Morto a 89 anni Ercole Baldini: vinse Olimpiade, Giro e Mondiale

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15.0.140049779 0007 kwb u4501359319989kvf 528x329@gazzetta web 528x329Si è spento a 89 anni, dopo aver lottato come un leone. Ercole Baldini è morto a Forlì. Un gigante del nostro ciclismo, un fuoriclasse che ha caratterizzato gli anni a cavallo tra il tramonto di Coppi e l’alba di Gimondi. Campione olimpico a Melbourne 1956, ha conquistato anche il Giro d’Italia 1958 e il Mondiale di Reims nello stesso anno. Suo anche il record dell’Ora: nel 1956 al Vigorelli arrivò a 46,394 strappandolo ad Anquetil. Era anche entrato nella Hall of Fame del Giro d’Italia, nel 2016.

ORIGINI – Figlio di quella Romagna indecisa tra la tradizione agricola e la prima svolta industriale, Ercole nasce a Villanova di Forlì nel gennaio del 1933. Il 26 gennaio, come Peter Sagan. Da ragazzino scopre la bici perché gli serviva per andare a scuola a Forlì: 14 chilometri tra andata e ritorno. Sulla strada incontra i pro’ di allora, Ronconi, Ortelli e poi anche «Pipazza» Minardi. Ronconi lo porta a correre, con la maglia della S.C.A.T. Forlì e poi con quella della Nicolò Biondo. Giovanni Proietti, il c.t. della Nazionale dilettanti, intuisce le potenzialità del suo motore senza limiti e lo avvia alla pista. Ercole vince il titolo tricolore dell’inseguimento, stacca il biglietto per il Mondiale di Copenaghen ’56 e nella finale derby con Faggin conquista il suo primo oro. Vola i 4 chilometri in 5’04”4 e prende lo slancio per attaccare e battere il record dell’Ora, strappandolo a Jacques Anquetil: 46,394 a Milano. Uno slancio straordinario fino al successo a Giro d’Italia e Mondiale 1958, stagioni in cui dominò il mondo.
gazzetta.it



Muore l’ex ciclista Davide Rebellin travolto da un camion

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catturaL’ennesima tragedia della strada. Davide Rebellin, 51 anni, è stato travolto da un camion ed è morto lungo la strada Regionale 11 nel territorio del comune di Montebello Vicentino.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante uscendo dal vicino svincolo dell’autostrada avrebbe colpito e travolto l’uomo in sella alla bicicletta, morto all’istante. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica, ma dalle prime informazioni sembra che l’autista non si sia fermato, allontanandosi. Non è chiaro se si sia accorto dell’impatto oppure no.

Tante le Classiche conquistate da Davide Rebellin. Su tutto spicca l’annata d’oro 2004 quando divenne il primo a vincere in 8 giorni Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Nel 2008 vinse la medaglia d’argento nella prova in linea all’Olimpiade di Pechino che poi gli venne tolta per positività al Cera. Un caso controverso per il quale era stato assolto dal Tribunale di Padova 7 anni dopo: lui aveva rivendicato la propria innocenza.

Tante le reazioni di cordoglio, su tutte quella del c.t. azzurro Daniele Bennati: “Ditemi che non è vero”.




CdA Juventus: tutti a casa. E adesso?

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225348031 5b476d8e 70b7 4f06 b2e3 91ddb1660e48Terremoto alla Juventus: Andrea Agnelli si è dimesso da presidente al termine di un Consiglio d’amministrazione straordinario del club in cui tutti i membri si sono dimessi in blocco in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per il 27 dicembre. Lo rende noto un comunicato della Juve.

Alla riunione svoltasi a Continassa, si sono dimessi Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood.

Decisivo sarebbe stato il coinvolgimento del Cda nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, e per via delle ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti.

Andrea, figlio di Umberto Agnelli, lascia in eredità la nuova casa, lo Stadium inaugurato nel 2011, e i nove scudetti consecutivi tra il 2012 e il 2020 oltre alle 5 Coppe Italia e alle due finali di Champions League, perse entrambe.

Una presidenza che ha traghettato la Vecchia Signora dai bassifondi di calciopoli ai vertici europei con la ciliegina dell’acquisto di Cristiano Ronaldo oltre ai vari Pirlo, Higuain e Vlahovic.

Maurizio Scanavino è il nuovo direttore generale

Prima di dimettersi in blocco, il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha conferito l’incarico di Direttore Generale a Maurizio Scanavino, attuale Amministratore delegato e direttore generale del gruppo editoriale Gedi. Una decisione presa, spiega il comunicato, “al fine di rafforzare il management della Società”.

Torinese, 49 anni, Scanavino è molto vicino a John Elkann, numero uno di Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che è l’azionista di maggioranza, tra le altre, della stessa Juventus, di Stellantis e di Ferrari. Da ad del Secolo XIX lavorò alla fusione del quotidiano con La Stampa e successivamente al processo di integrazione con il Gruppo Espresso che porte’ alla costituzione del gruppo Gedi, uno dei principali gruppi editoriali europei.

Agnelli ai dipendenti, “venuta meno la compattezza”

“Stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita”: è quantgo scrive Andrea Agnelli in una lettera a tutti i dipendenti della Juventus in cui spiega le ragioni del passo indietro duo e del Cda e rivendica i “risultati straordinari” del club sotto la sua presidenza, tra cui lo Stadium, i nove scudetti consecutivi tra gli uomini e i cinque di fila tra le donne.

Agnelli definisce “grandi rimpianti” le finali di Champions perse a Berlino e Cardiff. “Siamo abituati per storia e Dna a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari”.

“Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti”, sottolinea il presidente dimissionario, “ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escenico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Gergios Karaiskaks, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno”.

“Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale”, si legge ancora nella mail, “in quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni. La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus. Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”. “Ricordate – conclude – ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve! Fino alla fine…”.

La nota del club bianconero

“Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A. riunitosi oggi sotto la Presidenza di Andrea Agnelli – si legge in un comunicato – acquisiti nuovi pareri legali e contabili degli esperti indipendenti incaricati ai fini della valutazione delle criticità evidenziate da Consob ai sensi dell’art. 154-ter TUF sui bilanci della Società al 30 giugno 2021, ha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., società di revisione di Juventus”.

Inoltre, si specifica, “Con riferimento alle criticità relative alle c.d. “manovre stipendi” realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021, il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi. All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il trattamento contabile adottato rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, la Società, per un approccio maggiormente prudenziale, ha: ritenuto di rivedere al rialzo la stima di probabilità di avveramento delle condizioni di permanenza in rosa per quei calciatori che nel biennio 2019/20-2020/21 hanno rinunciato a parte dei compensi e con cui sono state successivamente concluse integrazioni salariali o “loyalty bonus” (rispettivamente, a luglio/agosto 2020 per la prima c.d. “manovra stipendi” e a settembre 2021 per la seconda c.d. “manovra stipendi”); – sulla base delle sopramenzionate possibilità di adozione di legittime metodologie di contabilizzazione alternative, valutato di far decorrere l’accrual pro-rata temporis degli oneri per le integrazioni salariali di luglio/agosto 2020 (per la prima c.d. “manovra stipendi”) e i c.d. “loyalty bonus” di settembre 2021 (per la seconda c.d. “manovra stipendi”) a partire dalla data più remota tra quelle di partenza di una c.d. “constructive obligation” ipotizzate dagli esperti indipendenti (e così, rispettivamente, da giugno 2020 e maggio 2021). Tali revisioni di stime e di assunzioni comportano pertanto rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022 per effetto delle integrazioni salariali siglate a luglio/agosto 2020 e dei “loyalty bonus” siglati a settembre 2021, prevedendone l’accrual pro-rata temporis, secondo il c.d. “straight line approach” (che è uno tra gli approcci ammessi dai principi contabili), a far data, rispettivamente, 2 da giugno 2020 e da maggio 2021; gli effetti di tali rettifiche sono sostanzialmente nulli sui flussi di cassa e sull’indebitamento finanziario netto, sia degli esercizi pregressi che di quello appena concluso e futuri, e non sono material sul patrimonio netto al 30 giugno 2022. Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato, saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno 2022 che saranno esaminati e approvati in una prossima riunione consiliare, resi noti al mercato ai sensi di legge e sottoposti all’Assemblea degli Azionisti già convocata per il 27 dicembre 2022″.

Il Consiglio di Amministrazione ha, quindi, “approvato, all’unanimità, il comunicato stampa contenente le considerazioni sui bilanci al 30 giugno 2022 richieste da Consob ai sensi dell’art. 114, comma 5, del TUF, disponibile presso il sistema di diffusione delle informazioni regolamentate “1Info” (www.1info.it) e sul sito internet della Societa’ (www.juventus.com), all’interno della sezione “Investitori”.

Gli amministratori hanno, inoltre, richiesto alle funzioni interne della Società, con particolare riguardo all’attività dell’Area Sport, di concludere le analisi e procedere all’attuazione nei tempi più brevi possibili del già avviato processo di ulteriore implementazione e miglioramento delle procedure e dei presidi interni in modo tale da contribuire al processo di rafforzamento delle prassi contabili volte alla misurazione e contabilizzazione degli asset e delle operazioni della Società.

Tutto quanto sopra considerato, al fine di rafforzare il management della Società, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di conferire l’incarico di Direttore Generale al dottor Maurizio Scanavino. Inoltre, i membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi.

A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite”.

Il Consiglio ha, tuttavia, “richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato. In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato. Il Consiglio proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023 per la 3 nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (eccezion fatta per l’amministratore Daniela Marilungo che ha rassegnato le proprie dimissioni con dichiarazione separata; cfr. infra per ulteriori informazioni)1. Juventus continuerà a collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura”.

Si segnala, prosegue il club “ai sensi dell’Articolo IA.2.6.7 delle Istruzioni al Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A., che: – con riferimento alle dimissioni della dottoressa Daniela Marilungo, la stessa ricopriva la carica di consigliere non esecutivo e indipendente della Società, nonché di membro del “Comitato Controllo e Rischi” e del “Comitato ESG” di Juventus.

La dott.ssa Marilungo ha motivato le sue dimissioni sostenendo l’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza anche, ma non solo, per il fatto di ritenere di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente “agire informata” a fronte di temi di sicura complessità. Il Consiglio di Amministrazione ha preso nota dei commenti della dottoressa  Marilungo, non condividendoli.

Ciononostante il Consiglio di Amministrazione ringrazia la dottoressa Marilungo per i suoi sette anni in Juventus; – sulla base delle comunicazioni effettuate alla Società e al pubblico, né la dott.ssa Marilungo né gli altri consiglieri risultano detenere, alla data odierna, azioni Juventus, a eccezione di Andrea Agnelli, che detiene alla data odierna n. 96711 azioni Juventus; Il Consigliere Giorgio Tacchia è stato nominato quale componente del “Comitato Controllo e Rischi” in sostituzione di Daniela Marilungo. Sulla base delle comunicazioni effettuate alla Società, – conclude la Juventus – il dottor  Scanavino non risulta detenere, alla data odierna, azioni Juventus”.

L’assemblea soci della Juventus, è stata “convocata per il 18 gennaio 2023 per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione

agi.it




USA: Pittsburg e Isola delle Femmine, gemellaggio nel ricordo di Joe Di Maggio

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23joedimaggio“Isola delle Femmine e Pittsburg uniti nel ricordo di Joe Di Maggio” è l’iniziativa promossa da BCsicilia, Friends of Isola delle Femmine e Isola Pittsburg Forever nell’anniversario della nascita del grande campione di baseball con radici familiari proprio a Isola delle Femmine. Nella Casa Museo Joe Di Maggio di via Cutino 14, per l’occasione, oltre alla storia del campione che fu anche marito di Marilyn Monroe, si potranno ammirare foto di pescatori Isolani emigranti tra l’Ottocento e il Novecento inseguendo, come la famiglia Di Maggio, il Sogno Americano. Sarà possibile visitare l’esposizione, con ingresso libero, dal 25 al 27 novembre 2022 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00.
Joe Di Maggio, a cui è dedicata la Casa Museo, è il più grande giocatore del baseball di tutti i tempi, nato il 25 novembre 1914 a Martinez una cittadina della California da genitori originari di Isola delle Femmine. La storia inizia il 9 dicembre 1897 quando gli stessi si unirono in matrimonio nella chiesa del paese Maria Santissima delle Grazie. La prima figlia Adriana nasce a Isola l’11 settembre 1898, mentre il padre era assente perché partito insieme a un gruppo di pescatori per la California per costatare se quella era una terra che poteva migliorare la loro vita.
Nel 1902 l’intera famiglia si trasferisce a Martinez. Giuseppe Di Maggio e Rosalia Mercurio in America avranno altri 8 figli, il penultimo nato il 25 novembre 1914 si chiamerà Giuseppe Paolo Di Maggio, in inglese Joseph Paul Di Maggio, per tutti Joe Di Maggio, indimenticabile campione di baseball degli anni ’30 e ’40 e marito prima di Dorothy Arnold e poi di Marilyn Monroe.
“Oggi probabilmente sono pochi – afferma la Presidente della sede locale di BCsicilia, Agata Sandrone – i ragazzi di Isola delle Femmine che conoscono la storia del grande Joe Di Maggio. Lo scopo dell’iniziativa è quello di suscitare, attraverso il racconto del mitico campione di baseball, interesse per il passato di Isola delle Femmine e valorizzare dal punto di vista turistico il paese, offrendo nuove opportunità”. (aise)




Mondiali. Germania: niente fascia arcobaleno ma foto con la bocca tappata

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166a3a04c1f943113648f5c5d6a58a88Tutti allineati sul campo per la foto di squadra ma con la mano a tappare la bocca, a significare ‘ci hanno silenziato’.

La Germania ha usato la tradizionale foto ufficiale del pre-partita con il Giappone in segno di protesta contro la decisione della Fifa di vietare la fascia arcobaleno con la scritta ‘One love’. La nazionale tedesca, all’esordio al Mondiale contro il Giappone, era stata tra le più decise nel voler difendere la propria scelta a favore dei diritti Lgbtq.

I media tedeschi si erano interrogati sull’ipotesi che Neer potesse andare contro lo stop, ma il portiere veste la fascia Fifa, ‘No Discrimination’.

“Questa non è una posizione politica; i diritti umani non sono negoziabili”. Così, in un tweet, la federcalcio tedesca ha accompagnato la foto dei giocatori della nazionale con la mano sulla bocca prima della partita col Giappone: “Con la fascia del capitano abbiamo voluto dare l’esempio dei valori che viviamo in Nazionale: ‘Diversità e rispetto reciproco. Sii forte insieme ad altre nazioni’. Non si tratta di un messaggio politico: i diritti umani non sono negoziabili.Questo dovrebbe essere ovvio. Purtroppo non lo è ancora. Ecco perché questo messaggio è così importante per noi. Bandirci dalla benda è come bandire le nostre bocche”.

ansa.it




Sorpresa ai Mondiali: l’Arabia batte l’Argentina 2 a 1

fifa world cup 2022 group c argentina vs saudi arabia

fifa world cup 2022 group c argentina vs saudi arabia

Arabia Saudita batte Argentina 2-1 (0-1) nella prima partita del Girone C dei Mondiali di calcio in Qatar.

I gol: nel primo tempo Messi per l’Argentina su rigore al 10′; nel secondo tempo Al-Shehri al 3′ e Salem Al-Dawsari per l’Arabia Saudita all’8′. La cronaca

Le fasi salienti

Argentina-Arabia Saudita 1-2 al 53′! Gol di Salem Al Dawsari.

Sorpasso clamoroso dell’Arabia Saudita, rete di Salem Al Dawsari, che controlla palla, se la porta sul destro, salta un avversario e calcia incrociando.

Argentina-Arabia Saudita 1-1 al 48′! Gol di Saleh Al Shehri.

Al primo tiro si sblocca l’Arabia Saudita. L’attaccante entra in area di rigore in un decisivo due contro due, su assist di Feras Al-Birakan, calciando di sinistro in diagonale e superando Emiliano Martínez.

TERZO GOL ANNULLATO al 35′! Ancora passaggio verticale, ancora Lautaro a tu per tu con il portiere, ancora offside.

GOL ANNULLATO al 27′! Cancellata una rete di Lautaro Martínez. Ancora un passaggio in verticale per l’Argentina, a superare la linea difensiva avversaria. Lautaro supera con un preciso tocco sotto il portiere avversario, ma dopo un check al VAR si torna sul punteggio di 1-0.

GOL ANNULLATO al 22′! Lionel Messi si trova a tu per tu con il portiere, dopo un lancio lungo a scavalcare la difesa. La rete viene annullata per un fuorigioco

Argentina-Arabia Saudita 1-0! Gol di Lionel Messi. Si sblocca subito il fuoriclasse argentino, che non fallisce dagli 11 metri, spiazzando il portiere avversario.




Mondiali in Qatar. Niente birra negli stadi e nelle loro vicinanze

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160450554 0e32ef67 4912 4e1a af90 67c604169a4fIl Qatar ‘gela’ lo sponsor Budweiser vietando la vendita di alcolici attorno agli otto stadi dei mondiali: l’annuncio della Fifa rappresenta una retromarcia rispetto all’accordo con il colosso della birra AB InBev, proprietario del marchio americano, che aveva già allestito decine di stand per la vendita della birra nelle vicinanze degli impianti, in cui l’alcol è bandito. Immediate le proteste dei tifosi che saranno costretti a rinunciare al rituale della bevuta fuori dallo stadio.

Le pressioni dell’Emirato

Alla fine hanno prevalso le pressioni dell’Emirato, primo Paese musulmano a ospitare i mondiali e preoccupato di garantire almeno formalmente il rispetto dei precetti islamici. Nel comunicato della Fifa traspare un certo imbarazzo nello spiegare che “a seguito di colloqui con le autorità locali, è stato deciso di concentrare la vendita di bevande alcoliche nel Fifa Fan Festival e nelle Fan Zone riservate ai tifosi”, oltre ai 35 bar di hotel e ristoranti muniti di licenza, “rimuovendo gli stand della birra dal perimetro degli stadi”.

L’irritazione dello sponsor

La Budweiser, sponsor dei mondiali di calcio da Messico 1986 e che solo per questa edizione ha pagato 75 milioni di dollari, dapprima ha twittato tutta la sua rabbia definendo la scelta “imbarazzante”. Poi ha cancellato il messaggio e si è limitata a spiegare che si tratta di una scelta “al di fuori del controllo” del gruppo che produce una delle birre più vendute del mondo e di cui il brasiliano Neymar è ‘brand ambassador’ in Qatar. La Fifa, peraltro, ha ringraziato per “la comprensione e il sostegno” la AB InBev e ha sottolineato che la Bud Zero, la birra analcolica del gruppo, sarà venduta liberamente negli stadi e nei dintorni.

Bevute per milionari e Vip

L’unica zona franca per chi vuole alzare il gomito  saranno le aree ‘hospitality’ degli stadi: lì tifosi Vip e milionari potranno sorseggiare liberamente champagne, vino e liquori. I pacchetti Match Club comprensivi di biglietto in tribuna e parcheggi erano in vendita a partire da 950 dollari a partita per arrivare ai 34.300 che consentono di consumare sei pasti con drink di benvenuto, champagne, cocktail e sommelier dedicato nella Pearl Lounge dello stadio Lusail.

Si potrà bere solo nelle ‘riserve’ per i tifosi

I normali tifosi, invece, potranno bere alcolici solo nel Fan park e nelle zone riservate, dalle 18,30 all’una del mattino, e non certo a buon mercato: mezzo litro di bionda costerà 13 euro, a fronte dei 15-18 a cui viene venduto negli hotel. Nelle precedenti edizioni dei mondiali nella ‘fan zone’ la birra era in vendita senza alcuna restrizione e il divieto è un brutto colpo d’immagine per un evento che attirerà nel Paese un milione e 200mila tra turisti e appassionati. Una situazione analoga si era già creata per la Coppa del Mondo 2014 e alla fine il Brasile aveva revocato il divieto di alcol negli stadi dietro pressione della Fifa.

La rabbia dei tifosi inglesi

Tra i primi a protestare la Fsa, l’associazione dei tifosi inglesi, per la quale “questo voltafaccia dell’ultimo minuto evidenzia un problema più ampio: la totale mancanza di comunicazione e trasparenza del Comitato organizzatore verso i tifosi”.

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Mazzola compie 80 anni

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cattura“Una volta ho giocato contro tuo padre. Complimenti, hai onorato la sua memoria”. Le parole che l’asso del Real Madrid, Ferenc Puskas, gli disse dopo la Coppa dei Campioni persa contro l’Inter a Vienna sono la sintesi più felice della carriera di Sandro Mazzola, la leggenda dell’Inter che ha compiuto ieri 80 anni: figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, e capace di legare a sua volta il proprio nome a quello di una squadra unica e di una formazione da declinarsi come un mantra, tutto d’un fiato, “sartiburgnichfacchetti”.

Rimasto orfano dopo la tragedia di Superga, da ragazzo alterna il calcio alla pallacanestro ma i consigli di Benito Lorenzi, il famoso “Veleno”, e la guida di Giuseppe Meazza lo convincono a ricalcare le orme del papà. L’esordio in serie A arriva prestissimo, a 18 anni, in una partita passata alla storia perché Angelo Moratti, in segno di protesta per la decisione di far ripetere una gara vinta, manda in campo contro la Juve i ragazzi e Sivori & C. maramaldeggiano vincendo 9 a 1. Solo che quell’”uno”, su calcio di rigore, lo firma proprio Mazzola. Quasi una premonizione.

Nato come centrocampista offensivo, il Mago lo plasma da punta (a fine carriera i gol saranno 162) e al terzo anno, dopo un avvio stentato che sembra preludere a un esonero del tecnico, si ritrova al centro di un attacco con ai lati Jair e Di Giacomo. Recuperato terreno sui bianconeri, i nerazzurri li battono nella decisiva sfida del ritorno con un gol, ancora una volta, di Mazzola, e tornano campioni d’Italia dopo nove anni. È solo la prima di una lunga serie di vittorie, in Italia e fuori. Comprese due Coppe dei Campioni: la prima, quella di Vienna, lo vede realizzare due dei tre gol del 3 a 1 alle Merengues.

Dopo altri due scudetti e due Coppe Intercontinentali, la Grande Inter esaurisce il suo ciclo nel ’67 con la finale di Coppa dei Campioni perduta in finale contro il Celtic Glasgow e lo scudetto sfumato all’ultima giornata a Mantova, ma Mazzola resta protagonista e nel ’70, tornato a vestire i panni del “10” alle spalle di Boninsegna, guida la squadra a un altro tricolore, l’ultimo del suo palmares.

Il ritiro arriva nel ’77, dopo anni ricchi di buone prestazioni personali ma senza acuti di squadra, e coincide con una sconfitta nel derby finale di Coppa Italia: Mazzola, uscendo dal campo, cita Dante: “Vuolsi così colà dove si puote…”.

Meno folgorante, ma comunque ricca di soddisfazioni, la carriera in nazionale: fa parte della rosa campione d’Europa nel ’68 e due anni più tardi è vice campione iridato in Messico, in un Mondiale segnato indelebilmente dalla “staffetta” con il rivale di sempre, Gianni Rivera, voluta dal ct Valcareggi: di solito Mazzola parte titolare e Rivera gli subentra, ma nella finale persa con il Brasile al milanista vengono lasciati solo 6 minuti (al posto di Boninsegna) e le polemiche sono roventi. “Giocavamo in due squadre rivali, ma c’era stima – dirà più volte Mazzola – Nel calcio di oggi avremmo giocato insieme, solo in Italia si creano questi dualismi”.

L’ultima presenza in Nazionale è datata 23 giugno 1974, ed è un giorno amaro, quello della sconfitta contro la Polonia e dell’eliminazione al primo turno dai Mondiali di Germania. Appesi gli scarpini al chiodo, ricopre diversi incarichi dirigenziali, prima all’Inter (1977-1984), poi al Genoa, più tardi ancora al Torino. Con l’arrivo di Massimo Moratti in nerazzurro torna anche a far parte dei quadri della società meneghina, lavorando come responsabile di mercato e portando in nerazzurro tra gli altri Ronaldo, “Il Fenomeno”. Strappato al Barcellona a suon di miliardi con un blitz passato alla storia.

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Champions League, sorteggi: Milan-Tottenham, Eintracht-Napoli, Inter-Porto

uefa champions league draw round of 16

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Spicca Liverpool-Real Madrid, remake dell’ultima finale, nel quadro degli ottavi di Champions League dopo il sorteggio svoltosi a Nyon.

Partite di andata 14-15 e 21-22 febbraio 2023, di ritorno 7-8 e 14-15 marzo 2023.

Lipsia-Manchester City, Brugge-Benfica, Liverpool-Real Madrid, Milan-Tottenham, Eintracht Francoforte-Napoli, Borussia Dortmund-Chelsea, Inter-Porto, Paris SG-Bayern Monaco, questi gli accoppiamenti.




Pecco Bagnaia è campione del mondo di Moto Gp

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135931161 2f4a209f f3cf 40bf 923d 1cc0be3bfe04Francesco ‘Pecco’ Bagnaia è campione del mondo di Moto Gp 2022. Il classe ‘97 nativo di Torino è il primo italiano in assoluto a riuscirci in sella alla Ducati, regalando alla casa di Borgo Panigale il secondo titolo piloti della storia a distanza di 15 anni da quello di Casey Stoner.

L’ultimo pilota azzurro a laurearsi campione del mondo, invece, era stato Valentino Rossi con la Yamaha nel 2009, mentre scorrendo l’albo d’oro bisogna tornare addirittura al 1972 per trovare un italiano campione su moto italiana: Giacomo Agostini con la MV Augusta in classe 500.

Per Pecco Bagnaia decisivo il nono posto ottenuto nel Gran Premio dI Valencia nell’ultimo appuntamento della stagione, con il rivale Fabio Quartararo giunto quarto al traguardo.

Alex Rins vince l’ultimo Gran Premio della stagione, quello di Valencia, chiudendo davanti a Brad Binder e Jorge Martin. Ma la grande notizia di giornata è la conquista del primo titolo piloti Moto Gp da parte di Francesco Bagnaia, che trionfa tagliando il traguardo da nono dopo una gara passata a controllare senza correre troppi rischi.

Arriva quarto invece Fabio Quartararo, che viene quindi spodestato dal trono di campione dal suo amico e rivale italiano.

In partenza ovviamente occhi puntati su Bagnaia e Quartararo, con l’azzurro che guadagna subito due posizioni salendo in sesta posizione proprio alle spalle del rivale francese. Nel corso del secondo giro i due danno anche vita ad un bel duello che dura qualche curva, con uno scambio di sorpassi da togliere il fiato viziati anche da un minimo contatto (la Ducati di Pecco perde anche un’aletta).

L’italiano non vuole correre rischi e non forza il ritmo, scivolando anche alle spalle di Binder e Mir, mentre Quartararo prova a recuperare terreno su quelli davanti approfittando anche di una caduta di Marc Marquez nel corso del decimo giro.

Anche la Yamaha però ha un ritmo più lento rispetto al gruppetto di testa e il francese, soltanto nel finale, riesce a riportarsi a contatto con il gruppo di testa. Pecco invece resta più staccato e sembra accontentarsi di una gara tranquilla, facendosi sfilare anche da Oliveira, Marini e Bastianini in sequenza, tagliando il traguardo da nuovo campione del mondo.

“Bellissimo, fantastico, è stata la gara più dura della mia vita e di questa stagione. Avevo l’ambizione di arrivare tra i primi cinque, ma ho sofferto tanto e l’anteriore è stato molto difficile da controllare. La cosa più importante però era vincere il campionato e sono molto felice di questo” dice Bagnaia, al termine del Gran Premio di Valencia.

da agi.it