. Ora, si legge in una nota stampa, Sinner ha detto che “mi lascerò alle spalle questo periodo difficile e profondamente sfortunato. Continuerò a fare tutto il possibile per essere sicuro di continuare a rispettare il programma antidoping dell’Itia. Ho una squadra intorno a me che è meticolosa nella conformità”.

Nella nota anche le parole di Jamie Singer, il legale di Sinner: “Le regole antidoping devono essere estremamente strette perché abbiano effetto. Per questo può capitare che in alcuni casi anche atleti innocenti possano essere coinvolti. Non c’è alcun dubbio che Jannik Sinner sia totalmente innocente rispetto a questo caso ma il giocatore è responsabile di tutto ciò che accade all’interno del suo sistema, anche se non ne è a conoscenza, come in questo caso eccezionale”.

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SUPERCALCIO – Pari per le milanesi, buona la prima per l’Atalanta, il Verona che batte il Napoli, la Lazio e la Juve (VIDEO)

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img 0830Ritorna il calcio e ritorna anche SUPERCALCIO con la squisita e proverbiale competenza unita alla sempre sottile ironia dei partecipanti, sicuramente volta a sdrammatizzare il tutto, ovviamente fuori dai soliti schemi delle consuete ‘’stanze e stanzini’’ vari.

In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato dell’inizio del nuovo campionato di calcio di Serie A.

In questa prima giornata l’Inter non va oltre il 2-2 contro il Genoa e comincia con un pareggio la difesa dello scudetto conquistato nella passata stagione. A Marassi è il Grifone a sbloccare il match al 20′: Sommer battezza male un colpo di testa di Bani, la palla sbatte sulla traversa e Vogliacco è il più lesto per il tap-in vincente. Poi sale in cattedra Thuram che alla mezz’ora trova il pareggio con un bellissimo colpo di testa. Nel finale Gollini è miracoloso su Lautaro e Badelj salva di testa sulla linea di porta il tiro a botta sicura di Dimarco. All’83’ Thuram trova il 2-1 con uno splendido scavetto, ma in pieno recupero Bisseck tocca in area con un braccio. Sul dischetto va Messias, Sommer respinge ma il brasiliano non sbaglia sulla respinta.

Si apre con un pareggio la stagione della Fiorentina, che in settimana sarà attesa dai playoff della Conference League contro gli ungheresi della Puskas Akademia. Dopo aver rischiato grosso nel primo tempo, contro un Parma dall’altissima intensità, i viola riacciuffano il pari nella ripresa. Finisce 1-1 al Tardini, col gran gol di Dennis Man al 22′ e la punizione di Biraghi al 74′. Nel finale, il rosso a Pongracic (83′) e la rete sfiorata da Cyprien.

Inizia senza gol la Serie A 2024/2025 di Empoli e Monza, che pareggiano 0-0. Al Castellani, le formazioni di D’Aversa e Nesta creano poche occasioni, con Esposito pericoloso soprattutto nel primo tempo per i padroni di casa, mentre nel finale sono gli ospiti a sfiorare il colpaccio con Caldirola e con Colombo, il tutto prima di un’ultima occasione per Solbakken. Primo punto per i toscani e i brianzoli nel nuovo campionato.

Inizia con un pari casalingo l’avventura sulla panchina del Milan di Paulo Fonseca, salvato nel finale nel 2-2 col Torino. A San Siro i granata di Vanoli, al debutto da allenatore nel massimo campionato, con un gol per tempo hanno messo in difficoltà i rossoneri sfruttando la goffa autorete di Thiaw al 30′ e capitalizzando una ripartenza nella ripresa con Zapata su assist di Lazaro. Nel finale però la reazione d’orgoglio del Milan ha portato prima al pareggio di Morata all’88’ e poi alla deviazione del pari di Okafor al 95′.

Il Napoli di Antonio Conte inizia il campionato con una clamorosa sconfitta per 3-0 a Verona. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa l’Hellas di Zanetti gioca una gara perfetta e trova il vantaggio al 50′ con Livramento che raccoglie l’assist di esterno di Lazovic, anticipa Juan Jesus e buca Meret. Il raddoppio lo firma Mosquera al 75′, servito da un super Duda. Il colombiano firma il 3-0 al 94′. Per gli azzurri, che hanno perso Kvaratskhelia a fine primo tempo per un problema muscolare, solo una traversa di Anguissa. Cagliari e Roma hanno iniziato con un pareggio senza reti il nuovo campionato di Serie A.

Alla Unipol Domus, i rossoblù del nuovo tecnico Nicola hanno disputato una prova importante limitando la Roma dei nuovi acquisti Dovbyk e Soulé, subito schierati dal primo minuto da De Rossi. Dopo un primo tempo con poche emozioni, la gara si è accesa nella ripresa con un’occasione divorata da Pellegrini e una traversa per parte negli ultimi dieci minuti; prima Dovbyk ha spaventato Scuffet su assist di Dybala, poi Marin si è dovuto arrendere anche alla deviazione di Svilar.

Inizia bene il campionato della Lazio, che nella prima giornata supera il neopromosso Venezia in rimonta per 3-1. Lagunari in vantaggio al 3’ con il destro di Kofod Andersen, poi Castellanos pareggia i conti all’11’ e Zaccagni ribalta il risultato su rigore al 44’. Nel secondo tempo il Taty colpisce due legni, poi all’81’ Lazzari propizia l’autorete di Altare per il tris. Baroni vola in vetta, appaiato alla sua ex squadra Verona.

L’Atalanta demolisce 4-0 il Lecce nel penultimo match della prima giornata e comincia alla grande la stagione 2024/25. A decidere il match del ‘’Via del Mare’’ sono i due nuovi acquisti lanciati dal 1′ da Gasperini, Brescianini e Retegui, entrambi autori di una doppietta da ricordare. Per la squadra di Gotti una sconfitta pesante, con un tracollo netto dopo un promettente avvio di gara.

Esordio sul velluto della nuova Juventus di Thiago Motta, che batte 3-0 il Como e inizia nel migliore dei modi il campionato. L’equilibrio dura solo 23′, quando il debuttante Mbangula si regala una serata da sogno, infilando Reina nell’angolino con un preciso destro. Il palo ferma Vlahovic al 43′, ma Weah in pieno recupero capitalizza al meglio l’assist di Yildiz e il velo del serbo: il pallone sbatte contro la traversa e atterra oltre la linea di porta. A inizio ripresa Vlahovic cala il tris di testa, ma il gol viene annullato per un fuorigioco di Cambiaso a inizio azione. Serata sfortunata per l’ex Fiorentina, che colpisce un altro legno al 53′. Al 91′ il tris di Cambiaso. Nel finale esordio anche per Douglas Luiz, che nel recupero sfiora il poker. Per il Como, invece, c’è tanto ma tanto da lavorare per raggiungere l’obiettivo salvezza.

A completare la giornata il pareggio per 1-1 tra Bologna e Udinese.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Gianni Poggio, Pasquale De Stefano e Romolo Groe.

**Alla trasmissione hanno assistito quasi 130 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Gaspare Guarino, Salvatore Servello, Tony Moccardi, Sam Dica e Saverio De Palma.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi sia a Nino Cioppa che alla leggenda dell’Inter Marco Materazzi, ai quali vanno gli auguri per il loro compleanno, poi a Romolo Groe, a Carmine Muto, a Sergio Onorati, a Paul Groe, a Tony Moccardi, a Sam Dica, a Vince Ionadi, a Fina Di Giorgio, a Frank Riga, as Ivan Groe, a Domenico Staglianò, a Saverio De Palma, a Vito Caressa, a Nicola Caressa, a Gioacchino Caroleo, ad Annibale Clemente, a Gaspare Guarino, a Salvatore Servello, a Sam Gallucci, a John Groe, a Stefan ed Ivan Mitrovic, ad Alberto Di Giovanni, a Ennio Marchetti con il suo nuovo libro e Filippo Gravina.

****Il nuovo libro di Ennio Marchetti, Direttore di FATTI NOSTRI, ‘’LAS VEREDAS, IL PARADISO PERDUTO’’ lo potete trovare a questo link:  👉 https//www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/las-veredas-il-paradiso-perduto/paperback/product-7k9rdp5.html




Sale la febbre da Supercoppa, ma è l’Atalanta dei grandi assenti

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aa78f9561dff96030c6e40f9bf348c00Sul febbrile conto alla rovescia dell’Atalanta per l’appuntamento col Real Madrid e la Supercoppa Europea pesano la conta degli indisponibili e gli imprevisti del calciomercato.

Marc Pubill, l’esterno catalano dell’Almeria, campione olimpico con la Spagna, non ha superato le visite mediche e quindi non é stato tesserato. Mercoledì, a fare la storia, a Varsavia, non ci saranno nemmeno gli infortunati Scalvini, Scamacca, Toloi, Zaniolo, il separato in casa Koopmeiners, che vuole solo la Juventus, e l’attaccante El Bilal Touré, depennato dalla lista dopo l’amichevole col St.Pauli di venerdì scorso e intenzionato ad andare via.

Problemi e spaccature che non sfiorano i seimila tifosi al seguito, tra voli diretti e triangolazioni, pullman, minivan, auto e moto, in corteo e in vacanza. Per chi rimane in città e provincia c’è il maxischermo del Comune di Bergamo in zona autolinee, riservato ai tremila prenotatisi on line, ma pure i locali rimasti aperti e qualche spazio estivo si preparano al pienone.  A una settimana dall’inizio del campionato, la squadra manca ancora di un difensore, di un uomo di fascia destra e del sostituto di Koopmeiners. Sfumato lo spagnolo Pubill come laterale, il direttore sportivo, Tony D’Amico, può virare sul brasiliano Wesley, coetaneo ma brevilineo, del Flamengo, o in subordine sul gallese Neco Williams, 2001 del Nottingham già avversario in maglia Liverpool nell’autunno del 2020 nel girone di Champions. Danso del Lens per la difesa e O’Riley del Celtic da centrocampista avanzato gli altri nomi caldi.

Quanto alla partita imminente, con volo diretto martedì di buon’ora, Gian Piero Gasperini non ha alternative alla vecchia guardia. Ossia il portiere di coppe Musso, Djimsiti, Hien e Kolasinac a protezione, Zappacosta e Ruggeri sulle corsie, De Roon ed Ederson in mezzo anche se la novità estiva Sulemana ha recuperato dalla distorsione alla caviglia destra di Amburgo, Pasalic tra le linee dietro De Ketelaere e Lookman. Gli altri innesti Godfrey e soprattutto Retegui possono mettere in difficoltà il tecnico nelle scelte, ma a partita in corso.  Per fare numero, aggregati sette della rosa dell’Under 23: dalla difesa in avanti, Comi, Tornaghi, Palestra, Mendicino, Manzoni, Cassa e Vavassori. Solo Palestra e Mendicino hanno gare ufficiali in prima squadra: entrambi il 14 dicembre scorso a Sosnowiec in Champions col Rakow Czestochowa, Mendicino anche in A con la Lazio il 4 febbraio scorso. Il Real, però, è un’altra cosa.

ansa.it




Olimpiadi record per l’Italia

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12italiaOri (12, tanti, alcuni storici), argenti (ancora di più, 13) e bronzi (in abbondanza, 15) distribuiti in ben 19 sport. Ma anche tante, tantissime medaglie di legno. Quarti posti dal sapore di beffa ma anche quarti porti dal sapore di gioia per una spedizione da record per i colori azzurri (in tutti i sensi) quella chiusasi ieri per la XXXIII edizione delle Olimpiadi – Parigi 2024.
Gli azzurri dello sport si possono infatti ritenere super contenti e super soddisfatti, nonostante qualche inevitabile delusione (il portabandiera Tamberi e i suoi guai fisici in primis). Con 40 medaglie ha eguagliato il numero di vittorie raggiunte nell’edizione precedente di Tokyo. Però, in questa tornata, sono state vittorie distribuite in modo più uniforme nelle sue tre varianti. A Tokyo erano state infatti 10 gli ori, 10 gli argenti e 20 i bronzi. E forse, quest’anno non ci sarà stata la straordinaria vittoria nella gara regina delle Olimpiadi, i 100 metri, o la rimonta pazzesca nella 4×100, ma sono arrivate altre medaglie straordinarie, in altri sport. A partire dalla storica vittoria delle ragazze della pallavolo, che hanno dominato tutte le avversarie dal primo all’ultimo set di tutto il torneo, ma anche la bellezza delle vittorie nel nuoto e nella scherma (che hanno portato a 5 podi l’uno), o nella vela, dalla quale sono arrivate due medaglie del metallo più pregiato, come ne è arrivata una nella canoa slalom, poi nel ciclismo su pista, nella ginnastica artistica, nel judo, nel tiro sportivo e nel tennis dal quale l’Italia si aspettava tanto e tanto è arrivato (lo spettacolare oro della coppia Paolini-Errani e l’entusiasmante bronzo di Musetti).
Una situazione assai diversa da Tokyo dove la metà degli ori erano arrivati da quell’atletica che in Francia ha portato all’Italia uno strepitoso argento di Nadia Battocletti e due meravigliosi bronzi nel salto triplo e nel salto in lungo.
“C’è più qualità”, ha commentato alla fine l’attuale Presidente del CONI, Giovanni Malagò, soddisfatto del lavoro dello sport che, sotto la sua presidenza, nelle ultime due edizioni di Giochi ha collezionato ben 80 medaglie ma anche, in Francia, “aumentato il numero delle finali raggiunte – 79 rispetto a 67 – e siamo andati a medaglia in 20 sport”.
Se quella di Tokyo era stata a tutti gli effetti una spedizione record per l’Italia, questa francese lo è stata forse ancora di più. Allargare il sorriso, infatti, è possibile guardando oltre al podio. Sì, perché il movimento sportivo italiano si è dunque confermato dopo l’exploit in Giappone e ha continuato ad accrescere la sua competitività in sempre più discipline.
Lo si intuisce guardando al medagliere di legno (o di cioccolata come si dice in Francia): Italia primissima a quota 25, seguita da Francia a 19 e USA a 18. E questo non può che rappresentare un segnale incoraggiante per lo sport azzurro. I costi per praticare lo sport in Italia sono sempre elevatissimi, farlo di qualità spesso costringe atlete e atleti a fare tanti chilometri per trovare i giusti compromessi fra sacrifici e vita quotidiana, ma il movimento sta piano piano migliorando, dimostrando dinamicità e capacità di rinnovamento. E non deve stupire il sorriso della diciannovenne Benedetta Pilato, quarta per un soffio nei 50 metri rana ma felice della sua prestazione, o il sorriso di Massimo Stano sotto la Tour Eiffel che mima orgoglioso il 4 con le dita. Né la soddisfazione di Marcell Jacobs per il suo quinto posto dove però è riuscito a competere nella finale dei 100 metri complessivamente più veloce di sempre, o il sorriso di Stefano Sottile nel salto in alto che ha fatto il suo personal best. Le prestazioni e la soddisfazione di essere arrivati lì, esserci arrivati con le proprie forze, aver dato il massimo pensando ai sacrifici fatti negli anni ed essere arrivati quarti nel mondo nella propria disciplina, sono cose che resteranno. Altro che “primo fra i perdenti”.
E proprio per questo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto allargare l’invito al Quirinale (appuntamento al 23 settembre) non solo ai medagliati olimpici, ma anche a tutte le atlete e a tutti gli atleti che hanno sfiorato il podio. E che magari sono felici per questo. Tutto ciò, non può che essere un bel segnale per lo sport italiano. (luc.mat.\aise) 




E sono 11! Ciclismo d’oro per l’Italia con Consonni-Guazzini

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foto a 2 sito 6 1024x576Alle Olimpiadi di Parigi, nel ciclismo su pista l’Italia (Chiara Consonni e Vittoria Guazzini) ha vinto la medaglia d’oro nella madison donne. “Non ho parole, ancora non ci credo. Siamo felicissime. E’ una vittoria di tutti. Dobbiamo ringraziare infatti la squadra, lo staff tecnico e chi ci è sempre stato vicino. Con le altre ragazze siamo cresciute insieme, questa medaglia d’oro è per tutti”. La gioia incontenibile di Chiara Consonni, che insieme a Vittoria Guazzini ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Parigi nel ciclismo su pista, specialità madison. “Non abbiamo iniziato bene la gara- ha detto invece Guazzini- Facevamo fatica, ma a quel punto ci siamo dette che dovevamo dare davvero tutto, mettendoci gambe e cuore fino al limite delle forze. O la va o la spacca. E l’ha spaccata!”.

IL BRONZO DI SOFIA RAFFAELI, UN ALTRO PRIMATO STORICO

Dalle lacrime per il ‘piccolo errore’ commesso, al sorriso per il podio. Medaglia di bronzo nella ginnastica ritmica alle Olimpiadi di Parigi per Sofia Raffaeli, terza nell’all-around individuale. Ottava invece Milena Baldassarri. Raffaeli ha chiuso con un punteggio totale di 136.300 dietro alla tedesca Darja Varfolomeev, oro con 142.850, e alla bulgara Boryana Kaleyn, argento con 140.600. “Raffaeli fa la storia della ginnastica ritmica azzurra ai Giochi Olimpici – scrive il Coni su X – . A #Paris2024 Sofia conquista la medaglia di bronzo, la prima a cinque cerchi di sempre per l’Italia nel concorso generale individuale”. “Ancora non ci credo di avere fatto la storia- ha detto Raffaeli- Ho creduto in questa medaglia nonostante l’errore alla palla. Volevo anche qualcosa di più, ma mi accontento. Festeggerò, ma è solo l’inizio della mia carriera. Posso dare tanto a questo sport”. “Sono soddisfatta- ha aggiunto- anche per le persone che tutti i giorni lavorano con me. La dedica è in primis alla mia famiglia e alla mia allenatrice, che mi ha fatto crescere tanto”.

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