“In Scena! Italian Theatre Festival” all’IIC di New York

22inscenany

22inscenanySi svolgerà al 5 al 19 maggio nei cinque distretti di New York CityIn Scena! Playwright Award 2025 Ceremony”, rassegna di spettacoli e performance teatrali italiane, che quest’anno premierà con l’In Scena! Playwright Award 2025 il drammaturgo Marco de Simone per la sua opera teatrale “La regola dei terzi”, con la traduzione di Caterina Nonis.
La cerimonia di premiazione si terrà in occasione della serata conclusiva del festival, come di consueto, all’Istituto Italiano di Cultura di New York e prevede una lettura della traduzione inglese dell’opera.
L’opera trae ispirazione da un evento reale narrato nell’autobiografia di Robert Capa. Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, il celebre fotoreporter di guerra fu accolto nella casa di un contadino, insieme ad alcuni soldati americani inviati in Sicilia poco prima dello sbarco alleato. Ignorando ogni rigore realista e superando le evidenti barriere linguistiche, l’autore immagina un dialogo tra Capa e il contadino, evidenziando i personaggi come simboli di due mondi che si incontrano sull’orlo dell’abisso aperto dalla guerra. Due mondi lontani, segnati da esperienze, intenzioni e prospettive diverse, eppure uniti da un comune rapporto con la guerra e la vita.
Drammaturgo, attore e regista, Marco De Simone si è anche diplomato in chitarra classica al Conservatorio e in filosofia. Tra le sue partecipazioni alle produzioni: “Memento Domine” (di D. Liguori) al Teatro S. Ferdinando di Napoli (2016); “La Governante” di V. Brancati, regia di M. Andria, vincitore del 70° Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro e del 49° Festival Nazionale di Macerata (2017). È autore (adattamento teatrale e musiche originali) dello spettacolo “Una piuma è fatta per volare”, ispirato a “La Piuma” di Giorgio Faletti. Vincitore del terzo premio Folle d’Oro di Fossano (CN) e del Premio Quasimodo 2019, sezione teatro, con lo spettacolo “Mai accaduto”.
La programmazione dell’intera rassegna è disponibile a questo link. (aise) 




Il DDL femminicidio italiano a New York per la Commissione sulla condizione delle donne dell’ONU

12newyokronu

12newyokronuLo schema di disegno di legge governativo per l’introduzione del reato di femminicidio nell’ordinamento italiano (DDL femminicidio) sarà presto discusso in Parlamento.

E anche nell’ambito della 69ma Commissione sulla Condizione delle Donne (CSW), in corso fino al prossimo 21 marzo alle Nazioni Unite, a New York, è stato discusso grazie alla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. Una argomento trattato a più riprese anche alla presenza dei 193 Stati Membri dell’Organizzazione e di migliaia di rappresentanti della società civile da tutto il mondo.
In particolare, il provvedimento, definito dalla Ministra Roccella “una novità dirompente, non solo giuridica ma anche sul piano culturale”, è stato presentato ieri, 11 marzo, alla “Ministeriale pari opportunità” con i Ministri degli Stati membri dell’UE, in una tavola rotonda ministeriale alle Nazioni Unite, dal titolo “Meccanismi nazionali per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne e delle ragazze”. Inoltre, l’argomento sarà oggetto di uno specifico evento organizzato dall’Italia in programma per oggi, 12 marzo intitolato “Non una in più! Migliorare la prevenzione e la protezione per porre fine ai femminicidi nella regione OSCE e oltre”, in collaborazione con l’OSCE e il Governo di Cipro e con la partecipazione di Reem Alsalem, Relatrice Speciale ONU sulla violenza contro donne e ragazze. Il disegno di legge governativo sarà presentato anche nel corso dell’intervento nazionale dell’Italia al dibattito generale della CSW, previsto nel corso della settimana.
Dal confronto fra i 193 Paesi partecipanti ai lavori, emerge come il nuovo provvedimento collochi l’Italia nel novero dei Paesi più avanzati a livello internazionale sul fronte della prevenzione e repressione della violenza contro le donne. (aise) 




New York. IIC: “Invecchiare bene in una società che invecchia”

7ageing

7ageingInvecchiare bene in una società che invecchia: analisi della struttura della popolazione e delle esigenze specifiche in una visione sostenibile” è il tema del workshop internazionale per la diffusione dei risultati del programma Age-IT che si terrà il 17 marzo a New York, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
L’incontro, che si potrà seguire anche on line collegandosi a questo link meet.google.com/pxe-djcc-nze, presenterà i risultati del programma Age-IT, insieme al contributo di esperti e accademici internazionali che arricchiranno la conversazione portando sul tavolo l’esperienza globale nel campo delle sfide dell’invecchiamento della popolazione, delle questioni di genere e argomenti di sostenibilità.
Studiosi e stakeholder di spicco provenienti da vari campi e nazioni si riuniranno per il summit per discutere degli ultimi progressi nello studio della mobilità, delle preoccupazioni relative all’invecchiamento della popolazione, all’accessibilità e alla legislazione correlata.
Attraverso un processo mirato ad applicare i risultati del progetto ottenuti finora in modo costruttivo e a distribuirli a livello internazionale, l’obiettivo è migliorare il programma Age-IT.
Il workshop, che avrà inizio alle 14.30 locali, sarà aperto dai saluti di Silvia Mongardo dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Elisabetta Venezia dell’Università di Bari Aldo Moro e Yvette Ramos dell’Università di Lisbona e membro di WOMENVAI, Ginevra.
Sarà la stessa Yvette Ramos ad inaugurare gli interventi delle relatrici parlando di “Strategic board for better equality in sustainability”. Seguiranno i contributi di: Sara Landini e Simona Viciani dell’Università di Firenze su “Women reproductive health in ageing society and Private-Public intervention”; Tiziana Campisi dell’Università di Enna “Flexible and Inclusive mobility for an ageing population”; Lylian Coelho di SUEZ (Brasile/Francia) “Finance for leadership and education for all”; Francesca Morganti dell’Università di Bergamo “Ageing in place for a healthy longevity”; Gitanjali Sah di WSIS International Telecommunication Union “Gender trendsetters in the Pact for the Future perspective”; Jola Pypno-Crapanzano (USA/Poland) “A healthier World for All – the mission of SDG 3”; Rabia Moussa (Niger) “Redefine possible: entrepreneurship as a vehicle for economic inclusion”; Rabeb Aloui (Tunisia) “Women, conflict and climate mobility”; ed infine Elisabetta Venezia dell’Università di Bari Aldo Moro “The distributive dimension of social justice: accessibility of the elderly to the transport system”. (aise)




New York. Tributo alla Callas domani all’IIC

facebook presentato alla camera dei deputati levento maria callas prize immagine18

facebook presentato alla camera dei deputati levento maria callas prize immagine18Si è svolta, presso la Camera dei Deputati, la presentazione della quinta edizione dell’evento “Callas Tribute Prize”, che si terrà il 6 marzo all’Istituto Italiano di Cultura di New York. L’incontro è stato moderato da Gianni Lattanzio (Direttore di Meridianoitalia). L’incontro è stato introdotto dal Deputato Christian Di Sanzo (Pd – Ripartizione America Settentrionale e Centrale). “E’ veramente un piacere – ha esordito il deputato – riconfermare per un altro anno questo bellissimo evento, che si terrà a New York. Ringrazio il Console Generale d’Italia Fabrizio Di Michele, che insieme all’Istituto Italiano di Cultura ospita questo premio, e credo sia un evento molto importante. Questo premio rappresenta un ponte che unisce la nostra cultura in patria con quella italiana negli Stati Uniti. Credo che la figura di Maria Callas, – ha continuato Di Sanzo – abbia aiutato a rendere il canto e la lirica alla portata di tutti. Il grandissimo successo internazionale della Callas ha fatto appassionare anche le masse all’opera. Questo è stato il suo merito. La Callas ha fatto sì che la curiosità sul canto, diventasse patrimonio popolare e di tutti. Ricordare ogni anno questa artista – ha aggiunto il deputato – ci consente sia di premiare tante persone, che stanno seguendo questo percorso artistico, sia di diffondere il canto, l’opera, che è un patrimonio artistico e culturale italiano”. A seguire è intervenuto da remoto il Console Generale d’Italia a New York Fabrizio Di Michele. “Oggi sono qui in doppia veste – ha spiegato Di Michele – quello di Console Generale e di reggente dell’Istituto Italiano di Cultura di New York che organizza e ospita l’evento. Anche quest’anno – ha continuato il Console Generale – vedo un elenco di premiati molto importante e mi aspetto che questo evento attragga molta attenzione e non solo degli italiani che sono qui a New York. Del resto consideriamo Maria Callas come italiana, non solo perché si naturalizzò italiana, ma anche perché appartiene all’opera lirica, che noi sentiamo come profondamente italiana e che qui negli Stati Uniti, è percepita come italiana. Maria Callas – ha ricordato Di Michele – è nata qui 102 anni fa, qui ci ha vissuto fino alla sua adolescenza, per poi tornare in Grecia e ad incominciare gli studi che l’avrebbero portata a diventare la “Divina”, la soprano più celebre della storia”. Il Console Generale ha poi rilevato come Maria Callas grazie alla musica, sia divenuta cittadina del mondo. Ha poi preso la parola, sempre da remoto, la Vice Segretaria Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione: “Sono onorata per essere stata invitata, – ha rilevato Mangione – perché Maria Callas è stata una donna eccezionale, che ha cambiato completamente la storia e la presentazione dell’opera lirica, insieme a personaggi meravigliosi, come Luchino Visconti e Carlo Maria Giulini. Di lei dicevano che era uno strumento plasmabile con una voce incredibile e con la capacità di raggiungere la perfezione”. La Segretaria Generale ha inoltre sottolineato l’importanza ricoperta dalle donne nella storia, e di quanto fatica abbia fatto il genere femminile per affermarsi e raggiungere il successo in un mondo di uomini. Dal canto suo Salvo Iavarone (Vice Presidente del CIM), ha parlato dell’importanza di trovare sponsor, per sostenere le attività ed iniziative all’estero, come ad esempio il “Maria Callas Prize”. Anche Javarone ha ripercorso la vita della Callas “è un personaggio davvero fantastico ed eclettico, – ha affermato – è greca ma nasce in America, poi arriva in Italia. La Callas trasmettere il messaggio che una donna può essere anche fragile, ma al contempo tenace e grande”. “Il 6 marzo – ha spiegato il produttore Dante Martini – saremo all’Istituto Italiano di Cultura di New York per celebrare Maria Callas. Siamo stati fortunati quest’anno perché abbiamo la scia del film su Maria Callas, con l’interpretazione di Angelina Jolie, che non sappiamo se sarà presente”. Martini ha anche segnalato i nomi degli artisti che verranno premiati. A seguire è intervenuta la scrittrice Germana Valentini: “. Scrivo libri – ha esordito l’autrice – e mi occupo della comunità italo – americana negli Stati Uniti. Mi farebbe molto piacere, se venisse data maggiore visibilità alla storia di quello che hanno fatto gli italiani negli Stati Uniti. Ma soprattutto portare alla luce la condizione delle donne, che erano costrette a lavorare in situazioni difficili. Il premio Callas – ha aggiunto Valentini – sarà un’occasione per raccontare queste storie, e per celebrare le donne italo – americane, italiane e non solo”. Da segnalare anche l’intervento della presentatrice Maria Antonietta Vacca che ha parlato dell’importanza di questo premio, sia per quanto riguarda il personaggio artistico, sia per quanto concerne la figura della donna in generale. “Maria Callas – ha rilevato – appartiene all’umanità, lei parlava il linguaggio universale della musica, quindi è impossibile non sentire Maria Callas come parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, di qualsiasi paese del mondo. In più ha vissuto una vita, che arriva a tutti quanti noi, è quasi impossibile non legarsi a una figura come Maria Callas”. (Lorenzo Morgia – Inform)




New York. “Host Region, home of excellence” promuove l’agroalimentare della Lombardia

4hostregion

4hostregionNew York ha ospitato un’esclusiva serata all’insegna del gusto e della tradizione lombarda. L’evento “Host Region, home of excellence”, organizzato in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e con il Consolato Generale d’Italia, ha riunito 50 selezionati ospiti tra operatori del settore e stampa specializzata presso Eataly – Bar Milano Flatiron. Un’occasione unica per presentare la ricchezza gastronomica della Lombardia a un pubblico internazionale cui ha preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
“A Eataly, nel cuore di New York, abbiamo portato l’esperienza olimpica Milano-Cortina 2026 – ha detto l’assessore Beduschi – e a far conoscere ai tanti newyorkesi, ai buyer che vorranno venire a frequentare le nostre montagne, la nostra regione le eccellenze gastronomiche che, nella speciale serata, hanno potuto degustare. È un’occasione decisamente particolare, anche perché ci troviamo in un periodo in cui c’è tanta voglia di Italia e di Lombardia. E, in questa serata, abbiamo fatto scoprire le nostre eccellenze dell’agroalimentare”.
Alla serata, con l’assessore e il corpo consolare italiano negli USA guidato dal Console generale aggiunto, Cesare Bieller, presente il direttore di ICE (Istituto per il Commercio Estero) New York, Erica Di Giovancarlo, con cui l’assessore Beduschi ha avuto un incontro bilaterale per ragionare sul tema delicato dei dazi annunciati, a partire dal 2 aprile, dal presidente Trump sui prodotti europei e anche, ovviamente, sulle eccellenze agroalimentari lombarde molto apprezzate dai consumatori americani.
“L’incontro con ICE a New York – ha ricordato Beduschi – è stata un’ottima occasione per rafforzare la collaborazione e affrontare il tema dei dazi, una delle principali preoccupazioni per il mondo produttivo, in particolare italiano”. “Dai colloqui – ha continuato – è emersa una prospettiva di grande attenzione: grazie agli ottimi rapporti diplomatici costruiti dal nostro Paese con il Governo Meloni e alle caratteristiche di eccellenza dei prodotti italiani e lombardi, il nostro sistema potrebbe affrontare questa sfida con successo. I prodotti di qualità, destinati a una nicchia meno sensibile alle variazioni di prezzo, potrebbero persino trovare nuove opportunità in un mercato complesso come quello americano. Il tema è delicato, desta preoccupazione nel sistema produttivo italiano, e per questo anche grazie all’incontro con ICE cercheremo di monitorare la situazione in tempo reale”.
“La visita a ICE New York – ha sottolineato l’assessore Beduschi – è stata molto utile e positiva anche per le prospettive commerciali dei nostri produttori, compresi quelli medio-piccoli, che potranno trovare opportunità di sviluppo negli Stati Uniti. L’interesse per i prodotti lombardi è grande, dal vino all’agroalimentare, e, insieme, accompagneremo i nostri operatori in un mercato fiorente”.
La cena, curata dallo chef varesino Roberto Valbuzzi, ha offerto un percorso culinario che ha esaltato le tipicità lombarde. Dall’apertura scenografica di una forma di Grana Padano alle bollicine lombarde in apertura, fino allo show-cooking sui pizzoccheri e alla degustazione di piatti tradizionali come i mondeghili, i casoncelli, l’ossobuco e la sbrisolona. Un viaggio attraverso sapori autentici, che ha messo in luce il legame profondo tra il patrimonio enogastronomico regionale e le prossime Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Accanto alla celebrazione del gusto, la serata è stata anche un momento di riflessione sulle prospettive del mercato americano per i prodotti lombardi. Il tema dei dazi sulle esportazioni agroalimentari è stato al centro del dibattito, con un confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore per analizzare le possibili ripercussioni e le strategie per garantire la tutela del Made in Lombardia. Il mercato statunitense rappresenta infatti una destinazione chiave per molte produzioni d’eccellenza, e la serata ha rafforzato il dialogo volto a consolidare la presenza lombarda oltre oceano.
Con questa iniziativa, la Lombardia ha ribadito il proprio impegno nella valorizzazione delle sue eccellenze, rafforzando la promozione internazionale e affermandosi come protagonista nell’arena globale dell’agroalimentare di qualità. (aise) 




A New York si è parlato di “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”

a new york levento sul tema tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica opportunita e sfide immagine4

a new york levento sul tema tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica opportunita e sfide immagine4L’Italia, in occasione della decima sessione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla sicurezza nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha organizzato Il 18 febbraio 2025 a New York un evento dedicato al tema “Tecnologia quantistica e sicurezza cibernetica: opportunità e sfide”. La Farnesina – informa la nota – è in prima linea nel promuovere una forte azione internazionale a tutela della sicurezza globale, anche nel settore strategico delle nuove tecnologie. Con la crescente integrazione dei sistemi digitali nella vita quotidiana, la sicurezza informatica rappresenta una priorità fondamentale per i governi, le industrie e i singoli individui. Inoltre, l’avvento della tecnologia quantistica presenta opportunità significative, ma anche sfide formidabili, con implicazioni sulla sicurezza cibernetica che richiedono grande attenzione da parte della comunità internazionale. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2025 come “Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica”. L’evento, organizzato dalla Rappresentanza italiana al Palazzo di Vetro, è stato aperto da un intervento del Rappresentante Permanente d’Italia, Amb. Maurizio Massari, a cui hanno fatto seguito i contributi degli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana (ACN), dell’Unità delle Nazioni Unite per la Scienza, la Tecnologia e la Sicurezza Internazionale, e dell’Istituto dell’ONU per la Ricerca sul Disarmo (UNIDIR), moderati dall’Inviato Speciale del Ministro Tajani per la sicurezza cibernetica e capo dell’Unità Innovazione Tecnologica della Farnesina, Diego Brasioli. L’incontro è stato promosso insieme al Ghana, a dimostrazione dell’impegno italiano a collaborare con i Paesi del Continente africano nell’ottica di partenariato portata avanti con il Piano Mattei, per affrontare insieme le crescenti sfide nello spazio digitale. (Inform)




“The Journey of Phil Trajetta”: Franco Sciannameo presenta il suo libro all’IIC di New York

screenshot

screenshot

Il 27 febbraio, alle ore 18:00, l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà la presentazione del libro “The Journey of Phil Trajetta” di Franco Sciannameo, CFA distinguished scholar & teaching professor of Music alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania.
Sarà presente l’autore con la partecipazione di Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del celebre compositore Mario Castelnuovo-Tedesco e direttrice degli Archivi del musicista.
Questa nuova monografia sintetizza e contestualizza i dettagli che circondano la vita e l’opera di Filippo (Phil) Trajetta (Venezia, 1776 – Filadelfia, 1854), figlio del celebre compositore d’opera Tommaso Trajetta, spesso scritto Traetta. Il volume è stato progettato per richiamare l’attenzione di musicologi e professionisti su un maestro trascurato che ha valorosamente contribuito allo sviluppo della musica in America in un momento cruciale della storia del Paese: il periodo tra gli anni americani post-Rivoluzione e la soglia della Guerra Civile.
La quantità di letteratura scritta sulla musica nell’America prebellica è ampia e accurata; tuttavia, il nome e le attività di Trajetta ricevono a malapena una menzione superficiale. Phil Trajetta, patriota, musicista e immigrato merita di meglio. Il suo viaggio letterale ed esistenziale da prigioniero politico a Napoli durante la caduta della breve Repubblica Napoletana a libero cittadino americano, la dice lunga sul suo status di uno tra i pochissimi musicisti europei professionisti pienamente accreditati ad affermarsi su questa sponda dell’Atlantico.
In America, Trajetta creò o fu determinante nella creazione di tre importanti scuole di musica: i Conservatori americani di Boston nel 1801, New York nel 1820 e Filadelfia nel 1828. Il Conservatorio americano di Filadelfia, che ha tenuto le sue porte aperte per oltre 20 anni, è diventato la “ragion d’essere” definitiva di Phil Trajetta. Lì, come direttore dell’orchestra e del coro del Conservatorio che comprendeva studenti, amici e professionisti, Trajetta produsse le sue principali composizioni orchestrali/corali e scrisse trattati pedagogici fondamentali.
Franco Sciannameo, violinista, musicologo e storico della cultura, ha studiato a Roma presso l’Accademia Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, l’Accademia Chigiana di Siena e successivamente l’Università di Hartford e quella di Pittsburgh. Sciannameo scrive e tiene conferenze sulla musica contemporanea e il suo rapporto con la politica, il cinema e le arti.
I suoi libri includono La trilogia del Padrino di Nino Rota (Lanham: Rowman & Littlefield, 2010); La musica come sogno: saggi su Giacinto Scelsi, a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini (Lanham: Rowman & Littlefield, 2013); Sperimentare il concerto per violino: A Listener’s Companion (Lanham: Rowman & Littlefield, 2016); Modelli migratori dei musicisti: le coste adriatiche (New York: Routledge, 2018); Riflessioni sulla musica di Ennio Morricone: fama e eredità (Lanham: Lexington Books, 2020); Gli scritti estetici di Giacinto Scelsi a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini (Lanham: Rowman & Littlefield, 2023); Musica da film italiana, anni ’50-’70: tra tradizione, innovazione e internazionalizzazione, a cura di Franco Sciannameo (Turnhout: Brepols, 2023). (aise)