A Roma l’assemblea plenaria del Cgie


È stata convocata dal 16 al 20 giugno a Roma l’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’Estero. I 63 Consiglieri verranno ricevuti al Quirinale il pomeriggio del 17 giugno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, passaggio significativo e di grande importanza per la rappresentanza degli italiani all’estero, che anticipa l’entrata nel vivo dei lavori della plenaria.
Tra i molti punti all’ordine del giorno, cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero e incentivi al rientro – temi prioritari dell’agenda del primo semestre 2025 – saranno al centro del dibattito assembleare e del confronto con gli interlocutori istituzionali: dal vicepresidente del Consiglio, ministro degli Affari esteri e presidente del CGIE Antonio Tajani, che interverrà il pomeriggio del 16 giugno, al sottosegretario agli esteri Giorgio Silli, che illustrerà la relazione di Governo il 18 giugno, alle delegazioni parlamentari, al senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto, che interverrà il pomeriggio del 19 giugno, al presidente del CNEL Renato Brunetta, che aprirà l’ultima giornata di lavori assembleari il 20 giugno a Villa Lubin.
L’Assemblea plenaria si riunisce in un momento particolarmente delicato per la nostra diaspora, in allarme per l’entrata in vigore del Decreto-legge 36/2025 che, con il passaggio di conversione in legge, ha ristretto in maniera drastica la trasmissione della cittadinanza e l’ha condizionata a molte variabili generando disparità di trattamento tra connazionali, in particolar modo se in possesso di altra cittadinanza.
Il Consiglio Generale da tempo sosteneva la necessità di una riforma, con la convinzione che questa tematica non possa ridursi esclusivamente a uno status giuridico, ma debba concernere la consapevolezza, ossia il legame effettivo identitario con il Paese che passa attraverso la conoscenza della lingua e della cultura, nonché delle nozioni costituzionali. Dopo essersi espresso sul decreto-legge, lo scorso aprile, con audizioni in Parlamento e attraverso l’emissione di un parere formale, il CGIE, a fronte delle novità introdotte dalla conversione in legge del decreto, ha svolto una capillare attività sui territori consultando la base e incontrando le autorità diplomatico-consolari per acquisire il quadro più completo possibile delle criticità emerse. Ha inoltre impegnato sul tema la III Commissione tematica e ha riunito le Commissioni continentali, nonché il Gruppo dei Consiglieri di nomina governativa, per rappresentare le proprie specificità e avanzare proposte.
Questa attività preparatoria andrà a sintesi durante le riunioni degli organi interni del CGIE nel corso delle due prime giornate di lavori e dovrà concretizzarsi in Assemblea plenaria con l’espressione di una posizione condivisa che formerà oggetto del parere del CGIE, chiamato a esprimersi, come previsto dalla sua legge istitutiva, sui disegni di legge governativi per la riforma complessiva della materia già depositati in Parlamento. Contribuiranno al dibattito i Presidenti dei Comites di Bogotà e Johannesburg, invitati in qualità di esperti delle realtà di Colombia e Sudafrica, Paesi che non godono di una rappresentanza organica in seno al CGIE.
La mattina del 19 giugno sarà dedicata al tema della messa in sicurezza del voto all’estero con il contributo di due esperti che illustreranno i loro studi sull’argomento: il professor Saverio D’Auria dell’Università Statale di Milano e il dottor Stefano Quintarelli, accademico e imprenditore informatico, che da presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale ha diretto l’implementazione del codice dell’amministrazione digitale gettando le basi per la modernizzazione della pubblica amministrazione.
Lo stesso giorno sarà affrontato il tema degli incentivi al rientro, oggetto del lavoro di diverse commissioni tematiche, coordinate dalla VII Commissione, che hanno organizzato webinar e proceduto a una mappatura dei dispositivi esistenti.
Il commissario straordinario Castelli, con il quale il CGIE ha firmato un protocollo d’intesa lo scorso aprile, illustrerà poi la sua relazione sulla flat tax al 7% per i titolari di pensioni estere che decidono di stabilirsi nel territorio di sua competenza. Il dibattito sull’argomento proseguirà il 20 giugno presso la sede del CNEL, istituzione con cui il CGIE ha riavviato nei mesi scorsi una interlocuzione volta alla definizione di un protocollo di intesa e alla costituzione di un gruppo di lavoro per una collaborazione fattiva tra le due istituzioni tesa a valorizzare l’apporto delle comunità italiane nel mondo e creare le condizioni affinché chi si è trasferito all’estero e desidera tornare abbia l’opportunità di farlo.
Forniranno inoltre il loro contributo ai lavori il vicepresidente del CNEL Claudio Risso e il consigliere Alessandro Rosina, nonché Gabriele Marzano della Direzione generale conoscenza, ricerca, lavoro e imprese presso la Regione Emilia-Romagna e Michele Valentini del Gruppo Controesodo. (aise)




Fra incontri, nuove collaborazioni e confronti pratici, quelli che sta vivendo in questi giorni il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE sono dei giorni ubiqui. Ricchi di analisi, convergenze e discussioni sui grandi temi che sta affrontando con vista sull’assemblea plenaria che si terrà nella seconda metà di giugno. A partire dal decreto che venerdì scorso ha scosso il mondo dell’emigrazione italiana, quel “pacchetto cittadinanza” con cui il Governo, per voce del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha riformato la disciplina in materia di cittadinanza. Una riforma “necessaria” alla quale però andranno attuati in sede parlamentare dei “correttivi”. Ma la strategia del CdP del CGIE è ampia e riguarda diversi temi. Tre, in particolare, sono le priorità di cui questo pomeriggio il CdP ha discusso in una conferenza stampa tenutasi alla Farnesina, ossia la messa in sicurezza del voto all’estero, la legge di cittadinanza e gli incentivi di rientro.
Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunisce a Roma dal 31 marzo al 3 aprile con all’ordine del giorno, tra l’altro, la preparazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) in Venezuela ha annunciato il lancio della prima edizione del Concorso delle Maschere di Carnevale “Miti e Leggende di Sicilia”, con l’obiettivo di incentivare la creatività, il lavoro artigianale e la riscoperta delle figure leggendarie che hanno segnato la cultura dell’isola tra i giovani: dagli dei e le ninfe ai giganti e agli spiriti che ne popolano la memoria collettiva.
“Il riacquisto della cittadinanza da parte degli italiani residenti all’estero che l’hanno perduta e dei loro discendenti è una questione molto sentita dalla nostra diaspora poiché costituisce un importante legame con la terra d’origine e un forte elemento di identità culturale”. Lo si legge in una nota del Cgie che prosegue: “Il Legislatore ha recepito questa istanza già con la legge 91/1992 che ha aperto una finestra di due anni, poi prorogati per due volte consecutive fino al 31 dicembre 1997. Ma non è bastato, poiché sono rimasti esclusi i soggetti che risiedevano in Paesi che nell’arco temporale considerato dal provvedimento non ammettevano la doppia cittadinanza. Ha inoltre inciso la mancanza di un’informazione capillare su procedure e tempi di presentazione della domanda. Il riconoscimento di tale diritto per questa categoria di italiani, da sempre rivendicato dal Cgie, è tornato al centro del dibattito politico ed è sentito sia dai partiti di maggioranza che di opposizione, tanto che giacciono in Parlamento tre diversi disegni di legge, a prima firma dei senatori La Marca (PD) e Menia (FDI), e dell’onorevole Tirelli (MAIE) che, sebbene a vario titolo, convergono sulla necessità di sanare tale vulnus. Proprio la senatrice La Marca ha raccolto il numero di firme necessarie a ottenere una corsia preferenziale per l’esame in Commissione Affari Costituzionali e quindi la calendarizzazione del dibattito d’Aula. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero esprime l’auspicio che le diverse sensibilità convergano su un testo unificato che consenta di raggiungere al più presto questo importantissimo risultato nell’interesse dei tanti connazionali che oggi si sentono discriminati da parte dell’Italia. Il Cgie è tuttavia consapevole della necessità di procedere alla riforma complessiva della normativa che regola il diritto di cittadinanza per fornire risposte adeguate al dilagante fenomeno delle richieste di riconoscimento dello status civitatis da parte degli italodiscendenti nati all’estero, provenienti in particolare da alcune aree del pianeta. Allo scopo, ha incaricato la sua III Commissione tematica di analizzare le varie proposte e confrontarle con la legislazione di altri Paesi per ricondurle a sintesi in un testo che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno e quindi trasmesso al Legislatore. Il Cgie – conclude il comunicato – esprime la volontà comune di affermare il principio di una cittadinanza pienamente consapevole, fermo restando il presupposto che lo ius sanguinis è un diritto intangibile così come il rispetto dei principi costituzionali che garantiscono l’uguaglianza di trattamento a prescindere dalle condizioni personali e sociali, e indipendentemente dal luogo di nascita”. (Inform)