L’interscambio Italia-Messico cresce 16% nei primi 11 mesi del 2024

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commercioitamexpuntocompL’interscambio commerciale tra Italia e Messico ha superato i 10,2 miliardi di dollari alla fine di novembre del 2024.

Secondo i dati pubblicati dal Sistema informativo economico della Banca centrale del Paese latinoamericano corrispondenti ai primi 11 mesi dello scorso anno, gli scambi totali tra le due nazioni mostrano un aumento del 16,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Le esportazioni dall’Italia al Messico ammontano a 9,03 miliardi di dollari, registrando una crescita del 14,5% rispetto al totale raggiunto alla fine dell’undicesimo mese del 2023.

Per quanto riguarda le esportazioni messicane verso l’Italia, il rapporto indica che a fine novembre questa voce ha superato i 952 milioni di dollari, +30,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le vendite nel Bel Paese di prodotti provenienti dalla terra azteca hanno raggiunto incrementi superiori al 100% mensile ad aprile, luglio e ottobre 2024 rispetto agli stessi mesi del 2023.

Il saldo dell’interscambio totale tra i due Paesi ha registrato variazioni che vanno dal -2,6% al 44,6% alla fine di ciascuno dei primi undici mesi del 2024.

Fonte: Banxico.org.mx – Foto: marineregulations.news

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Sinner festeggia e Acapulco si prepara per l’Abierto Mexicano 2025

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sinnermessicoacapulcopuntocompJannik Sinner (n. 1 Atp) continua a scrivere le sue pagine nella grande storia del tennis. L’italiano ha sconfitto oggi il tedesco Alexander Zverev (n. 2) 6-3, 7-6 (4) e 6-3 e si è aggiudicato il trofeo dell’Australian Open 2025.

Con questo nuovo titolo, il tennista altoatesino si è unito al ristretto gruppo di tennisti che hanno vinto le loro prime tre finali del Grande Slam. La meta fu raggiunta dallo statunitense Jimmy Connors (Australian Open 1973; Wimbledon e US Open 1974) e dagli svedesi Bjorn Borg (Roland Garros 1974 e 1975; Wimbledon 1976) e Stefan Edberg (Australian Open 1985 e 1987; Wimbledon 1988).

Nel XXI secolo, l’hanno potuto fare il brasiliano Guga Kuerten (Roland Garros 1997, 2000 e 2001), gli svizzeri Roger Federer (Wimbledon 2003, 2004, 2005; Australian Open 2004 e 2006; US Open 2004 e 2005) e Stan Wawrinka (Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016), seguiti dallo spagnolo Carlos Alcaraz (US Open 2022; Wimbledon 2023 e 2024; Roland Garros 2024).

Mentre Sinner consolida la sua posizione di preminenza nel tennis mondiale, siamo a meno di un mese dall’inizio dell’Abierto Mexicano de Tenis, il torneo annuale che si svolge sui campi in cemento della GNP Arena di Acapulco e che quest’anno vedrà la partecipazione di giocatori di altissimo livello.

Il 2024 è stato un anno complicato per l’ATP 500 nel porto dello stato di Guerrero: il passaggio dell’uragano Otis nell’ottobre 2023 aveva fatto pensare che il torneo non si sarebbe svolto. Alla fine, dopo molti sforzi, l’evento è riuscito a svolgersi, ma l’arrivo dell’uragano John nel settembre dell’anno scorso ha messo nuovamente alle strette gli organizzatori.

Tuttavia, la scena è pronta e il torneo si svolgerà dal 24 febbraio al 1° marzo in una delle città più famose del Messico.

La lista dei partecipanti è guidata proprio da Alexander Zverev, finalista contro Sinner agli Australian Open 2025, che sarà accompagnato da un altro italiano di successo, Lorenzo Musetti, oltre a Casper Ruud, Ben Shelton, Tommy Paul, Holger Rune, Frances Tiafoe e Taylor Fritz, tra molti altri.

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Assolatte: «Accordo Ue-Messico opportunità per formaggi italiani»

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formaggiitalianipuntocompDal rinnovo dell’accordo tra l’Unione europea e il Messico potrebbero nascere nuove opportunità per i formaggi italiani.

Lo sottolinea in una nota Assolatte, l’associazione industriale che rappresenta le industrie italiane che lavorano nel settore lattiero-caserario.

Anche se il Messico non è tra i principali mercati per i formaggi italiani, nel 2023 l’Italia ha esportato 865 tonnellate per 8,86 milioni di euro.

«Le nuove concessioni della parte messicana» —precisa Assolatte— «potrebbero aprire interessanti opportunità di sviluppo. Si stima infatti che il mercato dei formaggi importati valga in Messico circa 180 mila tonnellate (dati 2023, con +44% in 5 anni) per 820 milioni di euro (+88% nel 2018-2023). Dimensioni considerevoli, insomma. E anche se gli Stati Uniti la fanno da padrone (83% dei volumi e 87% del valore) l’accordo 2.0 offre interessanti spiragli».

Intanto, in un terreno da sempre delicato come quello americano, il Messico accetta di riconoscere e tutelare 340 IG europee, tra cui 9 Dop casearie italiane: Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Provolone Valpadana e Taleggio.

Per quanto riguarda i contingenti tariffari, potranno entrare a dazio zero inizialmente 8.500 tonnellate di formaggi dall’Ue, quantitativo destinato a salire gradualmente fino alle 25.000 tonnellate che saranno a regime dal quinto anno in poi.

«Pare invece non costituire una seria minaccia la concessione» —conclude l’associazione— «pur di primo acchito eclatante, di dazio zero da parte dell’Ue su tutti i prodotti lattiero-caseari messicani. La produzione casearia messicana, infatti, si attesta sulle 600 mila tonnellate, pressoché pari all’entità del consumo interno e ha limitate capacità di esportazione, rivolte per lo più a Stati Uniti e Cile».

Foto: lapecorella.it

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Confindustria: «Messico primo mercato latinoamericano per macchinari hi-tech»

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confindustriapuntocompNel mezzo del tumulto globale causato dall’arrivo di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, la seconda edizione di Ingenium, il rapporto del Centro Studi Confindustria —presentato oggi a Milano e realizzato con il sostegno di Federmacchine— evidenzia che i nuovi equilibri riportano il Messico e l’America Latina al centro delle filiere internazionali.

Lo studio afferma che l’area dell’America Latina e Caraibi (ALC) negli ultimi anni sembra aver intrapreso una strada virtuosa di crescita e sviluppo. Secondo le stime della Banca Mondiale, nel 2024 il tasso di crescita del PIL dell’area ALC è atteso intorno al +1,9%, e la previsione per il 2025 è di un +2,6%. La crescita registrata finora e quella prevista per il futuro restano tuttavia inferiori rispetto alle previsioni per le altre principali aree geografiche. Le prospettive di sviluppo potrebbero essere ulteriormente rafforzate dalle tendenze di nearshoring o friendshoring in atto negli USA. Tali politiche potrebbero infatti rappresentare un’opportunità per i paesi dell’ALC di attrarre attività produttive sul proprio territorio alla luce del vantaggio competitivo dovuto alla vicinanza geografica con gli Stati Uniti. In questo quadro, quindi, risulta fondamentale per l’Italia di caratterizzarsi come un partner commerciale forte e credibile nella regione, in parte sembra già aver intrapreso la giusta strada. Il peso dell’area ALC sul totale dell’export complessivo italiano si è attestato nel 2023 al 3,1%, per un valore di intorno ai 19,3 miliardi di euro, registrando un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 3,6% dal 2014. I principali partner commerciali risultano essere il Messico con una quota nel 2023 del 32,9% e il Brasile con una quota del 28,2%. Seguono, a notevole distanza, l’Argentina (7,2%) e il Cile (6,8%).

Il Messico primo per domanda di beni ACT nell’area

Circa il 90% dell’export mondiale di beni ACT nell’area latino-caraibica è catturato da sei economie: Messico, Brasile, Argentina, Cile, Colombia e Perù. Tra queste, il Messico si posiziona al primo posto come principale mercato di sbocco per i beni ACT nell’area ALC (45,1%). L’unico Paese latino del Nordamerica risulta il principale importatore di macchinari dell’area anche a livello mondiale. Il Messico è peraltro l’economia più aperta tra le principali dell’area: l’interscambio commerciale rappresenta infatti l’88% del PIL. La principale leva è sicuramente la vicinanza con il vicino mercato statunitense, ma non è l’unica. La manifattura messicana è, infatti, particolarmente diversificata, soprattutto se paragonata a quella di molti peer dell’area. Pur essendo formalmente ancora etichettato come emergente, il Paese è di fatto un’economia avanzata dal punto di vista della diversificazione produttiva. Peraltro, la forza lavoro operante nel tessuto produttivo locale è ben istruita, qualificata e disponibile a costi relativamente competitivi. Le molteplici politiche attuate dal Governo per promuovere lo sviluppo industriale multisettoriale e attrarre investimenti nei settori ad alta tecnologia hanno creato un ambiente imprenditoriale favorevole, rendendo il Messico un attore globale nella produzione di beni complessi e ad alto valore aggiunto. L’industria automobilistica rimane una pietra miliare della produzione messicana, ma non è più l’unico settore su cui punta il Paese. Negli ultimi anni in particolare, il Messico è emerso come un hub per la produzione ad alta tecnologia: settori come l’aerospaziale, i dispositivi medici e l’elettronica hanno visto una crescita significativa, contribuendo a espandere la base manifatturiera del Paese e attrarre investimenti esteri. Non stupisce quindi che il mercato messicano risulti tra i primi cinque paesi emergenti per potenziale dell’export di beni ACT, con un margine di miglioramento pari a 281 milioni di euro.

L’Italia è già impegnata nel promuovere l’industrializzazione dei Paesi ALC, ma ci sono margini per rafforzare la cooperazione

Le imprese italiane sono già coinvolte in progetti volti a rafforzare lo sviluppo tecnologico nell’area. In tal senso, sono sicuramente degni d’attenzione i Centri Tecnologici creati in America Latina, anche grazie al contributo delle Associazioni del Sistema di Confindustria, che costituiscono un vettore d’entrata nei mercati della regione della tecnologia italiana, offrendo formazione per l’uso di quest’ultima e un supporto di qualità allo sviluppo industriale dei paesi ricettori. Esempi di questi sono il CESAT (centro tecnico per l’industria delle materie plastiche e della gomma, ideato principalmente per fornire formazione e assistenza alle numerose imprese locali) nello stato di Puebla e il CIMMATH (centro d’innovazione italiano-messicano per la manifattura ad alta tecnologia) nello stato di Hidalgo, entrambi in Messico. Risultati più significativi in termini di internazionalizzazione delle imprese italiane potrebbero derivare anche da una maggior partecipazione a programmi di cooperazione internazionale, nei quali la partecipazione italiana risulta ancora debole. Tra i bandi di gara indetti dalla banca multilaterale della regione, la Banca Interamericana di Sviluppo – IDB, per esempio, si osserva che a fronte degli oltre 33 miliardi di dollari stanziati negli ultimi 10 anni dall’istituto (per circa 80.000 progetti di vario tipo), le aziende italiane si sono aggiudicate appena 90 gare, per un ammontare di soli 203 milioni di dollari – valori corrispondenti a meno dell’1% del totale -, di cui in gran maggioranza facenti capo al settore “consulenza ingegneristica”. Peraltro, osservando la natura dei bandi messi a gara dalla Banca si evince che molti Paesi della regione sono interessati da progetti per la cui realizzazione sarebbe necessaria l’importazione di macchinari e tecnologia italiani. Molti riguardano settori come l’elettro-mobilità, le infrastrutture di trasporto, la creazione di sistemi per lo stoccaggio e la trasmissione energetica, altri semplicemente il supporto a programmi di rafforzamento industriale.

Foto: confindustria.it

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