Italia, finisce l’era Gattuso: risoluzione consensuale con la FIGC

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gattuso da x nazionale 1024x576Si chiude l’esperienza di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana. Il tecnico ha raggiunto un accordo con la Federazione per la rescissione consensuale del contratto, ponendo fine al suo incarico con qualche mese di anticipo.

La decisione arriva al termine di giorni turbolenti per il calcio italiano, segnati anche dalle dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon, in un clima di forte delusione dopo i recenti risultati.

Gattuso ha deciso di fare un passo indietro riconoscendo il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati. Una scelta sofferta, maturata con senso di responsabilità verso la Nazionale e con l’intenzione di facilitare un nuovo percorso tecnico.

Nel suo messaggio di addio, l’ex commissario tecnico ha voluto sottolineare l’onore di aver guidato gli Azzurri, ringraziando la Federazione, lo staff e soprattutto i tifosi per il sostegno ricevuto durante il suo mandato.

Arrivato sulla panchina dell’Italia nel 2025, Gattuso ha cercato di dare nuova energia al gruppo in un momento delicato. Nonostante alcuni segnali positivi iniziali, il percorso si è interrotto bruscamente dopo la mancata qualificazione al Mondiale, evento che ha pesato in modo decisivo sulle scelte della Federazione.

Dalla Federazione sono arrivati parole di stima per il lavoro svolto dall’allenatore, riconosciuto come figura capace di riportare entusiasmo e senso di appartenenza attorno alla maglia azzurra, almeno nella fase iniziale del suo incarico.

Con l’uscita di scena di Gattuso si apre ora una fase di ricostruzione per il calcio italiano. Dopo le dimissioni ai vertici e il cambio in panchina, la FIGC dovrà individuare una nuova guida tecnica capace di rilanciare una Nazionale chiamata a ritrovare risultati e credibilità.

Un passaggio delicato, che segna la fine di un ciclo breve ma carico di aspettative non pienamente realizzate.




Mondiale di calcio: siamo fuori. Anche stavolta!

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69ccbba220865C’è un’Italia che vince, entusiasma, fa sognare. Ma non è quella del calcio.

Mentre la Nazionale resta ancora una volta fuori dal Mondiale, incapace da oltre dodici anni di ritrovare dignità e identità, altri sport — spesso definiti “minori” — raccontano una storia completamente diversa. Una storia fatta di talento, sacrificio e risultati.

Nel tennis, gli italiani dominano la scena internazionale, vincendo tornei e conquistando classifiche. In Formula 1 torniamo a competere ad altissimo livello, nello sci continuiamo a produrre campioni, e perfino nel baseball — disciplina certo non centrale nella nostra tradizione — siamo arrivati quarti al Mondiale.

E poi c’è il calcio. Il nostro sport nazionale. Quello che dovrebbe rappresentare il cuore pulsante del Paese. Quello dei quattro titoli mondiali, della tradizione, della passione popolare.

Oggi, invece, è diventato il simbolo di un fallimento.

Una Nazionale senza anima, senza gioco, senza orgoglio. Un gruppo di giocatori strapagati, incapaci di reggere il peso della storia che indossano. Mentre altri Paesi crescono, si rinnovano, investono nei giovani e nella formazione, l’Italia resta ferma, prigioniera di un sistema vecchio, autoreferenziale, incapace di autocritica.

Leggo sulla stampa alcune frasi che mi hanno colpito e che vi partecipo: “Un tempo in Italia i bambini crescevano con gli idoli, con le notti d’estate, con le partite viste insieme alla famiglia, agli amici, allo sconosciuto che abbracciavi per strada dopo una vittoria. I ragazzi di oggi non hanno vissuto il silenzio irreale di Pasadena dopo quel rigore sbagliato di Roberto Baggio, né le lacrime di Franco Baresi. Non sanno cosa significa trattenere il respiro mentre Fabio Grosso scrive la storia. E non hanno mai sentito, sulla pelle, quel brivido della voce del telecronista che urla: “Il cielo è azzurro sopra Berlino. Oggi invece cresce una generazione che il Mondiale lo guarda senza l’Italia”.

E così, mentre altrove si costruiscono vittorie, noi collezioniamo delusioni. Mentre altri sport esaltano il tricolore, il calcio lo trascina nel fango.

La verità è amara ma necessaria: il problema non è solo tecnico, è culturale. È un sistema che premia la mediocrità, che si accontenta, che ha perso fame e identità.

E fa ancora più male pensare che parliamo della stessa Italia che è stata quattro volte Campione del Mondo. Una storia gloriosa che oggi sembra lontana anni luce.

Forse è arrivato il momento di smettere di vivere di ricordi. Di smettere di proteggere privilegi e fallimenti. Di ricostruire davvero, dalle fondamenta.

Perché un Paese che vince ovunque non può accettare di essere umiliato proprio nel suo sport più amato.




Italia, contro la Bosnia è già una finale: dentro o fuori dal Mondiale

ansa tonali gol italia irlanda del nord

ansa tonali gol italia irlanda del nordDomani sera l’Italia si gioca tutto. La sfida contro la Bosnia ed Erzegovina ha il sapore di una finale anticipata: una partita da dentro o fuori nella corsa al Mondiale.

Dopo un percorso altalenante, gli Azzurri non hanno più margine di errore. Servono i tre punti per restare agganciati alla qualificazione e per evitare un epilogo che sarebbe clamoroso, soprattutto dopo le recenti esclusioni dalla fase finale.

Il commissario tecnico punta su una squadra solida e concreta, con l’obiettivo di ritrovare equilibrio tra difesa e attacco. Grande attenzione anche alla gestione della pressione: la posta in palio è altissima e ogni dettaglio può fare la differenza.

Dall’altra parte, la Bosnia non sarà un avversario facile. Squadra fisica, organizzata e pronta a sfruttare ogni occasione, arriva all’appuntamento con la stessa fame e determinazione.

Per l’Italia è una notte decisiva. Vincere significherebbe riaprire la strada verso il Mondiale. Perdere, invece, vorrebbe dire dire addio al sogno.




Sinner vince a Miami il “Sunshine Double”: batte Lehecka e la pioggia

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foto singola sito 2026 03 30t072840.848 1024x576Su Jannik Sinner non tramonta il sole. Miami dopo Indian Wells, il ‘Sunshine double’ (la doppietta nello stesso anno) è cosa fatta. L’ultimo a riuscirci era stato Roger Federer nel 2017. Ma nessuno mai come l’azzurro, primo in assoluto a centrarlo senza perdere nemmeno un set. Già, perché anche la finale di Miami è andata in bacheca in due set: 6-4, 6-4 al ceco Jiri Lehecka.

Sinner è stato più forte anche della pioggia, che ha prima ritardato e poi interrotto l’incontro per circa un’ora e mezza alla fine del primo set. Ma lui non si è lasciato distrarre dal traguardo da raggiungere all’Hard Rock Stadium, con anche la striscia record ora da aggiornare: siamo a 17 partite di fila e 34 set consecutivi vinti nei Masters 1000.

Per l’azzurro è il settimo torneo conquistato in questa categoria, complessivamente il 26esimo titolo Atp. Sinner, numero 2 al mondo, si avvicina così a 1.190 punti dallo spagnolo Carlos Alcaraz, leader della classifica: un altro passo verso l’obiettivo di tornare in testa al ranking.

SINNER: ‘SUNSHINE DOUBLE’ UN GRANDE TRAGUARDO

“Grazie al mio team per spingermi sempre oltre, stiamo facendo un lavoro fantastico. Cerco sempre di dare il meglio, ed è bello vedere che il lavoro svolto abbia dato i suoi frutti. Il ‘Sunshine double’ è qualcosa di difficile da immaginare, un grande traguardo”. Le parole di Jannik Sinner dopo la vittoria nella finale contro il ceco Jiri Lehecka che gli ha permesso di conquistare una storica ‘doppietta’: prima Indian Wells, poi Miami.

“Questo è uno splendido torneo, e i tifosi qui sono sempre al mio fianco, anche quando le cose magari vanno meno bene- ha aggiunto l’azzurro- Stavolta ho provato a restare solido viste anche le condizioni psicologiche non facili, con i ritardi e la lunga interruzione per la pioggia“. In generale, “la trasferta negli Stati Uniti è stata incredibile, abbiamo lavorato duro per arrivare qui in ottime condizioni e sono felice perché abbiamo vinto due trofei importanti” ha concluso Sinner.

(Foto da X)

agenzia Dire – dire.it




Italia avanti tutta: battuta l’Irlanda del Nord, ora la finale contro la Bosnia

ansa tonali gol italia irlanda del nord

ansa tonali gol italia irlanda del nordL’Italia fa il suo dovere, vince e convince. La nazionale azzurra supera l’Irlanda del Nord con una prestazione solida, fatta di equilibrio, qualità e momenti di buon calcio, guadagnandosi così l’accesso alla finale contro la Bosnia.

Una vittoria importante, non solo per il risultato, ma per il segnale lanciato: la squadra c’è, è compatta e sembra aver trovato ritmo e fiducia nel momento giusto.

Contro l’Irlanda del Nord non era una partita banale. Squadra fisica, organizzata, capace di chiudersi e ripartire. Ma l’Italia ha saputo gestire il match con maturità, senza fretta, colpendo nei momenti chiave e controllando il gioco.

La differenza l’hanno fatta:

  • il possesso palla
  • la qualità tecnica a centrocampo
  • una difesa attenta e concentrata

Una prova da squadra vera, che sa quando accelerare e quando amministrare.

Adesso però cambia tutto. In finale ci sarà la Bosnia, avversario meno “mediatico” ma tutt’altro che semplice.

Squadra:

  • fisica
  • diretta
  • pericolosa sulle palle inattive

E soprattutto con nulla da perdere.

Per l’Italia sarà fondamentale non abbassare la tensione. Le finali non si giocano, si vincono — e spesso si decidono sui dettagli.

Se gli azzurri vorranno portare a casa il trofeo, serviranno:

  • concentrazione massima
  • cinismo sotto porta
  • attenzione difensiva

Perché partite come questa possono cambiare su un episodio.

L’Italia arriva alla finale con fiducia e morale alto, ma guai a sentirsi già vincitori. Il calcio insegna che proprio queste sono le partite più pericolose.

La sensazione, però, è positiva:
questa squadra ha trovato equilibrio e sembra pronta per l’ultimo passo.

Ora manca solo la conferma.




Italia, notte da dentro o fuori: contro l’Irlanda del Nord per sognare il Mondiale

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qualificazioni mondiali 2026 italia irlanda del nord 300x197La Nazionale italiana di calcio è chiamata a vivere una delle sfide più delicate degli ultimi anni. Stasera, gli Azzurri affronteranno l’Irlanda del Nord nazionale di calcio nei playoff per l’accesso ai Mondiali, in una gara che vale un’intera stagione — e forse molto di più.

Dopo un percorso di qualificazione segnato da alti e bassi, gli azzurri si trovano ancora una volta a dover passare dagli spareggi, un terreno che negli ultimi anni ha lasciato ricordi amari ai tifosi. Ma questa volta il gruppo sembra avere una determinazione diversa: concentrazione, spirito di squadra e la consapevolezza che non ci sono più margini di errore.

Una sfida da affrontare con attenzione

L’Irlanda del Nord non è un avversario da sottovalutare. Squadra fisica, compatta e abituata a giocare partite di sacrificio, rappresenta un ostacolo insidioso soprattutto nelle gare secche. Gli Azzurri dovranno imporre il proprio gioco sin dai primi minuti, evitando cali di tensione che potrebbero risultare fatali.

Il commissario tecnico ha lavorato molto sull’equilibrio tra fase difensiva e capacità offensiva, puntando su un mix di esperienza e giovani talenti. Fondamentale sarà la gestione dei momenti chiave della partita: mantenere la lucidità, sfruttare le occasioni e non concedere spazi.

Il peso della storia e il sogno Mondiale

Per l’Italia, la qualificazione al Mondiale non è solo un obiettivo sportivo, ma una questione di identità calcistica. Restare fuori dalla competizione più importante per la terza volta consecutiva sarebbe un colpo durissimo per tutto il movimento.

I tifosi, in patria e all’estero — inclusa la grande comunità italiana nei Caraibi — guardano a questa partita con speranza e apprensione. È il momento di dimostrare che l’Italia è pronta a tornare tra le grandi del calcio mondiale.

Appuntamento con la storia

Stasera (in Italia) non sarà una partita qualunque. Sarà una prova di carattere, un esame di maturità, una sfida che può cambiare il destino di un’intera generazione calcistica.

Gli Azzurri sono chiamati a rispondere sul campo. E questa volta, davvero, non si può sbagliare.




SUPERCALCIO – L’Inter fermato, Milan e Napoli si avvicinano (VIDEO)

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In questa puntata domenicale di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 30.a giornata del campionato 2025-2026, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti: la giornata si apre con la vittoria del Napoli a Cagliari; il gol che decide la partita arriva già dopo due minuti: sugli sviluppi di un corner, Buongiorno ci prova, Caprile salva ma il palo accomoda per McTominay, che da pochi passi porta in vantaggio la squadra di Conte.

L’Udinese batte il Genoa a Marassi: friulani cinici con Ekkelenkamp e Davis. La squadra di casa con Malinovskyi e Colombo centra due traverse nel primo tempo, ma l’olandese e l’inglese, nel finale, fanno vincere gli ospiti.

La Cremonese espugna Parma e vince al Tardini con una doppietta: buona la prima per Giampaolo, con i grigiorossi che segnano con Maleh e Vandeputte  e fanno esordire bene il nuovo tecnico, facendo registrare il ritorno al successo dopo oltre tre mesi.

Tris del Milan sul Torino a San Siro con i granata che segnano comunque una doppietta con un buon primo tempo: gran tiro al volo di Pavlovic dal limite ed è gol con i granata che trovano il pari con Simeone in chiusura di primo tempo. L’approccio nella ripresa del Milan, però, è subito letale: Pulisic ispira il gol di Rabiot e Fofana trova l’uno-due immediato. II doppio colpo sembra annientare il Torino, che viene risvegliato dai cambi di D’Aversa e rischia di accorciare con Simeone, per poi farlo su rigore: Pavlovic stende il Cholito e Vlasic sigla il penalty e finisce così.

Il Sassuolo frena la Juventus allo Stadium con Pinamonti che firma il pari. Luciano Spalletti ritrova Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, in campo dopo 620 giorni ma questo non basta per regalare i tre punti alla Juventus. I bianconeri vengono infatti fermati sul pari dal Sassuolo, che ottiene un punto preziosissimo dopo una settimana terribile, caratterizzata da quella mini-epidemia di pertosse che ha costretto i neroverdi a rinunciare ad alcuni giocatori. Alla rete di Yildiz risponde l’ex Inter anticipando Bremer, poi è assedio Juve, che, nel finale, ha una grandissima chance dal dischetto di rigore e la spreca con Locatelli che calcia debolmente sul portiere Muric che para; decisivo anche subito dopo con una gran parata su Milik. Arriva dunque un pareggio amaro per i bianconeri, che agganciano il Como ma rischiano di perdere terreno dalla top-4.

Il Como batte il Pisa con una goleada: Fabregas quarto in solitaria con i lariani a valanga sui toscani, consolidato il +3 sulla Juve. Tornano al gol Nico Paz e Diao. Hiljemark e i suoi sempre più giù. Le altre reti di Douvikas, Baturina e Perrone per una domenica col segno del cinque.

L’Atalanta batte il Verona, la Lazio vince a Bologna: Zappacosta fa esultare i nerazzurri, mentre Taylor timbra con una doppietta la vittoria biancoceleste dopo il rigore sbagliato da Orsolini.

La Roma batte Lecce con il minimo scarto: Robinio Vaz firma l’aggancio al quinto posto della Juve con il francese che entra e di testa fa vincere Gasperini che è a -3 dal Como quarto. Di Francesco agganciato da Giampaolo che ora rischia grosso.

Fiorentina e Inter pareggiano: Ndour risponde a Esposito, altro pari per i nerazzurri. Pio la sblocca dopo quaranta secondi, i viola pareggiano nella ripresa: Chivu a +6 sul Milan e a +7 sul Napoli. Nel finale i nerazzurri provano a vincerla, ma De Gea chiude la porta a Esposito nel recupero. Più che possibile rigore non visto dall’arbitro e dal Var e nuova occasione per recriminare per l’Inter.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Pasquale Simonetta, Salvatore Servello, Sergio Onorati, John Groe, Claudio Cinque ed Emilio Palermo.

**Alla trasmissione hanno assistito circa 150 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Ivan Groe, Pasquale Simonetta, Annibale Merante, Tony Moccardi, Sebastiano Meli, Sam Dica e Vince Ionadi.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi agli amici dell’Inter Club Peppino Prisco di Woodbridge, a Vince Ionadi, a Sam Dica, agli amici di Lago (CS), a Filippo Gravina, a Luca Tomanelli, a Tony Moccardi, ad Annibale Merante, a Vito Caressa, a Nino Cioppa, ad Ivan Groe, a Domenico Staglianò, a Frank Riga, alla Signora Tina Wylie, a Romolo Groe, a Carmine Muto con il piccolo Giacomino, a tutto lo staff di Lago Ristorante, a Nicola Caressa, a Patrizio Serafini, a Massimiliano Menna, a Sebastiano Meli, a Joe Giampaolo e a Corrado Santacroce.




Messico, tre mesi ai Mondiali: per gli italiani residenti è l’estate più attesa di sempre

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1758870291 copiaMancano 80 giorni al fischio d’inizio. Chi vive in Messico lo sa già: quest’estate non sarà come le altre. L’11 giugno 2026 si aprirà ufficialmente la Coppa del Mondo FIFA, con la partita inaugurale allo stadio Azteca di Città del Messico. Per gli italiani residenti nel Paese, è un appuntamento da non perdere — e da vivere dall’interno.

Un mondiale in casa

Per la prima volta nella storia il torneo si svolge in tre nazioni: Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre partecipanti, sedici in più rispetto alle edizioni precedenti, suddivise in dodici gironi da quattro squadre ciascuno.

Il Messico ospiterà partite in tre città. L’Estadio Azteca di Città del Messico diventerà il primo stadio al mondo ad aver ospitato tre partite inaugurali di un Mondiale, dopo le edizioni del 1970 e del 1986 Nel 1970 fu proprio qui che si giocò la cosiddetta “partita del secolo”, la semifinale tra Germania e Italia, terminata 4-3 ai tempi supplementari, ancora oggi considerata una delle gare più belle della storia del calcio. Oltre alla capitale, ospiteranno partite anche Guadalajara e Monterrey.

L’Italia non c’è, ma il tifo sì

Non sappiamo ancora se la Nazionale italiana parteciperà al torneo. Se cosí non fosse si tratterebbe di una delusione per i tifosi azzurri residenti in Messico, che però potranno comunque vivere l’atmosfera da vicino. Le partite si disputeranno in tre fasce orarie: pomeriggio, prima serata e notturna. Per chi segue dall’Europa, molte gare cadranno tra mezzanotte e le tre di notte ora italiana, ma per i residenti in Messico gli orari saranno comodissimi.

Biglietti e sicurezza: cosa sapere

Chi vuole assistere alle partite in Messico deve muoversi per tempo. I tagliandi sono in vendita sul sito ufficiale FIFA e vanno a ruba, specie per le gare dell’Azteca. Le autorità ricordano di evitare i raduni di massa non organizzati e di seguire le istruzioni delle forze dell’ordine locali, che durante il torneo saranno presenti in forze in tutte le zone degli stadi e delle fan zone.




Baseball. Il sogno azzurro si ferma in semifinale: il Venezuela batte l’Italia 4-2 al settimo inning

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capturaSi è spento stanotte a Miami il sogno più bello della storia del baseball italiano. La Nazionale azzurra ha perso 4-2 contro il Venezuela nella semifinale del World Baseball Classic, disputata nella notte tra lunedì e martedì al loanDepot Park di Miami. Il Venezuela vola in finale, dove affronterà gli Stati Uniti. Per l’Italia, resta un’impresa che rimarrà nella storia.

Un torneo da leggenda

Fino a ieri sera l’Italia era l’unica squadra ancora imbattuta del torneo, con cinque vittorie in altrettante partite. Un cammino straordinario, costruito con carattere, talento e una buona dose di stile: i giocatori arrivavano alle partite in abito elegante, brindavano con l’espresso dopo ogni fuoricampo e regalavano bottiglie di vino al migliore in campo. La loro colonna sonora? “Time To Say Goodbye” di Andrea Bocelli. Un gruppo capace di battere Messico e Stati Uniti nel girone, e poi Porto Rico ai quarti, riscrivendo ogni record della propria storia.

La partita

L’Italia è partita subito forte: al secondo inning J.J. D’Orazio ha guadagnato una base per ball con le basi piene portando a casa il primo punto, e Dante Nori con un rimbalzante ha segnato il 2-0. Gli azzurri hanno retto per sei inning, tenendo il Venezuela a un solo punto grazie a un assolo di Eugenio Suárez al quarto. Per sei inning l’Italia ha dominato, concedendo un solo punto ai venezuelani. Poi è arrivato il settimo, e tutto è cambiato.

Con due out e un uomo in base, il Venezuela ha piazzato quattro singoli consecutivi che hanno ribaltato il punteggio: Ronald Acuña Jr. ha pareggiato con un singolo interno, Maikel Garcia ha segnato il punto del sorpasso e Luis Arraez ha chiuso con un altro RBI. Da 2-1 per l’Italia a 4-2 per il Venezuela, nel giro di pochi minuti.

Il bullpen venezuelano ha poi chiuso i giochi, concedendo zero punti negli ultimi tre inning e spegnendo ogni speranza di rimonta azzurra.

Orgoglio e lacrime

Tra i più commossi c’era il manager Francisco Cervelli, venezuelano di nascita ma con radici italiane, che guida la Nazionale azzurra. A fine gara ha detto ai suoi ragazzi che sono i campioni di questo torneo, che nessuno si aspettava quello che hanno fatto, e che hanno rivoluzionato l’Italia mettendo un altro sport sulla mappa. Sette milioni di italiani hanno guardato la partita nel cuore della notte.

Non era mai andata così bene agli azzurri: il risultato precedente migliore era stato un quarto di finale nel 2023. Questa volta si è arrivati fino in fondo, a un passo dalla finale. Il sogno si è fermato al settimo inning, ma il baseball italiano non sarà più lo stesso.




SUPERCALCIO – Anche per l’AIA era rigore per l’Inter. E Sarri con la sua Lazio batte il Milan! (VIDEO)

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capturaIn questa puntata domenicale di Supercalcio in diretta sulle pagine  https://www.facebook.com/share/g/1FgoEheuLi/?mibextid=wwXIfr o https://www.facebook.com/share/1Jj3YPDjyN/?mibextid=wwXIfr e visibile come di consueto su Fatti Nostri, naturalmente si è parlato della 29.a giornata del campionato 2025-2026, con una discussione serena e competente sui vari temi dettati dalle partite più importanti: il Torino batte il Parma 4-1 al Comunale con un punteggio più che rotondo: i granata dilagano nella ripresa dopo le reti di Simeone e Pellegrino per i gialloblù nel primo tempo; poi Ilkhan, l’autogol di Keita e Zapata lanciano l’ex D’Aversa.

L’Inter frena ancora, con l’Atalanta è 1-1 tra le polemiche: Pio Esposito porta avanti i nerazzurri, Thuram si mangia il raddoppio e, subito dopo, Krstovic pareggia e Manganiello fa infuriare i nerazzurri: espulso Chivu per proteste per il fallo non concesso su Dumfries che ha originato il gol atalantino e poi altre proteste per non aver concesso un calcio di rigore su Frattesi.

La Juventus vince sul terreno dell’Udinese con la rete di Boga: terzo gol consecutivo dell’ex Sassuolo e Nizza, che firma tre punti pesantissimi per la Vecchia Signora che ottiene la seconda vittoria consecutiva.

Il Genoa batte il Verona al Bentegodi: scatto-salvezza per De Rossi, gialloblu vicini alla Serie B, Sammarco e i suoi non danno continuità all’impresa col Bologna, salvezza lontanissima. Vitinha e Østigård firmano la doppietta del Grifone.

Il Bologna batte il Sassuolo e si prende il Derby emiliano del Mapei Stadium: la sfida si decide già dopo sei minuti con il favoloso controllo e destro al volo di Dallinga che fulmina Muric.

Spera ancora nella salvezza il Pisa, che all’Arena Garibaldi si impone con una netta vittoria sul Cagliari: Moreo la sblocca su rigore nei primi minuti, ma prima dell’intervallo Durosinmi lascia in dieci i nerazzurri per un fallo di reazione su Mina che gli costa il rosso. Nella ripresa, però, è Caracciolo, con due gol, a regalare il clamoroso triplo vantaggio agli uomini di Hjulmand. Poi, a metà ripresa, Pavoletti accorcia ma è troppo tardi, anche perché si fa espellere pure Obert.

Il Como batte la Roma al Sinigaglia: Douvikas e Diego Carlos rimontano Malen, Fabregas c’è per la Champions. Il greco e il brasiliano rispondono al rigore dei giallorossi rimasti in 10 per la doppia ammonizione molto dubbia di Wesley decretata dall’arbitro Massa.

La Lazio supera il Milan con Isaksen che abbatte i rossoneri e le loro speranze di scudetto: il Diavolo cade all’Olimpico e scivola a -8 dall’Inter capolista; Allegri viene avvicinato anche da Conte, ora a -1.

Rimane da giocare Cremonese-Fiorentina.

*Protagonisti della serata, come sempre in diretta, mirabilmente condotta da Italo Lo Presti, coadiuvato da Alex Ziccarelli, Pasquale De Stefano, Sergio Onorati, Salvatore Servello, Annibale Merante e Romolo Groe.

**Alla trasmissione hanno assistito oltre 150 persone, tra le quali hanno commentato in diretta: Tony Moccardi, Mario Rubello, Pasquale Simonetta e il Dr. Richard Dong.

***I saluti della conduzione e degli intervenuti sono invece andati inizialmente a tutti gli amici che ci seguono in generale, poi ad Antonio Folino, a Vito Caressa con anche la menzione speciale per la sua inclusione il prossimo 23 Aprile nella Toronto Azzurri Hall of Fame, unitamente a Giacomo Stecher, a Paolo Lambiente, a Vince Ionadi, a Domenico Staglianò, a Frank Riga, a Filippo Gravina, a Carmine Muto, a Mario Rubello, a Pasquale Simonetta, a Daniele Iapeti, a Massimiliano Menna, a Patrizio Serafini, a Nicola Caressa, ad Antonio Romanello, a Sam Gallucci, al Dr. Richard Dong, a Joe Giampaolo, a Tony Moccardi, a Dom Loparco e a Giorgio Gigantino.