La Giornata della Memoria negli USA

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In occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, l’Ambasciata d’Italia a Washington e la rete consolare e culturale italiana negli Stati Uniti hanno celebrato la Giornata della Memoria con un articolato programma d’incontri ed eventi nelle principali città americane, che hanno coinvolto le diverse articolazioni del Sistema Italia negli Stati Uniti.
A Washington l’Ambasciata ha organizzato la proiezione del docu-film “Liliana” di Ruggero Gabbai sulla vita della Senatrice Liliana Segre, in collaborazione con lo US Holocaust Memorial Museum e il JxJ Jewish Film and Music Festival. Dopo la proiezione nella capitale americana, in anteprima assoluta negli Stati Uniti, il film è stato poi presentato a Chicago e Los Angeles.
“Non dobbiamo mai dimenticare, perché dimenticare significa lasciare che l’odio e l’intolleranza attecchiscano nell’ombra; significa lasciare che i pregiudizi crescano incontrollati, portandoci lungo lo stesso percorso di divisione e violenza che avevamo giurato di non percorrere mai più: poiché la memoria dei sopravvissuti svanisce col tempo, siamo noi quelli che hanno la responsabilità di garantire che le loro voci non vengano mai messe a tacere”, ha sottolineato in occasione della proiezione l’ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia.
A New York si è svolta la tradizionale commemorazione durante la quale è stata data pubblica lettura dei nomi degli ebrei deportati dall’Italia e dai territori italiani.
Altri eventi di rilievo hanno avuto luogo a Miami, dove è stata presentata l’edizione americana delle “Opere Complete” di Primo Levi, a San Francisco, Boston, Detroit, Filadelfia e Houston.
Filo conduttore delle manifestazioni è stato l’importanza della memoria e della trasmissione dell’eredità della Shoah alle generazioni future. (aise)




Miami, commemorazione del Giorno della Memoria 2025

miami commemorazione del giorno della memoria 2025

miami commemorazione del giorno della memoria 2025Grande successo di pubblico per la commemorazione del Giorno della Memoria organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Miami e dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’American Jewish Committee della Florida meridionale. L’evento, che ha voluto essere anche un tributo all’opera del grande scrittore italiano Primo Levi, ha offerto l’occasione per una profonda riflessione sul legato morale della Shoah, coinvolgendo la collettività italiana e i rappresentanti della folta comunità ebraica della Florida, fra le maggiori degli Stati Uniti.

Il programma si è aperto con la presentazione dell’edizione americana delle “Opere Complete” di Primo Levi, curata magistralmente dalla scrittrice Ann Goldstein (intervenuta per l’occasione) e pubblicata con il sostegno della Farnesina.  Per dare viva voce alle parole terse e potenti di Primo Levi, l’attore Lorenzo Patanè ha recitato, in inglese e in italiano, alcuni passi tratti da “Se questo è un uomo” e “La tregua”. Il pubblico, fra cui due sopravvissuti all’Olocausto e molti discendenti di vittime, si è commosso, trasportato nella realtà cruda e senza filtri delle esperienze della vita nei campi di sterminio.

Rappresentanti di centri di ricerca dell’Università di Miami, associazioni della comunità ebraica e organizzazioni affiliate all’AJC sono poi intervenuti sul tema della trasmissione dell’eredità della Shoah alle generazioni future: Stephanie Rose, cofondatrice dell’Organizzazione 3G Miami, che riunisce i nipoti (terza generazione) dei superstiti dell’Olocausto, ha dialogato con Miriam Klein Kassenoff, scampata da bambina (child survivor) allo sterminio in Slovacchia e apprezzata studiosa dello Yad Vashem. La giornalista e regista Leslie Benitah ha presentato dei brevi video estratti dal suo documentario “The Last Ones”, che raccoglie le voci degli ultimi superstiti degli orrori dell’Olocausto, ancora in vita. In chiusura la rabbina Julie Jacobs (Center for Jewish Life at Beth David) ha raccolto il pubblico in un momento di riflessione e di spiritualità, riaffermando la responsabilità condivisa del perpetuare il ricordo, in modo che il male assoluto della storia non si ripeta di nuovo




L’Italia all’estero ha celebrato la Giornata della Memoria

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A ottanta anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, è stato forte il ricordo dei sopravvissuti che, in presenza di delegazioni di oltre 50 paesi, hanno testimoniato l’anelito ad una società giusta e rispettosa della vita umana. 

Tra le manifestazioni realizzate: 

l’Istituto Italiano di Cultura di Praga ha proposto il focus “Giusti tra le Nazioni”, incentrato sulle persone che aiutarono disinteressatamente gli ebrei durante gli anni dello sterminio; tra questi, l’italiano Giorgio Perlasca che tra il 1944 e il 1945 salvò dalla deportazione migliaia di ebrei ungheresi. L’incontro ha preso il via con la proiezione del film “Perlasca – Un eroe italiano” di Alberto Negrin, con Luca Zingaretti e Amanda Sandrelli. 

L’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha proposto la conferenza del Professor Tonai Tetsuya “Segregazione o simbiosi? Ghetto ed ebrei di Venezia nella prima età moderna”, che ha offerto un’analisi del ghetto e degli ebrei di Venezia nella prima età moderna, prendendo spunto dal libro “Storia del ghetto di Venezia 1516-2016” di Riccardo Calimani, recentemente tradotto in giapponese grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

L’Istituto Italiano di Cultura di Lione, in collaborazione con il CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica), ha organizzato il concerto “ITalYa. Canti ebraici dall’antichità ad oggi, dal Medioriente all’Occidente”, con Delilah Gutman, al canto e alla parola, e Refael Negri, al violino. I due artisti hanno messo in scena uno spettacolo in grado di ripercorre con l’uso di più lingue, dall’ebraico al giudeo-spagnolo, dal tedesco all’italiano e allo yiddish, un viaggio nei canti ebraici dall’antichità fino ad oggi. 

L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney il 30 gennaio proietta “Il respiro di Shlomo”, documentario prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con Rai Cinema. Il film racconta la testimonianza di Shlomo Venezia (1923-2012), deportato e membro del Sonderkommando ad Auschwitz, raccolta quasi 30 anni fa dallo storico della Shoah Marcello Pezzetti e dal regista Ruggero Gabbai. La narrazione affronta temi come la perdita della propria comunità, il dolore della separazione dai propri cari e la necessità di sopravvivere in condizioni disumane.