Perché ho scritto Novitalia

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cop amazonNovitalia non è solo un romanzo. È una reazione, un’urgenza. È nato tutto d’un fiato, in poche settimane: le dita correvano sulla tastiera come se la storia volesse uscire da sola, come se aspettasse da tempo di essere raccontata.

La scintilla? Una vicenda che ha dell’incredibile: l’ultimo discendente della famiglia piemontese Ferraris – italiani da generazioni, parlanti italiani, fondatori di una scuola italiana in una colonia agricola d’oltremare – si è visto negare la cittadinanza italiana. Perché? Perché una legge votata da un Parlamento miope, che si riempie la bocca di “italianità”, ha scelto di discriminare gli italiani all’estero di terza generazione, trattandoli come stranieri nella loro stessa storia.

Chi ha letto Novitalia sa che non è solo fantasia. È una satira lucida e feroce di un’Italia che ha dimenticato i suoi figli più lontani, quelli che hanno portato la lingua e i valori italiani nei luoghi più remoti del mondo.
È un atto d’accusa, ma anche un inno all’orgoglio di chi, nonostante tutto, continua a sentirsi italiano nel cuore, nella lingua, nella memoria.

A chi ha votato questa legge dico: vergognatevi.
E a chi invece sente bruciare ancora quel senso di appartenenza, dico: leggete Novitalia. Vi ci ritroverete.

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Se l’Italia ti respinge, fonda la tua

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cop amazonHanno perso un diritto, ma non la memoria. E con quella, hanno costruito una nazione.

Novitalia è un romanzo sorprendente, fuori da ogni schema. Non è solo la storia di una famiglia, né soltanto il sogno utopico di una nazione nata dal nulla. È un inno testardo e commovente all’identità italiana, raccontato con la leggerezza dell’ironia e la profondità delle radici.

Ennio Marchetti ci conduce, con mano sicura e affettuosamente dissacrante, tra le generazioni dei Ferraris: piemontesi emigrati in una remota isola del Pacifico, che pur vivendo lontano migliaia di chilometri, hanno conservato – e reinventato – un’Italia tutta loro. Un’Italia fatta di dialetti, canzoni, ricette tramandate a voce, racconti mitici di antenati e cartoline scolorite di un paese mai visto, ma mai dimenticato.

C’è in Novitalia il respiro epico dei romanzi sudamericani, ma anche il sapore casalingo delle saghe famigliari più sincere. La lingua si fa viva, teatrale, vivace.

I personaggi escono dalla pagina con una forza rara: Giovanni, Rosa, Battista, Dino, Luciano, e infine Giuliano, che nel 2025, di fronte alla negazione della cittadinanza italiana, prende la decisione che segna il destino delle isole. Fondare uno stato. Uno stato vero. Uno stato italiano nell’anima, anche se ignorato dalle mappe.

controcopQuesto romanzo parla a chiunque abbia sentito di appartenere a un luogo senza mai esserci stato. A chi ha perso il diritto a un passaporto, ma non quello a un’identità. A chi crede che l’eredità più importante non siano i documenti, ma le storie che ci raccontiamo attorno a un tavolo, mentre cuoce la pasta.

Novitalia è tante cose insieme: satira, epopea, memoria, utopia. Ma soprattutto, è un grande atto d’amore. Per l’Italia che c’era, per quella che ci sarebbe dovuta essere, e per quella che – almeno in questo libro – esiste ancora.

Novitalia lo trovi a questo link:

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