Perequazione per i pensionati all’estero

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28portapensioni“Il blocco degli aumenti delle pensioni degli italiani all’estero è palesemente discriminatorio e incostituzionale”. Lo ha affermato in queste ore Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America, che ha interrogato la Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, chiedendo spiegazione “se è in grado di farlo vista l’assurdità del provvedimento”, riguardo “i motivi per cui è stato deciso di sospendere per il 2025 (ma con conseguenze economiche permanenti per i pensionati colpiti) la rivalutazione delle pensioni superiori al trattamento minimo INPS erogate agli italiani residenti all’estero, la cosiddetta perequazione automatica“.
Nell’interrogazione, il deputato dem ha sottolineato che sono interessati, e quindi penalizzati, circa 61.000 titolari di pensioni INPS residenti all’estero dei quali oltre 30.000 risultano essere titolari di pensioni di importo che varia da 567 a 1.135 euro mensili mentre circa 11.000 sono titolari di pensioni di importo tra 1.135 e 1.703 euro e solo 12.000 pensioni sono superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS. “Ho osservato – ha spiegato Porta – che sembra evidente che la decisione del legislatore di bloccare il meccanismo della perequazione automatica a pensioni di importo così basso, lasciando invece inalterata la rivalutazione per le pensioni di importo alto dei residenti in Italia, oltre a rappresentare una ingiustificabile disparità di trattamento basata manifestamente sulla residenza, costituisce anche e soprattutto una violazione del principio di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza dei trattamenti previdenziali (principio sancito dagli articoli 3, 36 e 38 della Costituzione) e di quello della salvaguardia delle pensioni più basse evocato più volte dalle sentenze della Corte Costituzionale e da ultimo nella recente sentenza n. 19/2025 dove si evidenzia che il congegno normativo del rallentamento della dinamica perequativa deve salvaguardare l’integrale rivalutazione delle pensioni di più modesta entità, addirittura ricomprendendo in esso quelle di importo pari a quattro volte il trattamento minimo INPS”.
Infine, Porta ha chiesto quali sono le motivazioni che il Ministero del Lavoro adduce per giustificare il congelamento, ancorchè temporaneo, della perequazione automatica delle pensioni di basso importo erogate ai nostri connazionali all’estero alla luce delle sentenze della Corte costituzionale. “Tali sentenze – ha spiegato – hanno sempre nel tempo voluto garantire una rivalutazione piena per le pensioni di importo più basso fino a quattro volte il trattamento minimo INPS. Ed ho anche enfatizzato il fatto che l’applicazione della normativa in questione è stata circoscritta ai soli residenti all’estero senza tener conto che essi sono tuttavia tutelati dal diritto internazionale – Regolamenti comunitari di sicurezza sociale e Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale – che sanciscono il principio della esportabilità delle prestazioni previdenziali e il mantenimento dei diritti acquisiti (art. 7 Reg. UE n.883/2004 “Abolizione clausole di residenza” e analoghi articoli di tutte le Convenzioni bilaterali)”.
L’On. Porta ha dunque concluso: “spero che il Governo senta la responsabilità e abbia la correttezza di spiegare ai nostri connazionali pensionati – rispondendo al più presto – quali sono le ragioni di questo inverosimile e odioso accanimento contro il mondo dell’emigrazione”. (aise) 




Silli in Perù in missione ufficiale

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x missione del sottosegretario agli esteri giorgio silli in peruimmagine1 404x223Il Sottosegretario agli Affari Esteri Giorgio Silli ha svolto una missione ufficiale a Lima, dove ha incontrato i rappresentanti della collettività italiana e del Sistema Italia e presieduto una riunione con i membri del Comites, del Cgie, della Camera di Commercio, delle imprese italiane e con il Vice Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nei colloqui con la Ministra e il Vice Ministro per le Popolazioni Vulnerabili, Fanny Esther Montellanos Carbajal e Carlos Jesus Vilela del Carpio, – informa la nota della Farnesina – è stata approfondita la già eccellente cooperazione in tema di adozioni internazionali, alla vigilia del seminario internazionale “Adozione: uno sguardo interdisciplinare” organizzato in collaborazione con il Ministero della Donna e delle Popolazioni Vulnerabili della Repubblica del Perù. L’incontro con il Vice Ministro degli Affari Esteri John Peter Camino Cannock ha permesso un confronto sui maggiori dossier regionali e internazionali, mentre una riunione presso il Ministero dei Trasporti è stata l’occasione per discutere le opportunità di investimento per le imprese italiane. Il Sindaco di Lima Metropolitana, Rafael Lopez Aliaga Cazorla, ha infine consegnato al Sottosegretario la Medaglia della città di Lima. “La missione ha confermato la solidità dei rapporti e l’eccellente collaborazione con il Perù nel settore delle adozioni internazionali, segno tangibile del comune impegno per i diritti delle persone e delle famiglie. Siamo inoltre particolarmente soddisfatti delle opportunità per le imprese italiane e delle prospettive di ulteriore sviluppo della cooperazione economica” ha commentato Silli. (Inform)




Porta (Pd): “Riportiamo subito Alberto a casa!”

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trentini alberto“Da 80 giorni un giovane cooperante italiano è detenuto nelle carceri venezuelane: si tratta di Alberto Trentini, arrestato il 15 novembre scorso e da allora senza contatti con la sua famiglia e i suoi legali”. Lo ricorda in una nota il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale. “Con alcuni colleghi del mio gruppo parlamentare – continua Porta – ho presentato qualche settimana fa un’interrogazione al governo esprimendo insieme alla nostra grande preoccupazione la richiesta di agire con tempestività e determinazione in tutte le sedi opportune per garantire al cooperante il pieno rispetto dei suoi diritti insieme all’immediata possibilità di rientro in Italia. Nel rispetto della riservatezza e della discrezione che devono riguardare questo tipo di situazioni, così come richiesto dal Ministro degli Esteri in audizione qui alla Camera, – prosegue il deputato – abbiamo il dovere di fare sentire la nostra voce ed esprimere ai genitori di Antonio tutta la nostra solidarietà e vicinanza, così come abbiamo fatto per Cecilia Sala e per tutti i nostri connazionali detenuti all’estero”. In proposito Porta sottolinea come in Venezuela per motivazioni politiche siano in prigione molti cittadini, anche in possesso della doppia cittadinanza italiana e venezuelana. (Inform)