A Roma l’assemblea plenaria del Cgie

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È stata convocata dal 16 al 20 giugno a Roma l’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’Estero. I 63 Consiglieri verranno ricevuti al Quirinale il pomeriggio del 17 giugno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, passaggio significativo e di grande importanza per la rappresentanza degli italiani all’estero, che anticipa l’entrata nel vivo dei lavori della plenaria.
Tra i molti punti all’ordine del giorno, cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero e incentivi al rientro – temi prioritari dell’agenda del primo semestre 2025 – saranno al centro del dibattito assembleare e del confronto con gli interlocutori istituzionali: dal vicepresidente del Consiglio, ministro degli Affari esteri e presidente del CGIE Antonio Tajani, che interverrà il pomeriggio del 16 giugno, al sottosegretario agli esteri Giorgio Silli, che illustrerà la relazione di Governo il 18 giugno, alle delegazioni parlamentari, al senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto, che interverrà il pomeriggio del 19 giugno, al presidente del CNEL Renato Brunetta, che aprirà l’ultima giornata di lavori assembleari il 20 giugno a Villa Lubin.
L’Assemblea plenaria si riunisce in un momento particolarmente delicato per la nostra diaspora, in allarme per l’entrata in vigore del Decreto-legge 36/2025 che, con il passaggio di conversione in legge, ha ristretto in maniera drastica la trasmissione della cittadinanza e l’ha condizionata a molte variabili generando disparità di trattamento tra connazionali, in particolar modo se in possesso di altra cittadinanza.
Il Consiglio Generale da tempo sosteneva la necessità di una riforma, con la convinzione che questa tematica non possa ridursi esclusivamente a uno status giuridico, ma debba concernere la consapevolezza, ossia il legame effettivo identitario con il Paese che passa attraverso la conoscenza della lingua e della cultura, nonché delle nozioni costituzionali. Dopo essersi espresso sul decreto-legge, lo scorso aprile, con audizioni in Parlamento e attraverso l’emissione di un parere formale, il CGIE, a fronte delle novità introdotte dalla conversione in legge del decreto, ha svolto una capillare attività sui territori consultando la base e incontrando le autorità diplomatico-consolari per acquisire il quadro più completo possibile delle criticità emerse. Ha inoltre impegnato sul tema la III Commissione tematica e ha riunito le Commissioni continentali, nonché il Gruppo dei Consiglieri di nomina governativa, per rappresentare le proprie specificità e avanzare proposte.
Questa attività preparatoria andrà a sintesi durante le riunioni degli organi interni del CGIE nel corso delle due prime giornate di lavori e dovrà concretizzarsi in Assemblea plenaria con l’espressione di una posizione condivisa che formerà oggetto del parere del CGIE, chiamato a esprimersi, come previsto dalla sua legge istitutiva, sui disegni di legge governativi per la riforma complessiva della materia già depositati in Parlamento. Contribuiranno al dibattito i Presidenti dei Comites di Bogotà e Johannesburg, invitati in qualità di esperti delle realtà di Colombia e Sudafrica, Paesi che non godono di una rappresentanza organica in seno al CGIE.
La mattina del 19 giugno sarà dedicata al tema della messa in sicurezza del voto all’estero con il contributo di due esperti che illustreranno i loro studi sull’argomento: il professor Saverio D’Auria dell’Università Statale di Milano e il dottor Stefano Quintarelli, accademico e imprenditore informatico, che da presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale ha diretto l’implementazione del codice dell’amministrazione digitale gettando le basi per la modernizzazione della pubblica amministrazione.
Lo stesso giorno sarà affrontato il tema degli incentivi al rientro, oggetto del lavoro di diverse commissioni tematiche, coordinate dalla VII Commissione, che hanno organizzato webinar e proceduto a una mappatura dei dispositivi esistenti.
Il commissario straordinario Castelli, con il quale il CGIE ha firmato un protocollo d’intesa lo scorso aprile, illustrerà poi la sua relazione sulla flat tax al 7% per i titolari di pensioni estere che decidono di stabilirsi nel territorio di sua competenza. Il dibattito sull’argomento proseguirà il 20 giugno presso la sede del CNEL, istituzione con cui il CGIE ha riavviato nei mesi scorsi una interlocuzione volta alla definizione di un protocollo di intesa e alla costituzione di un gruppo di lavoro per una collaborazione fattiva tra le due istituzioni tesa a valorizzare l’apporto delle comunità italiane nel mondo e creare le condizioni affinché chi si è trasferito all’estero e desidera tornare abbia l’opportunità di farlo.
Forniranno inoltre il loro contributo ai lavori il vicepresidente del CNEL Claudio Risso e il consigliere Alessandro Rosina, nonché Gabriele Marzano della Direzione generale conoscenza, ricerca, lavoro e imprese presso la Regione Emilia-Romagna e Michele Valentini del Gruppo Controesodo. (aise) 




Senato alle audizioni sul decreto per la cittadinanza l’intervento della Segretaria Generale del Cgie

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cgie prodi immagine17 346x223Nell’ambito delle audizioni informali sul decreto legge che introduce norme più restrittive rispetto alla concessione della cittadinanza agli italo-discendenti, è stata ascoltata, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. Nel suo intervento da remoto Prodi ha ricordato che il Cgie rappresenta le comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che riguardano proprio questo ambito, sottolineando anche l’obbligatorietà del parere del Cgie sulle materie di pertinenza degli italiani all’estero. La Segretaria Generale ha inoltre segnalato come il Cgie, un organismo di secondo livello con 43 eletti all’estero e 20 membri nominati dal Governo, sia l’unica istituzione della Repubblica italiana che ha come base elettorale anche degli italo-discendenti. Prodi anche ha fatto presente che è proprio la legge a conferire al Cgie l’incarico di tenere viva la relazione tra le comunità italiane nel mondo, gli italo-discendenti e l’Italia stessa. Il Segretario Generale ha poi segnalato lo stupore registrato nelle comunità all’estero per questo veloce cambiamento e ha rilevato come la scelta di intervenire sulla questione del riconoscimento della cittadinanza attraverso lo strumento del decreto legge, e quindi con tempi di discussione ridotti, non favorisca un approfondimento adeguato su materie di tale spessore. Prodi ha comunque evidenziato che certamente sulla questione della cittadinanza era necessaria una riforma e che tre tematiche come la stessa cittadinanza, la messa in sicurezza del voto e gli incentivi per il rientro siano al centro del lavoro del Cgie. Prodi ha anche parlato dell’importanza, anche al fine di mantenere il legame affettivo con l’Italia, della costruzione di una “cittadinanza consapevole” ossia quella cittadinanza che si accompagna con una conoscenza della lingua e della cultura del Paese ma anche della carta costituzionale e della vita civile. La Segretaria Generale, dopo aver segnalato che questo cambiamento repentino sulla cittadinanza potrebbe creare possibili paradossi vedi ad esempio quello di famiglie con un figlio italiano e un altro non italiano, ha sottolineato come i limiti introdotti delle due generazioni e dell’inizio della discendenza in Italia, una novità quest’ultima che pone temi costituzionali, siano da considerarsi estremamente restrittivi e vadano cambiati . Prodi ha poi rilanciato il tema del riacquisto della cittadinanza per coloro che l’anno perduta. Una questione che riguarda una cerchia sempre più ristretta di persone e diventa fondamentale anche alla luce di quanto finora espresso intorno all’idea di un legame effettivo con l’Italia. E’ poi intervenuto il senatore Francesco Giacobbe (Pd – ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide) che ha ipotizzato la possibilità di estendere il limite per la presentazione degli emendamenti sul decreto legge in esame al fine di acquisire il previsto parere del Cgie . Ha seguire ha preso la parola il senatore Roberto Menia (FdI) che ha invitato il Cgie a fornire proposte per eventuali emendamenti. Menia ha anche ricordato che il decreto nasce dall’urgenza di far fronte a una platea di richiedenti la cittadinanza italiana che, basandosi sul criterio delle cinque generazioni, sarebbe potenzialmente di circa 80 milioni di persone. Il senatore ha inoltre rilevato come consideri imprescindibile ad esempio la conoscenza della lingua o della storia italiana per un rapporto di cittadinanza realistico e compiuto. In sede di replica Prodi ha auspicato sui disegni di legge per la cittadinanza un’interlocuzione formale e ordinaria, anche alla luce dei lavori preparatori della prossima plenaria del Cgie che si terrà a metà giugno. Il Segretario Generale ha anche parlato della necessità di un lavoro più ordinario e funzionale con le istituzioni su queste problematiche: sicuramente arriverà il sollecitato parere del Cgie. Prodi ha concluso ricordando come la platea delle persone italo-discendenti sia la stessa alla quale viene rivolto anche l’invito a venire in Italia per studiare o ripopolare le zone interne. (Inform)




Rigettato il ricorso ANFE: il Consiglio di Stato conferma il MAIE nel CGIE

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merlo scrivaniaRigettato dal Consiglio di Stato il ricorso dell‘ANFE, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrate, contro il Movimento Associativo Italiani all’Estero: il consigliere nominato dal MAIE, nella sua qualità di associazione – cioè il fondatore e presidente Ricardo Merlo – resta all’interno del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Ne dà notizia il Maie in una nota in cui ripercorre le fasi della vicenda: “tutto – vi si legge – ha inizio nel 2023, quando l’ANFE presenta ricorso nei confronti del Movimento fondato e presieduto da Merlo, ricorso che veniva articolato in un unico motivo: secondo i vertici ANFE il MAIE non avrebbe avuto diritto, come associazione, ad esprimere un membro all’interno del Consiglio Generale. Questo perché, adducevano, il MAIE è un partito e non, appunto, una realtà associativa. Alla domanda di annullamento, nel ricorso presentato si accompagnava la richiesta di nominare un componente che fosse espressione dell’ANFE al posto di quello del MAIE”.
Con nota del 9 gennaio 2024, continua il Maie, “il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha trasmesso la relazione istruttoria, prospettando l’infondatezza del ricorso sul presupposto della qualificazione del MAIE – alla luce della sua presenza in seno alla Consulta nazionale dell’emigrazione e allo stesso CGIE, nell’aliquota di estrazione associativa – in termini di associazione nazionale dell’emigrazione e, comunque, dell’impossibilità di rinvenire, nell’ordinamento, una distinzione tra partiti e associazioni (dal momento che i partiti sono associazioni di diritto privato). In altri termini, la qualificazione del MAIE in termini di partito politico non escluderebbe la natura di associazione nazionale dell’emigrazione, con conseguente possibilità di esprimere un componente del CGIE anche in tale qualità (come peraltro accaduto in passato)”.
Il Ministero “ha precisato inoltre che la scelta del componente designato dal MAIE in luogo di quello designato dall’ANFE è stata determinata dalla riscontrata maggiore rappresentatività della prima associazione rispetto alla seconda, in termini di numero di iscritti, capillarità della presenza delle sedi in cui si articola la rete associativa e attività effettivamente svolte. Con queste premesse, il Consiglio di Stato non ha potuto fare altro che respingere il ricorso ANFE, accogliendo le osservazioni della Farnesina e consentendo così al membro nominato dal MAIE – in questo caso, proprio il presidente Merlo – di restare all’interno del CGIE”.
“Conclusa questa battaglia con una vittoria – conclude il Maie – sarebbe anche possibile – al momento dunque è soltanto un’ipotesi – che i vertici del Movimento Associativo si preparino ora a presentare richiesta di risarcimento nei confronti dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrate”. (aise) 




Il Cgie discute di cittadinanza, di messa in sicurezza del voto all’estero e di incentivi di rientro

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cgie immagine15Si sono conclusi a Roma i lavori del Comitato di presidenza de Cgie. Nel consueto incontro conclusivo con la stampa,  svoltosi alla Farnesina, la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ha ricordato che il Cgie è un’istituzione che rappresenta non solo gli italiani, ma anche gli italodiscendenti. “perché – ha spiegato – in ogni Assemblea Paese che elegge i consiglieri del Cgie ci sono i Comites, che hanno al loro interno dei cooptati italo discendenti, nonché le associazioni degli italiani all’estero”. Prodi ha anche rilevato come il Cgie,  che ha il compito di essere punto di collegamento tra gli italiani all’estero e coloro che fanno politiche per i connazionali nel mondo nel mondo, abbia in questo semestre tre priorità: la messa in sicurezza del voto all’estero, gli incentivi per il rientro – che il Cgie ha approfondito nell’incontro con il Cnel – e la riforma della legge sulla cittadinanza. Per quanto riguarda questo ultimo punto, ovvero il varo del Decreto-legge n. 36 “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”, la Segretaria Generale ha evidenziato come su questo tema siano state svolte  interlocuzioni con il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, con il Direttore Generale degli Italiani all’estero del Maeci Luigi Maria Vignali, nonché con la III Commissione della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. Sugli aspetti specifici del provvedimento, che ha già portato in vari consolati alla sospensione della trascrizione degli atti di nascita, Prodi ha sottolineato la necessità che, nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto, si apportino correttivi al provvedimento. In particolare la Segretaria Generale si è soffermata sul nodo relativo, al fine dell’acquisizione della cittadinanza, al requisito dell’ascendente cittadino italiano di essere nato in Italia o averci vissuto per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente. Un requisito che, insieme alla limitazione alle due generazioni e al fatto che tale cambiamento è avvenuto in 24 ore, disorienta i connazionali nel mondo e rischia di compromettere il futuro legame del Paese con le sue comunità all’estero. Su questa tematica Prodi ha ribadito come il Cgie , rimasto sorpreso per il cambio di passo compiuto dall’esecutivo, sia comunque pronto a fornire il proprio contributo e i necessari pareri.  Prodi, dopo aver parlato dell’importanza di costruire una cittadinanza consapevole basata sul legame della cultura, della conoscenza e della lingua, ha evidenziato l’esigenza di mettere in sicurezza il voto all’estero, senza fare torto a questo processo democratico, studiando soluzioni tecniche per migliorare le modalità di voto per corrispondenza. Il Segretario Generale ha anche rilevato l’importante contributo fornito dal Cnel, con propri contatti sociali, per quanto concerne la tematica degli incentivi di rientro. Segnalato inoltre il proseguimento degli incontri delle Commissioni tematiche del Cgie con i Comites, il prossimo è previsto per il 12 aprile, volti ad approfondire specifici temi come ad esempio l’accompagnamenti dei giovani nella mobilitò fuori dall’Italia. Prodi, dopo aver auspicato la convocazione della Conferenza Stato Regioni Provincie Autonome Cgie,  ha anche segnalato i prossimi appuntamenti del Consiglio Generale, come l’audizione dell’8 aprile in Senato sulla cittadinanza, e l’Assemblea Plenaria che si terrà dal 16 al 20 giugno presso varie sedi nella capitale. A seguire l’intervento del Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola che ha sottolineato come il Cgie sia pronto a dare il suo parere sul provvedimento relativo alla cittadinanza. Un decreto che per il Consigliere causa perplessità, in quanto tocca la discendenza di chi è già cittadino italiano, e andrebbe corretto nel corso dell’iter parlamentare, Dello stesso parere  Walter Petruzziello, Componente del Comitato di Presidenza per l’America Latina, che ha evidenziato come questo provvedimento incida sull’antica emigrazione del Brasile. Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei del Cgie Silvana Mangione che ha rilevato come il decreto sulla cittadinanza, introducendo la fattispecie del genitore nato o residente in Italia, possa aprire le porte anche in altri contesti al concetto dello ius soli. Mangione ha segnalato come, durante incontro con il referente del MEI, si sia parlato della possibilità di festeggiare il prossimo anno i 40anni della nascita dei Comites.  La Vice Segretaria Generale ha anche posto in evidenza la richiesta avanzata dal Cgie al CNEL di riproporre una ricerca sul rapporto fra la presenza dell’emigrazione italiana all’estero e la curva di crescita delle importazioni dei Paesi dove stanno crescendo le nostre comunità . Dell’importanza di superare l’inverno demografico e la stagnazione del nostro Paese favorendo attraverso condizioni favorevoli il ritorno dei nostri connazionali all’estero, ha invece parlato il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile. Il Consigliere ha ricordato come negli ultimi dieci anni vi sia stato un aumento dei residenti all’estero superiore al 40%, un problema di rilevanza nazionale. Stabile ha inoltre rilevato l’importanza attrarre gli italo discendenti che intendano veramente essere italiani vivendo e lavorando nel nostro Paese, anche attraverso la creazione di una sorta Green Card fino da utilizzare fino al raggiungimento dei termini per l’acquisizione della cittadinanza. Il Consigliere, dopo aver evidenziato che non bisogna parlare di cervelli in fuga ma di persone con talenti e competenze anche non universitarie, ha affermato come il provvedimento volto a modificare le norme sulla cittadinanza fosse necessario.  E’ poi intervenuto il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti che ha sottolineato come la cesura sulla trasmissibilità della cittadinanza possa rappresentare un rischio per il mantenimento del rapporto con le collettività all’estero. Un collegamento  che invece andrebbe incrementato attraverso  percorsi che portino ad una cittadinanza consapevole, rendendo i cittadini in Italia e all’estero consapevoli della conoscenza dei propri diritti, doveri, e valori, nonché della lingua italiana. Lodetti ha anche segnalato come mel corso dell’incontro con il direttore del MEI si sia anche parlato dell’esigenza di promuovere l’insegnamento della storia della nostra emigrazione nelle scuole italiane. In modo che i futuri italiani che vogliano andare all’estero lo possano fare con prospettive diverse basate su un’ide di circolazione migratoria. E’ infine intervenuto Tommaso Conte, Componente del Comitato di Presidenza per l’Europa e l’Africa del Nord, che, pur non essendo d’accordo con le modalità adottate per modificare la norma sulla cittadinanza,  ha rilevato come su questo tema un cambiamento fosse necessario. Conte, oltre a segnalare che in Germania arrivano a tutt’oggi circa 5000 connazionali al mese, ha parlato della proposta, accolta dal Comitato di Presidenza, di istituire un premio annuale in ricordo dello scomparso Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone. (Lorenzo Morgia – Inform)




CGIE, Italia e italo-discendenti: un legame da mantenere

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3cgieconf2Fra incontri, nuove collaborazioni e confronti pratici, quelli che sta vivendo in questi giorni il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE sono dei giorni ubiqui. Ricchi di analisi, convergenze e discussioni sui grandi temi che sta affrontando con vista sull’assemblea plenaria che si terrà nella seconda metà di giugno. A partire dal decreto che venerdì scorso ha scosso il mondo dell’emigrazione italiana, quel “pacchetto cittadinanza” con cui il Governo, per voce del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha riformato la disciplina in materia di cittadinanza. Una riforma “necessaria” alla quale però andranno attuati in sede parlamentare dei “correttivi”. Ma la strategia del CdP del CGIE è ampia e riguarda diversi temi. Tre, in particolare, sono le priorità di cui questo pomeriggio il CdP ha discusso in una conferenza stampa tenutasi alla Farnesina, ossia la messa in sicurezza del voto all’estero, la legge di cittadinanza e gli incentivi di rientro.
“L’attualità ci dimostra che non ci eravamo sbagliati nello stilare queste priorità”, ha spiegato Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del CGIE aprendo la conferenza. E proprio dell’attualità si è discusso in modo accentuato durante la conferenza: “stiamo raccogliendo spunti migliorativi al decreto cittadinanza – ha continuato la Segretaria Generale -. Il CGIE ha come base elettorale gli italo-discendenti. E l’Italia si è dotata di una forma di rappresentanza che allarga lo spettro a chi non solo è dentro i crismi della cittadinanza italiana ma ascoltando chi è fuori e desidera riacquistarla. Siamo stati e siamo all’ascolto degli italo-discendenti che sono rimasti stupiti dagli eventi”. Prodi ha poi parlato di quanto fatto in questi giorni dal CdP, discutendo riguardo questo tema e non solo prima con il Sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, poi con il Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, e infine con le commissioni affari esteri dei due rami del parlamento oltre che con diversi gruppi parlamentari: “abbiamo incontrato tutti gli interlocutori istituzionali. E tutti hanno riscontrato l’evidenza del ruolo del CGIE, e quindi l’attuazione della legge che prevede i nostri pareri obbligatori su temi che riguardano gli italiani all’estero”. E “noi siamo pronti per questo ruolo che la legge ci attribuisce” poiché “siamo il collegamento con gli italo-discendenti e i custodi di questo legame“. E proprio in quanto custodi, Prodi ha voluto evidenziare: “questa trasformazione della cittadinanza crea disorientamento“. Per questo il CGIE crede ci siano da mettere a punto dei correttivi, nello specifico “va sciolto il nodo relativo al requisito dell’ascendente cittadino italiano di essere nato in Italia o averci vissuto per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente. Questa misura, unita al limite di 2 generazioni, disorienta e rischia di recidere il legame dell’Italia con gli italo-discendenti”. E insieme al problema delle trascrizioni, crea un tema immediato e un “cambiamento radicale”. Tutto ciò rischia di “fratturare il legame” che li unisce all’Italia. “Noi stavamo facendo una proposta in modo autonomo – ha aggiunto ancora Prodi -. Perché per noi la “cittadinanza consapevole” resta fondamentale, e questo continueremo a farlo presente”.
La cittadinanza consapevole, inoltre, si collega anche all’altra priorità del CGIE, la sicurezza del voto all’estero: “non dobbiamo criminalizzare gli italiani all’estero in modo generalizzato. Dobbiamo razionalizzare la sicurezza al voto. Ci sono tanti scandali ma dobbiamo continuare a studiare le possibilità e le alternative che abbiamo. I mezzi a nostra disposizione non sono miliardi, dobbiamo continuare a ragionare sul voto per corrispondenza”.
Infine l’ultimo tema prioritario, gli incentivi di rientro, sul quale il CdP del CGIE si è mossa in questi giorni attuando l’accordo con il CNEL: “ci dà grande aiuto anche per accedere a un sistema istituzionale che sennò sarebbe più complicato mentre attendiamo l’auspicata convocazione per la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Contiamo, anche con l’aiuto delle Consulte Regionali, di avere per giugno e per l’Assemblea Plenaria una proposta sintetica”.
Tornando, inevitabilmente, alla questione sulla cittadinanza, Prodi ha poi aggiunto: “noi portiamo la parola degli italo-discendenti che in 24 ore hanno visto fare una rivoluzione copernicana del messaggio che l’Italia trasmetteva. C’era la necessità di una riforma, ma lo strumento del decreto legge ci ha lasciato spiazzati. Noi eravamo disponibili per collaborare e fare sentire la nostra voce. Una situazione inedita che speriamo non diventi prassi”. Ma ora “abbiamo anche un’opportunità che vogliamo cogliere, ossia di dare i nostri pareri e dire cosa non ci ha convinto. Le trasformazioni vanno accompagnate”.
È intervenuto poi Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale per l’America Latina, spiegando la distinzione tra il decreto e i disegni di legge. Questi ultimi “non li conosciamo ancora e non possiamo esprimere un parere. Non ci riconosciamo nel decreto – ha sottolineato -. Non siamo stati consultati, e ci sono normative che causano tante perplessità. Non ci riconosciamo e speriamo che in sede parlamentare ci siano dei correttivi. In questi gioni abbiamo verificato la disponibilità di quasi tutte le forze politiche per applicare questi correttivi per un testo che evidentemente attacca anche chi è già cittadino italiano”. Facendo un parallelismo che lui stesso ha definito duro, Gazzolla ha concluso: “da venerdì non trasmettono la cittadinanza, oggi ci sono dei bambini, dei figli che sono desaparecidos perché non si possono registrare nell’anagrafe della Repubblica italiana”.
Prendendo parola, Silvana Mangione, Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, ha poi sottolineato come secondo lei questo decreto “potrebbe cambiare concetto interno di cittadinanza”, rimanendo in attesa del disegno di legge. Poi ha ricordato l’incontro con il presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova avvenuto in questi giorni, con il quale si è discusso della possibilità di celebrare i 40 anni dei Comites il prossimo anno.
Giuseppe Stabile, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, prendendo parola ha parlato prima degli incentivi per il rientro, per il quale è necessario “mettere fine all’inverno demografico” anche attraverso la possibilità di attirare “gli italo-discendenti che vogliono veramente, e sottolineo veramente, diventare italiani”, poi riguardo la cittadinanza, sulla quale ha detto in maniera ferma: “il provvedimento era necessario, poi in parlamento si attueranno i correttivi, ma il provvedimento era necessario”.
Per Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa, il decreto desta comunque delle “perplessità”. “Non ci ha convinto in tanti elementi. Soprattutto quella di troncare la trasmissibilità. Rappresenta un grave rischio per il rapporto con le nostre comunità. Stiamo cercando di incrementare questo rapporto tramite la cittadinanza consapevole, ma è importante non rescindere quel legame”.
Infine Tommaso Conte, Componente per l’Europa e l’Africa del Nord, che anche lui, in conclusione, ha rimarcato la necessità del provvedimento: “il mercato delle vacche doveva finire”, ha spiegato, ma allo stesso tempo “il modus con cui l’ha fatto questo Governo è inaccettabile”.
Per concludere, Conte ha anche dato notizia dell’istituzione di un Premio annuale in memoria di Michele Schiavone, ex Segretario Generale scomparso poco più di un anno fa. (l.matteuzzi\aise) 




Cgie: Comitato di Presidenza a Roma dal 31 marzo al 3 aprile

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cgie gIl Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunisce a Roma dal 31 marzo al 3 aprile con all’ordine del giorno, tra l’altro, la preparazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno.
Fitta l’agenda degli incontri istituzionali, a cominciare dal tradizionale scambio con il Sottosegretario agli Affari esteri Giorgio Silli, che a inizio confronto illustrerà la Relazione di Governo. Con il direttore generale della DGIT del MAECI Luigi Maria Vignali si affronteranno le questioni legate al funzionamento della rete consolare, dei Com.It.Es. e del Turismo di Ritorno.
Due giornate saranno prevalentemente dedicate agli incontri con i Gruppi parlamentari, alle audizioni davanti al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, e alla Commissione Affari esteri e difesa del Senato, che verteranno sulle materie d’interesse degli italiani all’estero anche oggetto di proposte di legge, nonché dell’agenda 2025 del CGIE, quali la cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e la nuova mobilità con gli incentivi al rientro; tematiche su cui il CGIE sta coinvolgendo i Com.It.Es. anche attraverso la realizzazione di webinar da parte delle Commissioni tematiche competenti relativi ai temi del welfare e della sostenibilità per i lavoratori italiani all’estero, all’accompagnamento di chi espatria e per il mantenimento del legame con l’Italia dei giovani nati all’estero.
La questione degli incentivi al rientro, oggetto di confronto tra il CGIE e le altre istituzioni, costituisce la base dell’importante accordo di collaborazione tra il Consiglio Generale e il Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma del 2016, sen. Guido Castelli, che verrà siglato il 2 aprile a Palazzo Chigi e che prevede l’impegno da parte del Consiglio Generale a pubblicizzare presso le comunità all’estero le misure adottate dallo Stato per il ripopolamento delle aree del Centro Italia interessate e, da parte del Commissario straordinario, a presentare proposte normative tese ad allargare la platea dei beneficiari di tali incentivi.
In programma anche gli incontri con il presidente del cda della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova Paolo Masini, con il quale saranno riallacciati i fili della collaborazione avviata durante la scorsa Consiliatura, e con il vicepresidente del CNEL Claudio Risso a Villa Lubin.
La riunione costituirà inoltre l’occasione per commemorare, a un anno dalla sua scomparsa, Michele Schiavone, alla guida del Consiglio Generale dal 2016 al 2024. (aise) 




Il concorso del CGIE Venezuela: Miti e leggende di Sicilia

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28siciliavenezuelacgieIl Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) in Venezuela ha annunciato il lancio della prima edizione del Concorso delle Maschere di Carnevale “Miti e Leggende di Sicilia”, con l’obiettivo di incentivare la creatività, il lavoro artigianale e la riscoperta delle figure leggendarie che hanno segnato la cultura dell’isola tra i giovani: dagli dei e le ninfe ai giganti e agli spiriti che ne popolano la memoria collettiva.
Circa 2.000 studenti, tra i 12 e i 25 anni, provenienti da una decina di istituzioni italiane partecipanti, sono chiamati a presentare individualmente le loro creazioni originali durante il concorso, che è stato aperto ieri, 27 febbraio, e che si chiuderà il prossimo 20 marzo con l’assegnazione di più di 20 premi.
Il concorso organizzato dal CGIE è patrocinato dai Comitati degli Italiani all’Estero (COMITES) di Oriente e Occidente, dalla Federazione delle Associazioni Italo-Venezuelane (FAIV), dalla Camera di Commercio Italo-Venezuelana (Cavenit), Centro Italiano Venezolano di Caracas, dalla Società Dante Alighieri di Maracay, dalla Cattedra di Italiano della UPEL (Universidad Pedagógica Libertador), dalla Casa D’Italia di Maracay e Maracaibo, l’Università di Margarita (Unimar) e la Cattedra di Italiano della UPEL di Maracay, nucleo Rafael Alberto Escobar Lara.
Antonio Iachini, Rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in Venezuela, ha spiegato che questa prima edizione rende omaggio alla Sicilia, “in onore dei numerosi immigrati stabilitisi in Venezuela che provengono da quest’isola, la più grande del Mediterraneo, con una grande ricchezza culturale legata, in larga misura, alla mitologia dell’antica Grecia e ad altri popoli, che si fusero con le tradizioni locali per dare origine a storie affascinanti”.
“L’iniziativa mira anche ad aprire spazi per promuovere l’integrazione culturale, la conservazione del patrimonio, salvare i valori e riaffermare l’orgoglio per le radici italiane, oltre a celebrare la diversità culturale della Sicilia, aprendo opportunità per risvegliare l’interesse per i viaggi e la conoscenza di questa regione”, ha aggiunto Iachini, il quale appartiene anche alla Commissione VIII del CGIE – incaricata di supervisionare le questioni relative all’innovazione, alla ricerca, agli studi universitari e alla digitalizzazione – e, inoltre, fa parte del Gruppo 1, che è orientato a rafforzare e promuovere la leadership, la partecipazione e lo sviluppo delle donne italiane nel contesto globale.
Allo stesso modo, ricercando le storie della Sicilia, e poi ricreandole attraverso l’espressione plastica, i partecipanti non solo imparano a conoscere gli dei, gli eroi e le creature che fanno parte dell’immaginario, ma mantengono viva la memoria storica e incoraggiano il dialogo tra passato e presente, assicurando che queste tradizioni perdurino per le nuove generazioni. Oltre a recuperare i miti greci che hanno plasmato l’identità dell’isola, il concorso incoraggia anche il riconoscimento delle influenze – delle tradizioni arabe e normanne – che hanno arricchito queste leggende nel corso dei secoli.
Le opzioni a cui ispirarsi nella creazione delle maschere sono incalcolabili. I miti e le leggende siciliane sono un tesoro culturale che si tramanda di generazione in generazione, ed è rimasto attuale nel tempo, affascinando e incantando chi li conosce. Dalle profondità del mare alla cima dell’Etna, ci sono storie ovunque.
Uno sguardo alla ceramica, all’architettura, alla pittura, alla tradizione orale e alla letteratura siciliana ci porta ad esseri come le Sirene, simbolo di bellezza, seduzione e pericolo nelle acque del Mediterraneo, lo stesso luogo abitato dalla Donna del Mare, spirito marino che protegge i pescatori. Nei campi spicca la presenza del Guardiano della Terra, venerato dai contadini perché spirito protettore delle colture e delle vigne. Mentre il dio del vino e delle feste, Dioniso, è venerato per la sua capacità di ispirare liberazione e celebrazione. Da parte sua, la ninfa Aretusa si trasformò in fonte per sfuggire a un dio innamorato e rappresenta la purezza e l’acqua dell’isola. Secondo le leggende locali, la mitica figura del Gigante di Palmi ha contribuito a modellare il paesaggio siciliano, simboleggiando la forza primordiale della terra. D’altra parte, il ciclope Polifemo e la sua forza bruta sono associati alla forza vulcanica e alla geografia brusca della regione. Aetna, la dea del vulcano Etna, è la madre dei Palici, divinità dei geyser e delle sorgenti di acqua calda.
Ci sono molti altri miti e leggende come quello del pastore Aci e della Nereide Galatea, quello di Demetra e Persefone, le storie e il simbolismo di Medusa, o figure leggendarie come la Sibilla di Siracusa e la Testa di Moro, tra gli altri.
Il Concorso delle Maschere di Carnevale “Miti e Leggende della Sicilia” premierà la creazione di maschere realizzate completamente a mano e individualmente, che dimostrino elevati livelli di difficoltà tecnica, creatività e finitura professionale. Il regolamento del concorso prevede che le maschere presentate debbano coprire l’intero volto e parte dei capelli, realizzate con tecniche come cartapesta, modellazione dell’argilla, pelle goffrata, gesso, origami, kirigami, quilling (o filigrana di carta), anche se sono ammessi altri materiali, purché il pezzo sia realizzato a mano al cento per cento. Si prevede che la finitura delle maschere sia paragonabile a quelle realizzate nei carnevali di Acireale o Viareggio, caratterizzate dalla loro bellezza, dettaglio ed eleganza. La giuria, composta da rappresentanti locali delle istituzioni partecipanti, valuterà l’originalità, la complessità della tecnica, l’estetica, i materiali e il collegamento con il tema del concorso.
Il comitato organizzatore prevede la partecipazione di circa 2.000 studenti provenienti da istituzioni e corsi di studio dell’italiano a Caracas, Maracay, Maracaibo, Margarita e Puerto Ordaz. Per ora, il concorso è rivolto agli studenti di età compresa tra i 12 e i 25 anni degli istituti partecipanti al concorso come: Associazione Civile Scuola Agustín Codazzi, Scuole Simón Bolívar e Giuseppe Garibaldi, Nuestra Señora de Pompei, San Marcos Evangelista e San Francisco de Asís, tutte a Caracas. A Maracay si contendono la Società Dante Alighieri, la Casa D’Italia e la Cattedra di Italiano della UPEL del capoluogo aragonese. Nella città di Maracaibo la gara è tra i partecipanti convocati dal Comites dell’Occidente e dalla Casa D’Italia di questa città. A Margarita sono invitati a partecipare gli studenti dei Dipartimenti d’Arte con menzione in Graphic Design e Lingue dell’Università di Margarita (Unimar) e gli studenti della Fondazione Italia Nostra, nonché gli studenti della Scuola Mariano Picón Salas. Infine, a Puerto Ordaz la competizione si svolgerà presso la Scuola Maria Montessori.
I partecipanti devono presentare le loro maschere in perfette condizioni e pronte per essere esposte nelle rispettive città, rispettando il regolamento del concorso pubblicato sul sito www.cgie.org.ve.
Allo stesso modo, devono includere un video di 30 secondi che identifichi e spieghi certi aspetti come il motivo dell’ispirazione, nonché gli elementi mitologici incorporati. Il termine ultimo per la consegna delle mascherine sarà il 20 marzo.
Il CGIE consegnerà più di 20 premi ai vincitori delle organizzazioni partecipanti in ciascuna regione. Le istituzioni chiamate a concorrere in ciascuna città, ad eccezione di Caracas, concorreranno tra loro per i primi tre posti. A Caracas, gli studenti di ciascuna scuola gareggeranno internamente per i premi.
I primi classificati riceveranno ciascuno una console Sony Playstation 5 Slim Digital. I creatori delle maschere che rimarranno al secondo posto riceveranno le console Nintendo Switch Lite e i terzi posti verranno premiati con tablet Infinix XPAD X1101B. (aise) 




CGIE: riacquisto cittadinanza per chi l’ha perduta

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223“Il riacquisto della cittadinanza da parte degli italiani residenti all’estero che l’hanno perduta e dei loro discendenti è una questione molto sentita dalla nostra diaspora poiché costituisce un importante legame con la terra d’origine e un forte elemento di identità culturale”. Lo si legge in una nota del Cgie che prosegue: “Il Legislatore ha recepito questa istanza già con la legge 91/1992 che ha aperto una finestra di due anni, poi prorogati per due volte consecutive fino al 31 dicembre 1997. Ma non è bastato, poiché sono rimasti esclusi i soggetti che risiedevano in Paesi che nell’arco temporale considerato dal provvedimento non ammettevano la doppia cittadinanza. Ha inoltre inciso la mancanza di un’informazione capillare su procedure e tempi di presentazione della domanda. Il riconoscimento di tale diritto per questa categoria di italiani, da sempre rivendicato dal Cgie, è tornato al centro del dibattito politico ed è sentito sia dai partiti di maggioranza che di opposizione, tanto che giacciono in Parlamento tre diversi disegni di legge, a prima firma dei senatori La Marca (PD) e Menia (FDI), e dell’onorevole Tirelli (MAIE) che, sebbene a vario titolo, convergono sulla necessità di sanare tale vulnus. Proprio la senatrice La Marca ha raccolto il numero di firme necessarie a ottenere una corsia preferenziale per l’esame in Commissione Affari Costituzionali e quindi la calendarizzazione del dibattito d’Aula. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero esprime l’auspicio che le diverse sensibilità convergano su un testo unificato che consenta di raggiungere al più presto questo importantissimo risultato nell’interesse dei tanti connazionali che oggi si sentono discriminati da parte dell’Italia. Il Cgie è tuttavia consapevole della necessità di procedere alla riforma complessiva della normativa che regola il diritto di cittadinanza per fornire risposte adeguate al dilagante fenomeno delle richieste di riconoscimento dello status civitatis da parte degli italodiscendenti nati all’estero, provenienti in particolare da alcune aree del pianeta. Allo scopo, ha incaricato la sua III Commissione tematica di analizzare le varie proposte e confrontarle con la legislazione di altri Paesi per ricondurle a sintesi in un testo che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno e quindi trasmesso al Legislatore. Il Cgie – conclude il comunicato – esprime la volontà comune di affermare il principio di una cittadinanza pienamente consapevole, fermo restando il presupposto che lo ius sanguinis è un diritto intangibile così come il rispetto dei principi costituzionali che garantiscono l’uguaglianza di trattamento a prescindere dalle condizioni personali e sociali, e indipendentemente dal luogo di nascita”. (Inform)




Nello Gargiulo (Cgie) sui rapporti tra Italia e Cile

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nello gargiulo cgie sui rapporti tra italia e cile immagine20Il Consigliere CGIE del Cile Nello Gargiulo ha pubblicato libro “Cronicas Desde un Chile en cambio” su aspetti di attualità del Cile degli ultimi 5 anni. Il libro è stato presentato presso l’Istituto Italiano di Cultura di Santiago, con la presenza dell’Ambasciatrice Valeria Biagiotti che oltre al saluto ai presenti ha sottolineato anche l’aspetto del libro con riferimento alla visita del Presidente Mattarella nel luglio 2023.Dopo la pubblicazione più di un mezzo di stampa si è interessato e ha chiesto all’ autore di approfondire alcuni contenuti dei 21 capitoli del libro.Qui trascriviamo quanto il periodico Presenza della Comunità italiana ha riportato come estratto della estesa ed articolata intervista che includeva due domande dirette e specifiche sull’ attuale rapporto del Cile con l’ Italia.

Lei dice di sentirsi parte sia dell’Italia che del Cile: come giudica la relazione tra i due paesi?

“Per lunghi anni il Cile e l’Italia hanno collaborato soprattutto sul piano politico, facilitati dalle affinità dei loro partiti politici e dalle coalizioni di governo. Negli ultimi 20 anni, con le trasformazioni avvenute nei mondi delle loro politiche le cose sono cambiate.  Ciò nonostante le sfere di collaborazione si sono aperte in modo visibile anche ad altri ambiti. La cultura e l’educazione oggi sotto l’egida della direzione di diplomazia pubblica e culturale del ministero degli esteri permette di avere più di 10 le Università Cilene con corsi di lingua e cultura italiana. Inoltre ci sono tre istituzioni educative italiane del Cile che hanno un riconoscimento paritario con il sistema scolastico italiano come la Scuola Vittorio Montiglio di Santiago. Queste scuole hanno una valenza interculturale e quindi sono anche attori per rinforzare questa amicizia e collaborazione tra i due paesi”.

Richiamandoci ai settori tecnologi e finanziari dove lei vede punti di forza oggi tra i nostri due paesi?

“Partendo dal settore dell’Agro-Industria, va ricordato che parte importante dei progressi del Cile nel mondo del Vino si deve anche alla tecnologia Italiana di punta che ha permesso migliorarne la qualità e sviluppare i piani di efficienza produttiva anche per le ‘’vigne più piccole’’ che oggi mettono in commercio vini di alta qualità apprezzati anche in Italia e Francia. La raccolta della frutta trova sempre più frequentemente in Cile la mano amica della tecnologia della penisola che si trova ad operare in condizioni climatiche abbastanza simili nella zona centrale del Cile con quelle di buona parte del territorio italiano. Chiaramente con le stagioni all’ inverso. Non ultimi sono i grandi investimenti della Ferrero In Cile-con Agrichile che hanno portato il paese ad essere il terzo produttore di nocciole europee al mondo. E poi certamente il più consistente investimento italiano nel paese, nel campo delle Energie, con la compagnia Enel quei da oltre15 anni con i primi investimenti nelle energie solari nel Nord, accompagna lo sviluppo energetico del paese con la transizione verso le rinnovabili. La sostenibilità intesa come continuità nel tempo degli investimenti, del lavoro, gli equilibri ecosistemici quando si unisce ad una costruttiva e fiduciosa amicizia con i paesi di provenienza dei capitali finanziari e tecnologici alimenta il circolo virtuoso del progresso”.