Sinner è stato ricevuto dal Papa

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foto singola sito 2025 05 12t181412.502 1024x576Non potendo – per ora, almeno – andare a benedire gli Internazionali, Leone XIV ha ricevuto Jannik Sinner, la sua famiglia e il presidente della FITP Angelo Binaghi, questa mattina.

E’ il lieto fine di una relazione nata mediaticamente a distanza, tra il “Papa tennista” e il numero uno del tennis mondiale che nel frattempo è ai quarti di finale del torneo romano.

A Prevost i giornalisti avevano chiesto di un’eventuale chiamata in Vaticano di Sinner. E il Pontefice americano aveva risposto scherzando sul gioco di parole: “Non portatemi Sinner”, ovvero… “il peccatore”. I giornalisti hanno poi imbeccato in sala stampa, al Foro Italico. E l’altoatesino si è schernito: “Non mettetemi in imbarazzo”.

Ci ha pensato direttamente Leone a chiudere la questione, rispondendo così anche a Binaghi che già il giorno dopo la fumata bianca gli aveva scritto per invitarlo al Foro.

Agenzia DIRE . www.dire.it




Leone XIV: un Papa americano? È cittadino del mondo

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imagenes papa leon xiv presidente estados unidos donald trump 69È un grande onore per il nostro Paese”. Queste le parole di Donald Trump subito dopo l’annuncio che il Cardinale Robert Francis Prevost di Chicago è stato eletto per sostituire Papa Francesco alla guida della Chiesa cattolica. Per il presidente Usa si tratta di una vittoria per l’America senza però capire la profondità delle situazioni.

Papa Leone XIV è nato in America ed è dunque cittadino Usa ma lo è anche del Perù. Infatti il nuovo pontefice è un cittadino del mondo, come ha detto Daniel DiNardo, arcivescovo emerito di Galveston-Houston. Il cardinale DiNardo ha giustamente spiegato che Leone XIV ha “passato una buona parte della sua vita come missionario in Sud America”. Il nuovo Papa è infatti un americano atipico. Oltre all’inglese parla spagnolo, italiano, francese, portoghese e conosce in leggera misura altre lingue. Dopo essere stato nominato vescovo di Chiclayo in Perù da Papa Francesco la sua carriera è avanzata in maniera abbastanza rapida. Infatti nel 2020 Prevost inizia a fare parte della Congregazione dei Vescovi e poi nel 2023 è scelto prefetto del dicastero responsabile per i vescovi di tutto il mondo e nello stesso anno viene nominato cardinale. Due anni dopo è eletto Papa. Alcuni analisti hanno suggerito che Papa Francesco avrebbe orchestrato l’ascesa di Prevost scegliendosi il successore.

I legami con Papa Francesco sono dunque ovvi è l’elezione di Prevost è facilmente connessa anche a una visione comune, la difesa dei poveri. Ciò lo ha spiegato anche il nuovo pontefice quando ha chiarito la scelta del suo nome. Leone XIV ha detto che fra le molte ragioni per la sua scelta c’è l’enciclica “Rerum Novarum” e la questione della rivoluzione industriale. Leone XIII, nel tardo Ottocento, si era schierato con i più poveri e i lavoratori. A quei tempi questi individui definiti dal romanziere messicano Mariano Azuela come “Los de abajo”, avevano solo come sostenitori i leader del movimento marxista. Nel caso dell’attuale pontefice il pericolo è identificato con l’Intelligenza Artificiale (IA) che mette in pericolo “la dignità umana, la giustizia e il lavoro”.

Si tratta di questioni che hanno assillato anche Papa Francesco, specialmente la questione dei migranti sulla quale il pontefice argentino si era duramente scontrato con Trump. Nel 2016, per esempio, durante una sua visita in Messico, l’allora pontefice aveva detto che chi “parla di costruire muri….. e non ponti, non si può considerare cristiano”. Per le sue difese dei migranti Papa Francesco era stato duramente attaccato dalla destra americana ed accusato di essere marxista.

Nonostante le belle parole incoraggianti di Trump, però, anche adesso il neo eletto Papa è stato attaccato da Steve Bannon, ex stratega del 47esimo presidente, dichiarando che è uno dei cardinali più progressisti. Molto più dura la complottista Laura Loomer, anche lei ex consigliera del presidente americano, la quale ha scritto su X (già Twitter) che Papa Leone XIV “è il più anti-Trump, anti-MAGA, …. e un completo marxista come Papa Francesco”.

La vicinanza con Papa Francesco è ovvia come ci dimostra anche la reazione su alcune dichiarazioni di JD Vance. Il vice di Trump, convertitosi al cattolicesimo nel 2019, aveva cercato di giustificare la linea dura sui migranti dichiarando che “si ama prima la propria famiglia, poi il prossimo….. e alla fine si dà priorità al resto del mondo”. Il cardinale Prevost aveva condiviso un editoriale del National Catholic Reporter, giornale indipendente non affiliato alla Chiesa cattolica, che ha rilevato lo sbaglio di JD Vance. L’articolo asseriva che “Gesù non ci chiede di fare la classifica del nostro amore per gli altri”. La vicinanza fra Leone XIV e Papa Francesco ci viene anche confermata dal fratello John Prevost. In un’intervista al New York Times il fratello ha detto che la miglior maniera di descrivere il nuovo pontefice è quella di “seguire i passi di Papa Francesco”. Ha anche aggiunto che non esiterà ad alzare la voce quando lo riterrà necessario per la difesa dei poveri.

Papa Leone non alzerà la voce come cittadino statunitense ma avrà un notevole megafono forse più potente di quello del presidente degli Stati Uniti considerando l’1,4 miliardi di cattolici nel mondo. Le sue parole, infatti, sono globali poiché vengono ascoltate anche dai non cattolici. Commentando le prime parole di Papa Leone, l’opinionista conservatore del New York Times e della Public Broadcasting System (Pbs) David Brooks si è detto emozionato vedendo “un americano sulla scena mondiale agendo da buona persona e da essere umano decente”. Brooks non è stato specifico ma ha ovviamente suggerito un altro americano, molto potente sulla scena mondiale, il quale non sarebbe un essere umano decente. Non dice il nome di questa persona ma i lettori potranno identificarlo facilmente.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.




Robert Francis Prevost – Leone XIV, “In illo uno unum”

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gqcyha6woaeb3hk 1024x576Il virgolettato è il motto alla base dello stemma pontificio di papa Leone XIV sottostante un giglio ed un cuore trafitto su un libro chiuso ,figure, queste, divise diagonalmente. Il giglio richiama la figura della madonna (ha recitato l’Ave Maria al suo primo contatto con i fedeli) , il cuore trafitto è un “logo” che richiama la conversione di S. Agostino. Leone XIV ha dichiarato subito la sua appartenenza all’Ordine degli agostiniani, come lui agostiniani furono Santa Rita da Cascia, Mendel, Lutero tanto per citare i più famosi; gli agostiniani sono un ordine religioso monastico molto impegnato in attività missionarie e caritatevoli.
Il nome Leone scelto da Prevost viene collegato a papa Leone XIII ricordato per la sua enciclica “Rerum novarum” ( riferimento al mondo del lavoro) quindi intendendo una sensibilità ai temi sociali sicuramente verosimile , usata anche come pretesto (a mio parere) ad indicare continuità con la politica sociale di papa Francesco. Papa Leone XIII è anche ricordato dagli agostiniani come loro salvatore quando intercedette in un momento di grande difficoltà a loro favore salvandoli, di lì la grande considerazione per questo papa.
Ma Leone I (Magno) credo abbia ispirato il nuovo papa, il papa che fermò Attila e salvò Roma , in questo lo si può idealmente collegare a papa Ratzinger ( con cui Prevost collaborò) che si è speso fino alla fine per arginare il nascente ateismo e difeso la tradizione dalle derive “moderniste” in modo premonitorio. In effetti qualcosa di stravolgente è avvenuto con Bergoglio , il processo di “evaporazione” del cattolicesimo ha trovato in papa Francesco, per alcuni, il pericoloso protagonista. Un altro papa Leone degno di nota fu il papa Medici, Leone X , il papa delle indulgenze ,da un alto , della scomunica di Lutero, dall’altro. A tal proposito (scismi) Prevost ha scongiurato con la sua opera mediatrice (straordinaria) uno scisma ad opera dei vescovi tedeschi che volevano introdurre ,fra l’altro, il sacerdozio femminile, tutto finì nel nulla :questo la dice lunga sulle qualità diplomatiche dell’uomo.
Il motto “in illo uno unum” che campeggia nello stemma papale significa il riconoscersi in Cristo completamente ” in colui che è Uno, siamo uno”, essenza del cattolicesimo , qui c’è un chiaro richiamo alla tradizione e qui c’è la discontinuità con i gesuiti.
Tutti si aspettavano papa Parolin potente segretario di stato ma la sua gestione delle nomine vescovili in Cina, subordinate al gradimento dei cinesi , non reclamate da Parolin hanno adombrato la figura dello stesso . Inoltre l’attività sanzionatoria nei confronti degli alti prelati responsabili di pedofilia hanno visto Parolin agire non con la dovuta fermezza ,in più “assoluzioni” mirate nei confronti di “amici” minando irrimediabilmente la sua figura e conseguentemente l’eleggibilità a sommo pontefice.
Le premesse di un buon pontificato ci sono tutte, diamo un credito di credibilità a Prevost , attendiamo i fatti.



Dal Piemonte all’Africa: le radici globali di papa Leone XIV

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798c7dac bb9e 4e99 bf8e bcd593136e4d b8a2473c focus 0.1 0.37 896 504Il primo papa nato negli Stati Uniti. Per l’esattezza nella Chicago dell’ex presidente Barack Obama, uno tra i tanti americani noti in tutto il mondo con origini migranti. Origini che sono anche quelle di Robert Francis Prevost, migrante nella vita da missionario in Perù e per albero genealogico: radici anche italiane, se davvero ci fosse un nonno di Settimo Rottaro, e pure creole e dunque africane.

Alla “culla del mondo” si torna – anzi si tornerebbe – confrontando dati anagrafici e ricostruzioni, convergenti anche se non sempre concordanti. Se il padre di Obama arrivava da Kogelo, che oggi è Kenya, per Leone XIV bisogna risalire tre generazioni più indietro nell’albero genealogico. Il ramo da seguire è quello della madre, Mildred Martinez. I suoi genitori sarebbero stati Joseph Martinez, di lontane origini liguri ma nato forse nell’isola di Hispaniola, nella Repubblica Dominicana o ad Haiti, e Louise Baquiex, di New Orleans, città statunitense della Louisiana, affacciata sul Golfo del Messico. Il trisnonno del papa, Jacques Martino, sarebbe partito nell’Ottocento da Sanremo, in Liguria, imbarcandosi a Genova per “le Americhe” e finendo appunto in Louisiana.

Questa ricostruzione è stata proposta dal sito americano Avoyelles Today, che agginge: nel nuovo mondo, da Martino il cognome si sarebbe trasformato in Martinez.

C’è però anche un’altra tesi, rilanciata dal quotidiano statunitense New York Times. A proporla è Jari Honora, ricercatrice della Historic New Orleans Collection. La studiosa sostiene che i nonni materni di Leone XIV fossero creoli e mulatti e vivessero in uno dei quartieri più disagiati di New Orleans, il “Seventh Ward”, un’area tradizionalmente cattolica, abitata da “un crogiuolo di immigrati con radici africane, caraibiche ed europee”.

Honora, a supporto della tesi, reca documenti di un censimento del 1900: “Mr. Martinez” viene qui descritto come “nero”, il suo luogo di nascita è indicato come “Hayti” e la sua occupazione risulta “fabbricante di sigari”. Se queste ricostruzioni fossero corrette, Leone XIV avrebbe dunque anche origini africane, come la gran parte della popolazione di Haiti. E non solo francesi e spagnole, ricordate da lui stesso di recente, in riferimento ai due genitori.

C’è poi la linea paterna che porta a Settimo Rottaro, in Piemonte. Un nonno di Leone XIV, Giovanni Prevost, padre di Louis, portava un cognome che, nel dialetto locale, vuol dire in modo forse premonitore “sacerdote”. Quell’avo sarebbe emigrato cercando opportunità negli Stati Uniti, sbarcando nell’isolotto di Ellis Island, come milioni di italiani tra la metà dell’Ottocento e la prima parte del Novecento.

Passaggi da verificare, ma che suscitano curiosità e in qualche caso orgoglio. Come quello del sindaco di Settimo Rottaro, Massimo Ottogalli, pronto a confermare che il cognome Prevost in paese oggi resta diffuso, anche se cauto nel collegare i fili della storia. “Se fosse davvero così ne saremmo davvero onorati”, ha detto sulle origini di Leone XIV. “Comunque ho già dato disposizioni per effettuare ricerche anagrafiche sul nonno del papa”.

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Papa Leone XIV tifa Roma e sui social impazza l’incredibile somiglianza con l’allenatore Claudio Ranieri

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papa leone xiv claudio ranieri 1024x538Papa Leone XIV non solo è il primo pontefice americano della storia della Chiesa ma anche, stando alle parole del suo amico e padre agostiniano Giuseppe Pagano, il primo papa romanista. Una notizia che ha fatto il giro dei social ed è arrivata fino in Campidoglio dove il sindaco Roberto Gualtieri, a margine di un evento, da grande tifoso della Roma quale è l’ha accolta positivamente e con un gran sorriso. “Come potete immaginare… sono contento”, ha commentato un divertito Gualtieri.

Non è soltanto il primo cittadino della Capitale a gioire per questa passione. Sui social gli appassionati di calcio esultano e, sin dalla prima inquadratura durante la presentazione, hanno notato un’incredibile somiglianza con l’allenatore Claudio Ranieri.

Su X, in particolare, circolano fotomontaggi di quest’ultimo in abito talare. Immagini realizzate già da qualche giorno per sottolineare gli importanti risultati ottenuti sulla panchina della Roma. Uno accanto all’altro, il papa e l’allenatore sono protagonisti dei post diventati più virali dal momento dell’elezione. “Se osservi bene, il nuovo papa è Claudio Ranieri”, scrivono gli Autogol riprendendo un pensiero comune a tanti utenti.

 

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I fratelli di Leone XIV tra orgoglio e shock: “Sarà un secondo Papa Francesco”

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papa leone xiv 1Tanto orgoglio e ancora un po’ di shock e incredulità. I fratelli di Robert Francis Prevost, ora papa Leone XIV, non hanno forse ancora realizzato quanto successo ieri 8 maggio. John e Louis Prevost sono stati raggiunti da vari media americani subito dopo l’elezione al quarto scrutinio del Conclave. Una possibilità remota anche per lo stesso pontefice. Il giorno prima, parlando telefonicamente con John, aveva detto: “Non sceglieranno mai un papa americano”.

A Abc News, lo stesso John ha spiegato che – pensandola anche lui così – non si aspettava l’elezione. “È surreale”, dice al giornalista che lo ha raggiunto a Chicago, citta d’origine del papa che è il più giovane dei tre fratelli.

JOHN PREVOST: “SARÀ UN SECONDO PAPA FRANCESCO”

Al momento dell’annuncio, “stavo leggendo un libro- racconta- ho ricevuto un messaggio che mi informava della fumata bianca. Così sono andato ad accendere la tv. Ho chiamato mia nipote e ci siamo messi a guardare. Quando abbiamo sentito il nome, lei ha urlato”. Così i telefoni hanno iniziato a squillare e sono state tantissime le richieste di intervista.

Che persona è il nuovo papa? “Una persona normale, comune. Dato che ha vissuto una vita missionaria in Sud America per così tanti anni, si preoccuperà degli emarginati, dei poveri, di quelli che non hanno una voce“.

Secondo John, “seguirà le orme di Papa Francesco”. Con il Santo Padre scomparso il 21 aprile, il primo incontro con Robert avvenne in Argentina quando i due non erano non ricoprivano i ruoli di papa e cardinale. “La connessione iniziò lì”, spiega John. “Credevano negli stessi temi. Non so se ci saranno molte differenze tra loro”, sottolinea. A Cbs Chicago ribadisce: “Sarà un secondo Papa Francesco”.

John ricorda, poi, che in prima elementare una donna di Chicago, una vicina del sobborgo di Dolton dove vivevano, disse a Robert: “Tu sarai il primo papa americano”. Da bambino “giocava a fare il prete” e non è mai stato veramente solo “un gioco, uno scherzo. Era serio al riguardo”, “aveva quello spirito, si preoccupava delle persone, dei vicini”.

LOUIS: “DA PICCOLO GLI DICEVO CHE UN GIORNO SAREBBE DIVENTATO PAPA”

E anche Louis, l’altro fratello, racconta che da piccoli lo stuzzicava: “Un giorno sarai papa, sei santo”. Al momento della fumata bianca, l’uomo era ancora a letto. Allertato dalla moglie, ha acceso la tv. Pronunciato il nome “se non fossi stato già disteso sarei collassato a terra”, dice sorridendo. “È stato totalmente inaspettato”, assicura.

 

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