Cittadinanza. Odoguardi (MAIE): “Non ci arrendiamo, avanti con la battaglia a favore dello ius sanguinis”

La nuova legge sulla cittadinanza, con il tanto discusso decreto approvato da governo e Parlamento, è stata protagonista nell’ultima assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’estero.
Come MAIE pensiamo che quella legge, con le nuove norme, sia anticostituzionale: per questo, proprio per cercare di annullarla, ci rivolgeremo alla giustizia.
A livello politico, crediamo che ciò che è accaduto sia davvero paradossale. Abbiamo un governo che da una parte sottolinea l’importante ruolo che rivestono le comunità italiane all’estero, con i nostri connazionali che vengono considerati i migliori ambasciatori della cultura italiana e del made in Italy oltre confine; dall’altra, però, lo stesso governo porta avanti misure che contrastano con i concetti che vengono espressi a parole.
Non possiamo dimenticare che la presenza degli italiani nel mondo ha avuto, e continua ad avere, un’importanza significativa sotto molti punti di vista: storico, culturale, economico e sociale.
Quando, nel secolo passato, milioni di italiani emigrarono verso le Americhe (soprattutto Argentina, Brasile, Stati Uniti) e altri paesi europei in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, una volta inseriti nella società che li hanno ospitati, hanno contribuito con forza allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti, quindi alla costruzione di infrastrutture, industrie e servizi.
Hanno fondato quartieri italiani e “Little Italy” dovunque si siano recati, mantenendo in questo modo vive lingua, tradizioni e religione. Spesso senza il sostegno di nessuna istituzione, per il solo orgoglio di essere italiani, anche se lontani dalla Madre Patria.
La cultura italiana ha avuto un enorme impatto a livello globale, grazie anche alle comunità italiane all’estero. Potremmo dire lo stesso della nostra cucina, una delle più amate e diffuse al mondo. Pranzare o cenare in un ristorante italiano è sempre un piacere, simbolo di eccellenza, qualità e convivialità.
Per non parlare della lingua italiana o, persino, dei dialetti regionali: in certi Paesi dell’America Meridionale, per esempio, si mantiene un legame fortissimo con la nostra lingua. In alcune zone, si parla dialetto veneto, calabrese, siciliano.
La forte vocazione imprenditoriale dei nostri connazionali ha fatto in modo che nel mondo sorgessero importanti aziende, che hanno creato posti di lavoro, crescita e sviluppo, contribuendo così a rafforzare l’economia locale. Ancora oggi, professionisti e ricercatori italiani sono apprezzati in vari settori, dalla medicina alla tecnologia, dalla moda all’arte.
Il decreto del governo ha fortemente limitato la trasmissione di cittadinanza ius sanguinis, ma gli italo-discendenti spesso mantengono un equilibrio tra identità nazionale e radici italiane: sono fieri di avere sangue italiano nelle vene e tengono moltissimo alla propria italianità, alle proprie radici.
Sono proprio loro ad avere creato nel mondo associazioni culturali, regionali, scuole italiane, per tenere alta la bandiera italiana anche lontano dall’Italia, per aiutarsi reciprocamente, pensando soprattutto ai più fragili, per fare in modo che i loro figli e i loro nipoti non dimenticassero le proprie origini.
Ogni italiano all’estero e ogni discendente di italiano rappresenta un ponte culturale, sociale, economico e persino politico tra l’Italia e il resto del mondo. Questo non è solo un aspetto sentimentale e filosofico della questione, è qualcosa che incide fortemente nell’economia italiana e in quella di tutti quei Paesi dove è presenta una comunità italiana.
Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora, come Movimento Associativo Italiani all’Estero noi non ci arrenderemo fino ad aver raggiunto l’obiettivo: rimediare agli errori fatti dal governo per quanto riguarda lo ius sanguinis. Non sarà facile, ma è una battaglia che vale la pena combattere.
Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente Movimento Associativo Italiani all’Estero – MAIE


Il vicepresidente del MAIE, Comm. Vincenzo Odoguardi, ha effettuato una significativa visita di rappresentanza a El Salvador, con l’obiettivo di avviare un primo contatto con il Paese e porre le basi per future iniziative in favore della comunità italiana residente.
Dietro forte impulso del vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Vincenzo Odoguardi, il MAIE ha presentato un disegno di legge, a prima firma Sen. Mario Borghese, per la modifica della legge 23 dicembre 1978, n. 833, volta a garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).
New York, 28 aprile – “Chi ha sangue italiano è italiano, su questo non ci sono dubbi. L’Italia non è un Paese da ius soli.” Con queste parole Vincenzo Odoguardi, vicepresidente mondiale del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), commenta da New York il nuovo decreto sulla cittadinanza, oggetto di forti polemiche tra le comunità italiane nel mondo.
Dopo l’approvazione del cosiddetto “Pacchetto cittadinanza”, votato nei giorni scorsi all’unanimità dal Consiglio dei ministri, gli 
“Il decreto proposto dal Ministro Tajani, e approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 28 marzo, non solo diventa un precedente molto pericoloso per le comunità italiane che vivono all’estero ma, soprattutto, non le tiene in minima considerazione.
Si svolgerà oggi, 8 marzo, in Guatemala, nell’hotel Marriott della capitale, il primo congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che vedrà la partecipazione di tutti i coordinatori MAIE dell’America Centrale.