Prima Conferenza delle scuole italiane all’estero “Crescere in italiano”

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imagesSi è aperta questa mattina a Roma, presso l’Auditorium del MAXXI, la Prima Conferenza delle scuole italiane all’estero “Crescere in italiano”, con la partecipazione di oltre 200 rappresentanti dagli istituiti scolastici del nostro Paese attivi all’estero e del Sistema della Formazione Italiana nel Mondo (SFIM).

L’evento è stato inaugurato dal Vice Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, che ha sottolineato come le scuole italiane all’estero rappresentino uno strumento chiave per la diplomazia culturale del nostro Paese, ricordando il loro ruolo centrale nella promozione della lingua, della cultura e dei valori italiani nel mondo – ricordando poi anche la centralità di istruzione e formazione come pilastri del Piano Mattei e priorità della Cooperazione allo sviluppo italiana.

Nel corso delle sue tre sessioni tematiche, la Conferenza approfondirà temi prioritari quali l’innovazione didattica, i partenariati istituzionali e la valorizzazione del sistema universitario italiano, offrendo un’occasione concreta di confronto e di proposta tra gli attori del settore.

L’iniziativa è preludio della V edizione degli Stati Generali della lingua italiana del mondo, che saranno aperti dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nella giornata di mercoledì 16 aprile.

Gli eventi di questa settimana si inseriscono nel quadro dell’impegno del Governo per il rafforzamento e la promozione della lingua italiana nel mondo, in vista della Conferenza Internazionale dell’Italofonia prevista per l’autunno di quest’anno.




Il Ministro Lollobrigida a confronto con FIPE: sostegno alla ristorazione italiana in Italia e all’estero

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il ministro lollobrigida a confronto con fipe sostegno alla ristorazione italiana in italia e allestero immagine10“La ristorazione rappresenta la principale rete di valorizzazione dei nostri prodotti, e la Federazione italiana pubblici esercizi, con grande responsabilità è il punto di riferimento per il settore. L’obiettivo comune deve essere quello di sfruttare al massimo la qualità dei nostri prodotti, ovvero trasformare il valore intrinseco della qualità in valore di mercato. I ristoratori sono i migliori narratori dei prodotti della nostra terra, sono loro che lavorando con i nostri prodotti fanno comprendere  la loro unicità. Sono per questo motivo dei partner fondamentali nella promozione della candidatura della Cucina italiana a patrimonio Unesco. Nelle nostre città e nel mondo sono i ristoranti e gli chef italiani a essere il nostro primo biglietto da visita”. Così il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante l’incontro con una delegazione della FIPE Confcommercio, la federazione italiana dei pubblici esercizi, che si è svolto ieri al MASAF in cui si sono affrontati temi strategici per la ristorazione italiana. “FIPE e MASAF sono dei partner naturali e non faremo mancare il nostro contributo per il successo della cucina italiana nel mondo e per la crescita dei pubblici esercizi. All’incontro hanno partecipato il Presidente FIPE nazionale Lino Stoppani, il Vice Presidente FIPE e presidente della sezione romana Sergio Paolantoni, lo chef due stelle e Presidente FIPE Marche, Moreno Cedroni, il Presidente del Gruppo Ristoratori Esteri FIPE Roberto Costa, il Direttore Generale FIPE Confcommercio Luciano Sbraga  e il Direttore Generale FIPE Roberto Calugi. Tra i temi trattati, la prossima edizione della Giornata della Ristorazione, in programma a Roma il 17 maggio, un evento che celebrerà il ruolo centrale della ristorazione nella cultura e nell’economia italiana. Lollobrigida ha inoltre parlato di formazione, collegandola al Piano Mattei, e ha sottolineato l’importanza di sviluppare progetti all’estero per permettere ai giovani di crescere professionalmente e, con una preparazione adeguata, creare opportunità di lavoro in Italia. In conclusione, il Ministro Lollobrigida ha ribadito l’importanza di unire le forze per sostenere e promuovere la ristorazione italiana, sia a livello nazionale che internazionale, assicurando il massimo sostegno da parte del Ministero. Durante l’incontro, il Ministro ha anche donato l’Atlante Qualivita al Presidente del coordinamento dei ristoranti italiani all’estero, Roberto Costa. L’Atlante è un’opera che raccoglie le caratteristiche tecnico-scientifiche e socio-economiche di tutti i prodotti italiani a marchio registrato, destinata a supportare la promozione e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche italiane, sia in Italia che all’estero. (Inform)




“Il 2025 è avaro con i pensionati all’estero” dice Porta (Pd)

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fabio porta pd immagine16 183x223Il 2025? Un anno “avaro” per i pensionati italiani residenti all’estero, dice Fabio Porta , deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale. In proposito il parlamentare segnala il blocco della rivalutazione automatica per le pensioni superiori al trattamento minimo erogate dall’Inps ai connazionali residenti all’estero.  “Sono stati colpiti e penalizzati circa 60.000 pensionati i quali non usufruiranno dell’adeguamento – comunque insignificante, dello 0,8% , ma pur sempre un aumento – delle loro pensioni all’aumento del costo della vita”, spiega l’on. Porta. Un atto che “cercheremo di contrastare in tutti i modi nel prosieguo dell’anno in corso”, assicura il deputato del Pd.

Come spiega Porta , la misura comporterà “un risparmio per le casse dello Stato di 8,6 milioni di euro per ciascun anno del periodo 2025-2028”  mentre “negli anni successivi, l’effetto previsto di minore spesa si riduce progressivamente, in ragione della previsione di una riduzione progressiva del numero di soggetti interessati”. “Le restanti 290.000 pensioni in pagamento all’estero pari o inferiori al trattamento minimo saranno invece incrementate del 2,2% per il 2025 (per il 2026 si prevede invece un aumento dell’1,3%). Infatti la Legge di Bilancio 2025 ha prorogato fino al 2026 l’incremento sulle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo, introdotto inizialmente dalla Legge n. 197/2022 (articolo 1, comma 310)”. “L’incremento riconosciuto porterà il trattamento minimo a un massimo di 616,67 euro (senza contare ovviamente le eventuali maggiorazioni sociali dovute). Un importo- aggiunge Porta – comunque irrisorio a fronte dell’aumento persistente del livello generale del costo della vita e della conseguente diminuzione del potere d’acquisto della moneta, che penalizzano soprattutto i pensionati”. Il parlamentare precisa inoltre che “per le pensioni in convenzione internazionale, l’incremento di cui sopra è calcolato non sull’importo complessivo in pagamento inclusivo del pro-rata estero ma solo sul pro-rata italiano” e ricorda che “per la corresponsione dell’incremento non rilevano i redditi posseduti dal pensionato”.  Porta prosegue: “E’ stato confermato che anche per il 2025 l’età minima per accedere alla pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi versati e all’assegno sociale (non erogabile o esportabile all’estero) rimane fissata a 67 anni. Mentre invece la pensione anticipata ordinaria è maturabile per gli uomini con 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne con 41 anni e 10 mesi di contributi. Sia la pensione di vecchiaia che quelle anticipate possono essere perfezionate con il meccanismo della totalizzazione in regime internazionale. ‘Quota 103’, altra pensione anticipata che è stata prorogata per il 2025, richiede invece 62 anni di età e 41 anni di contributi, totalizzabili in regime internazionale, ma anche la cessazione dell’attività lavorativa. ‘Opzione donna’, pensione anticipata per le donne ma che è riservata solo ad alcune lavoratrici che possono soddisfare requisiti difficilmente documentabili all’estero, si perfeziona invece con 61 anni di età entro il 31 dicembre 2024 (ma anche prima se si hanno figli) e viene calcolata nel sistema interamente contributivo, meno conveniente. Purtroppo la pensione anticipata ordinaria, ‘Quota 103’ e ‘Opzione donna’ prevedono le cosiddette finestre mobili, introdotte per contenere la spesa pensionistica, che posticipano la decorrenza dai 3 ai 12 mesi dal momento del perfezionamento del diritto anche per gli eventuali aventi diritto residenti all’estero”. “Dispiace infine constatare – conclude Porta – che nonostante le nostre pressanti richieste a questo Governo , ma ad onor del vero anche ai Governi precedenti, , tramite interventi politici, mozioni ed interrogazioni, non si muove nulla nel campo della stipula o del rinnovo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale ,per esempio quelle con il Cile, il Perù, l’Ecuador, la Colombia, il Brasile, etc. , escludendo così decine di migliaia di nostri connazionali dalla tutela previdenziale in regime di convenzione internazionale”. (Inform)

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Studiare all’estero: un investimento per il futuro

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studiare estero borse studioSempre più giovani italiani scelgono di studiare all’estero, attratti da sistemi educativi di qualità e dalla possibilità di ampliare le proprie prospettive professionali. Ma quanto costa realmente questa esperienza?

Negli Stati Uniti, una laurea può costare fino a 17.000 euro l’anno, cifra che comprende tasse universitarie, vitto e alloggio. Un investimento importante, ma che molte famiglie italiane sono disposte a sostenere per garantire ai propri figli un’educazione di livello internazionale. Tuttavia, chi desidera un’alternativa più accessibile può guardare all’Europa, dove esistono università pubbliche che offrono corsi a prezzi molto più contenuti.

Germania, Francia e Paesi Bassi, ad esempio, hanno ampliato la loro offerta di corsi in inglese e molte università offrono programmi gratuiti o a costi ridotti per gli studenti dell’Unione Europea. Anche le borse di studio internazionali rappresentano un’opportunità da non sottovalutare, permettendo a molti studenti di coprire gran parte delle spese.

Per chi sogna di studiare all’estero, la chiave è pianificare con attenzione: informarsi sui costi, verificare le opportunità di borse di studio e prepararsi a un’esperienza che può cambiare la vita, sia dal punto di vista accademico che umano. Un’opzione che, per molti italiani, si traduce in migliori prospettive di carriera e in una formazione più completa e internazionale.




Gli italiani ufficialmente residenti all’estero sono sei milioni e mezzo

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italaini allesttero disegno di gabrela morzilli immagine7 e1676897152955 615x223Al 31 dicembre 2024 i cittadini italiani residenti all’estero erano 6.412.752, così ripartiti: in Europa 3.452.108; in America meridionale 2.073.614; in America settentrionale e centrale 558.467; in Africa, Asia, Oceania e Antartide: 328.563.

Questi dati emergono dalla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio in cui è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Interno che, di concerto con la il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministro della Giustizia, pubblica annualmente il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, basato sui dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente. (Inform)