La Sardegna approva il Piano per l’Emigrazione

assessorato deol lavoro nregione sardegna image 420x223

assessorato deol lavoro nregione sardegna image 420x223La Giunta della Regione Sardegna presieduta da Alessandra Todde, ha adottato oggi una serie di delibere. Tra i provvedimenti, su proposta dell’assessora del Lavoro Desiré Manca la Giunta ha approvato il Piano triennale per l’emigrazione 2025/2027 e il Programma annuale per l’emigrazione 2025. La Giunta ha inoltre approvato il Programma annuale per l’immigrazione 2025 secondo le “Norme di tutela e di promozione delle condizioni di vita dei lavoratori extracomunitari in Sardegna”. L’assessora Manca ha illustrato le delibere approvate dalla Giunta: “La legge 7/1991 in tema di emigrazione dispone la predisposizione di un Piano triennale e di un Piano annuale. Nel triennio precedente durante la scorsa legislatura non si è proceduto ad approvare il Piano triennale 2023-2025, che oggi, grazie a questa Giunta ha ripreso regolarità con l’approvazione del Piano 2025-2027 e del Programma annuale 2025, contenente la ripartizione delle risorse e due rilevanti novità rispetto al passato: la destinazione delle risorse a vantaggio di una progettualità improntata a criteri di maggiore trasparenza e opportunità di partecipazione e il ripristino delle percentuali di ripartizione delle risorse destinate al funzionamento dei Circoli e alle attività portate avanti dalle comunità sarde fuori dell’isola. Intendiamo rispondere in maniera più efficace alle esigenze di mobilità transnazionale e al tempo stesso promuovere e favorire il mantenimento e il rafforzamento del ruolo di riferimento per la promozione della Sardegna e dei suoi valori”. “Per quanto riguarda il Programma annuale immigrazione 2025 disposto dalla L.R. 46/1990, una delle novità per quest’anno riguarda l’attivazione di un progetto di tirocinio in favore di disoccupati/inoccupati stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di competenze pratiche e specifiche”, ha sottolineato l’assessora del Lavoro. “Altre due significative novità – ha spiegato l’esponente della Giunta – riguardano l’organizzazione della Prima Conferenza Regionale dell’Immigrazione, in programma a Olbia il 3 e 4 luglio e della Convention dei giovani emigrati (o discendenti di emigrati), in programma ad Alghero dal 21 al 24 ottobre. Puntiamo – ha detto – a una società più inclusiva e il nostro obiettivo resta quello di ragionare, confrontarci e costruire le linee programmatiche utili a definire e favorire percorsi di inclusione, da trasformare poi in iniziative concrete da parte della Giunta regionale”.(Inform)




Lunedì l’udienza pubblica per la sede per il Museo dell’emigrazione italiana a Buenos Aires:

4meibaries

4meibariesLunedì prossimo, 7 aprile, alle 13:30, la Commissione Bilancio del Governo della città autonoma di Buenos Aires deciderà se concedere o meno una sede per il Museo dell’Emigrazione Italiana.
Durante l’udienza pubblica, infatti, la Commissione esaminerà la richiesta n. 3016-D-2024 che prevede la concessione, a titolo gratuito, per un periodo di 30 anni, dell’immobile sito in Avenida Costanera Rafael Obligado 4193T, alla Federazione delle Istituzioni Italiane del Distretto di Buenos Aires (FEDIBA).
L’immobile sarà utilizzato per la costruzione del Museo dell’Immigrazione Italiana, ispirato al Museo dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova. (aise) 




“L’Haitiano”, un racconto epico tra sopravvivenza, identità e le forze che plasmano un’isola divisa

gj2mjk9 front shortedge 384

gj2mjk9 front shortedge 384Con L’Haitiano, ultima fatica letterario del direttore di Fatti Nostri, Ennio Marchetti, l’autore ci conduce in un viaggio, potente e stratificato, che esplora le vite di uomini e donne intrappolati tra il caos di Haiti e la relativa stabilità della Repubblica Dominicana. È un romanzo che intreccia la storia personale di Jean-Michel Pie con il destino collettivo di un’intera isola, affrontando temi di amore, sacrificio, politica e identità.

Il cuore della storia: una fuga disperata e la speranza di un futuro.

Al centro della narrazione è Jean-Michel Pie, un uomo costretto a lasciare Port-au-Prince per sfuggire alla violenza che domina le strade. La sua fuga verso la Repubblica Dominicana non è solo un tentativo di salvezza, ma anche una ricerca di dignità e opportunità per la sua famiglia. Attraverso il suo viaggio, Marchetti esplora le tensioni tra due nazioni che condividono un’isola, ma vivono realtà completamente diverse.

La Repubblica Dominicana, descritta con vividezza e autenticità, diventa il rifugio in cui Jean-Michel trova speranza, ma anche nuove sfide. Le differenze culturali, le difficoltà di integrazione e i pregiudizi verso gli haitiani emergono con forza, creando un quadro realistico e complesso delle relazioni tra i due Paesi.

Contrasti tra Haiti e la Repubblica Dominicana

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio l’esplorazione delle profonde differenze tra Haiti e la Repubblica Dominicana. Mentre Haiti è ritratta come un Paese in crisi, devastato dalla violenza delle bande armate e dall’instabilità politica, la Repubblica Dominicana appare più moderata e organizzata, pur affrontando le difficoltà legate alla migrazione haitiana. Il governo dominicano, descritto con equilibrio e rispetto, cerca di mantenere la stabilità, nonostante le tensioni generate dall’arrivo di migliaia di rifugiati.

Marchetti riesce a catturare le sfumature di questo rapporto complesso, evidenziando sia le divisioni culturali e storiche, sia i legami profondi che uniscono i due popoli. Hispaniola emerge così come un’isola in cui identità, storia e politica si intrecciano in modo inestricabile.

Pierre-Louis e il sogno di unificazione

Un ruolo centrale nel romanzo è giocato dal Professeur Joseph Pierre-Louis, un intellettuale haitiano che incarna il desiderio di una riunificazione dell’isola. Tuttavia, il suo approccio, intriso di idealismo e determinazione, è radicale e, per molti, pericoloso. Pierre-Louis immagina un’isola senza confini, in cui gli haitiani possano reclamare il loro posto. Questo sogno, che si scontra con la realtà politica e sociale, alimenta tensioni che attraversano tutto il romanzo, mettendo in discussione i limiti tra diplomazia, identità e sovranità.

Il suo desiderio di unificazione si contrappone al pragmatismo del governo dominicano, che tenta di gestire la situazione senza cadere in estremismi. Questa contrapposizione tra visioni radicali e moderate arricchisce la narrazione, offrendo spunti di riflessione su come affrontare conflitti culturali e politici.

Personaggi memorabili

I protagonisti di L’Haitiano sono ricchi di sfumature e rappresentano le diverse forze in gioco sull’isola:

  • Jean-Michel, simbolo della resilienza e dell’amore familiare, è un uomo che cerca di bilanciare responsabilità e passioni in un contesto di estrema precarietà.
  • Marie-Claire, sua moglie, incarna la forza e la devozione, rimanendo un punto fermo nella vita caotica del marito.
  • Adeline, una vecchia fiamma di Jean-Michel, rappresenta la possibilità di un nuovo inizio e la complessità dei legami personali.
  • Il Professor Pierre-Louis, con il suo radicalismo intellettuale, e il Presidente haitiano Desmarais, intrappolato nelle difficoltà di governare Haiti, riflettono le diverse risposte ai problemi di un’isola divisa.
  • Il governo dominicano, pur essendo una presenza collettiva più che individuale, emerge come una forza moderata e pragmatica, impegnata nel mantenere stabilità e ordine.

Lo sfondo spirituale e culturale

Sebbene il vudù non sia centrale, le sue cerimonie e figure simboliche, come Baron Samedi, aggiungono una dimensione mistica alla narrazione. Il vudù rappresenta non solo una forza spirituale, ma anche un modo attraverso il quale i personaggi cercano di affrontare le loro paure e trovare conforto.

Uno stile evocativo e coinvolgente

La scrittura di Marchetti è potente e poetica, capace di alternare momenti di alta tensione a passaggi di introspezione. Le descrizioni delle città, dei paesaggi e delle dinamiche sociali sono vivide e coinvolgenti, trasportando il lettore direttamente nel cuore dell’azione. La struttura corale del romanzo, con molteplici punti di vista, arricchisce ulteriormente la narrazione, rendendola complessa e avvincente.

Un romanzo che parla al cuore e alla mente

L’Haitiano è un’opera che riesce a intrecciare amore, politica e spiritualità in una narrazione avvincente e profonda. È una riflessione sull’identità, sulla resilienza e sulla necessità di trovare un equilibrio tra sogni e realtà.

Ennio Marchetti ci regala un romanzo che, pur esplorando le divisioni, celebra ciò che unisce: l’umanità, l’amore e la speranza in un futuro migliore.

Il link per poterlo acquistare e ricevere comodamente a casa è:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/lhaitiano/paperback/product-gj2mjk9.html?q=L%27Haitiano+ennio+marchetti&page=1&pageSize=4

La copertina è della pittrice italiana Giuliana Tasselli, per gentile concessione.