Germania, storia dei Campionati Europei attraverso le figurine
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
In occasione della 17esima edizione dei Campionati Europei di Calcio, che quest’anno si svolgeranno in Germania, l’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ha allestito una mostra dedicata al calcio dal titolo Deutschland-Italien: ein Klassiker. Fußballsticker erzählen die Geschichte der EM, ovvero Germania-Italia: un classico. La storia dei Campionati Europei di Calcio attraverso le figurine.
Si tratta di un progetto elaborato ad hoc che unisce la narrazione alla parte visiva, ripercorrendo tutte le edizioni del Campionato Europeo, dalle sue origini fino a oggi, con diversi focus specifici e un’attenzione particolare verso le nazionali di Germania e Italia e i calciatori che hanno legato la loro carriera ai due Paesi. Saranno inoltre presenti sezioni dedicate alle squadre di Monaco, il Bayern Monaco e il Monaco 1860, per offrire al visitatore una straordinaria galleria di personaggi capaci di mescolare la passione del presente e il fascino del passato.
Il percorso di mostra, che sarà aperto al pubblico dal 13 giugno, si configura come un racconto visivo e narrativo che attraverso figurine, album, card e materiale diventato di culto conduce tra eventi e personaggi rimasti impressi nella memoria collettiva. Alla narrazione che per le nuove generazioni può rivelarsi una scoperta sorprendente e affascinante si affianca un format che, proprio attraverso questi contenuti, permette d’indagare altre espressioni creative come la grafica e l’illustrazione.
Una spedizione femminile scalerà il K2 70 anni dopo la sua conquista di Lacedelli e Compagnoni
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi la spedizione alpinistica femminile che si recherà sul K2 per il 70° anniversario della conquista da parte della missione italiana con gli alpinisti Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, guidata da Ardito Desio.
A salire sulla seconda vetta al mondo per altitudine (8.611 m. slm) saranno: Silvia Loreggian, Federica Mingolla, Cristina Piolini e Anna Torretta.
Le alpiniste hanno ricevuto dal Presidente Meloni la bandiera tricolore italiana che sarà portata in vetta. La spedizione è ideata dal CAI (Club Alpino Italiano) e organizzata dall’associazione Ev-K2-Cnr. Meloni ha ricevuto inoltre, tra gli altri: Antonio Montani, presidente generale del CAI; Massimiliano Ossini, che realizzerà un documentario sulla spedizione…
Sinner nuovo numero 1 del mondo
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
Jannik Sinner sarà il nuovo numero 1 del tennis mondiale, il primo italiano a conquistare la prima posizione nel ranking Atp. Il 22enne azzurro, in semifinale al Roland Garros dopo la vittoria in 3 set nei quarti contro il bulgaro Grigor Dimitrov, centra l’obiettivo grazie al ritiro di Novak Djokovic prima dei quarti di finale dello Slam parigino. Il 37enne serbo, attuale numero 1 del mondo, lascia il torneo dopo la vittoria in 5 set contro Francisco Cerundolo, numero 23 del tabellone, negli ottavi di finale.
Sinner: “Un sogno diventa realtà”
“Cosa dire, è il sogno di tutti diventare numero 1 del mondo. Allo stesso tempo vedere Novak Djokovic ritirarsi è in dispiacere e gli auguro un pronto recupero. Io cercherò di non pensarci e di giocare il mio miglior tennis in semifinale”, dice Sinner dopo la vittoria contro Dimitrov che lo proietta in semifinale al Roland Garros e gli permette di arrivare al numero 1 del mondo da lunedì 10 giugno.
“Grazie al mio team, perché senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. E’ un momento speciale e sono felicissimo di condividerlo con tutto il pubblico qui e con chi mi sta guardando in Italia”, aggiunge il 22enne altoatesino.
Perché Djokovic si ritira, il messaggio di Nole
Nel match contro l’argentino Cerundolo, Djokovic ha chiesto ripetutamente l’intervento del fisioterapista per problemi al ginocchio destro. Il fuoriclasse di Belgrado si è lamentato, durante e dopo l’incontro, per le condizioni del campo, a suo dire troppo scivoloso.
“Sono davvero triste di annunciare che devo ritirarmi dal Roland Garros. Ho giocato con il cuore e ho dato tutto me stesso nella partita di ieri e purtroppo, a causa di uno strappo mediale del menisco al ginocchio destro, io e la mia squadra abbiamo dovuto prendere una decisione difficile dopo un’attenta riflessione e consultazione”, le parole del serbo sui socia. “Auguro buona fortuna ai giocatori in gara questa settimana e ringrazio di cuore gli incredibili tifosi per tutto l’affetto e il continuo supporto. A presto. Con amore e gratitudine, Nole”, aggiunge l’ormai ex numero uno del mondo.
Fine di un’era
Djokovic dice addio al trono dopo 428 settimane complessive al vertice della classifica. La rincorsa di Sinner viene coronata a metà di una stagione strepitosa per l’azzurro e negativa per il serbo. L’italiano sale in vetta in un’annata impreziosita sin qui da 3 trionfi – Australian Open, Rotterdam e Masters Miami – mentre il fuoriclasse di Belgrado nel 2024 non ha ancora alzato un trofeo. L’ultimo titolo per Djokovic risale alle Atp Finals di novembre 2023 a Torino: in quel caso, vittoria in finale contro Sinner.
adnkronos.com
Anche l’Inter ha un Cavaliere presidente: chi è Beppe Marotta
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
Beppe Marotta è il nuovo presidente dell’Inter. Ad annunciarlo è stata la società nerazzurra con un comunicato. Adesso è in programma l’Assemblea degli azionisti che, dopo il cambio di proprietà, ratificherà le nuove nomine.
“Desidero ringraziare Oaktree per la fiducia dimostrata nel darmi questa opportunità di lavorare al fianco loro e del Consiglio di amministrazione- ha detto Marotta-. Questa nomina è un riconoscimento del fantastico lavoro svolto dalle molte persone che hanno gestito il Club negli ultimi tre anni. Sono orgoglioso di far parte dell’Inter e ribadisco il mio impegno nei confronti della società”.
“F.C. Internazionale Milano S.p.A.- si legge nel comunicato- ha annunciato la proposta di nomina di Giuseppe Marotta a nuovo presidente e la nuova composizione del Consiglio di amministrazione della società, che sarà confermata dall’Assemblea degli azionisti che si terrà a Milano in data odierna. Le nomine proposte fanno seguito al recente cambio di proprietà del Club. Il 22 maggio 2024, fondi gestiti da Oaktree Capital Management, L.P. hanno assunto la proprietà dell’Inter a seguito del mancato rimborso del prestito triennale concesso da Oaktree alle holding dell’Inter”.
Oaktree, “nell’ambito del suo focus sulla stabilità operativa e finanziaria dell’Inter”, ha proposto la nomina dei seguenti nuovi membri del Consiglio di amministrazione:
Alejandro Cano, Managing Director e Co-Head Europe per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
Katherine Ralph, Managing Director per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
Renato Meduri, Senior Vice President per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
Carlo Ligori, Associate per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
Delphine Nannan, Senior Vice President per l’ufficio di Oaktree in Lussemburgo;
Fausto Zanetton, ad di Tifosy Capital & Advisory.
“Il nuovo Consiglio riunisce competenze provenienti dall’Italia e dall’Europa- dice ancora la nota- compreso il team di Oaktree che ha collaborato con il Club sin dal 2021. I nuovi membri del Consiglio di Amministrazione forniranno esperienza e competenze essenziali per realizzare gli obiettivi a lungo termine della Società e per garantire la prosperità, la crescita e il successo dell’Inter”.
“In quanto nuovi membri del Consiglio di amministrazione dell’Inter- dichiarano i rappresentanti di Oaktree- comprendiamo la nostra responsabilità nei confronti della famiglia nerazzurra e dell’eredità dell’Inter. Nel ruolo di presidente Marotta darà forte continuità al Club e porterà alla presidenza l’esperienza, la passione e la dedizione maturate nel corso di una brillante carriera nel mondo calcistico. Il Consiglio di amministrazione è pronto a sostenere il presidente e la dirigenza dell’Inter per garantire che il Club sia posizionato per un continuo successo dentro e fuori dal campo”.
agenzia DIRE – www.dire.it
Devoto a “san Pep”, il calcio come gli scacchi: chi è Enzo Maresca, da Pontecagnano al Chelsea
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
Da Pontecagnano a Wembley è un attimo. Il cammino da devoto a “San Pep” di Enzo Maresca è più che altro un salto: nel vuoto, o verso l’iperuranio della Premier più sfavillante. Niente in mezzo, se non una gavetta da apprendista stregone di Guardiola e una passione per gli scacchi quasi maniacale. Ecco chi è – in sintesi estrema – il nuovo allenatore del Chelsea, un (altro) italiano a Londra.
In Inghilterra lo prendono con le pinze, per il momento. Sarà pur discepolo di Guardiola, suo secondo al City, ma insomma: dalla promozione con Leicester ad un club ricco e famoso, seppur un po’ in decadenza, ce ne passa. Però per mesi i giornali inglesi hanno studiato le sue tesi, compresa quella depositata a Coverciano. Dentro c’è appunto un trattato di scacchistica applicato al pallone, compresa l’ipermoderna difesa nimzo-indiana usata da ogni Gran Maestro dai tempi di Jose Raul Capablanca
Aveva trovato un insegnante mentre era a Palermo e deve, col tempo, aver imparato i dettagli più fini della Difesa Siciliana e del Fegatello, deliziosamente chiamato “L’attacco del fegato fritto”. Cosa c’entri tutto ciò con moduli e fuorigioco va ricercato in quel mondo di terzini invertiti, dominio totale della palla, affaticamento mentale e fisico degli avversari, rotture spietate delle linee e sovraccarichi che Maresca ha insegnato al Leicester nell’ultimo anno. Un “ossessionato dai piccoli dettagli”, lo raccontano: ai suoi professionisti spiegava persino che ogni passaggio deve essere effettuato con il piede giusto. Il destro, il mancino: le basi.
Lui s’era spiegato in una bella intervista alla rivista “Scacchistica”. “Calcio e scacchi sono simili da un punto di vista tattico e strategico, nella necessità del controllo del centro, nella valorizzazione del fattore sorpresa, nella suddivisione delle fasi del gioco (apertura medio gioco, finale) e nel gioco posizionale, che è la mia passione, sia per il calcio, che per gli scacchi. Guardando alle squadre che hanno fatto la storia del calcio, ad esempio il Manchester City e il Barcellona di Guardiola, o il Milan di Sacchi, un forte e compatto centrocampo, tecnicamente valido, offre dei vantaggi importanti, e ti consente di far passare buona parte del tuo gioco da lì. Secondo me chi ha il controllo del centrocampo ha il controllo della gara. Ovviamente se intendi usarlo. Se al contrario la tua idea è far passare subito la palla dalla difesa agli attaccanti, il centro non ti serve molto. In un certo senso è la contrapposizione tra gioco classico e ipermoderno: il gioco alla Guardiola è più simile a quello classico, in cui si punta all’occupazione del centro, quello “difesa e contropiede” assomiglia a quegli schemi in cui si apre di fianchetto, e si lascia il centro all’avversario”.
Per il Telegraph “Maresca ha ereditato un club in ginocchio dopo una retrocessione a sorpresa, il Leicester, con la partenza di giocatori chiave come James Maddison, Youri Tielemans e Harvey Barnes. Per introdurre uno stile di gioco così unico e diverso ci è voluto coraggio e ha ottenuto la promozione e un titolo”. Ora ha ottenuto il Chelsea. Scacco matto, forse.
agenzia DIRE – www.dire.it
SUPERCALCIO – L’INTER Campione saluta vecchia e nuova proprietà, scendono in B Frosinone, Sassuolo e Salernitana (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 7 Giugno 2024
In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente ha tenuto banco la discussione sulla fine del Campionato di Serie A vinto dall’Inter e naturalmente sui risultati finali che hanno generato la retrocessione in Serie B di Frosinone, Sassuolo e Salernitana.
Nel turno conclusivo di Serie A, il Genoa batte 2-0 il Bologna, con Thiago Motta che va ko alla sua ultima partita sulla panchina dei felsinei. A decidere la sfida sono il sinistro di Malinovskyi al 13′ e il tocco di Vitinha (59′) sull’uscita di Ravaglia dopo l’assist di Gudmundsson. Con questo risultato, gli emiliani chiudono il campionato con 68 punti mentre Gilardino si porta a 49.
La Juventus chiude il campionato di Serie A vincendo 2-0 contro il Monza. All’Allianz Stadium gli uomini di Montero risolvono la pratica già nella prima frazione, con un uno-due letale per gli uomini di Palladino. Al 17′ è Chiesa a regalare il vantaggio, poi Alex Sandro (28′) segna il raddoppio di spalla su assist da corner di Fagioli. Juve che si fa fermare anche dai pali sulle conclusioni di Fagioli e Chiesa, ma che ringrazia Pinsoglio che nella seconda frazione è protagonista con due super parate su Birindelli e Djuric. Bianconeri che chiudono la stagione con 71 punti che valgono, al momento e in attesa dell’Atalanta, il terzo posto. Il Monza, invece, con i suoi 45 punti è certo del 12° posto.
Il ciclo del Milan di Stefano Pioli si chiude con un pareggio beffa. Nell’ultima giornata di Serie A la Salernitana costringe i rossoneri al 3-3 alla fine di un match a due facce. Al Meazza nel primo tempo va in scena un monologo dei padroni di casa. Un’uscita sbagliata di Fiorillo regala a Leao (22′) la palla dell’1-0, poi Giroud (27′) raddoppia con una bella girata in area. Nella ripresa poi Simy accorcia le distanze (64′), Calabria segna di testa e Sambia (87′) e Simy(89′) firmano la rimonta approfittando di un finale distratto della difesa rossonera.
Nell’ultima giornata di Serie A l’Atalanta piega 3-0 il Torino tra le mura casalinghe. Scamacca apre le marcature al 26’ con un eurogol, poi il tap-in di Lookman al 43’ e Pasalic su rigore (71’). Gasperini, in caso di vittoria nel recupero contro la Fiorentina, chiuderebbe il campionato al terzo posto.
Calzona saluta Napoli senza brillare, solo 0-0 al Maradona contro il Lecce (nonostante due legni colpiti) e chiude con un pareggio senza lampi. Gli azzurri cominciano provando ad imporre il proprio ritmo ma, dopo alcuni minuti, i pugliesi spaventano e non poco i padroni di casa, infatti Dorgu scheggia la traversa da buona posizione. Dopo lo spavento i partenopei tornano a premere sull’acceleratore, cercando di accendere gli esterni Politano e Kvaratskhelia. Nonostante l’ampio predominio i campani non riescono a sfondare, con la prima frazione di gioco che tramonta sullo 0-0. In avvio di ripresa il Napoli aumenta ancor di più i giri del motore: Falcone deve superarsi in tuffo sul neoentrato Ngonge, poi Cajuste pareggia il conto dei legni colpiti. Ngonge è tra i più attivi tra le file dei padroni di casa, e poco dopo l’ora di gioco prende una traversa con il destro secco a Falcone battuto. Con il passare dei minuti le energie iniziano a calare sempre di più, e nemmeno l’ingresso di Osimhen permette ai Campioni d’Italia uscenti di chiudere la stagione con un successo. Finisce 0-0 con Calzona che saluta Napoli con un tiepido pareggio, terminando a quota 53 punti e in nona posizione. Finisce invece a 38 punti il Lecce di Gotti.
L’Inter chiude il suo straordinario campionato, culminato con il 20° Scudetto, con un pareggio 2-2 contro il Verona. La partita del Bentegodi è poco più che un allenamento, ma i tifosi sugli spalti si divertono. I nerazzurri passano in vantaggio al 10′ con Arnautovic, bravo ad approfittare di un errore di Cabal e a vincere il corpo a corpo con Coppola. L’Hellas vuole congedarsi al meglio dai suoi tifosi e trova il pareggio al 19′ con Noslin, che al 37′ ricambia l’assist di Suslov e regala allo slovacco l’assist per il 2-1. Nel recupero la doppietta di Arnautovic. Nella ripresa Perilli è super su Sanchez, Frattesi (due volte) e Calhanoglu. L’ultimo sussulto l’auto-traversa di Vinagre che salva su Frattesi. L’Inter chiude a 94 punti, l’Hellas a 38.
La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Sassuolo: primo tempo piuttosto blando con poche occasioni e dai ritmi bassi. Nella ripresa i biancocelesti stappano la partita con la punizione di Zaccagni al 60’, salvo poi essere ripresi sei minuti più tardi dalla zampata di Viti. Tudor lascia in panchina Luis Alberto tutta la partita, in quella che dovrebbe (e doveva) essere la sua serata d’addio ma si assicura il settimo posto e l’Europa League.
Dopo Salernitana e Sassuolo, è il Frosinone la terza squadra a retrocedere in Serie B. Nell’ultima giornata l’Empoli batte 2-1 la Roma grazie alla rete al 93′ di Niang dopo quelle di Cancellieri (13′) e Aouar a segno di testa al 46′: è l’ennesimo miracolo di Davide Nicola. A salutare il campionato sono allora i ciociari, che allo Stirpe perdono 1-0 contro l’Udinese: a condannare Di Francesco è Davis, che entra e la decide al 76′.
Conclude il quadro dell’ultima giornata Cagliari-Fiorentina 2-3: con questo risultato la Fiorentina raggiunge quota 57 punti e conquista matematicamente l’ottavo posto che vale la qualificazione in Conference League.
Per la Serie A tempo di verdetti e nel rush finale dell’ultima giornata si sono decise le questioni rimaste aperte in zona Champions, nella zona valida per l’Europa e la Conference League e per la salvezza. Il primo punto è stato messo dall’Atalanta, che come minimo chiuderà quarta per effetto della vittoria sul Torino e quindi lascia la Roma in Europa League: le squadre italiane in Champions saranno dunque “solo” cinque e non sei. Lazio in Europa League, Empoli e Udinese salve con il Frosinone che va in Serie B con Sassuolo e Salernitana.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Massimiliano Menna, Pasquale De Stefano, Ivan Groe, Sergio Onorati e Nicola Caressa.
**Alla trasmissione hanno assistito quasi 150 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Tony Moccardi, Annibale Merante, Sam Gallucci, Rino Zaurrini, Joseph Speranza, Juliet Chateramdas e Filippo Gravina.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi a Rino Zaurrini, a Filippo Gravina, del quale apprendiamo che la convalescenza sta andando a buon fine, a Joseph Speranza, a Vince Ionadi, a Sam Gallucci, a Juliet Chateramdas, a Vito Caressa, a Nino Cioppa, a John Calabro, ad Annibale Merante, a Sam Dica, a Patrizio Serafini, a Romolo Groe e a Roberto Sultana.
Atalanta nella storia: travolge 3-0 il Bayer Leverkusen e si prende l’Europa League
scritto da Davide Pollastri | 7 Giugno 2024
Il trionfo di Dublino, griffato dalla tripletta dell’anglo-nigeriano Ademola Lookman, porta la squadra bergamasca sull’Olimpo del calcio.
Una soddisfazione per un intero territorio, tanto forte e resiliente quanto fragile e sfortunato
Da mercoledì scorso, il 22 maggio, già ricordato per il Patto d’Acciaio firmato da Germania e Italia nel 1939 e per le Coppe dei Campioni/Champions League vinte dal Milan (1963), dalla Juventus (1996) e dall’Inter (2010), verrà ricordato (anche) per il primo, storico trionfo continentale dell’Atalanta, la squadra di calcio che dal 1907 rappresenta Bergamo e il suo territorio.
Per la ‘Dea’, così erroneamente soprannominata dai propri tifosi e da molti addetti ai lavori (Atalanta, nella mitologia greca, non era una Dea bensì un’eroina nota per la sua maestria nella caccia e nella corsa), si tratta del secondo trofeo in bacheca dopo la Coppa Italia vinta nella stagione 1962-63 (anche quella volta fu una tripletta, realizzata allora da Angelo Domenghini, a permettere alla squadra neroblú di superare un’avversaria considerata, sulla carta, più forte: il Torino di Lido Vieri, Enzo Bearzot, Roberto Rosato e Giorgio Ferrini).
Tuttavia, la Coppa nazionale vinta nel ’63 non era, fino al trionfo di mercoledì scorso, l’unico vanto della squadra: con le sue 63 partecipazioni alla Serie A, l’Atalanta è la provinciale col maggior numero di presenze nel massimo campionato; l’Atalanta, inoltre, è stata anche l’unica società di Serie B ad aver raggiunto una semifinale europea (quella di Coppa delle Coppe della stagione 1987-88). Insomma, la storia della squadra bergamasca era già abbastanza ricca già prima di alzare nel cielo di Dublino l’Europa League conquistata al termine del match vinto per 3-0 contro il Bayer Leverkusen neo-campione di Germania (successo che fa dell’Atalanta una delle poche società, con Parma, West Ham Utd, Villarreal e Real Saragozza, a vincere un trofeo continentale senza aver mai vinto un massimo campionato). Ora, grazie a questo trofeo, anche l’Atalanta è, a tutti gli effetti, una “Grande” del calcio europeo, una bella soddisfazione per una squadra che negli agghiaccianti anni della Pandemia da Covid-19 ha rappresentato per tutto il proprio territorio, tra i più colpiti del pianeta (io che vivo in provincia di Bergamo posso assicurare che certe immagini non erano affatto “Fake”), un simbolo di speranza, di rinascita e, al grido di “Berghèm Mola Mia” (Bergamo non mollare), anche di sopravvivenza.
Finalmente, dopo le sofferenze, anche per i bergamaschi è giunto il momento dei sogni: Gasperini, l’allenatore “condottiero” scelto 8 anni fa dal “Presidentissimo” Antonio Percassi (considerato da Forbes il 2405° uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato superiore al miliardo di euro), vorrebbe confermare tutti i propri campioni e puntare ancora più in alto per scrivere storie ancora più incredibili. Non sarà facile, ma se l’Atalanta non commetterà lo stesso errore dell’eroina da cui ha preso il nome (che perse una corsa per fermarsi a raccogliere delle mele d’oro seminate dallo spasimante che promise di sposare se quest’ultimo l’avesse battuta), ciò che da impossibile è diventato improbabile, potrebbe anche risultare possibile.
SUPERCALCIO – L’INTER festeggia la Coppa dello Scudetto mentre una nuova proprietà è all’orizzonte (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 7 Giugno 2024
In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente ha tenuto banco la discussione sull’Inter fresca vincitrice della Coppa dello Scudetto e reduce da una festa memorabile e, ovviamente , la situazione ben nota del possibile, a questo punto quasi certo, cambio di proprietà.
Innanzitutto è stato ricordato Karl Heinz Schnellinger, scomparso proprio nell’immediata vigilia della trasmissione, malato da tempo al San Raffaele di Milano. Grande difensore tedesco e soprattutto del Milan, dice vinse tutto, oltre che poi della Roma e del Mantova, viene soprattutto ricordato per il suo pareggio alla fine del secondo tempo che costrinse l’Italia ai supplementari nella famosa semifinale vinta dagli azzurri per 4-3 contro la Germania all’Azteca di Città del Messico.
La 37a giornata della Serie A si apre all’insegna dello spettacolo. Fiorentina e Napoli non si danno tregua e pareggiano 2-2 in un match ricco d’emozioni che mantiene gli ex campioni d’Italia (flebilmente) in corsa per le coppe. Apre le danze Rrahmani (8′) su azione da corner ma i viola ribaltano i giochi con Biraghi (40′) e Nzola (42′); serve una strepitosa punizione di Kvara (57′) per salvare i partenopei, che sfiorano anche la vittoria nel finale.
Missione compiuta per l’Atalanta in campionato: la squadra di Gasperini batte il Lecce 2-0 e conquista aritmeticamente la qualificazione alla prossima Champions League. Al Via del Mare nel primo tempo è la Dea a fare il match, ma i giallorossi reggono l’urto grazie alle parate di Falcone e rispondono rendendosi pericolosi con Piccoli e Dorgu. Nella ripresa poi De Ketelaere (48′) entra subito al posto di Touré e sblocca il match al primo pallone toccato e Scamacca (53′) raddoppia i conti di testa sugli sviluppi di un corner. Nel finale palo di Piccoli su punizione.
Il Torino batte 3-1 il Milan nella 37a giornata di Serie A, mantenendo viva una speranza di qualificazione alla prossima Conference League. All’Olimpico Grande Torino, contro la formazione di Pioli già certa del secondo posto i granata hanno sbloccato il match al 26′ con un’incornata di Zapata, bissata prima dell’intervallo dall’inserimento di Ilic. Pochi secondi dopo il rientro dall’intervallo, Ricardo Rodriguez ha realizzato il suo primo gol in quattro anni di Toro infilando l’incrocio dei pali. Per il Milan, dopo una traversa di Pulisic, solo un gol su rigore di Bennacer al 55′.
Nel giorno della festa scudetto nerazzurra a San Siro Inter e Lazio hanno condiviso la posta in palio chiudendo sull’1-1. La formazione di Tudor dopo tre interventi decisivi di Provedel ha trovato il vantaggio al 32′ con una conclusione dal limite dell’area di Kamada. Nella ripresa un palo ha negato a Lautaro Martinez la rete, ma poco dopo aver rischiato di subire il raddoppio con un contropiede di Castellanos chiuso da Pavard, l’Inter è riuscita ad evitare la sconfitta con un colpo di testa di Dumfries all’88’. Per la Lazio di Tudor un punto che complica i piani da sesto posto.
La Roma batte 1-0 il Genoa nel posticipo e piazza l’allungo decisivo sulla Lazio in classifica, garantendosi quel sesto posto che, con l’aiuto dell’Atalanta, potrebbe valere la qualificazione alla prossima Champions League. I giallorossi la spuntano al termine di un match a lungo equilibrato e privo di emozioni. Lo fanno dopo essere rimasti in 10 (espulsione per proteste di Paredes), grazie all’incornata vincente di Lukaku al 79′. Il giallo per l’esultanza significa squalifica e dunque ultimo match disputato col club capitolino. De Rossi torna al successo dopo tre partite e ora è pronto a tifare la Dea nella finale di Europa League in programma mercoledì.
Dopo il trionfo in Coppa Italia e il terremoto Allegri, la Juve riparte con un pareggio show in rimonta: i bianconeri guidati in panchina da Montero costringono al 3-3 il Bologna ribaltando nel finale un’ora di gioco da incubo. Al Dall’Ara i padroni di casa partono forte e vanno sul 3-0 grazie a una doppietta di Calafiori (2′ e 53′) e a un’incornata di Castro (11′), poi, complice anche un certo rilassamento e i cambi, nel finale i bianconeri reagiscono e rimettono il match in carreggiata, grazie alle reti di Chiesa (76′), Milik (83′) e Yildiz (84′).
Completano il quadro delle partite: Sassuolo-Cagliari 0-2, Monza-Frosinone 0-1, Udinese-Empoli 1-1 e Salernitana-Verona 1-2.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Massimiliano Menna, Gioacchino Caroleo, Gianni Poggio e Pasquale De Stefano, ai quali si sono poi aggiunti Annibale Merante e Ivan Groe.
**Alla trasmissione hanno assistito oltre 160 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Mauro di Dolce Bombe, Nicola Caressa, Filippo Gravina e Pasquale Simonetta.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, dopodiché, prima di ogni altra cosa, è stato ricordato che ci sarà un’altra cena di raccolta fondi per la causa di Michele Caputo e la sua bambina, che si terrà il prossimo 27 Maggio alle 7:00 pm nei locali della Basilicata Cultural Society of Canada, con il sostegno principale del Basilicata Club e del suo Presidente Filippo Gravina. I saluti sono poi andati a Mauro di Dolce Bombe, a Sam Dica, a Nicola Caressa, a Filippo Gravina a cui tutti hanno augurato una felice e pronta guarigione, a Frank Riga, a Stefan Mitrovic, a Patrizio Serafini e a Vince Ionadi. Ricordiamo che chi volesse contribuire ed effettuare una donazione può ancora andare su Facebook sul gruppo di Supercalcio o direttamente sul link seguente: https://www.gofundme.com/f/help-a-family-find-their-smile-again?
****Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.
Atalanta – Juventus: oggi la finale di Coppa Italia
scritto da Fatti Nostri | 7 Giugno 2024
Atalanta e Juventus si sfidano per il terzo trofeo nazionale da assegnare dopo la Supercoppa e la Serie A (già vinta dall’Inter nonostante il campionato non sia ancora terminato). In palio, questa sera, all’Olimpico, la Coppa Italia. Grande attesa per la finalissima.
Trasmissione tv in esclusiva, dalle 21 ora italiana, su Canale 5.
La probabile formazione di Gasperini
ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Djimsiti; Zappacosta, De Roon, Ederson, Ruggeri; Koopmeiner; De Ketelaere, Lookman. A disposizione: Musso, Toloi, Bonfanti, Bakker, Adopo, Pasalic, Touré, Miranchuk.
SUPERCALCIO – Mentre l’INTER aspetta il Trofeo dello Scudetto, la lotta è per le coppe e la salvezza (VIDEO)
scritto da Alex Ziccarelli | 7 Giugno 2024
In questa puntata di lunedì di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente ha tenuto banco la discussione riguardante la lotta per i piazzamenti in Champions e quella assai più incerta per la salvezza.
La 36a giornata della Serie A si apre con il ritorno alla vittoria dell’Inter che, nonostante il turnover, travolge e sconfigge 5-0 il Frosinone. Frattesi (18′) mette il suo marchio su un primo tempo equilibrato, poi serve l’assist per il bis di Arnautovic (60′). Qui si chiude la gara, col crollo ciociaro: Buchanan (77′), Lautaro (80′) e Thuram (84′) calano il pokerissimo, col Toro che si sblocca e mette nei guai Di Francesco.
Il Bologna conquista il successo al Maradona battendo 2-0 il Napoli: in una sfida cruciale per il piazzamento Champions, i felsinei guidati da Thiago Motta mandano ko i partenopei risolvendo la disputa nei minuti iniziali della prima frazione. Prima è Ndoye di testa (9′) ad anticipare sulla linea Di Lorenzo su cross di Odgaard, poi su spizzata di Calafiori è Posch a regalare il raddoppio (12′). Un Ravaglia perfetto poi abbassa la saracinesca e ipnotizza Politano dal dischetto (21′) e poi salva il risultato più volte. Un successo che permette ai rossoblù di prendersi il terzo posto con la Juventus e allungare sul quinto, blindando la Champions League. Il Napoli invece rischia di perdere il posto in Europa, con la Fiorentina che ha superare gli azzurri nel posticipo.
Il Milan batte 5-1 il Cagliari e torna al successo in campionato dopo 4 giornate e blinda il secondo posto. In un San Siro surreale la protesta degli ultras rossoneri che anche questa sera non espongono bandiere e fanno sciopero del tifo, i rossoneri sbloccano il match al 36′ grazie a Bennacer. Pioli inserisce Leao a inizio ripresa per l’infortunato Chukwueze e il Milan dilaga trascinato dal portoghese, che prima prende una traversa e poi serve a Pulisic un delizioso assist (59′). Nandez accorcia le distanze ma Reijnders, Leao e ancora Pulisic firmano il pokerissimo. Ranieri deve ancora sudarsi la salvezza.
Dopo Inter (prima in campionato), Juventus e Atalanta (finaliste di Coppa Italia), la prossima Supercoppa Italiana – che trasmetterà in esclusiva Mediaset – trova la quarta squadra: è il Milan che con la vittoria per 5-1 sul Cagliari è matematicamente davanti al Bologna (a -7 con due partite da giocare) ed è la seconda squadra che proviene dal campionato. Il tabellone ha già le due semifinali: Inter contro la perdente della finale di Coppa Italia da un lato e dall’altro la vincente della finale di Coppa Italia contro il Milan.
Nel lunch-match della 36a giornata di Serie A, la Lazio batte 2-0 l’Empoli e strappa il pass (almeno) per l’Europa League: il sogno Champions è sempre vivo ma non facile da coronare. I toscani, sempre a rischio retrocessione, partono bene ma Mandas è super su Caputo al 35′. In pieno recupero del primo tempo, arriva il gol che sblocca il match: sul corner di Zaccagni, Bereszynski si perde Patric che in acrobazia fa secco Caprile. Nella ripresa gli ospiti ci provano ma confermano l’allergia al goal mostrata in tutta la stagione e Mandas è chiamato in causa all’87’ sul colpo di testa angolato di Shpendi e al 96′. Raddoppio di Vecino all’89’. Nicola si gioca quasi tutto in chiave salvezza domenica prossima sul campo dell’Udinese.
La squadra di Allegri non va oltre l’1-1 contro la già retrocessa Salernitana e si qualifica per la Champions in virtù del risultato favorevole di Atalanta-Roma. All’Allianz Stadium nel primo tempo un tiro di Vlahovic si stampa sulla traversa, poi Pierozzi (27′) sblocca il match di testa e un sinistro Cambiaso centra il palo. Nella ripresa la Juve reagisce, aumenta i giri e dopo una traversa di Miretti pareggia i conti nel recupero con Rabiot (92′). Nel finale poi Basic si divora il colpo del ko.
L’Atalanta batte 2-1 la Roma in uno scontro diretto per la qualificazione alla prossima Champions League. La formazione di Gasperini con un’ora di dominio tecnico-tattico ha capitalizzato la doppietta di De Ketelaer in due minuti, tra il 18′ e il 20′ del primo tempo, sprecando il colpo del ko in diverse occasioni e colpendo anche due pali. La Roma, però, alla prima occasione ha riaperto il match con un rigore di Pellegrini, sfiorando il pareggio nel finale. Bologna e Juventus, a distanza, possono festeggiare la qualificazione alla massima competizione europea.
Completano la giornata Genoa-Sassuolo 2-1, Verona-Torino 1-2, Lecce-Udinese 0-2 e Fiorentina-Monza 2-1.
*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Frank Riga, Pasquale Simonetta e Gioacchino Caroleo, ai quali si è poi aggiunto Pasquale De Stefano.
**Alla trasmissione hanno assistito oltre 150 persone, tra i quali hanno commentato in diretta Pasquale De Stefano, Salvatore Servello, Sebastiano Meli e Annibale Merante.
***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, dopodiché, prima di ogni altra cosa, è stato ricordato che ci sarà un’altra cena di raccolta fondi per la causa di Michele Caputo e la sua bambina, che si terrà il prossimo 27 Maggio alle 7:00 pm nei locali della Basilicata Cultural Society of Canada, con il sostegno principale del Basilicata Club e del suo Presidente Filippo Gravina. I saluti sono poi andati a Pasquale De Stefano, a Salvatore Servello, a Sam Dica, a Sam Gallucci, a Daniele Iapeti, a Mauro di Dolce Bombe e a Sebastiano Meli.