Gli italiani all’estero al centro del confronto istituzionale: la sintesi della plenaria del CGIE

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17mattarellacgieIl Consiglio Generale degli italiani all’estero, dopo aver portato a termine venerdì scorso l’Assemblea Plenaria a Roma, ha tracciato un bilancio dell’ultimo anno di lavoro definito “intenso”. Ad illustrarlo è stata la Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, che durante l’assemblea si è confrontata “apertamente” sulla propria governance e ha rilanciato il rapporto con le istituzioni con cui “ha rivendicato la propria centralità di massimo organismo di rappresentanza delle collettività all’estero”. Una centralità che passa anche dal “richiedere i pareri obbligatori, nel rispetto della legge istitutiva”.
Nel suo bilancio, il CGIE ha anche espresso l’auspicio che “venga riconvocata la Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE”, la cui ultima riunione si è tenuta nel dicembre 2021.
“In un momento storico per le collettività all’estero, abbiamo convocato la politica al confronto con la vita vera delle persone sui temi caldi al centro del dibattito: cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero, incentivi al rientro” ha spiegato ancora il CGIE. Che al riguardo ha voluto ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “il riconoscimento dell’impegno quotidiano che sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini nazionali e che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Un ringraziamento al Capo dello Stato che si è esteso anche per aver ribadito come “la partecipazione al voto dei connazionali all’estero sia un’espressione di cittadinanza attiva e concorra alla formazione dell’energia che fa vivere la nostra società democratica, e che i Com.It.Es. e il CGIE sono dunque organismi che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”.
E non poteva mancare il ringraziamento a Mattarella riguardo l’apertura a una revisione della normativa sulla cittadinanza. Mattarella ha infatti spiegato come sia “utile seguire con attenzione la riflessione aperta nel Consiglio Generale sulla riforma della cittadinanza per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti”.
E al riguardo, il CGIE ha espresso anche il suo ringraziamento al Ministro degli Affari esteri, nonché Presidente del CGIE, Antonio Tajani, “per l’ascolto e l’apertura dimostrati nei confronti di interventi migliorativi della riforma che, seppur necessaria come sempre sostenuto dal CGIE, ha generato spaesamento nelle comunità all’estero restringendo drasticamente la trasmissione della cittadinanza e generando disparità di trattamento tra i connazionali, in particolar modo se in possesso di altra cittadinanza”.
Sul tema, l’Assemblea plenaria ha tenuto un ampio dibattito per poi arrivare a una sintesi che ha portato all’approvazione di un ordine del giorno con sei proposte migliorative. Il dibattito, oltre ai consiglieri, ha visto protagonisti anche gli eletti all’estero Fabio Porta, Andrea Di Giuseppe, Christian Di Sanzo, Andrea Crisanti, Francesco Giacobbe e Roberto Menia, oltre ai Presidenti dei Com.It.Es. di Bogotà e Johannesburg, Antonello Caponera e Piergiorgio Devalle. Presenti al dibattito anche il direttore generale della DGIT del MAECI, Luigi Maria Vignali, e il sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, che il giorno seguente ha poi illustrato la Relazione di Governo dalla quale è emersa apertura: “le proposte – ha assicurato – verranno valutate dopo aver illustrato la Relazione di Governo”.
“L’Assemblea plenaria ha inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno contenente proposte per rendere più sicuro l’attuale sistema di voto all’estero per le elezioni politiche e referendarie, e per riaffermare l’assoluta centralità del diritto di voto per i cittadini italiani residenti all’estero, nonché garantirne i principi costituzionali di personalità, libertà, uguaglianza e segretezza – ha spiegato ancora il CGIE -. Il documento, che si chiede venga sottoposto all’immediata attenzione di Deputati e Senatori, e delle Commissioni parlamentari preposte, è stato presentato dal presidente della III Commissione tematica, Filippo Ciavaglia, e approvato a seguito di un dibattito cui hanno fornito il proprio contributo Saverio D’Auria, docente di fisica sperimentale all’Università di Milano e volontario ai seggi della circoscrizione estero da molti anni, e Stefano Quintarelli, padre dello SPID e autore di uno studio sulla geolocalizzazione degli italiani all’estero e le opportunità di voto, i parlamentari Andrea Di Giuseppe, Fabio Porta, Toni Ricciardi e Francesco Giacobbe”.
“Il passaggio in plenaria – ha spiegato ancora il CGIE – ha significato anche l’attivazione della fase operativa del protocollo d’intesa recentemente firmato tra il CGIE e il Commissario straordinario Guido Castelli, intervenuto ai lavori, per ripopolare, attraverso la flat tax al 7% per i detentori di pensione estera, le aree del centro Italia colpite dal terremoto, rispetto a cui il CGIE farà la sua parte coinvolgendo i Com.It.Es. e le componenti del Sistema Italia nel mondo”.
Durante l’ultima giornata di lavori, il CGIE ha spiegato di aver impostato “una logica di sistema per gli incentivi al rientro”, con la presentazione del documento sugli “Incentivi al rientro: una necessità strategica per l’Italia e per i suoi cittadini all’estero” da parte del presidente della VII Commissione tematica, Matteo Bracciali. Nel documento, si propone di estenderne l’accesso anche ai lavoratori non qualificati, creare un ecosistema integrato per un rientro sostenibile e favorire il ripopolamento delle aree marginali con misure ad hoc.
Hanno fornito inoltre il loro contributo Michele Valentini, del Gruppo Controesodo, che rappresenta i circa 40mila lavoratori rientrati dall’estero nel corso degli ultimi 15 anni, Gabriele Marzano, che ha illustrato l’esperienza della Regione Emilia-Romagna con la sua legge sull’attrazione dei talenti, e Paolo Masini, Presidente della Fondazione Museo nazionale dell’emigrazione italiana.
L’Assemblea plenaria, sempre nell’ultimo giorno, ha approvato anche numerosi ordini del giorno relativi al potenziamento dei servizi consolari, alla trasmissione della lingua e della cultura e agli enti gestori, ai lavoratori frontalieri e per il finanziamento di bandi con borse di studio per docenti. È stato inoltre approvato un ordine del giorno che, avendo ricevuto notizie di alcune irregolarità riscontrate dal Com.It.Es. di Santo Domingo in occasione della recente tornata referendaria, ha ribadito “la necessità di un’azione forte nella direzione della piena trasparenza e partecipazione dei connazionali al voto”.
Infine, il CGIE ha istituito un premio annuale in memoria di Michele Schiavone, compianto Segretario generale del CGIE, con l’intento di “ricordarne l’impegno, la dedizione e il servizio reso alle collettività italiane con l’obiettivo di dare visibilità a quanti, nel mondo, lavorano per gli italiani all’estero”. (aise) 




Sessione conclusiva dell’Assemblea Plenaria del Cgie: l’intervento del Presidente della Fondazione del Museo dell’Emigrazione Italiana

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cgie masini ordini del giono immagine6 301x223Durante l’ultimo giorno dell’Assemblea Plenaria del Cgie, svoltasi presso la sede del CNEL, ha preso la parola il Presidente della Fondazione del Museo dell’Emigrazione Italiana Paolo Masini che ha in primo luogo rilevato l’importanza del ruolo delle donne all’interno delle istituzioni. “La firma con il Cgie – ha ricordato Masini – è stato il primo protocollo d’intesa che abbiamo realizzato, non era ancora aperto il museo, non era ancora scoppiato il covid, pertanto parliamo di un’altra epoca. Poi il museo ha finalmente ha aperto, ha fatto un grande lavoro e oggi sono più di 100 i protocolli d’intesa realizzati”. Masini ha poi sottolineato la necessità che il museo non guardi solo al passato, ma anche al futuro, in questo contesto si colloca l’intesa stipulata con Rai Italia in cui sì dà ampio spazio all’attualità. Il Presidente si è poi soffermato sul progetto realizzato dal Mei con la cooperativa sociale Transiti volto a formare i ragazzi che con l’Erasmus vanno all’estero, tentando di tenerli in qualche maniera anche collegati tra di loro. “Stiamo cercando di rispettare – ha continuato Masini – i grandi appuntamenti, per il centocinquantesimo dell’emigrazione italiana in Brasile. Abbiamo realizzato una crociera delle radici con Costa Crociera, dove all’interno si tenevano momenti di approfondimento sull’emigrazione italiana in Brasile. Vi sono 5 mostre che adesso stanno girando, ad esempio in Brasile, ma che faranno ancora altre tappe. Questa crociera delle Radici – ha aggiunto – è un format, che abbiamo depositato e che pensiamo di ripetere, perché davvero è andato molto bene”. Masini ha poi segnalato il convegno delle diaspore dove sono intervenuti, oltre al Direttore Generale Vignali, più di 120 direttori e storici dei musei dell’emigrazione di tutto il mondo, da Ellis Island a quelli italiani, che si stanno mettendo in rete anche grazie al progetto del Maeci. “Abbiamo lanciato di recente – ha continuato il Presidente – anche l’iniziativa Civico delle radici. Noi mettiamo fuori dalle case di emigranti che hanno fatto qualcosa di importante una targa con un QR code, che cliccando, permette di acquisire la storia del nostro connazionale. Lo abbiamo lanciato con la storia di Cecilio Perruzza, che è stato il primo a realizzare un albero di Natale al Rockefeller center, una tradizione che oggi continua in maniera molto più pomposa e ricca di quella che nacque nel 1931, come ringraziamento degli italiani a Rockefeller per il lavoro che avevano creato dopo la grande la grande crisi”.

Nella sessione conclusiva l’Assemblea del Cgie ha poi approvato numerosi Ordini del giorno. Fra questi segnaliamo quello di Luigi Billè (Regno Unito) volto a chiedere l’assegnazione di risorse aggiuntive e il potenziamento di organico per il Consolato di Manchester. Approvato anche l’Ordine del Giorno di Paolo Dussich (Repubblica Dominicana) con la richiesta di una revisione urgente, organica e strutturale del sistema di voto all’estero al fine di garantirne la trasparenza. Da ricordare anche l’Odg, presentato da Giovanni D’Angelo (Regno Unito), per la creazione di uno stabile sportello consolare a Leeds nel Regno Unito, in quanto la comunità nella regione dello yorkshire è in espansione. Dello stesso tenore l’altro Ordine del Giorno approvato di Aldo La Morte (Uruguay) volto a chiedere l’apertura di un Consolato Generale a Montevideo. Vari gli Odg proposti da Lidia Campanale (Austria) ed approvati. In uno su chiede che il Cgie faccia parte integrante del Segretariato della comunità della italofonia. Un altro Odg auspica una revisione della circolare 4 del 2022 sugli Enti Gestori e l’istituzione di un gruppo tecnico Cgie – Maeci per formulare proposte condivise di aggiornamento della circolare. Chiesto inoltre in un terzo Odg la creazione criteri che garantiscano maggiore continuità didattica alle scuole italiane all’estero, nonché una revisione dei meccanismi di riassegnazione dei docenti con particolare attenzione alla tutela della stabilità dei percorsi educativi. In un altro Ordine del Giorno Campanale sollecita l’attivazione di bandi per il finanziamento di borse di studio per giovani laureandi e neolaureati in lingua italiana. Da rilevare anche gli Odg del consigliere Pancrazio Raimondo (CGIL – CISL – UIL – Frontalieri ) che chiede di procedere l’applicazione dell’articolo 7 della legge per riconoscere ai frontalieri licenziati in Svizzera l’indennità di disoccupazione prevista. Un secondo Odg del consigliere sollecita il Governo italiano a procedere con urgenza ad aprire i negoziati con la Slovenia e la Croazia e di regolamentare la posizione specifica dei lavoratori frontalieri in una condizione bilaterale. Un terzo Ordine del Giorno, tutti e tre sono stati approvati, riguarda l’assistenza sanitari per i frontalieri in Svizzera. Sì del Cgie anche gli Odg dei consiglieri Eleonora Medda (Belgio) e Massimo Romagnoli (Belgio) che chiedono di valutare sia l’apertura di un Consolato onorario a Genk, sia un incremento del personale presso il Consolato Generale di Bruxelles. Segnaliamo infine tre Ordini del Giorno dei consiglieri della Svizzera Carmelo Vaccaro, Toni Ricciardi, Barbara Sorce, Roger Nesti, Giangi Cretti e Giuseppe Rauseo che chiedono rispettivamente un miglioramento delle condizioni di attrattività dei consolati in Svizzera; un coordinamento tra il Maeci ed il Ministero dell’Interno in vista delle prossime elezioni per garantire un allineamento puntuale tra l’anagrafe consolare e l’elenco elettorale e una collaborazione; la creazione di un dialogo con il sindaco di Losanna per individuare in tempi rapidi una sede stabile per lo sportello consolare. Tutti e tre gli Odg sono stati approvati. (Lorenzo Morgia – Inform)




La Segretaria Generale Prodi chiude i lavori del Cgie: nel 2026 parleremo dei 40 anni della nascita dei Comites

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prodi cgie immagine16 301x223A chiusura dei lavori dell’Assemblea Plenaria la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi ha annunciato che si svolgerà una sessione telematica per fare in modo di diffondere le risultanze delle Commissioni tematiche che non sono state illustrate nei lavori dell’Assemblea per mancanza di tempo. Prodi, dopo aver sottolineato l’esigenza di portare avanti nel Cgie una logica collegiale, ha evidenziato l’importanza che il lavoro dell’Assemblea Plenaria venga preparato in anticipo nell’interesse di tutti. La Segretaria generale ha anche segnalato che dal prossimo anno saranno realizzati dei webinar, che potrebbero essere allargati anche ai Comites, per diffondere le attività del Cgie, coinvolgendo ad esempio gli esperti e la grande risorsa delle Consulte regionali. Lo scopo degli incontri sarà anche quello “ di approfondire e dilazionare la quantità di informazioni e di lavoro che si attribuisce a una Plenaria che è l’unica occasione in presenza e che chiaramente non può svolgere tutte le attività in proprio. Penso – ha aggiunto Prodi – che ciò che va fatto in presenza e ciò che va fatto da remoto sia una delle chiavi sulle quali potrà essere incentrato il secondo anno che mi appresto a coordinare di questo Consiglio”.  La Segretaria Generale ha poi evidenziato come la Commissione Lingua e Cultura stia lavorando sulle prospettive degli enti gestori e che nel 2026 verrà approfondita la questione dei quarant’anni della nascita dei Comites “perché la nostra rappresentanza – ha rilevato – ha bisogno di essere conosciuta per poter essere ancora più incisiva nel dibattito che comunque, ricordiamo, questa settimana ci ha posto a un livello di centralità rispetto alle istituzioni”. (L.M.- Inform)




Assemblea Plenaria del Cgie, dibattito sul tema degli incentivi ai rientri in Italia

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prodi cgie immagine16 301x223Nell’ultima giornata di lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale si è dibattuto, presso la sede del CNEL, sul tema degli incentivi per i possibili rientri in Italia di connazionali che hanno trovato occupazione fuori dai confini nazionali. La giornata di lavori si è aperta con i saluti del Segretario Generale del Cgie, Maria Chiara Prodi, che ha voluto ringraziare il CNEL per l’ospitalità e ha anticipato che l’accordo da siglare tra le due entità vedrà la costituzione, al più presto, di un gruppo di lavoro. “Ciò che abbiamo convenuto con il CNEL è la volontà di lavorare assieme sulle questioni che riguardano gli italiani all’estero”, ha spiegato Prodi ricordando che corpi intermedi come lo sono Cgie e Cnel contribuiscono a quella missione multi-livello già menzionata da Prodi durante i lavori di questa Assemblea Plenaria con molteplici interlocutori. Si è quindi entrati nel merito del tema del dibattito. Matteo Bracciali (Presidente della Commissione del Cgie nuove emigrazioni e generazioni nuove) ha illustrato la relazione sul tema, definendo gli incentivi al rientro come “una necessità strategica per l’Italia e per i suoi cittadini all’estero”. Bracciali ha introdotto la questione partendo dall’idea che una mobilità sostenibile non possa prescindere dalla sua “circolarità”, basandosi anche sull’analisi di un momento storico in cui l’Italia affronta contemporaneamente una crisi demografica, un impoverimento del tessuto produttivo in molte aree interne e una perdita continua di giovani e competenze verso l’estero. “Le politiche per il rientro degli emigrati italiani rappresentano non solo un’opzione, ma una vera e propria priorità strategica. Milioni di cittadini italiani vivono all’estero, molti dei quali nati in Italia o figli di italiani emigrati negli ultimi decenni. Una parte significativa di questa popolazione possiede competenze professionali, relazioni internazionali, spirito imprenditoriale e capitale umano che potrebbero contribuire in maniera sostanziale al rilancio del Paese”, si legge nella relazione illustrata da Bracciali nella quale si auspica però che queste politiche siano davvero efficaci e strutturali per andare oltre la logica del premio ai singoli talenti e abbracciare una visione più ampia, inclusiva e sostenibile. Per Bracciali occorre partire ad esempio dalle proposte del Gruppo Controesodo per il rientro di lavoratori qualificati. “La gran parte degli italiani all’estero non appartiene, però, a queste categorie. Nelle comunità italiane sparse nel mondo – soprattutto in Europa, in Sud America e in Nord America – vivono e lavorano artigiani, operai specializzati, lavoratori dei servizi, piccoli imprenditori, tecnici, spesso con una grande esperienza e un forte attaccamento all’Italia, ma senza i requisiti per accedere alle agevolazioni oggi previste per i cosiddetti cervelli”, si evidenzia nella relazione sottolineando la necessità di rendere disponibili tali incentivi anche a chi non ha un titolo accademico o non opera in settori ad alta specializzazione. “Esiste purtroppo ancora un’emigrazione italiana povera che viene sfruttata all’estero e della quale non si parla”, ha poi lamentato Bracciali durante il suo intervento. Allo stesso tempo la relazione ha invitato a riflettere sull’opportunità di creare un ecosistema integrato (casa-lavoro-formazione) per un rientro sostenibile. Rientrare in Italia non è tuttavia un gesto isolato, né una semplice scelta fiscale. “È piuttosto una decisione complessa che coinvolge intere famiglie; cambia progetti di vita, impone costi, implica sfide pratiche e culturali. Per questa ragione, le politiche di incentivo non possono basarsi su strumenti frammentari, ma devono essere coordinate in un sistema integrato che tenga insieme tre elementi fondamentali: l’abitazione, il lavoro e la formazione”, viene evidenziato aggiungendo che, sul fronte abitativo, servono misure che vadano oltre il contributo una tantum: mutui agevolati con garanzia pubblica, accesso a immobili a prezzo calmierato, bonus per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche. Parallelamente, secondo Bracciali, è essenziale offrire percorsi di reinserimento lavorativo che siano realistici e flessibili. Inoltre è fondamentale favorire il ripopolamento delle aree marginali, con misure su misura, valorizzando “l’opportunità storica che il rientro degli italiani dall’estero rappresenta per le aree interne del Paese, oggi colpite da un progressivo spopolamento, dalla desertificazione dei servizi e dal calo demografico”. Viene infine precisato che molti dei Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti – soprattutto in regioni come Calabria, Molise, Basilicata, Sicilia, Sardegna – rischiano di scomparire nel giro di pochi decenni. La relazione ha dunque posto sotto la lente di ingrandimento la centralità di “una visione politica a medio e lungo termine” dotata di un sistema organico per uscire dallo stallo in cui versa una parte consistente di Italia. A seguire è intervento di Michele Valentini (Gruppo Controesodo) che ha definito la questione dei rientri come un qualcosa che sta molto a cuore a questo gruppo di lavoro nato nel lontano 2010, la cui duplice missione è portare avanti le istanze dei lavoratori che rientrano e aiutare chi è al momento all’estero per avere informazioni affidabili sulle agevolazioni fiscali. “Già nel 2010 ci rendemmo conto che bisognava fare qualcosa per la gestione di questa emergenza, che colpisce sostanzialmente le risorse più giovani che scappano dal nostro Paese alla ricerca di altre opportunità e di stipendi più elevati”, ha spiegato Valentini ricordando che in tredici anni ha lasciato l’Italia oltre mezzo milione di giovani di età compresa tra 18 e 34 anni. Valentini ha anche menzionato la cifra importante di 134 miliardi di investimenti fatti dall’Italia sulla formazione di giovani che vanno poi ad arricchire altri Paesi nel mondo collocando a sua volta l’Italia agli ultimi posti quale polo attrattivo per giovani di altri Stati. Valentini ha poi precisato che nella maggior parte dei casi i rientri in Italia sono dettati da ragioni meramente familiari. “La famiglia è più importante di qualsiasi agevolazione fiscale”, ha commentato Valentini. Valentini ha anche invitato a riflettere sul pericolo che potrebbe derivare, come già accaduto, da un nuovo espatrio di persone rientrate qualora le misure attrattive siano troppo limitate temporalmente o comunque non strutturali. Nel suo intervento il deputato Toni Ricciardi (Pd -ripartizione Europa) ha auspicato sempre più agevolazioni per incentivare l’ingresso nella pubblica amministrazione di personale che all’estero abbia conseguito un’attestazione di un dottorato di ricerca o docenza ossia, secondo la nozione anglosassone di derivazione latina, un attestato PHD. Replicando a una richiesta della consigliera Eleonora Medda (Belgio) sui numeri dei rientri, Valentini ha precisato che prima del cosiddetto DL crescita del 2019 si stimavano in 27mila unità mentre nel periodo successivo a quella misura – pensata anche in funzione di situazioni critiche come la Brexit – i rientri sono aumentati a circa 40mila fino al 2023. Da gennaio 2024, in virtù della legge di bilancio, ci sarebbe stata però secondo il Gruppo Controesodo una riduzione dei rientri del 40%. Per quanto riguarda nello specifico i Paesi più significativi sul fronte dei rientri, Valentini ha citato Germania, Spagna., Francia e Svizzera – per l’Europa – mentre, a livello globale, si sono segnalati gli USA e alcuni Paesi asiatici. Il consigliere Alessandro Boccaletti (Lega) ha sottolineato che, in un sistema economico internazionale così competitivo anche sul fronte degli stipendi e sull’opportunità di crescita sociale, l’Italia avrebbe difficoltà ad attirare rientri se non cambia approccio. Valentini si è detto d’accordo sull’idea che un rientro non debba poggiare solo su fattori economici ma anche su prospettive sociali e di crescita. I consiglieri Francesco Papandrea (Australia) e Giuseppe Scigliano (Germania) hanno suggerito a loro volta come l’incentivo fiscale rischi di non essere sufficiente per un rientro. “L’agevolazione fiscale aiuta chi ha coraggio”, ha replicato Valentini. La consigliera Barbara Sorce (Svizzera) ha chiesto quanto influisca la meritocrazia nella scelta di andare all’estero. Valentini ha risposto sostenendo che in realtà più del 70% delle risposte nei sondaggi tra gli associati indichino la ragione economica come prioritaria: all’estero pagano di più la professionalità. Valentini ha anche auspicato che si possa fare affidamento sulla rete diplomatico-consolare per raggiungere, informare connazionali in Paesi più lontani dall’Europa sulla possibilità di rientro. Il consigliere Antonio Iachini (Venezuela) ha definito fondamentali le risorse italiane all’estero per la crescita dell’Italia, invitando a fare maggiormente sistema tra tutte le realtà. Piergiorgio Devalle (Presidente Comites Johannesburg) sottolineato come molti giovani italo-sudafricani vorrebbero rientrare in Italia, ma il problema è la mancanza di riconoscimento dei titoli di studio, come invece avviene nel Commonwealth. Valentini ha sostenuto che quello del riconoscimento dei titoli di studio all’estero è sempre stata  una questione molto sentita e rappresenta un limite forte alla possibilità di rientro. Valentini ha poi sollevato un altro elemento, su sollecitazione della sala, ossia la questione che ruota attorno al cosiddetto “obbligo del nesso” legato al trasferimento del contribuente avente già la promessa di un lavoro. Il consigliere Massimo Romagnoli ha sollevato la questione della meritocrazia, sottolineando come a volte nelle grandi società italiane valga di più una raccomandazione. Valentini ha concluso precisando che quello della meritocrazia è un tema culturale. Fra gli altri interventi segnaliamo quello del Vice Segretario di nomina governativa Gianluca Lodetti che ha messo in evidenza la pericolosità dello spopolamento delle aree interne del nostro paese, che rischia di diventare irreversibile. Lodetti ha anche rilevato come il fattore dell’incertezza, che non dà la possibilità di programmare la propria vita, impedisca il ritorno dei nostri connazionali   “La qualità della vita e dei servizi, – ha spiegato il Vice segretario – rappresentano un cerchio che si chiude, per ridare maggiore circolarità alla migrazione e attrattività al nostro Paese . Per quanto ci riguarda – ha poi sottolineato Lodetti – come rappresentanti degli italiani all’estero, noi dobbiamo inserire tutto questo in una politica generale dello Stato, che riguarda il mantenimento dei legami funzionali di chi espatria con il Paese, nonché di politiche di reinserimento e di ritorno. Perché per noi – ha aggiunto – è tutto legato, cioè quando parliamo di lingua e cultura non parliamo di insegnamento, ma di mantenimento dell’identità. Quando parliamo della necessità di rafforzare il discorso della rappresentanza, noi parliamo del mantenimento dei legami. Quando parliamo dell’insegnamento storia della dell’emigrazione vogliamo mantenere i legami tra le nuove generazioni ed i residenti in Italia, e le generazioni che stanno all’estero”.  (Inform)




All’Assemblea Plenaria del Cgie gli esperti intervengono sulla messa in sicurezza del voto all’estero

cgie foto tua semza riccairdi immagine25 478x223

cgie foto tua semza riccairdi immagine25 478x223Nella seconda giornata di lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’estero si è svolto il dibattito sul tema della messa in sicurezza del voto all’estero. Nel suo intervento introduttivo la Segretaria Generale del Cgie , Maria Chiara Prodi ha sottolineato come questo tema sia fondamentale per i connazionali nel mondo perché, come ha anche ricordato il Presidente Mattarella, la partecipazione degli italiani all’estero ha un valore per l’Italia. Per Prodi però la sicurezza del voto deve andare di pari passo con una sempre maggiore informazione e consapevolezza del voto per i diretti interessati. La Segretaria Generale ha anche sottolineato come, in caso di possibili abusi o distorsioni del sistema, gli italiani all’estero dovrebbero essere in generale considerati come parte lesa. Di fatto è stato delineato come questo sistema possa funzionare nel modo migliore garantendo la procedura del voto dall’inizio alla fine. Prodi ha menzionato, a titolo di esempio, i problemi che si sono a volte verificati nella sede di Castelnuovo di Porto adibita per diverso tempo allo spoglio delle schede provenienti dalle circoscrizioni estere e oggetto di contesti confusi. Va ricordato che, ad oggi, il voto all’estero avviene per corrispondenza postale e che i plichi – contenenti le schede e il certificato elettorale – arrivano direttamente al domicilio estero del connazionale: plichi che poi, per il tramite dei Consolati, una volta espletato il voto e richiusi rientreranno in Italia. Nella sua relazione il Prof. Saverio D’Auria dell’Università Statale di Milano ha sottolineato alcune criticità del voto all’estero, sostenendo anzitutto come alcune tipologie di elezioni, come i referendum, per ovvie ragioni siano sostanzialmente poco interessate da eventuali brogli; possibili tentativi di brogli sono, invece, ipotizzabili nel sistema delle preferenze o lì dove ci siano interessi elettorali evidentemente più forti rispetto a quelli di un referendum. D’Auria ha anche evidenziato come naturalmente ci siano Consolati che ricevono pochi plichi ed altri che invece ne ricevono moltissimi: questo dipende ovviamente dal bacino di utenza di quella particolare circoscrizione consolare. Milano, Firenze, Bologna e Napoli sono gli uffici periferici in Italia adibiti dall’Ufficio Centrale di Roma allo scrutinio finale delle schede rientrate in Italia dall’estero. Un problema sollevato da D’Auria è il rischio che schede false vengano stampate in loco, oppure che schede vere sino sottratte dalle cassette postali. Dal punto di vista dell’espressione del voto per corrispondenza vero e proprio, vi potrebbe poi essere un problema relazionato al rischio che possa venir meno la segretezza del suffragio stesso o la possibilità che azioni dall’esterno possano influenzare la libera scelta dell’elettore non tutelato dalla segretezza della cabina elettorale. Per D’Auria uno dei modi per risalire a possibili brogli è l’analisi calligrafica delle preferenze, laddove risulti abbastanza palese la presenza sospetta di una medesima mano dietro più voti. Per quanto riguarda le eventuali soluzioni D’Auria ha sottolineato come il voto elettronico preveda una alfabetizzazione elettronica ancora non adeguatamente diffusa, mente il voto al seggio, che implica un suffragio segreto e libero, non appare applicabile per i Paesi di grande estensione territoriale. In questo caso sarebbe auspicabile per D’Auria, una scelta ibrida con l’uso del voto per corrispondenza in caso di grandi distanze, ma con l’utilizzo di schede stampate in Italia con sistemi di tutela contro eventuali contraffazioni. E’ stata poi la volta del Dott Stefano Quintarelli, accademico e imprenditore informatico. Nella sua relazione Quintarelli ha delineato, tra le principali difficoltà associate alla digitalizzazione del voto all’estero, quella relativa allo SPID a sua volta collegata all’ottenimento del codice fiscale. Quintarelli ha chiarito i tre aspetti che renderebbero il voto davvero sicuro: integrità del voto, libertà da condizionamenti esterni, segretezza. Sono tre aspetti che sono previsti dal voto in cabina e dovrebbero sussistere all’unisono, e che non sono presenti nel voto elettronico. Secondo Quintarelli si potrebbe garantire più sicurezza anche già nel voto tradizionale, cioè quello cartaceo, apponendo ad esempio una filigrana sulle schede che le renderebbero autentiche e quindi non facilmente duplicabili: un po’ quello che avviene con le banconote. Istituire dei seggi fisici presso le sedi diplomatico-consolari potrebbe poi aiutare a rendere più sicuro il voto, visto che la maggioranza degli elettori è concentrata nelle grandi città, lasciando il voto per corrispondenza nelle grandi aree. Si è anche parlato dell’uso nei seggi delle “Voting Machines”, sistema di voto utilizzato negli Stati Uniti che presenta dei vantaggi, ma anche dei costi. Rispondendo alle domande dei consiglieri il Prof D’Auria ha precisato come sia difficile esercitare una forma di controllo tecnico su un eventuale voto di tipo elettronico; cosa un po’ diversa sarebbe inserire ad esempio un QR code ai plichi elettorali. Si è anche parlato della possibilità effettuare lo spoglio delle schede direttamente nei Consolati e non in territorio italiano; in proposito D’Auria ha valutato la difficoltà logistica di quei seggi che si trovassero a diverse migliaia di chilometri dall’Italia. Si è anche evidenziato come vi sia comunque una quantità relativamente esigua di elettori che chiedono un duplicato sostitutivo delle schede. Rilanciata anche la questione dell’allineamento delle anagrafi consolare con i dati dell’AIRE per definire in maniera precisa gli aventi diritto al voto. Dal canto suo Quintarelli ha ribadito come il voto al seggio, pur non potendo coprire tutto l’elettorato, possa innalzare il livello della sicurezza. Auspicato anche un maggior controllo sui verbali elettorali. (Inform)




Assemblea Plenaria del Cgie, la relazione della Segretaria Generale Maria Chiara Prodi

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cgie prodi immagine17 346x223La Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi ha illustrato la sua relazione all’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero rivolgendo in primis un ringraziamento al Ministro degli Esteri Tajani – che ricopre anche l’incarico di Presidente del Cgie  – per il tempo dedicato all’incontro con i consiglieri, nonostante gli impegni dettati dal difficilissimo scenario internazionale. Altrettanta soddisfazione è stata espressa dalla Segretaria Generale per l’incontro con Capo dello Stato Mattarella che ha evidenziato il protagonismo del mondo degli italiani all’estero. “Le parole del Presidente sul voto all’estero e sui giovani saranno il nostro faro in questi giorni”, ha spiegato Prodi parlando quindi di un’occasione storica da non sprecare anche per poter presentare delle migliorie a questo sistema rappresentativo del mondo degli italiani all’estero. Prodi ha spiegato che negli ultimi dodici mesi il lavoro del Cgie si è rivolto su vari fronti, come ad esempio migliorare la trasparenza interna, pubblicando tutti i resoconti nel sito ufficiale e rafforzare la comunicazione esterna, dotandosi di un ufficio stampa. Prodi ha anche auspicato che nella prossima legge di bilancio il Cgie possa contare sulle risorse necessarie per esercitare a tutti gli effetti il proprio ruolo. La Segretaria Generale ha spiegato che si è lavorato negli ultimi mesi, in preparazione della plenaria, proprio per consentire un lavoro più agile all’interno del Cgie, soprattutto tra Comitato di Presidenza e Commissioni tematiche. Tra le collaborazioni con altre entità istituzionali, Prodi ha menzionato quella che verrà stretta con il CNEL che tra l’altro ospiterà proprio la seduta conclusiva dei lavori del Cgie, e quella già sottoscritta con il Commissario straordinario per la ricostruzione. Segnalato anche il futuro rinnovo dell’intesa con il Museo dell’Emigrazione di Genova. “In questi giorni avremo l’opportunità di fare insieme un ragionamento su quella che viene chiamata governance e una riflessione su cosa vogliamo che sia il Cgie”, ha aggiunto Prodi tornando al ruolo dato al Consiglio Generale dalla sua legge istitutiva e alla ricerca di una visione per il futuro. La Segretaria Generale ha poi evidenziato l’importanza del ruolo di ciascun membro del Cgie, sia consiglieri eletti che consiglieri di nomina governativa. “Agiamo in un contesto multi-livello”, ha precisato Prodi ricordando anche l’importante ruolo dei Comites e delle  istituzioni italiane – tra le quali le Regioni – che, a vario titolo, interagiscono con il Cgie. In proposito Prodi ha ricordato che il lavoro multi-livello deve naturalmente amalgamarsi con il lavoro programmatico da attuare periodicamente, anche attraverso il prezioso strumento dell’incontro da remoto. Tra gli obiettivi dati da questa assemblea plenaria ci sono tematiche relative a lingua, cultura e storia dell’emigrazione italiana. “Lavorare per obiettivi ci permette di avere una sintesi”, ha sottolineato Prodi auspicando che il Cgie possa sempre più ricevere da altre istituzioni stimoli ai quali rispondere, ad esempio la richiesta di pareri come peraltro previsto dalle normative vigenti. Prodi ha inoltre espresso soddisfazione per alcune proposte del Cgie  che sono state accolte,  ma ne restano alcune ancora in sospeso come quelle riguardanti le problematiche relative ad esempio allo Spid o alla Carta d’identità elettronica. Auspicata poi da Prodi la convocazione della Conferenza Stato- Regioni- Provincie Autonome- Cgie, che si è riunita l’ultima volta nel 2021. La Segretaria Generale, dopo aver rilevato la necessità che i pareri obbligatori previsti per legge vengano effettivamente richiesti al Cgie,  ha inoltre ringraziato, a nome di tutta l’Assemblea , il Direttore Generale per gli italiani all’estero Luigi Maria Vignali, che sta per assumere un altro incarico. Un saluto che è stato caratterizzato da un applauso dell’intera platea. E’ stata poi ricordata la memoria del compianto ex Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone, a cui verrà dedicato un premio per le associazioni che operano nel mondo dell’impegno civile. Prodi ha infine ricordato come il Cgie debba operare, poiché rappresenta le comunità nel mondo, al di fuori dalle logiche partitiche e sindacali per cercare di trovare una sintesi sulle questioni. (Inform)




Assemblea Plenaria CGIE: approvate le proposte di modifica della legge sulla cittadinanza

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facebook assemblea plenaria cgie approvate le proposte di modifica della legge sulla cittadinanza. il testo dellordine del giorno immagine14 491x223Nella sua prima giornata di lavori assembleari il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha approvato a maggioranza un ordine del giorno con il quale propone al Parlamento di introdurre modifiche alla riforma sulla cittadinanza.

Di seguito pubblichiamo il testo dell’Ordine del Giorno

“Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

VISTO il testo novellato della Legge 91/1992 (Nuove norme sulla cittadinanza) dal Decreto-legge 36/2025 e convertito dalla Legge 74/2025.

CONSIDERATE le inquietudini che essa ha sollevato nell’insieme delle Comunità italiane nel Mondo.

ASSUNTO  il lavoro compiuto dalle Commissioni permanenti del CGIE, in particolare dalla III Commissione, dalle commissioni continentali e dalla commissione di nomina governativa. PRESO ATTO con favore di quanto affermato dal Presidente della Repubblica nell’incontro con il CGIE del 17 giugno 2025 e da quanto affermato dal Ministro degli Affari Esteri nell’incontro con il CGIE del 16 giugno 2025, che hanno riconosciuto la possibilità di prevedere modifiche alle disposizioni legislative adottate in modo da affrontare alcune criticità prodotte dalle norme in questione.

PROPONE

Di introdurre modifiche legislative per:

  1. Eliminare i limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all’estero che sono già in possesso della cittadinanza italiana;
  1. Eliminare le limitazioni alla trasmissione della cittadinanza italiana da parte dei connazionali in possesso anche di altra cittadinanza;
  2. Eliminare qualsiasi termine massimo per la presentazione delle richieste di riacquisto della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno perduta in virtù della normativa antecedente all’attuale legge;
  3. Riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana agli italo-discendenti che dimostrino un legame culturale e linguistico con l’Italia;
  4. Riconoscere il diritto alla presentazione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza a tutti che al 27 marzo 2025 erano già inserite nelle liste di attesa nelle nostre sedi consolari anche se a loro non sia stata ancora attribuita una data per la presentazione della domanda;
  5. Richiedere dati statistici sul riconoscimento della cittadinanza italiana, come per esempio i valori percepiti sul capitolo 7-bis della tabelle delle tariffe consolari di ogni sede consolare dal 2014 al 2025” . (Inform)



Mattarella riceve il CGIE

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presidenza delkla repubblica mattarella incontra cgie immagine16“È con grande piacere che vi accolgo al Quirinale, in occasione di questa vostra quinta consiliatura. Vorrei anzitutto esprimervi il sentimento convinto di riconoscenza per il lavoro che svolgete al servizio delle nostre comunità nel mondo. Il vostro impegno quotidiano sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini del nostro Paese. Voi contribuite, con grande merito, a rappresentarli. Un’ampia popolazione, composta da collettività all’estero, che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Con queste parole di benvenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio di oggi al Quirinale la Segretaria Generale del CGIE Maria Chiara Prodi e i Consiglieri, a Roma per la 47ª Assemblea Plenaria che si aprirà domani. Erano presenti il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale con delega per gli italiani nel mondo Giorgio Silli e il Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia. “Davanti a lei Signor Presidente – ha esordito nel suo intervento la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi – ha 63 persone in rappresentanza del mondo intero. Un mondo in cui l’Italia è protagonista, è costruttrice di futuro, è immagine operosa di quella italicità che riconosce a chi ama l’Italia una capacità di apertura, uno stile nel creare le relazioni che è la nostra risorsa più importante e più invidiata”. “Noi, rappresentanti delle comunità italiane all’estero, – ha proseguito Prodi – siamo oggi nella trincea più importante di tutte. Quella della democrazia e della partecipazione. Gli italiani nel mondo possono essere l’antidoto naturale ai venti di guerra e di divisione che soffiano sul nostro presente”. “Noi – ha rilevato la Segretaria Generale – insieme a milioni di italiani e di italo discendenti siamo attraversati in questi giorni da due domande cruciali . Cosa fa di noi degli italiani? Cosa vuole l’Italia per il suo futuro. In tanti vogliono farci credere che la democrazia e la partecipazione siano ormai parole in via di estinzione , che dobbiamo rassegnarci ad un mondo individualista e condannato alla sterilità di differenze che non trovano forma di dialogo. Che la politica, intesa come arte di organizzare la speranza, sia morta. Ma qui davanti a Lei vi sono i consiglieri del Cgie impegnati in un percorso di lavoro collegiale , determinati a dimostrare che è possibile sentirsi parte di una comunità nazionale quale che sia il proprio indirizzo di residenza e il proprio orientamento politico”. “Nei prossimi giorni – ha continuato Prodi – offriremo al Paese la sintesi del lavoro delle comunità italiane nel mondo su tre temi che abbiamo identificato come prioritari : legge di cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero , gli incentivi di rientro in Italia. Sono grandi temi di attualità intorno ai quali si condensano tensioni ed attese e che gli italiani nel mondo vogliono affrontare da protagonisti”. “Gli italiani all’estero – ha aggiunto la Segretaria Generale – sono ormai più del 10% della popolazione nazionale. La nostra più ferrea determinazione deve poter contare sull’applicazione completa delle nostre leggi istitutive, Abbiamo bisogno dei mezzi operativi , strategici e programmatori perché la scommessa della partecipazione alla democrazia si possa vincere”. “Oggi – ha poi rilevato Prodi – la metà degli italiani che emigrano fondano famiglie con persone straniere . Le nostre comunità all’estero sono esempi formidabili di integrazione e di contributi alla comunità civile , produttiva e accademica locale, Con la nostra testimonianza in patria rendiamo prossime tutte le latitudini, rendiamo concreta e italofona questa comunità globale che crea ponti e non muri , che vede nella bellezza e nella storia del nostro Paese un’infinità di opportunità di incontro con il diverso da sé. Dare risalto alla comunità italiana fuori dall’Italia è quindi una scelta della pace”. “In questo scenario di sfide e di opportunità – ha evidenziato la Segretaria Generale – si è inserita la nuova legge sulla cittadinanza , le cui modalità radicali e repentine hanno interrotto il percorso condiviso di riflessione che stavamo portando avanti, sintetizzato nella espressione “cittadinanza consapevole”. Se la necessità di una riforma era risentita, lo spaesamento che oggi attraversa le comunità all’estero è grande. Sul piano generale esso riflette il bisogno di comprendere riguardo alla visone di insieme di questo provvedimento che tenta di superare un argomentario legato al contingente e ribalta la prospettiva sulle doppie cittadinanze storicamente vissute come un valore”. In proposito Prodi ha segnalato come questo provvedimento, che è stato vissuto dalle comunità all’estero come “uno scollamento e una frattura” interroghi sul piano piano personale per valutare l’impatto di questo cambiamento sulla propria vita. La Segretaria Generale, dopo aver ricordato che su questo tema l’Assemblea Plenaria trasformerà l’amplia consultazione della base in pareri, ha infine sottolineato la necessità di riesaminare la riforma sulla cittadinanza in maniera aperta. “La partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali all’estero – espressione di ‘cittadinanza attiva’ – concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica e, al medesimo modo, vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli Italiani all’Estero e dello stesso CGIE, che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”, ha sottolineato il Capo dello Stato . Che ha ricordato come “la storia della migrazione italiana sia parte essenziale della nostra identità nazionale”. “Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra, generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo, anche con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso – ha detto Mattarella – Il loro apporto, da una prospettiva più ampia, si è anche tradotto nel dar vita a legami preziosi fra l’Italia e i Paesi di accoglienza, legami alimentati dal rispetto e dall’ammirazione per quanto essi hanno saputo realizzare. Inoltre, il loro apporto concorre a diffondere le molteplici espressioni della cultura del nostro Paese”. “Le collettività italiane – ha rimarcato il Presidente – hanno saputo rendere ‘prossima’ l’Italia a tutte le latitudini . Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di un elemento rilevante nella politica internazionale della nostra Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”. Il Capo dello Stato non ha mancato di porre l’accento sul “ruolo fondamentale” che “è stato svolto dalle donne”: “Sin dalle prime ondate migratorie, le nostre connazionali sono state le autentiche custodi della lingua, della cultura, delle tradizioni, trasmettendo valori alle successive generazioni e mantenendo vive le radici con l’Italia, finanche in contesti difficili. Perno della famiglia in ogni contesto. Educatrici, scienziate, imprenditrici, operatrici culturali: la loro presenza ha rappresentato la struttura portante delle nostre collettività all’estero, contribuendo in modo decisivo alla loro coesione e, al tempo stesso, all’integrazione nelle comunità d’accoglienza”. Mattarella si è poi soffermato sull’emigrazione dei nostri giovani verso altri Paesi: “Si è dibattuto a lungo sull’impoverimento avvenuto con il trasferimento all’estero di tante energie. Oggi, nel contesto multilaterale globale, sempre più spazio ha acquisito la cosiddetta ‘nuova mobilità’, composta da energie in movimento di ogni appartenenza sociale e di categoria professionale di ogni genere, fra cui naturalmente molti giovani. Tra di essi si contano circa mezzo milione di laureati che negli ultimi 15 anni sono partiti da ogni parte d’Italia verso mete quali Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Stati Uniti, per investire sul loro futuro, recando con sé talento, passione e tanta determinazione, contribuendo – una volta di più – allo sviluppo dei Paesi che li ospitano. È frutto di quella dimensione globale, di quella spinta all’unità, che deriva dalla consapevolezza del destino comune dell’umanità”. Il Presidente Mattarella ha continuato evidenziando che “per le più giovani generazioni – soprattutto quando non è una scelta resa necessaria da mancanza di prospettive adeguate nel nostro Paese – l’esperienza all’estero rappresenta sovente – parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”. Ed è “in questo percorso comune, fatto di lavoro tenace e di impegno ideale, che il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il contributo di tutti voi Consiglieri – tanto più meritevole perché svolto in una dimensione di puro servizio – assume un ruolo rilevante, consentendo di dare voce alla grande pluralità dei nostri concittadini all’estero e alle loro sensibilità”, ha detto Mattarella .Il Capo dello Stato ha fatto accenno anche al decreto legge di riforma sulla cittadinanza che “ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani”. “Sarà certamente utile – e da seguire con attenzione – la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti” ha affermato il Presidente della Repubblica, che ha espresso gli “auguri più calorosi di buon lavoro” per l’Assemblea Plenaria ai componenti del Consiglio Generale ringraziandoli “per la dedizione che rivolgete a realtà che concorrono concretamente a comporre l’Italia e la sua Repubblica”. (Inform)




Mattarella al Cgie: seguire la riflessione e valutare riconsiderazioni sul Dl cittadinanza

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17mattarellacgieIl tema del decreto legge recante la riforma recente sulla cittadinanza “ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani”. Per questo “sarà certamente utile” e “da seguire con attenzione la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio, per favorire una meditata considerazione, ed eventualmente anche qualche riconsiderazione, dei temi che si sono aperti”. È quanto detto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai consiglieri del CGIE ricevuti al Quirinale questo pomeriggio.
Mattarella, prima di soffermarsi sulla questione cittadinanza, ha prima ascoltato l’intervento della Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, poi preso parola dando il benvenuto a tutti i Consiglieri presenti esprimendo loro un “sentimento convinto di riconoscenza per il lavoro che svolgete al servizio delle nostre comunità nel mondo”.
Quelli dei consiglieri è, secondo il Capo dello Stato, un “impegno quotidiano” che “sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini del nostro Paese”. “Contribuite, con grande merito, a rappresentarli – ha spiegato -. Un’ampia popolazione, composta da collettività all’estero, che sono parte integrante del tessuto del Paese”.
Mattarella ha dunque ricordato la partecipazione al voto da parte dei connazionali all’estero, definendola come “espressione di cittadinanza attiva” che “concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica”. Comites e CGIE sono dunque organismi che “rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”.
Più avanti, il Capo dello Stato ha voluto anche ricordare la storia della migrazione italiana, etichettandola come “parte essenziale della nostra identità nazionale“. “Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra – ha spiegato -, generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo, anche con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso”.
E sono loro, gli italiani al di fuori dell’Italia, che con il loro apporto hanno portato a “legami preziosi fra l’Italia e i Paesi di accoglienza, legami alimentati dal rispetto e dall’ammirazione per quanto essi hanno saputo realizzare”.
Le collettività italiane hanno dunque “saputo rendere “prossima” l’Italia a tutte le latitudini. Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di un elemento rilevante nella politica internazionale della nostra Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”.
E ha poi voluto sottolineare in particolare il ruolo fondamentale svolto dalle donne migranti, definite come “custodi della lingua, della cultura, delle tradizioni” che sono riuscite a mantenere “vive le radici con l’Italia, finanche in contesti difficili”. “Educatrici, scienziate, imprenditrici, operatrici culturali: la loro presenza ha rappresentato la struttura portante delle nostre collettività all’estero, contribuendo in modo decisivo alla loro coesione e, al tempo stesso, all’integrazione nelle comunità d’accoglienza”, ha detto avviandosi alla conclusione del suo discorso.
Prima di chiudere, però, un accenno anche sui giovani e sulla nuova mobilità: “È frutto di quella dimensione globale, di quella spinta all’unità, che deriva dalla consapevolezza del destino comune dell’umanità”, ha spiegato. “Per le più giovani generazioni l’esperienza all’estero rappresenta sovente parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”.
“È in questo percorso comune, fatto di lavoro tenace e di impegno ideale, che il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il contributo di tutti voi Consiglieri assume un ruolo rilevante, consentendo di dare voce alla grande pluralità dei nostri concittadini all’estero e alle loro sensibilità”, ha concluso il Presidente Mattarella augurando a tutti i Consiglieri del CGIE un buon lavoro per l’Assemblea Plenaria, che si terrà fino a venerdì, e ringraziandoli per “la dedizione che rivolgete a realtà che concorrono concretamente a comporre l’Italia”. (aise) 




Plenaria del Cgie, i consiglieri incontrano il Ministro Tajani

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tajani cgie immagine15 437x223Nell’ambito dei lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie, che si protrarranno per tutta la settimana, si è svolto alla Farnesina l’incontro tre il Ministro degli Esteri e Presidente del Cgie Antonio Tajani e i membri del Consiglio Generale. Nel suo intervento il Ministro ha in primo luogo ricordato la difficile situazione che stanno vivendo, a causa della guerra, i 20.000 connazionali in Israele e i circa 500 italiani presenti Iran. “La priorità del Governo – ha rilevato in proposito Tajani – è la sicurezza dei nostri connazionali che vivono in questo momento in aree di crisi”. Passando ad altro argomento il Ministro ha poi rilevato come entro l’anno il rilascio della carata d’identità elettronica ai nostri connazionali sarà esteso a tutti gli uffici consolari. Tajani, dopo aver sottolineato che si sta operando per migliorare e rendere più rapidi i servizi per gli italiani all’estero, ha segnalato l’avvio di una solida collaborazione con l’Inps. “Stiamo lavorando – ha proseguito il Ministro – su tante iniziative, dal turismo delle radici alla diplomazia sportiva con iniziative che coinvolgono anche atleti di origine italiana. Ho inoltre predisposto – ha aggiunto – un’ampia riforma del Ministero degli Esteri per essere sempre più in linea con le esigenze dei cittadini e delle imprese all’estero. I servizi saranno al centro della riforma con una Direzione Generale per i servizi dei cittadini all’estero e le politiche migratorie. Questa riforma del Ministero – ha precisato Tajani – sarà avviata alla fine dell’anno e ci consentirà di fare di più per tutti i nostri concittadini che vivono nel mondo. E’ importante – ha continuato il Ministro rivolgendosi ai consiglieri – lavorare in collaborazione per fare un ottimo lavoro con voi e per sostenere gli italiani all’estero”. Tajani ha inoltre segnalato la nomina di Silvia Limoncini all’incarico di Direttore Generale del Maeci per gli italiani all’estero e ha ringraziato il Direttore Generale uscente Luigi Maria Vignali per l’ottimo lavoro svolto in questi anni. A seguire ha preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha in primo luogo evidenziato l’importanza della centralità del Cgie e quindi delle comunità italiane all’estero che in esso sono rappresentate. Prodi ha poi rilevato come i temi prioritari di questo Cgie, che sta iniziando i propri lavori, siano la riforma della legge sulla cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e gli incentivi di rientro per i nostri connazionali. Tre questioni su cui il Consiglio Generale ha lavorato e ha raccolto specifiche indicazioni dai territori. “La sfida – ha poi sottolineato la Segretaria Generale – è quella di riportare pienamente la democrazia al centro delle comunità nazionali e internazionali e di salvaguardare i diritti. Le due battaglie non sono separate, per portare avanti questo ragionamento è importate che la nostra istituzione e la nostra legge istitutiva abbiano il pieno sviluppo”. Per Prodi la sfida è quella di far funzionare la democrazia, riconnettendo la politica alla vita vera delle persone, “e noi come Cgie abbiamo questa capillarità nel mondo che ci consente di portare avanti le richieste di chi è all’estero”. “Per noi era evidente – ha proseguito Prodi passando ad altro argomento – che la riforma della cittadinanza era necessaria e stavamo facendo un ragionamento su questo tema che spero possa essere ripreso. Abbiamo riflettuto su una legge di cittadinanza che riconosca un’ascendenza fino alla terza generazione e che possa mostrare un vero legame affettivo con l’Italia attraverso la conoscenza della lingua italiana e delle competenze relative alla costituzione e alla vita comunitaria e civile del nostro paese” . Su questo tema la Segretaria Generale ha poi sottolineato la necessità di conoscere su quali basi sia stata compiuta la scelta di cambiamento della legge sulla cittadinanza e su quale visione di futuro si vuole condurre il nostro paese in tema di cittadinanza. Prodi ha anche criticato le modifiche applicate sulla doppia cittadinanza, una realtà che fino ad oggi era sempre stata considerata un valore. Dopo un breve saluto del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, che ha rilevato come il passaggio in parlamento abbia smussato e reso più fruibile il testo del decreto sulla cittadinanza, ha ripreso la parola il Ministro Tajani che ha sottolineato come gli interventi sulla legge della cittadinanza siano stati necessari per limitare acquisizioni improprie del passaporto italiano ed evitare che si lucrasse sull’italianità. “Per me la cittadinanza italiana – ha aggiunto il Ministro – è una cosa seria. Essere italiano significa sentirsi italiano. Ovviamente tutte le leggi si possono migliorare in Parlamento.. Io – ha concluso – ho grande rispetto per gli italiani all’estero, ma una legge serviva”. (Lorenzo Morgia – Inform)