Se ne va a 78 anni l’ultima leggenda del calcio, il Kaiser Franz Beckenbauer

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img 8913Ci ha lasciato a soli 78 anni Franz Beckenbauer, una delle ultime leggende del calcio mondiale, capace di essere stato grande sia nelle vesti di calciatore che in quelle di allenatore e dirigente.

Campione del mondo con la Germania nel ‘74 da giocatore e nel ‘90 da ct, uno dei soli tre a esserci riuscito, due volte Pallone d’Oro. Numerosissimi i messaggi di cordoglio lasciati sui social per rendere omaggio al Kaiser.

Il calcio tedesco ma tutto il calcio è in lutto per la scomparsa di uno dei più grandi campioni di questo sport. Mediano brillante e libero senza possibilità di essere eguagliato, si può dire che ha scritto la storia del calcio con il Bayern Monaco e la Germania.

Soffriva da alcuni anni di diversi problemi di salute e ci ha lasciato domenica, circondato dall’affetto della sua famiglia.

Franz Beckenbauer, considerato da tutti il migliore calciatore tedesco di ogni epoca, è stato campione del Mondo nel 1974, vice-campione nel 1966, campione d’Europa nel 1972 e vice-campione nel 1976. Con il Bayern di Monaco, ha vinto tre coppe dei Campioni consecutive, una Coppa  Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, cinque scudetti e quattro coppe di Germania.

Beckenbauer ha giocato con e contro i più grandi calciatori di ogni tempo ed è stato uno dei pochissimi in grado di contrassegnare un’epoca intera, un punto di riferimento assoluto per la storia del calcio. Il suo gioco sempre elegante e preciso, raffinato e concreto, resta tuttora un esempio per tutti e un punto di riferimento  insuperato e insuperabile.

Uno dei pochi calciatori in grado di suscitare ammirazione e affetto anche negli avversari, sia in campo che negli spalti.




SUPERCALCIO – INTER Campione d’inverno, Vlahovic al 91’ mantiene Allegri in corsa, disastro Napoli (VIDEO)

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img 8797In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è discusso del diciannovesimo turno del campionato di serie A.

L’Inter chiude il girone d’andata con una vittoria e si consacra campione d’inverno, girando a 48 punti. Ai nerazzurri bastava una vittoria contro l’Hellas Verona, che arriva in modo decisamente caotico. Lautaro Martinez apre le danze nel suo rientro in campo, poi Inzaghi trema: Henry pareggia e fa sognare l’Hellas, che però viene zittita da Frattesi col 2-1 al 93′. Non è ancora finita, perché il Verona sbaglia il rigore del 2-2 al 100′.

Il Milan non sbaglia nell’ultima gara di andata di Serie A. Al Castellani la squadra di Pioli batte 3-0 l’Empoli, torna a vincere in trasferta in campionato dopo tre mesi e allunga in classifica sulla Fiorentina consolidando il terzo posto. Nel primo tempo gara subito in discesa per i rossoneri, che sbloccano il match con Loftus-Cheek (11′) dopo una gran giocata in fascia di Leao e poi raddoppiano i conti su rigore con Giroud (31′). Nella ripresa i padroni di casa provano a reagire, ma il Milan non trema e arrotonda il risultato in contropiede nel finale con Traoré (88′).

La 19a giornata di Serie A si chiude col botto per il Napoli, ma non in senso positivo. I campioni d’Italia, sotto gli occhi di uno spettatore d’eccezione come Antonio Conte, affondano all’Olimpico: è 3-0 per il Torino, che passa con le reti di Sanabria, Vlasic e Buongiorno portandosi a -1 dai partenopei. Mazzarri chiude il girone d’andata con 29 punti e un’umiliazione, causata anche dal rosso a Mazzocchi: l’esterno viene espulso dopo soli cinque minuti.

La Lazio chiude il girone di andata con una vittoria, imponendosi per 2-1 in casa dell’Udinese nella diciannovesima giornata di Serie A. Gli ospiti la sbloccano al 12’ con la punizione di Luca Pellegrini, ma vengono ripresi al 59′, sempre su palla inattiva, dalla zampata di Walace. Ci pensano i due subentrati, Felipe Anderson e Vecino, a portare i tre punti a Sarri, con il brasiliano che pesca il diagonale dell’uruguaiano al 76’.

Vittoria in pieno recupero per la Juventus che ha battuto 2-1 in rimonta la Salernitana grazie alla rete di Vlahovic al 91′. I bianconeri di Allegri chiudono il girone d’andata in Serie A a due punti dalla vetta della classifica, ma all’Arechi ha strappato tre punti sofferti contro i granata di Pippo Inzaghi che hanno chiuso in vantaggio il primo tempo con gol di Maggiore (39′). L’espulsione dello stesso centrocampista a inizio ripresa però ha cambiato il volto del match e la Juventus, prima con Iling jr. (65′) e poi con l’attaccante serbo ha ribaltato la situazione con l’ennesimo gol nel finale in stagione. La Salernitana è stata sconfitta 1-2 in rimonta dalla Juventus perdendo nei minuti finali per il gol di Vlahovic dopo aver passato il secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Maggiore. La direzione di gara dell’arbitro Guida non è andata giù ai campani e se il tecnico Pippo Inzaghi non ha parlato nel dopopartita, a difendere i colori granata ci ha pensato l’ad Maurizio Milan: “Siamo soddisfatti per la prestazione e mister Inzaghi è molto arrabbiato per degli episodi arbitrali molto dubbi. Sull’espulsione di Maggiore c’era un fallo clamoroso poco prima, poi manca l’espulsione per Gatti. Ci sentiamo molto penalizzati e siamo mortificati come il nostro pubblico. Chiederemo spiegazioni ai tavoli giusti”.

Nell’ultima gara della giornata Roma e Atalanta pareggiano 1-1 e sprecano entrambe la ghiotta occasione di portarsi a ridosso del quarto posto occupato dalla Fiorentina a quota 33 punti: la Dea va a -3, i giallorossi a -4. Bergamaschi subito avanti dopo 8′ grazie a un colpo di testa di Koopmeiners su preciso assist di Miranchuk. La Roma reagisce, l’Atalanta spreca il 2-0 con De Ketelaere e al 39′ Dybala firma il pareggio su rigore assegnato per un fallo di Ruggeri su Karsdorp. Nella ripresa Carnesecchi evita l’autogol di Holm ed è attento su Dybala. Mourinho, espulso nel recupero per proteste, non sarà in panchina a San Siro contro il Milan.

Completano il quadro della giornata: Bologna-Genoa 1-1, Frosinone-Monza 2-3, Lecce-Cagliari 1-1, e Sassuolo-Fiorentina 1-0.

Protagonisti della serata, come sempre in diretta, condotta mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Vito Caressa, Pasquale Simonetta e, come new entry, Gianni Poggio da Elliot Lake, Ontario.

*Alla trasmissione hanno assistito diverse persone, tra le quali ricordiamo Marco Anthony Di Veronica, Adam Cabrone, Joe Spano Greco, Mickael Giunta, Pietro Petrillo, Carmelo Lorefice, Franco Evangelista, Joseph Quartarone, Silvestro Lo Presti, Ermanno De Marco, Sam Dica, Paolo Canciani, Antonio Tami Cernuto, Valerio Rocca, Daniele Luciani, Salvatore Servello, Filippo Gravina, Gregoryrenato Ciolfi, Salvatore Marra, Nino Cioppa, Antonella Biagini, Mario Rubello, Leone di Bari, Rino Zaurrini, Gianni Mirigliani, Vince Ionadi, Franco Iuliano, Pat Mastrangelo, Marco Petrozziello, John Groe, Max Rampello, Massimiliano Menna, George Garofalo, Sebastiano Melli, Tony Moccardi e Dolce Bombe (Mauro).

*Tra chi ha commentato invece in diretta ricordiamo Tony Moccardi, Sebastiano Meli, John Groe, Franco Iuliano, Rino Zaurrini, Nino Cioppa, Filippo Gravina, Sam Dica, Antonio Tami Cernuto e Salvatore Servello.

*I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati a Tony Moccardi, Sebastiano Meli, John Groe, Ivan Groe, Sam Dica, Franco Iuliano, Nino Cioppa, Salvatore Servello, Mario Rubello, Massimiliano Menna, Romolo Groe e tutto il personale di Lago Ristorante, principalmente Carmine Muto, a cui facciamo anche gli auguri per il suo fidanzamento.

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World Chase Tag, lo sport che spopola negli Stati Uniti

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jC’è uno sport che sta spopolando negli Stati Uniti, e che chiamarlo sport appare un po’ difficile: è il World Chase Tag, una via di mezzo tra “acchiapparella” e parcour, disciplina nata in Francia negki anni ‘80 e che unisce agilità, capacità acrobatiche in un contesto urbano. Due atleti si sfidano su una pedana disseminata di strutture, scale, sbarre. Uno deve raggiungere l’altro nel giro di un tempo limitato di secondi. Basta il contatto per eliminare l’avversario. Se invece non riesce, l’atleta che è rimasto “illeso” continua a sfidare gli altri avversari. È un gioco a squadre di, massimo, sei atleti. Fondato in Gran Bretagna nel 2012, è diventato molto popolare negli Stati Uniti, al punto che i campionati attraggono centinaia di spettatori. I network americani, come Yes e Nbcsn, trasmettono le dirette come fossero partite di basket o football. E con grande seguito.

agi.it




SUPERCALCIO – Con il solito #hortocu…muso Allegri accorcia su Inzaghi che pareggia a Genova come la Juve due settimane fa (VIDEO

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typoramaIn questa brevissima puntata di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, solo qualche minuto per i saluti e gli Auguri di Buon Anno 2024 a tutti indistintamente da parte dei conduttori Italo Lo Presti e Alex Ziccarelli. Auguri per un Nuovo Anno ricco di soddisfazioni anche al Direttore di Fatti Nostri Ennio Marchetti che ci ospita sul giornale.

Il 2023 del Napoli si chiude con il pareggio per 0-0 in casa contro il Monza nella diciottesima giornata di Serie A. Al Maradona, gli azzurri hanno diverse occasioni con Kvaratskhelia e Anguissa, ma Mazzarri deve ringraziare Meret, che al 68′ para il rigore provocato da Mario Rui e calciato da Pessina. Solo un punto per i campioni d’Italia, che rischiano ora di scivolare a -6 dal quarto posto, mentre il Monza si porta a quota 22. Espulsi i due tecnici Mazzarri e Palladino.

La Lazio rimonta il Frosinone 3-1 e chiude il 2023 con un successo: dopo il calcio di rigore realizzato al 58’ da Soulé, concesso per un fallo di mano di Guendouzi, i biancocelesti ribaltano la partita con il gran gol di testa di Castellanos al 70’ su assist di Isaksen e il mancino vincente del danese su invito dell’ex Girona due minuti dopo. Il tris lo firma Patric all’84’ sugli sviluppi di un corner.

Il Genoa ferma sull’1-1 l’Inter, bissando coi nerazzurri il pareggio già ottenuto contro la Juventus nella corsa scudetto. Dopo dieci minuti di stop nel primo tempo per i fumogeni degli ultras rossoblù, l’Inter sblocca la gara al 42′ con il primo gol in nerazzurro di Arnautovic dopo il palo colpito da Barella. Nel lungo recupero della prima frazione però Dragusin, sugli sviluppi di un’azione concitata dopo un corner, trova il colpo di testa vincente che sorprende Sommer. Nella ripresa un paio di interventi di Martinez blindano il risultato.

Il Milan chiude il 2023 con una vittoria importante per la classifica e per il morale. La squadra di Pioli batte 1-0 il Sassuolo e tiene a distanza la Fiorentina portandosi a quota 36. Al Meazza nel primo tempo tanto equilibrio, poca qualità e due reti annullate a Leao e Bennacer per posizione irregolare. Nella ripresa poi Pulisic (59′) decide il match con freddezza su perfetto assist di Bennacer e i rossoneri portano a casa tre punti preziosi.

La Juventus batte 1-0 la Roma nell’ultima giornata del 2023 in Serie A, avvicinando la vetta della classifica dell’Inter distante ora solamente due punti. Nella sfida tra Allegri e Mourinho, dopo il palo di Cristante a inizio partita per la Roma è  la Juventus a creare le occasioni più nitide con Vlahovic e Kostic nel primo tempo, con il primo protagonista al 47′ del fortunoso assist che ha smarcato Rabiot davanti a Rui Patricio per il gol da tre punti. Sfortunata la Roma in un paio di circostanze.

A completare il quadro della serie A Fiorentina-Torino 1-0, Atalanta-Lecce 1-0, Cagliari-Empoli 0-0, Udinese-Bologna 3-0 e Verona-Salernitana 0-1.

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2023, l’anno dei “Leoni del Garda”

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La squadra, rappresentante di quel territorio e di quella sponda del Lago di Garda tristemente passati alla storia come sede dello Stato fantoccio voluto da Hitler e controllato da Mussolini tra il settembre del 1943 e l’aprile del ’45, non era mai arrivata così in alto nemmeno quando al centro dell’attacco era riuscita a schierare Andrea Caracciolo, l'”Airone” che nel 2006 sfiorò la convocazione per il Mondiale tedesco poi vinto dagli azzurri di Lippi.

Lo straordinario risultato raggiunto dai “Leoni del Garda” (che, a causa dell’inadeguatezza strutturale dello stadio locale, disputano le partite casalinghe del campionato cadetto a Piacenza) non sarebbe stato possibile senza il patronato della Feralpi Holding S.p.A, il colosso siderurgico capace di offrire lavoro a oltre 1.800 dipendenti e di fatturare 1,93 miliardi di euro. Tuttavia, è importante ricordare che la feralpisalò, dati alla mano, era e continua ad essere una squadra di dimensioni contenute.

Il club, per capirci, sta affrontando il campionato di serie B con un parco giocatori che complessivamente vale 12,45 milioni di euro (solo il Lecco ha una rosa con un valore di mercato inferiore), un monte ingaggi fisso pari a 6,58 milioni di euro (superiore solo a quelli di Sudtirol, Lecco e Cittadella) e una media di 1.451 spettatori (la più bassa di tutto il campionato).

I dati citati, provenienti da fonti autorevoli come transfermarkt.it, calcioefinanza.it e stadiapostcards.com, ci dicono che, al momento, la virtuosa società gardesana non ha alcuna intenzione di cedere alla tentazione di seguire le orme del Sassuolo della famiglia Squinzi o del Monza di Berlusconi; ciononostante, nessuno può escludere che in futuro possa invece essere presa in considerazione l’idea di emulare il modello proposto dal Cittadella della Gabrielli S.p.A. (altro importante colosso siderurgico).

In ogni caso, per il risultato ottenuto e per il modo in cui l’obiettivo è stato raggiunto, la Feralpisalò di Giuseppe Pasini è indubbiamente una delle squadre simbolo del 2023.




L’Uefa chiede alla Corte europea di rettificare il comunicato sulla Superlega: “È inesatto”

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superlegaL’Uefa ha ufficialmente chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione Europea di modificare il comunicato stampa sulla storica sentenza contro il monopolio Uefa e Fifa che in teoria consentirebbe la nascita di una Superlega, perché lo ritiene scorretto. Gli avvocati di Ceferin accusano la Corte di aver pubblicato quel comunicato in modo da rendere la sentenza più appetibile per la stampa. La Uefa ritiene che la sentenza del tribunale non ammetta esplicitamente la Superlega, e che il comunicato stampa debba essere rettificato, sostenendo che è “inesatto” e “contraddice la sentenza stessa”. Figure di alto livello della Uefa hanno detto al Times che credono che il comunicato sia stato scritto così per attirare più attenzione.

Nella lettera degli avvocati si afferma che il comunicato stampa, diffuso dai media di tutto il mondo, non includeva la parte della sentenza della Corte che chiariva che le organizzazioni sportive possono richiedere esenzioni dalle regole europee sulla concorrenza se possono dimostrare che ciò è nell’interesse pubblico. La lettera, alla quale il Times ha avuto accesso, afferma che i comunicati stampa della Corte “devono almeno riflettere fedelmente il contenuto effettivo della sentenza”: “Anche se sappiamo che i comunicati stampa non vincolano la Corte, essi sono il punto focale dell’attenzione dei media in casi di alto profilo con un inevitabile impatto, tra gli altri, sulla percezione e sulla reputazione della Uefa, data l’estrema gravità della questione”. I comunicati, infatti, “restano anche sul sito web del tribunale a lungo termine. In un caso di alto profilo come questo attirano molta attenzione (come è in effetti il loro scopo) e influenzano il modo in cui viene percepito il caso. Chiediamo, quindi “di garantire che il comunicato stampa venga modificato per riflettere accuratamente la sentenza della corte”.

ag Dire – www.dire.it




Collovati: “Quando Anfield Road applaudì il mio Genoa” (VIDEO)

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hqdefaultIl Campione del Mondo ha ricordato il suo Genoa e il compagno Gianluca Signorini.
Per Fulvio Collovati, lo Stopper che contribuì a portare la nazionale del 1982 sul tetto del Mondo, gli anni sembrano non passare.
L’eleganza e la disponibilità con le quali accetta di sedersi a chiacchierare con me sono le stesse di quando a intervistarlo erano le grandi firme del giornalismo degli anni ‘80 e ‘90.
Neanche il tempo di accoglierlo, presentandolo con gli onori dovuti ad un fuoriclasse come lui, che subito arriva la prima bacchettata; “non sono un fuoriclasse” dice con un’umiltà per niente costruita.
Gli ricordo che al termine del ‘Mundial’ vinto nel 1982 venne inserito nella formazione ideale del torneo ma anche questo non lo scompone.
Cambio rotta e gli chiedo di ricordarci il suo Genoa, “il Vecchio Balordo” (come lo chiamava il grande Gianni Brera) che nel 1992 arrivò a un passo dalla finale UEFA.
“Nel 1990-91 noi arrivammo quarti e la Sampdoria vinse il campionato (da genoano dico ‘purtroppo!); ci fu una gran festa a Genova per una doppia impresa che non credo succederà di nuovo.
Oggi con un quarto posto vai in Champions, noi andammo in UEFA e sfiorammo la finale; il mio Genoa fu la prima società italiana a espugnare Anfield, la “tana” di un Liverpool che due stagioni prima vinse il campionato e che al termine di quell’annata alzò la Coppa d’Inghilterra grazie a giocatori come McManhaman; il ricordo più bello di quella sera? Ovviamente la vittoria ma fu emozionante anche lasciare il campo tra gli applausi di tutti i 40.000 presenti allo stadio.
Per una società che ha sì vinto 9 scudetti ma in un’epoca nella quale né io né tanti altri eravamo nati, quel traguardo è stato un enorme risultato”.
Gli occhi di Collovati, che già brillavano nel ricordare il suo “Grifone”, si inumidiscono quando gli chiedo di ricordare Gianluca Signorini, il Capitano di quella squadra scomparso, a causa della SLA, nel 2002 a soli 42 anni.
“Quando vedo una sua immagine mi si apre il cuore; era il mio compagno di stanza, ho dormito con lui per anni ed eravamo grandi amici (così come erano amiche le nostre mogli); Signorini è stato un ragazzo sfortunato ed un calciatore sottovalutato; Sacchi lo voleva al Milan che però aveva Baresi.
Riuscì comunque a costruirsi una grande carriera ed io ancora oggi lo ricordo con commozione ed affetto”.
Gli occhi tornano sereni quando gli chiedo un’opinione su questo Genoa ed un parere su Dragusin.
“Il Genoa mi piace anche se, per inesperienza, ha buttato troppi punti nei minuti finali; anche Dragusin mi piace e non capisco perché la Juve lo abbia lasciato andar via”.
L’ultima battuta prima dei saluti è ovviamente sua; mi chiede come sta andando il Monza, la squadra di una delle tante città nella quale ha vissuto. “Il Monza?” dico io, “è come il Genoa. Butta troppi punti!”.




SUPERCALCIO – L’Inter ruggisce all’Olimpico e va in fuga (VIDEO)

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img 7873In questa puntata domenicale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è discusso sul sedicesimo turno del campionato di serie A.

La Juventus non è andata oltre l’1-1 in casa del Genoa nell’anticipo di venerdì. I bianconeri, che non sono riusciti a prendersi la vetta del campionato, sono andati in vantaggio al 28′ con un calcio di rigore di Chiesa dopo un pasticcio combinato da Badelj e Martinez al limite della propria area. La reazione del Grifone è arrivata nella ripresa con il pareggio di Gudmundsson al 48′ su assist del neoentrato Ekuban. Le parate di Martinez su Chiesa e Bremer poi hanno blindato il pareggio.

Il Napoli batte 2-1 il Cagliari e torna a vincere in campionato al Maradona dopo 80 giorni: l’ultimo successo davanti ai propri tifosi risaliva al 27 settembre contro l’Udinese. I tre punti sono griffati Osimhen e Kvaratskhelia: il nigeriano sblocca di testa al 69′, poi serve al georgiano l’assist del 2-1. In mezzo, al 71′, il momentaneo pareggio di Pavoletti, bravo ad anticipare Juan Jesus sull’invitante cross di Luvumbo. Nel primo tempo da registrare anche un palo di testa di Rrahmani (29′).

Dopo la sconfitta con l’Atalanta e l’eliminazione dalla Champions, il Milan rialza la testa. Nel lunch match la squadra di Pioli batte 3-0 il Monza, risponde al Napoli e approfitta del mezzo passo falso della Juve per accorciare in classifica. Al Meazza nel primo tempo i rossoneri partono forte e sbloccano il match con una magia di Reijnders (3′), poi impegnano Di Gregorio due volte con Florenzi, raddoppiano con Simic (41′) su assist di Leao e centrano una traversa con Pulisic. Nella ripresa i brianzoli alzano il baricentro e provano a reagire, ma Maignan si supera su un sinistro di Colpani e Okafor (76′) firma il tris alla fine di una grande azione.

Il Bologna batte 2-0 la Roma vincendo lo scontro diretto per il quarto posto con una prestazione di alto livello. Al Dall’Ara, in una partita intensa e decisa, la squadra di Thiago Motta ha sbloccato il match al 37′ con un’azione in verticale che ha liberato al tiro Moro su assist di Ndoye. Subito dopo l’intervallo è arrivato il raddoppio con la sponda di Zirkzee che ha liberato Ferguson sulla destra, trovando l’autorete di Kristensen sul tiro-cross. La reazione della Roma ha portato a due occasioni per Pellegrini e Belotti e nulla più.

La 16a giornata della Serie A spezza l’equilibrio e sancisce la prima fuga di questo campionato. La firma l’Inter di Simone Inzaghi, che approfitta dello scivolone della Juventus contro il Genoa (1-1) per portarsi a 41 punti e volare a +4 sui rivali. Gli uomini decisivi contro la Lazio, sconfitta 2-0 e colpita nei suoi momenti migliori, sono ancora loro: il capocannoniere Lautaro Martinez (40′) apre le danze, Thuram (66′) le chiude nella ripresa.

In attesa del posticipo tra Atalanta e Salernitana   completano il quadro della giornata Lecce-Frosinone 2-1, Torino-Empoli 1-0, Fiorentina-Verona 1-0 e Udinese-Sassuolo 2-2.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, condotta mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Pasquale Saggese, Claudio Cinque, Romolo Groe, Pasquale Simonetta e, per un paio di minuti, Nicola Caressa da Roma.

*Alla trasmissione hanno assistito diverse persone, tra le quali ricordiamo Peter Miele, Frank Evangelista, Ralph Cuda, Lou Cornacchia, Gioiosano Canadese, Gregoryrenato Ciolfi, Domenic Nardi, Vito De Filippo, Max Rampello, Gianni Mirigliani, Rocco Catenacci, Carmine Muto, Giuseppe Joe De Luca, Dolce Bombe (Mauro), Antonio Romanello, Daniele Luciani, Nicola Sparano, Antonio Tami Cernuto, Angiolino Trimmeliti, Joe Spano Greco e Fortunato Gratta.

*Tra chi ha commentato invece in diretta ricordiamo Mc Chef (Michele Caputo), Gianni Poggio, Sam Dica, Salvatore Servello, Angiolino Trimmeliti, Filippo Gravina e Vito Caressa.

*I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati a Mc Chef, Sam Dica, Gianni Poggio, Salvatore Servello, Nicola Caressa, Angiolino Trimmeliti, Carmine Muto, Giuseppe Sciarretta, Vito Caressa, Filippo Gravina, Nino Cioppa, Vince Ionadi e Sam Gallucci.

**Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.




SUPERCALCIO – L’Inter, il Napoli e la Lazio agli ottavi di Champions, il Milan retrocede in Europa League (VIDEO)

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img 7789In questa puntata infrasettimanale di Supercalcio, visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato dell’ultimo turno dei gironi della Champions League.

Pari agrodolce per l’Inter in Champions in vista del sorteggio degli ottavi. Nell’ultima partita del Gruppo D la squadra di Simone Inzaghi non va oltre lo 0-0 con la Real Sociedad e chiude il girone al secondo posto dietro proprio agli spagnoli per la differenza gol. Al Meazza nel primo tempo gli uomini di Alguacil dominano il possesso, ma è l’Inter a collezionare le azioni più pericolose con Thuram, Mkhitaryan e Dimarco. Nella ripresa poi i nerazzurri provano ad alzare il ritmo e a dare una scossa al match con le sostituzioni ma la gara resta in equilibrio e il risultato non cambia con Lautaro che spedisce alto da buona proprio nel finale.

Serviva una vittoria, al Napoli, per sbloccarsi dopo le recenti sconfitte ed evitare ogni patema d’animo nella corsa agli ottavi di finale della Champions League. Gli azzurri svolgono il compito e sconfiggono 2-0 lo Sporting Braga, che evita un passivo maggiore solo grazie alle parate di Matheus: l’autorete di Saatçı (9′) apre le marcature, poi si sblocca Osimhen (33′). Azzurri secondi nel gruppo C alle spalle del Real Madrid, che fa sei su sei.

La Lazio cade 2-0 a Madrid contro l’Atletico nell’ultima giornata del Gruppo E di Champions League, mancando il sorpasso agli spagnoli in vetta e centrando gli ottavi da seconda in classifica. Il match del Wanda Metropolitano è deciso da due gol nei primi minuti di ciascuna frazione: al 6′ la zampata di Griezmann, al 51′ la perla di Lino. I biancocelesti fanno davvero troppo poco per tentare il colpaccio e alla fine devono accontentarsi della qualificazione già ottenuta contro il Celtic. Ora anche Sarri, come Mazzarri e Inzaghi, è atteso da un sorteggio potenzialmente molto complicato.

Il Milan dice addio alla Champions League e retrocede in Europa League. I rossoneri battono 2-1 il Newcastle in rimonta, ma il pareggio del Psg contro il Borussia Dortmund sancisce la mancata qualificazione agli ottavi. Primo tempo del Newcastle con gli inglesi che sbloccano il match al 33′ con un bellissimo tiro di Joelinton. Al 59′, al primo tiro in porta, il Diavolo trova il pareggio con Pulisic. Maignan si salva con l’aiuto della traversa su Bruno Guimaraes (69′), poi Leão colpisce un palo clamoroso al 79′. All’84’ Chukwueze, appena entrato, trova il gol del 2-1, poi in pieno recupero un altro palo su un recupero in contropiede.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, condotta mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Nicola Caressa da Roma e Pasquale Simonetta.

*Alla trasmissione hanno assistito diverse persone, tra le quali ricordiamo Dolce Bombe (Mauro), John Genova, Silvestro Lo Presti, Pasquale Saggese, Frank Russo, Vito Caressa, Filippo Gravina, Vito De Filippo, Rob Raimondo, Sergio Granci, Salvatore Servello e Al Guzzo.

*Tra chi ha commentato invece in diretta ricordiamo Nino Cioppa, Pasquale De Stefano e Antonio Tami Cernuto.

*I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati a Sam Gallucci, a Pasquale De Stefano e Nino Sparano con l’augurio per entrambi di una pronta guarigione, a Nino Cioppa per un pronto ripristino della normalità, causa allagamento, al Covo degli sportivi, a Tony Moccardi, a Pasquale Saggese, a Vito Caressa, a Sergio Onorati, a Giovanni Paniccia, a Mimmo Tortarolo, a Filippo Gravina, a Salvatore Marra, a Sergio Granci, a Domenico Staglianò, a Vince Ionadi, a Sebastiano Meli, a Antonio Tami Cernuto, a Romolo Groe, ai soci dell’Inter Club ‘’Peppino Prisco’’ di Woodbridge, a Giorgio Gigantino e allo staff del ristorante La Bella Italia di Maple, al Basilicata Cultural Society of Canada – Social Club di Woodbridge, a Claudio Cinque e a Rino Zaurrini.

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È morto Totonno Iuliano

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65796f9fc8af6A Napoli bastava dire “Totonno”. Tutti capivano che si stava parlando di Antonio Juliano, il calciatore che con Diego Maradona ha rappresentato meglio di chiunque altro Napoli e i napoletani.  E oggi la città piange il suo capitano, a pochi giorni dall’81esimo compleanno che avrebbe festeggiato il 26 dicembre.  Una vita in azzurro, 394 presenze in prima squadra e 26 gol in 17 stagioni, dal 1961 al 1978. Oltre cinquecento, conteggiando anche le partite con le squadre giovanili. Ma è stato anche il primo napoletano a vestire la maglia della Nazionale.  E da dirigente della squadra della sua città, dopo aver chiuso la carriera calcistica a Bologna, ha portato al Napoli il più grande campione della sua storia: Maradona.

Da giovane

Nato a  San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli,  il 26 dicembre del 1942 (ma dichiarato all’anagrafe il primo gennaio del 1943), Juliano iniziò a giocare in strada come tutti gli scugnizzi. Poi da giovanissimo indossò la casacca della squadra del suo quartiere: la Fiamma Sangiovannese. Subito mise in mostra il suo talento, tant’è che un osservatore dell’epoca, Giovanni Lambiase, lo portò nelle giovanili del Napoli. Era il 1956 e Juliano aveva appena 14 anni.

downloadLanciato da Pesaola

L’esordio in serie A arriva a 20 anni, notato da Bruno Pesaola, in una stagione difficile per il Napoli che retrocede in serie B. Con la maglia azzurra resta 17 stagioni, dodici con la fascia di capitano. Vince per due volte la coppa Italia (1962 e 1976), una coppa delle Alpi (1966) e una coppa di Lega Italo-Inglese (1976). Al suo fianco hanno giocato grandi calciatori della storia azzurra: da Sivori ad Altafini, da Canè a Zoff. Conduce la sua squadra comunque a risultati importanti per l’epoca. Due secondi posti, nel ’68 dietro al Milan di Rocco e nel ’75 alle spalle della Juventus del suo ex compagno di squadra Altafini. Questo è il Napoli di Luis Vinicio, che gioca un calcio moderno e spettacolare e di cui lui è il fulcro del gioco. Poi colleziona anche tre terzi posti in serie A. Nel 1978 lascia il Napoli per chiudere la carriera, per una sola stagione, al Bologna.

In Nazionale

Juliano diventa ancor più l’orgoglio dei tifosi della sua città quando, primo napoletano, indossa la maglia della Nazionale. Con l’azzurro dell’Italia gioca 18 volte, partecipa a tre mondiali: Inghilterra ’66, Messico ’70, e Germania ’74.  E in Messico scende in campo, per 16 minuti, nella finale che gli azzurri persero contro il Brasile di Pelè. Due anni prima, nel 1968, sempre con la Nazionale conquista l’Europeo.  Centrocampista elegante, regista moderno, Juliano è stato un precursore nel suo ruolo.

Da dirigente

Dopo aver lasciato la carriera da calciatore, torna nel club partenopeo da direttore generale, diventando protagonista dell’arrivo di campioni come Ruud Krol nel 1980 e, soprattutto, di Diego Maradona nel 1984, facendo superare al presidente Corrado Ferlaino le perplessità per il costo dell’operazione. Lasciato il Napoli nell’85, torna da dg nel 1998-99 in Serie B. Il suo carattere burbero e diretto lo ha portato ad avere spesso scontri con Corrado Ferlaino, con il quale ha però lavorato al Napoli per tantissimo tempo. Dismessi i panni da dirigente è stato anche un apprezzato commentatore sportivo.

dal Corriere del Mezzogiorno