Argentina e Francia, reparti a confronto

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163131431 f5ede839 52f1 43e7 ade6 e1571024f873La finale dei mondiali tra Argentina e Francia vivrà anche del confronto tra i reparti delle due squadre che si sono dinsotrate le migliori del torneo. Vediamole in raffronto:

DIFESA

La finale tra Argentina e Francia mette di fronte due delle migliori difese del mondiale: più improntata sulla fisicità quella dei Bleus, grande ‘garra’ per l’Albiceleste. Tra i pali due portieri diversi nello stile ma ugualmente efficaci.

Stesso ruolo, storie differenti

A difendere i pali della Francia sarà il portiere del Tottenham, Hugo Lloris. Il capitano dei Blues con la finale raggiungerà quota 144 presenze (20ma a una Coppa del mondo) con la nazionale e proverà a regalarsi la soddisfazione di diventare il primo portiere a vincere due mondiali consecutivi con la fascia al braccio. In occasione dei quarti di finale era stato preso di mira dai media inglesi, che lo avevano definito l’anello debole dei transalpini, lui ha risposto sul campo con una prestazione impeccabile contro i rivali storici. Carriera opposta per l’estremo difensore dell’Albiceleste Emiliano Martinez, da spettatore in tribuna in Russia nel 2018 a eroe per caso, dopo aver vissuto una carriera in prestito in giro per l’Europa, fino alla grande occasione con l’Aston Villa. Un personaggio atipico, eversivo nell’interpretazione del ruolo e che fa del lavoro e della passione i suoi punti di forza. Il ‘Dibu” sogna di vedere il suo idolo e compagno Lionel Messi alzare la Coppa del mondo alla sua ultima apparizione mondiale. Era riuscito nell’impresa di vincere la Coppa America nel 2021 con parate decisive, soprattutto nella lotteria dei rigori contro la Colombia, dove tramite riti propiziatori e giochetti mentali ha ipnotizzato i tiratori avversari. La storia si è ripetuta contro l’Olanda nei quarti finali.

Garra contro forza fisica

Le coppie centrali sono di altissimo livello e ugualmente solide ma con caratteristiche differenti. Quella francese è composta dal quattro volte vincitore della Champions League Raphael Varane e dal giocatore del Bayern Monaco Dayot Upamecano. Con prestazioni di prim’ordine hanno preso per mano la retroguardia francese risultando praticamente perfetti. Entrambi abili e sicuri nell’impistazione, caratteristica imprescindibile per il calcio di Didier Deschamps.

Sponda Argentina dopo gli errori nel match d’esordio contro l’Arabia Saudita, Nicolas Otamendi e Cristian Romero hanno mostrato tutte la qualità del loro repertorio, compensando il deficit fisico con l’aggressività, e incarnando lo spirito della ‘garra’ argentina. La vera sfida sarà la contraerea per fermare Olivier Giroud, uno specialista dei colpi di testa che sono il punto debole dei due centrali della Selecion, come emerso dalle sfide con Olanda e Austalia.
Un elemento comune alle due coppie sono la capacità di leggere il gioco, l’abilità di pensare in anticipo e di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Più eleganti i Bleus con chiusure pulite, maggiormente esuberanti i due della Selecion, scommettendo sull’anticipo e pronti a fermare gli avversari con le buone o con le cattive. Pronti a subentrare dalla panchina Ibrahima Konaté fra i transalpini e Lisandro Martinez tra i sudamericani, sempre attenti quando chiamati in causa.

Un pezzo di finale si potrebbe decidere sulle fasce

Sfida ad alta velocità sulla corsia di sinistra della Francia e destra dell’Argentina, tra il treno rossonero Theo Hernandez e la vecchia conoscenza della Serie A Nahuel Molina. Entrambi predisposti alla fase offensiva, avventatezza e spensieratezza al servizio della loro squadra.
Il francese è il terzo giocatore per occasioni create in Qatar (11) e con il gol in acrobazia contro il Marocco è diventato il terzo difensore nella storia della Francia a mettere a segno almeno un gol e un assist ad un mondiale, dopo Marius Tresor nel 1892 e Bixente Lizarazu nel 1998. L’argentino con una corsa da centometrista ha toccato i 34,9km/h nella partita contro la Croazia. Più cauti i laterali che occupano l’altra corsia, Jules Kounde per i Bleus e Marcos Acuña per l’Albiceleste. Il giocatore del Barcellona ha giocato fin qui nella posizione a lui insolita di terzino destro, giocando di posizione e facendo emergere le sue caratteristiche da difensore puro e roccioso. La sua staticità e prudenza trovano complementarità con le caratteristiche di Theo Hernandez, permettendo ai transalpini di trovare il giusto bilanciamento tra equilibrio tattico e qualità dei singoli.
Per i sudamericani ci sarà el ‘Huevo’ Acuña, elemento importante nei meccanismi del ct Lionel Scaloni e che si è alternato più volte con Nicolas Tagliafico. Il laterale del Siviglia ha disputato un ottimo mondiale con tenacia e caparbietà, raggiungendo l’apice con il rigore conquistato contro l’Olanda. Davanti si ritroverà Dembele, cliente imprevedibile e in grande forma.

CENTROCAMPO

I duelli individuali a centrocampo potrebbero essere la chiave per rompere l’equilibrio di una finale. Leandro Paredes e Adrien Rabiot compagni di squadra nella Juventus saranno avversari per una sera. Sfida della gioventù tra due giocatori dal grande futuro, Aurelien Tchouameni e Enzo Fernandez. Pronti anche Antoine Griezmann e Rodrigo De Paul, due centrocampisti dall’indole offensiva riadattati nel compito di tuttocampisti.

Centrocampisti moderni

Nati come seconde punte, Antoine Griezmann e Rodrigo De Paul hanno cambiato modo di giocare in nazionale, diventando calciatori box-to-box e coniugando dinamismo e sostanza alle loro indiscutibili proprietà tecniche. Le ‘Petit Diable’ ha scoperto una nuova vita all’età di 31 anni, con la scelta di Didier Deschamps di utilizzarlo come tuttofare, trequartista e incontrista e che va a recuperare il pallone fino a dentro la sua area di rigore. Sempre nella posizione migliore in funzione del gioco, i suoi movimenti creano scompiglio all’assetto difensivo avversario come provato dai suoi numeri al mondiale: 21 occasione occasioni create (primo in questa statistica) e 3 assist all’attivo.
Compiti simili per De Paul con l’Argentina, capace di leggere le situazioni in modo ottimale e abile quando deve innescare il fenomeno con la maglia numero dieci. I due centrocampisti sono fondamentali nell’aggiungere creatività e imprevedibilità alle rispettive mediane. La combinazione di visione di gioco, dribbling, agonismo e tecnica fanno di loro il prototipo dei centrocampisti moderni.

Avversari per una notte

Leandro Paredes e Adrien Rabiot compagni di squadra nella Juventus saranno avversari per una notte. Meglio il francese fin qui, apparso in grande forma nelle ultime uscite prima della febbre che lo ha costretto a saltare la semifinale contro il Marocco. Il ‘Duca’, come lo chiamano in Francia, ha cambiato marcia in questa stagione e i risultati sono evidenti: prestazioni da grande giocatore condite anche da gol e assist, come accaduto all’esordio mondiale contro l’Australia. I suoi inserimenti potrebbero essere l’arma che rompe gli schemi, facendo breccia nella difesa argentina. Da tenere d’occhio anche sulle palle inattive.
Discorso opposto per Paredes, un amore ancora non sbocciato con il proprio club e che dopo la gara persa contro i sauditi sembrava aver perso il posto nell’undici titolare di Scaloni. Il 28enne non è riuscito ad incidere con la sua tecnica individuale, ma in compenso si è messo a disposizione della squadra. Giocatore dal temperamento focoso, sta dimostrando tutto l’orgoglio Xeniexes acquisito con la crescita nel Boca Juniors, mischiando la passione per il proprio Paese con un nervosismo a tratti eccessivo.

Gioventù al potere

Non una sorpresa assoluta, in Qatar sono finiti sotto la luce della ribalta due dei giovani più promettenti nel panorama mondiale, Aurelien Tchouameni per la Francia ed Enzo Fernandez con la maglia della Selecion. Un impatto debordante con la loro nazionale tanto da diventare insostituibili, hanmnmo mostrato qualità balistiche, abilità nel fraseggio e facilità nel recuperare palloni.
Non solo, i due gioielli hanno colpito soprattutto per la naturalezza con cui affrontano partite ad alto tasso di emotività e per una conoscenza del gioco fuori dal normale per la loro età. Il classe 2000 dei transalpini è passato in estate al Real Madrid per 80 milioni e, abbinando fisico e tecnica, racchiude in un solo corpo le caratteristiche dei grandi assenti Paul Pogba e N’Golo Kanté.     Non ha bruciato le tappe il classe 2001 Enzo Fernandez, ex River Plate, passato anche per il Defensa y Justicia e attualmente in forza al Benfica. Il collante dell’Albiceleste è destinato nel futuro imminente a fare il grande salto.

ATTACCO

La finale dei mondiali al Lusail Stadium di Doha mette di fronte due attacchi stellari guidati dai loro fenomenali numeri 10, Lionel Messi e Kylian Mbappé. Particolare attenzione anche per Olivier Giroud e Julian Alvarez, arrivati in Qatar in sordina ma diventati titolari a suon di gol decisivi. Tutti e quattro realisticamente sono ancora in corsa per il titolo di capocannoniere del torneo che sarà deciso proprio nell’ultimo atto della Coppa del mondo.

Scontro generazionale

Argentina-Francia è soprattutto Messi contro Mbappé, il re 35enne contro il principe di 23 anni, na generazione alla fine del suo ciclo contro quella nuova che avanza prepotentemente. Due modi opposti di essere un leader, il capitano dell’Albicelste è il fulcro di tutte le azioni argentine, l’enfant prodige dei Blues è più un terminale offensivo dagloi strappi letali, ma entrambi sono un riparo sicuro quando la palla scotta. A Parigi sono compagni di squadra ma non hanno mai avuto un rapporto idilliaco, soprattutto er  frizioni legate ai calci di rigore, tutto dissolto in virtù del bene della squadra e dei soldi. Lionel Messi con l’obiettivo di seguire le orme di Diego Armando Maradona e vincere la sua prima coppa del mondo alla sua ultima apparizione, per togliersi un peso dalle spalle e chiudere il viaggio gratificante quanto duro con la nazionale nel miglior modo possibile. Al contrario, Mbappe ha già vinto il mondiale in Russia nel 2018 alla sua prima partecipazione, e ora vuole aggiungere il secondo, eguagliando la precocità di Pele che raggiunse questo obiettivo alla soglia dei 21 anni. Fino adesso il giocatore di Rosario ha segnato 5 gol e confezionato 3 assist, incantando gli appassionati con passaggi irreali in corridoi che non esistono e glissando gli avversari come fossero birilli. Meno appariscente il francese anche se ugualmente decisivo mettendo a referto 5 gol (senza rigori) 2 assist.

Da sostituti a protagonisti: sfida tra numeri 9

Con 4 gol e tredici anni di differenza, i due attaccanti Giroud e Alvarez rientrano nella lista dei giocatori ancora in corsa per ottenere la palma di miglior marcatore del torneo. L’attaccante rossonero ha colto l’opportunità di giocare da titolare grazie all’infortunio rimediato Karim Benzema alla vigilia del mondiale, sostituendolo ancora una volta come quattro anni fa. A differenza della scorsa esperienza in Russia in cui non aveva fatto registrare neanche un tiro in porta, il centravanti forte anche del ringiovanimento ottenuto con il Milan sta unendo al suo solito altruismo anche la freddezza sotto porta. Nessuno meglio di lui nel gioco aereo in questa coppa del mondo. Storia diversa per Julian Alvarez, a cui uno scarico Lautaro Martinez ha consegnato il posto in attacco al fianco di Messi, creando un’intesa vincente. Il ragno che morde a soli 22 anni è pronto a consacrarsi tra i migliori, dopo il passaggio definitivo in estare alla corte di Pep Guardiola. Le qualità di certo non gli mancano, cinico, sempre forte nel pressing, utilizza entrambi i piedi e capace anche di comportarsi da regista offensivo, in poche parole il centravanti ideale di molti allenatori.

Sorpresa finale

Completeranno il trio offensivo delle loro nazionali Alexis Mac Allister e Ousmane Dembele, nomi non da copertina ma giocatori fondamentali anche per il fatto di saper stare in seconda fila. Un cognome britannico per il centrocampista del Brighton di De Zerbi, Mac Allister si è fatto trovare pronto quando chiamato a sostituire un Di Maria a mezzo servizio a causa degli infortuni. Il classe 98 è stato la soluzione ai problemi comparsi contro l’Arabia Saudita, sebbene venga schierato come esterno nella Selecion, agisce da ago della bilancia per garantire ordine all’interno della squadra. Possiede anche ottime doti offensive, facendosi trovare reattivo e presente in zona gol come contro la Polonia.
Un cliente scomodo per i difensori, rapido nello stretto e sempre pericoloso palla al piede, nonostante ciò, Ousmane Dembele non ha ancora trovato la via del gol in Qatar. Il giocatore del Barcellona è stato importante nei ripiegamenti difensivi, permettendo a Mbappe di restare alto e di esprimersi al meglio sul proscenio mondiale. Talvolta criticato per la sua inconcludenza vicino alla porta, ha davanti a sé una grande opportunità per mitigare le perplessità intorno al suo talento.

agi.it




È morto Sinisa Mihajlovic

++ calcio: è morto sinisa mihajlovic ++

++ calcio: è morto sinisa mihajlovic ++

È morto Sinisa Mihajlovic, aveva solo 53 anni.

“La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic”, hanno scritto.

“Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti – prosegue il comunicato della famiglia Mihajlovic -. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessndro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato”.

“Hai lottato come un leone in campo e nella vita – ha scritto su Twitter la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -. Sei stato esempio e hai dato coraggio a molti che si trovano ad affrontare la malattia. Ti hanno descritto come un sergente di ferro, hai dimostrato di avere un gran cuore. Sei e resterai sempre un vincente. Addio Sinisa Mihajlovic”.

“Un grande uomo, un grande combattente. Lo ricorderemo come uno dei più forti giocatori serbi che hanno giocato in Italia. Un caro abbraccio alla sua famiglia. Ciao Sinisa, riposa in pace”, ha scritto in un tweet il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“La Lega Serie A è profondamente addolorata per la scomparsa di Sinisa Mihajlovic, icona di calcio e di vita. La sua classe purissima come calciatore e allenatore, la sua forza e la sua umanità sono un esempio che lascia un solco indelebile nel calcio italiano e mondiale”. “Il presidente Lorenzo Casini, l’Amministratore Delegato Luigi De Siervo e l`intera Lega Serie A si stringono intorno alla famiglia di Mihajlovic ed esprimono le più sentite condoglianze per la scomparsa di Sinisa”, conclude la Lega in una nota sul sito.

“Il nostro cuore piange la scomparsa di Sinisa Mihajlovic – ha dichiarato Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e presidente del Lazio Club Montecitorio -. Il giocatore serbo è entrato di diritto nella storia della Lazio per la conquista dell’ultimo scudetto e degli altri trofei vinti anche grazie alle sue prodezze. Oltre al lato sportivo, ci piace omaggiare anche l’aspetto umano di una persona leale e sempre a disposizione. Indimenticabili resteranno le sue parole con cui lui – che in anni diversi ha vestito entrambe le casacche delle due squadre della Capitale – raccontava con ferma convinzione di essere tifoso Laziale”.

“Sinisa Mihajlovic ci ha lasciato, non senza aver combattuto anche questa dura partita. Un ottimo atleta e un grande uomo di sport, mancherà ad ogni amante del calcio. Sentite condoglianze alla sua famiglia”, ha scritto il leader del M5s Giuseppe Conte. “Non ci voglio credere – è il messaggio del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini -, stramaledetta bastarda malattia. Buon viaggio Sinisa, campione dentro e fuori dal campo. Ci mancherai, tanto”. “E’ con sincero e profondo dolore che apprendo della scomparsa di Sinisa Mihajlovic, un grande sportivo, un tenace combattente ma soprattutto un uomo vero che ha affrontato la malattia sempre a testa alta – così in una nota il presidente del Senato, Ignazio La Russa -. I calci di punizione, la grinta in campo e la schiettezza tagliente e divertente davanti alle telecamere: di lui conserveremo tanti bei ricordi. Alla famiglia giungano le mie sincere condoglianze”.

“Addio a Sinisa Mihajlovic – scrive il Genoa -. Ci uniamo al dolore della sua famiglia e partecipiamo al lutto del calcio italiano”. La Fiorentina, tramite i propri social, ha dedicato un pensiero a Sinisa Mihajlovic. ”RIP Sinisa. La Fiorentina piange la scomparsa di Sinisa Mihajlovic e si stringe attorno alla famiglia e ai suoi cari”. Il tecnico serbo ha allenato a Firenze nella stagione 2010-11 quando succedette a Cesare Prandelli. Nel primo anno in viola si classificò al 9° posto, riconfermato da Andrea Della Valle nella stagione successiva Mihajlovic fu esonerato il 7 novembre 2011 dopo la sconfitta con il Chievo. “Il Paradiso ha guadagnato un’altra leggenda. Ci mancherai molto, Sinisa”: è il messaggio di cordoglio del Milan. E una lunga lettera sul sito della società per ricordare Sinisa Mihajlovic: così la Sampdoria ha voluto rendere omaggio a “un uomo vero e coraggioso, un’autentica leggenda che noi non dimenticheremo mai”. C’è stato un rapporto strettissimo tra Sinisa e il club ligure: prima da calciatore dal 1994 al 1998 con oltre 100 presenze e poi come tecnico dal 2013 al 2015. La Sampdoria ha ricordato Sinisa con alcuni flash della sua esperienza doriana nei due momenti da giocatore e poi mister quando tornando in panchina citò Kennedy, poi la vittoria nei due derby col Genoa grazie a Gabbiadini e Maxi Lopez. Un dolore fortissimo per tutto l’ambiente blucerchiato con le più sentite condoglianze da parte del presidente Marco Lanna e di tutta la società alla famiglia di Sinisa. “La Lazio piange la scomparsa di Sinisa Mihajlovic: un grande laziale – così il presidente della Lazio, Claudio Lotito -, un guerriero in campo e nella vita. Il suo coraggio sul terreno di gioco è stato secondo solo a quello dimostrato di fronte a una grave malattia, che mai ne ha fiaccato lo spirito e la tempra”. “Di questo combattente dal grande cuore resterà una traccia indelebile nella storia della Lazio, non solo per essere stato Campione d’Italia, ma per il messaggio di speranza di fronte alle difficoltà che ha saputo rappresentare fino all’ultimo momento della sua vita. Lo ricorderemo come merita con l’abbraccio infinito della sua squadra e della sua gente. Alla famiglia le nostre commosse condoglianze”, conclude il presidente laziale.

“Non si è mai pronti a salutare un compagno di viaggio. Sembra che il tempo sia stato troppo poco, già svanito, solo un ricordo. Salutare per sempre Sinisa Mihajlovic è difficile per tante ragioni. È doloroso, ingiusto, profondamente malinconico”: così l’Inter ricorda Sinisa Mihajlovic, ex calciatore e poi vice allenatore di Roberto Mancini in nerazzurro. “Prima avversario in campo, poi nerazzurro, da giocatore e da vice allenatore. Poi di nuovo di fronte, sulle panchine rivali. Sempre fedele a se stesso: nella grinta e nell’atteggiamento, nella fierezza e nella serietà”, prosegue il club sul proprio sito. “Personalità e sicurezza trasmesse ai suoi calciatori, lottatore in campo e fuori, quando ha dovuto intraprendere la sfida più difficile e importante, quella contro la malattia. Affrontata alla Sinisa: la voglia di vivere, di lottare. Sinisa fino in fondo. Con un messaggio che ha raggiunto e resterà nel cuore di tutti gli appassionati di calcio. Sport e vita”. “FC Internazionale Milano, il suo presidente Steven Zhang, il Vice President Javier Zanetti, gli Amministratori Delegati Alessandro Antonello e Giuseppe Marotta, l’allenatore Simone Inzaghi e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter, si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Sinisa Mihajlovic e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”, conclude l’Inter.

ansa.it




Mondiali. La finale sarà Argentina – Francia

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ee3447d5652173bb671f13fc67746b31La Francia si assicura la finale dei Mondiali in Qatar battendo un ottimo Marocco per 2 reti a 0.

Nell’ultimo atto dell’edizione 2022 del campionato del mondo sfiderà l’Argentina di Messi.

Finale per il terzo e quarto posto tra Marocco e Croazia.




Berlusconi ai calciatori del Monza: “Un pullman di troie se battete la Juve”

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imagoeconomica 1336321 scaled e1634822727613In casa Monza si festeggia un Natale certamente sereno. Grazie alla felice intuizione di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani di promuovere Raffaele Palladino da allenatore della Primavera alla prima squadra al posto dell’esonerato Giovanni Stroppa, la squadra brianzola si trova a +9 sulla zona retrocessione.

“Abbiamo trovato un nuovo allenatore, bravo, simpatico, gentile e capace di stimolare i nostri ragazzi”, dice Berlusconi durante il party natalizio dei biancorossi. Poi però arriva la battuta di pessimo gusto: “E io ci ho messo una stimolazione in più perché ai calciatori ho detto: ‘Adesso avete il Milan, la Juventus… Se vincete contro una di queste grandi squadre vi faccio arrivare nello spogliatoio un pullman di troie‘”.

ag DIRE – www.dire.it




Mondiali. Messi porta l’Argentina in finale

211049031 88a33c68 dc87 45d3 9861 554efa15be84L’Argentina batte la Croazia 3-0 e conquista la sesta finale di un Mondiale della propria storia. Al Lusail Iconic Stadium decidono un rigore del solito Messi, che diventa il miglior marcatore dell’Albiceleste nei campionati del mondo (11 reti), e la doppietta di un super Alvarez. Niente da fare per la selezione croata, che paga in particolar modo due leggerezze nel corso del primo e un’altra serata di grazia della ‘Pulce’ (autore anche dell’assist per il tris), rimediando la prima sconfitta del torneo e non riuscendo quindi a bissare la finale di Russia 2018.

Gli uomini di Scaloni, invece, si ritrovano ora ad un passo dal sogno più grande: tra la Seleccion e il tetto del mondo ci sarà la vincente dell’altra semifinale tra Francia e Marocco.

Assoluto equilibrio nella prima mezz’ora di una gara molto tattica, combattuta e quindi priva di particolari emozioni. Il primo tiro verso la porta e’ un tentativo da fuori di Enzo Fernandez al 25′, respinto senza particolari problemi da Livakovic. Partite del genere serve un episodio per sbloccarle e questo, puntualmente, arriva al 32′: la difesa croata si apre inspiegabilmente su una verticalizzazione di Fernandez per Alvarez, che tocca superando Livakovic in uscita ma viene abbattuto in area dallo stesso portiere.

Orsato fischia un rigore solare e Messi lo trasforma alla perfezione nell’1-0. La Croazia prova subito a reagire ma sembra perdere certezze, tant’e’ che una manciata di minuti piu’ tardi, su corner a favore, incassa anche la ripartenza del 2-0: Messi tocca per Alvarez che scappa palla al piede per 50 metri, vince due rimpalli molto fortunosi e da due passi batte ancora Livakovic.

Al 42′ l’Argentina va addirittura ad un passo dal tris con un colpo di testa di Mac Allister da corner, respinto da un grande intervento del portiere croato, che prova a tenere a galla i suoi anche al 58′, quando Messi scambia con Fernandez e calcia trovando la strada sbarrata.

Una decina di minuti più tardi, però, Livakovic non può nulla sul tap-in ravvicinato di Alvarez, che mette dentro la sua doppietta personale dopo una giocata straordinaria con tanto di assist di Messi. 3-0 e gara chiusa, Scaloni concede i primi minuti di Mondiale anche al romanista Dybala, che all’83’ offre una palla deliziosa a Mac Allister non sfruttata dal numero 20 argentino. Nel finale succede poco altro, la Croazia prova ad andare quantomeno alla ricerca del gol della bandiera, ma non trova fortuna.

agi.it




Il fuorigioco semiautomatico arriva in Serie A

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downloadIl presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, ha annunciato che il sofisticato sistema che analizza la posizione degli arti dei calciatori incrociandoli con quella del pallone sarà adottato da subito.

Il presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, ha annunciato che già alla ripresa del campionato in Serie A verrà adottato il fuorigioco semiautomatico, già utilizzato ai mondiali in Qatar. Il sistema rappresenta un assist tecnologico agli arbitri per ridurre i tempi nella valutazione di un offside al limite.

Il fuorigioco semiautomatico si poggia su una sofisticata tecnologia di ultimissima generazione, denominata “Limb-tracking technology” perché riguarda il tracciamento degli arti. Grazie alle 10-12 telecamere installate sul tetto di ogni stadio, in grado di seguire la palla e tutti i calciatori rilevando 29 punti del corpo 50 volte al secondo, il sistema riporta al computer le esatte posizioni in campo. È possibile tracciare perfettamente la posizione degli arti di ogni giocatore, consentendo di decidere con maggiore tempestività l’entità di un fuorigioco. I dati del tracciamento vengono inviati prontamente alla sala Var e nel giro di 20 secondi è possibile stabilire se una situazione di gioco sul filo dell’offside sia regolare o meno.

Nessun automatismo, perché la decisione finale continua a essere presa dall’arbitro: combinando i dati di tracciamento degli arti e del pallone, e applicando l’intelligenza artificiale, la nuova tecnologia si limita infatti a offrire un segnale di fuorigioco automatico agli ufficiali video. Questi ultimi validano la decisione proposta attraverso un controllo manuale sulla posizione calcolata degli arti del giocatore e poi informano l’arbitro. Ovviamente è sempre il direttore di gara a giudicare se il fuorigioco sia attivo o meno: “La tecnologia può tracciare una linea”, ha spiegato Pierluigi Collina, “ma la valutazione di un’interferenza con il gioco o con un avversario resta nelle mani dell’arbitro, a cui spetta sempre la decisione finale”.

La Fifa in occasione del mondiale ha spiegato che un ulteriore aiuto è fornito dal sensore di misura inerziale (IMU) inserito al centro della pallone (in Qatar l’Al Rihla, di Adidas). Il sensore invia dati sulla posizione 500 volte al secondo, permettendo un rilevamento molto preciso del punto in cui è stato calciato.

La sperimentazione è stata avviata nella Supercoppa Europea tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte e in Champions League, per poi approdare in Qatar per i mondiali. Gli spettatori possono vedere in tv e dagli schermi dello stadio le animazioni 3D ricostruite, come sta accadendo al mondiale, con la massima trasparenza nelle decisioni. I dati raccolti, inoltre, vengono messi a disposizione di allenatori e medici per approfondire i loro studi sui movimenti in campo.




Come funziona il fuorigioco semiautomatico che verrà adottato in Serie A

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downloadIl presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, ha annunciato che già alla ripresa del campionato in Serie A verrà adottato il fuorigioco semiautomatico, già utilizzato ai mondiali in Qatar.

Il sistema rappresenta un assist tecnologico agli arbitri per ridurre i tempi nella valutazione di un offside al limite. Il fuorigioco semiautomatico si poggia su una sofisticata tecnologia di ultimissima generazione, denominata “Limb-tracking technology” perché riguarda il tracciamento degli arti.

Grazie alle 10-12 telecamere installate sul tetto di ogni stadio, in grado di seguire la palla e tutti i calciatori rilevando 29 punti del corpo 50 volte al secondo, il sistema riporta al computer le esatte posizioni in campo. È possibile tracciare perfettamente la posizione degli arti di ogni giocatore, consentendo di decidere con maggiore tempestività l’entità di un fuorigioco. I dati del tracciamento vengono inviati prontamente alla sala Var e nel giro di 20 secondi è possibile stabilire se una situazione di gioco sul filo dell’offside sia regolare o meno.

Nessun automatismo, perché la decisione finale continua a essere presa dall’arbitro: combinando i dati di tracciamento degli arti e del pallone, e applicando l’intelligenza artificiale, la nuova tecnologia si limita infatti a offrire un segnale di fuorigioco automatico agli ufficiali video. Questi ultimi validano la decisione proposta attraverso un controllo manuale sulla posizione calcolata degli arti del giocatore e poi informano l’arbitro.

Ovviamente è sempre il direttore di gara a giudicare se il fuorigioco sia attivo o meno: “La tecnologia può tracciare una linea”, ha spiegato Pierluigi Collina, “ma la valutazione di un’interferenza con il gioco o con un avversario resta nelle mani dell’arbitro, a cui spetta sempre la decisione finale”. La Fifa in occasione del mondiale ha spiegato che un ulteriore aiuto è fornito dal sensore di misura inerziale (IMU) inserito al centro della pallone (in Qatar l’Al Rihla, di Adidas). Il sensore invia dati sulla posizione 500 volte al secondo, permettendo un rilevamento molto preciso del punto in cui è stato calciato. La sperimentazione è stata avviata nella Supercoppa Europea tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte e in Champions League, per poi approdare in Qatar per i mondiali. Gli spettatori possono vedere in tv e dagli schermi dello stadio le animazioni 3D ricostruite, come sta accadendo al mondiale, con la massima trasparenza nelle decisioni. I dati raccolti, inoltre, vengono messi a disposizione di allenatori e medici per approfondire i loro studi sui movimenti in campo.

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Mondiali. La Croazia manda a casa il Brasile

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1527e9389be36f871b239c7c66a829bdÈ la Croazia la prima semifinalista del Mondiale in Qatar. Delusione per il Brasile che ha giocato con sufficienza la gara perdendo la sfida ai rigori.

Una grandissima partita terminata al 90′ 0-0 e diventata emozionante nell’extra-time. Prima Neymar al 105′ con una azione personale ha mandato in visibilio i tifosi poi al 117′ il pareggio di Petkovic.

Ai rigori ha prevalso la Croazia vice campione del mondo in carica. A segno Vlasic; parata di Livakovic su Rodrygo; gol di Majer, Casemiro, Modric, Pedro, Orsic; palo di Marquinhos che sancisce l’eliminazione della Seleçao.

La Croazia affronterà il 13 dicembre la vincente di Olanda-Argentina, in programma stasera alle 20.




All’Avana inaugurato campo di calcio dedicato a Bearzot

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fdcc9cdacaa2015ed871aed62e05d2e6Un gruppo di ragazzi e ragazze cubane ha partecipato all’Avana all’inaugurazione del centro “Enzo Bearzot”, un campo da calcio dedicato all’allenatore italiano che guidò l’Azzurra alla vittoria del Mondiale 1982 in Spagna.
La struttura calcistica che contribuirà nel distretto di Regla alla formazione delle future promesse del calcio cubano accoglie abitualmente circa 150 giovani di entrambi i sessi.
Il giorno prima, in una semplice cerimonia, l’ambasciatore italiano a Cuba, Roberto Vellano, ha scoperto una targa che include una foto di Bearzot che sorride mentre solleva la Coppa del Mondo nel 1982.
La targa è adornata dalla bandiera italiana e comprende lo stemma dell’Associazione Allenatori (AIAC) e della Federcalcio (FIGC) del suo paese.
Pochi minuti prima, Vellano aveva spiegato il rispetto degli italiani per Bearzot alla presenza del presidente dell’AIAC, Renzo Ulivieri, dell’allenatore dei portieri Gaetano Petrelli e dei rappresentanti dell’UNICEF a Cuba.
“Questo campo, costruito grazie all’impegno di Domenico Luongo, allenatore italiano che vive a Regla, può rappresentare il nostro piccolo mondiale”, ha detto Vellano, riferendosi all’assenza dell’azzurra ai Mondiali di Qatar 2022.
L’iniziativa rientra nella cooperazione bilaterale tra Italia e Cuba, in quanto prestigiosi allenatori della Scuola Nazionale Calcio “Calcio” tengono un corso metodologico per i loro omologhi all’Avana.
La rivista Jit, il cui nome allude al baseball ma con un tema che si estende a molti sport, ha spiegato che il “gesto” degli allenatori italiani è legato all’aiuto dei medici cubani al Paese europeo durante la pandemia di Covid-19.
La FIGC sponsorizza l’assistenza calcistica all’isola con un corso tenuto da questi specialisti presso l’Università di Cultura Fisica e Scienze Motorie Manuel Fajardo, dove partecipano 25 allenatori di alto livello a Cuba.
Un altro angolo della notizia “Jit” indica che questi allenatori “ricevono consigli sulle nuove tendenze del calcio” in un corso che è iniziato il 29 novembre e durerà fino al 9 dicembre.
“Tra i consiglieri c’è il presidente dell’Aiac, Renzo Ulivieri, che impartisce nozioni su tecnica e tattica”, si legge nella nota.
Giambattista Venturati, docente di metodologia dell’allenamento e preparazione atletica, accompagna anche Ulivieri e Petrelli a Cuba.
Da parte sua, Oliet Rodríguez Méndez, presidente dell’Associazione cubana di calcio, ha dichiarato a Jit in un’intervista che “crediamo che sia un’ottima opportunità per avvicinarsi alle migliori metodologie calcistiche del pianeta”.
“Approfitteremo di questo evento per continuare con il miglioramento sistematico dei nostri allenatori, che è stata una delle linee di lavoro più importanti per lo sviluppo di questo sport a Cuba”, ha aggiunto.
Il calcio cubano ha avuto pochissimi successi internazionali nella sua lunga vita. Sebbene non vi siano studi pubblicati al riguardo, gli esperti difendono l’aumento del numero di stadi e il trattamento fin dall’infanzia nelle scuole come metodi per migliorare la qualità in questa disciplina.
Tuttavia, la proiezione del “grande calcio” internazionale nel paese è arrivata a minacciare il grande amore tradizionale per il baseball tra i giovani, che continua a essere lo sport nazionale.
Alla cerimonia ha partecipato anche la cantante romana Fiorella Mannoia alla quale hanno partecipato i giovani cubani con l’abbigliamento da calcio donato da una società italiana.
“Speriamo che i giovani cubani possano trovare e trascorrere momenti di felicità in tempi così difficili per Cuba”, ha detto Mannoia insieme a Ulivieri. (ANSA).




Juventus, “situazione brutta come Calciopoli”

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images“In quindici anni ricordo solo una situazione così brutta, Calciopoli, ma li tutto il mondo ci tirava contro, qui invece ce la siamo creata noi”. Le parole sono dell’ex dirigente della Juventus Stefano Bertola, in uno stralcio delle intercettazioni acquisite dalla Procura di Torino, che indaga sui bilanci e sulle plusvalenze del club bianconero.

Oltre a quella di Bertola, che era a capo dell’area business, i magistrati stanno analizzando altre frasi, fra cui quelle del direttore finanziario Stefano Cerrato, che a proposito di uno scambio tra calciatori della Juventus e dell’Olympique Marsiglia, si lascia scappare: “Tanto la Consob la supercazzoliamo“.

Le parole del Gip

“Non si ritengono sussistenti concrete ed attuali esigenze cautelari per poter emettere le misure coercitive e interdittive richieste dalla pubblica accusa”. È quanto scriveva lo scorso ottobre il giudice per le indagini preliminari di Torino, Ludovico Morello, respingendo di fatto le richieste della Procura di applicare misure interdittive nei confronti dei vertici della Juventus, indagati per irregolarità nei bilanci societari e per plusvalenze anomale.

In quell’occasione, nel motivare la sua decisione, il gip spiegava che “tutti gli indagati sono soggetti completamente incensurati e perfettamente inseriti nel tessuto economico e sociale (nazionale e internazionale); la società nei cui confronti sono mosse le contestazioni è una della più importati in ambito calcistico nazionale e internazionale, quotata in borsa e, quindi, ragionevolmente molto attenta e sensibile alle conseguenze di eventuali indagini a suo carico, anche solo per ragioni di opportunità’ e di presenza sul mercato azionario”. E ancora, per il giudice è “decisamente improbabile che gli indagati e l’ente reiterino condotte analoghe”.

Riguardo alla contabilizzazione delle plusvalenze, il giudice spiega che quella della Juventus “è una modalità contabile adottata dalla costante prassi internazionale dell’industria del calcio, laddove i medesimi criteri sono adottati da tutte le società calcistiche, sia nazionali che europee”.

Indaga anche l’Uefa

Anche la Uefa si muove nei confronti della Juventus. “La Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (CFCB) ha aperto oggi un’indagine formale sulla Juventus per potenziali violazioni delle norme sulle licenze per club e sul Fair Play Finanziario – si legge in una nota -. L’indagine si concentrerà sulle presunte violazioni finanziarie che sono state recentemente rese pubbliche a seguito del procedimento condotto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) e dalla Procura di Torino”.

agi.it