Piazza San Pietro: 250 mila persone per l’estremo saluto a Papa Francesco

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La bara di Papa Francesco, portata in spalla da 14 sediari fuori dalla Basilica di San Pietro, è stata adagiata sul sagrato. L’uscita dalla Basilica è stata accolta da un lungo applauso dei presenti. Così sono iniziati i funerali del pontefice scomparso lo scorso 21 aprile. Sopra la bara del pontefice, il Maestro delle cerimonie, monsignor Diego Ravelli, ha posizionato un Vangelo aperto.

Poco prima dell’inizio delle esequie, all’interno della Basilica di San Pietro diversi capi di Stato hanno reso omaggio alla bara del Pontefice defunto. Tra loro il presidente Usa Donald Trump, accompagnato dalla moglie Melania. Tra i primi anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, e il presidente argentino Javier Milei, con la consorte. Sono quasi 170 le delegazioni provenienti da tutto il mondo

Una piazza silenziosa ha, invece, atteso l’arrivo del feretro sul sagrato della Basilica di San Pietro. A un’ora dall’inizio delle esequie, la Questura riferiva di 100mila persone già presenti. Sono 250mila le persone che hanno partecipato ai funerali di Papa Francesco. Lo rende noto la sala stampa vaticana.

MESSA IN DIVERSE LINGUE

La processione di cardinali e vescovi ha introdotto l’inizio dei funerali per papa Francesco, sul sagrato della Basilica di San Pietro. La cerimonia è presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Con lui concelebrano 220 cardinali e 750 tra vescovi e sacerdoti.

Durante la messa, che cade nell’Ottava di Pasqua, è stata letta come prima lettura il brano, dagli Atti degli Apostoli, in cui Pietro rammenta Passione, morte e risurrezione di Gesù. La seconda lettura è stata un brano della Lettera di San Paolo ai Filippesi mentre il Vangelo, da un passaggio di Giovanni, racconta dell’apparizione di Gesù risorto ai suoi discepoli. Brani che richiamano il ministero del Papa, successore di Pietro e vescovo di Roma. Nel corso delle celebrazioni, le letture sono state pronunciate in lingue diverse: la prima in inglese, la seconda in spagnolo, il Vangelo in latino – lingua liturgica per la Chiesa cattolica.

DA MELONI A TRUMP ECCO DISPOSIZIONE DELEGAZIONI

In prima fila, alla sinistra del feretro posizionato a terra sul sagrato di San Pietro, ci sono i rappresentanti dell’Italia. Accanto quelli dell’Argentina, sua terra Natale. Le 160 delegazioni arrivate da tutto il mondo a Roma per il funerale di Papa Francesco hanno preso posto in piazza San Pietro per assistere alla cerimonia, che a breve prenderà il via. La disposizione dei posti ha seguito lo stesso protocollo utilizzato per i funerali di papa Wojtyla e del pontefice emerito Joseph Ratzinger.

La delegazione italiana, 20 persone in tutto, è composta tra gli altri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la figlia Laura, e dalla premier Giorgia Meloni. Presenti anche il presidente del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. E ancora: il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Dieci persone rappresentano l’argentina, dal presidente Javier Milei alla sorella Karina, segretaria gnerale fino al ministro degli Esteri Gerardo Werthein.

Secondo il protocollo in prima fila ci sono i sovrani regnanti di religione cattolica, come il re di Spagna Felipe VI e la regina Letizia Ortiz, re Filippo del Belgio e la regina Mathilde, Alberto II di Monaco, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, John Timothy Dunlap. Poi sarà la volta dei regnanti non cattolici come Carlo XVI Gustavo di Svezia, il principe William del Regno Unito e il principe ereditario di Norvegia Haakon.

Foto dei leader di Antonio Fraioli

I posti delle altre delegazioni sono stati assegnati secondo l’ordine alfabeto francese, a partire dai capi di Stato della Germania e dell’Austria, Frank Walter Steinmeier e Alexander van der Bellen. Poi quello albanese Bajram Begaj e angolano João Manuel Gonçalves Lourenço.

Il presidente Usa Donald Trump, presente insieme alla moglie Melania, siede tra il capo di stato estone Alar Karis e l’omologo finlandese Alexander Stubb, seguito a sua volta dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla consorte Brigitte.

Più lontano invece il leader ucraino Volodymyr Zelensky – in forse fino all’ultimo momento – che ha vicino la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Per l’Onu c’è il segretario generale Antonio Guterres, mentre la Cina è rappresentata dal vice presidente Chen Chin-Jen.

OMELIA CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE: CUORE TRISTE, MA SORRETTI DA FEDE

“In questa maestosa piazza di San Pietro, nella quale Papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucarestia e presieduto grandi incontri nel corso di questi 12 anni, siamo raccolti in preghiera attorno alle sue spoglie mortali col cuore triste, ma sorretti dalla certezza della fede, che ci assicura che l’esistenza umana non termina nella tomba, ma nella casa del Padre in una vita di felicità che non conoscerà tramonto”. Con queste parole il cardinale Giovanni Battista Re ha iniziato l’omelia nei funerali di Papa Francesco, che si stanno svolgendo sul sagrato di San Pietro.

“PLEBISCITO DI AFFETTO, HA TOCCATO MENTI E CUORI”

“A nome del Collegio dei Cardinali ringrazio cordialmente tutti per la vostra presenza. Con intensità di sentimento rivolgo un deferente saluto e vivo ringraziamento ai Capi di Stato, ai Capi di Governo e alle delegazioni ufficiali venute da numerosi Paesi ad esprimere affetto, venerazione e stima verso il Papa che ci ha lasciati”, ha sottolineato il cardinale. “Il plebiscito di manifestazioni di affetto e di partecipazione, che abbiamo visto in questi giorni dopo il suo passaggio da questa terra all’eternità, ci dice quanto l’intenso Pontificato di Papa Francesco abbia toccato le menti ed i cuori“, ha aggiunto.

“NEL CUORE SUA IMMAGINE TRA FOLLA PASQUA”

La sua ultima immagine, che rimarrà nei nostri occhi e nel nostro cuore, è quella di domenica scorsa, Solennità di Pasqua, quando Papa Francesco, nonostante i gravi problemi di salute, ha voluto impartirci la benedizione dal balcone della Basilica di San Pietro e poi è sceso in questa piazza per salutare dalla papamobile scoperta tutta la grande folla convenuta per la Messa di Pasqua“, ha continuato.

“BUON PASTORE HA DATO VITA PER SUE PECORE”

“Con la nostra preghiera vogliamo ora affidare l’anima dell’amato Pontefice a Dio- ha proseguito Giovanni Battista Re- perché Gli conceda l’eterna felicità nell’orizzonte luminoso e glorioso del suo immenso amore. Ci illumina e ci guida la pagina del Vangelo, nella quale è risuonata la voce stessa di Cristo che interpellava il primo degli Apostoli: ‘Pietro, mi ami tu più di costoro?’. E la risposta di Pietro era stata pronta e sincera: ‘Signore, Tu conosci tutto; Tu sai che ti voglio bene!’. E Gesù gli affidò la grande missione: ‘Pasci le mie pecore’. Sarà questo il compito costante di Pietro e dei suoi Successori, un servizio di amore sulla scia del Maestro e Signore Gesù Cristo. Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena“.

Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio, memore della frase di Gesù citata dall’Apostolo Paolo: ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere’ (Atti, 20,35)”, ha detto.

“IL NOME FRANCESCO SCELTA DI PROGRAMMA”

“Quando il Card. Bergoglio, il 13 marzo del 2013, fu eletto dal Conclave a succedere a Papa Benedetto XVI, aveva alle spalle gli anni di vita religiosa nella Compagnia di Gesù e soprattutto era arricchito dall’esperienza di 21 anni di ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, prima come Ausiliare, poi come Coadiutore e in seguito, soprattutto, come Arcivescovo. La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi”, ha aggiunto.

“Conservò il suo temperamento e la sua forma di guida pastorale, e diede subito l’impronta della sua forte personalità nel governo della Chiesa, instaurando un contatto diretto con le singole persone e con le popolazioni, desideroso di essere vicino a tutti, con spiccata attenzione alle persone in difficoltà, spendendosi senza misura, in particolare per gli ultimi della terra, gli emarginati. È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti. Inoltre è stato un Papa attento al nuovo che emergeva nella società ed a quanto lo Spirito Santo suscitava nella Chiesa”, ha sottolineato.

“PER LUI CHIESA È CASA DI TUTTI”

“Il suo carisma dell’accoglienza e dell’ascolto, unito ad un modo di comportarsi proprio della sensibilità del giorno d’oggi, ha toccato i cuori, cercando di risvegliare le energie morali e spirituali. Il primato dell’evangelizzazione è stato la guida del suo Pontificato, diffondendo, con una chiara impronta missionaria, la gioia del Vangelo, che è stata il titolo della sua prima Esortazione Apostolica Evangelii gaudium. Una gioia che colma di fiducia e speranza il cuore di tutti coloro che si affidano a Dio”, ha affermato.

“Filo conduttore della sua missione è stata anche la convinzione che la Chiesa è una casa per tutti; una casa dalle porte sempre aperte. Ha più volte fatto ricorso all’immagine della Chiesa come ‘ospedale da campo’ dopo una battaglia in cui vi sono stati molti feriti; una Chiesa desiderosa di prendersi cura con determinazione dei problemi delle persone e dei grandi affanni che lacerano il mondo contemporaneo; una Chiesa capace di chinarsi su ogni uomo, al di là di ogni credo o condizione, curandone le ferite”, ha aggiunto il Cardinale.

“VIAGGIO IN IRAQ NEL 2021 NELLA STORIA”

“Dei suoi 47 faticosi Viaggi Apostolici resterà nella storia in modo particolare quello in Iraq nel 2021, compiuto sfidando ogni rischio. Quella difficile Visita Apostolica è stata un balsamo sulle ferite aperte della popolazione irachena, che tanto aveva sofferto per l’opera disumana dell’ISIS. È stato questo un Viaggio importante anche per il dialogo interreligioso, un’altra dimensione rilevante della sua opera pastorale. Con la Visita Apostolica del 2024 a quattro Nazioni dell’Asia-Oceania, il Papa ha raggiunto la periferia più periferica del mondo”, ha ricordato.

“MISERICORDIA E GIOIA VANGELO SUE PAROLE CHIAVE”

Papa Francesco ha sempre messo al centro il Vangelo della misericordia, sottolineando ripetutamente che Dio non si stanca di perdonarci: Egli perdona sempre qualunque sia la situazione di chi chiede perdono e ritorna sulla retta via. Volle il Giubileo Straordinario della Misericordia, mettendo in luce che la misericordia è ‘il cuore del Vangelo’. Misericordia e gioia del Vangelo sono due parole chiave di Papa Francesco”, ha continuato.

“NESSUNO SI SALVA DA SOLO”

In contrasto con quella che ha definito ‘la cultura dello scarto’– haaggiunto- ha parlato della cultura dell’incontro e della solidarietà. Il tema della fraternità ha attraversato tutto il suo Pontificato con toni vibranti. Nella Lettera Enciclica ‘Fratelli tutti’ ha voluto far rinascere un’aspirazione mondiale alla fraternità, perché tutti figli del medesimo Padre che sta nei cieli. Con forza ha spesso ricordato che apparteniamo tutti alla medesima famiglia umana. Nel 2019, durante il viaggio negli Emirati Arabi Uniti, Papa Francesco ha firmato un documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’, richiamando la comune paternità di Dio. Rivolgendosi agli uomini e alle donne di tutto il mondo, con la Lettera Enciclica Laudato si’ ha richiamato l’attenzione sui doveri e sulla corresponsabilità nei riguardi della casa comune. ‘Nessuno si salva da solo’“.

“SUA ESORTAZIONE ‘COSTRUIRE PONTI NON MURI’”

‘Costruire ponti e non muri’– ha detto- è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni. In unione spirituale con tutta la Cristianità siamo qui numerosi a pregare per Papa Francesco perché Dio lo accolga nell’immensità del suo amore”.

FRANCESCO TI CHIEDIAMO DI PREGARE PER NOI

“Papa Francesco soleva concludere i suoi discorsi ed i suoi incontri dicendo: ‘Non dimenticatevi di pregare per me’. Caro Papa Francesco, ora chiediamo a Te di pregare per noi e che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza”, ha concluso tra gli applausi della folla.

OMELIA, APPLAUSI PER PASSAGGI SU MIGRANTI, PACE E MURI DA ABBATTERE

Sono diversi i passaggi in cui l’omelia pronunciata dal cardinale Giovanni Battista Re per funerali di Papa Francesco ha raccolto gli applausi dei fedeli presenti. Il primo è in occasione delle parole dedicate all’attenzione del Pontefice agli ultimi e ai migranti e in particolare al “significativo” primo viaggio di Papa Francesco a Lampedusa. Stesso esito anche quando il cardinale ha ricordato “la celebrazione di una Messa al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in occasione del suo viaggio in Messico”. Applausi anche quando Giovanni Battista Re ha richiamato alla memoria le parole del Santo Padre “Nessuno si salva da solo”.

Ma il momento in cui la folla ha accompagnato con intenso calore l’omelia c’è stato quando il cardinale ha elogiato Papa Francesco e la sua voce “incessantemente elevata” per “implorare la pace”. Così come quando ha ribadito che “la guerra lascia sempre il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Papa Francesco. Il San Lorenzo: “Gli intitoleremo il nuovo stadio”

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immagine 2025 04 21 155956 e1745244085648“Hasta siempre, Santo Padre!”. E’ questo il messaggio di saluto che il San Lorenzo de Almagro rivolge a Papa Francesco nel giorno della scomparsa.

Il pontefice era dichiaratamente un grande tifoso della società argentina, che sul proprio sito ricorda: “Socio onorario del nostro club, la sua passione per il San Lorenzo ci ha sempre profondamente commosso e ci unisce in una preghiera costante per la sua anima. Fin da bambino è stato affascinato dai colori blu e rosso, richiesti dalla sua famiglia: suo padre, Mario José, giocava a basket in Avenida La Plata. Dalla sua casa a Flores imparò ad amare il Ciclone. E si godeva quella squadra emblematica del Viejo Gasómetro, campione nel 1946, che schierava in attacco Armando Farro, René Pontoni e Rinaldo Martino. La sua idolatria per René era senza pari”.

Il club ricorda ancora: “Da sempre vicino al club, celebrò una messa nella cappella della Città dello Sport quando era già arcivescovo di Buenos Aires (incarico che aveva assunto nel 1998) e amministrò il sacramento della Cresima ad alcuni ragazzi del collegio: tra questi, anche Angelito Correa. E ogni traguardo lo ha celebrato insieme a noi, con enorme generosità, ricevendo in Vaticano le delegazioni che lo hanno visitato durante i suoi anni di pontificato. L’anno scorso, ad esempio, ha ricevuto il nostro presidente, Marcelo Moretti, che ha proposto ufficialmente che il futuro stadio di Avenida La Plata venga intitolato a ‘Papa Francesco’.

Commosso, il Santo Padre accettò senza esitazione”.

Per il San Lorenzo “fu un personaggio chiave nella vita istituzionale argentina, un uomo riflessivo, aperto e colto, assolutamente devoto alle sue convinzioni e alla sua visione del mondo. E un tifoso del San Lorenzo che ci ha riempito di orgoglio, trasmettendo questa meravigliosa passione in ogni occasione che ha avuto modo di incontrare.

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Papa Francesco, i funerali si terranno sabato alle 10 sul sagrato di San Pietro

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerSabato 26 aprile 2025 alle ore 10, primo giorno dei Novendiali, sul sagrato della Basilica di San Pietro sarà celebrata la Santa messa esequiale del Romano pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis: così la Santa Sede in una nota.

A presiedere la liturgia sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Potranno concelebrare: i patriarchi e i cardinali, che si troveranno, entro le ore 9, nella Cappella di San Sebastiano in Basilica, portando con sé la mitra bianca damascata; gli arcivescovi e i vescovi, che si troveranno, entro le ore 8.30, al Braccio di Costantino, portando con sé amitto, camice, cingolo e mitra bianca semplice; i presbiteri, che si troveranno, entro le ore 8.30, direttamente nel settore loro riservato in Piazza San Pietro, dove indosseranno l’amitto, il camice, il cingolo e la stola rossa che avranno portato con sé. Al termine della celebrazione eucaristica avranno luogo l’Ultima commendatio e la Valedictio. Nella nota, firmata da Diego Ravelli, arcivescovo titolare di Recanati, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie si legge anche che “di seguito il feretro del Romano pontefice sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione”.

DOMANI ALLE 9 LA TRASLAZIONE, DA SANTA MARTA A SAN PIETRO

Da piazza Santa Marta a piazza dei Protomartiri romani e poi dall’Arco delle campane fino in piazza San Pietro e all’ingresso nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale: questo l’itinerario della processione della traslazione del corpo di papa Francesco, in programma domani alle 9. A comunicare i dettagli sul percorso e sui tempi è stata oggi la Santa sede, attraverso una nota. “Domani alle 9 la bara con il defunto Romano pontefice Francesco sarà portata dalla cappella della Domus Sanctae Marthae alla Basilica papale di San Pietro, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis” si legge nel testo. “Dopo il momento di preghiera, presieduto da Sua eminenza reverendissima il signor cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa romana Chiesa, ha inizio la traslazione”. Poi, sul percorso: “La processione percorrerà la piazza Santa Marta e la piazza dei Protomartiri romani; dall’Arco delle campane uscirà in piazza San Pietro ed entrerà nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale”.

La Santa Sede informa ancora: “Presso l’altare della Confessione il cardinale Camerlengo presiederà la liturgia della Parola, al termine della quale avranno inizio le visite alla salma del Romano pontefice”. Nella nota si continua: “I patriarchi e i cardinali, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno nella Cappella della Domus Sanctae Marthae per le ore 8.45. Gli arcivescovi e i vescovi, i canonici del capitolo vaticano, i penitenzieri minori vaticani ordinari e, in conformità al Motu proprio ‘Pontificalis Domus’, tutti i componenti della cappella pontificia, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno in piazza Santa Marta per le ore 8.30”.

DOMENICA A SAN PIETRO SECONDA MESSA ESEQUIALE CON GIOVANI

Una messa esequiale in suffragio di papa Francesco si terrà domenica in piazza San Pietro con la partecipazione anche dei giovani partecipanti al Giubileo degli adolescenti che vorranno prendervi parte: lo ha riferito il direttore della santa stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

“Sarà la seconda del ciclo del novendiale”, è stato specificato, con riferimento al funerale previsto sabato, “e sarà celebrata dal cardinale Pietro Parolin”. Bruni ha aggiunto: “I ragazzi che avranno fatto il loro Giubileo saranno benvenuti in piazza domenica”. Il novendiale è il periodo di nove giorni di lutto che segue la morte di un papa.

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Papa Francesco nella bara: il pontefice con il rosario e la mitra (VIDEO)

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Diffuse stamane dalla Santa Sede le prime immagini della bara di papa Francesco. Il corpo si trova nella cappella di Casa Santa Marta. Il papa indossa una veste liturgica rossa, la casula, ha il rosario tra le mani e la mitra. La bara è in legno. Accanto ci sono le guardie svizzere e il cardinale Pietro Parolin.

Come riporta Vatican News, “Ieri sera, 21 aprile, alle 20 circa, ha avuto luogo il rito della constatazione del decesso e della deposizione nella bara della salma di Papa Francesco, nella Cappella del pianterreno di Casa Santa Marta. Si è data lettura della constatazione di morte. L’atto è stato convalidato dal cardinale Kevin Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa. La celebrazione è durata poco meno di un’ora”.

 

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È morto Papa Francesco, aveva 88 anni

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerPoco fa Sua Eminenza, il Card Farrell, ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

L’ULTIMA VOLTA CON FRANCESCO, IN PIAZZA SAN PIETRO A PASQUA

Papa Francesco è morto meno di 24 ore dopo la sua apparizione in piazza San Pietro in Vaticano per la domenica di Pasqua: lo sottolinea oggi in un suo servizio anche l’emittente britannica Bbc. In sedia a rotelle, il Pontefice aveva salutato la folla acclamante dal balcone della Basilica di San Pietro e aveva detto: “Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua”.

MATTARELLA: GRAVE VUOTO, VIENE MENO PUNTO DI RIFERIMENTO

“Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato. La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanita’. La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”

MELONI: CI LASCIA UN GRANDE UOMO E UN GRANDE PASTORE

“Papa Francesco è tornato alla casa del Padre. Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore”. Lo dice il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che nonsono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza”. “Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile. E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che ‘non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce’. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa”.

TAJANI: È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

“Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre. Cura del Creato, Misericordia, fratellanza: è stato un grande Pontefice. Un amico dell’Italia. Preghiamo per lui e per il futuro di tutta la Chiesa Cattolica. Santo Padre, ci protegga da lassù”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani.

LA RUSSA: PROFONDO DOLORE, SUO IMPEGNO PER PACE EREDITÀPREZIOSA

“La scomparsa di Papa Francesco suscita un profondo senso di dolore: guida spirituale di immenso carisma e testimone di fede vissuta, ha saputo incarnare i valori della misericordia e della solidarietà, avvicinando la Chiesa a chiunque fosse in difficoltà. Il Suo impegno per il dialogo, la pace e l’attenzione agli ultimi resteranno un’eredità preziosa. A nome mio e dei colleghi senatori, esprimo le più sentite condoglianze”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

METSOLA: EUROPA PIANGE SCOMPARSA FRANCESCO, IL PAPA DEL POPOLO

“L’Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco. Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. ‘Il Papa del popolo’ sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza per la pace, la compassione per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Possa riposare in pace”. Lo scrive la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su ‘X’.

URSULA VON DER LEYEN: HA ISPIRATO MILIONI DI PERSONE OLTRE LA CHIESA CATTOLICA

“Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco. Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati. I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita. Possano trovare conforto nell’idea che l’eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

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