Il Var a chiamata, il ‘’coach’s challenge’’ è ormai una necessità

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img 2484Già dopo due giornate di campionato siamo alle solite, le sempre più evidenti difformità di giudizio, rigorini e rigoroni dati o non dati, tra il vado o non vado al monitor da parte dell’arbitro e i mancati interventi della sala Var.  Sei lunghissimi anni dalla sua introduzione passati a cercare di sperimentare, migliorare e perfezionare un sistema tanto innovativo e allo stesso tempo con sempre più frequenti limiti ad avvicinarsi a quella perfezione che la tecnologia dovrebbe obbligatoriamente raggiungere.

Più andiamo avanti e più diminuiscono le possibilità che possa nascere un calcio più giusto, più equo e limitato negli errori.
Allo stesso tempo è quanto mai impossibile che in Italia qualsiasi giudizio possa ottenere la soddisfazione di tutti e, forse, c’è un unico modo per fare un po’ di chiarezza scaricando anche in parte le responsabilità del gruppo arbitrale: il Var a chiamata, una volta in tutta la partita, una volta o due per tempo ma bisogna dare agli allenatori la possibilità di chiedere una revisione per quegli episodi che riterranno più dubbi, come già succede nella pallacanestro, nella pallavolo, nel football americano e nell’hockey per esempio.

La cosa più importante, comunque, dovrebbe essere che queste ‘’coach’s challenges’’, queste ‘’chiamate di sfida dell’allenatore’’ siano oltremodo corrette, anche a costo di sacrificare del tempo e, soprattutto, anche e comunque a scapito della fluidità del gioco stesso.




SUPERCALCIO – Lo scandaloso retroscena – Ecco perché gli arbitri non usano il Var: una valutazione negativa nel punteggio a chi ricorre all’assistenza video. E così non si correggono gli errori

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img 2338In questa interessantissima puntata di SUPERCALCIO, visibile come di consueto su Fatti Nostri, si è parlato quasi esclusivamente della prestazione dell’arbitro Di Bello in Juventus-Bologna che, a quanto pare, ha costretto il designatore Rocchi a sospendere il fischietto della Sezione di Brindisi per i prossimi turni di Serie A. Insieme al primo arbitro è stato fermato anche l’addetto alla sala Var, Fourneau, per non essere intervenuto. Ma da questa vicenda è emerso soprattutto un altro dato che sta facendo discutere, e non poco. La direzione di gara di Di Bello sarebbe stata promossa a pieni voti dall’osservatore arbitrale anche se tutti sono d’accordo che c’era rigore e rosso per il fallo su Ndoye. E’ tutto inaccettabile: arbitro e Var che non intervengono è impossibile.

E anche dall’analisi degli episodi precedenti risulta quanto meno strano questo mancato intervento sia dell’arbitro che del collega alla Var. Ma la cosa più grave che è venuta a galla è che, ogni volta che gli arbitri ricorrono alla sala Var, c’è automaticamente il decurtamento del punteggio della valutazione dell’arbitro, con tutte le conseguenze immaginabili per il prosieguo della stagione dei direttori di gara e magari anche della stessa carriera. Quasi come se un arbitro che non veda un fallo o ricorra agli strumenti tecnologici di fatto implichi una mancanza di valutazione giusta e professionale della vicenda in oggetto. Ed ecco perché gli arbitri vi ricorrono sempre meno, a meno solo di un intervento dello stesso addetto Var che richiami gli stessi direttori di gara a visionare gli episodi sui relativi schermi. Ma il Var non era uno strumento creato per venire in aiuto alle decisioni degli arbitri? Così l’uniformità dei giudizi arbitrali va decisamente a farsi benedire e le stesse partite possono essere influenzate da decisioni sbagliate, oltre a, naturalmente, all’analisi degli episodi che vengono visionati o meno, a seconda, quindi, di quale partita si parli e chi la stia giocando.

Protagonisti odierni del programma, come sempre in diretta, condotto mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Ivan Groe e Rino Zaurrini di Vancouver, autore del programma in onda su YouTube ‘’Calcio with Rino Z’’, ai quali si è poi aggiunto Max Rampello.

Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.




SUPERCALCIO – Una serata monopolizzata dagli errori arbitrali, da rigori dati e non dati, in un clima quasi rovente già alla seconda di campionato!

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img 2272In questa appassionata e interessante puntata di SUPERCALCIO, visibile come di consueto su Fatti Nostri, si è parlato quasi esclusivamente dei più o meno presunti errori arbitrali, secondo una concomitanza di episodi che sta diventando ormai quasi un’abitudine in ogni turno del campionato di Serie A, con l’ausilio o meno del Var, a volte consultato, a volte no e, talvolta anche con sviste clamorose, chiare a tutti meno che a certi direttori di gara, che stanno facendo della difformità e della disuguaglianza nelle decisioni quasi una regola fissa a vantaggio dei soliti noti.

Protagonisti odierni del programma, come sempre in diretta, condotto mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Nicola Caressa, Vito Caressa e Pasquale Simonetta.

Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.




Il giornalista Emilio Buttaro: “Spalletti è l’uomo giusto per ripartire”

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downloadSul nuovo corso della Nazionale di calcio abbiamo sentito il parere del collega Emilio Buttaro, spesso al seguito degli azzurri a Coverciano e da tempo impegnato per gli italiani all’estero sia in veste di giornalista che di presentatore.

“Luciano Spalletti avrà il compito di risollevare il calcio italiano – ci ha spiegato Emilio – reduce da un periodo un po’ contraddittorio. Il nostro nuovo commissario tecnico è l’allenatore del momento, uno dei più apprezzati anche a livello internazionale e si presenta fresco di scudetto sul petto. L’allenatore toscano ha appena vinto, anzi stravinto lo scudetto numero tre nella storia del Napoli, il primo senza Maradona. Credo che la sua nomina rappresenti un po’ un riconoscimento alla carriera ma anche all’entusiasmo e alle capacità di un professionista molto attento anche sul piano mediatico. Certo Spalletti – ha proseguito il collega Buttaro – è più un allenatore da tutti i giorni e stare al timone della Nazionale ovviamente non è la stessa cosa che guidare una squadra di club. Un conto è collaudare i meccanismi di un gruppo quotidianamente, un conto è rivedersi dopo alcuni mesi. Dovrebbe però dare continuità al 4-3-3 di Mancini sperando che nel passaggio dall’azzurro del Napoli a quello della Nazionale possa portare tanto di quel gioco vincente visto sotto al Vesuvio. Certo, gli interpreti sono diversi e l’Italia non ha a disposizione un Osimhen incontenibile ma Spalletti sa come valorizzare i giovani e dovrà confermarsi un super allenatore da subito perché gli impegni per la qualificazione agli Europei sono tra pochissimi giorni e le prossime due partite risultano già decisive.

Infine – ha concluso Emilio Buttaro – avrei visto molto bene anche Antonio Conte, tecnico vincente per natura con alle spalle un’esperienza azzurra e soprattutto capace di trarre il massimo dal capitale umano a disposizione. Sono fiducioso per il nuovo corso della Nazionale che con Spalletti ripartirà proprio dalla Macedonia del Nord, la squadra che non ci permise di giocare l’ultimo Mondiale in Qatar”.




“Gimbo” Tamberi campione del mondo di salto in alto

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195644985 415b750c aa71 44db a4e3 805f20ed10f0‘Fantasmagorico Gimbo’, uomo-spettacolo dentro e fuori la pedana di quel suo salto in alto che tanto ha regalato allo sport italiano. Gianmarco Tamberi dopo aver ballato due anni fa con gli dei sull’Olimpo, ora balla da solo sul tetto del mondo.

Una medaglia d’oro incredibile, sensazionale, sorprendente che forse nemmeno lui pensava di conquistare. E, invece, a 31 anni ma con l’animo di un diciottenne all’inizio della carriera, il saltatore marchigiano ha messo in pedana tutta la sua esperienza, la sua tenacia (ne ha sempre avuta tanta), andando a prendersi in un colpo solo la medaglia iridata più pregiata: lui non era mai salito sul podio mondiale all’aperto e l’Italia non aveva mai vinto una medaglia iridata in questa specialità.

Il capitano della nazionale italiana di atletica leggera ha vinto grazie ad aver valicato al primo tentativo 2,36 metri a differenza dello statunitense JuVaughn Harrison che l’ha superata al secondo per la sua prima medaglia, argento, tra i grandi.

Bronzo all’amico di Gianmarco e co-campione olimpico a Tokyo, il qatarino Mutaz Essa Barshim, fermatosi a 2,33. E pensare che nelle qualificazioni l’azzurro era stato tutt’altro che perfetto, anzi, come lui aveva commentato al termine della gara, “ho fatto schifo”.

Grande ovazione al termine della gara con la canzone ‘Notti Magiche’ di Gianna Nannini risuonare al ‘National Athletics Centre’ della capitale ungherese e la festa sotto la curva da parte dei tanti tifosi italiani. Durante il giro d’onore Gianmarco ha organizzato un improvvisato tuffo nella riviera delle siepi assieme al neo campione del mondo dei 3000 siepi, il marocchino Soufiane El Bakkali, e quella dei 1500 metri Faith Kipyegon.

Tamberi, dal marzo scorso allenato da Giulio Ciotti, con l’oro mondiale ha messo a segno il triplete degli ori che lo hanno visto oro olimpico a Tokyo 2020 (nel 2021) e due volte europeo ad Amsterdam 2016 e Monaco di Baviera 2022. Il Grande Slam di ‘Gimbo’, in pedana con la barba rasata a metà tornando ‘Halfshave’, è completato anche dal titolo iridato indoor (Portland 2016) e continentale sempre in sala (Glasgow 2019).

“Grande Tamberi, viva l’Italia”. Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha accolto così sul palco di “Mediterranea – La civiltà blu” – la rassegna ideata da Micromegas Comunicazione la medaglia d’oro di Gianmarco Tamberi ai mondiali di atletica leggera. “Gimbo ha vinto Europei, Olimpiadi e i mondiali dopo l’oro olimpico. È tanta roba”, ha ricordato.

“Ci ha fatto sognare alle Olimpiadi di Tokyo e regalato in passato altre grandi emozioni. E anche oggi, ai Mondiali di Atletica a Budapest, ha saltato più in alto di tutti conquistando l’oro”. Giorgia Meloni saluta così il successo di Gianmarco Tamberi.

“Campione del Mondo nel salto in alto e orgoglio italiano“, sottolinea il presidente del Consiglio nel complimentarsi.

agi.it




SUPERCALCIO – Prima giornata del Campionato di Serie A con quasi tutte le grandi in evidenza, in una giornata rattristata dal commosso ricordo di Carletto Mazzone su tutti campi (VIDEO)

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img 2067In questa vivace e interessante puntata di SUPERCALCIO, visibile come di consueto su Fatti Nostri, si è parlato ovviamente della vicenda dell’allenatore della Nazionale Spalletti e poi subito dopo della prima giornata del Campionato di Serie A, divisa in 3 giorni dal sabato al lunedì, che ha visto giocare, con alterne fortune, tutte le grandi tranne il Milan che giocherà nel posticipo.

Diciamo subito che la giornata è stata funestata dalla scomparsa del compianto Carletto Mazzone per la quale è stato osservato un minuto di silenzio su tutti i campi di gioco. Ha iniziato un buon Napoli vincente contro un ancora spento Frosinone, poi è stata la volta dell’Inter, vittoriosa anch’essa su un buon Monza, per poi terminare, per il momento, con la caparbia vittoria della Juve contro una modesta Udinese. In mezzo le partite delle due romane con una  brutta Lazio perdente con un bel Lecce e la Roma che non è andata oltre il pareggio a suon di goal contro un’ottima Salernitana. Da rivedere senz’altro il Genoa travolto da una spumeggiante Fiorentina già in forma per i preliminari di Conference League. In chiusura, poi, ricordiamo che si è intravista una pimpante Atalanta, vittoriosa contro un Sassuolo ancora con la mente alle note vicende di calciomercato.

Protagonisti  odierni del programma, come sempre in diretta, condotto mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Vito Caressa e Filippo Gravina, conduttore, fra l’altro, de ‘’L’Angolo della Basilicata’’ in onda ogni martedì su Radio CHIN 100.7 FM alle 11:30am.

*La trasmissione Supercalcio, i suoi conduttori, gli ospiti e gli ascoltatori tutti, nonché la redazione del giornale, si unisce all’unanime cordoglio per la scomparsa di Carlo Mazzone, grande allenatore, grande uomo e maestro di vita. 

Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.




Calcio in lutto: è morto Carletto Mazzone

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downloadIl calcio italiano piange la morte di Carlo Mazzone. L’allenatore romano è scomparso all’età di 86 anni. Detiene il record di panchine in Serie A, con 792 panchine ufficiali.

Era conosciuto come “Sor Carletto” o “Sor Magara” ed era uno dei tecnici più amati dai tifosi delle squadre che ha allenato e da tutti gli appassionati di calcio per la sua schiettezza e per il suo modo di comunicare.

Nel 2019 gli è stata intitolata la nuova tribuna Est dello stadio Del Duca di Ascoli Piceno, dove viveva da anni, e nello stesso anno è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Mazzone era un grande tifoso della Roma e quando l’ha allenata, dal 1993 al 1996, aveva creato un legame davvero incredibile tra la squadra e i suoi supporter: indimenticabile per tutti i fan giallorossi il derby vinto per 3-0, quando corse sotto la Curva Sud in seguito al trionfo perché la sua squadra era stata descritta come vittima sacrificale predestinata di fronte ai più quotati biancocelesti di Zeman.

Lanciò Francesco Totti definitivamente in prima squadra ma cercò sempre di proteggerlo dai media e lo gestì come se fosse suo figlio: storica la scena in cui irrompe in sala stampa e lo toglie letteralmente dalle mani dei giornalisti con poche parole “A regazzi’ vatte a fa’ la doccia”.

da fanpage.it




Mondiali di atletica. Jacobs: “Sarò al 110%”

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114612681 4537a975 ae06 4bcd 8cdc e676a312c12aSolo una gara, quella del 9 giugno a Parigi dove le sensazioni tra l’altro non erano proprio delle migliori con un riscontro cronometrico mediocre, 10″21. Poi più nulla, la rinuncia al Campionato europeo per Nazioni in Polonia, tra l’altro vinto dall’Italia, e l’assenza a fine luglio agli Assoluti di Molfetta. Marcell Jacobs, che due anni fa aveva stupito tutti mettendosi al collo un oro olimpico sensazionale correndo nella notte di Tokyo in 9″80, si presenta al secondo Mondiale consecutivo con una forma buona ma che comunque resta un’incognita rapportata al parterre di campioni che si troverà di fronte.

Il 2022 ed il 2023 per il colosso di Desenzano del Garda sono state annate non proprio perfette, almeno sotto l’aspetto fisico. Il telaio di ‘crazylongjumper‘, il suo soprannome che risale ancora a quando faceva salto in lungo, è possente ma va trattato comunque con cura: c’è scritto ‘fragile’. Il campione azzurro sulla pista del ‘National Athletics Centrè di Budapest cercherà ancora una volta di lasciare il mondo a bocca aperta. Parlare di medaglie alla vigilia è molto difficile, bisogna vedere come Marcell porterà a termine la batteria di domani sera quando sprigionerà i suoi cavalli anche il campione europeo indoor Samuele Ceccarelli.

Sognare è sempre lecito anche perchè un europeo, dopo il britannico Linford Christie, trent’anni fa a Stoccarda, non è più riuscito a vincere l’oro mondiale della gara ‘Regina’ dell’atletica leggera. Nella graduatoria stagionale ci sono una ventina di atleti che in questa stagione sono rimasti sotto i 10 secondi. Jacobs, allenato da Paolo Camossi, ex triplista, è reduce da settimane all’insegna della lotta contro il tempo: da una parte c’era da recuperare la “condizione di flogosi perineurale con stasi vascolare” alla coscia destra avvertita a seguito di una trazione muscolare del piriforme, dall’altra mettere assieme una condizione quantomeno discreta per andare sui blocchi di partenza.

Jacobs l’ultimo periodo lo ha trascorso spesso a Monaco di Baviera per affidarsi alle cure del dottor Hans-Wilhelm Mueller-Wohlfahrt, medico di fama internazionale, un luminare nei recuperi record che in passato ha trattato i giocatori del Bayern Monaco e della nazionale tedesca di calcio. I 100 metri dopo l’era del marziano Usain Bolt – nell’agosto di 14 anni fa a Berlino stampò quel sensazionale primato mondiale di 9″58 mai più avvicinato – sono un’incognita anche se gli Stati Uniti potrebbero firmare una tripletta. In gara saranno in quattro considerando che il campione del mondo Fred Kerley ha il posto riservato.

Sulle rive del Danubio ci saranno anche Noah Lyles (aspira alla doppietta 100-200, l’ultimo a assicurarsela fu Bolt nel 2015), Christian Coleman (oro mondiale a Doha 2019) e Cravont Charleston. Altro pretendente al podio è sicuramente il britannico Zharnel Hughes, il più veloce nel 2023 con 9″83. La Giamaica mette in pista un team giovanissimo dove il più ‘vecchio’ ha 22 anni (Ackeem Blake, Oblique Seville, Ryiem Forde e Rohan Watson).

C’è poi l’Africa che mai come quest’anno sogna il primo titolo iridato dei 100 metri della storia: le speranze per il continente nero si chiamano Letsile Tebogo del Botswana, Akani Simbine del Sudafrica e Ferdinand Omanyala del Kenya. I 100 metri dei Mondiali di Budapest prevedono il turno preliminare di domani mattina (ore 12,35), le batterie sempre in programma domani ma in prima serata (dalle 19,43), semifinali e finale nella giornata di domenica 20 rispettivamente alle ore 16,35 e 19,10.

“Darò il 110% di me per capire la mia vera forma dando subito il massimo per provare a capire come sto. Se poi ad un certo punto della gara mi renderò conto di essere davanti, poi valuterò. La mia idea è partire al massimo e spingere al massimo”. Lo ha detto Marcell Jacobs, campione olimpico ed europei dei 100 metri parlando in conferenza da ‘Casa Italia’ allestita presso il ‘Ludwing Museum’ di Budapest alla vigilia delle batterie dei Campionati mondiali di atletica leggera che si apriranno domani con la 20 chilometri di marcia. La conferenza stampa è stata aperta con il saluto dell’ambasciatore d’Italia in Ungheria, Manuel Jacoangeli che, a sua volta, ha annunciato la presenza nella capitale ungherese del ministro dello Sport Andrea Abodi nelle giornate del 20 e 21 agosto.

agi.it




Spalletti nuovo allenatore della Nazionale

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9d9ccfbe 3df0 11ee 9bab 8ddb4fa9b522 620x349Luciano Spalletti è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana.

È arrivata l’ufficialità attraverso un comunicato della Federazione, in cui si spiega che l’ex allenatore del Napoli assumerà l’incarico a partire dall’1 settembre e la presentazione ufficiale si svolgerà in occasione del raduno degli azzurri, in programma nei primi giorni di settembre, presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.




SUPERCALCIO – Le dimissioni di Mancini dalla Nazionale e la clausola che blocca l’erede designato Spalletti (VIDEO)

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typoramaIn questa sempre interessante puntata di SUPERCALCIO – Edizione estiva, visibile come di consueto su Fatti Nostri, una serata abbastanza distensiva in clima ferragostano a parlare come al solito di calcio, delle ultimissime notizie di calciomercato e, naturalmente, dell’argomento principale della giornata che ha destato scalpore in mezzo mondo,  le inaspettate dimissioni di Mancini da tecnico della Nazionale, della sua possibile partenza per l’Arabia e del probabile successore Luciano Spalletti, ancora legato da una clausola alla squadra di De Laurentiis.

Protagonisti della odierna trasmissione, come sempre in diretta, condotta mirabilmente da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Giuseppe De Stefano e Vito Caressa.

*Tutti noi e tutti gli amici di Supercalcio e della Società dei Magnaccioni partecipano al cordoglio della famiglia di Pasquale Simonetta per la perdita della cara nonna.

Per poter vedere e ascoltare questa puntata naturalmente è sufficiente cliccare nel video qui sotto.