Trump vuole la Groenlandia, Putin risponde: “Non ci riguarda”. Patto segreto o spartizione annunciata?

mapa groenlandia latam

mapa groenlandia latamIeri Donald Trump ha rilanciato una delle sue vecchie ossessioni: “Abbiamo bisogno della Groenlandia”, ha dichiarato senza troppi giri di parole. Oggi, a poche ore di distanza, Vladimir Putin risponde in modo glaciale, quasi studiato: “La Groenlandia non riguarda la Russia. È la NATO che cerca lo scontro nell’Artico.”

Due affermazioni, due potenze, un solo grande interrogativo: cosa sta succedendo nel Grande Nord?

La Groenlandia, finora considerata una delle zone più remote e inospitali del pianeta, è oggi al centro di una nuova corsa geopolitica. Non per le sue bellezze naturali, ma per le sue risorse minerarie, le rotte commerciali emergenti a causa dello scioglimento dei ghiacci, e il suo valore strategico nell’Artico.

Ma ciò che sorprende non è tanto l’interesse – quello c’è sempre stato – quanto la sincronia delle dichiarazioni. Trump rivendica la necessità di “avere” la Groenlandia, mentre Putin si smarca elegantemente, quasi a voler dire: “Noi non la tocchiamo, fatene ciò che volete… purché ci lasciate campo libero altrove.”

E allora la domanda nasce spontanea: c’è un tacito accordo tra Mosca e Washington? Una sorta di nuova spartizione dei territori freddi, lontani dagli occhi del mondo ma ricchi di opportunità? È possibile che, mentre in Europa si discute di armi, riarmo e guerra, le grandi potenze si stiano già dividendo le future zone di influenza?

Putin non è uno che “lascia stare” qualcosa senza una contropartita. E Trump non è certo uno che parla a caso, soprattutto su temi che riguardano terra, potere e prestigio. La loro strana armonia sul dossier Groenlandia sa di geopolitica occulta, di scacchiera globale su cui l’Europa – ancora una volta – rischia di essere pedina, più che giocatore.

Intanto, i paesi nordici – silenziosi ma preoccupati – osservano. E la Danimarca, formalmente ancora sovrana sulla Groenlandia, si trova al centro di un interesse incrociato tra superpotenze che fa tremare anche i ghiacci eterni.

In un mondo dove tutto è in movimento, anche l’Artico non è più fuori dai giochi. E a quanto pare, qualcuno ha già iniziato a trattare – lontano dai riflettori – la prossima grande partita del potere globale.




Trump non si arrende: “Abbiamo bisogno della Groenlandia”

visita di zelensky negli stati uniti d'america

visita di zelensky negli stati uniti d'america
DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

Donald Trump torna a puntare gli occhi sulla Groenlandia, e lo fa con dichiarazioni che riaccendono la tensione diplomatica con la Danimarca.

In un’intervista rilasciata al podcaster Vince Coglianese, Il Presidente degli Stati Uniti ha rilanciato l’ormai nota ambizione: “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza internazionale. Ne abbiamo bisogno. Dobbiamo averla. Odio dirlo in questo modo, ma dovremo averla”.

Parole pesanti, arrivate alla vigilia della visita del vicepresidente americano JD Vance sull’isola, visita che però ha subito un drastico ridimensionamento.

VISITA RIDOTTA, SOSPIRO DI SOLLIEVO PER COPENAGHEN

Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha accolto con favore la decisione di limitare la tappa di Vance alla sola base militare americana di Pituffik, nel remoto nord-ovest della Groenlandia.

“È positivo che gli americani abbiano rinunciato alla visita alla società groenlandese. Andranno a Pituffik, che è una loro base, e su questo non abbiamo nulla da obiettare”, ha dichiarato Rasmussen all’emittente DR.

Il ministro ha sottolineato l’importanza che le autorità statunitensi non si inseriscano nel contesto politico e sociale della Groenlandia senza un invito ufficiale, soprattutto in un momento in cui il territorio autonomo danese è in fase di transizione verso un nuovo governo.

PROTESTE E TENSIONI DIETRO LE QUINTE

L’ipotesi di una visita americana più ampia aveva già sollevato malumori. I governi di Danimarca e Groenlandia avevano protestato apertamente contro il viaggio della delegazione Usa, voluto da Trump, considerandolo inopportuno e non concordato. La mancanza di un invito formale, unita alla delicata situazione politica interna all’isola, ha contribuito ad alimentare le frizioni.

Agenzia DIRE – www.dire.it