Voto in Canada, vincono i liberali di Carney: “La nostra terra agli Usa? Non accadrà mai!”

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895bcd09 4f6c 416b 897d 4b39409d569dIl Partito Liberale ha vinto le elezioni in Canada e Mark Carney è stato riconfermato primo ministro.

Sconfitto, si può dire, di misura Pierre Poilievre, nonostante il suo Partito Conservatore abbia ottenuto un record di voti rispetto alle votazioni del passato.

In calo il Bloc Québécois, crolla addirittura la sinistra dei New Democrats (NDP – il cui leader ha poi annunciato le sue dimissioni) che cede seggi sia ai Liberali sia ai Conservatori.

Secondo le proiezioni di CTV,  i Liberali non avrebbero ancora ottenuto la maggioranza assoluta, ossia almeno 172 dei 343 seggi della Camera dei Comuni, per poter governare senza il sostegno dei partiti minori. I voti della  provincia più occidentale della Columbia Britannica, l’ultima dove si sono chiuse le urne, saranno determinanti.

2eee3b69 df40 4d88 a85e df5d9590c83cCon il 96% dei voti scrutinati, il Partito liberale avrebbe 166 seggi, i Conservatori 145. Sul voto canadese hanno probabilmente pesato moltissimo le “minacce di annessione” di Trump e la guerra commerciale avviata dal presidente Usa, che hanno suscitato come reazione un’ondata di nazionalismo che ha fatto crescere i voti dei Liberali, aiutandoli enormemente a capovolgere il risultato elettorale.

La durissima risposta del Primo Ministro Carney a Trump, oltre alla sua grande esperienza in campo finanziario (ha diretto sia la Banca Centrale canadese durante la crisi del 2008 che la Banca Centrale britannica subito dopo la Brexit), evidentemente hanno convinto gli elettori che possa essere l’uomo giusto al posto giusto.

 




Presentato il nuovo piano economico canadese per difendere l’economia nella guerra dei dazi

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Foreign Affairs Minister Francois-Philippe Champagne gestures as he responds to a question at a news conference in Ottawa, Thursday, April 2, 2020. (Adrian Wyld/The Canadian Press via AP)

Il Ministro delle Finanze,François-Philippe Champagne, ha illustrato una serie di misure urgenti per sostenere le #imprese canadesi colpite dai #dazi imposti dagli Stati Uniti.

𝑻𝒓𝒂 𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊:
🔹 𝑼𝒏 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒓𝒂𝒎𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒎𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒃𝒂𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒔𝒆 𝒂𝒖𝒕𝒐𝒎𝒐𝒃𝒊𝒍𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆, 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒆𝒏𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆.
🔹 𝑬𝒔𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐𝒓𝒂𝒏𝒆𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒃𝒆𝒏𝒊 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒈𝒍𝒊 𝑼𝑺𝑨, 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂, 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆.
🔹 𝑰𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝑳𝒂𝒓𝒈𝒆 𝑬𝒏𝒕𝒆𝒓𝒑𝒓𝒊𝒔𝒆 𝑻𝒂𝒓𝒊𝒇𝒇 𝑳𝒐𝒂𝒏 𝑭𝒂𝒄𝒊𝒍𝒊𝒕𝒚 (𝑳𝑬𝑻𝑳) 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒐𝒓𝒏𝒊𝒓𝒆 𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒅𝒊𝒕𝒂̀ 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒊 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂̀.
Misure mirate, pensate per proteggere l’#economia #canadese, salvaguardare l’#occupazione e garantire la #competitività del Paese in un momento di forte #incertezza internazionale.



Vancouver (Canada). La presenza italiana alla manifestazione Grocery & Specialty Food West

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capturaOgni anno le maggiori catene di vendite di alimentari, i rivenditori al dettagli, i proprietari di negozi alimentari specializzati, gli operatori del settore immagazzinaggio di tutto il Canada si riuniscono per partecipare alle due giornate del più importante avvenimento annuale del settore: Grocery & Specialty Food West che si è svolto al Vancouver Convention Centre dal 14 al 15 aprile di quest’anno. Nell’immenso spazio destinato ai padiglioni degli espositori, si scambiano idee e informazioni, si parla di tendenze di mercato, insomma si gettano le basi per espandere il proprio campo di affari e magari incontrare nuovi partners.

captura 2All’avvenimento partecipano anche ditte di consulenza che offrono soluzioni a problemi che impattano la produttività, come TeksMed, una organizzazione che offre soluzioni etiche e creative al problema degli infortuni sul lavoro,  Second Harvest che distribuisce il cibo invenduto o o non riutilizzato a una serie di agenzie non-profit che aiutano chi ha bisogno, o CTM Architecture Ltd. specializzata in progettazione di spazi architettonici per l’industria della ristorazione.

Centinaia di persone circolano in sala, si incontrano, parlano di affari, migliaia di prodotti sono esposti e non ci si sottrae certo alla tentazione di assaggiare i prodotti e le specialità culinarie offerte.

Nel bel mezzo di questa orgia di suoni, colori e aromi, una bianca oasi di tranquillità: il padiglione Italia, elegantemente arredato con divanetto, sedie e tavolini, schermo che proietta immagini delle nostre eccellenze gastronomiche.

L’iniziativa viene organizzata e ospitata dall’Agenzia ICE (Istituto Commercio Estero) e, come afferma Marco Saladini, direttore dell’ICE di Toronto: “Presentiamo alcune novità del Made in Italy con postazioni individuali rappresentate dai titolari o dagli importatori, oltre a un’area completamente attrezzata gestita da chef per un cooking show dal vivo. Siamo fortemente motivati ad aprire nuove strade ai prodotti italiani pronti per il mercato anche nel Canada Occidentale e speriamo in una risposta entusiasta da parte dei visitatori.”

captura 3Sette aziende italiane partecipano alla manifestazione: Acetaia Terra del Tuono, maestri nell’arte del balsamico tradizionale con aceti premiati, autentici e ricchi del gusto di Modena; Le Delizie del Cupin,, con una gamma esclusiva di oli extravergine d’oliva monocultivar, salse e condimenti premium; Casafolino specializzata in confetture e conserve artigianali, perfette per la colazione o per arricchire un tagliere di formaggi e anche una gamma di risotti; Marcafè, caffè dal gusto robusto e aromatico, simbolo della tradizione e dell’eccellenza italiana nel mondo del caffè; Pedrazzoli, portavoce della migliore salumeria italiana, con salumi e carni gourmet di altissima qualità, Regal Pasta, produttore di pasta fresca all’uovo autentica e di qualità, dalle specialità regionali agli intramontabili classici; Solania, eccellenza italiana nel settore del pomodoro in conserva, selezionato e lavorato per preservare tutto il gusto della tradizione.

captura 4Al lavoro ai fornelli e alla macchina da caffè  o semplicemente in visita, volti noti della nostra comunità: lo chef Giovanni Trigona, coordinatore dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani-APCI, chef Davide Navarria, delegato APCI-BC e  il visitatore d’eccezione Giuseppe Cortinovis, considerato il migliore esperto di pizza in Canada. Ma è la presenza professionale della responsabile e Trade Analyst ICE di Vancouver, Maria Elena Lanzafame, e delle rappresentanti ICE Katiuscia Masini da Montreal e Paola Furno, Vice-Addetta Commerciale ICE Toronto, a dare il tocco di eleganza e informazioni mirate al padiglione italiano al GSW.

Al successo del padiglione Italia ha contribuito anche la collaborazione con APCI, ECM Espresso Machines,  e, per la promozione dell’evento digitale CDP-Simest, la Camera di Commercio Italiana in Canada Ovest.

Foto:

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Messico e Canada esentati dai dazi reciproci di Trump

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usmcapuntohorIl Messico e il Canada sono stati esentati dai dazi reciproci annunciati mercoledì dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La Casa Bianca ha indicato che entrambi i Paesi, che sono i principali partner commerciali degli Stati Uniti, sono stati esclusi da questa nuova misura perché sono soggetti alla tariffa generale del 25% imposta loro a causa della scarsa cooperazione in materia di traffico di droga e immigrazione, secondo la valutazione di Trump.

Tuttavia, la dogana statunitense continuerà a rinunciare a questa tariffa se i prodotti importati dal Messico o dal Canada rispettano le norme di origine del United States Mexico and Canada Agreement (Usmca).

Per imporre i dazi reciproci, Trump si è basato sull’International Emergency Economic Powers Act, citando il deficit commerciale degli Stati Uniti, che ha raggiunto la cifra record di 1,2 trilioni di dollari nel 2024, il calo della produzione industriale statunitense di alcuni prodotti e la perdita di posti di lavoro.

Trump ha annunciato che gli Stati Uniti imporranno una tariffa del 10% sulle importazioni da tutto il mondo e tariffe reciproche personalizzate su decine di Paesi.

Le tariffe aggiuntive personalizzate si applicheranno a circa 60 Paesi e rappresenteranno circa la metà delle tariffe applicate agli Stati Uniti (inclusa una misura sulla manipolazione valutaria e sulle barriere commerciali).

Immagine: thevisionary.finamex.com.mx

puntodincontro.mx




Canadian Chamber in Italy, missione esplorativa in Canada dal 23 al 31 maggio

canadian chamber in italy missione esplorativa in canada dal 23 al 31 maggio con lassociazione delle camere di commercio del mediterraneo immagine6

canadian chamber in italy missione esplorativa in canada dal 23 al 31 maggio con lassociazione delle camere di commercio del mediterraneo immagine6La Canadian Chamber in Italy ed ASCAME (Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo) saranno in visita in Canada dal 23 al 31 maggio  per una missione esplorativa istituzionale ed economica che toccherà tre città strategiche: Montréal, Ottawa e Toronto. La delegazione sarà composta da rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e professionale, impegnati a consolidare i rapporti con partner locali, esplorare opportunità di collaborazione e avviare nuovi contatti bilaterali. La missione nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo e le sinergie tra attori mediterranei e canadesi nei settori del commercio, turismo, innovazione, sostenibilità e cooperazione istituzionale. Tra gli appuntamenti di rilievo già in agenda: il 27 maggio, la delegazione prenderà parte allo Spring Summit organizzato da AIOT Canada a Ottawa, occasione di confronto su temi legati all’innovazione, alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici e privati. Il 30 e 31 maggio, la Camera sarà protagonista del World of Travel Expo di Toronto, in qualità di co-organizzatore del Mediterranean Pavilion, insieme ad ASCAME – Association of Mediterranean Chambers of Commerce and Industry. Il padiglione ospiterà conferenze, attività di networking, B2B meetings e vetrine promozionali dedicate al turismo sostenibile, all’agroalimentare mediterraneo e alla cooperazione economica tra la regione e il mercato nordamericano. “Questa missione –  spiega Caterina Passariello, Presidente della Canadian Chamber in Italy – rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del dialogo economico e culturale tra l’Italia, l’area mediterranea e il Canada. Vogliamo offrire alle imprese e alle istituzioni l’opportunità di costruire relazioni durature, basate su fiducia, cooperazione e visione condivisa. Partecipare a momenti come lo Spring Summit di Ottawa e il World of Travel Expo di Toronto ci consente di portare la voce del Mediterraneo su un palcoscenico internazionale e aprire nuove strade per collaborazioni concrete”. La Canadian Chamber in Italy invita istituzioni, associazioni di categoria, Camere di commercio e imprese canadesi interessate a incontrare i membri della delegazione a contattarla per pianificare incontri mirati durante le tappe della missione. Allo stesso tempo, aziende e professionisti italiani interessati a partecipare alla missione e alle attività previste nelle tre città canadesi possono esprimere il proprio interesse scrivendo all’indirizzo segreteria@canadianchamber.it. (Inform)




Montreal: l’Ambasciatore visita Aeromart

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31cattaneoL’Ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo ha visitato giovedì scorso, 27 marzo, il padiglione italiano ad Aeromart di Montreal, uno dei principali appuntamenti internazionali del comparto aerospaziale.
L’Agenzia ICE ha curato la partecipazione di 16 aziende italiane, cui si sono aggiunte 17 aziende al seguito della Regione Campania. Sforzi congiunti che, sottolineano da Ottawa, hanno contribuito a fare dell’Italia il Paese europeo più rappresentato alla fiera, con 37 partecipanti totali.
A margine del Salone, l’Ambasciatore Cattaneo ha aperto la tavola rotonda “Italy-Québec: A Space for Opportunities” organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Montreal con il supporto dell’ICE. Nel suo intervento, Cattaneo ha sottolineato il significativo aumento negli ultimi anni dell’interscambio tra Canada e Italia nel settore aerospaziale, nel contesto di una rinnovata collaborazione bilaterale, propiziata dal Memorandum siglato dalle due agenzie spaziali nel 2021.
Di fronte ad un pubblico di circa 100 operatori, ad animare il dialogo tra attori italiani e canadesi del settore aerospaziale sono stati il centro di ricerca italiano CIRA, il centro di ricerca quebecchese CRIAQ, il cluster Aéromontréal, la regione Campania e il consorzio aerospaziale della regione Emilia-Romagna.
Le aziende italiane intervenute ad Aeromart vantano competenze consolidate nel settore aerospaziale e operano, tra gli altri, nei sottosettori ingegneria, automazione, robotica e intelligenza artificiale, lavorazione meccanica, componenti grezzi e finiti, assemblaggio, collaudo, foratura e saldatura laser, controllo qualità, trattamento superficiale, prototipazione meccanica e 3D, sistemi di produzione e processi speciali, assemblaggio di aerostrutture integrate, manutenzione, riparazione e revisione di aeromobili e sistemi elettronici e digitali.
Aeromart ha offerto anche la cornice per annunciare l’accordo quinquennale di partenariato fra l’azienda campana DeAms e la multinazionale canadese Bombardier, con un primo progetto che prevede la creazione di una filiale DeAms a Montréal e la progettazione e costruzione di piattaforme elevatrici automatizzate per un valore totale iniziale di 1,5 milioni di dollari. (aise) 




Trump minaccia l’Ue e il Canada: “Nuovi dazi se vi alleate”, la replica: “Misure dal massimo impatto sugli Usa”

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“Se l’Unione Europea collabora con il Canada per danneggiare economicamente gli Usa, verranno imposti dazi su larga scala, ben più elevati di quelli attualmente previsti, per proteggere il miglior amico che entrambi questi Paesi abbiano mai avuto”: è il nuovo ammonimento che il presidente degli Stati uniti, Donald Trump ha inviato dal suo social network Truth agli ormai dichiarati “parassiti” del Vecchio continente e al Canada.

Oltre alle tariffe già annunciate del 25% sulle auto importate dal 2 aprile, Trump agita di nuovo lo spettro di altri dazi nell’eventualità di risposte coordinate tra i Paesi destinatari delle sue politiche economiche estere. La replica non si è fatta attendere sia da Bruxelles che da Ottawa.

L’UE: “PRONTI A UNA RISPOSTA FERMA E PROPORZIONATA”

“Siamo pronti a salvaguardare i nostri interessi economici e, se necessario, daremo una risposta ferma, proporzionata, robusta, ben calibrata e tempestiva a qualsiasi misura ingiusta e controproducente da parte degli Stati Uniti“. Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione europea interrogato dalla stampa a Bruxelles sull’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre dazi per il 25% su tutte le auto importate.

“La priorità è trovare una soluzione negoziata, una soluzione che vada bene per entrambe le parti, per l’Ue e per gli Usa, una soluzione che rafforzi le nostre relazioni commerciali ed economiche, che sono di gran lunga le più preziose e importanti al mondo: vogliamo costruire queste relazioni, non distruggerle”, ha continuato.
L’Ue “non vorrebbe dover imporre contromisure alle importazioni statunitensi”, ritenendo che questo non sia utile a nessuno, e sia un autolesionismo economico interattivo da parte degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Come ho già detto, una risposta proporzionata e ben calibrata e tempestiva a qualsiasi futura misura annunciata dagli Stati Uniti e l’elenco dei prodotti sui quali proponiamo ai nostri Stati membri di adottare contromisure sarà ben selezionato per creare il massimo impatto negli Stati Uniti e ridurre al minimo l’impatto sull’economia europea“, ha detto ancora il portavoce, sottolineando come in queste situazioni “occorre essere strategici”.

CARNEY: “COMBATTEREMO LE TARIFFE INGIUSTIFICATE CON AZIONI DAL MASSIMO IMPATTO SUGLI USA”

Il Canada deve “reinventare radicalmente la nostra economia” di fronte all’aumento delle tariffe imposte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affermato il primo ministro Mark Carney, intervenendo proprio sul tema dei dazi annunciati dal presidente Usa rivolti anche al suo Paese. Gli Stati Uniti “non sono più un partner affidabile”, ha evidenziato e Trump “ancora una volta ha imposto tariffe ingiustificate- ha proseguito- in violazione dei nostri accordi commerciali esistenti, ha preso di mira l’industria automobilistica e gli oltre 500 mila canadesi che lavorano in quel settore”.
Il primo ministro canadese ha quindi indicato la via: il suo paese “deve ridurre drasticamente la sua dipendenza dagli Stati Uniti e riequilibrare le sue relazioni commerciali altrove”. E soprattutto, “combatteremo le tariffe statunitensi- ha annunciato- con azioni commerciali di ritorsione che avranno il massimo impatto negli Stati Uniti“.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Canada. L’ambasciatore Cattaneo incontra una rappresentanza della comunità italo-canadese in Alberta

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imagesL’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, si è recato a Edmonton nell’Alberta per una visita ufficiale. Nel corso della visita, l’Ambasciatore è stato ricevuto dalla Luogotenente Generale (rappresentante vicereale in Alberta), Salma Lakhani, e dallo Speaker dell’Assemblea legislativa dell’Alberta, Nathan Cooper, che lo ha invitato ad assistere ad una sessione dell’Assemblea Legislativa. L’Ambasciatore Cattaneo ha quindi avuto incontri di lavoro con la Premier dell’Alberta Danielle Smith, il Ministro della Tecnologia e dell’Innovazione, Nate Glubish, e il Ministro del Lavoro, dell’Economia e del Commercio, Matt Jones. Nei diversi incontri si è discusso del crescente partenariato industriale e commerciale tra Italia e Alberta – con particolare attenzione a settori chiave come quello dell’intelligenza artificiale, dell’aerospazio e dell’energia – e delle opportunità di diversificazione di commercio e investimenti. Al centro degli incontri anche le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ed il rafforzamento della cooperazione bilaterale in campo scientifico e tecnologico, alla luce della presenza di numerosi ricercatori italiani con posizioni di rilievo presso i principali centri di eccellenza della Provincia canadese. La missione, arricchita da un incontro presso il centro di ricerca sulla intelligenza artificiale AMII, leader mondiale nell’ambito del “machine learning”, ha previsto infine una visita allo sportello consolare italiano di Edmonton ed un incontro con una qualificata rappresentanza della comunità italo-canadese presso il locale Centro Culturale Italiano. (Inform)




Canada: meglio solo, annesso agli USA o nella Comunità Europea?

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canada3 960xUn’analisi provocatoria su identità, sovranità e futuro geopolitico

Negli ultimi anni, tra crisi globali, riassetti geopolitici e nuove sfide economiche, il ruolo del Canada nel mondo sta tornando al centro del dibattito internazionale. Una nazione immensa, ricca di risorse, culturalmente complessa, ma talvolta schiacciata tra due colossi: gli Stati Uniti a sud e l’Unione Europea a est. E allora una domanda provocatoria sorge spontanea: il Canada è destinato a restare solo? O sarebbe più vantaggioso, in termini strategici ed economici, un destino condiviso, magari sotto l’ala degli Stati Uniti o della Comunità Europea?

La via solitaria: sovranità e orgoglio nazionale

Il Canada ha costruito negli ultimi decenni una forte identità autonoma, basata su valori come la tolleranza, il multiculturalismo, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente. È spesso visto come una via di mezzo tra l’individualismo americano e il welfare europeo. Restare solo, in questo senso, significa preservare un modello unico, indipendente sia dal pragmatismo capitalista estremo degli USA sia dalla burocrazia pesante di Bruxelles.

Tuttavia, l’isolamento ha un prezzo. La voce del Canada sulle questioni globali è spesso timida, coperta dal rumore dei giganti. La dipendenza economica dagli Stati Uniti è già una realtà: il 75% delle esportazioni canadesi è diretto verso il vicino meridionale. E sul piano geopolitico, Washington detta comunque molte delle linee guida della sicurezza nordamericana.

L’opzione USA: fusione inevitabile o pericolo per l’identità?

Immaginare il Canada annesso – formalmente o de facto – agli Stati Uniti può sembrare una distopia per molti canadesi. Ma se si guarda oltre l’orgoglio nazionale, l’integrazione con gli USA avrebbe vantaggi indiscutibili: un unico sistema commerciale e fiscale, difesa comune, maggiore peso globale. L’economia canadese potrebbe beneficiare dell’accesso diretto e senza barriere a un mercato di oltre 330 milioni di persone.

Il problema è culturale. La visione del mondo canadese è, in molti aspetti, in antitesi con quella americana. La sanità pubblica, le leggi sul controllo delle armi, l’approccio all’immigrazione, perfino la diplomazia: tutto racconta una storia diversa. Entrare negli USA significherebbe, per molti, perdere l’anima.

Un sogno europeo: l’Atlantico come ponte, non come barriera

E allora si potrebbe guardare altrove. Verso le radici storiche, culturali e linguistiche: verso l’Europa. L’adesione del Canada all’Unione Europea è un’ipotesi fantapolitica, certo, ma non totalmente assurda. Dal punto di vista commerciale, il CETA (l’accordo economico tra UE e Canada) ha già aperto una porta. Culturalmente, il legame è forte: basti pensare al Québec francofono, ai milioni di canadesi di origine italiana, irlandese, ucraina, tedesca.

Entrare nella UE significherebbe rafforzare il legame con un blocco economico che condivide molte priorità: sostenibilità, diritti civili, equità sociale. Ma vorrebbe dire anche sottoporsi alle regole complesse di Bruxelles e forse perdere parte della flessibilità che oggi il Canada usa come punto di forza.

La vera domanda è chi vogliamo essere?

In definitiva, non si tratta solo di economia o geopolitica. Si tratta di identità. Il Canada, con la sua storia unica e la sua posizione strategica, ha il privilegio (e la responsabilità) di poter scegliere. Potrebbe restare solo e cercare di alzare la voce nel mondo multipolare. Potrebbe fondersi con il fratello ingombrante americano, abbandonando parte della sua diversità. Oppure potrebbe aprirsi all’Europa, scegliendo una nuova forma di alleanza culturale e politica.

La risposta, forse, non sta in una scelta netta, ma nella capacità del Canada di continuare a essere ponte tra mondi, crocevia di civiltà e laboratorio di convivenza. Perché in fondo, in un mondo che cambia così velocemente, il futuro appartiene a chi riesce a tenere i piedi in più di un continente – senza perdere sé stesso.




Canada. Tre leader a confronto: corsa per la guida del Paese

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25corcan“Tre leader in corsa per la carica di primo ministro. Pierre Poilievre, Mark Carney e Jagmeet Singh hanno iniziato la loro campagna elettorale in queste elezioni anticipate, un voto – quello del 28 aprile – sul quale pende l’ombra minacciosa della guerra commerciale con gli Stati Uniti e il rischio dazi che potenzialmente potrebbe far sprofondare il Canada in una recessione devastante che non risparmierebbe alcun comparto del tessuto produttivo della nostra economia. Tre leader in corsa, con storie e carriere molto diverse, candidati per guidare il Paese in uno dei periodi più incerti della storia canadese. Andiamo a vederli da vicino”. Ne scrive Francesco Veronesi sul “Corriere canadese”, quotidiano che dirige a Toronto.
Pierre Poilievre. Pur essendo ancora molto giovane – ha 45 anni – Poilievre è il candidato primo ministro con più esperienza politica alle spalle. Il leader del Partito Conservatore, infatti, è stato eletto alla House of Commons per la prima volta nel lontano 2004, nel distretto di Nepean-Carleton e da allora ha sempre conquistato la riconferma. Con le elezioni del 2025, in caso di vittoria – scontata – nella circoscrizione di Carleton, per Poilievre sarebbe l’ottava legislatura. Una vita spesa in politica, e non solo all’opposizione, che guida dalla vittoria alla corsa alla leadership del 2022. Il leader tory, infatti, in passato ha ricoperto anche incarichi di governo sotto l’amministrazione Harper. Dal 2013 al 2015 è stato infatti ministro per le Riforme Democratiche, per poi passare nel rimpasto dello stesso anno al dicastero del Pubblico Impiego e dello Sviluppo Sociale. In questa campagna elettorale quindi Poilievre mette sul tavolo la tanta esperienza politica che non posso avere i suoi avversari.
Mark Carney. Freschezza e competenza. Carney, non potendosi giocare la carta dell’esperienza politica, punta tutto sulla sua autorevolezza in temi di carattere economico e commerciale per cercare di garantirsi il sostegno dell’elettorato canadese. Il leader liberale, 60 anni, ha lavorato alla Goldman Sachs prima di entrare in pianta stabile a Bank of Canada, facendo tutta la scalata fino alla nomina a governatore della Banca Centrale nel 2007, per volere dell’allora primo ministro Stephen Harper. Carney ha gestito la politica monetaria canadese durante i turbolenti anni della recessione provocata dalla crisi dei subprime fino al 2013, quando ha accettato di guidare Bank of England. Anche in questo caso ha avuto a che fare con un periodo di grande incertezza negli anni della Brexit. Carney è quindi tornato nel settore privato con Brookfield Asset Management, assumendo anche un incarico con le Nazioni Unite, per poi diventare consigliere economico di Justin Trudeau. All’inizio di questo mese, ha vinto la corsa alla leadership liberale, diventando primo ministro senza mai essere stato eletto. Ora, sull’onda dei sondaggi che lo danno in crescita, ha deciso di andare alle urne per legittimare le sue aspirazioni.
Jagmeet Singh. Nonostante i sondaggi dell’ultimo mese lo diano in grande difficoltà, Singh crede anche nella possibilità di rimonta, anche se in questo momento le speranze sono ridotte al lumicino.
Rispetto a Carney, Singh ha una maggiore esperienza politica, in diversi livelli di governo. È stato infatti deputato provinciale dell’Ontario per il distretto di Bramalea—Gore—Malton dal 2011 al 2017, in carica per due legislature. Nel 2017 è poi stato eletto leader dell’Ndp, che ha guidato in due elezioni federali. Nel 2019 sotto la sua guida, i neodemocratici sono passati da 39 deputati a 24, mentre nel 2021 c’è stato un lieve miglioramento, con la conquista di 25 seggi. Questo voto anticipato,quindi, ci dirà tanto anche sul futuro di Singh. Nel caso in cui i risultati non dovessero essere positivi – a conferma dei sondaggi e delle proiezioni che dimezzano la potenziale rappresentanza parlamentare – l’avventura di Singh alla guida dell’Ndp arriverebbe al capolinea.
Gli altri leader in corsa. Non aspirano a diventare primo ministro, ma sono comunque in corsa per aumentare la loro presenza parlamentare. Yves-François Blanchet, leader del Bloc Quebecois, punta a bissare il risultato del 2021, quando conquistò 32 seggi nella provincia francofona. La Verde Elizabeth May, co-leader con Jonathan Pedneault, vuole fare meglio rispetto ai due mp dell’ultima tornata elettorale, mentre Maxime Bernier del People’s Party cercherà di entrare alla House of Commons per la prima volta”. (aise) 

dal Corriere Canadese