SUPERCALCIO – L’Inter asfalta la Dea, la Juve frena, il Napoli all’ultimo respiro, Milan caos (VIDEO)

In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della terza giornata del campionato di Serie A.
La giornata si apre con il successo per 1-0 del Torino sul Venezia. Nel giorno del ritorno al Penzo, sia del massimo campionato italiano che del grande ex Paolo Vanoli, decide il colpo di testa all’86’ di Coco, che svetta da corner. Nel corso del match, protagonisti i portieri: Milinkonvic-Savic salva due volte su Nicolussi Caviglia, mentre Joronen ferma Adams. I granata salgono a 7 punti.
L’Inter travolge 4-0 l’Atalanta nel secondo anticipo della terza giornata e sale in classifica a 7 punti, alla pari del Torino. I nerazzurri dominano in lungo e in largo il match di San Siro: lo sbloccano dopo appena 3′ grazie all’autogol di Djimsiti, propiziato da Thuram, poi raddoppiano al 10′ con un sinistro al volo da urlo di Barella. A inizio ripresa (47′ e 56′) Thuram trova le due zampate di fila che chiudono i giochi, approfittando di una difesa bergamasca completamente in tilt. Inzaghi manda un messaggio chiaro alle rivali per lo scudetto, Gasperini deve raccogliere i cocci dopo due pesanti ko consecutivi.
Bologna ancora a secco di vittorie in questo avvio di campionato. La squadra di Italiano pareggia 1-1 con l’Empoli e fatica a risalire la classifica. Al Dall’Ara, nel primo tempo, Fabbian (2′) sblocca il match sugli sviluppi di un corner, poi Gyasi (4′) pareggia subito su assist di Pezzella e Solbakken e Orsolini si divorano due grandi occasioni. Errori che segnano la gara. Nella ripresa, infatti, nonostante la maggior pressione rossoblù le squadre si annullano e il risultato non cambia più.
La prima vittoria del Lecce arriva in dieci uomini, dopo una gara di grande sacrificio. I salentini sbloccano il match contro il Cagliari, di fronte al pubblico del Via del Mare, al 26′: sponda di Gaspar e zampata di Krstovic. Nel finale del primo tempo, però, il rosso a Dorgu (45′) riapre i giochi. Le parate di Falcone e i legni fermano i rossoblù, che perdono l’imbattibilità stagionale e si fermano a due punti. Sale a quota 3, invece, il Lecce.
Lazio-Milan si fermano sul 2-2 nella terza giornata di Serie A. All’Olimpico, Baroni e Fonseca pur cambiando le carte in tavola non hanno trovato le risposte desiderate, ma soprattutto i tre punti in una sfida ricca di occasioni da gol. Milan avanti all’8 con il primo gol italiano di Pavlovic ma ribaltato nella ripresa nel giro di quattro minuti dalle reti di Castellanos e Dia. A quel punto Fonseca ha mandato in campo Hernandez e Leao trovando il pareggio con il portoghese nel giro di trenta secondi. Leao e Theo Hernandez protestano contro il tecnico Fonseca: il portoghese e il francese, partiti dalla panchina dopo le critiche per la sconfitta col Parma, non partecipano al cooling break del tecnico rossonero, un gesto che sa di rottura con l’allenatore, anche se poi tutti hanno cercato di metterci una toppa.
Il Napoli vince in rimonta 2-1 contro il Parma: al Diego Armando Maradona i Ducali si illudono di poter conquistare i tre punti giocando un buon calcio, una prova di carattere da parte degli uomini di Pecchia che fanno bene nella prima frazione passando al 19′ su rigore trasformato da Bonny dopo un’incursione bruciante di Sohm. Nella ripresa Conte manda in campo Lukaku che al 91′, sfruttando anche l’espulsione del portiere Suzuki (Del Prato tra i pali al 76′) dà il via alla rimonta. Di Anguissa, al 97′, il gol che regala al Napoli il successo insperato.
Fiorentina e Monza danno vita a un pareggio pirotecnico, con la gara dell’Artemio Franchi che termina 2-2. Nella sfida al suo passato, Raffaele Palladino ringrazia Kean (45′) e Gosens (90’+ 6′) per il punto conquistato in rimonta dopo che i brianzoli erano andati avanti di due reti nella prima frazione con Djuric (18′) e Maldini (32′). Un punto per parte, un risultato che scontenta il pubblico viola che ha più volte fischiato le giocate della squadra.
Colpaccio del Verona che si impone 2-0 in casa del Genoa. A Marassi, il Grifone centra una traversa nel primo tempo con Vasquez, poi l’Hellas passa nella ripresa con il gol al 55′ di Tchatchoua e con il rigore segnato nove minuti dopo da Tengstedt.
Primo ko per Gilardino, che resta a 4 punti e subisce il sorpasso della formazione di Zanetti, a quota 6 insieme al Napoli a -1 da Inter e Torino.
Nel posticipo della terza giornata Juventus e Roma non vanno oltre lo 0-0. Match con pochissime emozioni allo Stadium con i padroni di casa apparsi sottotono rispetto alle prime due apparizioni stagionali. I giallorossi hanno giocato una gara solida senza grossi rischi. Un punto che permette alla Juve di restare in testa al campionato a quota 7 con Inter, Udinese e Torino. La Roma smuove la classifica portandosi a 2 punti.
Un errore di valutazione di Reina e il rigore sbagliato da Cutrone al 94′ costano carissimi al Como, che viene sconfitto dall’Udinese in una gara bloccata, risolta da un episodio. Il gol decisivo, che vale la vittoria per 1-0, porta la firma di Brenner: la sua traiettoria sorprende l’ex Napoli e Villarreal al 42′. Fabregas è ultimo col Venezia, mentre i friulani sognano: con sette punti agganciano in vetta il terzetto composto da Inter, Juventus e Torino. *Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale Simonetta, Pasquale Di Stefano e Salvatore Servello.
**Alla trasmissione hanno assistito oltre 200 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Annibale Merante, Vito Caressa, Gioacchino Caroleo e Rino Zaurrini.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Vito Caressa, a Filippo Gravina, ad Antonio Romanello, a Daniele Iapeti, a Nicola Caressa, a Frank Riga, a Domenico Staglianò, a Sam Dica, a Rino Zaurrini, ad Annibale Merante, a Romolo Groe, a Sergio Onorati, a Sebastiano Meli, a Ferruccio Pagliaro, ad Antonio Tami Cernuto, ad Alberto Di Giovanni, a Nicola Sparano, a Tony Moccardi a cui sono andati anche gli auguri per il suo prossimo matrimonio con la Sig.ra Imma Romano, a Mario Rubello, a Fina Di Giorgio, a John Groe e ad Ivan Groe. È stata anche ricordata la scomparsa del chitarrista blues Paul Nelson, vincitore anche di un Grammy, che ha lavorato con artisti del calibro di Eric Clapton, Johnny Winter e Buddy Guy.
****Il nuovo libro di Ennio Marchetti, Direttore di FATTI NOSTRI, ‘’LAS VEREDAS, IL PARADISO PERDUTO’’ lo potete trovare a questo link: 👉 https//www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/las-veredas-il-paradiso-perduto/paperback/product-7k9rdp5.html

Chiara Gusmeroli e Matteo De Zaiacomo hanno raggiunto stamane la vetta dello Sckem Braq, montagna di oltre 5.300 metri che si trova nella Nangma Valley, in Karakorum (Pakistan), aprendo una nuova via in stile alpino su una parete alta 900 metri. La via è composta da 26 tiri, con difficoltà fino al 7a e A3. La spedizione, sostenuta dal Club alpino italiano, ha visto i due alpinisti effettuare, lo scorso sabato 17 agosto, un primo tentativo di salita della via, percorsa per i primi 600 metri. L’arrivo del brutto tempo ha impedito ai due di salire gli ultimi 300 metri e raggiungere la cima. Chiara Gusmeroli e Matteo de Zaiacomo, fa sapere il Club alpino italiano, sono scesi al Campo Base senza lasciare corde fisse e hanno atteso la fine della pioggia per terminare la via.
In occasione della 37a edizione dell’America’s Cup a Barcellona, la competizione di vela più prestigiosa e la più antica manifestazione sportiva continuativa, il Comitato Nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi e la Marina Militare promuovono un grande evento il prossimo 31 agosto, alle ore 20.00, al porto di Barcellona, a bordo della Nave Palinuro per celebrare i 125 anni di wireless all’America’s Cup grazie al genio inventivo del celebre scienziato italiano.
In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della seconda giornata del campionato di Serie A.
“Ho avuto una buona vita. Spero che mi ricorderete come un ragazzo positivo che cercava di fare tutto il possibile. Non dispiacetevi, sorridete. Grazie di tutto, allenatori, giocatori, il pubblico, è stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi e prendetevi cura della vostra vita. E vivetela. Ciao”. Sono le parole con cui Sven-Goran Eriksson, scomparso oggi a 76 anni per un cancro al pancreas che gli era stato diagnosticato nel 2023, ha salutato qualche giorno fa il mondo del pallone per l’ultima volta, in un 


Ritorna il calcio e ritorna anche SUPERCALCIO con la squisita e proverbiale competenza unita alla sempre sottile ironia dei partecipanti, sicuramente volta a sdrammatizzare il tutto, ovviamente fuori dai soliti schemi delle consuete ‘’stanze e stanzini’’ vari.
Sul febbrile conto alla rovescia dell’Atalanta per l’appuntamento col Real Madrid e la Supercoppa Europea pesano la conta degli indisponibili e gli imprevisti del calciomercato.
Ori (12, tanti, alcuni storici), argenti (ancora di più, 13) e bronzi (in abbondanza, 15) distribuiti in ben 19 sport. Ma anche tante, tantissime medaglie di legno. Quarti posti dal sapore di beffa ma anche quarti porti dal sapore di gioia per una spedizione da record per i colori azzurri (in tutti i sensi) quella chiusasi ieri per la XXXIII edizione delle Olimpiadi – Parigi 2024.
Alle Olimpiadi di Parigi, nel ciclismo su pista l’Italia (Chiara Consonni e Vittoria Guazzini) ha vinto la medaglia d’oro nella madison donne. “Non ho parole, ancora non ci credo. Siamo felicissime. E’ una vittoria di tutti. Dobbiamo ringraziare infatti la squadra, lo staff tecnico e chi ci è sempre stato vicino. Con le altre ragazze siamo cresciute insieme, questa medaglia d’oro è per tutti”. La gioia incontenibile di Chiara Consonni, che insieme a Vittoria Guazzini ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Parigi nel ciclismo su pista, specialità madison. “Non abbiamo iniziato bene la gara- ha detto invece Guazzini- Facevamo fatica, ma a quel punto ci siamo dette che dovevamo dare davvero tutto, mettendoci gambe e cuore fino al limite delle forze. O la va o la spacca. E l’ha spaccata!”.