Mondiali. L’Italia maschile di scherma vince l’oro a squadre nel fioretto

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200240625 27884a06 f9b1 4d0e b666 fa1c03f27804L’Italia maschile ha conquistato la medaglia d’oro nella gara a squadre del fioretto ai Campionati mondiali di scherma a Il Cairo in Egitto. Gli azzurri Alessio Foconi, Tommaso Marini e Daniele Garozzo hanno battuto per 45 a 39 gli Stati Uniti.

Dopo quattro anni il fioretto maschile azzurro a livello di squadra torna sul tetto del mondo. Nella giornata conclusiva della 68esima edizione della rassegna iridata svoltasi al ‘Cairo Stadium Indoor Halls Complex’ della capitale egiziana, gli azzurri Alessio Foconi, Tommaso Marini e Daniele Garozzo unitamente alla riserva Guillaume Bianchi, hanno confermato la tradizione del fioretto italiano.

Il cammino dell’Italia, allenata dal commissario tecnico Stefano Cerioni, era iniziato con la vittoria ai trentaduesimi sull’Uzbekistan per 45 a 31, proseguito con quella sul Brasile ai sedicesimi (45-17) e ai quarti di finale sulla Corea del Sud (45-30). In semifinale gli italiani hanno nettamente sconfitto per 45 a 33 il Giappone.

Nella finale valida per la medaglia d’oro contro gli statunitensi Chase Emmer, Nick Itkin ed Alexander Massialas, gli azzurri hanno dominato la scena e vinto per 45 a 39.

Quella di oggi a Il Cairo per il fioretto maschile a livello di squadra è il 24esimo titolo mondiale dall’edizione di Napoli 1929.

È dal 2013 che il fioretto maschile italiano va sempre a medaglia nella rassegna iridata e quello odierno è il quinto successo nelle ultime sette edizioni (oro nel 2013-2015-2017-2018-2022, bronzo nel 2014 e 2019).

Il medagliere del Mondiale in Egitto vede al primo posto la Francia con un totale di 8 medaglie (4 d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo) davanti alla Corea del Sud con 3 (tutte d’oro) ed Italia con 8 (2 ori, 4 argenti e 2 bronzi).

L’altro oro azzurro a Il Cairo è stato quello di ieri conquistato nel fioretto femminile a squadre da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo ed Alice Volpi. La prossima edizione si svolgerà nel 2023 a Milano.




Mondiale. Fiorettiste d’oro e spadisti d’argento

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212219730 f74a6d1c 0702 4d46 b27c a91e4feb0e53L’Italia del fioretto femminile è campione del mondo. Arianna Errigo, Alice Volpi e Martina Favaretto hanno sconfitto in finale gli Stati Uniti per 45 a 27.

Le italiane hanno preso il sopravvento nella seconda parte dell’incontro. A Il Cairo in Egitto le azzurre hanno sconfitto agli ottavi l’Austria (45-19), ai quarti la Polonia (45-26) e in semifinale il Giappone (45-37).

L’Italia della spada maschile ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati mondiali di scherma a Il Cairo dopo essere stata sconfitta in finale per 42 a 45 dalla Francia.

Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara nell’assalto che valeva il titolo mondiale nulla hanno potuto contro i transalpini trascinati da Alexandre Bardenet e Yannick Borel.

In semifinale gli azzurri avevano sconfitto in uno splendido match il Giappone per 41 a 31.

Gli azzurri della spada sono ritornati in una finale mondiale dopo 15, ovvero dall’edizione di San Pietroburgo 2007 quando anche in quell’occasione vinsero l’argento.

Domani ultima giornata di assalti al ‘Cairo International Stadium Complex’. Nel 2023 la kermesse iridata si svolgerà a Milano.

agi.it




Dybala alla Roma, ‘affare fatto’

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dybala fgPaulo Dybala alla Roma. Secondo Sky Sport, il 29enne attaccante argentino diventa un nuovo giocatore giallorosso. Dybala, in cerca di una squadra dopo la scadenza del contratto con la Juventus, ha accettato la proposta della Roma per un contratto triennale da circa 6 milioni di euro a stagione. Dybala, accostato all’Inter nelle scorse settimane, ha detto sì ai giallorossi nelle ultime ore. Il giocatore, riferisce Sky Sport, è in viaggio per il Portogallo dove si unirà alla squadra allenata da José Mourinho e inizierà la nuova avventura.

adnkronos.com




L’italiano Marcell Jacobs, due volte campione olimpico, gareggerà nei 100 metri ai Mondiali di Eugene

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103839118 ba7aa965 4368 4f81 a6e5 1ef8b7d3a859Marcell Jacobs parteciperà alla gara dei 100 metri dei Campionati mondiali di atletica leggera di Eugene. Il due volte campione olimpico dei 100 e staffetta 4×100 ha sciolto la riserva e nella notte italiana tra venerdì e sabato (ore 3,50 italiane) prenderà parte alle batterie.

La decisione è giunta dopo un colloquio tra l’azzurro ed il suo allenatore, Paolo Camossi, triangolato poi con la direzione tecnica della Nazionale, anche alla luce dei segnali confortanti arrivati dal lavoro svolto a Beaverton, non lontano da Portland, dove Jacobs ha completato il periodo di adattamento pre-Mondiale.

Nella serata italiana di oggi, il 27enne sprinter di Desenzano del Garda raggiungerà la squadra al villaggio atleti, situato proprio di fronte all’Hayward Field, lo stadio di Eugene.

Era il primo agosto dello scorso anno quando a Tokyo Marcell Jacobs conquistava lo storico oro olimpico nei 100 metri lasciando sorpreso il mondo intero. A quasi un anno di distanza lo sprinter azzurro torna a sfidare il mondo sulla distanza ‘regina’ dell’atletica leggera. Nella notte italiana tra venerdì 15 luglio e sabato 16, Jacobs andrà sui blocchi di partenza delle batterie dei Mondiali di Eugene.

Semifinale e finale sono in programma il giorno successivo. Per Marcell un avvicinamento alla kermesse iridata decisamente tortuoso. Dopo le gare indoor di febbraio ed il titolo mondiale nei 60 metri a Belgrado battendo gli specialisti statunitensi (questa volta guidati da Coleman, al rientro dopo la squalifica) con tanto di record europeo con 6″41, l’esordio outdoor nei 100 metri il 18 maggio a Savona.

Il doppio impegno in poco più di un’ora – ha corso in 9″99 la batteria ma con vento a favore sopra i 2.0 metri al secondo e la finale in 10″04 – ha provocato un guaio muscolare che lo ha tenuto lontano dalle gare, ma non dagli allenamenti, per 38 giorni. Saltate tre tappe della Diamond League (Eugene, Roma e Oslo), Marcell Jacobs è rientrato alle competizioni a fine giugno per gli Assoluti di Rieti vincendo il suo quarto titolo italiano.

Volato a Stoccolma per gareggiare il 30 giugno in Diamond League, il nuovo stop a poche ore dalla gara causa un dolore al gluteo. L’1 luglio il viaggio negli Stati Uniti dove in questo periodo si e’ allenato nell’impianto del suo sponsor tecnico.

agi.it




Toronto parla italiano. Dopo Insigne e Criscito, ecco Bernardeschi

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43.0.581426626 kkte u4401310602747v6c 528x329@gazzetta web 528x329Toronto fa sul serio. Dopo l’ingaggio di Lorenzo Insigne e Domenico Criscito, i canadesi della Mls sono vicini all’accordo con Federico Bernardeschi, che diventerebbe così il terzo italiano della squadra.

Toronto utilizzerebbe la cosiddetta “regola Beckham”, ovvero quella che permette d’ingaggiare tre giocatori in rosa sforando il tetto salariale. Manca solo l’ok definitivo dell’ala ex Juventus al trasferimento.

gazzetta.it




A Palermo nasce l’era degli sceicchi: “Vogliamo la Serie A”

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123747120 c4b07fb6 993d 4f8e 8fa7 0026702b3fbeNasce il ‘Palermo City’. I Rosanero entrano ufficialmente nell’orbita del City Football Group, divenendone la dodicesima squadra della holding calcistica controllata dallo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nahyan. Un grande network del pallone che dispone della proprietà totale o parziale di club nelle principali città del mondo, dal Manchester City al New York City, fino al Melbourne in Australia e al Mumbai City in India.

“Siamo felici e orgogliosi di essere qui, conosciamo – dice il manager Ferran Soriano (Ceo del Manchester City), nel corso di una conferenza stampa sul nuovo assetto societario – la storia importante del Palermo e sappiamo che per noi è una opportunità fantastica. Partiamo dal lavoro che è stato fatto finora, un lavoro impressionante dalla serie D a oggi. Vogliamo fare di più e il nostro sogno, il sogno di tutti i palermitani, è di andare in serie A”. Dario Mirri “resta presidente e confermo che il City ha acquisito l’80% del club e il 20% resta a Dario”.

Mirri, commosso, è sicuro di avere messo la società “nelle mani migliori. Il Palermo avrà un futuro. Ho fatto il massimo e ora sappiamo come finirà, finirà bene. Si apre una era nuova, un’era di competenze nuove e migliori. Sta alla città ora: mi aspetto che tifosi, istituzioni, tutti, facciano la loro parte“.

Poi, incalzato dalle domande, il catalano Soriano in un buon italiano spiega che la A “è un obiettivo per i prossimi anni. Questo club la merita, ma serve tanto lavoro. L’obiettivo per il prossimo anno è restare in Serie B, dove i livello e’ molto alto, ma sogniamo di arrivare in A il più presto possibile. La passione l’abbiamo tutti, ma serve lavoro, intelligenza e molta pazienza. Da oggi il Palermo è parte di una famiglia e l’aiuteremo in tutti i modi, ma abbiamo bisogno della città”.

Nel gruppo, sottolinea il manager del City, ci sono “azionisti spettacolari”, degli Emirati o degli Stati Uniti, il cui entusiasmo “è alto per questa operazione perché capiscono molto bene l’opportunità importante. Guardiola mi ha chiesto se c’è il sole a Palermo… sa quello che stiamo facendo qui, lui e gli altri conoscono questo passaggio e sono felici di questa opportunità. Ogni partita del Palermo sarà vista da tante persone del City, almeno 4 mila, che accompagneranno la squadra e il club nei momenti di sofferenza e in quelli felici. E i giocatori del Palermo saranno visti da tutti, avranno questa chance, cosi’ come c’e’ la possibilità di portare al Palermo altri giocatori dei nostri club”.

Avanti tutta, dunque, con il nuovo progetto, ma “per raggiungere i nostri obiettivi – avverte Soriano – serve stabilità, con un allenatore e un direttore sportivo che hanno fatto un grande lavoro e che per questo resteranno con noi. La stabilità è una delle ragioni del successo, non ci possono essere troppi cambi. Possiamo lavorare insieme a Baldini come facciamo con tutti gli altri allenatori. La nostra ambizione è trovare nuovi talenti, ma vogliamo stare comodamente in B, per questo serve un mix di esperienza e giovani talenti. Lo costruiremo nelle prossime settimane. E avremo come altrove una squadra maschile e una femminile”.

Il Palermo, nell’ottica del City, “ha bisogno di un centro di allenamento migliore, è previsto un investimento e sarà dello stello livello dei nostri altri club presenti negli altri Paesi. La metodologia di allenamento sarà la migliore del mondo e la piattaforma del nostro gruppo consente ai ragazzi di crescere nei tanti Paesi in cui siamo presenti”.

Ma, conclude Soriano, “abbiamo bisogno della città, dello stadio pieno, come ai playoff che sono stati una dimostrazione straordinaria e impressionante di entusiasmo”. Lo segue il presidente Dario Mirri: “Serve l’impegno di tutta la città, altrimenti neppure il grande City puo’ vincere questa sfida. Dobbiamo riempire lo stadio, partecipare tutti. Giovedi’ partirà la campagna abbonamenti. La città deve dimostrare di volere essere parte di questa avventura. Riempiamo lo stadio e facciamo vedere a tutti che siamo la quinta città d’Italia”.

agi.it




Sinner, supereroe (a sorpresa) dell’erba di Wimbledon

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200443386 50b39ad5 fade 4fbb 8649 728f21f24a13La storia dà torto e dà ragione, sicuro. Ma ci sono delle occasioni in cui quella stessa Storia con la “S” maiuscola si diverte a disegnare il futuro. Quella di ieri a Wimbledon è stata una di quelle rare e imperdibili occasioni.

Prima ha assunto i volti di Roger Federer e di una ventina di vincitrici e vincitori dei Championships che si sono radunati sul Centrale per festeggiare i cento anni dello stadio tennistico più famoso al mondo; e dopo ha fatto in modo che, su quello stesso campo, si affrontassero negli ottavi i due che daranno vita alla prossima rivalità regina del tennis: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

Emettendo una prima sentenza: la distanza fra i due, che fino a qualche mese fa appariva netta a favore dello spagnolo, si è annullata. Ha vinto Jannik, stavolta (6-1 6-4 6-7 6-3): ma la corsa cui i due danno vita per decidere chi raggiungerà per primo la vetta della classifica mondiale è appena iniziata.

E poi: chi avrebbe potuto dirlo? Sinner, che prima del match di primo turno contro Wawrinka non ne aveva mai vinto uno sull’erba in un torneo del circuito maggiore, ha mostrato di avere perfettamente imparato come si gioca sulla superficie regina.

Quasi come Berrettini, fermato dal Covid e al quale Sinner si è sostituito alla grande come dispensatore di emozioni a Wimbledon. Contro Alcaraz il suo impatto sulla pallina è avvenuto per almeno due ore e mezza di match così davanti al corpo e con il corpo stesso così proteso in un atteggiamento aggressivo e per nulla conservativo da far pensare che sull’erba si sia allenato per mesi: fatto che naturalmente non è avvenuto.

Dimenticate le anche che scricchiolano, le piaghe al piede e i contagi da vari virus, Jannik ha sfoderato una capacità mentale di comandare un avversario (campione a sua volta del costruire sul comando le sue fortune) che qualcuno aveva iniziato a pensare non avrebbe mai raggiunto.

Perso il terzo set con un tie break ad altissimo tasso di spettacolarità Jannik non ha battuto ciglio, ha ripreso a martellare Carlos con i piedi ben piantati in campo, guadagnando la rete appena possibile (un solo errore grossolano in quella che è la sua “zona d’Achille”). E nemmeno i cinque matchpoint non trasformati hanno scalfito la sua consapevolezza di essere superiore.

E non si parli di super meriti di Darren Cahill, il super coach che è appena entrato nel suo team: la forza mentale palesata dall’azzurro è il frutto di un lavoro iniziato quando era bambino. Quando ha interiorizzato qella capacità di scivolare sulla neve che ora incredibilmente, ha adottato anche sull’erba.

Il martello del dio Thor, si sa, può essere sollevato solo da chi, a parte il padrone, ne é degno. Idem per la Spada nella Roccia dei Cavalieri della Tavola Rotonda e del Mago Merlino.

Che l’erba di Wimbledon si sia comportata nello stesso modo concedendosi al giocatore che più ne è degno? Bello pensarlo, ma è presto. Certo è che quando si è visto Jannik rispondere in tuffo ai servizi di Alcaraz in stile-Djokovic e proiettarsi a rete (con risultati ancora differenti però, non esageriamo) come un altro ragazzo di lingua tedesca che si chiama Boris Becker e che i Championships li vinse quando di anni ne aveva 17, qualcuno avrà iniziato a pensare in grande.

Ma l’erba di Church Road esige pazienza. Sinner giocherà i quarti di finale di Wimbledon (la sua terza volta in uno Slam) contro il numero 1 al mondo Novak Djokovic. Sarà per lui un’altra occasione per imparare. E questo, per ora, deve bastare.

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Dario Verani ha conquistato la medaglia d’oro nella 25 km in acque libere

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123832938 8455ff4d 9a49 4b95 be37 e3087d3eb367Dario Verani, l’oro della fatica nelle ‘acque azzurre’ di Lupa Lake. L’Italia nel nuoto di gran fondo ha dominato i Mondiali di Budapest. Sei le medaglie, perfettamente suddivise, due d’oro, due d’argento e due di bronzo. Il nuotatore di Cecina ha compiuto l’impresa nel bacino artificiale a nord della capitale ungherese – da sempre luogo di successi per l’Italia – nella massacrante gara sui 25 chilometri durata cinque ore.

Dopo la cavalcata trionfale di Gregorio Paltrinieri nei 10 km dopo la fantastica prestazione nei 1500 stile libero tra le corsie, oggi l’impresa è stata firmata da Verani diventato il terzo italiano a vincere l’oro iridato nella distanza maratona del nuoto. Prima di Dario solo Valerio Cleri nel 2009 a Roma e Simone Ruffini nel 2015 a Kazan. Ad aprire il medagliere italiano della 25 km era stato a Perth nel 1991, oltre 30 anni fa Sergio Chiarantini, argento.

Verani, che come Paltrinieri ed Domenico Acerenza è allenato da Fabrizio Antonelli, con una prestazione tatticamente perfetta frutto di un’eccezionale preparazione, ha toccato in 5 ore 02’21″5 lasciando l’argento al grande favorito della vigilia, Axel Raymond. Il 28enne parigino e’ stato battuto allo sprint finale dal portacolori dell’Esercito per appena un secondo e due decimi. Bronzo per il padrone di casa Peter Galicz attardato di 14 secondi.

Quello di Verani è stato un oro inaspettato. “Sono al settimo cielo perché è uscita la gara che avrei voluto fare – ha esclamato Dario, neo laureato in economia all’Università di Pisa – sapevo di avere qualcosa in più negli ultimi cento metri. E’ un sogno che si realizza anche perché pochi ci credevano alla vigilia. La 25 km è una gara che ti prova fisicamente, mentalmente e anche moralmente. Questa medaglia è una liberazione, un oro per la mia famiglia, per il centro sportivo Esercito e in particolare per il mio allenatore Fabrizio Antonelli”.

Niente da fare per Barbara Pozzobon, beffata al fotofinish e rimasta e un secondo dal bronzo. La poliziotta veneta è rimasta imbottigliata nel traffico dal quale e’ uscita per prima la campionessa carioca Ana Marcela Cunha (5 ore 24’15″0). Per la 30enne brasiliana de Salvador de Bahia, campionessa olimpica in carica nella 10 km, si tratta del quinto titolo mondiale nella 25 km dopo Shanghai 2011, Kazan 2015, Budapest 2017 e Gwangju 2019.

Alle spalle della Cunha, a soli due decimi, la tedesca Lea Boy e a tre l’olandese Sharon Van Rouwendaal. Il Mondiale di Budapest per l’Italia in acque libere si era aperto con il bronzo nella gara a squadre di Ginevra Taddeucci, Giulia Gabbrielleschi, Acerenza e Paltrinieri, proseguito con le due medaglie nella 5 km (argento Paltrinieri e bronzo Gabbrielleschi), la doppietta Paltrinieri-Acerenza nella 10 km e concluso con la ciliegina di oggi con l’oro posta da Verani.




Greg Paltrinieri è campione del mondo nella 10 chilometri in acque libere

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123337901 3c5d0f82 63ee 4ea1 b951 98dca7b7bafaDal bronzo olimpico all’oro mondiale. Gregorio Paltrinieri compie una nuova impresa per il nuoto azzurro andando a conquistare il titolo di campione del mondo nella 10 chilometri in acque libere. Nelle ormai ‘sue’ acque di Lupa Lake dove lo scorso anno vinse tre ori europei (5 e 10 km e gara a squadre) e quest’anno ai Mondiali l’argento nella 5 km ed il bronzo nella prova a squadre, SuperGreg è stato protagonista di una prestazione superlativa.

Sempre al comando, sempre a controllare eventuali attacchi degli avversari, in primis quelli dell”incrociatore tedesco Florian Wellbrock che dall’oro a cinque giorni è passato al bronzo iridato (a 14″40 da Greg), Paltrinieri ha rotto gli indugi a circa 800 metri. Il nuotatore azzurro, portacolori delle Fiamme Oro, ha incrementato l’intensità e la potenza delle sue bracciate andando a cogliere una medaglia d’oro superlativa.

Gregorio, 27 anni di Carpi, che nei giorni scorsi nel nuoto tra le corsie, dopo un amaro quarto posto negli 800 stile libero, è salito sul tetto del mondo nei 1500 stile libero stampando il nuovo primato europeo (14’32″80). Paltrinieri ha concluso il suo Mondiale di Budapest con ben quattro medaglie di cui due d’oro.

Oggi Paltrinieri ha guidato una doppietta tutta italiana perché stupendo argento, a 1″40 dall’oro, è Domenico Acerenza, anche lui cresciuto nel nuoto tra le corsie. ‘Mimmo’, 27 anni nativo di Potenza, atleta della Canottieri Napoli, con il secondo posto odierno ha centrato il miglior risultato individuale della carriera. Infatti, Acerenza oltre al bronzo nei 1500 sl agli Europei di Budapest del 2020, in campo internazionale aveva centrato due argenti ai Giochi del Mediterraneo del 2018 (400 sl e 1500 sl).

A livello mondiale per Domenico l’argento iridato nel 2019 nella prova a squadre del nuoto in acque libero e il bronzo domenica scorso nello stesso format di gara. Fuori dal podio il francese Marc-Antoine Olivier, quarto a 30 centesimi dal bronzo Wellbrock, mentre solo sesto a 44″80, l’ucraino Mykhailo Romanchuk e ritirato l’ungherese Kristof Rasovszky.

agi.it




Insigne, al Toronto per la famiglia e non per i soldi

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Insigne, che in ogni momento è stato accompagnato dalla sua famiglia alla presentazione al BMO Field, lo stadio dove gioca il Toronto FC, ha ripetuto in più occasioni che il motivo per cui ha deciso di lasciare l’Europa e il Napoli è il benessere dei suoi due figli.