Il MAIE: Così ci rubano l’italianità. Il nuovo decreto sulla cittadinanza è uno scandalo!

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maiegSenza dibattiti pubblici qualcuno sta cercando di riscrivere cosa significa essere italiani.

Il nuovo decreto sulla cittadinanza è una bomba a orologeria, un attacco diretto all’identità nazionale, e nessuno sembra volerlo dire chiaramente: ci stanno spingendo verso lo ius soli!

Con la scusa di “semplificare”, questo decreto prevede che se non sei nato in Italia, potrai trasmettere la cittadinanza solo fino ai tuoi nipoti. Dopo, addio Italia. Come se bastassero tre generazioni per cancellare radici, sangue, storia.

Ma non è finita: se sposi un italiano o un’italiana, non potrai più acquisire la cittadinanza, nemmeno dopo anni di convivenza, nemmeno se costruisci una famiglia. Un colpo basso anche alle coppie miste, che da sempre fanno parte della nostra realtà.

Chi scrive queste leggi sa bene dove vuole arrivare: far sì che la cittadinanza venga data solo a chi nasce in Italia. E l’Italia, ricordiamolo, non è uno Stato basato sullo ius soli. Stanno cercando di cambiare le regole del gioco senza dirlo, penalizzando milioni di italiani all’estero, figli e nipoti di emigranti che da generazioni mantengono viva la nostra lingua, la nostra cultura, i nostri valori.

Il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) si oppone con forza a questo decreto pericoloso e propone una visione chiara, coerente e rispettosa dell’eredità italiana:

– Trasferimento della cittadinanza fino ai nipoti, a prescindere dal luogo di nascita. L’identità non si misura con il luogo, ma con il sangue e la cultura.

– Oltre i nipoti, possibilità di ottenere la cittadinanza tramite ricostruzione genealogica, ma con obbligo di conoscenza della lingua italiana a livello B2. Serietà e rispetto.

– Per i matrimoni, mantenere i tempi attuali: 18 mesi con figli, 36 mesi senza figli, ma sempre con conoscenza linguistica B2. Niente scorciatoie, solo integrazione reale.

Chi difenderà gli italiani nel mondo, se non lo facciamo noi? Questo decreto cancella secoli di storia migratoria, chiude le porte agli italiani all’estero e nega il diritto a sentirsi parte della nostra nazione.

Noi non ci stiamo!




Antonio Iachini nuovo Coordinatore del MAIE per l’America

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3iachiniIl Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), sotto la guida del suo presidente, Ricardo Merlo, ha annunciato ufficialmente la nomina di Antonio Iachini a Coordinatore del MAIE per l’America (Nord, Centro e Sud). La sua designazione, si legge in una nota del Movimento, “è il risultato del suo costante impegno nella difesa dei diritti e dell’identità delle comunità italiane all’estero”.
Ingegnere di professione, consigliere del Comites Caracas e consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per il Venezuela, Iachini ha svolto un’intensa attività sociale e culturale, promuovendo l’identità italiana, sostenendo i suoi connazionali e rafforzando i legami tra la diaspora e la Madrepatria.
“Il suo impegno nei confronti degli italiani all’estero lo ha reso un punto di riferimento essenziale all’interno della comunità”, sottolinea il Maie che, dalla sua fondazione, l’8 marzo 2008, è cresciuto significativamente.
“Oggi più che mai dobbiamo essere il punto di riferimento e la voce dei nostri connazionali di fronte alle sfide che minacciano la nostra unità”, ha sottolineato il senatore Merlo durante la cerimonia di nomina, tenutasi nella Sala del Senato della Repubblica.
Nel suo discorso di accettazione, Iachini ha dichiarato: “come Coordinatore del MAIE per l’America, assumo questa responsabilità in un momento cruciale per le nostre comunità. La riforma dello ius sanguinis non minaccia soltanto un diritto storico, ma l’essenza stessa della nostra identità: il sangue italiano che ci lega alla Patria. Chi ha sangue italiano è italiano – senza condizioni, senza gerarchie, senza distinzioni. Difenderemo questo principio da ogni tentativo di divisione. La cittadinanza non è un privilegio che si estingue con le generazioni; è un legame eterno che dobbiamo preservare. All’Italia diciamo con orgoglio e fermezza: il nostro legame non è negoziabile. Il sacrificio di milioni di famiglie che hanno mantenuto viva la loro italianità non sarà cancellato con imposizioni. Siamo l’eredità viva di una storia che ha superato i confini e continueremo ad esserlo”.
Merlo ha quindi sottolineato l’importanza di rafforzare la struttura del MAIE in America, evidenziando che la crescita del movimento richiede un’organizzazione territoriale più solida: “oggi siamo chiamati a consolidare la nostra presenza in ogni regione e a mappare in dettaglio la nostra rappresentanza nel continente”, ha affermato.
Da parte sua, il senatore Mario Borghese, vicepresidente del MAIE, ha ufficializzato la nomina con la seguente dichiarazione: “Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, in riconoscimento del suo costante impegno nella promozione della cultura italiana in tutte le sue forme, conferisce ad Antonio Iachini la carica di Coordinatore Territoriale del MAIE con la facoltà di organizzare il partito in tutto il territorio americano, incluso il Comitato per il continente americano”.
Il documento è stato firmato dal presidente del MAIE, Ricardo Merlo, e dai vicepresidenti Vincenzo Odoguardi e il senatore Mario A. Borghese.
Per Odoguardi “con Antonio Iachini, il MAIE amplia la sua rappresentanza, integrando non solo gli italiani di lingua italiana e inglese, ma anche la comunità di lingua spagnola”.
Durante la cerimonia, Iachini ha riaffermato il suo impegno nei confronti della comunità italiana all’estero: “è un onore essere nella Sala del Senato della Repubblica Italiana e far parte del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Questo incarico rappresenta una piattaforma fondamentale per tutti gli italiani che risiedono fuori dal Paese. Contate sul mio impegno e sulla mia determinazione per far rispettare i nostri diritti”. (aise) 




Cittadinanza: per il Maie una legge ingiusta che discrimina gli italiani all’estero

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maieg“L’ultimo decreto-legge sulla cittadinanza, emanato il 28 marzo 2025, rappresenta un attacco diretto ai diritti degli italiani all’estero e un pericoloso passo indietro nella tutela dell’italianità nel mondo”. Così, in una nota congiunta, Francesco Sanci e Luigi Demartino, rispettivamente coordinatore MAIE Toronto e coordinatore MAIE Ontario, che si dicono “profondamente preoccupati per le gravi lacune legislative contenute in questa normativa, che introduce criteri arbitrari e discriminatori nei processi di riconoscimento della cittadinanza italiana”.
“Questa legge colpisce milioni di discendenti italiani, limita i loro diritti e mina i principi fondamentali della Costituzione italiana”, incalzano Sanci e Demartino parlando di “una legge discriminatoria e incostituzionale”.
Tra le disposizioni contenute nel decreto che i due coordinatori Maie più contestano vi sono le “restrizioni ingiustificate alla cittadinanza iure sanguinis: il provvedimento complica il percorso per il riconoscimento della cittadinanza agli italiani di origine, imponendo nuovi ostacoli burocratici e limitazioni arbitrarie. Questo”, osservano, “contraddice il principio della continuità della cittadinanza italiana, sancito dalla legge n. 91/1992”.
Altro vulnus per il Maie i “tempi di attesa spropositati per chi vive all’estero: il decreto”, spiegano Sanci e Demartino, “impone ulteriori dilazioni procedurali per chi presenta domanda di cittadinanza attraverso i consolati. Mentre in Italia il riconoscimento avviene in tempi relativamente brevi, gli italiani all’estero subiscono attese che possono durare anche più di dieci anni”.
C’è poi la “revoca della cittadinanza senza garanzie adeguate”, continuano, sottolineando che “alcune disposizioni introducono la possibilità di revocare la cittadinanza italiana per motivi discrezionali, un principio che va contro l’art. 22 della Costituzione, che vieta la privazione della cittadinanza per un cittadino italiano”.
E infine i due coordinatori Maie segnalano il “doppio standard per la naturalizzazione: mentre da un lato vengono irrigiditi i requisiti per i discendenti di italiani, dall’altro non vengono previste tutele adeguate per gli stranieri che da anni risiedono in Italia e contribuiscono alla società italiana”.
“Questo decreto è un attacco senza precedenti alla nostra comunità all’estero”, accusano Sanci e Demartino. ”Gli italiani nel mondo sono una risorsa, non un problema e non possiamo accettare che vengano trattati come cittadini di serie B”.
Ricordando poi che “milioni di discendenti italiani, soprattutto in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia, portano avanti con orgoglio la cultura e i valori italiani, investendo nei rapporti economici e culturali con la madrepatria”, i due coordinatori Maie aggiungono: “imporre barriere alla cittadinanza significa allontanare queste persone dall’Italia, privandola di una rete internazionale fondamentale per la sua crescita economica e diplomatica”.
Al Governo il MAIE chiede dunque “con forza”: “l’immediata revisione del decreto per eliminare le norme discriminatorie e incostituzionali; un processo più rapido e trasparente per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis attraverso una digitalizzazione delle pratiche consolari e una riduzione dei tempi di attesa; l’abolizione delle nuove restrizioni discriminatorie che penalizzano gli italiani all’estero; il rispetto della Costituzione e delle convenzioni internazionali per evitare abusi nei processi di revoca della cittadinanza”.
In qualità di rappresentanti del MAIE, Francesco Sanci e Luigi Demartino assicurano che si impegneranno “a portare avanti questa battaglia in ogni sede, coinvolgendo parlamentari, istituzioni e comunità italiane all’estero per contrastare questa legge ingiusta. L’Italia”, concludono, “deve tutelare i suoi figli nel mondo, non escluderli”. (aise)




Odoguardi (MAIE): “Decreto Tajani, un colpo all’identità italiana nel mondo”

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odoguardi navona“Il decreto proposto dal Ministro Tajani, e approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 28 marzo, non solo diventa un precedente molto pericoloso per le comunità italiane che vivono all’estero ma, soprattutto, non le tiene in minima considerazione.

Sono quasi otto milioni i nostri connazionali che vivono al di fuori della nostra Patria, o meglio, coloro che risultano iscritti all’AIRE.

Forse il Ministro Tajani non è a conoscenza dei numeri reali delle comunità italiane nel mondo, né del numero effettivo dei discendenti italiani all’estero.

Se consideriamo questi numeri, scopriamo che,nelmondo, esiste un’altra Italia, che rappresenta meno dell’1% della popolazione mondiale.

Essere Italiano significa sentirsi tale, non ha una incidenza territoriale come altre nazioni, L’identità italiana è molto più di una semplice identità culturale, è un profondo senso di appartenenza ed è importantissimo sentire i cittadini di origine italiana poter dire con orgoglio “Mi sento Italiano!”.

Noi non nasciamo semplicemente sotto una bandiera, ma bensì sotto culture differenti, credenze differenti, a volte sotto lingue differenti e il nostro tricolore, cosi come la lingua italiana, ci accomunano e ci rendono “ unici”.

Gli italiani, sia in Italia che all’estero, hanno bisogno di crescere, di diffondere e tramandare la nostra cultura, di far conoscere al mondo il contributo che il nostro Paese ha dato e continua a dare.

L’Italia è sinonimo di unicità, bellezza, qualità, arte, moda, design, cucina, vini e molto altro. Non siamo solo una nazione sviluppata, siamo la culla dei valori che hanno ispirato lo sviluppo di altre nazioni.

Il decreto approvato nasconde un messaggio inquietante: affermare che servirà a limitare i casi di cittadinanza non approvabili, e quindi di indole fraudolenta, significa ammettere l’incapacità del Ministero di gestire le pratiche di cittadinanza. E le responsabilità di un Ministero non possono ricadere sull’intera comunità italiana all’estero. Chi dice “sono italiano” lo fa con rispetto, gioia e orgoglio, e noi non possiamo permetterci di privarli di questo sentimento.

L’Italia non sarà mai un paese da “ius soli”. Non è la nascita in Italia a rendere qualcuno italiano, ma il sentire l’Italia dentro di sé, il viverla quotidianamente. Le nostre comunità all’estero lo fanno tutti i giorni, imparando la lingua, ascoltando la nostra musica e acquistando i prodotti italiani.

L’economia italiana all’estero è sostenuta proprio da chi si sente italiano. Dobbiamo comprendere il valore del contributo delle comunità italiane all’economia del nostro Paese.

Questo decreto rappresenta un pericoloso precedente: è un vero “vaso di Pandora“: una volta aperto non ci sarà ritorno, indipendentemente dalle varie revisioni che saranno fatte.

Il problema di un sistema che non funziona a livello globale come il “Prenotami”, la carenza di personale nei consolati e i tagli del Ministero non si risolveranno con questo decreto, ma solo con la consapevolezza che gli italiani all’estero non sono solo gli otto milioni iscritti all’AIRE, ma oltre cinquanta milioni.

Chi porta avanti la Italianità fuori dai confini della nostra Patria sono proprio quelle comunità che oggi si vogliono penalizzare. La scarsa sensibilità dimostrata dal Ministro Tajani è offensiva per chi, con sacrifici, ha portato la propria famiglia all’estero, spesso gente umile che si preoccupava più di sopravvivere che non di registrare le discendenze. Ma anche per le nuove generazioni che vivono fuori dell’Italia. Sono professionisti, impresari, ricercatori che, con il loro lavoro, contribuiscono all’economia italiana e che hanno, con i primi, un minimo comun denominatore, “il nostro sangue”.

Ministro Tajani, permetta che le dica: “Chi ha sangue italiano è italiano”. L’Italia non è un paese da “ius soli”, l’Italia si sente dentro, diversamente non si è italiani.

Per tutto questo, ci aspettiamo, quindi, una revisione totale del lavoro che deve svolgere il Ministero all’estero, senza penalizzare le nostre comunità. Altrimenti, saremo testimoni dell’inizio del declino di quella che è la civiltà che ha fatto sviluppare buona parte del mondo moderno.

Vincenzo Odoguardi, Vice Presidente mondiale MAIE”




Intervista esclusiva a Tony Cipriani: il ruolo della CIBPA nella comunità italo-canadese e il futuro delle nuove generazioni

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ciprianiDennis Casco, per il MAIE, ha intervistato Tony Cipriani, Tesoriere della Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA), un’organizzazione chiave per imprenditori e professionisti italo-canadesi. Cipriani ha condiviso la sua esperienza di immigrato italiano arrivato in Canada negli anni ’50, sottolineando come i valori italiani di duro lavoro, famiglia e responsabilità verso la comunità abbiano influenzato il suo percorso professionale. Ha evidenziato l’importanza della CIBPA nel promuovere la cultura italiana e nel supportare i giovani italo-canadesi attraverso borse di studio, opportunità di networking e iniziative benefiche. Inoltre, ha discusso il contributo della comunità italiana alla diffusione del Made in Italy in settori come moda, design, gastronomia e tecnologia, incoraggiando le nuove generazioni a mantenere vive le proprie radici culturali e linguistiche. La CIBPA Education Foundation ha già distribuito oltre 1,5 milioni di dollari in borse di studio a più di 1.100 studenti, con l’obiettivo di raggiungere i 2 milioni. Cipriani ha esortato i giovani italo-canadesi a trovare la propria strada e a rendere orgogliosa la comunità, esprimendo fiducia nel futuro prospero della comunità italiana in Canada grazie all’impegno di organizzazioni come la CIBPA e al sostegno di associazioni come il MAIE.

Per scoprire di più sulla storia e sulle iniziative della CIBPA.

Intervista a Tony Cipriani, Tesoriere della CIBPA, a cura di Dennis Casco per il MAIE

Sig. Cipriani, potrebbe raccontarci la sua storia? Quali sono stati i momenti più importanti del suo percorso come immigrato italiano in Canada?

Guardando alla mia storia, porto sempre con me le mie radici e il percorso che mi ha portato fino a qui. Non ho mai dimenticato il mio passato e ho sempre sentito il dovere di restituire qualcosa alla comunità che mi ha accolto e sostenuto.

In qualità di Tesoriere della CIBPA (Canadian Italian Business and Professional Association), quale ritiene sia l’impatto di questa associazione nella promozione della cultura italiana e nel supporto agli imprenditori di origine italiana in Canada?

La CIBPA è stata un punto di riferimento per i professionisti italo-canadesi sin dalla nascita del primo capitolo a Montréal nel 1949. Come associazione no-profit, promuoviamo il successo imprenditoriale e professionale della nostra comunità, condividendo conoscenze ed esperienze. Sostenere l’istruzione è uno dei nostri pilastri: abbiamo distribuito oltre 15 milioni di dollari in borse di studio, aiutando migliaia di studenti italo-canadesi. Il nostro impegno si estende anche alla beneficenza, contribuendo silenziosamente a numerose cause nelle comunità locali. Per noi, valori familiari, buona cittadinanza e istruzione sono il fondamento del successo in Canada.

Quali valori italiani, secondo lei, sono stati fondamentali per il suo successo personale e professionale? E come li incorpora nel suo lavoro quotidiano?

Dedizione e impegno costante, valori familiari profondamente radicati e la volontà di restituire alla comunità ciò che ho ricevuto. Credo che il successo non sia solo un traguardo personale, ma un’opportunità per sostenere gli altri, condividere esperienze e creare un impatto positivo nel tessuto sociale che ci ha permesso di crescere.

Il Made in Italy è un simbolo di eccellenza a livello mondiale. Come può la comunità italiana in Canada contribuire a rafforzare e promuovere questo marchio nei settori del business e della cultura?

Durante gli eventi della CIBPA, alziamo i bicchieri per celebrare l’Italia, una terra di eccellenza riconosciuta in tutto il mondo per il suo contributo all’arte, alla musica, al design, alla scienza e alla tecnologia. Questa è la nostra eredità, un patrimonio di creatività e innovazione che continua a distinguersi a livello globale. L’Italia è un leader di mercato nei settori dell’enogastronomia, della moda, dell’arredamento e delle alte tecnologie, rappresentando un modello di qualità e prestigio che ci rende orgogliosi delle nostre radici.

Secondo lei, quali strumenti o iniziative potrebbero aiutare gli italiani di seconda e terza generazione in Canada a mantenere un forte legame con le loro radici culturali e linguistiche?

Parlare con i propri nonni e gli anziani della loro storia. Non dobbiamo mai dimenticare e dobbiamo tramandare la nostra memoria. Riferimento al libro di Angelo Bolotta e al progetto Piazza Petawawa.

La comunità italiana in Canada è una delle più grandi e attive al mondo. Qual è il suo messaggio per i giovani italiani che vogliono seguire le sue orme e costruire una carriera di successo all’estero?

Seguite le vostre passioni, affrontate le sfide con determinazione e costruite il vostro percorso con impegno e integrità. Il successo non si misura solo nei traguardi personali, ma anche nell’impatto positivo che lasciate sulla vostra comunità. Onorate le vostre radici, valorizzate le opportunità che vi si presentano e rendete orgogliosa la vostra comunità con il vostro contributo, portando avanti i valori e l’eccellenza della nostra cultura

Ripensando al suo percorso di immigrato italiano in Canada, quale consiglio darebbe a se stesso da giovane, all’inizio di questo cammino?

Sono uno di quegli italiani arrivati in Canada a metà degli anni ’50. Ho lasciato una grande famiglia di zii, zie e cugini per iniziare una nuova vita in un paese la cui lingua mi era sconosciuta. Gli strumenti necessari per adattarmi e avere successo mi sono stati forniti dai miei genitori e dai miei nonni: onestà e perseveranza.

Cosa le piace fare nel tempo libero? Ha hobby o interessi che la aiutano a rilassarsi e ricaricarsi?

Sono sempre stato appassionato di sport fin da giovane. Il calcio mi ha aperto le porte all’amicizia e al networking più tardi nella vita. Ora, con 12 nipoti, continuo a seguire lo sport come spettatore.

Ci sono tradizioni o usanze italiane che continua a osservare o celebrare nella sua vita personale? Come le trasmette alla sua famiglia e alle giovani generazioni?

La nostra famiglia celebra tutte le occasioni speciali, sia i compleanni che gli eventi religiosi. Continuiamo a goderci il cibo e la musica della nostra cultura italiana.

Infine quali sono le iniziative più importanti della CIBPA per supportare l’istruzione e le nuove generazioni italo-canadesi?

Abbiamo molte iniziative importanti, tra cui il progetto del York Catholic School Board per mantenere lo studio della lingua italiana nelle scuole elementari.

CIBPA Education Foundation – Ente di beneficenza registrato

  • Campagna da 2 milioni di dollari – Aggiornamento luglio 2024
  • 1.542.000 dollari distribuiti a 1.110 studenti – Manca solo 458.000 dollari per raggiungere l’obiettivo!

Dal lancio del programma, la Fondazione ha distribuito o costituito fondi per circa 1.542.000 dollari in borse di studio per oltre 1.110 studenti.

Cari studenti, fateci sapere come state e, quando sarà il momento giusto, restituite qualcosa se potete, con denaro o con il vostro tempo.

Se conoscete uno studente che potrebbe beneficiare di questa opportunità, invitatelo a candidarsi!




Il Congresso MAIE in Guatemala: un evento di grande rilevanza per la comunità italiana (FOTO)

guatemala 2025

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Lo scorso sabato 8 marzo 2025, il Guatemala ha ospitato un evento di fondamentale importanza per la comunità italiana locale: il Congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che ha visto la partecipazione attiva dei coordinatori provenienti da tutta l’America Centrale e di figure di spicco della comunità italiana nel Paese.

Un incontro strategico per il futuro del MAIE

La giornata si è aperta con una riunione riservata ai coordinatori del MAIE dell’America Centrale. Questo momento di confronto ha rappresentato un’opportunità unica per discutere strategie future, con un occhio di riguardo verso le elezioni politiche del 2027. Come dichiarato dal vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi:

“Insieme a tutti i coordinatori del Centro America progetteremo il futuro, preparandoci alle sfide che verranno, pensando soprattutto alle elezioni politiche del 2027. Il nostro impegno sul territorio continua, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del Movimento ovunque ci sia un italiano nel mondo.”

Il Congresso è stato presieduto da Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, supportato dal vicepresidente Odoguardi e da numerosi rappresentanti istituzionali del Movimento.

L’Importante incontro con la comunità italiana del Guatemala

Nel pomeriggio, l’evento ha aperto le porte alla comunità italiana residente in Guatemala, offrendo un’occasione di dialogo diretto tra i connazionali e i rappresentanti del MAIE. Durante l’incontro, sono stati affrontati temi cruciali per gli italiani all’estero, con particolare attenzione alle sfide burocratiche, ai servizi consolari e alle opportunità di sviluppo per le imprese italiane nel Paese.

Un momento significativo dell’evento è stata la premiazione di Giovanni Musella, presidente della Camera di Commercio Italiana in Guatemala e vicepresidente del COMITES, per il suo impegno nella promozione della comunità italiana. Alla cerimonia hanno partecipato numerose personalità di rilievo, tra cui:

  • Gabriele Musto, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Guatemala
  • Humberto Preti, Direttore del Club Italia
  • Dott. Giuseppe Abbatepaolo, Rappresentante Consolare in carica

L’intervento del dottor Abbatepaolo è stato particolarmente apprezzato per la chiarezza e la concretezza con cui ha risposto alle domande della comunità italiana, fornendo aggiornamenti e chiarimenti su questioni di grande interesse per i presenti.

Un congresso di successo: la presenza conta

La presenza di figure di spicco della comunità italiana in Guatemala ha reso il congresso un evento imperdibile per chi desidera essere parte attiva del futuro del MAIE e della rappresentanza degli italiani all’estero. L’assenza, invece, ha fatto sentire alcuni esclusi da un momento di aggregazione e confronto fondamentale per il futuro della comunità.

Il MAIE si conferma ancora una volta l’unico movimento realmente presente tra gli italiani all’estero, non solo nei periodi elettorali, ma ogni giorno, con un impegno costante e concreto. Mentre altri si fanno vivi solo quando c’è da raccogliere voti, il MAIE è sempre in prima linea, pronto ad ascoltare, risolvere problemi e difendere i diritti degli italiani nel mondo. Questa è la differenza che conta: essere presenti sempre, non solo quando conviene.

L’evento si è concluso con una cena conviviale, dove i partecipanti hanno potuto rafforzare i legami e condividere esperienze. Il giorno seguente, i delegati hanno fatto ritorno nei rispettivi Paesi, portando con sé nuove idee e un rinnovato entusiasmo per il lavoro futuro del MAIE in Centro America.

Con questo congresso, il MAIE ha ribadito il proprio impegno a essere presente ovunque ci sia un italiano nel mondo, ascoltando le esigenze dei connazionali e lavorando per trovare soluzioni concrete.




Oggi il Congresso Maie Guatemala-Honduras. Odoguardi: “Presenti ovunque ci sia un italiano nel mondo”

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odoguardi maie loghiSi svolgerà oggi, 8 marzo, in Guatemala, nell’hotel Marriott della capitale, il primo congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che vedrà la partecipazione di tutti i coordinatori MAIE dell’America Centrale.

A presiedere i lavori sarà Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Al suo fianco, il vicepresidente MAIE, Vincenzo Odoguardi.

“In Guatemala, in occasione dell’evento MAIE, avremo l’opportunità di incontrare la comunità italiana locale – sottolinea il presidente Merlo -, ascolteremo i nostri connazionali, raccoglieremo le loro richieste per poi lavorare a Roma, con i nostri parlamentari, alla ricerca di soluzioni alle problematiche degli italiani e dei loro discendenti”.

Il congresso “sarà occasione di confronto e di dibattito”, dichiara il vicepresidente Odoguardi, che prosegue: “Insieme a tutti i coordinatori del Centro America progetteremo il futuro, preparandoci alle sfide che verranno, pensando soprattutto alle elezioni politiche del 2027. Come MAIE continuiamo a lavorare sul territorio, investendo tempo e risorse per rafforzare la presenza del Movimento ovunque ci sia un italiano nel mondo”.

Ad aprire i lavori del Congresso sarà Marcucci, poi toccherà al presidente Merlo e al vicepresidente Odoguardi, la parola passerà quindi ad Antonio Iachini, Consigliere CGIE e Coordinatore MAIE Venezuela e area Andina.

Temi principali saranno gli obiettivi comuni per la comunità italiana, i risultati concreti raggiunti in questi anni dal MAIE, le sfide e le opportunità attuali. E poi il coinvolgimento attivo dei coordinatori e della comunità, le prospettive future e le strategie di crescita, la collaborazione con le istituzioni locali e italiane, l’appello all’unità per affrontare le sfide e tutelare gli interessi degli italiani in Guatemala.

Interverranno quindi Sebastian Marcucci (responsabile affari politici), Fernando Campo Doninelli (responsabile del dipartimento Giovani),
Filippo Barone (Responsabile cittá del Guatemala), Benedetta Poggio (Responsabile Pari opportunitá Guatemala).

Previsti alle 11:30 i saluti dei coordinatori nazionali Messico Centro America e Caraibi:

GIUSEPPE CACACE Coordinatore Centro America
GIUSEPPE VIJIL Coordinatore Honduras
MASSIMILIANO ATRIGNA Coordinatore Caribe
PAOLA CECCON Coordinatore Costa Rica
GUIDO ALBANI Coordinatore El Salvador
NICOLA ORIGGI Responsabile comunicazione Messico

Dopo una breve pausa, si ricomincerà con gli interventi del coordinatore Honduras e Italodiscendenti Edoardo Brocato (Coordinatore San Pedro Sula), Dennis Casco (Responsabile italo-discendenti in Centro e Nord America).

Previsti quindi gli interventi dei rappresentanti MAIE e delle associazioni italiane del Guatemala :

GIOVANNI MUSELLA Presidente CAMCIAG e vicepresidente Comites
GABRIELE MUSTO Direttore generale CAMCIAG e Tesoriere Comites

Prima di chiudere la prima parte dei lavori interverrà Antonio Iachini, che cederà la parola al vicepresidente MAIE Odoguardi. Infine, previsto l’intervento del presidente Merlo, al quale seguirà un dibattito libero.

Nel pomeriggio l’incontro con la comunità italiana locale:

8:30 SALUTO ED INTERVENTO SEBASTIAN MARCUCCI
INTERVENTO Coordinatore Centro America MAIE GIUSEPPE CACACE
INTERVENTO COORDINATORE MAIE HONDURAS GIUSEPPE VIJIL
INTERVENTO COORDINATRICE COSTA RICA PAOLA CECCON
INTERVENTO COORDINATORE RESPONSABILE COMUNICAZIONE MESSICO; NICOLA ORIGGI
INTERVENO COORDINATORE GUIDO ALBANI COORDINATORE ITALODISCENDENTI EL SALVADOR
INTERVENTO CONSIGLIERE CGIE AMERICA LATINA ANTONIO IACHINI
INTERVNETO VICEPRESIDENTE MAIE COMM. VINCENZO ODOGUARDI
INTERVENTO PRESIDENTE MAIE RICARDO MERLO

A fine giornata, in programma una cena con tutti i partecipanti al congresso, che il giorno dopo faranno ritorno nei propri Paesi d’origine.

 




MAIE: “Tecnici sudamericani pronti per i cantieri di La Spezia”

borghese spezia

borghese speziaMario Borghese, senatore e vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, insieme all’onorevole Franco Tirelli ha visitato i cantieri navali di La Spezia durante incontri organizzati da Confindustria.

“Ingegneri e operai specializzati argentini e di altri Stati sudamericani sono disponibili a lavorare nei cantieri navali di La Spezia, dove mancano tecnici specializzati e manodopera.

Il MAIE è pronto a facilitare questa collaborazione italo-sudamericana per contribuire allo sviluppo delle aziende nautiche spezzine, fiore all’occhiello dell’imprenditoria navale italiana”.

“Pochi sanno che esiste un forte export di yacht e di altre imbarcazioni prodotte in Italia con il Messico, la Repubblica Dominicana, la Colombia e il Brasile.

Ringrazio il presidente di Confindustria di La Spezia, Mario Gerini, il direttore Paolo Faconti, il presidente della Cassa edile spezzina, Cristiano Lavaggi, e il presidente di Cassartigiani ligure, Marco Sartorio, per l’opportunità che ci hanno dato di farci conoscere da vicino una realtà industriale di grande prestigio e all’avanguardia come i cantieri nautici di La Spezia e del Miglio blu.

Abbiamo ascoltato con il collega Tirelli le esigenze e le richieste degli imprenditori per favorire una maggiore produzione nel settore nautico e come MAIE faciliteremo l’impiego di manodopera ordinaria e di alta qualità anche attraverso una collaborazione con le università sudamericane”.

italiachiamaitalia.it




Demetrio Albertini, leggenda del calcio italiano, arriva nella Repubblica Dominicana per presentare la prima accademia internazionale a Las Terrenas

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a322566e 27bf 45ce 858b 1e29cdabe4e6Durante questo incontro è stata presentata la prima accademia internazionale di calcio a Las Terrenas, un progetto che unirà giovani dominicani e italiani in uno spazio di formazione e crescita sportiva.

Santo Domingo, R.D. – Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) e il progetto urbanistico Blu Terrenas hanno organizzato un esclusivo cocktail di benvenuto per gli amanti del calcio e della cultura sportiva, con la presenza della leggenda del calcio italiano Demetrio Albertini.

Durante l’evento è stata annunciata la creazione della prima accademia internazionale di calcio a Las Terrenas, un progetto innovativo che offrirà ai giovani dominicani e italiani uno spazio di formazione e crescita sportiva.

Oscar de Castro, Direttore Commerciale di Blu Terrenas, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa:
“Questa è un’opportunità unica per rafforzare i legami tra Italia e Repubblica Dominicana attraverso il calcio.

A Blu Terrenas puntiamo su iniziative che vanno oltre lo sviluppo immobiliare, contribuendo alla crescita sociale e sportiva della comunità.”

734e6c34 bb01 4587 90f5 8c0daf00a8bbL’arrivo di un ex campione, che è anche Direttore Tecnico della Nazionale Italiana, nella Repubblica Dominicana per fondare un’accademia di calcio è un evento di grande rilievo.

Questo progetto non solo ci permetterà di scoprire e formare futuri campioni, ma porterà anche i migliori tecnici del mondo ad allenare i nostri giovani talenti.

Le implicazioni di questa iniziativa sono enormi, poiché posiziona il nostro Paese come un vivaio di eccellenza calcistica e apre la porta affinché i nostri giocatori possano brillare in Italia.

ef00cb79 7689 4289 a6b9 bbaf5f4ad3e9Da parte sua, Demetrio Albertini ha espresso il suo entusiasmo per l’accademia e il suo impatto nel Paese:
“È un onore essere nella Repubblica Dominicana e condividere la mia passione per il calcio con le nuove generazioni. Questa accademia sarà un ponte tra Italia e Repubblica Dominicana, utilizzando lo sport come strumento di sviluppo, disciplina e unione.”

Questo progetto rappresenta l’inizio di una collaborazione che consentirà ai giovani talenti di entrambi i Paesi di accedere a una formazione di alto livello, promuovendo il calcio come veicolo di integrazione culturale e crescita personale.

L’evento rafforza l’impegno di Blu Terrenas e MAIE per lo sviluppo dello sport nella Repubblica Dominicana, creando opportunità per le future generazioni. La partecipazione di una figura come Albertini non solo arricchisce il panorama sportivo, ma simboleggia anche lo scambio culturale e tecnico tra Europa e Caraibi. Così, si gettano le basi per il consolidamento della formazione di giovani talenti e la promozione di iniziative che utilizzano lo sport come strumento di trasformazione sociale e integrazione comunitaria.

Chi è Demetrio Albertini

Demetrio Albertini è una delle figure più emblematiche del calcio italiano. Durante la sua illustre carriera si è affermato come uno dei centrocampisti più talentuosi della sua generazione, distinguendosi per la sua visione di gioco, precisione nei passaggi e leadership. Il suo straordinario percorso con l’AC Milan, con cui ha conquistato numerosi titoli della Serie A e trofei nelle competizioni europee, ha segnato un’epoca gloriosa nella storia del club. La sua influenza si è estesa anche alla Nazionale Italiana e, successivamente, al suo ruolo dirigenziale all’interno della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

A livello internazionale, Albertini ha lasciato un segno indelebile nella Nazionale italiana, con oltre 70 presenze. Ha rappresentato il suo Paese in tornei di grande prestigio, tra cui i Mondiali del 1994 e 1998, oltre agli Europei del 1996 e 2000, raggiungendo la finale nei tornei del 1994 e del 2000.

La sua carriera è stata costellata di titoli importanti. Con l’AC Milan, ha conquistato molteplici scudetti di Serie A, la Champions League nel 1994, la Supercoppa Europea nel 1990 e 1994, e la Supercoppa Italiana nel 1988, 1992, 1993 e 2003. Con il FC Barcellona, ha vinto la Liga e la Supercoppa di Spagna nel 2005, mentre con la SS Lazio ha conquistato la Coppa Italia nella stagione 2003-2004.




MAIE. Vittorio Spadaro nominato responsabile “Servizi al Cittadino” per la Circoscrizione America Settentrionale

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vittorio spadaro serviziIl Vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), Vincenzo Odoguardi, continua a rafforzare la presenza e l’efficacia del movimento con una nuova nomina strategica. Vittorio Spadaro, già figura di spicco nell’associazionismo e nel volontariato italiano all’estero, è stato scelto per ricoprire il prestigioso incarico di Responsabile “Servizi al Cittadino” per la Circoscrizione America Settentrionale.

Questa nomina rappresenta un passo significativo per il MAIE, che da sempre si impegna a migliorare la qualità della vita degli italiani all’estero. Odoguardi ha sottolineato l’importanza di affidare ruoli chiave a persone con esperienza e dedizione come Spadaro, che ha già dimostrato il suo valore come coordinatore del MAIE a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana.

“La scelta di Vittorio Spadaro – ha dichiarato Odoguardi – è stata naturale. La sua passione per il servizio alla comunità e la sua capacità di creare legami solidi con gli italiani all’estero lo rendono la persona ideale per questo incarico. Sono certo che porterà innovazione e risultati concreti in un settore cruciale come quello dei servizi al cittadino.”

Con una lunga esperienza nel campo dell’associazionismo e del volontariato, Spadaro ha costruito una reputazione come leader capace e determinato. Il suo lavoro a Las Terrenas ha già dimostrato la sua abilità nel creare una comunità forte e coesa, affrontando le sfide quotidiane degli italiani residenti all’estero.

Nel suo nuovo ruolo, Spadaro avrà la responsabilità di coordinare e migliorare i servizi dedicati agli italiani in tutta l’America Settentrionale, una regione che comprende una vasta e diversificata diaspora italiana.

Spadaro ha già delineato alcune delle sue priorità come Responsabile “Servizi al Cittadino”. Tra queste:

  • Assistenza ai cittadini italiani: Facilitare l’accesso ai servizi consolari, legali e amministrativi.
  • Supporto alla comunità: Promuovere iniziative per rafforzare il senso di appartenenza tra gli italiani all’estero.
  • Tutela dei diritti: Collaborare con le istituzioni italiane per garantire il rispetto e la valorizzazione dei diritti degli italiani in America Settentrionale.

“Questo incarico rappresenta una grande responsabilità, ma anche un’opportunità unica per fare la differenza nella vita degli italiani all’estero – ha dichiarato Spadaro. – Lavorerò con determinazione per garantire che ogni italiano in America Settentrionale possa sentirsi supportato e valorizzato.”