Coppa Italia. Oggi al Meazza la semifinale di ritorno tra Inter e Juventus

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9df257c022dfe245290c6aea2b3f1e24Ritorno della semifinale di Coppa Italia questa sera, alle 21, al Meazza tra Inter e Juventus. L’andata a Torino era terminata 1 a 1.

La seconda finalista verrà fuori dallo scontro tra Fiorentina e Cremonese con i viola che hanno vinto l’andata in trasferta per 2 a o.

Le probabili formazioni:

Inter. (3-5-2): Onana; Darmian, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Dzeko, Lautaro. Allenatore: S. Inzaghi

Juventus. (3-5-1-1): Perin; Bremer, Bonucci, Danilo; De Sciglio, Rabiot, Locatelli, Miretti, Kostic; Di Maria; Chiesa. Allenatore: Allegri

Arbitrerà Daniele Doveri.

La finale di Coppa Italia è in programma mercoledì 24 maggio all’Olimpico di Roma.

 




Europa League. Due italiane in semifinale: Roma e Juventus

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213455719 00a2411e ba00 4c9d b752 786059b4c207La Roma ha battuto 4-1 il Feyenoord ai supplementari, dopo che nei 90 minuti la partita si era chiusa sul 2-1, e si è qualificata per la semifinale di Europa League.

La Roma troverà il Bayer Leverkusen che dopo il pareggio interno si e’ imposto per 4-1 in casa dei belgi dell’Union Saint-Gilloise: a segno M. Diaby al secondo minuto, poi Bakker al 37mo, Frimpong al 60mo e Hlozek al 79mo.

La Juventus, che ha pareggiato col Lisbona, troverà il Siviglia in semifinale di Europa League: gli spagnoli, specialisti di questa manifestazione, hanno eliminato il Manchester United travolgendolo in casa per 3-0 dopo il pareggio esterno in clamorosa rimonta per 2-2. Troppi gli errori difensivi degli inglesi, privi di Bruno Fernandes: doppietta di En-Nesyri all’ottavo e all’81mo, seconda rete di Bade’ al 47mo.

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Restituiti alla Juve (per ora) i 15 punti di penalizzazione. Deciderà la CAF

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1636cd6ec15de63533350db17c081882 300x169Tutto da rifare. Anzi, non tutto. Perché se il rinvio della questione Juve-Plusvalenze alla Corte federale d’Appello restituisce 15 punti al club bianconero e lo riporta al terzo posto, in pienissima zona Champions, la condanna in via definitiva di quattro dei dirigenti più importanti – l’ex presidente Andrea Agnelli (due anni di inibizione confermata) , Fabio Paratici (30 mesi) Federico Cherubini (16 mesi) e Maurizio Arrivabene (24 mesi) – costituisce una premessa molto pesante per il futuro giudizio e la possibilità di uno sconto di pena cospicuo.

La partita è tutt’altro che finita, ora sarà proprio l’organo di secondo grado della giustizia calcistica, con una composizione diversa rispetto a quella che ha deciso la maxi penalizzazione, a rideterminare la sanzione sulla base delle osservazioni dell’ultimo grado di legittimità, riempiendo quella “carenza di motivazioni” in cui in sede di udienza aveva parlato anche il procuratore generale Ugo Taucer, soprattutto rispetto al famoso articolo 4, quello sulla mancata lealtà, il cuore della condanna. In linea puramente teorica è possibile che la Corte confermi persino i 15 punti, con realismo si può dire che si andrà incontro a una riduzione, il problema è ora di capire come quantificarla. Fra le tante cose sentite in questi giorni, anche la possibilità che torni al livello di quanto chiesto inizialmente dalla procura federale: i 9 punti che poi i giudici d’appello hanno portato a 15. Il dispositivo dice che la Procura “rinvia alla Corte Federale di Appello perché, in diversa composizione, rinnovi la sua valutazione, in particolare, in ordine alla determinazione dell’apporto causale dei singoli amministratori, fornendone adeguata motivazione e traendone le eventuali conseguenze anche in ordine alla sanzione irrogata a carico della società Juventus F.C. S.p.A.”.

CHE TRAFFICO

La vicenda rischia di allungarsi. Da oggi il Collegio di Garanzia per lo Sport ha 30 giorni per pubblicare le motivazioni, è probabile che ai giudici delle Sezioni Unite possa servire anche un tempo inferiore, ma comunque si possono ipotizzare almeno due settimane. Solo allora la Corte d’Appello potrà fissare la nuova udienza, che potrebbe essere comunque nuovamente impugnata per “violazioni di diritto” mangiandosi inevitabilmente altro spazio di calendario e portando l’epilogo molto vicino alla fine della stagione agonistica. Un bel rompicapo, anche perché la questione tempi si intreccia anche con quella che riguarda l’afflittività. Una sanzione, per essere tale, deve incidere, cioè togliere qualcosa al club che viene punito. Non a caso, il procuratore Chinè aveva chiesto nell’ultimo processo d’appello che la penalizzazione dovesse portare la Juve dietro la Roma, allora quarta, togliendole la Champions. In caso di penalizzazione, il discorso resterebbe in tavola. Ma se il percorso primo-secondo-ultimo grado si concludesse dopo il 30 giugno a quel punto la pena potrebbe essere scontata nella prossima stagione.

LA STORIA PARALLELA

Tutto questo gioco di variabili incrocia anche l’altro possibile processo sportivo, quello su stipendi e rapporti illeciti con gli agenti. Per ora siamo alla chiusura indagini, il 27 aprile scadrà il tempo per la consegna delle memorie difensive della Juve e dei suoi dirigenti ed ex dirigenti potenziali incolpati. Poi il procuratore dovrà valutare la situazione e scegliere fra archiviazione e rinvio a giudizio. Le due vicende potrebbero dunque muoversi parallelamente condizionandosi in qualche modo a vicenda. Insomma, una storia che proprio non vuole finire.
gazzetta.it



Moratti definisce ‘’stupidaggini’’ le fantomatiche accuse nel servizio di Rai-Report

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img 6733L’ex presidente Massimo Moratti sorride, ma è anche spazientito perché non è la prima volta che sente voci di questo genere, ma adesso hanno avuto una rilevanza nazionale, con tanto di trasmissione in Rai che quasi dà credito a una simile ricostruzione.

A Tvplay.it, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti quasi si sfoga: “Insieme a Tronchetti Provera questo complotto con Montezemolo per far arrivare Elkann? Non posso credere che in Rai si siano dette o palesate cose simili. Ma per favore, quello che dice Moggi è tutta una barzelletta, ma come si possono solo pensare certe cose. Ci sono delle sentenze, non solo sportive ma anche a livello di giustizia ordinaria”.

Mentre parla al telefono con Tvplay.it, l’ex patron Moratti sorride di gusto e mostra anche una certa tranquillità perché il clamore che hanno sollevato queste voci sta prendendo piede nel web e non solo. Report, poi, è famosa per tirare fuori e andare a scavare dove in pochi scavano, anche se l’ex president resta basito: “Mi meraviglio che Report (CHE HA FATTO AMPIAMENTE CAPIRE CHE È UNA TEORIA TUTTA DA DIMOSTRARE ndr) possa lasciar passare cose di questo genere. Quello che mi sento di dire è che sono tutte cavolate. I tifosi dell’Inter stessero tranquilli, l’Inter non ha nulla di cui temere, è stato fatto tutto e ogni cosa sempre alla luce del sole. Moggi ha troppo livore e mi spiace ma come al solito su questo argomento dice cavolate“.

Naturalmente le dichiarazioni di chi è stato radiato dal mondo del calcio hanno trovato subito nuova linfa fra i tifosi, specialmente in quelli più esagitati in queste ore di attesa di altre sentenze e poi ancora di altre a seguire nelle prossime settimane. Specialmente all’estero ci si appiglia alle dichiarazioni di chi non dovrebbe neanche parlare dimenticandosi che la verità su un procedimento giudiziario viene fuori solo da una sentenza definitiva con tanto di condanna e non dalle farneticazioni di un condannato riportate come oro colato dai classici tifosi sapientoni e di parte del solito bar dello sport”.

Fonte intervista di Massimo Moratti a Tvplay.it –  Riceviamo e pubblichiamo




Semifinale di Champions tutta italiana. Sarà Inter – Milan

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downloadSarà Inter – Milan la semifinale di Champions in programma in maggio al Meazza. Nei quarti il Milan ha eliminato il Napoli e ieri è toccato ai nerazzurri dell’Inter liquidare i portoghesi del Benfica. Dopo il 2 a 0 ottenuto a Lisbona, la squadra di Inzaghi, al Meazza, ha pareggiato per 3 a 3 contro i lusitani che solo negli ultimi periodi sono riusciti a rimontare il 3 a 1 rimediato nei minuti precedenti grazie a un appagamento dei nerazzurri.

Nell’altra semifinale se la vedranno il real Madrid e il Manchester City.

E a Milano è già caccia i biglietti per un derby storico di una semifinale Champions che mancava da molti anni. Scrive, a questo proposito, la Gazzetta dello Sport: “Eventi che solitamente si verificano una volta nella vita. E già può ritenersi sportivamente fortunato chi vive in questa epoca in cui Milan e Inter si sfidano in una rovente doppia semifinale di Champions League per la seconda volta dopo il precedente di vent’anni fa. Era quindi prevedibile la mobilitazione di massa dei tifosi delle due squadre per accaparrarsi i biglietti delle partite del Giuseppe Meazza. Ricerche su internet, telefonate ad amici e parenti, presenza fissa sui siti web ufficiali delle due società nella speranza di essere i primi a scorgere le ultime preziosissime informazioni per assicurarsi un posto per assistere alla storia. Nel 2003 si stimarono 200mila richieste per ognuno dei due match: la capienza massima si ferma a meno della metà…

In casa rossonera la parola chiave è la seguente: attesa. Unita all’entusiasmo. Le date relative alla vendita libera e quella per gli abbonati saranno rese note nei prossimi giorni, ma intanto la società si è già attivata per venire incontro ai propri tifosi, bramosi di regalarsi un posto in tribuna o in curva in occasione del terzo derby di Champions in vent’anni di storia. I tifosi rossoneri possono andare sul sito help.acmilan.com e cliccare sull’opzione “invia una notifica”. Al momento, come detto, non c’è ancora una data ufficiale sul rilascio dei biglietti, ma la società ha fatto in modo che i milanisti vengano avvertiti tramite mail. Nelle prime due ore dalla messa online sono arrivate più diecimila richieste, e stanno aumentando. Manifesto di come l’attesa sia già ad alti livelli, così come l’adrenalina e l’ansia, perché Inter e Milan si giocano un posto in finale. Ai milanisti, basta stare attenti alle notifiche

I BIGLIETTI DI INTER-MILAN

Dal momento che sarà il match di ritorno quello che si disputerà ufficialmente in casa nerazzurra, è normale che in viale della Liberazione ci sia meno fretta. Anche in questo caso le tempistiche sono ancora incerte, ma la sicurezza assoluta è che la primissima fase sarà dedicata alle conferme dei posti per gli abbonati alla stagione corrente di Serie A, seguita da chi è in possesso del pass annuale ma vuole cambiare posto oppure è costretto alla variazione perché in campionato siede in uno dei posti che in Champions League viene gestito dalla Uefa. È poi praticamente impossibile che si arriverà alla vendita libera (è invece accaduto contro il Benfica fino al giorno della partita), anche perché dopo la prelazione per gli abbonati ci sarà una finestra riservata ai soci Inter Club e ai titolari della tessera Siamo Noi. Anche per i nerazzurri, come accade per i cugini, è possibile prenotarsi per ricevere una notifica appena le informazioni più dettagliate saranno disponibili. Infine, la Uefa prevede che il 5% della capienza totale dello stadio sia dedicata esclusivamente ai tifosi ospiti”.




Milan in semifinale di Champions. Oggi tocca all’Inter col Benfica

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211922026 310b2794 6051 47d9 a564 f64659158ad6Il gol in pieno recupero di Osimhen non basta al Napoli, che non va oltre un 1-1 con il Milan nel ritorno dei quarti di finale di Champions League, permettendo ai rossoneri di strappare il pass per le semifinali al termine di un match ricco di episodi.

Un rigore fallito per parte da Giroud e Kvaratskhelia (parate di Meret e Maignan), un altro non concesso in precedenza ai partenopei e i gol proprio di Giroud ed Osimhen. È il delirio per la squadra di Pioli che ora attende la vincente di Inter-Benfica (2-0 per i nerazzurri all’andata).

Le primissime battute di gara sono quasi tutte di marca partenopea: i padroni di casa spingono sin dall’inizio alla ricerca del gol che possa riequilibrare immediatamente la doppia sfida, ma la retroguardia rossonera si dimostra attenta concedendo pochissimi spazi. Al 21’ arriva il primo grande episodio del match, ma a favore degli ospiti: Leao viene steso in area da Mario Rui, l’arbitro fischia un rigore ineccepibile, Giroud però lo sbaglia facendosi ipnotizzare da un super Meret, provvidenziale con i piedi sempre sul francese giusto qualche manciata di minuti più tardi.

Un altro episodio della sfida capita al 36’ in area milanista, quando Leao sembra anticipare nettamente Lozano in scivolata, ma le immagini evidenziano come il primo tocco del portoghese sia sul piede del messicano e non sul pallone (il Var entra in azione ma non richiama l’arbitro).

Al 43’ così arriva il gol del vantaggio del Milan, che passa avanti proprio grazie a Giroud, bravo a rifarsi dell’errore precedente mettendo dentro a porta vuota un assist al bacio di Leao, protagonista di una cavalcata sontuosa con slalom tra tre difensori. Ad inizio ripresa servirebbe subito una scossa al Napoli e Kvaratskhelia prova a salire in cattedra, andando due volte alla conclusione nel giro di pochi minuti dopo due ottime giocate, ma senza inquadrare lo specchio della porta.

Il Milan si preoccupa più di difendere il vantaggio piuttosto che di cercare il gol della sicurezza, così gli azzurri continuano a premere e all’80 trovano il possibile episodio per riaprire il discorso: mano di Tomori in area su cross di Di Lorenzo, altro rigore ma anche Kvaratskhelia si lascia ipnotizzare da Maignan. In pieno recupero il Napoli trova comunque il gol dell’1-1 con Osimhen, ma non basta per provare il miracolo.

Oggi toccherà all’Inter affrontare i portoghesi del Benfica nell’altro quarto. I nerazzurri si erano imposti all’andata a Lisbona per 2 a 0.




I 70 anni di Sara Simeoni

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imagesDa ballerina mancata all’oro olimpico. Da quel sogno interrotto di danzare alla ‘Scala’ di Milano perché troppo alta (178 centimetri), fino alla gioia per quei voli indimenticabili che l’hanno fatta diventare la più forte, la migliore ma soprattutto la prima donna al mondo a spiccare il volo oltre i 2,00 metri. Elegante, raffinata, favolosa, dalla capigliatura riccia, sorridente ma anche un po’ timida, è stata la ‘Regina’ del salto in alto. Lei è Sara Simeoni, icona dello sport azzurro, oro olimpico nel 1980 a Mosca nei Giochi del boicottaggio, seconda atleta donna della storia italiana a vincere un titolo olimpico. Prima di lei, 44 anni prima, solo la leggenda Ondina Valla sugli 80 ostacoli all’Olympiastadion di Berlino. Quella, però, era un’altra epoca, quella del dominio nazista.

Il 19 aprile di 70 anni fa, Sara nasceva nella sua Rivoli Veronese sulle pendici del monte Baldo. In quella stessa data, ma tre anni dopo, la compianta attrice Grace Kelly sposava il Principe Ranieri III di Monaco. Simeoni assieme alla leggenda Pietro Mennea hanno fatto entrare l’atletica nelle case incollando milioni di italiani davanti ai pesanti e piccoli televisori con il tubo catodico. Primatista mondiale con 2,01 metri per quattro anni a cavallo dei magici anni ‘70 e ’80, veronese che legata alla ‘sua’ Rivoli, moglie di Erminio Azzaro (“galeotto fu il raduno di Pasqua del 1972 ad Adler sul mar Nero”, rivela Sara), mamma, insegnante di educazione fisica, madrina, nominata ‘Atleta del Centenario’ in occasione dei 100 anni del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Sara Simeoni è stata ultima interprete di quell’atletica romantica, vintage, che oggi non c’è più.

La sua prima medaglia internazionale a 18 anni, l’argento a Smirne ai Giochi del Mediterraneo. Ai Giochi olimpici segnati dal terrorismo, quelli di Monaco di Baviera ’72, Sara giunse sesta con il primato personale di un metro e 85. Nel ’74 agli Europei di Roma fu l’unica italiana a salire sul podio, bronzo con il record nazionale di 1,89, misura che l’anno successivo le consentì di vincere i Giochi del Mediterraneo ad Algeri.

Gli anni trascorrono e Sara è sempre più protagonista sulle pedane del pianeta. Alle Olimpiadi di Montreal ’76 è argento alle spalle della tedesca dell’Est, Rosemarie Ackermann una delle avversarie che segnò la carriera dell’azzurra.

Due le date che per Simeoni e tutta l’atletica leggera italiana resteranno indimenticabili, il 31 agosto del 1978 ed il 26 luglio del 1980. Nel ’78, Sara allo stadio ‘Evzen Rosicky’ di Praga vinse l’oro europeo eguagliando il record del mondo a 2,01 (l’aveva saltato qualche settimana prima a Brescia), misura che venne migliorata di un centimetro quattro anni dopo dalla tedesca occidentale Ulrike Meyfarth.

Il più bel momento della carriera della Simeoni, quello che ricorda con immenso piacere, è l’oro olimpico. Al monumentale stadio Lenin – ribattezzato Luzhniki alcuni anni dopo il crollo dell’Unione Sovietica, oggi coperto e che giace lungo le limacciose acque della Moscova – l’azzurra confeziona un’impresa che resterà tra i momenti più emozionati della storia dello sport italiano. In quella finale la Germania Est aveva tre atlete ma la favorita Ackermann venne eliminata a 1,94. A 1,97 si ritrovarono in tre: Simeoni, la tedesca orientale Kirst e la polacca Kielan. Con l’asticella posta a 2,01, l’italiana la valicò al terzo tentativo e per lei fu medaglia d’oro (48 ore dopo Mennea fece altrettanto nei 200 metri).

La carriera proseguì con l’oro continentale indoor e quello universitario del 1981. Alla prima edizione dei Mondiale, Helsinki ’83, Simeoni uscì alle qualificazioni con solo 1,84. L’ultimo grande acuto, a sorpresa anche perché il tendine d’Achille era dolorante, ai Giochi olimpici di Los Angeles ’84: argento con 2,00 alle spalle della valchiria Ulrike Meyfarth che saltò 2,02. La trasferta in California per Sara era iniziata come ‘viaggio premio’ e con il prestigioso ruolo di portabandiera: fu lei a sfilare con la bandiera tricolore al Memorial Coliseum in occasione della cerimonia d’apertura.

Sara Simeoni, dopo aver indossato 72 volte la maglia azzurra, si ritirò nel 1986 dopo gli Europei di Stoccarda caratterizzati dalla tripletta maschile nei 10.000 con Stefano Mei (oggi presidente Fudal) a precedere Alberto Cova e Salvatore Antibo. La saltatrice in alto veneta fu una delle fondatrici del Club Italia, movimento giovanile sia regionale che nazionale che venne dismesso verso la fine degli anni ’90. Negli anni a seguire è stata docente di scienze motorie all’Università di Chieti e di educazione fisica alla scuola media a Garda. È stata presidente della società di atletica Valpolicella-Lupatotina ma da dopo l’era di Nebiolo non ha più avuto ruolo in federazione. Recentemente è stata ballerina per una serata a ‘Ballando con le stelle’ dopo essere stata ospite a trasmissione televisive in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e dei recenti Mondiali di calcio in Qatar.

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Istanbul. Giovane pallavolista italiana muore dopo una caduta dalla finestra

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091247861 41cc52f7 53d8 45d0 b25d e72808cce476Una tragedia scuote la pallavolo e tutto lo sport italiano: Julia Ituma, 18enne promessa del volley azzurro, è morta nella notte a Istanbul dopo essere precipitata dalla finestra della stanza al sesto piano dell’hotel in cui alloggiava con la sua squadra, l’Igor Gorgonzola di Novara.

Un dramma consumatosi poche ore dopo la sconfitta per 3-0 in una semifinale di Champions contro l’Eczacibasi che era costata l’eliminazione alla sua squadra.

I media turchi hanno ipotizzato che si possa essere trattato di un suicidioUn video delle telecamere interne mostra la giovane atleta milanese che nella notte lascia la sua stanza del Volley Hotel, nel quartiere residenziale di Uskudar sul lato asiatico della città turca, per parlare al telefono in corridoio. Poi chiude la chiamata, cammina lungo il corridoio e si siede a terra con la testa fra le ginocchia e la schiena appoggiata al muro, finché non torna in stanza. Poco dopo, alle 4 del mattino, il volo dal sesto piano in cui ha travolto le tende da sole esterne.

Il corpo di Julia, che avrebbe compiuto 19 anni a ottobre, è stato ritrovato solo all’alba intorno alle 5,30: nessuno si era accorto di nulla, neppure la compagna di stanza, la spagnola Varela Gomez, che è stata svegliata dalla polizia.

La squadra è rientrata in Italia nel pomeriggio con un volo su Malpensa mentre il direttore sportivo è rimasto in Turchia anche per assistere i genitori di Julia.

Julia Ituma era una grande promessa del volley che in molti indicavano come la ‘nuova Paola Egonu‘. Anche se il ruolo era inizialmente diverso, Julia era partita come schiacciatrice prima di diventata anche lei opposta, si somigliavano per i mezzi atletici, per l’altezza sopra il metro e 90 e per la capacità di saltare fino a tre metri e 35 centimetri, oltre ad avere entrambe genitori nigeriani.

Già a 15 anni era entrata nel giro delle giovanili azzurre. A 16, nel 2020, era stata medaglia d’argento agli Europei con la rappresentativa Under 16. Nel 2021, in Messico, era stata sconfitta con l’Italia Under 18 nella finale dei mondiali contro la Russia e l’anno dopo aveva realizzato 21 punti nella finale vinta con la Serbia all’Europeo Under 19. Nel frattempo aveva continuato gli studi liceali di Scienze applicate.

Nel 2022 era approdata alla Igor Novara dopo tre stagioni al Club Italia, in A2, riuscendo a trovare il suo spazio pur essendo la giocatrice più giovane. Di solito subentrava per far rifiatare la titolare, la turca Ebrar Karakurt: è accaduto anche nell’ultima partita, in cui Julia aveva realizzato due punti.

Un accenno all’inquietudine che avrebbe attraversato Julia traspare dal messaggio di un’amica, la schiacciatrice di Chieri, Stella Nervini: “Chi ti conosce davvero sa che anima fragile tu fossi, quanto bisogno d’amore si celasse dietro ai tuoi gesti, alle tue parole forti, alle tue forme di arroganza”, ha scritto. “Spero solo che tu possa trovare quella pace e quella serenità che qua non hai trovato”.

Grande commozione nel mondo dello sport: Paola Egonu, che attualmente gioca in Turchia, ha postato su Instagram la foto listata a lutto della Igor Volley. La Federazione Italiana Pallavolo ha disposto un minuto di raccoglimento per tutte le gare partite che si disputeranno nel fine settimana. Sconvolto il presidente federale Giuseppe Manfredi che ha parlato di “tragedia immensa a cui nessuno di noi era minimamente preparato”: “Piangiamo la scomparsa, non solo di un grande talento, ma soprattutto di una meravigliosa ragazza di 18 anni”. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, si è detto “addolorato e incredulo”: “Qualsiasi possano essere state le circostanze, non ci riporteranno Julia con la sua solarità e il suo sorriso”. “Il dolore non cancella la passione e il sorriso con cui avevi conquistato il mondo della pallavolo”, ha twittato il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

La società esprime “profondo dolore e commozione”

“Con profondo dolore e commozione la prematura scomparsa della pallavolista azzurra Julia Ituma. La tragedia sarebbe avvenuta nelle prime ore del giorno e sulle dinamiche dell’accaduto sta indagando la polizia turca”, si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla Igor Volley.
“Igor Volley tutta – conclude la nota – desidera esprimere il proprio cordoglio e la partecipazione al dolore della famiglia di Julia e dei suoi cari. Il club e tutti i suoi tesserati, affranti dalla perdita, manterranno un rispettoso silenzio sulla vicenda in attesa dell’esito delle indagini”.

La Federazione Italiana Pallavolo ha disposto un minuto di raccoglimento, in memoria di Julia Ituma, per tutte le gare pallavolistiche che si disputeranno da oggi a domenica. “Siamo tutti sgomenti per questa tragedia che colpisce non solo il mondo pallavolo, ma tutto lo sport italiano”, afferma il presidente della Federazione italiana pallavolo, Giuseppe Manfredi, a seguito della tragica scomparsa di Ituma.

Un precedente inquietante

C’è un precedente inquietante che lega, nel segno di una morte prematura, la città di Istanbul e la pallavolo femminile piemontese. Nel 2012 Giulia Albini, giocatrice nata a Verbania e che in quell’anno – dopo una carriera che l’aveva vista in squadra a Novara, a Busto Arsizio e nella massima serie in Svizzera – aveva conquistato la promozione in A2 con la squadra di Ornavasso, piccolo centro del Verbano, si suicidò nella megalopoli turca gettandosi giù nella notte dal Ponte Fatih Sultan Mehmet, sospeso sul Bosforo.

Albini aveva 30 anni. Il suo corpo fu ritrovato da un pescatore all’alba all’altezza di Beykoz, quartiere nella parte asiatica di Istanbul, poco distante dal ponte. Le circostanze della morte non furono mai del tutto chiarite. La polizia turca ritenne che il suicidio fosse avvenuto per motivi sentimentali, legati alla fine della sua storia d’amore con il suo ex allenatore, che in quel momento lavorava per l’Eczacibasi, la stessa squadra ieri affrontata dalla Igor Volley nella semifuinale di Champions League.

La nuova Egonu

Julia Ituma era una grande promessa del volley che in molti indicavano come la ‘nuova Paola Egonu’. Anche se il ruolo era diverso, Julia schiacciatrice mentre Egonu è opposta, si somigliavano per i mezzi atletici, per l’altezza sopra il metro e 90 e per la capacità di saltare fino a tre metri e 35 centimetri, oltre ad avere entrambe genitori nigeriani.

Di sicuro Julia, che avrebbe compiuto 19 anni l’8 ottobre, aveva davanti un futuro luminoso in Nazionale. Nata a Milano e cresciuta nel mito del suo idolo, il centrale cubano della Lube Civitanova, Robertlandy Simon, aveva iniziato a giocare a pallavolo a 11 anni nella società parrocchiale milanese San Filippo Neri ma poi era stata acquistata dalla Savino Del Bene Scandicci, club di A-1. Già a 15 anni era entrata nel giro delle giovanili azzurre. A 16, nel 2020, era stata medaglia d’argento agli Europei con la rappresentativa Under 16.

Nel 2021, in Messico, era stata sconfitta con l’Italia Under 18 nella finale dei mondiali contro la Russia e l’anno dopo aveva realizzato 21 punti nella finale vinta con la Serbia all’Europeo Under 19. Nel frattempo aveva continuato gli studi liceali di Scienze applicate. Nel 2022 era approdata alla Igor Novara dopo aver vestito per tre stagioni la maglia del Club Italia, in A2, e lì si era trovata accanto a campionesse azzurre come Cristina Chirichella, Caterina Bosetti ed Eleonora Fersino riuscendo a trovare il suo spazio pur essendo la giocatrice più giovane. Di solito subentrava per far rifiatare la titolare, la turca Ebrar Karakurt, che a fine anno lascerà Novara. È accaduto anche nell’ultima partita, la semifinale di Champions persa 3-0 a Istanbul contro l’Eczacibasi in cui Julia aveva anche realizzato due punti.

Salvini “notizie che non vorremmo mai leggere”

“Notizie che non vorremmo mai leggere”, scrive su Twitter Matteo Salvini a proposito della tragica morte di Julia Ituma. “Tanta tristezza per il dramma che ha portato via a 18 anni Julia, promessa del volley azzurro. Una preghiera per lei, un abbraccio di vicinanza alla sua famiglia e alle sue compagne di squadra”, aggiunge il leader della Lega.

“Sono addolorato e incredulo di fronte alla tragedia che si è consumata nella notte in Turchia e ha strappato la vita a Julia Ituma. Quando succedono queste tragedie la prima domanda che ci si pone è ‘perché?’. Le indagini sono in corso, ma qualsiasi possano essere state le circostanze, non ci riporteranno Julia con la sua solarità e il suo sorriso. Mi stringo in un forte abbraccio alla sua famiglia alla quale porgo le più sentite condoglianze e mi unisco al dolore delle compagne di squadra e di tutto il movimento della pallavolo italiana in questo difficile momento”. Lo dichiara il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi.

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Milan-Napoli 1-0, primo round Champions ai rossoneri

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210300690 47bf8b01 f417 4960 8166 f0fcd44568a2Il primo round del derby italiano dei quarti di Champions League se lo aggiudica il Milan, che davanti al proprio pubblico passa di misura contro il Napoli. Di fronte a un San Siro tutto esaurito finisce 1-0 grazie alla zampata di Bennacer nel corso del primo tempo, con i partenopei costretti anche all’inferiorità numerica negli ultimi venti minuti per il rosso ad Anguissa. Un risultato che ovviamente lascia tutto aperto in vista del ritorno, in programma al Maradona martedì prossimo.

Neanche un minuto sul cronometro e gli azzurri costruiscono la prima gigantesca occasione del match: Anguissa propone basso da destra, la palla sfila sul secondo palo dove c’è tutto solo Kvaratskhelia, il cui sinistro a botta sicura è murato da Krunic quasi sulla linea. Gli ospiti continuano a premere calciando altre due volte in pochi minuti con Anguissa e Zielinski, entrambi respinti in corner senza troppi problemi da un attento Maignan.

Dopo un avvio in sordina conquistano campo anche i rossoneri che, prima prendono le misure con Leao (mancino a lato di pochissimo), poi al 40′ colpiscono con Bennacer al termine di una splendida ripartenza, avviata da una magia di Brahim Diaz e conclusa dal mancino dell’algerino su assist di Leao. Nel recupero prima dell’intervallo il Milan sfiora anche il raddoppio, colpendo una traversa clamorosa con una zuccata di Kjaer su corner di Theo.

Il Napoli rientra dagli spogliatoi iniziando subito a premere sull’acceleratore, alla ricerca del gol che possa ristabilire la parità: al 50′ ci prova Elmas di testa su cross di Kvaratskhelia, Maignan fa un passo indietro e devia in corner con l’aiuto della traversa. La squadra di Spalletti però fa fatica a creare nitide chances e dal 74′ è costretta anche all’inferiorità numerica per un’ingenuità di Anguissa, che rimediata due cartellini gialli nel giro di pochissimi istanti.

Nonostante l’uomo in meno, il Napoli con orgoglio ci prova e nel finale sfiora un paio di volte il pareggio, prima con Di Lorenzo (super parata di Maignan) e poi con Olivera, il cui colpo di testa sfila di poco alto sulla traversa.

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Chiusa l’indagine sugli stipendi della Juventus. La procura della Figc contesta la slealtà

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agnelli paratici nedved juventusLa procura della Figc ha notificato alla Juventus la chiusura delle indagini dell’inchiesta sulla “manovra stipendi”. Tra le altre cose il procuratore Chinè contesta al club la violazione del principio di lealtà sportiva (articolo 4.1).

Intanto il 19 aprile verrà discusso il ricorso dei bianconeri al Collegio di garanzia dello sport al Coni per la penalizzazione di 15 punti decisa dai giudici federali lo scorso 20 gennaio.

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