As Roma, José Mourinho è il nuovo allenatore

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135506916 5ad358dd c723 44a1 b218 c400cd61e9f0AGI – Sarà Jose’ Mourinho l’allenatore della As Roma. Lo comunica la società. Con l’allenatore nuovo tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22 l’As Roma ha è raggiunto un accordo che lo legherà alla Società fino al 30 giugno del 2024.

“Siamo lieti ed emozionati di dare il benvenuto a Jose’ Mourinho nella famiglia dell’AS Roma”, hanno dichiarato il presidente Dan Friedkin e il vicepresidente Ryan Friedkin. “Jose’ è un fuoriclasse che ha vinto trofei a ogni livello e garantirà una leadership e un’esperienza straordinarie per il nostro ambizioso progetto. L’ingaggio di Jose’ rappresenta un grande passo in avanti nella costruzione di una mentalità vincente, solida e duratura, nel nostro Club”.

Jose’ Mourinho, 58 anni, è uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio e vanta 25 titoli in carriera. Durante il suo cammino ha guidato Porto, Chelsea, Inter, Real Madrid, Manchester United e Tottenham. Mourinho è uno dei tre allenatori che sono riusciti a vincere la Champions League con due squadre diverse, impresa che ha ripetuto anche in Europa League. Ha conquistato per tre volte la Premier League con il Chelsea e ha vinto i campionati nazionali in Italia, Spagna e Portogallo.”Quando Jose’ ci ha dato la sua disponibilità, abbiamo immediatamente colto l’occasione per parlare con uno dei migliori allenatori di tutti i tempi”, ha dichiarato Tiago Pinto, General Manager dell’Area Sportiva. “Siamo stati impressionati dal suo desiderio di vincere e dalla sua passione per il gioco del calcio: per lui non contano i trofei vinti in carriera ed è sempre concentrato sul prossimo. Possiede la conoscenza, l’esperienza e la leadership per competere a tutti i livelli. Siamo consapevoli di quanto, per poter costruire un progetto sportivo di successo, siano necessari il tempo, la pazienza e le persone giuste al posto giusto. Siamo decisamente convinti che Jose’ sarà l’allenatore perfetto per il nostro progetto, sia a breve sia a lungo termine. Tutti insieme, con la visione e l’ambizione di Dan e Ryan, costruiremo le fondamenta di una nuova AS Roma”.

“Grazie a Friedkin, Roma club ambizioso”

“Ringrazio la famiglia Friedkin per avermi scelto a guidare questo grande Club e per avermi reso parte della loro visione”. Lo ha dichiarato Jose’ Mourinho, prossimo allenatore della As Roma dopo l’annuncio ufficiale del club.

“Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto – ha detto il nuovo tecnico giallorosso – ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. Questa aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora d’iniziare la prossima stagione. Allo stesso tempo, auguro a Paulo Fonseca le migliori fortune e chiedo ai media di comprendere che rilascerò dichiarazioni solo a tempo debito. Daje Roma!”.

Effetto Mourinho a Piazza Affari, il titolo vola

Il titolo dell’As Roma vola in borsa dopo l’annuncio che Jose Mourinho sarà il nuovo allenatore della squadra nella stagione 2021-2022. A Piazza Affari le azioni guadagnano l’11,74% dopo un essersi mantenute piatte per tutta la sessione. In mattinata la società ha prima annunciato l’esonero dell’attuale responsabile tecnico, Paolo Fonseca, poi l’annuncio dell’ingaggio di Mourinho, anche lui portoghese. Cinquantotto anni, Mourinho è uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio e vanta 25 titoli in carriera. È inoltre uno dei tre allenatori che sono riusciti a vincere la Champions League con due squadre diverse, impresa che ha ripetuto anche in Europa League. Ha conquistato per tre volte la Premier League con il Chelsea e ha vinto i campionati nazionali in Italia con l’Inter, in Spagna con in Real Madrid e in Portogallo con il Porto.




L’Inter è campione d’Italia dopo 11 anni

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162227897 eba10149 4c10 4527 9747 abfbbf90a5a8AGI – L’Inter ha vinto il suo 19mo scudetto: la matematica è arrivata nel pomeriggio, con il pareggio dell’Atalanta per 1-1 dell’Atalanta sul campo del Sassuolo. Il vantaggio dei nerazzurri di Antonio Conte è ora di 13 punti, incolmabili nelle ultime quattro giornate di campionato.

L’Inter ha conquistato il suo 19mo scudetto undici anni dopo quello del Triplete: la squadra di Antonio Conte, dopo un girone di andata chiuso tra alti e bassi, ha imposto un ritmo infernale a quello di ritorno in cui ha inanellato solo vittorie con la parentesi dei due pareggi con Napoli e Spezia.

Gli 82 punti che gli hanno assicurato un vantaggio incolmabile con quattro turni di anticipo sono il frutto di 25 vittorie (di cui 14 in casa), sette pareggi e due sole sconfitte. Un ritmo che costretto una Juve titubante nel primo anno di Andrea Pirlo all’abdicazione dopo nove scudetti di fila.

Per i nerazzurri la stagione era iniziata in modo altalenante, complice il Covid che aveva falcidiato la squadra nelle prime giornate. Sei gol subiti nelle prime due partite contro Benevento, Fiorentina e Lazio, poi a metà ottobre la sconfitta nel derby contro il Milan per 1 a 2 (doppietta di Ibrahimovic e gol di Lukaku).

Nel frattempo il cammino europeo si complica subito: appena due punti nelle prime tre sfide con Borussia M’Gladbach, Shakhtar Donetsk e Real Madrid.

Così a dicembre arriva l’eliminazione dalla Champions e anche dall’Europa League con il quarto posto finale: dopo la vittoria in casa dei tedeschi, l’Inter non va oltre il pareggio casalingo contro lo Shakhtar. I nerazzurri, però, si mantengono in scia al Milan in campionato e la partita della svolta arriva il 17 gennaio quando a San Siro arriva la Juve, che nel primo anno di Conte ha strappato sei punti su sei all’Inter.

Stavolta invece finisce 2 a 0 con gol dell’ex Arturo Vidal e di Nicolò Barella. La giornata dopo arriva il pareggio 0 a 0 a Udine e da li’ inizia un girone di ritorno stratosferico fatto di 12 vittorie consecutive (compreso quelle pesantissime con Lazio e Atalanta e un derby di ritorno vinto 2 a 1), prima dei pareggi contro Napoli e Spezia e dei successi Verona e Crotone. La Coppa Itala è sfumata in semifinale con la Juve, dopo la soddisfazione di un altro derby vinto nei quarti.

A turno in campionato le rivali sono rimaste indietro, a partire dal Milan campione d’inverno condannato da una serie di ko interni. L’Inter al secondo anno di cura Conte ha fatto sua la filosofia di agonismo, lacrime e sudore del tecnico salentino.

Alla conferma dell’efficacia della LuLa si è aggiunta la spinta sulla fascia destra di un Hakimi inarrestabile con sette gol e sei assist e un Barella cresciuto in modo esponenziale. Dietro il trio Bastoni-De Vrji-Skriniar ha formato una diga che ha richiamato alla mente la Bbc della Juve. E anche quelli che dovevano essere i comprimari, da Darmian a un Perisic ritrovato, si sono sempre fatti trovare pronti. Anche Capitan Handanovic, nonostante qualche incertezza, si e’ confermato un portiere affidabile e senza eguali in Serie A per la sua capacità con i piedi nella costruzione dal basso che esige Conte.

“Vincere uno scudetto con quattro giornate d’anticipo, vuol dire che è strameritato”, dice Antonio Conte, intervistato da Inter Tv. “Lo abbiamo meritato, non ci sono altri aggettivi per dire quello che abbiamo fatto”, ha aggiunto il tecnico, “è motivo di orgoglio e soddisfazione. Iniziare questa avventura con l’Inter non è stata una scelta facile. Potevo fare scelte più comode, ma sono per le decisioni importanti che mi danno qualcosa e che mi portano a fare qualcosa di straordinario. Sono stati due anni intensi”.




Calcio Femminile. Semifinali di ritorno di Coppa Italia

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La finale di Coppa Italia vedrà opposte Milan e Roma

 

 

 

 




Il calcio femminile di Serie A – Risultati e classifiche

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Nasce la Super League con Juve, Milan e Inter. Furiose la Uefa e la Fifa

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101711228 50742d34 b347 4ddc 9410 89306f9026c7AGI – ​Dodici prestigiosi club europei di calcio hanno annunciato un accordo congiunto per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori.

Chi sono i fondatori

Tre club italiani – Milan, Juventus e Inter – insieme con Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcelona, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur hanno aderito in qualità di Club Fondatori. È previsto che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare “non appena possibile”, si legge in una nota.

In futuro, i Club Fondatori auspicano l’avvio di consultazioni con Uefa e Fifa “al fine di lavorare insieme cooperando per il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la nuova Lega e per il calcio nel suo complesso”.

La Uefa minaccia l’espulsione

La Uefa e le autorità calcistiche dei tre paesi – Italia, Spagna e Inghilterra – hanno avvertito che i club saranno esclusi dalle competizioni nazionali e dalla Champions League e che ai giocatori dei club partecipanti “potrebbe essere negata l’opportunità di rappresentare le proprie nazionali”.

“Aiuteremo il calcio ad ogni livello e lo porteremo ad occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo” ha detto Florentino Perez, presidente del Real Madrid CF e primo presidente della Super League “Il calcio è l’unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri”

Un nuovo modello di sviluppo

“I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale” ha detto Andrea Agnelli, presidente della Juventus e vicepresidente della Super League, “In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente”.

La Juventus ha diffuso una nota in cui avverte che “i club fondatori faranno tutto quanto possibile per realizzare il progetto nel più breve tempo possibile” Tuttavia, “la Società non può al momento assicurare che il progetto sarà effettivamente realizzato né prevedere in modo preciso la relativa tempistica” e “non dispone quindi allo stato di tutti gli elementi necessari al fine di svolgere valutazioni di dettaglio sull’impatto che la Super League potrà avere sulle sue condizioni e performance finanziarie ed economiche”.

Joel Glazer, co-chairman del Manchester United e vicepresidente della Super League, ha aggiunto che “mettendo insieme i più grandi club e giocatori del mondo ad affrontarsi per tutta la stagione, la Super League aprirà un nuovo capitolo per il calcio europeo, assicurando una competizione e strutture di prim’ordine a livello mondiale, oltre a un accresciuto supporto finanziario per la piramide calcistica nel suo complesso”.

La creazione della Super League arriva in un momento in cui la pandemia, secondo i soci fondatori, ha accelerato l’instabilità dell’attuale modello economico del calcio europeo.  “La pandemia ha evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale per accrescere valore e sostegno a beneficio dell’intera piramide calcistica europea” si legge nella nota, “In questi ultimi mesi ha avuto luogo un ampio dialogo con gli stakeholders del calcio riguardo al futuro formato delle competizioni europee. I Club Fondatori credono che le misure proposte a seguito di questi colloqui non rappresentino una soluzione per le questioni fondamentali, tra cui la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l’intera piramide calcistica”

Come si disputerà la Super League

Il format della competizione prevede 20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente.

Saranno giocate partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continueranno a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, “preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club”.

Ad agosto il calcio di inizio

L’inizio è previsto ad agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da dieci squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale.

Si punta anche a una Super League femminile

Dopo l’avvio della competizione maschile, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva lega femminile, “per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile”. L’obiettivo è fornire “una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega”.

Chi la finanzia

L’accordo prevede “l’impegno di ciascun club a sottoscrivere una quota del capitale sociale della società, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro incrementabili, ove necessario, fino a ulteriori 8 milioni”. All’avvio effettivo della Super League e a seguito della commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi alla competizione, in base all’accordo è previsto che i club fondatori ricevano nel complesso un contributo indicativamente di 3,5 miliardi, che verrà erogato in un’unica soluzione.

Questa somma, che sarà ripartita tra i club fondatori secondo percentuali da definire “in base al numero definitivo di club fondatori, sara’ resa disponibile attraverso adeguati strumenti di finanziamento sottoscritti da primarie istituzioni finanziarie internazionali”.

I club francesi e tedeschi, compresi i campioni d’Europa in carica del Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain, vincitore della finale di Champions League della scorsa stagione, non risultano ancora tra i fondatori della Super League.

“Ringraziamo quei club di altri paesi, in particolare i club francese e tedesco, che si sono rifiutati di firmare per questo”, ha detto la Uefa.

Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha paragonato i club della Super League agli ubriachi che lasciano un bar alle cinque del mattino “intossicati dall’egoismo e dalla mancanza di solidarietà”.

 

Il capo della Bundesliga Christian Seifert ha detto che la fuga potrebbe “danneggiare irreparabilmente i campionati nazionali”.




Calcio. La Serie A femminile

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Presentiamo risultati e classifica dell’ultimo turno della Serie A femminile di calcio.

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La Uefa vuole gli Europei di calcio a stadi aperti

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131922065 c34f5e34 b434 48ec 8c9e c60389deb764AGI – Per la Uefa i prossimi campionati Europei di calcio, previsti dall’11 giugno all’11 luglio, dovranno giocarsi con gli stadi aperti al pubblico. L’edizione itinerante che coinvolge 12 città, rinviata di un anno a causa della pandemia da coronavirus, potrebbe quindi mutare formula e sedi in base alla situazione della curva epidemiologica dei vari Paesi e alle misure che i governi vorranno adottare in vista dell’evento.

“Se una città dovesse proporre uno scenario a porte chiuse, le partite in calendario ‘potrebbero’ essere trasferite in altre città che hanno la capacita’ di accogliere gli spettatori”, ha detto l’organismo europeo all’agenzia Afp. I luoghi ad oggi designati sono Roma, Amsterdam, Baku, Bilbao, Bucarest, Budapest, Copenaghen, Dublino, Glasgow, Londra, Monaco e San Pietroburgo.

Una possibilità, quella del rinvio, che era gia’ stata ventilata dal presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, in un’intervista al giornale croato Sportske Novosti: “Le partite di Euro 2020 non saranno giocate davanti a tribune vuote” e tutti i Paesi ospitanti “dovranno garantire la presenza dei tifosi”.

L’organismo europeo ha dato tempo ad ogni città fino al 7 aprile per “presentare il loro scenario”, dagli stadi aperti a quelli chiusi passando per varie percentuali di presenza, e si aspetta di prendere una decisione “al piu’ tardi” alla riunione del suo comitato esecutivo previsto per il 19 aprile, alla vigilia del congresso annuale di Montreux.




Luna Rossa: il sogno è svanito

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045740047 d24a9e23 a6ab 4521 bbec 87f6bb7dd7c1AGI – Niente miracolo per Luna Rossa. Team New Zealand vince anche gara-10 e chiude il conto: 7-3, la America’s Cup resta a Auckland. Quattro anni dopo, i Kiwi si confermano i più forti al mondo. Dopo ventiquattr’ore di attesa, non c’è stata gara

Spostato il via di mezz’ora per le condizioni del tempo, alla fine nel Golfo di Hauraki è comparso un vento a dieci nodi, sufficiente per partire. Al villaggio della Coppa America avevano smesso di far entrare i tifosi un’ora prima del via, perché era tutto ormai pieno. Una marea di neozelandesi, adulti e giovanissimi, che si erano radunati per celebrare la vittoria

Poi, la gara. L’ultima della serie. Luna Rossa parte bene, ma Team New Zealand prende subito il comando, occupando il lato sinistro del campo di regata, quello risultato finora vincente. E il segnale per i ‘defender’ è confortante: l’equipaggio Kiwi va

La barca neozelandese gira al primo gate con 7” di vantaggio. Al secondo il vantaggio sale 9”. Luna Rossa è inseguita dalla paura di sbagliare ancora e perde sicurezza con il passare dei minuti. Ma le dichiarazioni del timoniere Francesco Bruni, poco prima della partenza, quel “battere New Zealand quando ti sta davanti è come cercare di annegare un pesce”, era sembrata già una resa.

A metà gara il vantaggio Kiwi è di 27”. Al quarto gate sale 37”. Al quinto, 49”. L’ultimo tratto è una passerella per la vittoria: New Zealand conquista la 36 America’s Cup davanti ai propri tifosi in festa. Per Luna Rossa finale amaro dopo un’avventura straordinaria. Anche i molti tifosi italiani sventolano le loro bandiere, e ne hanno motivo, anche se dopo l’iniziale 3-3, molti avevano cominciato a crederci.




Luna Rossa perde, poi il rinvio: New Zealand a un punto dall’America’s Cup

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051852232 cc8d4f00 08d2 4faf 8acc ceca87b7d5c5AGI – New Zealand è a un passo dalla conquista della conquista della 36ma edizione della America’s Cup grazie al successo su New Zealand nella nona regata che ha permesso ai kiwi di portarsi sul 6-3. Gara-10 è stata rinviata a mercoledì perché le condizioni di vento insufficiente nel Golfo di Hauraki non hanno permesso di partire.

Prova sfortunata degli italiani

Nella nona regata ci sono state cinque boe magnifiche di Luna Rossa in una sfida bellissima, veloce, sempre incerta, in cui la differenza l’ha fatta New Zealand, padrona del lato forte del campo di regata. E’ finita con i neozelandesi vincenti con un distacco di 30”, dopo aver inseguito a lungo. Rinviata di mezz’ora, gara-9 è partita parte con un buon vento, sui 16 nodi, che prometteva una regata molto veloce. E l’attesa non è stata tradita. Il primo tratto è stato un testa a testa con New Zealand che ha guadagnato il bordo esterno. Al primo gate il distacco tra le due imbarcazioni era di un secondo, a vantaggio di Luna Rossa, che gira al secondo con un margine piu’ ampio, 8”.

La regata più avvincente

La sfida è la più emozionante della serie, le strambate sono sincroniche, si toccano i 43 nodi, cioè 79 chilometri orari. I distacchi sono minimi, ma il timoniere azzurro, James Spithill, è ‘on fire’ e Luna Rossa mantiene un vantaggio di oltre un centinaio di metri, a metà del percorso l’equipaggio italiano prova a costringere i Kiwi a uscire dal campo di regata, ma i neozelandesi strambano e cambiano rotta. Al terzo gate l’Italia ha 9 secondi di vantaggio. Al quarto, solo 3”. Al quinto, Luna Rossa conduce, ma avere i ‘defender’ sul lato destro, quello forte, non è rassicurante, così decide di portare i campioni sulla sua sinistra, e cambia bordo. La scelta non è premiante. Team New Zealand va via: gira in modo perfetto sulla penultima boa, lo fa con 18” di vantaggio, prende il largo e taglia il traguardo con oltre 400 metri di vantaggio.




Luna Rossa sbaglia e perde, ora è sotto 5-3

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050059757 da0f4fbd 7cc1 4c34 908d b4bb5039fbd5AGI – Un disastro in acqua: Luna Rossa butta via una vittoria già certa in Gara 8, prende due penalità e chiude in ritardo di 3’55’’. Potrebbe aver compromesso l’esito finale della 36ª America’s Cup. Adesso Team New Zealand è avanti 5-3, dopo aver fatto bottino pieno.

Gara 8: un errore imperdonabile

L’equipaggio italiano ha commesso un grave errore, andando oltre il campo di regata e prendendo due penalità che l’hanno tolta dai giochi.

E questo è accaduto quando Luna Rossa aveva oltre quattro minuti di vantaggio, grazie all’errore commesso da Team New Zealand che, dopo il secondo gate, era andato in stallo, fermandosi in acqua, anche per il calo improvviso del vento.

L’Italia era scappata via, con oltre quattro minuti di vantaggio, sembrava fatta ma è arrivato l’errore di rotta. Penalità e fine, anche perché Luna Rossa non ha trovato il vento per ripartire. La gara è stata ridotta a cinque boe, per mancanza delle condizioni meteorologiche. Stanotte si torna in acqua, e per la prima volta i defender neozelandesi hanno la possibilità di chiudere la sfida. Con due vittorie, l’America’s Cup resterà ad Auckland. Luna Rossa deve vincerne almeno una per tenere vivo il duello.

Gara 7: I Kiwi vincono in rimonta

Alla settima prova arriva il break dei neozelandesi, che inseguono e poi dominano, chiudendo in scioltezza e portandosi avanti sul 4-3. Per Luna Rossa grande delusione e rovescio inatteso nelle proporzioni. Partenza equilibrata, ma con l’equipaggio italiano che ha stretto Team New Zealand sul bordo sinistro. I defender hanno protestato ufficialmente, ma non c’è stata nessuna penalità. Vento a 12 nodi, più del doppio rispetto a ieri, quando le regate erano state rinviate.

Al primo gate Luna Rossa gira con un vantaggio di 8 secondi, che equivale a un centinaio di metri. L’equipaggio italiano si prende un grande rischio nel concedere agli avversari il lato forte. Ma la scelta è premiata. Al secondo gate Luna Rossa segna un più 10”. Da questo momento la sfida diventa bellissima, la più incerta della serie, con sorpassi continui, fino a quando Luna Rossa sbaglia un’uscita e si allarga troppo cercando il lato forte.

New Zealand esce meglio e ribalta la sfida, chiudendo al terzo gate con 19” di vantaggio. Al quarto gate la regata ha già un padrone ed è Kiwi: più di 350 metri di vantaggio e +29”. Al quinto e penultimo gate il distacco aumenta a 48”, equivalente a oltre 750 metri. Luna Rossa cede di schianto e arriva dietro di un chilometro e distante 58”.