Ecco la tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore: la foto

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foto a 2 sito 2025 04 24t165734.786 1024x576La tomba di Papa Francesco è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione “Franciscus” e la riproduzione della sua croce pettorale. Informazioni, queste, condivise dalla Santa Sede anche con una fotografia a corredo.

“La tomba è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della basilica di Santa Maria Maggiore” si riferisce nella comunicazione. “La tomba è situata nei pressi dell’Altare di San Francesco”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Papa Francesco “non si è reso conto, non ha sofferto”: il prof. Alfieri racconta gli ultimi istanti

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screenshot 2025 04 22 211424“Quando sono arrivato a Santa Marta il Santo Padre era ancora vivo, aveva gli occhi aperti, aveva l’ossigeno, aveva una flebo, però non era vigile. Bisognava capire che cosa avesse, non era un problema respiratorio, era ancora vivo però era in coma”: il ricordo degli ultimi istanti di vita di Papa Francesco nell’intervista esclusiva al professor Sergio Alfieri, del Policlinico Gemelli, andata in onda questa sera, martedì 22 aprile, al Tg 1.

Il capo équipe al Gemelli che lo aveva seguito nell’ultimo lungo ricovero, è stato tra la stretta cerchia di persone vicina al Pontefice nel momento del trapasso. E una cosa può dirla per rassicurare i fedeli e chi ha voluto bene a Francesco: “Se ha sofferto? Non si è reso conto, sarà partito un embolo, avrà avuto un ictus, e questo lo posso dire con certezza: il Santo Padre non ha sofferto”, ha risposto così infatti alla domanda diretta del giornalista.

Quindi al microfono del Tg 1 racconta i giorni precedenti alla sua morte, come lo aveva trovato nelle ultime visite di controllo: “Mercoledì scorso in Vaticano, con i colleghi del Gemelli, l’abbiamo trovato in ripresa, convalescente, ancora un po’ affaticato ma in grande forma”, spiega Alfieri. Poi lo aveva rivisto sabato santo: “Una cosa mi ha colpito: gli ho detto ‘Santo Padre, è stato anche a visitare le persone che sono in carcere?’ Lui mi ha detto di sì e che però era affranto perché non gli aveva potuto lavare i piedi”.

Lunedì mattina al capezzale di Papa Francesco, a Santa Marta, quando lo ha trovato con gli occhi aperti ma non vigile, Alfieri ha subito compreso che si trattava di qualcosa di serio: “Bisognava capire che cosa avesse, l’ho ascoltato col fonendoscopio in entrambi i campi polmonari, ma non era un problema respiratorio”, ovvero la sue condizioni non erano riconducibili alle patologie per cui era stato 28 giorni ricoverato e curato al Policlinico. Di lì a poco Bergoglio è spirato, così, senza accorgersene, senza dolore è arrivato alla “casa di Dio”.

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La salma di Papa Francesco è nella Basilica di San Pietro, fedeli in fila per entrare (VIDEO)

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salma papa francesco a san pietro fileminimizer“Laudetur Jesus Christus”: si è conclusa con le stesse parole con le quali era cominciata la diretta dei media vaticani dedicata al rito della traslazione della salma di papa Francesco. La bara con il corpo del pontefice è stata posta di fronte all’altare della confessione, senza catafalaco, nella basilica vaticana di San Pietro. Secondo quanto riferito dai media vaticani, durante il passaggio della processione con il feretro, in piazza erano presenti 20mila persone.

Dalle 11 le porte della basilica di San Pietro sono aperte per le migliaia di fedeli che vorranno rendere omaggio a papa Francesco e partecipare ai funerali che saranno officiati sabato dal cardinale Giovanni Battista Re. L’esposizione del corpo del pontefice durerà tre giorni, da oggi fino alla mezzanotte, domani dalle 7 alle 24 e poi dalle 7 fino alle 19 di venerdì.

IN PIAZZA O IN FILA PER ENTRARE, FEDELI RENDONO OMAGGIO A FRANCESCO

Un caldo sole accompagna i numerosi fedeli che dalle prime ore del mattino sono in fila in via di Porta Angelica per raggiungere i varchi sotto il colonnato del Bernini. In tanti stanno affollando la strada che conduce a San Pietro e rendere omaggio a Papa Francesco, morto lo scorso 21 aprile all’età di 88 anni. Da questa mattina, infatti, la Basilica sarà aperta aperta ai fedeli che vogliono salutare il pontefice argentino. Sabato i funerali. Tra i fedeli, numerosi quelli provenienti da Roma ma tra le persone che camminano strette l’una di fianco all’altra c’è anche chi è originario del Paese di Papa Bergoglio. “Io sono argentino ma vivo con la mia famiglia in Inghilterra- racconta Jorge all’agenzia Dire- oggi siamo tristi ma con la speranza che gli insegnamenti di Papa Francesco vivano sempre nei nostri cuori. Quello di oggi è un momento di rispetto per una figura che per il mio Paese e per tutto il mondo è stato un referente religioso e il Capo di Stato del Vaticano. Ma spiritualmente è stato importante per tutto il mondo. Ricordo di averlo conosciuto a Buenos Aires e l’ho visto quattro volte. In una di queste occasioni l’ho visto durante una messa per i migranti nel quartiere La Boca, mentre un’altra messa l’ha tenuta per la gente più povera della mia città, la Capitale Argentina. Ricordo Papa Francesco sempre con i più poveri”.

Tanti gli italiani in fila. Tra loro la signora Valeria, di Napoli. “Proprio questa mattina alle 9- racconta- avevamo l’udienza privata con Papa Francesco, ci è stata annullata una decina di giorni fa ma siamo qui per dare un ultimo saluto al nostro Papa, il Papa del popolo, delle persone comuni. La frase che diceva sempre e che ripeteva mia mamma era ‘Non vi dimenticate di pregare per me’: sicuramente noi tutti pregheremo per lui e spero che lui ci accolga con la sua preghiera davanti al Padre Celeste”.La signora Valeria ha un ricordo personale del Santo Padre che porterà sempre con sé. “Mia mamma era molto devota a Papa Francesco e ogni domenica ascoltava la sua preghiera dopo la messa. E il Papa diceva proprio ‘Non vi dimenticate di pregare per me’. Chiedeva questo alle persone comuni. E poi augurava anche il buon pranzo prima di spegnere il collegamento. Io ricorderò sempre anche il suo primo momento dopo la sua elezione a Papa: spero che tutti accolgano il suo invito a pregare per lui”.

“Io studio a Roma- afferma Benedetta, 21 anni di Catanzaro- e ho sempre sentito la vicinanza con il Pontefice. Credo che sia stato un Papa buono. Purtroppo non ho avuto molte occasioni per poter venire in Vaticano e credo che questa sia una delle esperienze migliori. Vediamo se riuscirò a venire anche per i funerali. Ora vivo l’atmosfera di Roma: c’è tanta attesa, sento anche il calore degli altri fedeli, sono una persona molto religiosa. Mi sento onorata di poter vivere in questa città così bella e così grande che ci ha dato molto, ovviamente anche grazie al Papa”. Benedetta affida poi un pensiero al futuro Papa, proprio in memoria di Papa Bergoglio. “Francesco è stato un Papa progressista, quindi da questo nuovo Pontefice mi aspetto che si facciano altri passi avanti in questo senso e che non si torni indietro”. Infine un ricordo personale. “La sua umiltà. L’ho sempre visto in televisione, sui social e attraverso i telegiornali: è stato un Papa umile, questo è il ricordo che ho di lui insieme al suo viso buono”.

Intanto la macchina organizzativa non si ferma. Tante le ragazze e i ragazzi della Protezione Civile incaricati di accogliere i fedeli e di assicurare che tutto si svolga nel migliore dei modi. “Siamo partiti da Aprilia verso le 4:40 del mattino- spiega Christian, 19 anni- siamo arrivati per organizzarci con la Regione Lazio e ora siamo qui nella postazione di Porta Angelica dalle 5:30-6:00. Al momento tutto sta andando bene. C’è stata qualche richiesta per aiutare le persone disabili- conclude- ma per adesso il passaggio delle persone scorre fluentemente”.

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Francesco, il figlio di migranti piemontesi venuto dalla fine del mondo

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papa francesco scaled 1 1024x829È il papa “venuto dalla fine del mondo”. Il 266esimo, simbolo e carne di un altro mondo possibile, coscienza critica e speranza in un tempo di guerre, disuguaglianze e incoscienza nei confronti del prossimo e della “casa comune”.

Una vita, quella di Jorge Mario Bergoglio, eletto sommo pontefice il 13 marzo 2013, scomparso oggi all’età di 88 anni, straordinaria e allo stesso tempo comune. Comune: così ha sempre pensato se stessa.
“Nella capitale argentina nasce il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi” si legge in una biografia di Bergoglio pubblicata dalla Santa Sede. “Suo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell’educazione dei cinque figli”. E c’è un’altra persona speciale. Si chiama Rosa Margherita Vassallo. “Ho ricevuto il mio primo annuncio cristiano da una donna” ricorda Francesco pochi giorni dopo essere stato eletto papa: “Mia nonna”. Rosa Margherita Vassallo è originaria della provincia di Savona, in Liguria. Ancora giovane si trasferisce però nelle Langhe, una regione dove allora si vive dell’essenziale, non di tartufi né di vini pregiati. Ed è qui che, è sempre Bergoglio a ricordare, Rosa impara che “c’è sempre un pezzo di pane da donare a chi sta peggio”.

Tra il Piemonte e Roma c’è l’America. Il Sud America: la “fine del mondo”, l’emisfero agli antipodi della Curia romana, dei trafficanti di armi e dei super-ricchi, il mondo guardato alla rovescia da Bergoglio. “È una figura di spicco dell’intero continente e un pastore semplice e molto amato nella sua diocesi, che ha girato in lungo e in largo, anche in metropolitana e con gli autobus” si legge ancora nella biografia. “La mia gente è povera e io sono uno di loro” pare abbia detto una volta Bergoglio per spiegare la scelta di abitare in un appartamento e di prepararsi la cena da solo. Ai suoi preti raccomanda misericordia, coraggio e porte aperte. Mettendoli in guardia dalla cosa peggiore che può accadere nella Chiesa: quella che de Lubac chiama “mondanità spirituale”, che vuol dire “mettere al centro se stessi”. È l’esatto contrario di ciò che Bergoglio ritiene parte imprescindibile della vita cristiana: l’impegno per la giustizia sociale.

Ed è proprio in uno spazio pubblico e sociale, nonostante il carattere riservato, che Bergoglio si fa conoscere e diventa un punto di riferimento. È il 2001: in Argentina tempo di crisi economica, di ricchezze volatilizzate e nuove emergenze. È anche l’anno nel quale papa Giovanni Paolo II lo crea cardinale: lui, un diplomato tecnico chimico entrato poi nel seminario diocesano e nel noviziato della Compagnia di Gesù. Il percorso ecclesiastico, con gli studi umanistici e la laurea in filosofia, in Cile e ancora in Argentina, è continuato fino al ruolo di provinciale, a quello di collaboratore del cardinale Antonio Quarracino, a Buenos Aires, e poi di arcivescovo.
In America Latina la figura di Bergoglio diventa sempre più popolare. Come arcivescovo, invita religiosi e laici a lavorare insieme, fissando come una delle priorità l’assistenza ai poveri e ai malati.
Partecipa poi al conclave del 2005, quello di Ratzinger, Benedetto XVI, “il pastore tedesco”, secondo un titolo di giornale irriverente. Sarà anche il pontificato segnato del discorso di Ratisbona, con il richiamo all’identità dell’Occidente e la reazione delle piazze islamiche per il riferimento ai dialoghi sulla jihad dell’imperatore bizantino Manuele II paleologo: ci furono proteste, vittime e violenze, dall’Africa al Medio Oriente all’Asia.

Cambia tutto, Bergoglio, a cominciare dal nome: Francesco, come mai nessun papa prima di lui. E c’è il suo carattere, con i gesti, l’immediatezza, l’empatia, naturale capacità comunicativa. Ne parliamo con padre Daniele Moschetti, missionario comboniano per tanti anni in Africa. Uno che l’ha conosciuto. È del papa la prefazione del suo libro ‘Sud Sudan, il lungo e sofferto cammino per pace, giustizia e dignità’. “Quando gli consegnai il volume guardò il bambino sud-sudanese in copertina e mi disse: ‘Devo andarci a tutti i costi, il popolo mi aspetta’”. Cinque anni dopo, e dopo tre tentativi, Francesco arriva a Juba: la capitale del Paese più giovane del mondo, nel cuore del continente più giovane del mondo, ferito dalla guerra. “Avverto il bisogno di sensibilizzare la comunità internazionale su un dramma silenzioso, che necessita dell’impegno di tutti per giungere a una soluzione che ponga fine al conflitto in corso” sottolinea il papa. “Disinteressarsi dei problemi dell’umanità, soprattutto in un contesto come quello che affligge il Sud Sudan, significherebbe infatti dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso”.

Padre Moschetti ricorda anche un altro momento. È il 2019 e i dirigenti politici e militari del Sud Sudan, a cominciare dal presidente Salva Kiir e dal suo vice e poi rivale Riek Machar, partecipano a un inedito ritiro a Roma. In Vaticano, nella residenza pontificia di Casa Santa Marta, c’è anche Justin Welby, il primate della Chiesa d’Inghilterra che sarà poi a Juba con Francesco. Il Papa chiede agli ospiti di “rimanere nella pace” e di diventare “padri della nazione”. È a questo punto che si inchina, sorretto da un traduttore, e bacia loro i piedi. “Sapeva che avevano fatto uccidere migliaia di persone ma volle fare un gesto importante che arrivasse dritto al cuore” ricorda padre Moschetti. “Fu un segno di umiltà e attenzione verso il popolo sud-sudanese, non un’umiliazione di fronte a quei dirigenti”.

Le prospettive e i ricordi possono essere più di mille. Come gli appelli. Ad esempio in difesa della “casa comune”, il pianeta “depredato”, al centro della enciclica Laudato sii’ e poi del sinodo speciale per l’Amazzonia. E però gli ultimi giorni del papa sono segnati ancora dal desiderio della pace, dopo le tante denunce del commercio delle armi “che muove i fili delle guerre con tutti i soldi pubblici destinati agli armamenti”. Nuovi richiami a un’altra enciclica, la Fratelli tutti, nata anche dal lavoro comune con l’imam Ahmad al-Tayyeb, ad Abu Dhabi.

Tornano alla mente anche le parole pronunciate dalla parrocchia della Sacra famiglia, nella Striscia di Gaza devastata dai bombardamenti israeliani: “Il Papa ci ha chiamati, era di buon umore, la voce un po’ affaticata, ma ha voluto sapere come stiamo”. Francesco era ricoverato al Gemelli. Stava male lui ma non dimenticava i palestinesi e tutti coloro che non hanno più una casa. Sono i più deboli del mondo, come le vittime di tutte le guerre. Altre immagini, altri momenti. Il papa è solo, la piazza San Pietro vuota, sotto la pioggia battente, il 27 marzo 2020, anticipo del venerdì santo al tempo del Covid-19. E ancora Roma, per un altro mondo possibile: mentre l’Europa divisa si arma e lancia proclami di guerra, Francesco vuole che alla Via Crucis partecipino due famiglie in più: una ucraina e una russa, insieme nella tredicesima stazione. Cristo è deposto sulla croce e il suo corpo viene riconsegnato alla Madonna.

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È morto Papa Francesco, aveva 88 anni

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerPoco fa Sua Eminenza, il Card Farrell, ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

L’ULTIMA VOLTA CON FRANCESCO, IN PIAZZA SAN PIETRO A PASQUA

Papa Francesco è morto meno di 24 ore dopo la sua apparizione in piazza San Pietro in Vaticano per la domenica di Pasqua: lo sottolinea oggi in un suo servizio anche l’emittente britannica Bbc. In sedia a rotelle, il Pontefice aveva salutato la folla acclamante dal balcone della Basilica di San Pietro e aveva detto: “Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua”.

MATTARELLA: GRAVE VUOTO, VIENE MENO PUNTO DI RIFERIMENTO

“Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato. La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanita’. La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”

MELONI: CI LASCIA UN GRANDE UOMO E UN GRANDE PASTORE

“Papa Francesco è tornato alla casa del Padre. Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore”. Lo dice il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che nonsono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza”. “Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile. E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che ‘non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce’. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa”.

TAJANI: È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

“Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre. Cura del Creato, Misericordia, fratellanza: è stato un grande Pontefice. Un amico dell’Italia. Preghiamo per lui e per il futuro di tutta la Chiesa Cattolica. Santo Padre, ci protegga da lassù”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani.

LA RUSSA: PROFONDO DOLORE, SUO IMPEGNO PER PACE EREDITÀPREZIOSA

“La scomparsa di Papa Francesco suscita un profondo senso di dolore: guida spirituale di immenso carisma e testimone di fede vissuta, ha saputo incarnare i valori della misericordia e della solidarietà, avvicinando la Chiesa a chiunque fosse in difficoltà. Il Suo impegno per il dialogo, la pace e l’attenzione agli ultimi resteranno un’eredità preziosa. A nome mio e dei colleghi senatori, esprimo le più sentite condoglianze”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

METSOLA: EUROPA PIANGE SCOMPARSA FRANCESCO, IL PAPA DEL POPOLO

“L’Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco. Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. ‘Il Papa del popolo’ sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza per la pace, la compassione per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Possa riposare in pace”. Lo scrive la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su ‘X’.

URSULA VON DER LEYEN: HA ISPIRATO MILIONI DI PERSONE OLTRE LA CHIESA CATTOLICA

“Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco. Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati. I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita. Possano trovare conforto nell’idea che l’eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

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Morte di Papa Francesco. Chef Italia ETS: “Ci uniamo al cordoglio di tutti·

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c32fd683 0e51 4adb 9154 760f0f4cf19cCari amici e soci dell’associazione CHEF Italia ETS,

è con profonda tristezza che vi comunico la notizia della scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

Un leader spirituale e un simbolo di speranza per milioni di persone in tutto il mondo, Papa Francesco ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa cattolica e nella vita di tanti individui.

Come associazione, esprimiamo le nostre più sincere condoglianze a tutti i fedeli e a coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscere e ammirare la sua figura.

Papa Francesco è stato un esempio di compassione, di misericordia e di impegno per la giustizia sociale, valori che sono anche alla base del nostro lavoro e della nostra missione come associazione.

In questo momento di dolore ci uniamo alla preghiera e alla riflessione per onorare la memoria di Sua Santità Papa Francesco e per chiedere a Dio di confortare i suoi fedeli e di guidare la Chiesa cattolica nel suo cammino futuro.

Con stima e affetto,

Il Presidente di CHEF Italia ETS

Antonio Arfè




Papa Francesco, la Sala stampa Vaticana: “Ha avuto due episodi di insufficienza respiratoria acuta”

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Nel bolletino serale sulle condizioni di salute del Papa, la Sala Stampa Vaticana ha fatto sapere che il Pontefice ha avuto due episodi di insufficienza respiratoria acuta. “Nella giornata odierna, il Santo Padre ha presentato due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”, si legge nella nota. “Sono pertanto state eseguite due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni. Nel pomeriggio è stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva. Il Santo Padre è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante. La prognosi rimane riservata”.

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