Brasilia: in vigore l’accordo per il riconoscimento delle patenti di guida Italia-Brasile

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ambasciata a brasilia in vigore laccordo per il riconoscimento delle patenti di guida italia brasile immagine3 1È entrato in vigore il 28 aprile scorso l’Accordo tra Italia e Brasile per il riconoscimento reciproco delle patenti di guida.  L’Accordo, firmato il 15 luglio 2024 in occasione della visita in Brasile del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è già efficace in Italia e, nei prossimi giorni, sarà promulgato dalla Presidenza della Repubblica brasiliana per avere pieno effetto anche in Brasile. “Questa è una bellissima notizia” ha dichiarato l’Ambasciatore d´Italia in Brasile, Alessandro Cortese, che ha aggiunto: “L’entrata in vigore dell’Accordo facilita molto la vita sia della comunità italiana residente in Brasile, che dei brasiliani residenti in Italia. Sono particolarmente soddisfatto perché, dopo più di due anni di lavoro, grazie alla visita in Brasile del Presidente Mattarella e al nostro impegno, si potrà richiedere la conversione delle patenti. Si tratta di un beneficio effettivo e pratico, per molti”. Ai sensi del nuovo Accordo, i cittadini italiani e brasiliani residenti nei due Paesi potranno convertire la propria patente di guida (non provvisoria ed in corso di validità) nella corrispondente patente di guida dell’altro Paese, secondo tabelle di equipollenza concordate e senza dover sostenere nuovi esami teorici e pratici. L’Accordo e tutti gli allegati tecnici relativi (Tabelle di equipollenza, elenco dei modelli delle patenti di guida e formulari bilingue) possono essere consultati a questo link. (Inform)




Brasile, acquistata la nuova sede del Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre

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brasile acquistata la nuova sede del consolato generale ditalia a porto alegre. ambasciatore cortese immagine8 340x223È stato ufficialmente firmato il contratto di acquisto della nuova sede del Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre. L’atto è stato siglato l’11 marzo dal Console Generale Valerio Caruso, segnando – si sottolinea dal Consolato – un passo fondamentale per il rafforzamento della presenza italiana nello Stato del Rio Grande do Sul. La nuova sede garantirà maggior spazi, più moderni e funzionali, per rispondere al meglio alle esigenze della numerosa collettività italiana presente nel Rio Grande do Sul, rafforzando al contempo le relazioni culturali ed economiche tra l’Italia e la regione. L’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese, ha espresso grande soddisfazione: “L’acquisto della nuova sede del Consolato Generale è un traguardo importante che premia la nostra comunità del Rio Grande do Sul con un Consolato all’altezza della sua storia ultracentenaria. Si tratta di un’iniziativa che, oltre a migliorare i servizi consolari, invia un segnale forte per il rilancio dei rapporti tra Italia e Brasile, e in particolare con il Rio Grande do Sul, proprio quest’anno, in cui celebriamo il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in questo Stato”. (Inform)




La presenza emiliano-romagnola in Brasile: presentata la mostra virtuale

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25migrerLo scorso 21 febbraio, il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, in Brasile, ha presentato la mostra virtuale “La presenza emiliano-romagnola in Brasile” in un evento pubblico organizzato presso la sede dell’Instituto Cultural Ítalo Brasileiro.
Questo prodotto virtuale è stato concepito come una piattaforma interattiva e in continua evoluzione, simile a un museo online, che permetterà aggiornamenti costanti con nuovi contenuti.
La mostra racconta quindi le connessioni storiche e culturali tra l’Emilia-Romagna e il Brasile, mettendo in evidenza il ricco contributo degli immigrati e delle imprese emiliano-romagnoli in vari ambiti della società brasiliana.
La mostra è visitabile a questo link. (aise)




Bellunesi nel Mondo con due nuove Famiglie in Brasile: Florianoolis e Pedras Grandes

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24abmLa comunità di Pedras Grandes ha celebrato lunedì 17 febbraio la consegna ufficiale del gonfalone alla nuova Famiglia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), guidata dal sindaco Filippi Agnaldi. L’evento, che ha coinvolto circa cento partecipanti tra cittadini, sindaci dei comuni limitrofi e associazioni venete, si è aperto con una visita al municipio, ai primi edifici costruiti dai coloni e al vecchio cimitero in fase di restauro.
Durante la cerimonia, Gioia Sacchet, membro dell’esecutivo Abm, ha consegnato il gonfalone al presidente Oscar De Bona, il quale lo ha poi affidato al sindaco Agnaldi, in qualità di presidente della nuova Famiglia bellunese di Pedras Grandes. La giornata si è conclusa con una visita alla frazione di Zambuia, luogo storico dell’arrivo dei primi coloni.
La cerimonia di consegna si è ripetuta venerdì 21 febbraio a Florianopolis, presso l’assemblea legislativa del Parlamento dello Stato di Santa Catarina. In un’atmosfera solenne, alla presenza di numerosi soci, autorità statali e rappresentanti di istituzioni come i circoli italiani, la scuola di lingua italiana e Casa Italia, Gioia Sacchet ha consegnato il gonfalone al presidente De Bona, che lo ha poi affidato a Edson Biasuzzi Grando, nuovo presidente della Famiglia bellunese di Florianopolis.
L’evento si è concluso con la presentazione del libro Antonio Segreto di Nicola Vegro, accolto con entusiasmo dal pubblico. La celebrazione è proseguita sabato 22 febbraio con una cena offerta dal presidente Grando ai soci fondatori e al direttivo della famiglia ABM di Florianopolis.
A conclusione dei due eventi, il presidente De Bona ha dichiarato: “mi complimento con tutti coloro che hanno reso possibile la costituzione di queste due nuove Famiglie. I soci rappresentano il vero motore dell’Abm e il loro sostegno è fondamentale per consentire alla nostra storica Associazione, nata nel 1966, di proseguire nelle sue molteplici attività. Tra queste, il racconto della storia dell’emigrazione bellunese e di quei coraggiosi emigranti partiti dalle terre dolomitiche alla fine dell’Ottocento e che hanno contribuito a rendere grande il Brasile”. (aise) 




Brasile: Il Municipio di Timbò illuminato col Tricolore per celebrare gli immigrati italiani

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21timboLa città di Timbó, nello Stato brasiliano di Santa Catarina, entra nel clima delle celebrazioni per i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile con un tributo speciale. Dalla prossima settimana, come spiegato dal Consolato d’Italia a Curitiba, la facciata del palazzo del Municipio sarà illuminata coi colori della bandiera italiana – verde, bianco e rosso – come simbolo del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio culturale lasciato dagli immigrati italiani e dai loro discendenti.
Questa iniziativa fa parte del programma ufficiale dei festeggiamenti, che vedrà protagonisti una serie di eventi nel corso dell’anno, tra cui presentazioni culturali, mostre, gastronomia tipica e attività che rafforzano l’importanza dell’influenza italiana nella costruzione dell’identità locale. L’illuminazione tematica rimarrà attiva tutto l’anno, evidenziando la rilevanza storica di questa data e rendendo un continuo omaggio alle famiglie discendenti. (aise) 




La Presenza Emiliano-Romagnola in Brasile: mostra virtuale a San Paolo

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In occasione della Giornata Nazionale dell’Immigrato Italiano, il prossimo 21 febbraio il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo ha organizzato l’inaugurazione della mostra virtuale “La Presenza Emiliano-Romagnola in Brasile”. L’evento si terrà alle 19:30 (ora Brasile), presso l’Istituto Culturale Italo-Brasiliano (Rua Frei Caneca, 1071, São Paulo).
La mostra celebra le connessioni storiche e culturali tra l’Emilia-Romagna e il Brasile, mettendo in evidenza il ricco contributo degli immigrati e delle imprese emiliano-romagnoli in vari ambiti della società brasiliana. Nonostante la chiusura ufficiale delle celebrazioni dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile, l’iniziativa segna simbolicamente la fine di un ciclo di 12 mesi di celebrazioni che si chiude proprio nel giorno dedicato agli immigrati italiani.
La mostra virtuale esplora in modo interattivo e informativo diversi aspetti della presenza emiliano-romagnola in Brasile, con particolare attenzione a risultati inediti di un sondaggio con emiliano-romagnoli che vivono in Brasile, mappando dove si trovano, cosa fanno, i legami con la terra di origine e i loro desideri; curiosità sulle eredità culturali e storiche, che spaziano dalla gastronomia a tradizioni sportive, artistiche e imprenditoriali; racconti storici che riportano alla luce la traiettoria di famiglie e associazioni, nonché le loro influenze nello sviluppo del paese; interviste con professori universitari che condividono informazioni storiche e statistiche sulle esperienze di emigrazione prima della partenza per il Brasile.
“La pagina della mostra è stata sviluppata come una piattaforma dinamica, simile a un museo virtuale, che permette aggiornamenti continui con nuove ‘opere’ nel corso del periodo di esposizione”, commenta Eduardo Zampar Morelli, presidente del Circolo Emilia-Romagna di San Paolo.
In mostra la storia dell’immigrazione e il turismo di ritorno, ma anche le connessioni istituzionali e imprenditoriali tra l’Emilia-Romagna e il Brasile. Non mancano i contributi culturali e artistici, come musica, architettura e letteratura; la gastronomia, con un focus su piatti e tradizioni che hanno attraversato l’oceano; lo sport, con storie significative della presenza emiliano-romagnola nelle squadre e competizioni brasiliane.
Il progetto è realizzato dal Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, con il supporto della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo e di altre associazioni emiliano-romagnole che hanno partecipato attivamente al progetto, insieme a diverse istituzioni che promuovono la valorizzazione della cultura italiana in Brasile.
La partecipazione all’evento di inaugurazione è gratuita e aperta al pubblico, previa conferma di presenza entro il 19 febbraio, via email a: circolo@emiliaromagnasp.com. (aise) 




Alcune considerazioni sul lavoro consolare a Porto Alegre

lettere direttore

lettere direttoreCaro Direttore,

da affezionato lettore di Fatti Nostri, mi ha incuriosito l’articolo apparso nella recente edizione del giornale, sotto il titolo ”Brasile. Rio Grande do Sul, battuto il record di cittadinanze”.

A quanto infatti si apprende, l’Ufficio consolare nel Rio Grande do Sul ha festeggiato lo scorso anno un vero e proprio record, con l’emissione di ben 14.238 passaporti e 6 .464 nuove cittadinanze, un numero mai visto prima, a dire di quel console generale.

Ma il dato che più mi ha intrigato, devo confessarlo, è quello relativo alle 47 nuove assunzioni, il che significa, se capisco bene, che ben 47 funzionari prestano servizio attualmente nell’ufficio consolare di Porto Alegre. Ma un dato siffatto – mi domando- è attendibile?  A mo’ di utile comparazione, osservo che nel Consolato generale di Zurigo, con una popolazione italiana residente che è il doppio di quella di Porto Alegre, gli impiegati, fino a qualche mese fa, erano solo 35, compreso il console generale.

Ma ammettiamo pure che il dato di Porto Alegre sia vero, allora il record di cui si parla è tutto negativo. In Verità, noi non sappiamo come vengano impiegati i 47 funzionari in servizio, ma immaginando- come utile semplificazione- che 15 di essi lavorino allo sportello o ricevano le domande per il passaporto, il dato che ne risulta è semplicemente allarmante.

Infatti, se consideriamo realistico che un passaporto venga confezionato nell’arco di  trenta minuti – e questo infatti era il tempo medio che si registrava a  Zurigo prima degli sciagurati contingentamenti decisi dai diplomatici assieme ai sindacati, col pretesto del Covid-, se questo, dunque,  è il tempo medio di disbrigo delle pratiche per i passaporti,  ecco che ciascuno dei 15 impiegati rilascia in media 2 passaporti ogni ora, ossia 14  passaporti nelle sette ore lavorative, un dato, questo, che, moltiplicato per 15 ( il numero teorico di addetti al settore), si traduce in 210 passaporti rilasciati quotidianamente. Questa cifra, moltiplicata, a sua volta, per i 22 giorni lavorativi nell’arco del mese, fa 4.796 passaporti. Ciò significa che il consolato generale potrebbe rilasciare in tre mesi lo stesso numero di passaporti che oggi rilascia in un anno. È molto probabile, lo diciamo subito, che ci sfugga qualche passaggio, che il console generale potrà utilmente correggere.

Teniamo però a precisare che si tratta di semplici operazioni aritmetiche, che chiunque è in grado di condurre. Stando ai numeri, la produttività del lavoro (che è cosa diversa dalla produzione) sembrerebbe piuttosto bassa, e, anzi, bassissima. Rimane comunque un fatto, per noi curioso: Veramente a Porto Alegre sono in servizio 47 impiegati?

Ancora una osservazione: Si dà per scontato nell’articolo che nel Rio Grande Do Sul risiedano 5 milioni di potenziali cittadini italiani. È un dato, questo, di cui purtroppo non viene fornita la fonte, ma, ammesso che sia attendibile, ciò significa che all’incirca un abitante su due nel Rio Grande do Sul è di origine italiana. Anche in questo caso, sembrerebbe necessaria una rigorosa verifica presso l’Ufficio di Statistica della regione riograndense.  È mai possibile, ci chiediamo, che in America Latina siano quasi tutti italiani?

Con molti cordiali saluti,

Gerardo Petta- Zurigo