La Cooperazione italiana in Colombia: “Città biodiverse, sostenibili, resilienti e inclusive”

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agenzia italiana cooperazione allo sviluppo foto immagine2Il 12 giugno, sull’Isola di San Andrés, l’Ambasciata d’Italia in Colombia e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) hanno presentato ufficialmente il progetto “Città biodiverse, sostenibili, resilienti e inclusive”, un’iniziativa che riafferma l’impegno dell’Italia per la protezione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile delle città colombiane, nell’ambito dell’attuazione di un articolato e diversificato programma multidimensionale di cooperazione promosso dall’Italia a favore della Colombia, recentemente dichiarata Paese prioritario in America Latina. Coordinata dalla Cooperazione Italiana, con il sostegno istituzionale del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile della Colombia e dei partner locali Coralina e SINCHI, l’iniziativa – con un investimento di quasi 3 milioni di euro – sarà realizzata nell’isola caraibica di San Andrés e nella città amazzonica di Leticia, due contesti urbani di grande valore strategico ed ecologico. Il progetto si propone tre obiettivi principali: rafforzare i processi di pianificazione urbana con un approccio ambientale e di genere; promuovere l’educazione ambientale, la conoscenza e la partecipazione comunitaria; e incentivare soluzioni per lo sviluppo di infrastrutture sostenibili e per l’occupazione “verde”. Tra gli obiettivi specifici figurano il ripristino dell’ecosistema di mangrovie nel Parco Regionale Old Point di San Andrés e l’adeguamento del porto e del mercato di Leticia, secondo criteri di sostenibilità. All’evento di lancio hanno partecipato il Viceministro delle Politiche e della Normazione AmbientaleMauricio Cabrera Leal, l’Ambasciatore d’Italia in Colombia Giancarlo Maria Curcio, il Direttore di AICS Bogotà Mario Beccia, nonché rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri colombiano, del Governo dell’Isola di San Andrés, del partner Coralina e delle comunità locali. Nei rispettivi interventi, il Viceministro, l’Ambasciatore d’Italia e il Direttore di AICS hanno ribadito l’importanza del progetto, che promuove un modello di sviluppo inclusivo, competitivo e profondamente collegato alla tutela dell’ambiente. Con questo nuovo progetto, la Cooperazione Italiana riafferma la propria alleanza strategica con le autorità colombiane per costruire una società più resiliente e inclusiva, che consideri la biodiversità come un’opportunità imprescindibile e duratura di sviluppo.(Inform)




Colombia: martedì nuova giornata passaporti a Cali

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passaporti22L’Ambasciata italiana a Bogotà ha organizzato martedì prossimo, 27 maggio, una nuova giornata – passaporti dedicati ai connazionali residenti nella circoscrizione consolare di Cali (Cauca, Huila, Nariño, Putumayo y Valle del Cauca). In questa occasione saranno rilevati i dati biometrici dei connazionali che hanno bisogno di richiedere o rinnovare il passaporto.
I connazionali iscritti all’AIRE potranno presentarsi presso l’Ufficio del Consolato Onorario di Cali, senza prendere appuntamento, dalle 8:00 alle 9:00, orario durante il quale verranno distribuiti i turni di ingresso in base all’ordine di arrivo.
I documenti necessari da portare con sé martedì sono elencati a questo link:: https://ambbogota.esteri.it/ambasciata_bogota/it/informazioni_e_servizi/servizi_consolari/passaporti/passaporti.html.
La tariffa consolare relativa al trimestre aprile – giugno 2025, il cui pagamento è requisito essenziale per il rilascio del passaporto, è pari a 510.400 COP e dovrà essere versata sul conto dell’Ambasciata presso qualsiasi succursale del Banco GNB Sudameris o utilizzando il servizio PSE prima di recarsi al Consolato Onorario. (aise) 




L’orrore di Alessandro Coatti fatto a pezzi in Colombia

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alessandro coatti 2 1024x596È un mistero fitto la morte di Alessandro Coatti, il giovane ricercatore di 38 anni che è stato ucciso in Colombia e poi fatto a pezzi e messo, in parte, dentro una valigia. Era arrivato da pochi giorni a Santa Marta, il 3 aprile, per un periodo di vacanza studio. La sua barbara morte ha sconvolto tutti. In una valigia, domenica 6 aprile, sono state trovate la testa e le braccia: la valigia era nella zona di Villa Betel, nei pressi dello stadio Sierra Nevada. Poi, alcuni giorni dopo, un’altra parte del suo corpo è stata ritrovata in un sacco di plastica, gettato nelle acque del fiume Manzanares, vicino al ponte La Platina. È stato identificato grazie al braccialetto dell’ostello in cui alloggiava. Cosa può essere successo? I genitori, che non credono alla rapina, hanno evocato una ipotesi terribile, quella del traffico d’organi. Ma c’0è anche un’altra teoria che sta girando: un omicidio di questo tipo, e ancor più la scelta macabra di dividere il corpo fatto a pezzi, per gli esperti fa pensare alla pista dei gruppi paramilitari. Intervistato dal quotidiano ‘Tiempo’, Lerber Dimas (che si occupa di conflitti territoriali) ha dato questa lettura: “Chi ammazza in questo modo nella regione sono quelli del Clan del Golfo e le Autodefensas Conquistadores de la Sierra“.

Ma perchè uccidere così? Norma Vera Salazar, specialista in diritti umani, a Sky Tg 24 ha spiegato che “questi tipi di omicidi vengono utilizzati dai gruppi di autodifesa per inviare messaggi di allerta, incutere paura e marcare il territorio”. Sono omicidi efferati, accomunati dallo strazio del cadavere, che viene diviso in parti e abbandonato magari in zone rurali. Gli investigatori colombiani stanno lavorando sui tabulati telefonici del 38enne e sugli ultimi movimenti bancari. Anche l’Italia avvierà le indagini, con la Procura di Roma che incaricherà le forze dell’ordine per le indagini e invierà una rogatoria in Colombia per avviare una collaborazione giudiziaria.

LE ESCURSIONI E IL ‘SOGNO’ DELLA SIERRA NEVADA

Secondo una persona che ha avuto contatti con Coatti e che è stato intervistato da un quotidiano locale, il ricercatore nei giorni precedenti l’omicidio il giovane aveva fatto escursioni naturalistiche nella regione e aveva chiesto informazioni sugli itinerari per raggiungere Minca, considerata la capitale ecologica della Sierra Nevada, di cui pare che Alessandro fosse appassionato e volesse studiare fauna e flora.

CHI ERA ALESSANDRO COATTI

Alessandro Coatti, 38 anni, era un biologo molecolare. Era originario di Longastrino, nel Ravennate, dove è cresciuto e dove tuttora vivono i suoi genitori. Si era laureato alla Normale di Pisa e poi specializzato al Max Planck Institute. Ricercatore, fino a qualche mese fa era dipendente della Royal Society of Biology di Londra, dove viveva da tempo. Ma poi qualcosa era cambiato, era maturata in lui l’idea di rallentare, ritrovare se stesso, fare un’esperienza diversa.

TRE MESI LA SCELTA DI PARTIRE PER LA COLOMBIA

E così tre mesi fa si era licenziato (o messo in aspettativa, i genitori non ne sono certi) e aveva deciso di cominciare una nuova avventura. Lo hanno raccontato i genitori in un’intervista alla Nuova Ferrara: “Aveva una bellissima carriera, ormai era via da anni. Lo sentivamo spesso. Si era licenziato tre mesi fa. O forse si era messo in aspettativa, non conosco molto bene i particolari. Ma tanto cosa importa adesso?”. Come mai questa idea di cambiare? L’idea di partire, raccontano ancora i genitori, “gli era venuta l’anno scorso. Ad un certo punto ha maturato la voglia di andare là, si era innamorato di quel paese ed è partito. Prima lo aveva studiato, forse conosceva qualcuno che gliene aveva parlato. Sarebbe dovuto tornare la settimana prossima, ci saremmo dovuti poi vedere”.

Agenzia DIRE –  www.dire.it