Europei di Atletica. Yeman Crippa oro nei diecimila metri.

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202145142 1371b54f 068a 466f b619 b1cd934453afÈ da quattro anni che ci lavorava, l’ha voluto e l’ha conquistato. È l’oro dei 10.000 metri, la distanza più lunga dell’atletica leggera su pista. Yeman Crippa ha infiammato prima sé stesso e poi un interno stadio, l’Olympiastadion di Monaco di Baviera che con un’emozionante, quanto fenomenale volata, ha centrato quell’obiettivo che si era prefissato dopo il bronzo di Berlino 2018.

Yeman, 25 anni, figlio dell’Etiopia ma trapiantato in Trentino, adottato quando aveva cinque anni assieme ai suoi cinque fratelli da una coppia di Milano che si erano recati in un orfanatrofio di Addis Abeba, nella notte bavarese ha coronato la sua stagione ed il suo quadriennio con il titolo europeo nei 10.000 dopo aver rinunciato, tra le lacrime, al recente Mondiale di Eugene.

Con l’oro di Crippa – ci sono stati anche quelli di Marcell Jacobs nei 100 metri e di Gianmarco Tamberi nel salto in alto – l’Italia ha concluso l’Europeo in Baviera con undici medaglie.

Crippa, bronzo nei giorni scorsi nei 5000 metri, è entrato in pista decisamente ‘affamato’, voleva un metallo più pesante. Nelle battute iniziali della corsa lunga 25 giri il francese Jimmy Gressier si porta al comando.

L’italiano resta coperto, naviga tra la quinta e la settima posizione. Yeman è attento, prova ad allungare in progressione ma il turco di origini keniane Aras Kaya neutralizza la possibilità di fuga.

Quando mancano 2000 metri il mezzofondista delle Fiamme Oro allenato da Massimo Pegoretti (ex mezzofondista di buon livello) ritorna al comando del plotone tallonato da Gressier.

A poco più di mille metri dall’arrivo il norvegese Zerei Kbrom Mezngi scappa via e all’inizio dell’ultimo giro gode di un vantaggio di circa una trentina di metri sugli avversari.

Crippa vede che il distacco è ampio ma non vuole lasciare nulla di intentato e a 300 metri sferra l’attacco: Mezngi se ne accorge e prova ad allungare.

Niente da fare perché all’imbocco del rettilineo finale Yeman arriva come un treno, lo sorpassa tra il frastuono dello stadio e vola verso un oro che l’atletica italiana ricordera’ per tanti anni.

Al traguardo Crippa ferma i crono in 27’46″13 davanti al norvegese (27’46″94) e al francese Yann Schrub (27’47″13) mentre Gressier è solo quarto. Un plauso a Pietro Riva, quinto con il primato personale di 27’50″51.

“Sono contentissimo, è un oro che vale tanti successi messi assieme a livello giovanile, adesso posso dire che faccio parte del club delle medaglie d’oro“. Lo ha detto Yeman Crippa, neo campione europeo dei 10.000 metri nella mixed zone dell’Olympiastadion di Monaco di Baviera dove questa sera è calato il sipario sui Campionati europei di atletica leggera.

L’Italia ha concluso con undici medaglie. L’Italia nella classifica che tiene conto i piazzamenti fino all’ottavo è terza con 142,50 punti alle spalle di Gran Bretagna con 220 e Germania con 197.

Ricordando l’ultimo emozionante giro, il mezzofondista azzurro tesserato per le Fiamme Oro, ha affermato, “ho guardato troppo il francese e rischiavo di perdere di vista il norvegese che si era allungato, le gambe c’erano per recuperare il norvegese ed il tifo mi ha gasato”.

“C’è tanta liberazione, c’era tanta voglia di conquistare questa medaglia che ora è arrivata – ha concluso Crippa -. Sono contento che il mio nome sia assieme a quello di tanti campioni del passato”.

L’ultimo oro dell’Italia nei 10.000 metri risale al primo settembre del 1990, quello di Salvatore ‘Toto’ Antibo a Spalato. L’edizione nella città dell’ex Jugoslavia resta la più proficua di sempre per l’atletica azzurra, ben 12 medaglie (5 di esse d’oro).

Prima di Antibo a laurearsi campioni d’Europa dei 10.000 anche Alberto Cova nel 1982 ad Atene e Stefano Mei a Stoccarda nel 1986 a guidare l’indimenticabile tripletta su Cova e Antibo.

Azzurri a medaglia su questa distanza anche con Giuseppe Bevilacqua, argento a Parigi nel 1938, Giuseppe Cindolo, bronzo a Roma nel 1974, Venanzio Ortis, argento a Praga nel 1978, Mei, bronzo a Spalato ’90, e Daniele Meucci rispettivamente bronzo a Barcellona 2010 e argento a Helsinki 2012.

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Doppietta azzurra nella 5 km di nuoto: Paltrinieri oro, Acerenza argento

gregorio paltrinieri nuoto acque libere

gregorio paltrinieri nuoto acque libere

Gregorio Paltrinieri è medaglia d’oro nella 5 km in acque libere agli Europei di Roma, ed è doppietta sul podio per l’Italia con l’argento di Domenico Acerenza nel tratto di mare davanti al litorale di Ostia. SuperGreg ha chiuso in 52’13″5, il potentino in 52’14″2. Bronzo al francese Marc-Antoine Olivier, che al fotofinish con un tempo di 52’20″8 “strappa” la medaglia al connazionale Logane Fontaine (52’21″3).

Ottavo l’altro azzurro in gara, Marcello Guidi (52’44″0). Paltrinieri, che conferma l’oro di Budapest 2020, e Acerenza avevano già messo a segno una doppietta ai Mondiali di Budapest poche settimane fa, ma nella 10 km.

PALTRINIERI: “BELLA GARA, ABBIAMO SUPER VOGLIA”

“È stata una bella gara, il terzo giro si è alzato il mare ed è stato più difficile ma bello. Finalmente sono arrivate le gare e le faremo tutte, abbiamo super voglia di gareggiare. Ora le condizioni del mare sono buone e decenti per nuotare”. Così Gregorio Paltrinieri ai microfoni della Rai, all’arrivo dopo l’oro nella 5 km degli Europei di nuoto di Roma.

Per il campione di Carpi l’abbraccio e il bacio sulla spiaggia con la fidanzata, la spadista azzurra Rossella Fiamingo, che ha assistito alla gara. Argento a Domenico Acerenza, che commenta: “Ci siamo divertiti, abbiamo fatto quello che volevamo fare“.

GREG DOMINA IL MARE E PRENOTA L’EN PLEIN: “IL MIO FUTURO È QUI”

Il primo abbraccio è con un bambino che gli corre incontro. Perché è anche così che i supereroi fanno sognare, uscendo dal mare dopo l’ennesima impresa, in mezzo alla gente e regalando sorrisi pur nella “faticaccia e con dolori allucinanti”. Gregorio Paltrinieri c’è. Risponde con l’oro alla prima chiamata del mare, dominato dal re del nuoto azzurro che per giorni aveva osservato pensieroso le onde e la burrasca di Ostia, il mare dove è cresciuto negli anni di allenamento vissuti poche decine di metri più in là, nel Centro federale in cui si è trasferito da adolescente.

Ha scongiurato quel blu livido di fargli gustare le sue gare, e oggi la sua vittoria. Domani potrebbe essere en plein, come agli Europei di Budapest 2020, quando furono tre ori. “Pregavo che si potesse gareggiare perché sarebbe stato un peccato, dopo una stagione intera ad allenarsi, andare via senza nuotare”.

E c’è stato anche il bagno di folla, con la gente a tifare tra gli ombrelloni e con i piedi in acqua, a cercare dalla spiaggia di individuare quel puntino là davanti, al largo, ma indiscutibilmente lui. In testa. Poi il tocco a certificare l’oro e l’arrivo sul bagnasciuga, dove ad attenderlo c’è anche il bacio dolce della fidanzata, la campionessa azzurra di scherma Rossella Fiamingo, che per tutta la gara ha tifato accanto al papà di Greg.

Cinque km che Paltrinieri nuota sempre da leader, partendo subito forte e cercando di lasciare dietro anche quel mastino di Domenico Acerenza, di gara in gara sempre più insidioso. A dimostrazione che non è una passeggiata nemmeno senza i rivali storici Wellbrock e Romanchuk. ‘Mimmo’ a Budapest, nella doppietta iridata dei 10 km, gli solleticava i piedi, oggi le caviglie gliele ha proprio morse tentando il sorpasso dopo averlo coperto dai francesi. “L’ultimo giro si è alzato il mare e un paio di volte ho sbagliato direzione – racconta Greg – Mimmo ci sta provando in tutti i modi a superarmi. Io ero arrivato cotto dopo una gara tutta in testa in solitaria e ho cercato di difendere la posizione, anche tagliandogli la strada… ma bisogna fare così per vincere”, dice con un sorriso.

C’è ancora l’adrenalina della vittoria. Greg prima della premiazione – l’inno in spiaggia ha il suo fascino – si ferma per recuperare e mangia tutto quello che gli capita sottomano: panini, pizzette, dolci con la crema, bibite energetiche. Lo sforzo è quello che è. “Una faticaccia, ho dei dolori allucinanti e domani sarà anche peggio”, prima con la 10 km e poi con la staffetta 6 km in un unico giorno, compresse per salvare il programma in acque libere dopo il maltempo dei giorni scorsi. “Ma è bello, bellissimo. E ho spinto tanto con gli organizzatori per convincerli a far disputare anche la staffetta. Ho detto ‘dobbiamo gareggiare, anche di notte, non mi importa. Ma dobbiamo nuotare’”.

Greg è stanco ma non sta più nella pelle. Non poteva accettare di perdere l’occasione delle gare nel suo mare. Si espone, una volta di più. “Il futuro è qua per me, nelle acque libere. Queste sono le gare che sento di più. Ostia per me è familiare: ci ho nuotato tanto per anni, l’ho fatto anche durante la quarantena, e riconosco le sensazioni e ho dei punti di riferimento. È stato bellissimo”.

Gregorio vince in 52’13″5 con sette decimi di vantaggio su Acerenza e lascia i francesi Logane Fontaine e Marc Antoine Olivier a sgomitare per il bronzo: in un primo momento sembra spuntarla Fontaine, il più giovane dei due, che arriva da dietro, ma da un controllo successivo risulta chiaro che a toccare prima sia stato Olivier in 52’20″8. Si prendono quel che resta, là davanti non ce n’è per nessuno. Appuntamento a domani con il mare più azzurro che mai.

GABBRIELLESCHI BRONZO NELLA 5 KM FEMMINILE

Giulia Gabbrielleschi è medaglia di bronzo nella 5 km femminile in acque libere agli Europei di nuoto di Roma. L’azzurra, nel tratto di mare davanti al litorale di Ostia, ha toccato in 57’00″3. Oro alla olandese Sharon van Rouwendaal (56’58″7), argento alla spagnola Maria De Valdes (57’00″2). Più indietro le altre azzurre in gara: Martina De Memme è decima in 57’36″9, mentre Sofie Callo è undicesima con 57’54″3.

“Ho provato a fare 200 metri in testa per vedere se riuscivo ad aprire una luce tra le altre ma è stata dura – racconta a fine gara Gabbrielleschi – Soprattutto a livello nervoso: abbiamo speso tante energie mentali nei giorni scorsi per aspettare che si gareggiasse, nell’incertezza, e oggi questo si è fatto sentire. Però sono felice, è un bronzo bellissimo a casa nostra, nella città che amiamo”.

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Europei. Trampolino da 3 metri: la Pellacani è d’oro

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171423540 346cfe34 b646 4f64 810e ba7b0258cb16Diciannove anni, romana, Chiara Pellacani è entrata nella storia dei tuffi italiani. Cinque gare e cinque medaglie, oggi quella del metallo più pregiato: l’oro dal trampolino da tre metri, che è specialità olimpica, in un Campionato europeo e nella sua Roma è da considerarsi memorabile.

Allo ‘Stadio del Nuoto’ al Foro Italico, Pellacani ha portato a dieci le medaglie continentali in quindici mesi. L’oro di oggi consacra Chiara ‘Regina d’Europa’ in una gara che fu tre volte di Tania Cagnotto (2009, 2015 e 2016) e cinque volte della straordinaria russa Yulia Pachalina. Per l’Italtuffi a #Roma2022 si tratta della nona medaglia.

Pellacani, portacolori delle Fiamme Gialle, ha disputato una gara regolare, non priva di sbavatura ma sicuramente migliore delle avversarie. Al termine dei cinque tuffi, Chiara ha totalizzato 318.75 punti, non un punteggio altissimo ma comunque oltre quota 300 (nel 2016 la Cagnotto vinse con 360). Alle spalle dell’azzurra la svizzera Michelle Heimberg con 301.80, argento anche cinque anni fa, e la britannica Yasmin Harper con 296.20.

Pellacani non aveva iniziato la finale nel migliore dei modi. Dal doppio salto mortale e mezzo indietro carpiato non aveva ottenuto più di 60.00 punti. Il miglior tuffo della serie, il terzo, il triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato da 69.75. “Era una gara a cui tenevo tanto, ero veramente emozionata anche perchè questa è la piscina in cui sono cresciuta e vincere nella mia città, davanti alla mia famiglia, ai miei amici, è qualcosa di magico – ha detto Pellacani -. è un oro che vale tantissimo perchè conquistato nella specialità olimpica. è una gioia immensa”.

Agli Europei di Roma, Chiara Pellacani ha già conquistato l’oro nel team event, l’argento nel sincro da tre metri con Elena Bertocchi e il bronzo nel trampolino da un metro e nel sincro misto dal trampolino con Matteo Santoro, assieme al quale il mese scorso si era laureata vicecampionessa del mondo.

L’Italia nei tuffi a livello europeo a oggi ha conquistato 91 medaglie, 36 d’oro (tre a Roma 2022), 25 d’argento, 30 di bronzo. è una donna l’italiana più medagliata, Tania Cagnotto con 29 (20 d’oro), 18 a livello individuale e 11 nel sincro. In Europa nessuna donna ha fatto meglio della Cagnotto. Tra gli uomini solo il tedesco Patrick Hausding con 37.

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Europei. Tamberi oro nell’alto

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203327125 e77ed17c 87cb 49b3 920a dea40841383dLo ‘showmen aus Italien’ vola sull’Europa. Gianmarco Tamberi, l’uomo-spettacolo che arriva dall’Italia, detta la sua legge e da campione olimpico in carica ritorna, dopo sei anni, campione d’Europa nel salto in alto. ‘Gimbo’, l’uomo delle ‘mezze barbe’ (questa sera aveva la barba intera), ha infiammato, assieme all’impresa della mezzofondista tedesca Konstanze Klosterhalfen spettacolare vincitrice dei 5000, la piovosa notte di Monaco di Baviera.

L’azzurro, capitano della squadra nazionale di atletica leggera, ha vinto con 2,30 metri, misura valicata al secondo tentativo dopo un percorso netto iniziato a 2,18, proseguito a 2,23 e 2,27. Al termine della gara Tamberi ha festeggiato con i compagni di podio, dal tedesco Tobias Potye, argento, e l’ucraino Andriy Protsenko, bronzo assieme al quale si è unito per uno scatto fotografico con la bandiera della Nazione invasa dal 24 febbraio dalla Russia.

Nella gara iniziata con quaranta minuti di ritardo causa della pioggia, il 30enne marchigiano delle Fiamme Oro reduce dal difficile avvicinamento agli Europei causa la positività al coronavirus, non ha perso la concentrazione. Dopo il quarto posto dei Mondiali di Eugene, Gianmarco si è ripreso il gradino più alto del podio nel suo continente. Al termine della gara l’intero Olympiastadion ha festeggiato l’azzurro sparando a mille la canzone ‘Bello e impossibile’ di Gianna Nannini.

Sicuro del successo, Tamberi ha poi tentato 2,32 e alti due salti a 2,33 ma l’asticella è sempre caduta dai ritti. Quello conquistato a Monaco di Baviera per Gimbo e’ il quinto oro della carriera, il terzo per importanza.

Nel 2021 ha conquistato l’oro olimpico a Tokyo, nel 2016 il titolo mondiale indoor a Portland, nel 2016 il primo continentale ad Amsterdam e nel 2019 il successo all’Europeo indoor di Glasgow. L’Italia con sei medaglie, due d’oro, una d’argento e tre di bronzo, è quarta nel medagliere guidato, a tre giornate di gare dal termine, dalla Germania con 11 podi (5 ori) su Spagna e Polonia con 7.

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Europei di nuoto. È record: 35 medaglie

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foto gruppo e1660765777263L’Italia del nuoto in corsia chiude come aveva iniziato, con una vittoria: dalla prima finale di Alberto Razzetti, nei 400 misti, fino all’ultima gara sei giorni dopo, la 4×100 mista. Gli azzurri sono saliti sul podio 35 volte – record assoluto – conquistando 13 ori, 13 argenti e 9 bronzi. I primati italiani sono stati cinque in sette giorni, più un record mondiale junior e un record nazionale cadetti. È un trionfo anche nella classifica per Nazioni con 1.190 punti, seguita da Francia con 641 e Gran Bretagna 622. Si fa buio al Foro Italico quando gli azzurri fanno il ‘giro di piscina’ accompagnati da un “Poo-Po-Po-Po-Po-Poooo-Poo” che sembra non voler finire più.

In copertina di questo romanzo Nazionale c’è Thomas Ceccon. L’uomo più vincente delle vasche, capace di mettersi al collo quattro medaglie d’oro e due d’argento. Nell’ultimo pomeriggio di gare il primatista mondiale sale anche sul tetto d’Europa trionfando in 52″21 nei 100. “Volevo solo vincere”, dice il 21enne veneto. “I quattro centesimi persi nei 50 li ho ripresi stasera per chiudere alla grande”. E che chiusura: Ceccon diventa il primo uomo nella storia a conquistare un titolo continentale a farfalla, dorso e stile libero (4×100) e tutti nella stessa edizione. Ceccon oro singolo e oro di gruppo, con la staffetta che chiude il sipario sullo stadio del Nuoto. Insieme a Nicolò Martinenghi, Matteo Rivolta e Alessandro Miressi domina con il record dei campionati (3’28″46). La Francia, seconda, arriva dopo oltre quattro secondi.

La sorpresa azzurra di giornata porta la firma di Leonardo Deplano, che nella gara più veloce si tinge di argento nuotando i 50 stile in 21″60, a due centesimi dal britannico e bicampione mondiale Benjamin Proud. “Sono senza parole, non mi aspettavo proprio di prendere una medaglia”, le parole dell’azzurro. Un pizzico di rammarico per Benedetta Pilato: la vicecampionessa iridata e primatista mondiale nei 50 rana non replica la vittoria sui 100 e nella distanza più breve si deve accontentare dell’argento (29″71), battuta dalla lituana Ruta Meilutyte. “Non ho nulla da rimproverarmi. Adesso un po’ di vacanza e poi si riparte”, dice la tarantina. Quarta Arianna Castiglioni.

Non le riesce l’impresa tutta gold, ma per Simona Quadarella è comunque tripletta. Tre edizioni degli Europei sul podio (in gare individuali) con otto ori e un argento, quello nei 400 stile (4’04″77), dopo le vittorie sui 1500 e sugli 800. Memorabile la rimonta sulla tedesca Gose che infiamma il pubblico, “se avessi avuto una decina di metri in più forse l’avrei ripresa. Sono comunque contenta, concludo una stagione infinita”. Sesta Antonietta Cesarano.

L’apripista del Foro Italico, Razzetti, chiude con un clamoroso argento nei 200 misti: 1’57″82 il tempo: “Non posso che essere contento per il mio Europeo: torno a casa con tre medaglie e tante buone sensazioni, in vista della prossima stagione”. Torna a sorpresa sul podio Ilaria Cusinato, dopo due anni difficili. La veneta si prende il bronzo nei 200 farfalla, come a Glasgow 2018, e chiude con il primato personale (2’07″77). “Questa medaglia l’ho voluta fino alla fine, nell’ultima vasca ho sentito il pubblico che urlava e io non ne avevo più ma mi sono detta ‘piuttosto muoio ma la prendo’”. Ottava Antonella Crispino.

Azzurre ai piedi del podio nella staffetta 4×100 mista. Margherita Panziera, Benedetta Pilato, Ilaria Bianchi e Silvia Di Pietro si fermano a 22 centesimi dal bronzo e chiudono quarte in 3’57″23. Nei 400 stile maschili è quinto il baby Lorenzo Galossi (3’46″94) mentre è settimo Gabriele Detti (3’47″34).

LA SODDISFAZIONE DI BUTINI

“Questa è una grande Italia”, dice il direttore tecnico dell’Italnuoto, Cesare Butini. “E’ stata una stagione lunghissima, da agosto 2021 con Tokyo fino a oggi. Il bilancio è ottimo, non solo per il record di medaglie – il nostro precedente era di 27 – ma per le prestazioni di tutti gli atleti, dei più esperti e dei meno esperti. Ora l’obiettivo è continuare a lavorare per confermarci: Parigi 2024 è alle porte“.

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Altre dieci medaglie dall’Italia del nuoto agli Europei di Roma

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192309106 e67109d8 58b0 4386 af39 3a094c5bbc9aDal castello dei tuffi alle corsie della piscina. Le acque del Foro Italico sono sempre più azzurre. In poche ore è stata una pioggia di medaglie, ben 10 tra tuffi e nuoto. Per l’Italia del nuoto, ad una giornata del termine del programma, ben 28 medaglie complessive, 11 d’oro, 9 d’argento e 8 di bronzo.

Se i tuffi hanno regalato l’oro delle ‘sorelle’ del trampolino Elena Bertocchi e Chiara Pellacani, nel nuoto il bottino in due ore è stato di ben sette medaglie. Fenomenali Nicolò Martinenghi e Margherita Panziera tutti e due a centrare il bis rispettivamente nella rana (100 e 50) e nel dorso (100-200).

Straordinario per la grande forza di volontà Gregorio Paltrinieri, argento nei 1500 stile libero vinti dall’eterno avversario e a lungo compagno di allenamenti, l’ucraino Mykhaylo RomanchukIl pomeriggio trionfale per l’Italia degli sport acquatici era iniziato con il bronzo del sincro misto dalla piattaforma di Sarah Jodoin Di Maria ed Eduard Timbretti Gugiu.

Lei 22 anni nativa di Montreal da padre italiano e mamma canadese, lui 20 anni nato a Cuneo da genitori emigrati dalla Romania. La coppia azzurra ha totalizzato 290.28 punti solo dieci punti in meno dall’oro andato al collo dei britannici Kyle Kothari e Lois Toulson (300.78) davanti agli ucraini Sofiia Lyskun e Oleksii Sereda (298.59).

Le emozioni allo ‘Stadio del Nuotò sono salite alle stelle con il trampolino da un metro, gara non inserita nel programma olimpico sempre molto avvincente dove il minimo errore può costare la medaglia.

Per i colori azzurri l’epilogo è stato lo stesso di quindici mesi fa con Elena Bertocchi stupenda a confermarsi campionessa con 264.25 punti e Chiara Pellacani bronzo (259.05). In mezzo alle due italiane la svedese Emma Gullstrand (259.65).

Bertocchi, 26 anni milanese dell’Esercito allenata dal commissario tecnico Oscar Bertone, è stata regolare in particolare nel doppio salto mortale e mezzo avanti carpiato e nel tuffo con il quale ha concluso la gara, il salto mortale e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo.

“Questa medaglia d’oro è una soddisfazione enorme perchè arriva dopo un periodo molto difficile. Diciamo che non ho pensato più di tanto sul fatto che ero campionessa europea”, ha detto Bertocchi. Pellacani, 19 anni, romana delle Fiamme Gialle, argento virtuale per tutta la gara, ha dovuto accontentarsi come lo scorso anno del bronzo.

Nella specialità del trampolino da un metro l’Italia al femminile raggiunge quota 18 medaglie. Tania Cagnotto, con dieci medaglie, otto di esse d’oro (Torino 2009-Londra 2016), detiene il primato assoluto a livello continentale.

Solo nel 2009 a Torio e nel 2016 a Londra il bottino era stato migliore rispettivamente con Cagnotto-Maria Marconi oro e argento, e Cagnotto-Bertocchi oro e argento.

Scorpacciata di medaglie nel nuoto con Nicolò Martinenghi ancora ‘Re d’Europa‘, questa volta nei 50 rana con suo vice Simone Cerasuolo. Per ‘Tetè un favoloso bis con i 100. Martinenghi, 23 anni di Varese, portacolori del Circolo Canottieri Aniene, ha conquistato l’oro in 26″33 migliorando di sei centesimi il già suo record italiano.

Per Cerasuolo, 19 anni di Imola delle Fiamme Oro, 26″95. “Questa volta mi sono superato, credo di aver nuotato una delle gare più di sempre, non pensavo di poter andare così forte – ha affermato Martinenghi -. Il mio scopo era esaltare il pubblico che ci ha trascinato in questi giorni: qui l’atmosfera è incredibile”.

Magistrale Margherita Panziera anche lei al bis nel dorso. Dopo essersi confermata nei 200 (è imbattuta da Glasgow 2018), la 27enne di Montebelluna delle Fiamme Oro ha toccato in 59″40, sei centesimi meglio della britannica Medi Harris e tredici dell’olandese Kira Toussaint.

Paltrinieri ha cercato quella che sarebbe stata la terza doppietta 800-1500 stile libero ai Campionati europei ma al termine delle trenta vasche si è dovuto accontentare dell’argento. SuperGreg ha provato a scappar via con un ritmo decisamente sostenuto ma ai 500 metri è stato raggiunto da un altro fuoriclasse delle distanze lunghe, Romanchuk che poi si è confermato campione toccando in 14’36″10.

Per Paltrinieri, campione olimpico, tre volte mondiale e tre europeo, tesserato per le Fiamme Oro, aggiunge al medagliere la sesta medaglia in altrettante partecipazioni nei 1500 sl agli Europei, terminando in 14’39″97. Straordinario e ormai senza confini è Alberto ‘Razzo’ Razzetti che dopo l’oro nei 400 misti oggi è giunto terzo nei 200 farfalla.

Il 23enne nuotatore ligure, portacolori delle Fiamme Gialle, ha concluso in 1’55″01. Oro al fenomenale ungherese magiaro Kristof Milak che con 1’52″01 si è lasciato alle spalle il compagno di squadra Richard Marton (1’54″78).

Quarto Giacomo Carini a sedici centesimi dal podio. Uscita dalle acque del ‘Foro Italico’ un po’ abbacchiata per il quarto posto nei 400, Sara Franceschi, 23 anni livornese delle Fiamme Gialle, ha conquistato la prima medaglia individuale tra le grandi della carriera.

Il bronzo nei 200 misti per la figlia d’arte – il padre Stefano è anche suo allenatore – è un punto di partenza. Per l’azzurra 2’11″38 nella gara vinta dall’israeliana Anastasya Gorbenko (2’10″92) davanti all’olandese Marrit Steenbergen (2’11″14).

In chiusura di programma bronzo della 4×200 stile libero mista. L’Italia con Stefano Di Cola, Matteo Ciampi, Alice Mizzau ed Antonietta Cesarano hanno concluso in 7’31″85. Oro alla Gran Bretagna (7’28″16), argento alla Francia (7’31″85).

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Marcell Jacobs è campione europeo dei 100 metri

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203751674 1cfd1755 ec2e 4f1c 832e a07f04045651Marcell Jacobs è campione europeo dei 100 metri. Al campionato di atletica leggera in corso a Monaco di Baviera conquista l’oro con il tempo di 9″95. Poche ore prima aveva vinto al terza semifinale con 10″00, registrato come il miglior tempo delle semifinali.

Nella finale, nell‘Olympiastadion di Monaco di Baviera con il tutto esaurito, il velocista italiano ha migliorato il suo tempo. “Non sono soddisfattissimo della gara, vorrei rivederla – ha detto a fine gara – Un po’ di tensione c’era e l’ho subita di più. Però siamo arrivati davanti a tutti e questo è l’importante. In questo momento sono molto soddisfatto, non del tempo, ma sono contento”.

Eccezionale la prestazione di Marcell Jacobs che ha infiammato la notte di Monaco di Baviera acclamato dall’interno Olympiastadion. Lo sprinter italiano ha vinto in 9″95, record eguagliato dei Campionati europei.

L’azzurro campione olimpico in carica allenato da Paolo Camossi ha battuto i britannici Zharnel Hughes (9″99), che quattro anni fa si era imposto a Berlino in 9″95, e Jeremiah Azu (10″13). Ottavo l’altro italiano finalista, Chituru Ali (10″28).

Marcell Jacobs è il secondo italiano della storia a vincere il titolo europeo dei 100 metri. Il precedente risale a quasi 44 anni fa quando allo stadio ‘Evzen Rosicky’ di Praga, Pietro Mennea si laureava campione correndo in 10″27. Questa sera a Monaco di Baviera, Jacobs ha vinto con 9″95.

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È morto Claudio Garella, il portiere degli scudetti di Verona e Napoli

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downloadÈ morto l’ex portiere Claudio Garella. Nato a Torino, squadra in cui era anche cresciuto, aveva 67 anni ed è deceduto per problematiche cardiache in seguito a un intervento chirurgico. Garella è stato il portiere degli scudetti dove non si erano mai visti. E pure il portiere “più forte al mondo con i piedi”, come lo ribattezzò Gianni Agnelli. L’estremo difensore, soprannominato ‘Garellik‘ per il suo stile unico e fuori dai canoni, è stato protagonista di due scudetti storici: quello vinto con il Verona di Bagnoli nel 1984/85 e quello conquistato con il Napoli nella stagione 1986/87, in cui i partenopei guidati in campo dalla stella di Maradona vinsero anche la Coppa Italia.

Ma a Garella, appassionato di fumetti, nella sua esperienza alla Lazio (1976-78) fu affibbiato anche il soprannome fu ‘Paperella‘ a causa di una serie di prestazioni non proprio positive.

IL SALUTO DI VERONA E NAPOLI A GARELLA

Sul suo sito ufficiale, il Verona “piange la scomparsa di una autentica Leggenda della propria storia ultracentenaria”. Mentre in casa Napoli si esprime “profondo cordoglio per la scomparsa di un indimenticabile protagonista della nostra storia“.

LA CARRIERA DI GARELLA

Garella lascia la moglie e due figlie. Nella sua carriera, oltre alle esperienze con Verona e Napoli, Garella aveva difeso anche la porta di Novara, Lazio, Sampdoria, Udinese e Avellino. Dopo il ritiro, aveva intrapreso la carriera di allenatore e dirigente nelle serie minori.

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Pioggia di medaglie per gli azzurri agli Europei di nuoto a Roma

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172255908 931c022a 15e6 4fef a280 ce004b69565bAlberto Razzetti, autore di una prestazione superlativa nellw acque dello ‘Stadio del Nuoto’ al Foro Italico, ha vinto i 400 misti con il tempo di 4’10”60, precedendo l’ungherese David Verraszto (4’12”58). Bronzo all’altro italiano Pier Andrea Matteazzi (4’13”29) che tra i 150 e l’arrivo ha difeso il terzo posto.

Per Razzetti, 23 anni, di Lavagna, portacolori delle Fiamme Gialle, si tratta del primo titolo continentale assoluto individuale dopo l’argento nel maggio 2021. In carriera Alberto Razzetti ha conquistato il titolo mondiale in vasca corta nel 2021 nei 200 farfalla e quello europeo, sempre in vasca corta, nei 200 farfalla nel novembre 2021 a Kazan.

Dal sincro era arrivata la prima medaglia per gli italiani conquistata dalle azzurre nel team tech sincro che si classificano al secondo posto. Per il team italiano l’argento arriva con il punteggio di 90.3772. ù

La squadra composta da Domiziana Cavanna, Linda Cerruti, Costanza Di Camillo, Costanza Ferro, Gemma Galli, Marta Iacoacci, Marta Murro ed Enrica Piccoli, è seconda all’Ucraina che ha vinto l’oro con  92.5106 punti. Medaglia di bronzo alla Francia con 88.0093 punti.
Tra le azzurre che compongono la squadra, Enrica Piccoli e Domiziana Cavanna sono atlete del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato.

È medaglia d’argento l’Italia nella 4×200 stile libero maschile al termine del programma della prima giornata della 36esima edizione dei Campionati europei di nuoto. Gli azzurri Marco De Tullio, Lorenzo Galossi (16 anni), Gabriele Detti e Stefano Di Cola hanno concluso in 7’06”25. Oro all’Ungheria trascinata da un eccellente Kristof Milak in ultima frazione (7’05”38), bronzo alla Francia (7’06”97).

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Massimo Stano conquista la medaglia d’oro nella 35 chilometri di marcia

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161312438 409f40df 8071 4d0c a009 d3ad0762e86bImmenso, monumentale, quasi leggendario: Massimo Stano è il nuovo padrone della marcia mondiale.

Dall’oro olimpico nella 20 chilometri lo scorso anno a Sapporo a quello mondiale nella nuova 35 km, sulle strade di Eugene.

Dal Giappone all’Oregon, sui due versanti del Pacifico. Il 30enne nativo di Grumo Appula in Puglia e’ la seconda medaglia dell’Italia ai Campionati mondiali di atletica leggera di Eugene, la prima d’oro dopo il bronzo di Elena Vallortigara.

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© Foto Fidal / Colombo

Massimo Stano 

Massimo Stano, allievo di Patrizio Parcesepe, portacolori delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, è stato il protagonista della 35 km, distanza che ha debuttato in questa rassegna mandando così in pensione la massacrante ma leggendaria 50 km che, in ambito olimpico, fu terra di conquiste dei vari Giuseppe ‘Pino’ Dordoni, Abdon Pamich e più recentemente di Alex Schwazer.

Il movimento italiano della disciplina del ‘tacco punta’ ha fatto ancora una volta centro a conferma che la marcia azzurra non tradisce mai, o quasi.

Stano sul circuito ricavato lungo il viale intitolato a Martin Luther King, dinanzi ad uno dei templi del football americano, l’Autzen Stadium di Eugene, ha fatto prima il sornione, poi ha controllato ed infine ha sferrato l’attacco al momento giusto.

Tutto questo frutto di una superlativa sagacia tattica e di un sicuro gesto tecnico.

L’azzurro, sposato dal 2016 con Fatima Lotfi e dal febbraio 2021 papà di Sophie, ha rotto gli indugi e incrementato le frequenze quando ormai gli altri erano entrati in riserva.

Ha piazzato un forcing devastante negli ultimi cinque chilometri facendo segnare un parziale strepitoso di 19’50. 

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© Foto Fidal / Colombo

Massimo Stano 

Il crono finale di 2 ore 23’14, oltre ad essere nuovo primato italiano, è anche record mondiale. Va considerando che quando fatto segnare, 2 ore 21’31, nel febbraio 2006 ad Adler dal russo Vladimir Kanaykin è prestazione incerta anche perché l’atleta è stato macchiato dall’uso di doping.

I parziali di Stano sono stati, 21’03 ai 5 km, 41’31 ai 10 km, 1 ora 02’02 ai 15 km, 1 ora 22’40 ai 20 km, 1 ora 43’06 ai 25 km e 2 ore 03’24 ai 30 km.

Gli ultimi a tener testa allo scatenato marciatore pugliese sono stati il giapponese, leader mondiale stagionale, Masatora Kawano, poi argento in 2 ore 23’15, e lo svedese Perseus Karlstroem, bronzo in 2 ore 23’44.

Chiave di volta della gara, dopo la sparata iniziale del nipponico Daisuke Matsunaga esauritasi dopo il passaggio al ventesimo chilometro, attorno al trentesimo.

I battistrada trovano un alleato nel doppiato peruviano Cesar Rodriguez che per alcuni giri si e’ messo a tirare il gruppo dei migliori. Stano resta tranquillo nel plotoncino di testa, il suo gesto tecnico e’ sempre pulito, è preciso nei rifornimenti prima dell’attacco.

Con l’oro di Stano, l’Italia è tornata sul gradino più alto del podio ai Mondiali all’aperto dopo ben 19 anni.

Era il 28 agosto del 2003 allo stadio di Saint Denis (Parigi) quando Giuseppe Gibilisco si laureava campione del mondo nel salto con l’asta.

Per la sesta volta un marciatore azzurro ha conquistato l’oro iridato alla rassegna all’aperto. Primo italiano campione del mondo, Maurizio Damilano nella 20 km a Roma ’87.

Il piemontese di Scarnafigi bissò il titolo quattro anni dopo sempre nella 20 km, a Tokyo, dopo l’avvincente duello con l’allora sovietico Mikhail Shchennikov che decise di sprintare quando pero’ mancava ancora un giro di pista al traguardo e poi venne battuto dall’azzurro.

Campione del mondo anche il milanese Michele Didoni nel 1995 a Goeteborg nella 20 km.

Oro nella massacrante 50 km il milanese Ivano Brugnetti nel 1999 a Siviglia (vittoria postuma a seguito della squalifica per doping del vincitore, il russo German Skurygin).

Al femminile campionessa mondiale la compianta siciliana Annarita Sidoti nel 1997 ad Atene nella 10 km su pista, gara che non fa più parte del programma mondiale.

Stano si rivolge al Cio, inserite la 35 km ai Giochi

Rivolgo un appello al Cio perché il mio sogno è doppiare la 20 chilometri e la 35 km alle Olimpiadi. Spero che possano esaudire il mio desiderio perché la ‘trentacinque’ individuale non è nel programma”. Lo ha detto Massimo Stano, neo campione mondiale della 35 chilometri, lanciando un appello al Comitato Olimpico Internazionale di inserire la 35 km nel programma delle Olimpiadi, a partire da quelle di Parigi 2024.

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