Cittadinanza. Odoguardi (MAIE): “Non ci arrendiamo, avanti con la battaglia a favore dello ius sanguinis”

odoguardi maie loghi

odoguardi maie loghiLa nuova legge sulla cittadinanza, con il tanto discusso decreto approvato da governo e Parlamento, è stata protagonista nell’ultima assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’estero.

Come MAIE pensiamo che quella legge, con le nuove norme, sia anticostituzionale: per questo, proprio per cercare di annullarla, ci rivolgeremo alla giustizia.

A livello politico, crediamo che ciò che è accaduto sia davvero paradossale. Abbiamo un governo che da una parte sottolinea l’importante ruolo che rivestono le comunità italiane all’estero, con i nostri connazionali che vengono considerati i migliori ambasciatori della cultura italiana e del made in Italy oltre confine; dall’altra, però, lo stesso governo porta avanti misure che contrastano con i concetti che vengono espressi a parole.

Non possiamo dimenticare che la presenza degli italiani nel mondo ha avuto, e continua ad avere, un’importanza significativa sotto molti punti di vista: storico, culturale, economico e sociale.

Quando, nel secolo passato, milioni di italiani emigrarono verso le Americhe (soprattutto Argentina, Brasile, Stati Uniti) e altri paesi europei in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, una volta inseriti nella società che li hanno ospitati, hanno contribuito con forza allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti, quindi alla costruzione di infrastrutture, industrie e servizi.

Hanno fondato quartieri italiani e “Little Italy” dovunque si siano recati, mantenendo in questo modo vive lingua, tradizioni e religione. Spesso senza il sostegno di nessuna istituzione, per il solo orgoglio di essere italiani, anche se lontani dalla Madre Patria.

La cultura italiana ha avuto un enorme impatto a livello globale, grazie anche alle comunità italiane all’estero. Potremmo dire lo stesso della nostra cucina, una delle più amate e diffuse al mondo. Pranzare o cenare in un ristorante italiano è sempre un piacere, simbolo di eccellenza, qualità e convivialità.

Per non parlare della lingua italiana o, persino, dei dialetti regionali: in certi Paesi dell’America Meridionale, per esempio, si mantiene un legame fortissimo con la nostra lingua. In alcune zone, si parla dialetto veneto, calabrese, siciliano.

La forte vocazione imprenditoriale dei nostri connazionali ha fatto in modo che nel mondo sorgessero importanti aziende, che hanno creato posti di lavoro, crescita e sviluppo, contribuendo così a rafforzare l’economia locale. Ancora oggi, professionisti e ricercatori italiani sono apprezzati in vari settori, dalla medicina alla tecnologia, dalla moda all’arte.

Il decreto del governo ha fortemente limitato la trasmissione di cittadinanza ius sanguinis, ma gli italo-discendenti spesso mantengono un equilibrio tra identità nazionale e radici italiane: sono fieri di avere sangue italiano nelle vene e tengono moltissimo alla propria italianità, alle proprie radici.

Sono proprio loro ad avere creato nel mondo associazioni culturali, regionali, scuole italiane, per tenere alta la bandiera italiana anche lontano dall’Italia, per aiutarsi reciprocamente, pensando soprattutto ai più fragili, per fare in modo che i loro figli e i loro nipoti non dimenticassero le proprie origini.

Ogni italiano all’estero e ogni discendente di italiano rappresenta un ponte culturale, sociale, economico e persino politico tra l’Italia e il resto del mondo. Questo non è solo un aspetto sentimentale e filosofico della questione, è qualcosa che incide fortemente nell’economia italiana e in quella di tutti quei Paesi dove è presenta una comunità italiana.

Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora, come Movimento Associativo Italiani all’Estero noi non ci arrenderemo fino ad aver raggiunto l’obiettivo: rimediare agli errori fatti dal governo per quanto riguarda lo ius sanguinis. Non sarà facile, ma è una battaglia che vale la pena combattere.

Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente Movimento Associativo Italiani all’Estero – MAIE




Prosegue senza pausa il lavoro del MAIE in Centro America

odoguardi maie2

Dopo la missione del Vicepresidente Vincenzo Odoguardi a El Salvador, si prepara quella a Panama.

Intanto, in Messico il coordinatore nazionale del MAIE Giovanni Buzzurro, anche presidente del Comites di Città del Messico, per la Festa della Repubblica ha organizzato un incontro con i connazionali che ha avuto un grande successo: “Complimenti a lui e a tutta la sua squadra”, dichiara Odoguardi.

“Questo – sottolinea il Vicepresidente MAIE – è il lavoro del Movimento Associativo Italiani all’Estero, sempre a contatto con il tessuto sociale italiano dei diversi Paesi del mondo. Diffusione della nostra cultura, promozione della lingua italiana, difesa del made in Italy, migliori servizi consolari, sostegno alla rete delle Camere di Commercio italiane nel mondo: queste sono le nostre parole d’ordine”.

E ancora: “Tutti noi italiani all’estero ci sentiamo partecipi delle celebrazioni che si svolgono nel nostro Paese e anche da lontano festeggiamo con discorsi e brindisi l’anniversario della nostra Repubblica. Il legame affettivo con l’Italia è sempre molto vivo e forte; il MAIE continua ad essere catalizzatore di italianità dovunque ci sia un italiano nel mondo.

Una ulteriore dimostrazione del fatto che il famigerato decreto sulla cittadinanza italiana, votato recentemente dal Parlamento e dunque diventato legge, dimentica milioni di connazionali che oltre confine tengono alto il nome dell’Italia.

Come Movimento non ci arrendiamo di certo di fronte quanto accaduto; continueremo a batterci in tutte le opportune sedi – assicura in conclusione Odoguardi – per ridare dignità all’universo dell’emigrazione, agli italiani all’estero e ai loro discendenti”.

da italiachiamaitalia.it




Vincenzo Odoguardi (MAIE) in visita di rappresentanza a El Salvador: si aprono nuovi scenari per il futuro

maie el salvador

maie el salvadorIl vicepresidente del MAIE, Comm. Vincenzo Odoguardi, ha effettuato una significativa visita di rappresentanza a El Salvador, con l’obiettivo di avviare un primo contatto con il Paese e porre le basi per future iniziative in favore della comunità italiana residente.

In un contesto che unisce simbolicamente le nazioni latinoamericane, la presenza di Odoguardi ha voluto rappresentare un segnale di apertura, ascolto e vicinanza. Nonostante non siano stati previsti incontri ufficiali, questa tappa ha avuto un forte valore esplorativo, utile per conoscere da vicino il territorio e raccogliere le prime impressioni in vista di prossime missioni più strutturate.

«Ogni passo verso una maggiore presenza italiana in Centro America nasce dalla volontà di essere presenti, ascoltare e costruire ponti – ha dichiarato Odoguardi –. Questa visita è stata il primo seme, ma guardiamo già al futuro con proposte concrete».

Il viaggio rientra in un più ampio percorso del MAIE per rafforzare i legami con i connazionali in ogni parte del mondo, dando continuità alla missione originaria del movimento: rappresentare gli italiani all’estero con passione, impegno e concretezza.




Assistenza sanitaria per i pensionati italiani all’estero, il MAIE presenta disegno di legge

odoguardi mic logo

odoguardi mic logoDietro forte impulso del vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Vincenzo Odoguardi, il MAIE ha presentato un disegno di legge, a prima firma Sen. Mario Borghese, per la modifica della legge 23 dicembre 1978, n. 833, volta a garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).

Si legge nell’introduzione al testo di legge, si intende sanare un vulnus nella tutela del diritto alla salute dei pensionati italiani residenti all’estero. Sembra opportuno, anzi legittimo, che questi cittadini abbiano i medesimi servizi garantiti agli altri, a partire da quelli sanitari.

Per le ragioni esposte, si propone l’inserimento di tre nuovi commi all’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, al fine di garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).

“Ci tenevo particolarmente – dichiara il vicepresidente MAIE Odoguardi – a presentare in Parlamento una proposta di legge che andasse verso la direzione auspicata da tempo da tantissimi pensionati italiani nel mondo con cui siamo in contatto, così come da diverse associazioni di pensionati italiani residenti oltre confine. Mi piace ricordare, una su tutte, l’Associazione Pensionati della Repubblica Dominicana, fondata dal compianto Ivo Bellacini, che per anni si è battuta affinchè i pensionati italiani all’estero potessero ricevere, in Italia, le stesse prestazioni sanitarie garantite ai cittadini che vivono stabilente nello Stivale. Auspichiamo l’approvazione di tale proposta nel più breve tempo possibile, in modo tale da rendere giustizia a coloro che, da pensionati, pagano le tasse in Italia – pensiamo all’Irpef – senza tuttavia vedersi garantita l’assistenza sanitaria nel BelPaese”.

ARTICOLI DDL

Art. 1.
(Finalità)

  1. Al fine di garantire l’effettiva tutela della salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, la presente legge reca disposizioni volte a consentire ai cittadini pensionati italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) l’accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza garantiti ai cittadini residenti in Italia. Art. 2.
    (Modifica dell’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833)
  2. All’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti: «Le prestazioni sanitarie garantite dal Servizio sanitario nazionale sono erogate gratuitamente anche ai pensionati italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), di cui all’articolo 1 della legge 27 ottobre 1988, n. 470. Tali pensionati sono equiparati ai cittadini residenti in Italia per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni sanitarie. I pensionati iscritti all’AIRE sono registrati presso l’azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio sulla base dell’ultima residenza in Italia o, in caso di assenza di una precedente residenza in Italia, presso l’azienda sanitaria locale designata dal Ministero della salute.

Le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie agli iscritti all’AIRE sono definite con regolamento del Ministero della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ».

Art. 3.
(Disposizioni transitorie e finali)

  1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, emana un regolamento che definisce le modalità operative per l’erogazione delle prestazioni sanitarie agli iscritti all’AIRE, inclusi i meccanismi di rimborso per le spese sanitarie sostenute all’estero.
  2. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.



Odoguardi (MAIE): “La Marca (Pd) vende fumo mentre lo ius sanguinis è in pericolo”

odoguardi mic logo

odoguardi mic logoTroviamo ridicole e persino controproducenti, per gli italiani all’estero e i loro discendenti, le dichiarazioni della Senatrice Pd Francesca La Marca, che in una sua recente nota ha voluto comunicare con un entusiasmo del tutto imbarazzante il fatto che il Governo abbia presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza per chi l’ha persa, ovvero una misura che interessa – forse – una minima parte dei connazionali residenti all’estero.

La Marca, invece di occuparsi del decreto che punta a limitare fortemente la cittadinanza ius sanguinis e che uccide il futuro dell’italianità all’estero, si dice soddisfatta perché l’esecutivo ha presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza.

Cioè, mentre si sta cercando di sterminare lo ius sanguinis, con tutto ciò che ne consegue, lei sarebbe pronta a brindare a champagne per una misura, un contentino, che riguarda di fatto pochissime persone.

Ma come si può essere così insensibili di fronte a ciò che sta accadendo, dopo l’approvazione del cosiddetto pacchetto cittadinanza? Non dimentichiamo, inoltre, che La Marca in passato si è detta d’accordo nel limitare lo ius sanguinis a due generazioni… Ancora: dove sono i leader della sinistra? Perché Elly Schlein non proferisce parola? Dov’è Giuseppe Conte? Nulla, silenzio assoluto.

Nella zona del Centro America e dei Caraibi le dichiarazioni della senatrice hanno suscitato sgomento e allo stesso tempo ilarità, ma anche negli USA e in Canada tanti italiani nel mondo con cui siamo quotidianamente in contatto sono rimasti a dir poco perplessi, non sapendo – di fronte a tale uscita – se ridere o piangere. Sembra infatti uno scherzo, purtroppo è tutto vero.

L’auspicio da parte nostra è che La Marca possa dimostrare presto di volersi unire alla battaglia, che come MAIE stiamo portando avanti con coraggio e determinazione, tesa ad annullare o quanto meno a modificare in meglio il decreto che nelle ultime settimane ha causato un enorme caos tra le comunità italiane nel mondo. Sarà in grado di farlo? Nonostante i forti dubbi che nutriamo in proposito, ci auguriamo di sì.

Vincenzo Odouardi, Vicepresidente MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero




Odoguardi (MAIE): “Chi ha sangue italiano è italiano. L’Italia non è un Paese da ius soli”

odoguardi maie loghi

odoguardi maie loghiNew York, 28 aprile – “Chi ha sangue italiano è italiano, su questo non ci sono dubbi. L’Italia non è un Paese da ius soli.” Con queste parole Vincenzo Odoguardi, vicepresidente mondiale del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), commenta da New York il nuovo decreto sulla cittadinanza, oggetto di forti polemiche tra le comunità italiane nel mondo.

«Oggi siamo a New York, uno dei principali porti di arrivo dell’emigrazione italiana dopo l’Unificazione del Regno d’Italia, dopo la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
Molti mi hanno chiesto cosa penso del nuovo decreto sulla cittadinanza.
Comprendo le ragioni che hanno portato a questa proposta, ma la forma in cui il decreto è stato scritto e presentato è tra le peggiori possibili.»

Odoguardi ricorda come gli italiani all’estero siano i veri ambasciatori dell’italianità:
«Se nel mondo si conoscono la carbonara, la pizza, il tiramisù o luoghi iconici italiani, è grazie alla grande emigrazione italiana. Ognuno dei nostri emigrati ha portato con sé cultura, lingua, valori, tradizioni gastronomiche. Sono loro che promuovono i prodotti che rendono l’Italia celebre nel mondo.»

Secondo Odoguardi, il decreto rappresenta una deriva verso lo ius soli e rischia di compromettere l’identità culturale italiana:
«Sentirsi italiani non deriva dalla territorialità, bensì da una cultura viva e ricchissima: oltre 180 dialetti, 5.800 tipi di cibo, 535 varietà di vini, 60 siti UNESCO, il design, la moda, l’industria italiana. L’identità italiana è un patrimonio che vive nel cuore di chi la porta avanti, ovunque nel mondo.»

Preoccupano, inoltre, i contenuti della nota tecnica allegata al decreto:
«Gli italiani all’estero vengono considerati “un problema di sicurezza nazionale”. È un’offesa inaccettabile. Il rischio è che, in futuro, i nostri discendenti perdano lingua, cultura e valori italiani. I nostri spaghetti verranno chiamati noodles o macaronis, la nostra industria sarà penalizzata, il nostro design oscurato da quello di altri Paesi.»

Il MAIE ha già presentato emendamenti mirati:
«In particolare chiediamo di eliminare la dicitura “nato in Italia”, che obbligherebbe i figli di italiani nati all’estero a risiedere almeno due anni in Italia per poter trasmettere la cittadinanza.
Senza questa dicitura, il decreto può ancora tutelare e proteggere la comunità italiana all’estero, anche per le future generazioni.»




Odoguardi (MAIE): “Un italiano è per sempre, dovunque nasca nel mondo”

odoguardi maie loghi

Un concetto deve essere chiaro, ed è proprio su quello – con i nostri emendamenti – che puntiamo come Movimento Associativo Italiani all’Estero: il figlio o il nipote di un italiano è italiano dovunque nasca nel mondo.

Vanno dunque eliminate dal testo del tanto discusso decreto le parole “nato in Italia” che introducono pericolosamente il concetto di ius soli, come giustamente sottolineato dal presidente del MAIE Ricardo Merlo in una recente intervista.

Secondo le informazioni che ci giungono dal Palazzo, e secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, alcune forze politiche, anche all’interno del centrodestra stesso, non si trovano totalmente d’accordo con il decreto nella forma in cui è stato presentato – decreto che pure è stato votato all’unanimità dal Consiglio dei ministri – e stanno annunciando misure in grado di migliorarlo.

E’ il caso della Lega, per esempio, che sposa totalmente la visione del MAIE: le parole “nato in Italia” vanno assolutamente cancellate. Va proprio in questa direzione l’unico emendamento presentato dal Carroccio: l’obiettivo è chiarire che la riforma agisce nel perimetro dello ius sanguinis, che la trasmissione della cittadinanza fra genitore e figlio è automatica e che è italiano chi ha il nonno cittadino italiano, escludendo però – appunto – l’espressione “nato in Italia”.

In questi giorni continuiamo a ricevere messaggi da italiani residenti all’estero e dai loro discendenti, giustamente preoccupati a causa di un decreto che rischia di limitare con forza la trasmissione della cittadinanza ius sanguinis, spezzando così l’italianità nel mondo.

A tutti loro oggi possiamo dire che siamo fiduciosi: con il lavoro parlamentare e politico che stiamo portando avanti senza pausa, puntiamo a una riforma della cittadinanza – con cui siamo sempre stati d’accordo – che non dimentichi che l’emigrazione italiana fa parte della nostra Storia e che gli italiani nel mondo sono una enorme ricchezza per l’Italia. La battaglia continua.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




Odoguardi (MAIE): “Italiani all’estero uniti contro il decreto della vergogna”

odoguardi emendamenti

odoguardi emendamentiDopo l’approvazione del cosiddetto “Pacchetto cittadinanza”, votato nei giorni scorsi all’unanimità dal Consiglio dei ministri, gli italiani nel mondo, e i loro discendenti, vivono un momento di massima confusione.

Come MAIE riceviamo ogni giorno decine e decine di messaggi, via email e attraverso i social, di connazionali che ci chiedono delucidazioni in merito e ci spingono a continuare la battaglia per una riforma della cittadinanza ius sanguinis giusta, che non si dimentichi che l’emigrazione fa parte della Storia del nostro Paese

“Posso ancora trasmettere la cittadinanza italiana a mio figlio? E mio nipote sarà cittadino italiano se nascerà all’estero? E il figlio di mio nipote?”: sono questi, tra gli altri, gli interrogativi che ci arrivano da parte di tanti nostri fratelli italiani residenti oltre confine.

In attesa che il Parlamento si metta al lavoro, per cercare di migliorare questa riforma che di fatto limita fortemente lo ius sanguinis e apre le porte pericolosamente allo ius soli, ci chiediamo: se il decreto dovesse passare così com’è stato votato in Cdm, che ne sarà della presenza italiana nel mondo? Che ne sarà di quei milioni di ambasciatori che all’estero diffondono la nostra lingua, la cultura italiana, promuovono le eccellenze made in Italy? Che ne sarà dell’italianità oltre confine, di cui tanti di noi vanno fieri?

Con il Movimento Associativo Italiani all’Estero, anche grazie alla preziosa collaborazione dei nostri Parlamentari, sempre sotto la regia del presidente del MAIE, Ricardo Merlo, siamo al lavoro per cercare di porre rimedio a quello che per molti rappresenta un vero affronto alla collettività italiana che vive fuori dai confini dello Stivale.

Appena avremo presentato gli opportuni emendamenti, ne daremo notizia sui nostri canali social e sui media.

Fino ad allora, stiamo portando avanti un lavoro di moral suasion a livello politico, affrontando il tema con le diverse forze politiche italiane, cercando di far capire loro che un taglio così netto alla trasmissione della cittadinanza ius sanguinis non solo fa male a chi è partito dal BelPaese e ai suoi discendenti, ma all’Italia stessa.

Non restiamo quindi a guardare con le braccia incrociate. Per cercare di sensibilizzare il governo su questo tema in particolare, è in programma il 3 maggio a Roma, davanti al Campidoglio, una manifestazione pacifica per protestare contro quello che la comunità degli oriundi ha definito “il decreto della vergogna”, perché “il sangue italiano non diluisce con il tempo”.

Appoggiamo e sosteniamo l’evento, a cui parteciperanno anche rappresentanti del MAIE. Vogliamo far sentire forte la nostra voce, insieme a quella di tanti altri connazionali che si sentono traditi da una riforma che non tiene minimamente in considerazione l’importanza della presenza italiana a livello globale. Ora più che mai la battaglia continua.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente mondiale MAIE

 

foto: italiachiamaitalia.it




Odoguardi (MAIE): “Decreto Tajani, un colpo all’identità italiana nel mondo”

odoguardi navona

odoguardi navona“Il decreto proposto dal Ministro Tajani, e approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 28 marzo, non solo diventa un precedente molto pericoloso per le comunità italiane che vivono all’estero ma, soprattutto, non le tiene in minima considerazione.

Sono quasi otto milioni i nostri connazionali che vivono al di fuori della nostra Patria, o meglio, coloro che risultano iscritti all’AIRE.

Forse il Ministro Tajani non è a conoscenza dei numeri reali delle comunità italiane nel mondo, né del numero effettivo dei discendenti italiani all’estero.

Se consideriamo questi numeri, scopriamo che,nelmondo, esiste un’altra Italia, che rappresenta meno dell’1% della popolazione mondiale.

Essere Italiano significa sentirsi tale, non ha una incidenza territoriale come altre nazioni, L’identità italiana è molto più di una semplice identità culturale, è un profondo senso di appartenenza ed è importantissimo sentire i cittadini di origine italiana poter dire con orgoglio “Mi sento Italiano!”.

Noi non nasciamo semplicemente sotto una bandiera, ma bensì sotto culture differenti, credenze differenti, a volte sotto lingue differenti e il nostro tricolore, cosi come la lingua italiana, ci accomunano e ci rendono “ unici”.

Gli italiani, sia in Italia che all’estero, hanno bisogno di crescere, di diffondere e tramandare la nostra cultura, di far conoscere al mondo il contributo che il nostro Paese ha dato e continua a dare.

L’Italia è sinonimo di unicità, bellezza, qualità, arte, moda, design, cucina, vini e molto altro. Non siamo solo una nazione sviluppata, siamo la culla dei valori che hanno ispirato lo sviluppo di altre nazioni.

Il decreto approvato nasconde un messaggio inquietante: affermare che servirà a limitare i casi di cittadinanza non approvabili, e quindi di indole fraudolenta, significa ammettere l’incapacità del Ministero di gestire le pratiche di cittadinanza. E le responsabilità di un Ministero non possono ricadere sull’intera comunità italiana all’estero. Chi dice “sono italiano” lo fa con rispetto, gioia e orgoglio, e noi non possiamo permetterci di privarli di questo sentimento.

L’Italia non sarà mai un paese da “ius soli”. Non è la nascita in Italia a rendere qualcuno italiano, ma il sentire l’Italia dentro di sé, il viverla quotidianamente. Le nostre comunità all’estero lo fanno tutti i giorni, imparando la lingua, ascoltando la nostra musica e acquistando i prodotti italiani.

L’economia italiana all’estero è sostenuta proprio da chi si sente italiano. Dobbiamo comprendere il valore del contributo delle comunità italiane all’economia del nostro Paese.

Questo decreto rappresenta un pericoloso precedente: è un vero “vaso di Pandora“: una volta aperto non ci sarà ritorno, indipendentemente dalle varie revisioni che saranno fatte.

Il problema di un sistema che non funziona a livello globale come il “Prenotami”, la carenza di personale nei consolati e i tagli del Ministero non si risolveranno con questo decreto, ma solo con la consapevolezza che gli italiani all’estero non sono solo gli otto milioni iscritti all’AIRE, ma oltre cinquanta milioni.

Chi porta avanti la Italianità fuori dai confini della nostra Patria sono proprio quelle comunità che oggi si vogliono penalizzare. La scarsa sensibilità dimostrata dal Ministro Tajani è offensiva per chi, con sacrifici, ha portato la propria famiglia all’estero, spesso gente umile che si preoccupava più di sopravvivere che non di registrare le discendenze. Ma anche per le nuove generazioni che vivono fuori dell’Italia. Sono professionisti, impresari, ricercatori che, con il loro lavoro, contribuiscono all’economia italiana e che hanno, con i primi, un minimo comun denominatore, “il nostro sangue”.

Ministro Tajani, permetta che le dica: “Chi ha sangue italiano è italiano”. L’Italia non è un paese da “ius soli”, l’Italia si sente dentro, diversamente non si è italiani.

Per tutto questo, ci aspettiamo, quindi, una revisione totale del lavoro che deve svolgere il Ministero all’estero, senza penalizzare le nostre comunità. Altrimenti, saremo testimoni dell’inizio del declino di quella che è la civiltà che ha fatto sviluppare buona parte del mondo moderno.

Vincenzo Odoguardi, Vice Presidente mondiale MAIE”




Oggi il Congresso Maie Guatemala-Honduras. Odoguardi: “Presenti ovunque ci sia un italiano nel mondo”

odoguardi maie loghi

odoguardi maie loghiSi svolgerà oggi, 8 marzo, in Guatemala, nell’hotel Marriott della capitale, il primo congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che vedrà la partecipazione di tutti i coordinatori MAIE dell’America Centrale.

A presiedere i lavori sarà Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Al suo fianco, il vicepresidente MAIE, Vincenzo Odoguardi.

“In Guatemala, in occasione dell’evento MAIE, avremo l’opportunità di incontrare la comunità italiana locale – sottolinea il presidente Merlo -, ascolteremo i nostri connazionali, raccoglieremo le loro richieste per poi lavorare a Roma, con i nostri parlamentari, alla ricerca di soluzioni alle problematiche degli italiani e dei loro discendenti”.

Il congresso “sarà occasione di confronto e di dibattito”, dichiara il vicepresidente Odoguardi, che prosegue: “Insieme a tutti i coordinatori del Centro America progetteremo il futuro, preparandoci alle sfide che verranno, pensando soprattutto alle elezioni politiche del 2027. Come MAIE continuiamo a lavorare sul territorio, investendo tempo e risorse per rafforzare la presenza del Movimento ovunque ci sia un italiano nel mondo”.

Ad aprire i lavori del Congresso sarà Marcucci, poi toccherà al presidente Merlo e al vicepresidente Odoguardi, la parola passerà quindi ad Antonio Iachini, Consigliere CGIE e Coordinatore MAIE Venezuela e area Andina.

Temi principali saranno gli obiettivi comuni per la comunità italiana, i risultati concreti raggiunti in questi anni dal MAIE, le sfide e le opportunità attuali. E poi il coinvolgimento attivo dei coordinatori e della comunità, le prospettive future e le strategie di crescita, la collaborazione con le istituzioni locali e italiane, l’appello all’unità per affrontare le sfide e tutelare gli interessi degli italiani in Guatemala.

Interverranno quindi Sebastian Marcucci (responsabile affari politici), Fernando Campo Doninelli (responsabile del dipartimento Giovani),
Filippo Barone (Responsabile cittá del Guatemala), Benedetta Poggio (Responsabile Pari opportunitá Guatemala).

Previsti alle 11:30 i saluti dei coordinatori nazionali Messico Centro America e Caraibi:

GIUSEPPE CACACE Coordinatore Centro America
GIUSEPPE VIJIL Coordinatore Honduras
MASSIMILIANO ATRIGNA Coordinatore Caribe
PAOLA CECCON Coordinatore Costa Rica
GUIDO ALBANI Coordinatore El Salvador
NICOLA ORIGGI Responsabile comunicazione Messico

Dopo una breve pausa, si ricomincerà con gli interventi del coordinatore Honduras e Italodiscendenti Edoardo Brocato (Coordinatore San Pedro Sula), Dennis Casco (Responsabile italo-discendenti in Centro e Nord America).

Previsti quindi gli interventi dei rappresentanti MAIE e delle associazioni italiane del Guatemala :

GIOVANNI MUSELLA Presidente CAMCIAG e vicepresidente Comites
GABRIELE MUSTO Direttore generale CAMCIAG e Tesoriere Comites

Prima di chiudere la prima parte dei lavori interverrà Antonio Iachini, che cederà la parola al vicepresidente MAIE Odoguardi. Infine, previsto l’intervento del presidente Merlo, al quale seguirà un dibattito libero.

Nel pomeriggio l’incontro con la comunità italiana locale:

8:30 SALUTO ED INTERVENTO SEBASTIAN MARCUCCI
INTERVENTO Coordinatore Centro America MAIE GIUSEPPE CACACE
INTERVENTO COORDINATORE MAIE HONDURAS GIUSEPPE VIJIL
INTERVENTO COORDINATRICE COSTA RICA PAOLA CECCON
INTERVENTO COORDINATORE RESPONSABILE COMUNICAZIONE MESSICO; NICOLA ORIGGI
INTERVENO COORDINATORE GUIDO ALBANI COORDINATORE ITALODISCENDENTI EL SALVADOR
INTERVENTO CONSIGLIERE CGIE AMERICA LATINA ANTONIO IACHINI
INTERVNETO VICEPRESIDENTE MAIE COMM. VINCENZO ODOGUARDI
INTERVENTO PRESIDENTE MAIE RICARDO MERLO

A fine giornata, in programma una cena con tutti i partecipanti al congresso, che il giorno dopo faranno ritorno nei propri Paesi d’origine.