Solo l’11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città

solo l'11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città

solo l'11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria cittàROMA – “Solo l’11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città e il 39% ha registrato negli ultimi anni peggioramenti significativi, soprattutto nei grandi centri urbani”. Sono i dati principali che emergono dal secondo Rapporto One Health ‘La salute della città e dei territori’, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l’Istituto Piepoli, e presentato al Senato. La ricerca, in particolare, ha esaminato l’evoluzione prevista delle aree urbane italiane entro il 2050, analizzando le principali sfide e opportunità in un contesto di profondi cambiamenti, come l’invecchiamento della popolazione e le trasformazioni economiche, sociali e culturali. Adottando un approccio integrato, il modello ‘One Health’ si propone come guida per affrontare le problematiche sanitarie, urbane e legate alla sostenibilità per supportare e migliorare la qualità della vita.
“Ci si immagina un tecnofuturo determinato dal progresso inarrestabile della tecnologia (per il 68% dei cittadini)- si legge nel Rapporto- e un orientamento sempre più concreto verso la sostenibilità (51%), l’efficienza (48%), l’inclusione (42%). La qualità della vita dipende inevitabilmente da alcuni elementi essenziali, il cui principio fondamentale può essere riassunto nel concetto di accessibilità: alla salute, al lavoro, alla casa, all’istruzione. L’immagine della città del futuro è pienamente in linea con le priorità espresse dalle persone. Infatti, i cittadini si aspettano che le città del futuro siano ambienti sicuri e verdi, dove sia possibile accedere facilmente a cure (56%), servizi (55%), formazione (53%), opportunità professionali (51%), mobilità sostenibile (50%), integrazione e socialità in ogni fase della vita”.

Città inclusive, dotate di spazi verdi, una sanità accessibile e innovativa, una mobilità sostenibile nonché una gestione efficiente della manutenzione urbana, intanto, sono gli aspetti principali che la progettazione urbana è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro, a partire dalla creazione di spazi sicuri e inclusivi, il miglioramento della salute pubblica e la prevenzione delle disuguaglianze. Ma da cosa è caratterizzato il panorama urbano in Italia? Da una rete di piccole e medie città, con poche grandi metropoli, fa sapere ancora la ricerca, e una popolazione che si prevede rimarrà sostanzialmente stabile nei prossimi 20-25 anni. Il Rapporto evidenzia che, a differenza di altri Paesi europei, le grandi città italiane non vedranno un aumento significativo di abitanti, mentre quelle di medie dimensioni registreranno una crescita demografica.

In questo contesto, raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 e il 2050 rappresenta una “sfida cruciale”: sebbene permangano difficoltà nel rispettare le scadenze a breve termine, c’è maggiore fiducia nella possibilità di migliorare le condizioni di vivibilità entro il 2050, a patto di “intervenire con decisione” su ecosostenibilità e trasporto pubblico. Lo studio ha permesso dunque di tracciare due scenari possibili per il futuro delle città. Il primo, denominato ‘città da usare’, immagina i grandi centri urbani come centri di eccellenza economica, culturale e sanitaria, da vivere principalmente come luoghi di lavoro e servizi, con una popolazione residente limitata e flussi giornalieri intensi. Il secondo, invece, chiamato ‘città da vivere’, concepisce il tessuto urbano come uno spazio orientato a favorire l’inclusione sociale, la coesione tra centro e periferie e aree urbane progettate per migliorare la qualità della vita, con abitazioni accessibili, verde pubblico e servizi di prossimità.

Per il futuro delle città italiane, in conclusione, risulta “cruciale” puntare sullo sviluppo di una rete di trasporto pubblico interurbano efficiente, privilegiando soluzioni sostenibili come il trasporto intermodale e il modello della ‘città dei 15 minuti’, che mira a rendere tutti i servizi essenziali facilmente accessibili. Allo stesso tempo, sarà necessario avviare una “transizione verso città più coese e solidali”, anche attraverso interventi mirati alla rigenerazione degli spazi pubblici e alla riduzione del consumo di suolo. Nel settore sanitario, l’integrazione tra pubblico e privato giocherà poi un ruolo chiave per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i costi, grazie anche all’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la telemedicina. L’attenzione verso la prevenzione sarà “più che mai centrale” e consentirà di far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione.

Solo l’11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città e il 39% ha registrato negli ultimi anni peggioramenti significativi, soprattutto nei grandi centri urbani”. Sono i dati principali che emergono dal secondo Rapporto One Health ‘La salute della città e dei territori’, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l’Istituto Piepoli, e presentato al Senato. La ricerca, in particolare, ha esaminato l’evoluzione prevista delle aree urbane italiane entro il 2050, analizzando le principali sfide e opportunità in un contesto di profondi cambiamenti, come l’invecchiamento della popolazione e le trasformazioni economiche, sociali e culturali. Adottando un approccio integrato, il modello ‘One Health’ si propone come guida per affrontare le problematiche sanitarie, urbane e legate alla sostenibilità per supportare e migliorare la qualità della vita.

“Ci si immagina un tecnofuturo determinato dal progresso inarrestabile della tecnologia (per il 68% dei cittadini)– si legge nel Rapporto- e un orientamento sempre più concreto verso la sostenibilità (51%), l’efficienza (48%), l’inclusione (42%). La qualità della vita dipende inevitabilmente da alcuni elementi essenziali, il cui principio fondamentale può essere riassunto nel concetto di accessibilità: alla salute, al lavoro, alla casa, all’istruzione. L’immagine della città del futuro è pienamente in linea con le priorità espresse dalle persone. Infatti, i cittadini si aspettano che le città del futuro siano ambienti sicuri e verdi, dove sia possibile accedere facilmente a cure (56%), servizi (55%), formazione (53%), opportunità professionali (51%), mobilità sostenibile (50%), integrazione e socialità in ogni fase della vita”.

Città inclusive, dotate di spazi verdi, una sanità accessibile e innovativa, una mobilità sostenibile nonché una gestione efficiente della manutenzione urbana, intanto, sono gli aspetti principali che la progettazione urbana è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro, a partire dalla creazione di spazi sicuri e inclusivi, il miglioramento della salute pubblica e la prevenzione delle disuguaglianze. Ma da cosa è caratterizzato il panorama urbano in Italia? Da una rete di piccole e medie città, con poche grandi metropoli, fa sapere ancora la ricerca, e una popolazione che si prevede rimarrà sostanzialmente stabile nei prossimi 20-25 anni. Il Rapporto evidenzia che, a differenza di altri Paesi europei, le grandi città italiane non vedranno un aumento significativo di abitanti, mentre quelle di medie dimensioni registreranno una crescita demografica.

In questo contesto, raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 e il 2050 rappresenta una “sfida cruciale”: sebbene permangano difficoltà nel rispettare le scadenze a breve termine, c’è maggiore fiducia nella possibilità di migliorare le condizioni di vivibilità entro il 2050, a patto di “intervenire con decisione” su ecosostenibilità e trasporto pubblico. Lo studio ha permesso dunque di tracciare due scenari possibili per il futuro delle città. Il primo, denominato ‘città da usare’, immagina i grandi centri urbani come centri di eccellenza economica, culturale e sanitaria, da vivere principalmente come luoghi di lavoro e servizi, con una popolazione residente limitata e flussi giornalieri intensi. Il secondo, invece, chiamato ‘città da vivere’, concepisce il tessuto urbano come uno spazio orientato a favorire l’inclusione sociale, la coesione tra centro e periferie e aree urbane progettate per migliorare la qualità della vita, con abitazioni accessibili, verde pubblico e servizi di prossimità.

Per il futuro delle città italiane, in conclusione, risulta “cruciale” puntare sullo sviluppo di una rete di trasporto pubblico interurbano efficiente, privilegiando soluzioni sostenibili come il trasporto intermodale e il modello della ‘città dei 15 minuti’, che mira a rendere tutti i servizi essenziali facilmente accessibili. Allo stesso tempo, sarà necessario avviare una “transizione verso città più coese e solidali”, anche attraverso interventi mirati alla rigenerazione degli spazi pubblici e alla riduzione del consumo di suolo. Nel settore sanitario, l’integrazione tra pubblico e privato giocherà poi un ruolo chiave per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i costi, grazie anche all’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la telemedicina. L’attenzione verso la prevenzione sarà “più che mai centrale” e consentirà di far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Periti industriali, intesa Italia-Messico sulla formazione

peritiindustrialipuntohor

peritiindustrialipuntohor«Rafforzare l’impegno e le competenze dei periti industriali e, in generale, di tutte le professioni tecniche che prestano la propria consulenza all’interno del sistema giudiziario italiano è sempre più strategico per offrire un servizio di qualità a cittadini e imprese, pubbliche o private».

È questo l’obiettivo perseguito dal Consiglio nazionale italiano dei periti industriali (Cnpi), che ha sottoscritto un protocollo di intesa con la facoltà di Diritto e criminologia dell’università autonoma di Nuevo León, in Messico, per rafforzare la collaborazione accademica tra i due Paesi.

E ciò, ha spiegato il presidente della categoria professionale Giovanni Esposito, «attraverso progetti di ricerca congiunti, programmi di formazione e scambio di buone pratiche nel campo della mediazione e della risoluzione alternativa delle controversie», come sottolineato nel corso di un convegno che si è tenuto nella sede del tribunale di Lanusei, nella provincia sarda di Nuoro.

«L’intesa, siglata dal vicepresidente del Cnpi, Antonio Perra, su delega del presidente, prevede la definizione delle basi per una cooperazione accademica con l’ateneo messicano, la promozione di lezioni magistrali per studenti di dottorato, master e laurea in Mediazione e risoluzione alternativa delle controversie con il coinvolgimento della comunità professionale, la realizzazione di pubblicazioni scientifiche congiunte tra le due istituzioni, la promozione della mediazione e della cultura della pace attraverso collaborazioni con enti pubblici e privati e l’attivazione di programmi di tutela e co-tutela per tesi di dottorato e master», si legge in una nota.

Immagine: Puntodincontro




L’Italia va in Antartide con Concordia

17concordia

17concordiaÈ iniziata a Concordia, presso la base italo-francese, la 21a missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e attuato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della sua nave da ricerca Laura Bassi.
Con un simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a Concordia, Riccardo Scipinotti (ENEA) ha affidato la gestione della stazione alla glaciologa Simona Grimaldi (Università di Catania) che guiderà, come capo spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 winterover, composto da 6 italiani del PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV) e un medico inglese dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
A oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 winterover trascorreranno nella base italo-francese il lungo inverno antartico, nel corso del quale le temperature possono raggiungere anche i -80°C. In completo isolamento per nove mesi e con tre mesi di notte polare, ossia in totale assenza di luce, il team garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti, su diverse discipline. Spessore del ghiaccio superiore a 3 chilometri, bassa umidità, alta visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento rendono Concordia uno straordinario laboratorio per studi su: criosfera; climatologia; chimica e fisica dell’atmosfera; geomagnetismo e sismologia; astrofisica e meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre Concordia un prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle missioni spaziali. Per questo ESA porterà avanti 7 progetti di biomedicina e gli stessi invernanti saranno sottoposti da parte del medico a una costante osservazione scientifica che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e sociale in condizioni di vita estreme, simili a quelle spaziali.
A Concordia, durante la campagna estiva, si è svolta e conclusa la 4a campagna di perforazione del progetto europeo Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di 2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia sottostante. Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica della Terra, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le concentrazioni di gas ad effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni e probabilmente oltre. Partecipano al progetto per l’Italia anche l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’ENEA, che gestisce le attività logistiche insieme all’IPEV.
Mentre a Concordia inizia la campagna invernale, sulla costa di Baia Terra Nova chiude la stazione italiana Mario Zucchelli, segnando il termine della 40a missione estiva del PNRA presso le basi antartiche, dove sono stati portati avanti 14 progetti di ricerca che hanno coinvolto 140 persone tra ricercatori, ricercatrici e personale tecnico, di cui 17 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, sotto la guida del capospedizione Rocco Ascione (ENEA). Le attività scientifiche presso la stazione Mario Zucchelli sono state coordinate nel primo periodo da Gaetano Giudice, ricercatore dell’Ingv e nel secondo periodo da Nicoletta Ademollo, ricercatrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr. Le attività hanno coinvolto nove osservatori permanenti, fondamentali per il monitoraggio continuo di fenomeni legati alla climatologia, sismologia, geomagnetismo, alta atmosfera e meteorologia spaziale. Altri osservatori continueranno ad acquisire dati essenziali per il monitoraggio vulcanologico, per analizzare le modificazioni delle comunità microbiche, del permafrost e della vegetazione. I team di ricerca hanno inoltre acquisito dati e campioni per analizzare l’evoluzione stagionale delle superfici e dell’idrografia sopraglaciale sul Nansen Ice Shelf, il ruolo del ghiaccio marino nel ciclo del mercurio, la biodiversità, l’evoluzione, l’adattamento e i meccanismi immunitari degli organismi antartici e l’adattamento del microbioma umano.
“Tutte le operazioni previste per i progetti di ricerca, molti dei quali al primo anno di campagna, sono state portate a temine con successo. Team di ricerca multidisciplinari di diverse istituzioni scientifiche hanno analizzato e approfondito i diversi aspetti del fragile ecosistema antartico e l’ottimo andamento delle attività conferma il valore e l’importanza delle ricerche in Antartide, un territorio chiave per la comprensione dei cambiamenti climatici e delle dinamiche ambientali globali”, afferma la direttrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr, Giuliana Panieri.
Le attività della 40a campagna estiva proseguono fino a marzo sulla rompighiaccio Laura Bassi, che nel Mare di Ross sta conducendo 6 progetti di ricerca.
Durante la 40a spedizione, sotto la guida del capo base Francesco Pellegrino (ENEA), sono stati condotti lavori di manutenzione straordinaria e di ripristino delle piattaforme scientifiche a Zucchelli, tra cui la cupola del telescopio di OASI. Inoltre, è stata raddoppiata la potenza installata dell’impianto fotovoltaico (da 62 kWp a 113 kWp) per produrre fino al 25% del fabbisogno di energia elettrica della stazione. “Grazie al finanziamento straordinario messo a disposizione dal MUR, proseguiranno le opere di efficientamento e ammodernamento delle basi. Inoltre, sarà portata alla piena operatività l’aviopista di Boulder Clay costruita vicino alla stazione Mario Zucchelli, che così potrà diventare un asset fondamentale nell’area del Mare di Ross”, spiega Elena Campana, direttrice dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA. (aise) 

 





La Chef Anna Maria Palma e i suoi bocconcini di agnello speziato con porro e datteri

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2336166c 5f2c 4cc0 9b45 52b900f3fb42Oggi presentiamo una grande professionista, la Chef Anna Maria Palma, anche lei facente parte della grande famiglia di CHEF Italia – Lazio.

Nativa di Roma, per la maggior parte della sua vita ha fatto la mamma a tempo pieno. Alla soglia dei 40 anni, animata da una passione innata, ha accettato la più grande sfida della sua vita: diventare una cuoca professionista.

Grazie all’esempio fondamentale di sua nonna Maria, non ha mai perso le radici con la gastronomia e ciò le ha permesso di trovare la giusta spinta per realizzare il suo più grande sogno.

Ha iniziato così a studiare frequentando numerosi corsi professionali di formazione per poi iniziare a collaborare con diversi ristoranti noti della Capitale, fino a quando, in zona Prati, è riuscita, finalmente, nel suo intento di aprire un suo proprio locale. Questa è stata solo la prima di una lunga serie di soddisfazioni collezionate in oltre trent’anni di lavoro, in cui il cibo è stato il suo fedele compagno di viaggio, quasi una seconda pelle. Una passione troppo grande per tenerla solo per sé: da qui l’apertura della scuola di cucina Tu Chef. In oltre vent’anni di carriera ha potuto trasferire le sue conoscenze a centinaia di allieve e allievi desiderosi di avere l’opportunità di formarsi come cuochi, pizzaioli, gelatieri e pastry chefs, quindi professionisti a 360°, dei quali ben l’87% si è inserito, poi, ogni anno nel mondo del lavoro al termine dei corsi. In parallelo alla scuola ha comunque continuato a coltivare altri progetti, ottenendo riconoscimenti internazionali come la carica di ‘’Maîtres restaurateurs of the Bailliage Roma’’, insignita da La Chaîne des Rôtisseurs e il ‘’Cocorum’’, onorificenza rilasciata dalla Federazione Italiana Cuochi; ha inoltre partecipato a diversi programmi televisivi sia su Rai1 che Rai2 ed altre emittenti, ed infatti la nostra Chef Anna Maria Palma è anche un volto noto della ‘’food tv’’, per la sua partecipazione a vari programmi televisivi in qualità di Chef, tra cui vogliamo evidenziare ‘’I fatti vostri’’, ‘’Buono a sapersi’’, ‘’La Prova del Cuoco’’ e ‘’di Buon Mattino’’.

img 0795Ha partecipato inoltre alla 5a. edizione di ‘’L’Altra Cucina… per un Pranzo d’Amore’’come Chef, ideando e realizzando, per solidarietà, il pranzo di Natale per 400 detenute del carcere di Rebibbia. Nel 2018, in collaborazione con la Regione Lazio, ha guidato fino al diploma di cuoche, tramite un corso professionalizzante, 16 detenute nella Casa Circondariale sempre di Rebibbia, un’esperienza che l’ha notevolmente arricchita a livello emotivo, umano e lavorativo; un occhio anche al menù, preparato dalla nostra romanissima, e romanista, Chef Anna Maria Palma: ‘’Ho pensato ad un pranzo ispirato alla romanità: dal tris di fritti, come antipasto,  all’orzotto cacio e pepe, con pere caramellate, fino al pollo, cotto a bassa temperatura, con sugo alla vaccinara’’, racconta la nostra Chef, la quale ha pensato, naturalmente, sia al dolce – maritozzi al caffè con panna – che al dopo evento: ‘’Dal prossimo mese, condurrò un corso di cucina per le detenute di Rebibbia: è il minimo che possa fare. Dalla vita ho avuto tanto. E non c’è niente di male nel ricordarsi di restituire qualcosa’’.

Nello stesso anno, a novembre, è stata chiamata a rappresentare l’Italia per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo a Baku in Azerbaijan, insieme a due Chef stellati, Nicola Batavia e Carlo Cracco, ognuno dei quali ha ideato ed eseguito un menù per una cena di gala con circa 100 ospiti, tra cui l’Ambasciatore Italiano e tantissime altre personalità. Insignita dal 2022 a tutt’oggi dell’onorificenza di Ambasciatrice DOC ITALY per la Formazione Food e, da Marzo 2021, è inoltre stata insignita dell’onorificenza di Ambasciatrice per la Formazione del Food per le Eccellenze Italiane, un riconoscimento illustre, figlio della passione, della dedizione e dell’impegno con cui svolge da sempre il proprio lavoro.

Secondo l’Associazione Nazionale DOC Italy, la Chef Anna Maria Palma è un modello di comportamento, dalla straordinaria carriera di enorme spessore ma con una grande, straordinaria umiltà. Etica, Morale e Attaccamento al proprio territorio e alle sue tradizioni, la portano “NATURALMENTE” a promuovere il Made in Italy, le sue Eccellenze e la propria identità Nazionale.

Si permette spesso di dare qualche consiglio ai giovani che vogliono intraprendere questo percorso professionale: bisogna avere, oltre alla passione, la consapevolezza  del tipo di professione che dovranno affrontare, anche perché oggi sono molto deviati dalle trasmissioni televisive, che danno un’immagine del cuoco o del pasticcere molto falsata e che non rispecchia la realtà lavorativa. Poi, conoscenza e formazione sono indispensabili per un professionista, che non si ferma all’impiattamento come avviene nei reality, ma che fa capire i sacrifici che dovranno affrontare per realizzarsi, anche perché la cucina è in continua evoluzione e bisogna aggiornarsi sulle nuove tecniche di cottura, sulle nuove attrezzature e non perdere mai di vista la conoscenza delle materie prime.

Gradita ospite e tra i protagonisti, dal 30 agosto al 3 settembre 2023, a Rieti, durante la Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, l’evento creato dall’associazione Rieti Cuore Piccante in collaborazione con l’Accademia Italiana del Peperoncino e altri enti, che si è guadagnato ormai un posto di rilievo tra gli appuntamenti gastronomici più attesi dell’anno.

Oltremodo impegnata anche nel sociale, sia in molteplici eventi benefici che in corsi inclusivi, sia per ragazzi con problematiche varie che per i detenuti. Nell’Agosto di quest’anno, infine, è stata invitata a presenziare, come giudice gastronomico, per l’esame finale di un corso di cucina italiana per ragazzi e ragazze iracheni, ad Erbil.

*Ed ecco ora una delle tante ricette della nostra Chef Anna Maria Palma presentata in occasione della trasmissione ‘’di Buon Mattino’’ – su Tv2000 – durante il ricordo dell’anniversario della scomparsa della famosa scrittrice Agatha Christie, lo scorso 12 gennaio, e di uno dei suoi tanti libri, Assassinio sul Nilo, del quale menzioniamo brevemente la trama: un eterogeneo gruppo di viaggiatori è in navigazione sul Nilo sul lussuoso battello Karnak. Tra di loro l’affascinante Linnet Ridgeway, la ragazza più ricca d’Inghilterra, in luna di miele. Ciascuno dei personaggi ha però una sua storia e un suo segreto, accuratamente nascosto sotto un’inappuntabile facciata. Tra i turisti c’è anche Hercule Poirot, e, per fortuna, perché, nel giro di poche ore, a bordo del Karnak, si consumano ben due delitti e la tranquilla crociera si trasforma in una disperata caccia ad un assassino diabolicamente astuto. Ed ora ecco subito la ricetta, una di quelle, come anche sottolineato dalla Chef Anna Maria, senza dubbio legata al contesto ambientale, prettamente egiziano, dell’opera: i bocconcini di agnello speziato con porro e datteri.

Ma veniamo senz’altro agli ingredienti, per 2 persone: polpa di agnello 500 gr., peperoncino fresco q.b., paprika 1/2 cucchiaino, coriandolo 5 semi, cumino q.b., anice stellato q.b., cannella 1 bastoncino, aglio q.b., olio extravergine d’oliva q.b., porro 1, datteri 5, zenzero in polvere 1/2 cucchiaino, sale q.b., pepe q.b., vino bianco q.b., fette di pane casareccio 2, menta fresca q.b.

Procedimento: tagliate la polpa d’agnello in bocconcini di circa 1,5 – 2 cm. e metteteli subito a marinare con le spezie e del vino bianco per circa 1 ora. Scolate, quindi, l’agnello dalla marinatura, filtrate il liquido e tenetelo da parte. Tagliate ora il porro a rondelle sottilissime, tagliate anche i datteri a metà. Intanto scaldate in una padella l’olio extravergine d’oliva con l’aglio e il peperoncino, quindi aggiungete i bocconcini d’agnello e rosolateli a fiamma media; a questo punto togliete l’aglio ed aggiungete i porri e i datteri,  rosolandoli insieme alla carne, quindi salate, pepate e bagnate con il vino della marinata, portando il tutto a cottura. Servite caldo decorando con foglie di menta fresca e del pane leggermente tostato.




L’interscambio Italia-Messico cresce 16% nei primi 11 mesi del 2024

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commercioitamexpuntocompL’interscambio commerciale tra Italia e Messico ha superato i 10,2 miliardi di dollari alla fine di novembre del 2024.

Secondo i dati pubblicati dal Sistema informativo economico della Banca centrale del Paese latinoamericano corrispondenti ai primi 11 mesi dello scorso anno, gli scambi totali tra le due nazioni mostrano un aumento del 16,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Le esportazioni dall’Italia al Messico ammontano a 9,03 miliardi di dollari, registrando una crescita del 14,5% rispetto al totale raggiunto alla fine dell’undicesimo mese del 2023.

Per quanto riguarda le esportazioni messicane verso l’Italia, il rapporto indica che a fine novembre questa voce ha superato i 952 milioni di dollari, +30,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le vendite nel Bel Paese di prodotti provenienti dalla terra azteca hanno raggiunto incrementi superiori al 100% mensile ad aprile, luglio e ottobre 2024 rispetto agli stessi mesi del 2023.

Il saldo dell’interscambio totale tra i due Paesi ha registrato variazioni che vanno dal -2,6% al 44,6% alla fine di ciascuno dei primi undici mesi del 2024.

Fonte: Banxico.org.mx – Foto: marineregulations.news

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