Iran, continuano i bombardamenti

gtybri0xiaaygff

gtybri0xiaaygffDecine di persone, una sessantina, tra le quali una ventina di bambini, sono state uccise in un bombardamento di Israele su un edificio residenziale a Teheran: lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. L’emittente ha diffuso immagini di soccorritori al lavoro per rimuovere macerie nei pressi di un palazzo alto 14 piani.
La zona sarebbe quella del complesso residenziale Shahrak-e Shahid Chamran, presso piazza Nobonyad.

La notizia è stata rilanciata a livello internazionale, anche negli Stati Uniti, ad esempio dalla Cnn. L’emittente riferisce però che non è chiaro se il raid sia stato compiuto oggi o ieri.
L’ambasciatore dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, aveva stimato che le vittime dei bombardamenti di Israele erano state almeno 78.

GIORDANIA RIAPRE SPAZIO AEREO, NUOVI RAID ISRAELE IN IRAN

La Giordania, intanto, ha riaperto il proprio spazio aereo stamane, alle 7.30 ora locale, le 6.30 in Italia, dopo la chiusura disposta ieri a seguito dell’inizio dei bombardamenti di Israele contro l’Iran.
Ad annunciare la decisione è stata la commissione nazionale per l’aviazione. Un portavoce del governo di Amman, Mohammad al-Momani, aveva detto ieri che la Giordania non avrebbe permesso la violazione del proprio spazio aereo e che non si sarebbe trasformata in un “campo di battaglia di un conflitto”.

I raid di Israele stanno comunque continuando. A riferirlo le forze armate di Tel Aviv, con un messaggio diffuso stamane su Telegram. Nel testo si informa di bombardamenti in corso per “colpire obiettivi” e “rimuovere le minacce in Iran”.
A seguito dei raid e della risposta di Teheran di ieri sera, resta ancora chiuso l’aeroporto Ben Gurion, a Tel Aviv. Secondo il ministero dei Trasporti di Israele, lo scalo sarà interdetto ai voli in arrivo “fino a nuovo avviso”.

ALMENO QUATTRO LE VITTIME IN ISRAELE, DECINE I MORTI IN IRAN

Quattro morti e oltre 70 feriti in conseguenza del lancio di circa 150 missili e droni in cinque differenti fasi: questo il bilancio di vittime in Israele, riferisce il quotidiano Jerusalem Post, a seguito della risposta dell’Iran ai bombardamenti di Tel Aviv di ieri.

A fornire aggiornamenti sono anche i media di Teheran. Già ieri, nel corso della giornata, era stato riferito che i morti per i raid di Israele erano stati almeno 78. Oltre 300 i feriti, sempre stando a bilanci diffusi ieri. Bombardamenti dell’aviazione di Tel Aviv in Iran sono tuttora in corso.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




La guerra in Ucraina: come finirà?

images

imagesA più di tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, la domanda che rimbalza con insistenza nei salotti televisivi, nei bar, e nei cuori delle famiglie ucraine e russe è una sola: come finirà questa guerra? Una guerra che ha già provocato centinaia di migliaia di morti, milioni di sfollati, città rase al suolo e un mondo intero spinto di nuovo sull’orlo di un conflitto globale.

La risposta, a oggi, è tutt’altro che chiara. I fronti si sono irrigiditi. La controffensiva ucraina del 2023 non ha ottenuto i risultati sperati, mentre la Russia continua a mantenere il controllo su parte dei territori occupati. L’Occidente, tra difficoltà economiche e tensioni interne, inizia a mostrare segni di stanchezza. Gli Stati Uniti sono in un anno elettorale e l’Europa, divisa tra solidarietà e convenienza, fatica a trovare una linea comune.

Ci sono tre possibili scenari sul tavolo.

Il primo è quello di una lunga guerra d’attrito, come quella in Corea: fronti più o meno stabili, bombardamenti sporadici, ma nessuna soluzione politica. Un conflitto congelato, ma sempre pronto a riaccendersi. Sarebbe la vittoria del cinismo geopolitico, della realpolitik spietata.

Il secondo è quello di una negoziazione forzata, favorita da pressioni esterne: l’Ucraina, indebolita, accetta concessioni territoriali in cambio della pace e di garanzie internazionali. Ma chi garantisce cosa? E, soprattutto, a quale prezzo per la sovranità di Kiev e per la credibilità dell’Occidente?

Il terzo, il più utopico ma anche il più giusto, è quello di una vittoria diplomatica della verità, dove si riconosce che l’invasione è stata un’aggressione ingiustificata e si trova un compromesso che non premi la forza, ma la legge internazionale. Questo scenario richiederebbe però un cambiamento radicale nei vertici russi e una volontà globale che, al momento, appare distante.

Intanto, il popolo ucraino continua a resistere. E il mondo osserva, diviso tra il timore dell’escalation e la fatica della solidarietà.

Come finirà la guerra in Ucraina? Forse la domanda più onesta sarebbe: quale futuro siamo disposti ad accettare, in nome della pace?

 




Entra in gioco la Cina: “Gli Stati Uniti smettano di fare i bulli, siamo pronti a qualsiasi tipo di guerra”

xi trump 1024x576

xi trump 1024x576Alla fine la Cina ha risposto, ai dazi e alle provocazioni di Trump. E ha risposto con una durezza che ha pochi precedenti. Il portavoce del ministero degli esteri cinese Lin Jian ha messo nero su bianco, sui social, un vero e proprio avvertimento: “Esercitare una pressione estrema sulla Cina è l’obiettivo sbagliato, un errore di calcolo… Se gli Stati Uniti insistono nella guerra commerciale o con qualsiasi altro genere di guerra, la Cina combatterà fino alla fine. Consigliamo agli Stati Uniti di mettere da parte la loro faccia da bulli e tornare sulla retta via del dialogo e della cooperazione il prima possibile”.

Il post è stato anche ripubblicato dall’ambasciata cinese negli Stati Uniti, che rincarato la dose: “Se la guerra è ciò che vogliono gli Stati Uniti, che si tratti di una guerra tariffaria, di una guerra commerciale o di qualsiasi altro tipo di guerra, siamo pronti a combattere fino alla fine”.

Lin ha anche affermato che la questione del fentanyl è “una scusa” che gli Stati Uniti usano per imporre dure misure commerciali contro Cina, che nel frattempo ha reagito ai dazi imponendone a sua volta su una serie di prodotti agricoli statunitensi.

Agenzia DIRE – www.dire.it