Leclerc domina in Australia, ritiri per Sainz e Verstappen

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064901309 37aa436f cf17 447e 84c6 4bd8cca58bcaAGI – Pole position, vittoria e super giro veloce: un favoloso Charles Leclerc domina il weekend in Australia e si prende il secondo successo stagionale, mandando in estasi scuderia e popolo ferrarista.

Il monegasco chiude davanti alla Red Bull di Perez e alla Mercedes di Russell, mentre Max Verstappen è costretto al secondo ‘zero’ in tre gare a causa di un ritiro per problemi alla sua monoposto. Peccato per l’altra Ferrari di Sainz, fuori dopo un paio di giri a causa di un’uscita di pista.

Grande allungo in vetta al mondiale piloti per Leclerc, che vola a 71 punti a +34 su Russell, che scavalca in un colpo solo proprio i ritirati Sainz e Verstappen.

Tra due settimane sarà ‘marea rossa’ ad Imola per una Ferrari che sta letteralmente volando e facendo sognare in questo inizio di stagione. In partenza Leclerc e Verstappen mantengono le rispettive posizioni, subito dietro invece un ottimo Hamilton si prende il terzo posto con un doppio sorpasso su Perez e Norris, sopravanzato anche da Russell.




F1, è ufficiale: dal 2023 Gp torna a Las Vegas

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ferrari f1 afpLa F1 dal 2023 farà tappa a Las Vegas. Il circus ha annunciato un accordo per un terzo appuntamento negli Usa dopo Miami e Austin a partire dal prossimo anno. Las Vegas ha ospitato gare quaranta anni fa, nel 1981 e nel 1982, ma questa sarà la prima volta che le auto di F1 gareggeranno sull’iconica Strip di Las Vegas, con il circuito che attraversa famosi hotel e casinò. Si correrà di sera, eccezionalmente di sabato, col Gran Premio di Las Vegas che troverà collocazione nel calendario a novembre.

La pista da 14 curve durerà 6,12 km con velocità massime che dovrebbero raggiungere i 342 km/h. Il progetto prevede tre rettilinei, una sequenza di curve ad alta velocità e una singola sezione di chicane, con il Gran Premio da correre su 50 giri. La notizia è stata annunciata in uno scintillante evento a Las Vegas, alla presenza del presidente e Ceo di Liberty Media Greg Maffei e del presidente e Ceo di F1 Stefano Domenicali. A loro si sono uniti gli stakeholder locali tra cui il governatore del Nevada, Steve Sisolak, Ceo e Presidente di Lvcva, Steve Hill e il Presidente e Co di Live Nation Entertainment, Michael Rapino.

“L’iconica Las Vegas e la Formula 1, l’apice del motorsport, è il connubio perfetto tra velocità e glamour”, ha affermato Maffei. “La nostra fiducia in questa opportunità unica è evidente nella nostra decisione di assumere il ruolo di promotore del Gran Premio di Las Vegas in collaborazione con Live Nation. Non potremmo essere più entusiasti di lavorare con i nostri partner locali per creare un evento importante. Il potenziale della Formula 1 è stato ben dimostrato nelle ultime stagioni e il Gp di Las Vegas lo porterà solo al livello successivo”.

Domenicali ha aggiunto: “Questo è un momento incredibile per la Formula 1 che dimostra l’enorme appeal e la crescita del nostro sport con una terza gara negli Stati Uniti. Las Vegas è una destinazione conosciuta in tutto il mondo per la sua eccitazione, ospitalità, emozioni e, naturalmente, la famosa Strip. Non c’è posto migliore per correre la Formula 1 che nella capitale mondiale dell’intrattenimento e non vediamo l’ora di essere qui l’anno prossimo. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo evento, in particolare il governatore Sisolak, la Clark County Commission, Steve Hill presso l’Lvcva e i nostri partner locali”.

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Roberto Mancini vicino alla conferma sulla panchina azzurra

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105518944 47a95f0f 405f 480b 8f25 423cedfff517AGI – Roberto Mancini ha aperto a una permanenza al timone della nazionale azzurra. “Ho parlato in questi giorni con il presidente Gravina, siamo allineati su tutto”, ha spiegato il ct in una conferenza stampa a Coverciano, “ne riparleremo poi con calma, vedremo cosa migliorare”. Quanto alla sua conferma, il tecnico marchigiano ha spiegato di voler prima attendere la partita con la Turchia: “Ne riparleremo nei prossimi giorni: ora pensiamo a questa partita, poi con calma discuteremo sulle cose da migliorare per il futuro. Tutto qui“.

Mancini ha spiegato che la partita con la Turchia è importante perché dopo l’esclusione dai mondiali “bisogna ripartire, ricordando che ci saranno poi in futuro anche gare importanti”. Quanto ai giocatori rientrati ai loro club, il ct ha precisato: “Io li ho obbligati ad andare via perché se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo… Non avrebbero giocato, alcuni non erano al meglio fisicamente. Alcuni di loro li ho obbligati ad andare: il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non gli ha fatto giocare l’FA Cup. Anche Florenzi e Politano, non al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato. Problemi fisici per Insigne? Lorenzo aveva problemi fisici già da prima. Immobile sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti sì. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative”.

“I ragazzi in questi anni hanno meritato tanto”, ha insistito il ct, “non è stato solo un Europeo ma un tragitto lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte e va dato merito a questi ragazzi. Ci sono qui calciatori speciali, è stato creato un gruppo speciale: non sono nel gruppo squadra, ma anche tutto ciò che c’è intorno”.

“È inutile stare a trovare spiegazioni… Il nostro gruppo dovevamo vincerlo almeno con due punti di vantaggio sulla Svizzera. A Basilea la partita doveva finire 3-0, in Bulgaria doveva finire in goleada”: il ct azzurro, Roberto Mancini, è tornato così sull’esclusione dai mondiali in Qatar.

“La squadra ha sempre giocato”, ha detto nel corso della conferenza stampa a Coverciano, “può essere stata più imprecisa ma questo è il calcio, le cose ci sono andate storte. La gara di Basilea la ricordate tutti: dovevamo vincere 2-0 stando stretti… Però è così, inutile stare a pensare o a cercare scuse. È accaduto ciò che è accaduto, dobbiamo accettarlo”.

“Guardiamo a un Europeo che c’è fra due anni e a cercare di qualificarci per vincere”: questo l’orizzonte tracciato dal ct azzurro, Roberto Mancini, nella conferenza stampa alla vigilia della sfida in programma domani sera a Konya fra Turchia e Italia.

“Non è stato solo il mese dell’Europeo, dove le cose possono essere andate nella maniera giusta, ma abbiamo sempre cercato di proporre un calcio propositivo, cercando di vincere. E spesso ci siamo riusciti”, ha detto Mancini facendo un bilancio della sua avventura azzurra dopo l’esclusione dai mondiali in Qatar.

In chiusura della conferenza stampa, la frase che toglie ogni dubbio sulla sua volontà di restare: “Mi sento di restare perché sono ancora a giovane: volevo vincere un Europeo e un Mondiale, quindi per il Mondiale devo aspettare un attimo – ha detto il Ct – mi piace questo lavoro e con i ragazzi voglio riorganizzare qualcosa di importante. A parte la delusione, il resto va avanti”.




La generazione Z non vedrà (di nuovo) i Mondiali

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unnamedAGI – “A causa degli ultimi due esiti delle qualificazioni, la generazione Z non ha avuto la possibilità di tifare la Nazionale azzurra ai Mondiali di calcio, di vivere i momenti di tensione condivisa che caratterizzano le estati in piazza, di assistere ai rigori destinati a entrare nella storia del calcio e di ascoltare ripetutamente le frasi iconiche dei cronisti emozionati. Nonostante le possibili conseguenze emozionali di questa situazione, non ci sono i presupposti di un fenomeno sociologico”.

Ad approfondire questa tematica con l’AGI da un punto di vista sociale è Stefano Tomelleri, ordinario di Sociologia e Sociologia dello sport presso l’Università degli sudi di Bergamo, commentando le possibili implicazioni della mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 in Qatar e delle ripercussioni sulla generazione Z.

“Anzitutto – afferma l’esperto – è fondamentale distinguere il calcio come fenomeno mediatico dalla cultura popolare che ruota attorno a questo sport. Si pensi che in Italia ogni paesino o cittadella in campagna, mare o montagna vanta almeno un campetto da calcio, dove la domenica si giocano in media circa 16 mila partite a livello nazionale. Il calcio è quindi uno degli sport più diffusi, e non credo che basti un paio di mancate qualificazioni per provocare una qualunque forma di disaffezione nelle giovani generazioni, che comunque hanno assistito a una vittoria significativa nella competizione internazionale degli Europei”.

“Sicuramente l’impossibilità di partecipare ai Mondiali lascia amareggiati e può costituire argomento di conversazione all’interno delle stesse famiglie – aggiunge Tomelleri – ma il fenomeno calcio si sviluppa su più livelli, ci sono i club, c’è la Serie A, la Champions, gli Europei e tutte le partite che la stragrande maggioranza di cittadini italiani può disputare sul campetto di quartiere”.  I Mondiali costituiscono sicuramente un momento di inclusività molto particolare, tanto che spesso anche chi non è propriamente appassionato di calcio si interessa delle partite della Nazionale, che, con il fascino del folklore comune, coinvolgono un pubblico generalmente più ampio.

“Credo che le conseguenze di questa situazione siano mediatiche più che sociologiche – sottolinea il docente – i media svolgono un ruolo importante nel favorire la promozione di determinati sport. Basti pensare allo spazio mediatico che possono avere sport come il nuoto o l’atletica alle Olimpiadi o la nazionale di Rugby al Torneo Sei Nazioni”.

“Da approfondire è invece il discorso sulla pandemia e il legame con lo sport – osserva Tomelleri – l’impossibilità di sperimentare la socialità attraverso le relazioni tipiche dell’ambito sportivo ha provocato un impatto sulle giovani generazioni che a mio parere è stato superiore rispetto all’amarezza della mancata qualificazione ai mondiali”.  Sebbene le connessioni sociali in ambito scolastico siano state garantite dalla didattica a distanza, l’insegnamento e la pratica dello sport hanno subito una battuta d’arresto su una scala molto più ampia. “Durante il lockdown l’unica forma di attività fisica concessa era la corsa – ricorda l’esperto – si è perso il momento di condivisione e di interazione dello sport. Anche nelle attività individuali, come il nuoto o la palestra, infatti, c’è una forma di incontro, che riguarda l’ambiente di allenamento, ma anche lo spogliatoio. Con la pandemia questa dimensione è stata completamente soverchiata dall’anonimato della corsa, che, per quanto salutare e positiva per l’organismo, se non in rari casi, è poco orientata alla condivisione e alla mediazione del contatto con il prossimo”.

“Allo stesso tempo – continua il docente – l’assenza di tifoseria negli stadi, ai campionati locali, regionali o nazionali, ma anche nelle piscine, restituisce la misura dell’impatto della pandemia nello sport. Fin dai tempi degli anfiteatri in Grecia, l’attività fisica è associata alla presenza di un pubblico, che in questi due anni è venuto meno. Quando si assiste a un match allo stadio, si avverte enormemente il senso di partecipazione a un evento collettivo”.  Oltre al senso di sconforto per gli atleti e i professionisti, quindi, l’assenza di supporter durante un match potrebbe aver influenzato la percezione di qualunque performance.

“Credo che la passione per il calcio sia profondamente radicata nella cultura italiana – conclude Tomelleri – dalla partita di calcetto con gli amici alla serie A, i ragazzi dell’ultima generazione possono contare su una serie di spunti per sentirsi parte di un evento collettivo. La mancata qualificazione ai Mondiali può quindi essere inquadrata in una sfera emozionale più che sociologica. Al di là dell’amarezza per l’esito dell’ultima partita, resta vivo il ricordo della vittoria agli Europei. In fin dei conti, ci saranno altre occasioni per vivere l’euforia delle partite dei Mondiali, auspicabilmente, potremo tornare in piazza a tifare in sicurezza per la nazionale”.




Tracollo Italia. Perde con la Macedonia del Nord e non giocherà i Mondiali

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214717302 b236e1b6 4823 42b8 b2de 6ac7cd90084cAGI – Niente da fare per l’Italia, la qualificazione ai mondiali del Qatar non arriva. Al “Renzo Barbera” di Palermo è la Macedonia del Nord a passare vincendo 1-0 con un gol segnato al 92esimo che condanna gli azzurri.

Gli azzurri, campioni d’Europa in carica, hanno dominato contro un avversario che era alla nostra portata ma non hanno trovato il gol nonostante 32 tiri in porta contro i 4 della Macedonia di cui uno decisivo, quello di Trajkovski al 92esimo.

Sedici i corner battuti dall’Italia, zero quelli della Macedonia. Mancini ha cambiato tanto, Pellegrini per Immobile, Tonali per Barella, Raspadori per Insigne, Joao Pedro per Berardi, Chiellini per Mancini. È la seconda volta di seguito che gli azzurri non prendono parte alla Coppa del Mondo.

Le parole di Mancini

“Se quella di Wembley è la cosa più bella a livello professionale, questa è la più grande delusione”: il ct della Nazionale, Roberto Mancini, non nasconde il rammarico dopo la mancata qualificazione al Mondiale.

“Il calcio è così, accadono cose incredibili, è difficile parlare della partita – ha detto a Rai Sport – La vittoria dell’Europeo è stata strameritata, poi la fortuna si è trasformata in totale sfortuna. Ci sono stati episodi, ne sarebbe bastato uno per essere al Mondiale”.

Non è il momento di pensare al futuro: “Vediamo cosa succede, la delusione è troppo grande per parlarne ora. Ai miei ragazzi voglio più bene ora che a luglio scorso”, conclude il Ct.

Sarà Portogallo-Macedonia del Nord la finale playoff per i mondiali di Qatar 2022. Mentre la squadra balcanica espugnava a sorpresa il Barbera contro l’Italia, i lusitani hanno superato 3-1 la Turchia. Le reti di Otavio al 15mo, Diogo Jota al 42mo nel primo tempo. Nella ripresa i turchi hanno accorciato con Yilmaz al 65mo e hanno sfiorato il pareggio con un rigore concesso dal Var per fallo di Fonte su Unes, mandato alle stelle dallo stesso Yilmaz. Nel finale il gol di Nunes al 94mo.




La doppietta Ferrari nel Gran Premio del Bahrein

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164618499 9f916dc7 7af0 4e39 b6c9 31e82d24b908AGI – Super doppietta della Ferrari nel Gran Premio del Bahrein, con Charles Leclerc e Carlos Sainz che chiudono davanti a tutti la prima tappa del Mondiale 2022 di Formula 1. Un esordio con il botto ed un risultato che la rossa di Maranello non otteneva dal 22 settembre 2019, giorno dell’uno-due piazzato da Vettel e lo stesso Leclerc a Singapore.

Una gara ai limiti della perfezione per il monegasco, che dopo la pole position si prende uno straordinario successo condito anche dal giro veloce; super anche lo spagnolo che approfitta nel finale dei problemi della Red Bull di Verstappen, costretto al ritiro per problemi così come il suo compagno Perez.

Chiude il podio Lewis Hamilton con la Mercedes, che comunque è sembrato non averne per tutto il corso della gara. Leclerc parte alla grande e non sbaglia mai nulla, anche quando il campione del mondo in carica della Red Bull ha provato a sopravanzarlo tra il 16 e 18 giro, in occasione del primo valzer di pit-stop, e successivamente nel finale di gara.

Un problema al motore con principio di incendio alla macchina di Gasly, infatti, sembrava poter riaprire i giochi a dieci giri dalla bandiera a scacchi rimettendo tutti in coda dietro alla Safety Car. Ma non ce n’è stato per nessuno, Leclerc ha subito riallungato, la Red Bull è ‘scoppiata’ tagliandosi fuori dalla corsa con entrambi i piloti e Sainz ne ha approfittato per completare una super doppietta rossa.

“Sono super felice di aver esordito con questo risultato dopo due anni difficili. Il team ha fatto un lavoro incredibile, hanno costruito una macchina fantastica e non potevano sperare in un risultato migliore per questo weekend”, dice un raggiante Leclerc dopo la vittoria nel Gp del Bahrain alla guida della sua super Ferrari. “Ho cercato di essere intelligente il più possibile quando Verstappen ha provato ad attaccarmi, ho usato bene il drs e ho ripreso subito la posizione – chiosa il monegasco – Safety Car nel finale? Avrei preferito non ci fosse, ma sono ripartito alla grande e ho preso subito margine per gestire bene fino al traguardo”.




Sci, Sofia Goggia vince la Coppa del mondo di discesa

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goggia sofia fgSofia Goggia ha vinto la Coppa del Mondo di discesa per la terza volta in carriera. La 29enne bergamasca ha avuto la certezza del successo nell’ultima gara delle finali di Courchevel prima ancora di scendere in pista perché la sua avversaria, la svizzera Corinne Suter, staccata di 75 punti dall’azzurra in classifica, è scivolata fuori dalle prime due posizioni e non può più raggiungere la campionessa della Fiamme Gialle.

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Calcio e covid, stadi pieni al 100% entro fine marzo

italian football serie a match as roma vs ss lazio

italian football serie a match as roma vs ss lazioStadi di calcio pieni entro la fine di marzo. Green pass non più richiesto a fine maggio. Estate senza restrizioni covid. E’ lo scenario che delinea il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Ritengo ragionevole pensare che a fine maggio nel nostro Paese il green pass non sarà più richiesto. Questo è un obiettivo del Governo”, dice a ’24 Mattino’ su Radio24. Secondo Costa “arriveremo ad un momento in cui il Green pass”, anche nella versione base, “non sarà più richiesto. Poi lo strumento rimane lì qualora ci fosse la necessità di affrontare la situazione”.

Il green pass, spiega Costa, “è stato strumento utile, ci ha permesso di gestire la pandemia e il precorso di riapertura di tutte le attività. Ma credo che dal 1 aprile ci saranno alcune situazioni in cui il certificato non sarà più richiesto pensiamo ai bar e ristoranti all’aperto, alle attività sportive all’aperto. Poi ci sarà una seconda fase nel mese di maggio dove si arriverà a un ulteriore allentamento”. “Credo che ci sono le condizioni per pensare ad un’estate senza restrizioni”.

STADI – “Gli stadi sicuramente entro la fine di marzo torneranno alla capienza del 100%“, dice poi Costa a ‘In Viva Voce’ su Rai Radio1. “Ciò che dobbiamo guardare con grande attenzione non è tanto il numero dei contagi ma è la ricaduta e la pressione che questi contagi provocano sui nostri ospedali. Abbiamo bisogno che i nostri ospedali tornino e continuino l’attività primaria. C’è bisogno di recuperare il terreno perduto”.

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Nelle acque di Ostia le sincronette ucraine scampate alle bombe

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153135302 c1848b28 7029 41f0 8bc9 7ea7b2b65890AGI – Tra emozione, felicità per poter proseguire l’attività sportiva ma anche con tanta preoccupazione per quello che sta accadendo nella martoriata terra natia d’Ucraina da due settimana invasa militarmente dall’operazione speciale russa. Oggi le sincronette della nazionale ucraina, tra le migliori d’Europa, sono entrate nelle acque del centro federale di Ostia per un significativo allenamento.

Scappate dalle bombe grazie al progetto coordinato dalla Federazione Italiana Nuoto e dal presidente Paolo Barelli, le atlete ucraine – alcune originarie di Leopoli, altre da Chernivtsi e dalla più lontana Charkiv – si sono allenate con alcuni atleti della nazionale italiana. Olesia, Anzhelina, Anastasiia, Daria, Anastasiia, Amelia, Valeriya, le sorelle Marina e Vlada Alekseeva, sono solo alcuni dei nomi delle atlete che hanno solcato le acque del centro di Ostia. Un ritorno in acqua dopo due settimane caratterizzate da terrore, devastazione, da quel viaggio della speranza lungo tremila chilometri in direzione Italia. Il gruppo ucraino si completerà questa sera quando arriveranno altre tre atlete ed altrettanti allenatori.

Ucraina bombe sincro italo-ucraino acque Ostia

Nella piscina del centro federale lungo il litorale romano, ribattezzato ‘Polo Acquatico Frecciarossa’, le nuotatrici ucraine assieme agli azzurri Giorgio Minisini, Lucrezia Ruggiero, Costanza Ferro e Linda Cerruti hanno offerto un simbolico cameo di ringraziamento preparato in meno di 24 ore dal titolo ‘Italy supports Ukrainè. La frase più significativa l’hanno detta le sorelle Alekseeva: “Le nostre famiglie sono lontane ma felici di sapere che noi siamo in salvo, grazie a tutti, vogliamo imparare l’italiano”.

Il desiderio di allenarsi assieme tra azzurri e ucraine ha radici impiantante quasi per caso durante la pandemia di coronavirus. “Durante la pandemia avevamo svolto una parte della preparazione atletica via Zoom, poi alle Olimpiadi di Tokyo ci eravamo ripromesse di allenarci insieme ma non immaginavamo in una situazione così drammatica – ha detto il direttore tecnico azzurro Patrizia Giallombardo che ha condotto l’allenamento assieme alla collega ucraina Oleisia Zaitseva -. Le ragazze ucraine sono maestre nella tecnica delle spinte e in Giappone avevamo avuto l’idea di poterle provare con loro.

Ucraina bombe sincro italo-ucraino acque Ostia

Questo primo allenamento collegiale è stato particolarmente emozionante. Sono delle ragazze splendide e posso dire che questo combo (quello proposto oggi, ndr) sarebbe da podio mondiale”. A rivelare un momento toccante è stata Lucrezia Ruggiero, compagna del campione del mondo di Budapest 2017 Giorgio Minisini nel doppio misto: “Le supportiamo anche nelle piccole cose quotidiane ma un episodio che mi ha fatto pensare ed immedesimare nella loro situazione è stato quando siamo andate ieri a pranzo, stavamo parlando e, nel momento che è transitato un aereo diretto a Fiumicino, abbiamo visto i loro occhi carichi di paura e preoccupazione”.

AGI.IT




Bastianini trionfa in Qatar, tris italiano con Migno e Vietti

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180051145 627221f8 591b 4a50 9630 89c388ba4f70AGI – La prima tappa del motomondiale si chiude con tre vittorie tricolori. Dalla Moto3 con Andrea Migno, passando per la Moto2 con Celestino Vietti alla MotoGp con uno storico Enea Bastianini.

Il 24enne riminese della Ducati Gresini ha ottenuto il suo primo successo in top-class davanti a Brad Binder e Pol Espargaro, conducendo una gara di rimonta, senza strafare e sfruttando le piccole sbavature degli avversari.

La dedica, dopo un abbraccio intenso con Nadia Padovani, non poteva che andare al compianto Fausto Gresini, colui che ha creato il team ora nelle mani della moglie: “Difficile spiegare cosa ci passa per la testa, avrei voluto condividere questa vittoria con lui. Abbiamo realizzato il nostro sogno di arrivare in MotoGP, ma ci siamo arrivati purtroppo senza di lui. Non è il momento per essere tristi, solo per ringraziarlo e onorarlo”, ha spiegato Enea.

Nomi inaspettati sul podio, a partire dal sudafricano Brad Binder: “È folle salire sul podio a Losail per noi, in futuro mi aspetto altri risultati del genere a questo punto”.

Mentre Espargaro ha alzato la voce dopo che spesso e volentieri è stato messo ai margini, offuscato dalla figura ingombrante di Marc Marquez: “Avevamo come tutti dei problemi di carburante, ma i tempi mi venivano facilmente. Forse ho esagerato un pochino su una curva, ma siamo tornati. Questo è il segnale che la Honda ha due piloti forti, non solo uno”.

Lo stesso Marquez è soddisfatto a metà di un quinto posto seguito dalla caduta mattutina nel warm-up: “Oggi non avevamo velocità, c’erano piloti più forti che hanno chiuso davanti. La gara però è stata buona perché io ho sempre fatto tanta fatica qui. Si andava molto forte sin dall’inizio e ho subito consumato le gomme. La cosa più importante è che io stia bene”.

A deludere di più sono Francesco Bagnaia e Fabio Quartararo, due tra i favoriti della vigilia. ‘Pecco’ è caduto assieme al poleman Jorge Martin a metà gara, mentre il francese ha raccolto un opaco nono posto: “È molto difficile, abbiamo tanti problemi. È stato un disastro, ma io ho dato il mio 100% e non posso fare di più. Quando non hai grip è complicato”, si è sfogato il centauro della Yamaha

In precedenza, il Qatar si era già tinto d’azzurro con il successo di Migno in Moto3, capace di prevalere al fotofinish su Sergio Garcia.

Poi l’affermazione in Moto2 di Celestino Vietti, il quale fa sorridere Valentino Rossi con il primo successo nella categoria e soprattutto del neonato Team Mooney VR46.